Uffizio della Vergine Maria: origine, struttura, forme e uso nella devozione

L’Uffizio della Beata Vergine Maria, chiamato anche Piccolo Ufficio o Officium parvum, è una preghiera liturgica recitata in forma devozionale dai singoli fedeli, perché non è prescritta a tutti. È nato accanto all’Ufficio divino con il desiderio di lodare continuamente la Beata Vergine Maria attraverso le diverse ore della giornata.

Nel corso dei secoli ne sono esistite diverse forme, legate al rito romano, all’Ordine domenicano e ad altri ambienti religiosi. Per questo le edizioni possono presentare salmi, antifone, letture, distribuzioni delle ore e calendari differenti, senza essere necessariamente in contraddizione tra loro.

Che cos’è l’Uffizio della Vergine Maria

Nel linguaggio della Liturgia il termine Ore designa l’Ufficio divino, cioè quell’insieme di preghiere e di inni destinati ad essere cantati in coro o recitati singolarmente, oggi come ieri, da tutti gli ecclesiastici, secolari e regolari, in determinate ore del giorno e della notte.

Le Ore di preghiera, le Ore liturgiche sono sette: mattutino e laudi, prima, terza, sesta, nona, vespri, compieta, Il mattutino e avanti l’alba, la compieta è dopo il tramonto.

Quando nel Medioevo il culto e la devozione a Maria si allargarono a tutta la Chiesa, vicino all’Ufficio divino, apparve e si diffuse un Ufficio mariano, un Ufficio della Madonna recitato specialmente dai laici devoti.

Come il Breviario è stato escogitato per santificare tutte le ore della giornata e per pregare in maniera “continua”, così si sentì il desiderio di lodare in maniera continua anche la Beata Vergine Maria.

Per questo nel Piccolo Ufficio della Beata Vergine Maria sono presenti tutte le ore canoniche: mattutino, lodi, prima, terza, sesta, nona, vespri e compieta.

Perché viene chiamato «Piccolo Ufficio»

Veniva chiamato Officium parvum, “Piccolo ufficio”, perché - sebbene siano presentiti tutte le ore - è più snello, più breve e più facilmente memorizzabile.

È soprattutto nel mattutino che si evidenza la brevità: tre soli salmi, a differenza dei nove che si recitavano nel Breviario.

Le letture sono tre, sono sempre le stesse e molto brevi, a differenza del Breviario dove erano in numero di tre, ma più lunghe e variavano ogni giorno e nelle feste erano nove.

Origine storica

La devozione alla Madonna si sviluppò ben presto all’interno della Chiesa.

La più antica preghiera marina, il Sub tuum praesidium (Sotto la tua protezione), risale almeno dell’inizio del III secolo, come ne fa fede un papiro copto di quell’epoca.

L’Ufficio della Madonna nacque in ambiente monastico.

Qualcuno dice a Montecassino (ma è col punto interrogativo) verso l’ottavo secolo.

Secondo Pietro Diacono il Papa Gregorio II (714-731; ecco l’ottavo secolo) lo approvò.

Questo Officium parvum ebbe il suo ultimo perfezionamento nel secolo XI ad opera di San Pier Damiani.

Nei secoli XII e XIII parecchi Sinodi particolari ne prescrissero la recita ai chierici, moltissimi dei quali non erano sacerdoti, ma studiavano o insegnavano nelle università.

Un Piccolo Ufficio della Beata Vergine compare al sec. X, come forma di devozione privata, a fianco degli Uffici supererogatori della SS. Trinità, dell'incarnazione, dello Spirito Santo e dei Santi, e grande fu la sua diffusione già alla fine di quel secolo, specialmente per opera di S. Pier Damiani († 1072) e di Papa Urbano II, che nel Sinodo di Clérmont (1095) ne fece oggetto di particolare esortazione.

Recitato dapprima al sabato come ossequio settimanale alla Madonna, fu in questo compito soppiantato dall’Officium B. Mariae in Sabbato, rimanendo sempre però una delle forme di maggior devozione, specialmente in mezzo al popolo, verso la Madonna.

Dall’Ufficio divino ai Libri d’Ore

Dall’Ufficio divino e dall’Ufficio della Madonna, settimanalmente recitati insieme, si cominciarono ad estrarre alcune parti che furono raccolte insieme per la devozione privata dei fedeli.

Tali raccolte costituirono il primo nucleo di quel libro privato che ebbe grande diffusione specialmente tra il secolo XIV e il XVI, accompagnandosi al Salterio, che fino ad allora era stato il principale prescelto per la devozione privata.

Quel libro di preghiere prese il nome di Ore e anche di piccolo Ufficio.

Il Libro d’Ore, le parti essenziali del quale erano appunto l’Ufficio della Madonna, i Salmi penitenziali, l’Ufficio dei Defunti, le litanie, precedute dal Calendario, non fu mai incluso dalla Chiesa fra i libri liturgici, sebbene gran parte del suo contenuto derivasse dal Breviario.

E tuttavia fu da quel libro specialmente che uscirono cantici e preghiere che ebbero diffusione universale.

Basti pensare al Salve Regina, allo Stabat Mater, al Rosario, derivato dal notevole numero di Ave che l’Ufficio conteneva, allo stesso Angelus Domini meridiano.

Libro d’Ore medievale con preghiere mariane

È una devozione privata o un libro liturgico?

Infine, per rispondere alla prima domanda, si tratta di una preghiera liturgica, che viene fatta in forma devozionale (perché non è prescritta) dai singoli fedeli.

Con la Riforma del Breviario Romano, chiamato “Liturgia delle Ore” si è riformato anche il “Piccolo ufficio della B. V. Maria”.

Poiché ha perso parecchio il timbro mariano, è entrato in disuso.

Solo le letture danno il timbro mariano al Piccolo Ufficio.

Prima invece tutto trasudava una presenza e una lode continua di Maria.

Il Libro d’Ore non fu mai incluso dalla Chiesa fra i libri liturgici, sebbene gran parte del suo contenuto derivasse dal Breviario.

La distinzione è quindi importante: il Piccolo Ufficio appartiene alla tradizione della preghiera liturgica delle Ore, ma la sua recita da parte dei fedeli, quando non è prescritta da una regola particolare, ha carattere devozionale.

Le diverse versioni

Le differenze tra le varie edizioni dipendono dalla storia dell’Ufficio, dai riti utilizzati e dalle riforme liturgiche.

È sempre lo stesso tutti i giorni dell’anno salva la variante di un’antifona ai vespri e alle lodi a seconda del tempo di Avvento, di Natale (che andava fino al 2 febbraio, festa della Purificazione di Maria) e di Pasqua.

L’Ordine domenicano aveva un Rito proprio (a dire il vero si potrebbe dire che ha un Rito proprio perché quel Rito non è mai stato soppresso).

Per questo ci sono delle varianti rispetto all’Officium parvum del Rito romano.

Forma o ambienteCaratteristiche indicate
Forma precedenteLasciava un grande senso di pace e faceva sentire la presenza di Maria, insistentemente lodata e invocata.
Forma rinnovataÈ stata conformata allo schema della Liturgia delle Ore e ha perso parecchio il timbro mariano.
Uso domenicanoPresenta varianti rispetto all’Officium parvum del Rito romano, in ragione del Rito proprio dell’Ordine.
Piccolo Breviario domenicanoRiporta la stesura rinnovata dopo il Vaticano II e alcune letture tratte da scritti domenicani.

Con la Riforma del Breviario Romano, chiamato “Liturgia delle Ore” si è riformato anche il “Piccolo ufficio della B. V. Maria”.

Nel Piccolo Breviario domenicano (manuale di preghiere per i laici-terziari domenicani) viene riportato secondo la stesura rinnovata dopo il Vaticano II e conformata allo schema della Liturgia delle Ore.

Di diverso vi sono alcune letture tratte da scritti domenicani.

Poiché non è imposto a nessuno, ognuno può recitarlo come e quando vuole, anche nella forma precedente.

La forma precedente aveva una sua bellezza, lasciava in chi lo recitava un grande senso di pace e faceva sentire la presenza di Maria, insistentemente lodata e invocata.

L’Uffizio nell’Ordine domenicano

Per l’Ordine domenicano, oltre all’Ufficio canonicale (il Breviario), San Domenico conservò nel suo Ordine l’uso dei cistercensi e dei premonstratensi di recitare le Horae Beatae Virginis (le ore della Beata Vergine).

La recitazione si compiva tra il primo e il secondo segno del coro e fungeva da preparazione alla preghiera che lì si andava a fare.

Il Mattutino si recitava appena alzati davanti all’altare della Madonna presente nel dormitorio.

Solo la compieta veniva recitata in coro.

Fin verso la metà del secolo scorso i novizi domenicani, oltre alla recita del Breviario fatta in coro con gli altri frati della comunità, lo recitavano intero comunitariamente ogni giorno nella cappellina del noviziato.

In seguito, fino all’attuale riforma liturgica, lo recitavano intero due volte la settimana, dividendolo a gruppi di ore, in modo che ogni giorno, nella mattinata e nel pomeriggio, potessero lodare ugualmente la Beata Vergine Maria e attirare sopra di sé ogni grazia, in particolare quella della perseveranza.

Fino a qualche tempo fa molte congregazioni religiose femminili recitavano il piccolo Ufficio della B. V. Maria.

Oggi sono passate alla Liturgia delle Ore.

I laici domenicani sono esortati a recitarlo, qualora non potessero recitare la Liturgia delle Ore.

Personalmente di quando in quando ne faccio uso per la mia devozione privata usando ancora il vecchio “libellus precum” che veniva dato a tutti i novizi domenicani.

In noviziato il Piccolo Ufficio venivano recitato integralmente e comunitariamente due volte la settimana (oltre evidentemente al Breviario).

Pier Giorgio Frassati, da buon terziario domenicano, lo recitava ogni giorno.

Preghiera domenicana davanti all’altare mariano

Le ore canoniche

La struttura dell’Uffizio segue il principio della santificazione delle diverse ore della giornata.

  • Mattutino: si recita prima dell’alba.
  • Lodi: accompagnano la preghiera del mattino.
  • Prima: appartiene alla prima ora della giornata.
  • Terza: è una delle ore di preghiera della mattina.
  • Sesta: appartiene al momento centrale della giornata.
  • Nona: appartiene al tempo pomeridiano.
  • Vespri: si recitano verso la sera.
  • Compieta: si recita dopo il tramonto.

Le Ore di preghiera, le Ore liturgiche sono sette: mattutino e laudi, prima, terza, sesta, nona, vespri, compieta, Il mattutino e avanti l’alba, la compieta è dopo il tramonto.

Come il Breviario è stato escogitato per santificare tutte le ore della giornata e per pregare in maniera “continua”, così si sentì il desiderio di lodare in maniera continua anche la Beata Vergine Maria.

Il contenuto dell’Uffizio

Il Piccolo Ufficio contiene normalmente salmi, antifone, inni, letture bibliche, responsori, orazioni e formule proprie delle singole ore.

Nel testo dell’Uffizio della Beata Vergine Maria il contenuto mariano emerge dall’invocazione iniziale, dagli inni, dalle antifone, dalle letture evangeliche e dai responsori.

Invitatorio

Orazione in silenzio (per lo spazio di tre Ave Maria, o poco più).

Segno della croce.

V. Signore apri le mie labbra.
R. E la mia bocca proclami la tua lode.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Alleluia

INVITATORIO

Rallégrati, Maria, piena di grazia, il Signore è con te.

Salmo 94 - Invito a lodare Dio

Ascoltate oggi la sua voce

Venite, cantiamo al Signore, * acclamiamo la roccia della nostra salvezza.

Accostiamoci a lui per rendergli grazie, * a lui acclamiamo con canti di gioia.

Rallégrati, Maria, piena di grazia, il Signore è con te.

Perché grande Dio è il Signore, * grande re sopra tutti gli dèi.

Nella sua mano sono gli abissi della terra, * sono sue le vette dei monti.

Suo è il mare, è lui che l’ha fatto, * le sue mani hanno plasmato la terra.

Il Signore è con te.

Entrate, prostràti, adoriamo, * in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.

È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo, * il gregge che egli conduce.

Rallégrati, Maria, piena di grazia, il Signore è con te.

Se ascoltaste oggi la sua voce! * «Non indurite il cuore come a Meriba, * come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri: * mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere.

Il Signore è con te.

Per quarant’anni mi disgustò quella generazione * e dissi: “Sono un popolo dal cuore traviato, * non conoscono le mie vie”.

Perciò ho giurato nella mia ira: * “Non entreranno nel luogo del mio riposo”».

Rallégrati, Maria, piena di grazia, il Signore è con te.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Il Signore è con te.

Inno mariano

INNO

Della sua Sposa il mistero cantiamo a Cristo in un inno: la Vergine diede alla luce Lui, Verbo coeterno col Padre.

Tu sola fra tutte le donne sei stata prescelta nel mondo ed hai meritato portare nel tuo santo grembo il Signore.

Nei secoli antichi i profeti avevan predetto l’evento: la Vergine Dio concepisce e genera l’Emmanuele.

Davvero un mistero sublime è questo concesso a Maria: vedere che dava alla luce il Dio che è Principio di tutto.

Sia gloria a te, nostro Signore, sia gloria al tuo unico Figlio, insieme allo Spirito Santo, nei secoli eterni per sempre. Amen.

Ant. Un uomo è nato in lei: l’Altissimo ha consacrato la sua dimora.

I salmi

SALMO 44 - Le nozze del Re

Sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi (Mt 1, 23).

Effonde il mio cuore liete parole, † io canto al re il mio poema. * La mia lingua è stilo di scriba veloce.

Tu sei il più bello tra i figli dell'uomo, † sulle tue labbra è diffusa la grazia, * ti ha benedetto Dio per sempre.

Cingi, prode, la spada al tuo fianco, † nello splendore della tua maestà ti arrida la sorte, * avanza per la verità, la mitezza e la giustizia.

La tua destra ti mostri prodigi: † le tue frecce acute colpiscono al cuore i tuoi nemici; * sotto di te cadono i popoli.

Il tuo trono, Dio, dura per sempre; * è scettro giusto lo scettro del tuo regno.

Ami la giustizia e l'empietà detesti: † Dio, il tuo Dio ti ha consacrato * con olio di letizia, a preferenza dei tuoi eguali.

Le tue vesti son tutte mirra, aloè e cassia, * dai palazzi d'avorio ti allietano le cetre.

Figlie di re stanno tra le tue predilette; † alla tua destra la regina in ori di Ofir.

Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio, * dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre; al re piacerà la tua bellezza. * Egli è il tuo Signore: prostrati a lui.

Da Tiro vengono portando doni, * i più ricchi del popolo cercano il tuo volto.

La figlia del re è tutta splendore, * gemme e tessuto d'oro è il suo vestito.

E' presentata al re in preziosi ricami; * con lei le vergini compagne a te sono condotte; guidate in gioia ed esultanza, * entrano insieme nel palazzo regale.

Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli; * li farai capi di tutta la terra.

Farò ricordare il tuo nome * per tutte le generazioni, e i popoli ti loderanno * in eterno, per sempre.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

SALMO 45 - Dio rifugio e forza del suo popolo

Sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi (Mt 1, 23).

Dio è per noi rifugio e forza, * aiuto sempre vicino nelle angosce.

Perciò non temiamo se trema la terra, * se crollano i monti nel fondo del mare.

Fremano, si gonfino le sue acque, * tremino i monti per i suoi flutti.

Un fiume e i suoi ruscelli rallegrano la città di Dio, * la santa dimora dell'Altissimo.

Dio sta in essa: non potrà vacillare; * la soccorrerà Dio, prima del mattino.

Fremettero le genti, i regni si scossero; * egli tuonò, si sgretolò la terra.

Il Signore degli eserciti è con noi, * nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.

Venite, vedete le opere del Signore, * egli ha fatto portenti sulla terra.

Farà cessare le guerre sino ai confini della terra, † romperà gli archi e spezzerà le lance, * brucerà con il fuoco gli scudi.

Fermatevi e sappiate che io sono Dio, * eccelso tra le genti, eccelso sulla terra.

Il Signore degli eserciti è con noi, * nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

SALMO 86 - Gerusalemme, madre di tutti i popoli

La Gerusalemme di lassù è libera ed è la nostra madre (Gal 4, 26).

Le sue fondamenta sono sui monti santi; † il Signore ama le porte di Sion * più di tutte le dimore di Giacobbe.

Di te si dicono cose stupende, * città di Dio.

Ricorderò Raab e Babilonia fra quelli che mi conoscono; † ecco, Palestina, Tiro ed Etiopia: * tutti là sono nati.

Si dirà di Sion: «L'uno e l'altro è nato in essa * e l'Altissimo la tiene salda».

Il Signore scriverà nel libro dei popoli: * «Là costui è nato».

E danzando canteranno: * «Sono in te tutte le mie sorgenti».

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Un uomo è nato in lei: l’Altissimo ha consacrato la sua dimora.

V. Nella tua bellezza e nella tua maestà.

R. Avanza trionfante e regna.

Orazione in silenzio.

Le letture evangeliche

LEZIONE I - Ecco, concepirai un figlio e lo darai alla luce.

Lc 1,26-33

Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe.

La vergine si chiamava Maria.

Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te».

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo.

L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.

Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.

Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

R. Rendiamo grazie a Dio.

RESPONSORIO

R. Bella l’ho vista elevarsi come colomba al di sopra delle acque, le sue vesti esalavano un intenso, inestimabile profumo.

E come un fiore di primavera, la circondavano rose fiorite e gigli del campo.

V. La videro le figlie di Sion e la dissero beata, e le regine la colmarono di lodi.

R. E come un fiore di primavera, la circondavano rose fiorite e gigli del campo.

LEZIONE II - Ecco la serva del Signore.

Lc 1,34-38

Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?».

Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra.

Perciò colui che nascerà sarà santo e chiamato Figlio di Dio.

Ed ecco, Elisabetta tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».

Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».

E l’angelo si allontanò da lei.

R. Rendiamo grazie a Dio.

RESPONSORIO

R. Chi è colei che sale dal deserto come una colonna di fumo, esalando profumo di mirra e d’incenso, E d’ogni polvere aromatica?

V. Miele e latte sono sulla tua lingua, il profumo delle tue vesti è come odore d’incenso.

R. E d’ogni polvere aromatica?

LEZIONE III - A che devo che la madre del mio Signore venga a me?

Lc 1,39-45

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.

Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.

Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel grembo.

Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!

A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?

Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo.

E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

R. Rendiamo grazie a Dio.

RESPONSORIO

R. Tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente * e Santo è il suo nome.

V. L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore.

R. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome.

V. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

R. E santo è il suo nome.

Il Te Deum e l’orazione

Te Deum

Noi ti lodiamo, Dio, * ti proclamiamo Signore.

O eterno Padre, * tutta la terra ti adora.

A te cantano gli angeli * e tutte le potenze dei cieli: Santo, Santo, Santo * il Signore Dio dell’universo.

I cieli e la terra * sono pieni della tua gloria.

Ti acclama il coro degli Apostoli * e la candida schiera dei martiri; le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; * la santa Chiesa proclama la tua gloria, adora il tuo unico Figlio * e lo Spirito Santo Paràclito.

O Cristo, re della gloria, * eterno Figlio del Padre, tu nascesti dalla Vergine Madre * per la salvezza dell’uomo.

Vincitore della morte, * hai aperto ai credenti il regno dei cieli.

Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre, * verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore, * che hai redento col tuo sangue prezioso.

Accoglici nella tua gloria * nell’assemblea dei santi.

Salva il tuo popolo, Signore, * guida e proteggi i tuoi figli.

Ogni giorno ti benediciamo, * lodiamo il tuo nome per sempre.

Degnati oggi, Signore, * di custodirci senza peccato.

Sia sempre con noi la tua misericordia: * in te abbiamo sperato.

Pietà di noi, Signore, * pietà di noi.

Tu sei la nostra speranza, * non saremo confusi in eterno.

V. Dio la soccorrerà mostrandole il suo volto.

R. Dio è in mezzo ad essa: non potrà vacillare.

ORAZIONE

Infondi nel nostro spirito la tua grazia, Signore; tu che all’annuncio dell’angelo ci hai rivelato l’incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce, guidaci alla gloria della risurrezione.

Per il nostro Signore.

V. Signore, ascolta la mia preghiera.

R. A te giunga il mio grido.

V. Benediciamo il Signore.

R. Rendiamo grazie a Dio.

Il rapporto con la Liturgia delle Ore

Con la Riforma del Breviario Romano, chiamato “Liturgia delle Ore” si è riformato anche il “Piccolo ufficio della B. V. Maria”.

Oggi molte comunità religiose che in precedenza recitavano il Piccolo Ufficio sono passate alla Liturgia delle Ore.

Fino a qualche tempo fa molte congregazioni religiose femminili recitavano ogni giorno il piccolo Ufficio della B. V. Maria.

Oggi sono passate alla Liturgia delle Ore.

I laici domenicani sono esortati a recitarlo, qualora non potessero recitare la Liturgia delle Ore.

La scelta tra una forma rinnovata e una forma precedente può quindi dipendere dalla propria tradizione spirituale, dal rito seguito e dal modo concreto in cui si desidera pregare.

Poiché non è imposto a nessuno, ognuno può recitarlo come e quando vuole, anche nella forma precedente.

Il Salterio della Santa Vergine di San Bonaventura

Il salterio della Santa Vergine di San Bonaventura è un ufficio in onore dell’Immacolata.

Si tratta quindi di una composizione distinta dal Piccolo Ufficio della Beata Vergine Maria, pur appartenendo anch’essa alla tradizione delle preghiere mariane organizzate secondo la forma dell’Ufficio.

Come orientarsi nella scelta di una forma

Le diverse versioni possono essere comprese considerando alcuni elementi: il rito di appartenenza, l’epoca dell’edizione, la riforma liturgica recepita, la tradizione dell’ordine religioso e la finalità dell’uso.

  • Una forma precedente può conservare un linguaggio, una disposizione e un’impronta mariana più marcati.
  • Una forma rinnovata può seguire più da vicino lo schema della Liturgia delle Ore.
  • Una forma domenicana può presentare varianti proprie rispetto alla forma romana.
  • Un’edizione destinata ai laici può raccogliere letture, formule e indicazioni adattate alla preghiera personale.

La forma precedente aveva una sua bellezza, lasciava in chi lo recitava un grande senso di pace e faceva sentire la presenza di Maria, insistentemente lodata e invocata.

Personalmente di quando in quando ne faccio uso per la mia devozione privata usando ancora il vecchio “libellus precum” che veniva dato a tutti i novizi domenicani.

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