La chiesa parrocchiale della Beata Vergine del Carmelo si trova a Toscanella di Dozza, in Emilia-Romagna, in Via Emilia Ponente 72. L’edificio presenta una pianta longitudinale con un’unica navata, dodici cappelle laterali intercomunicanti, un coro settecentesco e un campanile la cui parte inferiore risale al Seicento.
La costruzione conserva una facciata articolata in una sezione inferiore di chiara matrice cinquecentesca e una superiore realizzata nel 1754. L’interno è decorato con stucchi settecenteschi, dipinti a olio su tela e altari laterali, tra i quali spicca la macchina in pietra leccese dell’altare dedicato alla Santissima Trinità.
Localizzazione e dati identificativi
| Voce | Informazione |
|---|---|
| Denominazione | Toscanella Beata Vergine del Carmelo |
| Oggetto | Chiesa parrocchiale |
| Localizzazione | Dozza (BO), Emilia-Romagna, Italia |
| Indirizzo | Via Emilia Ponente, 72, Dozza (BO) |
| Tipologia della scheda | Architettura |
| Ambito culturale | Maestranze Emiliane |
| Attribuzione | Berti Ceroni Luigi (notizie 1923-1924): progetto |
| Proprietà | Ente religioso cattolico |
| Codice di catalogo nazionale | 0800242665 |
| Data di compilazione | 1993 |
| Data di aggiornamento | 2020 2005 |
L’ente competente per la tutela è la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna.
L’ente schedatore è la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara.
Impianto architettonico
La chiesa è a pianta longitudinale, con il corpo del coro che si aggiunge alla navata, affiancata da sei cappelle laterali per lato scandite da paraste e archi a tutto sesto, rese intercomunicanti dopo la ricostruzione seguita al terremoto del 1743.
Al di sopra dello spesso cornicione che percorre tutta la navata si elevano i muri che sostengono la copertura carenata in legno e stucco, al di sopra della quale vi è il tetto in legno e tegole sorretto da capriate.
Al di sotto del controsoffitto carenato si aprono sei finestre per lato, in corrispondenza degli archi sottostanti, oltre al finestrone della facciata. Sia sul controsoffitto che tra una finestra e l’altra sono collocati dei dipinti ad olio su tela.

Le cappelle e gli altari laterali
Nella cappelle laterali trovano posto nove altari laterali e precisamente: dalla parte destra entrando gli altari occupano la seconda, la terza e la quinta cappella, mentre un quarto altare è posto sul fondo dell’ambulacro, attiguamente al presbiterio.
La prima cappella di destra è vuota, la quarta ospita l’ingresso laterale, nella sesta sono collocate le statue della Madonna del Carmine, del Sacro Cuore e di S.Teresa di Gesù Bambino.
Dalla parte sinistra entrando gli altari occupano dalla seconda alla quinta cappella, la prima è vuota, la sesta ospita la porta di accesso alla sacrestia, mentre un decimo altare collocato sul fondo dell’ambulacro attiguamente al presbiterio è stato abbattuto.
L’interno è costituito da un’unica navata con dodici cappelle laterali intercomunicanti, sei per lato, in cui sono alloggiati gli altari laterali, oltre all’ingresso laterale e all’accesso alla sacrestia.
Il coro e il campanile
Il coro del 1779 ospita gli stalli lignei conventuali; al disopra del cornicione si aprono tre finestre per lato, mentre sul muro di fondo vi è un’altra grande finestra.
Alle spalle della chiesa si innalza il campanile, con la parte inferiore del sec. XVII e la parte superiore ricostruita dopo il terremoto del 1743.
La facciata
Divisa in due sezioni, quella inferiore è di chiara matrice cinquecentesca.
Il portale, attribuito allo scultore salentino Gabriele Riccardi, è costituito da due alti basamenti su cui poggiale i leoni stilofori e le relative colonne, che reggono un timpano triangolare con la figura dell’Eterno Padre al centro.
Ai lati del portale due nicchie, poste in alto, ospitano le sculture della Vergine e dell’angelo nunziante, testimonianza della primitiva dedicazione della chiesa all’Annunziata.
In quattro medaglioni, posti sotto la cornice marcapiano, sono probabilmente raffigurati i committenti della chiesa.
La sezione superiore, costruita nel 1754, è rientrante rispetto alla parte inferiore: ospita al centro un finestrone.

Decorazione e opere d’arte
L’interno è interamente decorato con stucchi settecenteschi e una serie di dipinti ad olio su tela, che riproducono figure di santi carmelitani.
Sugli altari laterali vi sono delle tele pregevoli, realizzate a cavallo tra il XVI e il XVII secolo; notevole è a macchina in pietra leccese di un altare, dedicato alla SS.Trinità, probabile opera dello stesso Gabriele Riccardi.
La decorazione della navata si sviluppa in rapporto all’architettura interna: le tele sono collocate sul controsoffitto e negli spazi compresi tra una finestra e l’altra, mentre le cappelle laterali accolgono altari, statue e dipinti.
Trasformazioni storiche
Le cappelle laterali furono rese intercomunicanti dopo la ricostruzione seguita al terremoto del 1743.
Il campanile conserva una parte inferiore del Seicento, mentre la parte superiore venne ricostruita dopo il terremoto del 1743.
La sezione superiore della facciata fu costruita nel 1754.
Il coro risale al 1779 e ospita gli stalli lignei conventuali.
La dedicazione alla Beata Vergine del Carmelo
La festa liturgica della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo o anche del Carmine (in prestito dal corrispondente spagnolo Virgen del Carmen) fu istituita per commemorare l’apparizione che il presbitero inglese Simone Stock asserì essere avvenuta il 16 luglio 1251, durante la quale questi avrebbe ricevuto dalla Vergine uno scapolare.
La presenza dello scapolare costituisce un elemento iconografico caratteristico della devozione carmelitana: la Madonna e il bambino Gesù sono rappresentati mentre mostrano questo oggetto.
La cappella rurale del Carmelo
La cappella, oggi in rovina, reca la data 1836 e venne realizzata, a cavaliere del sentiero in un luogo detto e Ciose (le Chiose, cioè luogo recintato), in modo del tutto analogo alla cappella della B.V. di Caravaggio, dalla parte opposta di Casale (loc. Isorelli) : quasi due porte del villaggio di Casale !
Appare inoltre costruita in due tempi, mediante sovralzo; probabilmente, quando fu sovralzata venne aggiunto il portico a cavaliere della strada che conduceva a Santa Maria del Taro.
La cappella era dedicata alla Beata Vergine del Carmelo, come risulta da una icona, ormai purtroppo illeggibile, firmata ‘Bruschi Luigi Pinge L[’anno]° 1915’ che rappresentava la Madonna nota con tale denominazione, come si deduce dal fatto che tanto essa che il bambino Gesù mostrano uno scapolare.
Si deve tener presente che la ‘villa’ di Casale più vicina alla cappella è quella dei Carmeli, uno dei due gruppi di famiglie più numerose del paese.
Bruschi, il cognome del pittore, è il nome di due ‘ville’ (Bruschi di Sotto e Bruschi di Sopra) poste proprio di fronte a Casale, sulla sinistra del Taro; cognome presente da secoli anche a Casale.
Coordinate e tutela
| Voce | Dato |
|---|---|
| Coordinate geografiche | 44.452330, 9.568454 |
| Quota | 670 mt. s.l.m. |
| Documentazione allegata | estratto di mappa catastale (1); estratto di mappa catastale (2); estratto di mappa catastale (3) |
| Documentazione grafica | estratto di mappa catastale (1) |
| Licenza metadati | CC-BY 4.0 |
La chiesa è registrata nella tipologia architettonica con il codice di catalogo nazionale 0800242665.
La condizione giuridica dell’edificio è la proprietà di un ente religioso cattolico.

La presenza della chiesa nella vita parrocchiale
Una settimana di celebrazioni e appuntamenti per la festa della Beata Vergine del Sabbioso a Toscanella di Dozza.
Il programma preparato dalla parrocchia accompagnerà il paese da martedì 8 a lunedì 14 settembre, intrecciando il calendario religioso con le serate al campo sportivo.
Processioni e appuntamenti: il programma religioso
Il primo appuntamento è martedì 8 settembre. Dopo le Lodi delle 7.20 in chiesa, alle 20 partirà la processione dal pilastrino di via Europa, che percorrerà via Nuova Sabbioso, via Nenni, via Poggiaccio e via Longo per concludersi al parco Santa Teresa di Calcutta.
Qui sarà celebrata la messa, accompagnata dalle testimonianze di don Marco Renzi e don Francesco Commisari, nel 35° anniversario di ordinazione presbiterale.
Mercoledì 9, sempre alle 20, la processione prenderà il via dal pilastrino di via Marmane e attraverserà viale Marconi, via Allende, via Grandi e via Galimberti.
L’arrivo sarà al cimitero, dove la messa sarà presieduta da don Andrea Querzè.
Un terzo itinerario per la processione è previsto giovedì 10 settembre: alle 20 partenza da via Bonora, poi via di Mezzo, via Caduti del lavoro, via Marmane e via Emilia, fino alla chiesa, dove sarà celebrata la Messa.
A seguire inizieranno le confessioni e l’adorazione eucaristica notturna, che proseguirà fino alle Lodi del mattino successivo, con possibilità di confessarsi.
Venerdì 11 alle 7.20 sono previste le Lodi, mentre alle 18.30 si terranno Rosario, Vespri e Messa.
Sabato 12 alle 18.45 sarà celebrato il Vespro e alle 19 la Messa prefestiva a Toscanella; quella sera non sarà invece celebrata la messa a San Lorenzo.
Il momento centrale di domenica 13 settembre inizierà con la Messa delle 8.15 in chiesa.
Alle 10.40 partirà la processione, accompagnata dal Corpo Bandistico Folcloristico Dozzese, dal pilastrino di via Pertini.
Il percorso toccherà via De Gasperi, via Falcone, via Nuova Sabbioso, via Nenni, via Amendola e via della Resistenza, per raggiungere il parco dietro al campo sportivo, dove sarà celebrata la messa.
In caso di maltempo la celebrazione sarà trasferita in chiesa.
Il programma religioso si chiuderà lunedì 14 settembre con le Lodi delle 7.20 e, alle 18, la Messa al campo sportivo.
Arte | Secondaria di 1° grado | La cattedrale romanica
La celebrazione prevista a Dozza sarà spostata a martedì 15.
La festa e il rapporto con la comunità
Il programma ricreativo
Da venerdì 11 a lunedì 14 la festa si allargherà al campo sportivo con lo stand gastronomico e gli spettacoli serali.
Nell’area della festa troveranno spazio anche giochi per bambini, Caritas parrocchiale e mercatino vintage.
La mostra «Francesco e il Sultano» sarà inoltre visitabile ogni sera dalle 19, con visite guidate e laboratori per i più piccoli.
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