Vangelo della Trasfigurazione Anno A MP3: testo, liturgia e canti

Il Vangelo della Trasfigurazione nell’Anno A è Matteo 17,1-9: Gesù conduce Pietro, Giacomo e Giovanni su un alto monte, il suo volto brilla come il sole, Mosè ed Elia conversano con lui e una voce dalla nube proclama: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».

La celebrazione presenta la Trasfigurazione come un’anticipazione della Pasqua: la luce della gloria sostiene i discepoli davanti allo scandalo della croce e orienta il cammino quaresimale verso la morte e risurrezione del Signore. Per l’animazione musicale sono particolarmente adatti canti sull’ascolto, sulla luce, sul volto di Cristo, sul monte e sulla gloria.

Trasfigurazione di Gesù sul monte

Vangelo della Trasfigurazione: Matteo 17,1-9

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.

Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».

All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».

Il significato della Trasfigurazione

La Quaresima è il tempo nel quale la chiesa prepara i catecumeni al battesimo e aiuta i battezzati ad approfondire il senso del sacramento che li ha innestati nel mistero della morte e risurrezione di Cristo. Chi accoglie la fede deve rendersi conto che essere credente non significa solo conoscere alcune nozioni su Dio e su Gesù Cristo, ma significa aderire alla persona di Gesù vivendo la sua stessa esperienza.

La Quaresima è un momento forte di questa vita con Cristo. Per questo, Domenica scorsa, la Chiesa ci ha condotti nel deserto a condividere la tentazione e la lotta di Cristo; oggi ci conduce al monte della trasfigurazione. Gesù passa attraverso la sofferenza e la morte, ma per essere glorificato. Come per gli apostoli, così anche per noi, è difficile capire questa croce che dà la salvezza.

La trasfigurazione è l’esperienza pasquale anticipata per aiutare i discepoli ad accettare con una visione di fede lo scandalo della croce. Attraverso questo evento, Gesù «indicò agli apostoli che solo attraverso la passione, possiamo giungere a lui, al trionfo della risurrezione» (cfr. Prefazio) ed «entrare nella gloria del suo regno» (cfr. Nuova Colletta).

L’eucaristia è il momento nel quale la nostra assemblea rende grazie al Padre per averci introdotto nell’intelligenza vitale del mistero della trasfigurazione di Cristo, e nello stesso tempo è il momento nel quale questo mistero opera in noi una profonda trasformazione, ravvivando la grazia del battesimo.

Il contatto con il corpo glorificato del Signore nell’eucaristia alla quale partecipiamo, infatti, è il pegno che anche il nostro corpo di miseria sarà trasfigurato e reso conforme al suo corpo di gloria (cf. Fil 3,20-21). Oggi si compie, dunque, un’altra tappa del nostro cammino quaresimale verso la pasqua.

La luce della gloria e lo scandalo della croce

La santa Trasfigurazione che questa II Dom. di quaresima viene contemplata riveste di fatto un’importanza eccezionale nella vita e nella spiritualità della Chiesa, come di fatto lo riflette la stessa Liturgia. È quasi ovvio il tema della Luce-Gloria e perciò della Divinità che rifulge dall’Umanità del Signore, dell’eternità che irrompe nel tempo creato.

Nel contesto della quaresima, le letture di questa Dom. hanno lo scopo di incoraggiare il nostro impegno di vita cristiana, in vista del rinnovo delle promesse battesimali, nella notte santa. Gesù battezzato per la missione salvatrice, superata la tentazione (I Dom.) che intendeva attraversargli la strada, è trasfigurato ed è confermato dalla nube luminosa dello spirito e dalla voce del Padre in vista del sacrificio pasquale di morte e risurrezione.

Nell’ora dell’Ascolto monastica la lettura patristica dell’anno A, tratta dai «Discorsi1» di S. Leone Magno, Papa, ci segnala tre aspetti fondamentali da rilevare nel commento dell’episodio: rimuovere dall’animo dei discepoli lo scandalo della croce. dare un fondamento solido alla speranza della Chiesa. la conferma della fede di tutti nella redenzione di Cristo.

La Trasfigurazione è una esperienza pasquale anticipata per aiutare i discepoli ad accettare con una visione di fede lo scandalo della croce. Attraverso questo evento, Gesù «indicò agli apostoli che solo attraverso la passione, possiamo giungere a lui, al trionfo della risurrezione» (cfr. Prefazio2) ed «entrare nella gloria del suo regno» (cfr. Nuova Colletta3).

Gesù, il Figlio amato da ascoltare

È la Voce del Padre nella Trasfigurazione. Il testo orienta la lettura che segue, e va riletto nel contesto. L’imperativo del Padre ai fedeli è che diano ascolto totale al Figlio.

«Questo è il mio Figlio prediletto nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo» è la rivelazione permanente che lo Spirito del Padre dona anche «oggi qui» per l’eccesso sovrabbondante della divina Bontà. E la confermazione perenne per i fedeli, come lo fu per il Signore, come lo fu per la fede di Pietro e dei discepoli di allora.

E «oggi qui» i fedeli ascoltano il Signore in questa divina Parola, in questa divina Mensa dei Misteri, in questa divina Sposa che è la Chiesa Madre unica. E ascoltando obbediscono e seguono il Signore Risorto dovunque vada, a partire dalla triplice comunione alla sua Parola, alla sua Mensa, alla sua Sposa, donata dallo Spirito Santo.

Solo così sono «figli del Padre», i «diletti del Padre», l’oggetto del Compiacimento del Padre. E i catecumeni presenti ascoltano le realtà inimmaginabili che essi stessi si apprestano a ricevere e a vivere, anzi, a essere.

Il monte della Trasfigurazione nei Vangeli sinottici

Nei Sinottici la Trasfigurazione ha un’inquadratura mirata, che ne fa come il centro fisico della narrazione evangelica, una vera “cerniera” decisiva che permette di contemplare l’intera composizione: quanto precede e quanto segue.

Il Battezzato e la sua prima missione (Mt 4,12-16,2): il Signore secondo il Dono dello Spirito Santo battesimale opera le Parole del Padre che lo testimoniano al Giordano. Ossia nello Spirito Santo svolge la “Liturgia trinitaria” (= l’opera per il popolo) che consiste nell’Evangelo, nelle opere del Regno e nel culto nuovo al Padre.

Il Trasfigurato e la “cerniera” (Mt 16,13-17,23): pur nella “crisi” del ministero messianico di Colui che fu inviato per essere l’Alleanza del popolo suo e la Luce delle nazioni (cf. Mt 16,13ss “La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?” e anche Pietro dopo il 1° annuncio di passione “Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai”) il Disegno divino non può arrestarsi.

La Trasfigurazione si pone dunque come Luce che vuole dissipare quelle tenebre che impediscono agli stessi discepoli di comprendere la Resurrezione. Il Crocifìsso, culmine della catechesi. Agli occhi del mondo la crocifissione è lo spettacolo dell’estrema umiliazione” e la tragica conseguenza di una follia ma invece è il punto culminante della catechesi del Signore ai discepoli scossi, terrorizzati, demoralizzati, fuggiaschi.

Matteo, Marco e Luca

Matteo, il cui evangelo è composto da cinque grandi discorsi come cinque sono i libri della Torah, i sacri libri della Bibbia che rappresentano il cuore del giudaismo, vede nel Tabor il nuovo monte Sinai e in Gesù il nuovo Mose che dà la Legge, cioè il Discorso della Montagna.

Marco, diversamente, legge nella Trasfigurazione semplicemente una epifania gloriosa del Messia nascosto, per mettere in luce il tema centrale della sua narrazione che è il paradosso di Gesù inviato di Dio e umiliato, incompreso, respinto dagli uomini.

Luca invece coglie nell’evento del Tabor primariamente un’esperienza della preghiera di Gesù, preghiera profonda, ardente, trasformante. Aggiungiamo anche una quarta testimonianza, quella della 2 Pt 1,12-21, che vede nell’episodio un momento storico della glorificazione di Cristo in opposizione alle speculazioni gnostiche che prevedevano chissà quali apparizioni future.

La liturgia della Trasfigurazione nell’Anno A

ElementoTesto
Colore liturgicoBianco
Prima letturaDn 7,9-10.13-14
Salmo responsorialeSal 96
Seconda lettura2Pt 1,16-19
VangeloMt 17,1-9
AcclamazioneMt 17,5c

Antifona d’ingresso

Nel segno di una nube luminosa apparve lo Spirito Santo e si udì la voce del Padre: Questi è il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto: ascoltatelo. (Cfr. Mt 17,5)

Colletta

O Dio, che nella gloriosa Trasfigurazione del Cristo Signore, hai confermato i misteri della fede con la testimonianza della legge e dei profeti e hai mirabilmente preannunziato la nostra definitiva adozione a tuoi figli, fa' che ascoltiamo la parola del tuo amatissimo Figlio per diventare coeredi della sua vita immortale. Egli è Dio, e vive e regna con te.

Prima lettura: Daniele 7,9-10.13-14

Io continuavo a guardare, quand'ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise. La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come la lana; il suo trono era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente.

Un fiume di fuoco scorreva e usciva dinanzi a lui, mille migliaia lo servivano e diecimila miriadi lo assistevano. La corte sedette e i libri furono aperti. Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d'uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui.

Gli furono dati potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano: il suo potere è un potere eterno, che non finirà mai, e il suo regno non sarà mai distrutto.

Salmo responsoriale: Salmo 96

R. Il Signore regna, il Dio di tutta la terra.

Il Signore regna: esulti la terra, gioiscano le isole tutte. Nubi e tenebre lo avvolgono, giustizia e diritto sostengono il suo trono.

I monti fondono come cera davanti al Signore, davanti al Signore di tutta la terra. Annunciano i cieli la sua giustizia, e tutti i popoli vedono la sua gloria.

Perché tu, Signore, sei l’Altissimo su tutta la terra, eccelso su tutti gli dèi. Una luce è spuntata per il giusto, della sua santità celebrate il ricordo.

Seconda lettura: 2 Pietro 1,16-19

Carissimi, vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo, non perché siamo andati dietro a favole artificiosamente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza.

Egli infatti ricevette onore e gloria da Dio Padre, quando giunse a lui questa voce dalla maestosa gloria: «Questi è il Figlio mio, l’amato, nel quale ho posto il mio compiacimento». Questa voce noi l’abbiamo udita discendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte.

E abbiamo anche, solidissima, la parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l’attenzione come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e non sorga nei vostri cuori la stella del mattino.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia. Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo. (Mt 17,5c) Alleluia.

Sulle offerte

Santifica queste offerte, o Padre, per il mistero della Trasfigurazione del tuo unico Figlio, e rinnovaci nello spirito con lo splendore della sua gloria. Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione

Quando il Signore si manifesterà, saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. (1Gv 3,2)

Oppure: Gesù fu trasfigurato davanti a loro. Ed ecco apparvero Mosè ed Elia che conversavano con lui. (Mt 17,2.3)

Dopo la comunione

Il pane del cielo che abbiamo ricevuto, o Padre, ci trasformi a immagine del Cristo, che nella Trasfigurazione rivelò agli uomini il mistero della sua gloria. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Antifona d’ingresso e ricerca del volto di Dio

Di te dice il mio cuore: «Cercate il suo volto». Il tuo volto io cerco, o Signore. Non nascondermi il tuo volto.

Dal suo cuore, il centro della sua anima, il salmista fedele innalza la sua preghiera. Essa tende a «cercare il Volto» del Signore. Il volto è il principale simbolo della persona, la sua presenza concreta.

L’Orante vuole sempre godere della visione trasformante del Volto Presenza, Volto d’amore e di bontà (v. 8a). Per lui è un richiamo costante (Sal 23,6; 104,4), l’impegno della sua vita, che viene dalla promessa del Signore di farsi trovare se sarà cercato (Dt 4,29).

L’Orante invece desidera solo vivere alla luce di questo Volto. Canto all’Evangelo Cf Mc 9,7 Lode e onore a te, Signore Gesù! Dalla nube luminosa, si udì la voce del Padre: «Questi è il mio Figlio diletto: ascoltatelo». Lode e onore a te, Signore Gesù.

Il cammino quaresimale e la vita cristiana

È un cammino di purificazione e di ascesi. Non si giunge alla gloria del mattino pasquale senza condividere la passione del Signore morendo all’egoismo, fonte dei nostri peccati.

L’ascetica cristiana, però, non è un conquistare la gloria del Cristo con le nostre opere, ma un vivere la potenza della Risurrezione del Signore operante in noi mediante il suo Spirito. Così il cristiano è uno che continuamente muore a se stesso, ma per vivere per colui che è morto ed è risorto per lui.

La sua vita si esprime pertanto in continui gesti di donazione nell’esercizio dell’amore fraterno. È questa la vita trasfigurata dalla luce del Cristo.

Il contesto della trasfigurazione di Gesù ci aiuta a comprendere anche il senso della Liturgia, che ci propone questo evento nel cammino che ci porta verso la Pasqua. Il nesso fra Trasfigurazione e Pasqua tocca sia l’aspetto doloroso sia quello luminoso della vita di Gesù.

Come furono coinvolti i discepoli, oggi la Liturgia coinvolge noi in una esperienza che può rafforzare la nostra sequela di Gesù: Gesù ci è rivelato da Dio come colui che ci apre continuamente una strada verso la vera vita.

La vita cristiana è posta sotto il segno della tentazione e Dio può sembrare lontano, assente. Il silenzio di Dio può suscitare smarrimento e sconcerto. Ma colui che ha scelto Dio e si fida di lui sa che la sua vita avrà un esito positivo.

Nella trasfigurazione, la Chiesa intravede in quello di Cristo il senso e l’orientamento del proprio esodo: la gloria della risurrezione, inscindibilmente congiunta allo scandalo della croce (cfr. Prefazio).

Indicazioni per la celebrazione

Per tutto il tempo di Quaresima - ad eccezione delle solennità - è proibito ornare l’altare con fiori (e piante); il divieto riguarda anche la collocazione nei pressi dell’altare (OGMR, 305).

La norma è occasione di una sobrietà che aiuta a focalizzare visibilmente l’essenziale: l’altare è segno di Cristo, pietra angolare attorno a cui si costruisce l’intero corpo ecclesiale.

Si usi l’incenso, si sostituisca opportunamente l’Atto penitenziale con il Rito domenicale dell’aspersione con l’acqua benedetta.

La contemplazione del volto di Cristo, che «brillò come il sole», è per i tre discepoli un’esperienza unica, di cui dovranno ricordarsi quando il volto di Cristo, durante la passione, sarà sfigurato dal dolore.

Un’icona del volto di Cristo o della stessa Trasfigurazione, pertanto, sarà opportuno porla in evidenza, possibilmente in presbiterio vicino il luogo della Parola. La stessa icona sarà venerata con l’incensazione all’inizio della Messa.

Oggi, come e più di sempre, la Comunità cristiana è chiamata a dare importanza alla Parola di Dio proclamata, per rispondere all’invito di Dio fatto sul monte della trasfigurazione: «Ascoltatelo!».

Tutta la Scrittura proclamata dall’ambone trova il suo riferimento ultimo nell’annunzio del Vangelo, verso il quale la Chiesa riserva particolari gesti di venerazione, come il bacio e l’incensazione. Quindi, anche oggi, come e più di sempre, è utile l’uso del Libro del Vangeli accompagnato dall’incenso e dai ceri.

Canti liturgici per la Trasfigurazione dell’Anno A

La nota caratterizzante questa celebrazione sarà, dunque, lo sguardo rivolto a Gesù, come a colui nel quale viene a noi la vicinanza fedele di Dio. Si ha così a disposizione pure un criterio per la scelta dei canti.

Canto d’ingresso

  • Ingresso come il sole (D. Machetta)
  • La Trasfigurazione (M. Frisina), in “Non di solo pane”, Ed. Paoline
  • Di te dice il mio cuore (G. Durighello)
  • Il Signore è mia luce e salvezza (M. Frisina)
  • Cristo Gesù Salvatore (trad. occitana) - RN 273
  • Il Signore è la luce (Giombini)
  • Litania (Parisi) - RN 362

Atto penitenziale e Kyrie

  • Kyrie eleison (Gregoriano 1) - RN 3
  • Kyrie eleison (Gregoriano 2) - RN 4
  • Kyrie eleison (J. Berthier)
  • Kyrie eleison (Gen Verde - Messa della concordia)
  • Kyrie eleison (M. Balduzzi - Omi)
  • Kyrie eleison (A. Mutalippassi - RnS) - Messa “Sorgente di salvezza”

Da adattare al testo del nuovo Messale Romano.

Inno di lode

  • Gloria di Lourdes (elaborazione F. Meneghello)
  • Gloria (L. Picchi) - RN 5
  • Gloria (G. Durighello)
  • Gloria in excelsis Deo (gregoriano) - RN 7
  • Gloria (Parisi) - Agorà di Loreto
  • Gloria (F. Meneghello) in MeA 2004
  • Gloria (D. Branca), in “Sorgente di salvezza”
  • Gloria (F. Rainoldi) - RN 6

Avendo cura di sostituire «agli uomini di buona volontà» con «agli uomini amati dal Signore».

Salmo responsoriale

Il Signore regna, il Dio di tutta la terra (dal Sal 99) - Pantaleo.

Il Signore regna: esulti la terra, gioiscano le isole tutte. Nubi e tenebre lo avvolgono, giustizia e diritto sostengono il suo trono.

I monti fondono come cera davanti al Signore, davanti al Signore di tutta la terra. Annunciano i cieli la sua giustizia, e tutti i popoli vedono la sua gloria.

Canto al Vangelo

  • Alleluia (O filii et filiae) - RN 10
  • Alleluia (S. Varnavà) - RN 13
  • Alleluia! (Taizè) - RN 14
  • Alleluia (L. Deiss) - RN 9
  • Alleluia Salmo 117 (Baranger)
  • Alleluia “Cantate al Signore” (O’ Carroll)
  • Alleluia (Canto per Cristo)
  • Alleluia (S. Puri)
  • Alleluia “Cantico dell’Agnello” (Frisina)
  • Alleluia (M. Ferrarini)

Lode e onore a te, Signore Gesù! Dalla nube luminosa, si udì la voce del Padre: «Questi è il mio Figlio diletto: ascoltatelo». Lode e onore a te, Signore Gesù.

Presentazione dei doni

  • Benedetto sei tu Signore (Frisina) - RN 261

Santo

  • Santo Santo (L. Girardi), dalla “Messa breve” pubblicata su “Psallite” di settembre 2021
  • Santo (M. Bonfitto) - CdP 319
  • Santo (Zappalà - Mancuso)
  • Santo (Cansani) - RN 24
  • Santo (Picchi) - RN 25
  • Sanctus (Missa brevis) - RN 22
  • Santo (J. Dykes) - CDP 316
  • Santo (Palmitessa)
  • Santo (Parisi) - CDP 323
  • Santo (Fant) - CDP 324
  • Santo (G. M. Rossi) - RN 26
  • Santo (Meneghello)

Anamnesi

  • Annunciamo la tua morte (G. M. Rossi) - CdP 328
  • Annunciamo la tua morte (M. Giombini) - CdP 329
  • Annunciamo la tua morte (M. Bonfitto) - CdP 330
  • Annunciamo la tua morte (G. Pedemonti) - CdP 331

Frazione del pane

  • Agnello di Dio (L. Girardi), dalla “Messa breve” pubblicata su “Psallite” di settembre 2021
  • Agnello di Dio (Picchi) - RN 36ord
  • Agnus Dei (gregoriano - Missa Primitiva) - RN 40
  • Agnello di Dio (D. Machetta) - CdP 385
  • Agnello di Dio (Buttazzo)
  • Agnello di Dio (D. De Dominicis - RnS)
  • Agnello di Dio (D. Stefani) - RN 38
  • Agnello di Dio (Pantaleo)

Canto di comunione

  • Cerco il tuo volto (T. Henderson)
  • Il monte (D. Machetta)
  • Tabor (D. Machetta)
  • Come il cervo va (Deflorian)
  • Io ti cerco Signore (P. Sequeri) - II strofa CdP 495
  • O Dio tu sei il mio Dio (M. Frisina) - RN 89
  • Sorgente di salvezza (A. Parisi)
  • Il tuo volto Signore (A. Parisi)
  • Conducimi tu (G. Liberto)

Allo spezzare del pane: Da te sgorga la fonte della vita; nella tua luce, Signore, vediamo la luce.

Alla comunione: Quando il Signore si manifesterà, saremo simili a lui perché lo vedremo così come egli è.

Il Vangelo Di Matteo - Cap. 17 La Trasfigurazione

La Trasfigurazione come esperienza di consolazione e speranza

Domenica scorsa eravamo con Gesù nel deserto, per affrontare assieme a lui la tentazione. Ora egli ci conduce - assieme a Pietro, Giacomo e Giovanni - sul Tabor per offrirci un momento di consolazione e di speranza.

Quello che avviene è, chiaramente, un anticipo del compimento. Proprio per questo non si può pretendere di fermarsi: questa tappa, in cui la gloria di Dio appare sul volto e su tutta la persona di Gesù, ha lo scopo di sostenere i discepoli nel percorso che guida a Gerusalemme e, soprattutto, nei frangenti drammatici della passione e morte di Gesù.

Gesù trasfigurato somiglia al Figlio dell’uomo, come l’aveva descritto il profeta Daniele. Accompagnato dai profeti Mosè ed Elia, che dovevano ritornare alla fine dei tempi, egli è il Messia promesso.

È il grande profeta, come Mosè, che alcuni attendevano. Ma è soprattutto il Figlio amato del Padre, che bisogna ascoltare in ogni circostanza: la Parola di Gesù, fra poco messo in croce, è confermata/controfirmata da Dio.

«Alzatevi e non temete»

L’esperienza della Trasfigurazione è anche un annuncio consolante: l’esortazione che Gesù rivolge ai discepoli che stavano con la faccia a terra, «alzatevi e non temete», è oggi rivolta a noi.

Può essere una parola forte che ci scuote nella nostra fede. Anche noi siamo chiamati, come Abramo nella Prima Lettura, a lasciare tante cose che ci sono di ostacolo nella ricerca del vero volto di Dio.

Siamo chiamati ad un cammino di fede che è allo stesso tempo un rischio. Ma senza il coraggio di rischiare non possiamo sperare nella promessa di una Terra nuova.

Nel Battesimo Dio «ci ha chiamati con una vocazione santa» (Seconda Lettura) e ci ha concesso in dono l’inizio e il germe della gloria. Ciò significa che la nostra vita ha un orientamento preciso, anche quando la croce sembra estinguere ogni luce.

Il Signore ci dà appuntamento in questo tempo di grazia attraverso un più nutrito ascolto della Parola e un maggiore spazio di silenzio. Solo così possiamo gustare i suoi doni e rinsaldare in noi i motivi di speranza.

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