I diaconi della Diocesi di Tortona: storia, vocazione e servizio nella Chiesa

La Diocesi di Tortona ha istituito il Diaconato permanente nel 1984 e ha celebrato la prima ordinazione di dodici diaconi il 26 dicembre 1988. Il diacono permanente non è un “surrogato” del sacerdote, ma arricchisce la comunità diocesana con il “dono proprio” di una specifica vocazione e di un servizio singolare.

Il ministero diaconale nella diocesi si esprime nella liturgia, nell’annuncio della Parola, nella carità, nella fraternità e nella costruzione della comunità. La comunità dei Diaconi Permanenti comprende i diaconi ordinati, gli aspiranti e le loro famiglie, accompagnati dal vescovo e dal vicario episcopale per la vita consacrata e il diaconato permanente.

La nascita del Diaconato permanente nella Diocesi di Tortona

La diocesi di Tortona fu tra le prime in Italia ad istituire il Diaconato permanente. Fu la lungimiranza pastorale del Vescovo Mons. Luigi Bongianino a volerlo con determinazione fin dal 1984.

Così nel decreto istitutivo, posto sotto il manto di Maria Ausiliatrice, il 24 maggio 1984 Mons. Bongianino scriveva: “Nella nostra Diocesi, da tempo ed in diverse circostanze, è stato auspicato che si instauri l’ordinazione di Diaconi Permanenti, perché sia riconosciuto il valore della grazia sacramentale che questo ministero comporta e perché la comunità diocesana possa avvalersi di tale servizio ordinato”.

Dopo una fase di discernimento e diversi anni di preparazione, sotto la guida di mons. Angelo Colombi, allora rettore del seminario, che fu il primo Delegato Vescovile per il diaconato permanente, si giunse alla prima ordinazione di dodici candidati nella giornata del 26 dicembre 1988.

MomentoDataSignificato
Decreto istitutivo24 maggio 1984Avvio del Diaconato permanente nella Diocesi di Tortona
Prima ordinazione26 dicembre 1988Ordinazione dei primi dodici diaconi permanenti

Negli anni ’80 la diocesi di Tortona poteva contare ancora su un elevato numero di sacerdoti, oltre 300, e in seminario vi erano 22 seminaristi. Nella prospettiva del Vescovo Bongianino - nonostante già egli intravvedesse le sfide di una nuova impostazione pastorale della Diocesi confluite poi nel sinodo del decennio successivo - il diacono permanente non era e non doveva diventare un “surrogato” del sacerdote, ma arricchire la comunità diocesana col “dono proprio” di una specifica vocazione e di un servizio singolare.

Storia del Diaconato permanente a Tortona

Il significato del ministero diaconale

La vocazione diaconale è presentata come un dono per la comunità e come un’offerta di sé. “Ogni ministero è un dono per la comunità - ha aggiunto Mons. Viola - e una offerta di sé che significa essere partecipi del dono, servi come Cristo venuto per servire”.

Al termine di un incontro tra i diaconi permanenti delle diocesi di Tortona e Genova, il vescovo Mons. Guido Marini ha ricordato loro che questo ministero dev’essere sempre al servizio della Chiesa. “La dimensione della diaconalità attraversa ogni ministero, ha sottolineato il vescovo. Voi siete la presenza nella Chiesa di Gesù diacono e dovete vivere in prima persona lo spirito del servizio ricordando ad ogni ministero che ci si realizza nel Signore soltanto nella misura in cui si serve e si è servitori”.

Il ministero diaconale non si limita quindi a un incarico liturgico, ma coinvolge tutta la vita del diacono e il suo rapporto con la comunità. Il servizio viene vissuto come testimonianza concreta della presenza di Cristo e come impegno a riconoscere, accompagnare e servire i fratelli.

Parola, Sacramento e carità

I ministeri del Lettorato e dell’Accolitato, conferiti agli aspiranti diaconi Andrea Bobbio e Mario Merendi, sono stati presentati come legati ai doni più preziosi che la Chiesa custodisce, la Parola e il Sacramento dell’Altare.

Il Vescovo ha aggiunto che i due ministeri conferiti hanno a che fare con i doni più preziosi che la Chiesa custodisce, la Parola e il Sacramento dell’Altare e che, attraverso gesti concreti, costituisce il segreto di un intimo legame con Dio per coloro che sono chiamati ad esercitare tale ministero, fondando la propria vita sulla Parola.

La tradizione diaconale della Diocesi di Tortona è stata inoltre collegata alla carità, alla fraternità e alla riconciliazione. Don Maurizio Ceriani ha ricordato che Stefano era incardinato - si racconta negli Atti degli Apostoli - in un servizio di carità, fraternità e riconciliazione.

Il diacono è chiamato a servire i fratelli, in particolare coloro che si trovano nel bisogno. Durante l’incontro al Santuario della Madonna della Guardia è stato ricordato ai diaconi: “Siete chiamati a saper vedere e servire i fratelli in particolare coloro che si trovano nel bisogno”.

Le figure bibliche del diacono

Nel cammino di formazione e di riflessione della comunità diaconale sono state indicate tre figure bibliche, tratte dagli Atti degli Apostoli, per descrivere il modo di vivere il ministero.

  • “Il diacono dev’essere uno della pace, della serenità, della costruzione della comunità, superando le ingiustizie vere o presunte, le mormorazioni”.
  • “Il diacono dev’essere uomo che non teme il confronto con nessun ambiente, uomo di libertà interiore e solidità che annuncia Cristo in ogni situazione ed ambiente senza nessuna preclusione.
  • “Il diacono dev’essere uomo che deve lasciarsi guidare dallo Spirito e non deve temere il deserto, la strada, la fatica”.

Il primo medaglione è preso dagli Atti al cap. 6. Il secondo dal cap. 7 degli Atti. Terzo brano l’incontro di Filippo con l’eunuco da cui sempre don Maurizio richiama come “il diacono dev’essere uomo che deve lasciarsi guidare dallo Spirito e non deve temere il deserto, la strada, la fatica”.

Queste immagini delineano un ministero capace di costruire comunione, affrontare ambienti e situazioni diverse con libertà interiore e lasciarsi guidare dallo Spirito anche nelle condizioni più impegnative.

La comunità dei Diaconi Permanenti

La comunità dei Diaconi Permanenti della Diocesi di Tortona vive momenti di preghiera, formazione, condivisione e verifica del cammino pastorale. La celebrazione dell’anniversario dell’istituzione del ministero diaconale è diventata un appuntamento tradizionale per i Diaconi Permanenti della diocesi.

La S. Messa è stata presieduta dal vescovo Mons. Guido Marini, alla presenza dei Diaconi Permanenti, degli aspiranti Diaconi, delle loro famiglie e di numerosi fedeli.

Il gruppo comprende quindi non soltanto i diaconi già ordinati, ma anche gli aspiranti, le famiglie e le comunità cristiane che accompagnano il loro percorso. La partecipazione delle famiglie è stata sottolineata sia nelle celebrazioni diocesane sia negli incontri di fraternità.

L’incontro dei diaconi di Tortona e Genova

Sabato 11 giugno 2022, presso il Centro “Mater Dei” dell’Opera Don Orione in Tortona si sono riuniti una trentina di diaconi permanenti delle diocesi di Tortona e Genova.

L’incontro è stato guidato da Don Maurizio Ceriani, vicario episcopale per i religiosi e i diaconi con la presenza per l”Arcidiocesi di Genova del vicario generale Mons. Marco Doldi e Don Gianni Grondona vicario episcopale per la comunione ecclesiale e sinodalità.

Dopo la recita dell’Ora terza, don Ceriani ha tenuto una riflessione sulla diaconia inserita nel cammino sinodale che la Chiesa intera sta vivendo indicando tre medaglioni biblici.

Successivamente si sono recati al Santuario della “Madonna della Guardia” dove sono stati accolti dal rettore Don Renzo Vanoi che ha rivolto loro un saluto e una breve spiegazione della storia del Santuario.

La celebrazione eucaristica è stata presieduta da Mons. Doldi che nella riflessione, guardando alla figura di san Barnaba di cui si celebra la memoria liturgica, ha sottolineato alcuni aspetti della vita dell’apostolo, attualizzandoli nel servizio della diaconia.

Diaconi di Tortona al Santuario Madonna Guardia

Al termine è giunto per una saluto il nostro vescovo diocesano Mons. Guido Marini il quale ha rivolto un fraterno saluto ai diaconi ed alle loro famiglie presenti ricordando loro che questo ministero dev’essere sempre al servizio della Chiesa.

Dopo l’agape fraterna Il gruppo dei diaconi si è ritrovato ancora nella sala per una condivisione ed una verifica sul cammino pastorale che stanno svolgendo.

Si conclude così una bella giornata fraterna trascorsa sotto lo sguardo della Vergine Maria nostra regina guardiana.

L’anniversario dell’ordinazione a Casei Gerola

Nella festività di Santo Stefano celebrato l’anniversario a Casei Gerola.

CASEI GEROLA - Il 26 dicembre, giorno di S. Stefano, primo Martire cristiano e uno dei primi sette Diaconi, presso l’Insigne Collegiata di San Giovanni Battista di Casei Gerola, alle ore 11.00 don Maurizio Ceriani, Delegato Vescovile per il diaconato permanente, ha celebrato la solenne S. Messa per l’anniversario della prima ordinazione dei Diaconi nella Diocesi di Tortona.

La Messa a Casei Gerola per l’anniversario dell’istituzione del ministero diaconale in diocesi si è svolta nella festa di Santo Stefano, figura particolarmente significativa per il ministero dei diaconi.

La celebrazione è stata presieduta dal vescovo Mons. Guido Marini, alla presenza dei Diaconi Permanenti, degli aspiranti Diaconi, delle loro famiglie e di numerosi fedeli.

Il parroco don Maurizio Ceriani, vicario episcopale per la vita consacrata e il diaconato permanente, ha rivolto a nome dei presenti parole di benvenuto al vescovo e ha ricordato la presenza del Diaconato in Diocesi, iniziata nel 1988, quando ci fu la prima ordinazione di Diaconi permanenti, alcuni dei quali ancora attivi nel loro ministero.

Mons. Marini, a sua volta, ha ringraziato il vicario episcopale per il suo servizio e ha salutato con affetto tutta la Comunità Pastorale, i Diaconi, il sindaco Leonardo Tartara, i ministranti e la corale.

La testimonianza di Santo Stefano

Nell’omelia ha messo in evidenza il vero significato del Natale che «porta con sé il segreto della gioia autentica e duratura, segreto che ha il volto del Dio Bambino».

Il vescovo ha poi proseguito tratteggiando la figura del diacono Stefano, primo martire, mettendo in risalto quanto lui sia testimonianza dell’uomo che accoglie la vita di Dio nella propria vita e ha sottolineato alcuni aspetti del Diacono martire.

  1. Il primo: Stefano è pieno di grazia e potenza, compie nell’amore di Dio prodigi con la sua vita splendente, abbagliante.
  2. Il secondo aspetto è che Stefano parlava con sapienza, la sua parola non era mai banale perché era parola di Dio e, quindi, era capace di toccare il cuore mostrando nuovi orizzonti di vita.
  3. Il terzo aspetto, infine, è la presenza del Signore fino al giorno del martirio.
  4. L’ultimo aspetto illustrato del santo è il fatto che Stefano non cercava l’approvazione altrui, era coraggioso, appassionato, sereno nell’annunciare la parola di Dio senza temere nulla, né scendere a compromessi.

Il primo: Stefano è pieno di grazia e potenza, compie nell’amore di Dio prodigi con la sua vita splendente, abbagliante. Dunque, «se accogliamo davvero la vita di Dio e il mistero del Natale nella nostra vita, - ha detto - anche essa sarà piena di prodigi e di grazia».

Il secondo aspetto è che Stefano parlava con sapienza, la sua parola non era mai banale perché era parola di Dio e, quindi, era capace di toccare il cuore mostrando nuovi orizzonti di vita: «Se anche noi parleremo la lingua di Dio, saremo in grado di affascinare e scaldare i cuori, toccando la vita di chi ci a-scolta, trasformandola».

Il terzo aspetto, infine, è la presenza del Signore fino al giorno del martirio. Ciò prova quanto profondamente Stefano abbia sentito l’amore del Padre. «Viviamo anche noi, come Stefano, - ha detto - sentendo la Sua presenza che ci accompagna nel compiere il Suo disegno straordinario di amore, accogliendo il do-no della carità divina».

L’ultimo aspetto illustrato del san-to è il fatto che Stefano non cercava l’approvazione altrui, era co- raggioso, appassionato, sereno nell’annunciare la parola di Dio senza temere nulla, né scendere a compromessi; con la luce negli occhi parlava di colui che aveva conquistato la sua vita, il Signore Gesù.

«Anche noi, se lo accogliamo, possiamo diventare testimoni fedeli, - ha raccomandato Mons. Marini - appassionati al mistero del Signore senza nulla temere».

L’invito è stato quello ad abbandonarsi al Dio della pace per ricevere l’abbraccio che Stefano ha accolto nell’ultimo atto della sua vita, con il perdono e la misericordia.

Trent’anni di servizio diaconale

Don Ceriani in apertura ha rivolto un saluto a tutti i confratelli, in particolare ai Diaconi che hanno ricevuto l’Ordine Sacro proprio il 26 dicembre di 30 anni fa, al decano Angelo Marini, classe 1920, e a Mario Merendi, uno dei due Diaconi ordinati recentemente, ricordando anche i confratelli che hanno lasciato questa terra.

La celebrazione si è svolta in una atmosfera molto solenne e partecipata. Don Maurizio nell’omelia, richiamando la preghiera della Colletta, ha sottolineato alcuni aspetti “da celebrare oggi e poi da esprimere nella vita”.

Il primo mistero si cui ha posto l’accento è quello che si riferisce alla gioia e alla riconoscenza “per offrire alla culla del Dio fatto uomo, del Verbo fatto carne, oltre agli addobbi e ai fiori, i doni più preziosi, che vengono dal cuore, con l’animo di meraviglia stupita di gioia riconoscente per ringraziare”.

La risposta più alta nei confronti della Chiesa è quella del martirio - dal greco testimonianza - e il modo più bello per ringraziare Dio per i suoi doni è testimoniare con la vita la nostra fede.

“Pur in un momento di povertà vocazionale e delle comunità, siamo una Chiesa cosciente dei doni che Dio le fa. Oggi la Chiesa tortonese può presentare al Bambino Gesù questo dono: 30 anni di servizio diaconale unico e insostituibile”.

Il secondo spunto di riflessione che ha offerto don Maurizio è la fedeltà che non viene meno, come quella di Stefano, incardinato - si racconta negli Atti degli Apostoli - in un servizio di carità, fraternità e riconciliazione.

“Nel mistero di Santo Stefano impariamo una fedeltà fatta di carità che crea comunione, riflesso di quell’amore che unisce Padre, Figlio e Spirito, Parola del Signore che lascio a voi Diaconi in questa celebrazione”.

L’ulteriore accento, poi, è stato posto “sul mistero che stiamo celebrando: il perdono estremo di Cristo crocefisso e di Stefano martirizzato per imparare ad essere uomini e donne capaci di volerci bene e di amare i nostri nemici”, accorgendoci del bene di cui siamo oggetto e dimenticando il male che ci viene fatto “in questo modo le nostre comunità verranno riconosciute come vere Chiese del Signore”.

Le fotografie di rito e lo scambio degli auguri con un brindisi presso l’oratorio hanno concluso la mattinata di festa e di fratellanza.

Il percorso verso il diaconato: Lettorato e Accolitato

La comunità dei Diaconi permanenti della Diocesi di Tortona ha accompagnato anche il cammino degli aspiranti attraverso i ministeri del Lettorato e dell’Accolitato.

La giornata di domenica 18 novembre ha segnato un importante appuntamento per la comunità dei Diaconi permanenti della Diocesi di Tortona: alle ore 20.30 nella cappella del seminario il Vescovo Mons. Vittorio Viola ha celebrato il rito liturgico per il conferimento del Lettorato e Accolitato agli aspiranti Diaconi Andrea Bobbio e Mario Merendi.

Il rito è stato inserito nella santa messa concelebrata da don Maurizio Ceriani alla presenza del cancelliere mons. Mario Balladore e di don Claudio Baldi.

Durante l’omelia Mons. Viola ha posto l’accento sul significato vero dei toni che noi chiamiamo apocalittici, proposta che veniva dalle letture, visione di grande potenza che è uno sguardo di speranza sul ritorno del Signore: non la fine del tempo, ma la storia che va verso un fine che è rappresentato dalla certezza dell’incontro con lui.

“Come vorremmo essere trovati al Suo ritorno? - si è domandato Sua Eccellenza - Con quali sentimenti nel cuore, con quali gesti nelle mani, con quali parole sulle labbra?”.

Ha continuato sottolineando che esiste un progetto di Dio per ognuno “e noi questa sera siamo qui come Chiesa, per accogliere un dono, la chiamata al ministero diaconale di questi nostri due fratelli; se il Signore tornando vi trovasse pienamente immersi dentro questi ministeri, il Lettorato e l’Accolitato, sarebbe certamente un bell’incontro!”.

Rito di Lettorato e Accolitato a Tortona

La celebrazione ha raggiunto momenti particolarmente toccanti quando gli aspiranti Diaconi hanno risposto il loro “eccomi!” alla richiesta di presentazione da parte del Diacono Ernesto Stramesi, ed è stata consegnata loro da Sua Eccellenza la Parola e il Vassoio con il Pane dopo l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria.

Erano presenti familiari, parenti, amici dei nuovi Accoliti, le suore della fraternità di Maria Santissima di Valle in Gavi e la comunità dei Diaconi Permanenti che, al termine della celebrazione, si sono stretti attorno ai futuri Diaconi per congratularsi con loro.

Il Sacro Ordine del Diaconato Permanente verrà conferito agli Accoliti Andrea e Mario l’8 dicembre alle ore 21.00 durante la solenne santa messa che sarà celebrata in Duomo a Tortona.

Il servizio alla Chiesa e alla comunità

Il cammino della comunità diaconale tortonese mostra un ministero radicato nella Chiesa e rivolto alla vita concreta delle comunità. L’incontro dei diaconi di Tortona e Genova è stato descritto come un servizio “in punta di piedi ma radicati nella Chiesa”.

La diaconia è collegata alla capacità di vedere le necessità dei fratelli, di annunciare Cristo in ogni ambiente, di costruire la pace e di lasciarsi guidare dallo Spirito.

La Madonna vi aiuti sempre a lavorare insieme per l’evangelizzazione.

Il servizio diaconale è inoltre vissuto nella comunione con il vescovo, con i presbiteri, con gli altri diaconi, con le famiglie e con il Popolo di Dio. Il Vescovo Mons. Guido Marini, il Vicario generale, i presbiteri e i diaconi della Diocesi di Tortona si uniscono in preghiera, con tutto il Popolo di Dio, affinché il Signore Gesù.

La dimensione comunitaria emerge nelle celebrazioni, negli incontri formativi, nelle visite ai santuari, nelle agapi fraterne e nelle occasioni di verifica del cammino pastorale.

Al termine, dopo la foto di rito, il vescovo Guido ha voluto salutare personalmente tutti.

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