Il “Testamento Omega” attribuito a una suora colombiana: contenuti, origine e valutazione critica

Il cosiddetto “Testamento Omega” è una rivelazione privata attribuita a Suor Benedicta della Santa Croce, religiosa colombiana, che avrebbe ricevuto il 2 febbraio 2023 un messaggio da papa Benedetto XVI dopo la sua morte. Il testo viene presentato come una sorta di seconda parte del testamento spirituale di Joseph Ratzinger, definita “omega”, destinata a completare una parte “alfa” resa pubblica durante la sua vita.

Non si tratta però del testamento spirituale ufficiale di Benedetto XVI. Il documento riconosciuto e diffuso dalla Santa Sede è il testo scritto da Joseph Ratzinger nel 2006, nel quale il papa emerito ringrazia Dio, i genitori, la famiglia, gli amici, i collaboratori e la Chiesa, chiede perdono per le offese eventualmente arrecate e invita tutti a rimanere saldi nella fede.

Che cos’è il “Testamento Omega”

Il fatto risalirebbe al 2 febbraio 2023 e riguarderebbe una sorta di “seconda parte” del testamento di Ratzinger, una parte omega (distrutta e ora comunicata alla religiosa) che chiude una parte alfa (pubblica ma incompleta).

Questo testamento, attribuito a Benedicto XVI, habría sido revelado a una monja colombiana el 2 de febrero de 2023 y forma parte de un conjunto de relatos y visiones místicas.

Suor Benedetta, membro della comunità della Santa Croce, ha attirato l’attenzione per le sue rivelazioni, soprattutto quelle legate a Benedetto XVI.

Recentemente ha affermato di aver avuto una visione nella quale il Papa emerito, ritiratosi per motivi di salute, le avrebbe trasmesso informazioni sul “mistero dell’iniquità” e un testamento spirituale che confermerebbe la sua legittimità come ultimo Papa sulla Terra.

Queste rivelazioni sono state interpretate da alcuni come una critica alla Chiesa guidata da papa Francesco.

Le sue visioni hanno generato dibattiti e sono state considerate da alcuni un invito a riflettere sulla crisi della Chiesa e sulla necessità di tornare alla fede tradizionale.

La distinzione tra il testamento ufficiale e il testo attribuito alla religiosa

Il Papa emerito Joseph Ratzinger, morto il 31 dicembre 2022, ha lasciato un testamento spirituale, scritto nel 2006.

Il lascito, visionato in anteprima dall’Ansa, è stato scritto dal papa emerito nel 2006 e da allora non è stato modificato.

Si tratta di un testo non molto lungo, di appena quattromila battute, scritto in tedesco - la lingua madre di Joseph Ratzinger.

Stando a quanto si apprende, il testo è stato comunque revisionato dallo stesso Benedetto XVI, dal momento che sarebbe stato pubblicato in un momento successivo alla sua morte.

Oltre al testamento spirituale, Papa Ratzinger ha redatto anche un testamento materiale, di cui è in possesso il suo segretario Georg Gänswein.

Il contenuto del testamento spirituale di Benedetto XVI

Se in quest’ora tarda della mia vita guardo indietro ai decenni che ho percorso, per prima cosa vedo quante ragioni abbia per ringraziare.

Ringrazio prima di ogni altro Dio stesso, il dispensatore di ogni buon dono, che mi ha donato la vita e mi ha guidato attraverso vari momenti di confusione; rialzandomi sempre ogni volta che incominciavo a scivolare e donandomi sempre di nuovo la luce del suo volto.

Retrospettivamente vedo e capisco che anche i tratti bui e faticosi di questo cammino sono stati per la mia salvezza e che proprio in essi Egli mi ha guidato bene.

Ringrazio i miei genitori, che mi hanno donato la vita in un tempo difficile e che, a costo di grandi sacrifici, con il loro amore mi hanno preparato una magnifica dimora che, come chiara luce, illumina tutti i miei giorni fino a oggi.

La lucida fede di mio padre ha insegnato a noi figli a credere, e come segnavia è stata sempre salda in mezzo a tutte le mie acquisizioni scientifiche; la profonda devozione e la grande bontà di mia madre rappresentano un’eredità per la quale non potrò mai ringraziare abbastanza.

Mia sorella mi ha assistito per decenni disinteressatamente e con affettuosa premura; mio fratello, con la lucidità dei suoi giudizi, la sua vigorosa risolutezza e la serenità del cuore, mi ha sempre spianato il cammino; senza questo suo continuo precedermi e accompagnarmi non avrei potuto trovare la via giusta.

Di cuore ringrazio Dio per i tanti amici, uomini e donne, che Egli mi ha sempre posto a fianco; per i collaboratori in tutte le tappe del mio cammino; per i maestri e gli allievi che Egli mi ha dato.

Tutti li affido grato alla Sua bontà.

E voglio ringraziare il Signore per la mia bella patria nelle Prealpi bavaresi, nella quale sempre ho visto trasparire lo splendore del Creatore stesso.

Ringrazio la gente della mia patria perché in loro ho potuto sempre di nuovo sperimentare la bellezza della fede.

Prego affinché la nostra terra resti una terra di fede e vi prego, cari compatrioti: non lasciatevi distogliere dalla fede.

E finalmente ringrazio Dio per tutto il bello che ho potuto sperimentare in tutte le tappe del mio cammino, specialmente però a Roma e in Italia che è diventata la mia seconda patria.

A tutti quelli a cui abbia in qualche modo fatto torto, chiedo di cuore perdono.

Quello che prima ho detto ai miei compatrioti, lo dico ora a tutti quelli che nella Chiesa sono stati affidati al mio servizio: rimanete saldi nella fede!

Non lasciatevi confondere!

Spesso sembra che la scienza - le scienze naturali da un lato e la ricerca storica (in particolare l’esegesi della Sacra Scrittura) dall’altro - siano in grado di offrire risultati inconfutabili in contrasto con la fede cattolica.

Ho vissuto le trasformazioni delle scienze naturali sin da tempi lontani e ho potuto constatare come, al contrario, siano svanite apparenti certezze contro la fede, dimostrandosi essere non scienza, ma interpretazioni filosofiche solo apparentemente spettanti alla scienza; così come, d’altronde, è nel dialogo con le scienze naturali che anche la fede ha imparato a comprendere meglio il limite della portata delle sue affermazioni, e dunque la sua specificità.

Sono ormai sessant’anni che accompagno il cammino della Teologia, in particolare delle Scienze bibliche, e con il susseguirsi delle diverse generazioni ho visto crollare tesi che sembravano incrollabili, dimostrandosi essere semplici ipotesi: la generazione liberale (Harnack, Jülicher ecc.), la generazione esistenzialista (Bultmann ecc.), la generazione marxista.

Ho visto e vedo come dal groviglio delle ipotesi sia emersa ed emerga nuovamente la ragionevolezza della fede.

Gesù Cristo è veramente la via, la verità e la vita - e la Chiesa, con tutte le sue insufficienze, è veramente il Suo corpo.

Infine, chiedo umilmente: pregate per me, così che il Signore, nonostante tutti i miei peccati e insufficienze, mi accolga nelle dimore eterne.

A tutti quelli che mi sono affidati, giorno per giorno va di cuore la mia preghiera.

Le parole finali spesso associate al testamento

Queste le ultime parole affidate ai fedeli da Papa Benedetto XVI, per mezzo del libro scritto dal suo segretario Georg Gänswein: “Rimanete saldi nella fede! Non lasciatevi confondere! Gesù Cristo è veramente la via, la verità e la vita - e la Chiesa, con tutte le sue insufficienze, è veramente il Suo corpo”.

Il testamento spirituale ufficiale si conclude con la firma: Benedictus PP XVI.

La presunta rivelazione di Suor Benedicta

Proprio nei giorni in cui stiamo lanciando l’ottimo Parole chiare sulla Chiesa. Perché c’è una crisi, dove nasce e come uscirne suscita grandi dibattiti una rivelazione privata attribuita a tal Suor Benedicta della S. Croce, colombiana.

Ora passiamo al messaggio “ricevuto da Suor Benedicta della S. Croce”, che tanta attenzione sta destando.

Definirlo uno sgangherato impasto di errori, incongruenze, con scene horror miste a caratteri più propri della telenovela sudamericana, può risultare quasi un eufemismo.

Facciamo prima una breve sintesi: Ratzinger - apparendo alla religiosa - farebbe tutto l’opposto di ciò che ha fatto in vita, direbbe il contrario di ciò che ha sempre detto e, a seguito di una morte da carcerato - tra veleni schivati e dolori spirituali fatali, per una atroce confessione bergogliana - consegna a questa veggente il testo della proclamazione di alcuni dogmi mariani e - ovviamente, ci mancherebbe - la richiesta di indire un conclave.

L’operazione avverrebbe anche in seguito alla morte (inizio gennaio 2023) del diacono bresciano Giulio Colombi, che sarebbe stato uno dei destinatari della missiva.

Il documento diffuso in rete

Ciò che circola in relazione a questo Testamento Omega è caotico a dir poco.

Nel pdf che gira in internet con il testo in italiano è scritto all’inizio: “traduzione provvisoria e anonima basata sul testo audio del sotto citato video di Radio Rosa Mystica, Colombia“.

Si possono trovare anche video, ma tutto sembra all’insegna dell’approssimazione.

La presenza di una traduzione provvisoria, anonima e basata su un testo audio rende difficile stabilire con precisione quale sia la formulazione originaria del documento.

Le principali incongruenze narrative

Lasciamo pur stare alcuni fatti di colore, tipo che dopo essere apparso alla religiosa durante la Messa in compagnia dei santi Agostino e Bonaventura, il vecchio Benedetto XVI si sia manifestato “seduto su una sedia che ho accanto al mio letto, dice Benedicta, ma la sedia non aveva l’aspetto reale, era un seggiolone imbottito di bianco“, o esclamazioni come: “Lo sentii pregare in latino a bassa voce. Era come una preghiera per la chiesa. La sua pronuncia era perfetta, che grande latinista!”.

Oppure altre frasi bislacche: “[A Giovanni Paolo II] è stato fatto fatto un intervento alla gola con l’unico scopo di metterlo a tacere e quindi di deteriorare la sua salute, per impedirgli di prendere decisioni non convenienti per la massoneria ecclesiastica“.

Ci sono una serie di cose talmente illogiche da lasciare attoniti, ne citiamo solo alcune che valgono per tutte: Ratzinger nella prima parte dell’apparizione celebra la Messa tridentina.

Cosa mai fatta pubblicamente quando era Papa.

Tra l’altro, contraddicendosi, il testo chiama questa Messa anche straordinaria (vedendo dunque implicitamente come ordinaria quella di Paolo VI), salvo poi far dire a Benedetto “(Bergoglio) mi disse che avrebbe sterminato il rito straordinario in un colpo solo, lasciando solo quello attuale con le sue numerose profanazioni e sacrilegi.

Alla fine, il nuovo rito era stato elaborato da un massone esperto di liturgia“.

A parte il fatto che, nella erronea impostazione ratzingeriana espressa pure nel Summorum Pontificum, il nuovo rito “elaborato da un massone” è la forma legittima e ordinaria della Messa, non si capisce perché - se anche si fosse reso conto dei suoi errori da morto - continui a chiamare straordinaria (e non “vera Messa”, o “Messa di sempre”) quella che non può considerare più come una variante di un’operazione massonica.

Il riferimento a Giovanni Paolo II

Oltre alla visione fumettistica di Papi da decenni presi in ostaggio nel governo della Chiesa e incapaci di attuare sostanzialmente nulla dei loro progetti, fa sorridere che nell’apparizione si chiami “grande San Giovanni Paolo II” il predecessore di Benedetto XVI.

Non solo perché Giovanni Paolo II con Assisi ’86 realizzò in un giorno ciò che la massoneria non era riuscita a fare in quasi 300 anni, non solo perché perseguitò Mons. Lefebvre e Mons. de Castro Mayer, non solo per queste e per altre mille ragioni, ma ancor più semplicemente perché “San” Giovanni Paolo II è stato canonizzato come tale da Bergoglio, che - secondo lo schema della pseudorivelazione - non sarebbe stato legittimo Papa.

Le frasi attribuite a Benedetto XVI

A chiunque abbia una vaga idea della storia ecclesiastica degli ultimi 60 anni, poi, la frase che si fa dire a Ratzinger a un certo punto strappa un sorriso: “solo Dio può salvare la sua Chiesa dal precipitare nel baratro, e questo già avevo visto chiaramente durante le sessioni del Concilio Vaticano II“.

Quello che però più irrita è la sgraziata composizione di alcuni passaggi.

Ratzinger è senza dubbio un modernista ma non è né uno stupido, né un ignorante, né un esibizionista vanesio.

Ci sono frasi che lo fanno passare come tale: ” Gli stessi che un giorno mi acclamarono pastore dei pastori, erano loro che poco tempo dopo mi avrebbero crocifisso, proprio come accadde a Nostro Signore Gesù la Domenica delle Palme.”, “Sono stato il Papa più calunniato e screditato“.

A parte la questione della Domenica delle Palme, anche i meno preparati in storia della Chiesa sanno quale martirio subirono tanti Papi, a cominciare dalla crocifissione a testa in giù di San Pietro.

Qui però - conviene ribadirlo - il problema non è solo sul piano storico, è pure nella sgangherata vanità che si attribuisce involontariamente a Benedetto XVI.

Le accuse sul conclave del 2013

Facendogli poi dire: “Nel conclave (del 2013) c’era una maggioranza di cardinali massoni, un’opera organizzata di lunga data che si è fatta carico di infiltrare il collegio cardinalizio“, gli danno la zappa sui piedi.

Quasi tutti quei cardinali erano stati creati da Benedetto o Giovanni Paolo II.

Il passaggio viene quindi presentato come una contraddizione interna alla stessa ricostruzione: da un lato il testo attribuisce a Benedetto XVI un’accusa contro il collegio cardinalizio, dall’altro molti dei cardinali coinvolti erano stati nominati proprio durante i pontificati precedenti.

I dogmi mariani e la presunta enciclica

Ci sono poi espressioni che lasciano sgomenti: “L’8 dicembre 2022, con un gesto di fiducia e di buona volontà, ho comunicato al mio segretario di aver scritto diverse lettere e la mia ultima Dichiarazione Enciclica, Maria Corredentrice, Mediatrice e Avvocata.

Lo dissi, molto incoraggiato dal mio predecessore, il grande San Giovanni Paolo II, fedele difensore di Maria Corredentrice ai piedi della croce“.

Tanto sotto il regno woitiliano quanto sotto quello ratzingeriano la strada per la definizione della corredenzione di Maria non fu facilitata, anzi!

In relazione alle sue ultime missive, fatte sparire, ovviamente, la Fraternità San Pio X, destinataria del messaggio insieme a un gruppo stretto e selezionato di cardinali, diventa “Fraternità Sacerdotale di San Pio X, e San Paolo“.

Il riferimento a Giulio Colombi

Una particolare menzione merita poi la parte su Giulio Colombi.

“Sicuro del tradimento del mio segretario, ho scelto prudentemente di dare copia di queste lettere al mio grande amico Giulio Colombi durante la sua ultima visita“.

Il teologo Colombi, morto novantasettenne a gennaio 2023, è un diacono permanente bresciano.

Più che come ultimo baluardo della tradizione è noto per essere stato il traduttore e promotore degli scritti dei progressisti e modernisti Guardini, Rahner, von Balthasar.

Le accuse sulla morte di Benedetto XVI

Risparmiamo al lettore la parte trash della confessione horror che Bergoglio avrebbe fatto a Ratzinger: “Vuoi sapere a chi ho invocato davanti […]? Gli risposi che non era necessario.

Mi disse che me lo avrebbe detto comunque, perché sapeva che mi avrebbe fatto male: Ho invocato il re delle tenebre, mi capisci?

Rimasi in totale silenzio, poi lui disse: Oh nonno, ammetto che mi sono divertito molto, ma è ora di finire la farsa“.

Oppure: “Mi sentivo in agonia, e questa confessione di Francisco ha causato l’infarto che ha posto fine alla mia vita, non è stato nemmeno il veleno che mi stavano lentamente somministrando“.

E… no, non siamo di fronte a “Sensualità a corte”, ma più semplicemente a un mappazzone di barbieriana memoria.

La prudenza davanti alle rivelazioni private

La prima, generale: Questo proliferare di apparizioni, fatti sensazionali, codici segreti, grandi prelati, conclavi da cabina telefonica o da sala alberghiera non rappresenta solo un intricato groviglio di stravaganze spesso in contrasto tra loro, ma è la manifestazione più evidente della confusione prodotta da 60 anni di devianze ecclesiali.

Certo, chiunque abbia un minimo di conoscenza della materia scuoterà la testa di fronte alle contraddizioni palesi che emergono da questa matassa, dalla loro vacuità e dai modi con cui vengono proposte; ma resta il fatto che sono il sintomo di qualcosa che le supera.

La seconda, più specifica: è sempre bene ribadire che la rivelazione pubblica è conclusa da quasi 2000 anni e che le rivelazioni private si collocano su tutto un altro piano.

La Chiesa da sempre insegna che con esse la prudenza deve essere massima: bisogna guardarsi dai facili entusiasmi.

San Filippo Neri addirittura diceva di sputare sull’apparizione, ove si avesse dubbio.

Il criterio della realtà

Finora non ho mai voluto affrontare la questione del presunto “Testamento Omega” scritto da una suora colombiana sotto la dettatura - così si dice - di un’apparizione post mortem di papa Benedetto XVI.

Tuttavia, siccome mi giungono sempre più richieste circa il mio pensiero in merito, sono costretto a prendere pubblica posizione.

Nella mia quasi triennale inchiesta non ho minimamente poggiato le mie indagini su profezie, veggenti, premonizioni, sogni, visioni o similia.

L’unica cosa che ci si può permettere di fare è vedere se, dopo l’esame della realtà più inconfutabile, le profezie dichiarate veritiere dalla Chiesa possano trovare o meno qualche riscontro.

Mai invertire il processo realtà-profezia.

Peraltro, in ottica di fede, profezie e preveggenze devono essere innanzitutto validate dalla Chiesa, poi, non solo ben di rado vanno interpretate in modo letterale, ma potrebbero essere anche di natura demoniaca.

La valutazione critica del documento

Il “Testamento Omega” offre una ricostruzione avvincente della vicenda, ma i molti dettagli veritieri che sono stati inseriti sono già tutti disponibili sulla stampa.

Chiunque abbia seguito bene e da vicino la Magna Quaestio, e anche l’indagine del sottoscritto, avrebbe potuto confezionare questa presunta visione con fatti incontestabili.

C’è però da dire, innanzitutto, che ben difficilmente papa Benedetto affiderebbe alla visione di una suora un suo testamento: qui vengono ignorati fatti patenti di diritto canonico, dichiarazioni esplosive e documentate, figuriamoci se giornalisti e prelati potrebbero mai dar retta a un evento paranormale del genere.

La ricostruzione della suora è quindi, per quanto mi riguarda, una suggestione che mescola realtà e fantasia, probabilmente in buona fede, ma nulla più.

Il ruolo attribuito a monsignor Gänswein

Quanto è stato sovracostruito nella narrazione, oltre ai fatti pubblici, in particolare sul ruolo di Mons. Gaenswein come carceriere bergogliano e addirittura come avvelenatore di papa Benedetto, è completamente campato in aria.

Come ho già avuto modo di spiegare in un articolo di qualche tempo fa, l’arcivescovo è stato il più fedele, leale e chirurgico servitore di papa Benedetto.

Mons. Gaenswein si è fatto latore di un’infinità di raffinatissimi codici Ratzinger, fin almeno dal 2016, quando pronunciò il famoso discorso del “ministero allargato”, una prolusione che conteneva tutto il perfetto sistema papa legittimo-illegittimo/contemplativo-attivo prodotto dalla sede impedita.

Ora, tali Codici sono, per loro natura, estremamente delicati: una parola in più, o in meno, ne devasta il senso logico.

Un messaggero infedele avrebbe potuto al massimo riferire, di malavoglia, il senso generico di quanto detto da papa Benedetto, calpestandone involontariamente il preciso assetto logico-lessicale.

Per farlo come lo faceva Mons. Gänswein, c’era invece bisogno di una suprema attenzione e dedizione, della piena volontà.

Già questo discorso fa piazza pulita di qualsiasi dubbio, ma ammettiamo, per assurdo, che Mons. Gänswein fosse il “carceriere bergogliano” di papa Benedetto, come vuole un vecchio cliché.

Allora egli dovrebbe essere una specie di automa, un robot teutonico e acritico che inconsapevolmente citava a pappagallo e perfettamente a memoria ciò che gli imponeva di ripetere papa Benedetto: “Eccellenza, dica esattamente così, non una parola di più, non una di meno”, avrebbe dovuto raccomandargli papa Ratzinger.

E quando poi, sulla stampa, l’automa-Gaenswein veniva messo alla berlina come ignaro latore di un messaggio del suo prigioniero, perché continuare bovinamente a farsi “usare” da papa Benedetto?

E’ assurdo, no?

Le controversie sulla rinuncia al pontificato

Con il suo libro “Nient’altro che la verità” egli è però passato a un altro escamotage: quello di “spararle” sempre più grosse e incredibili per stimolare il dibattito.

Del resto, tacere farebbe cadere la questione nel dimenticatoio, parlare apertamente non può ancora, resta solo il mostrarsi artatamente “più realisti del re”.

Egli sa che più si comprime la verità, più questa salta fuori.

Risultato raggiunto: nei giorni successivi all’uscita del libro, lo scrivente ha completato alcune acquisizioni definitive sulla Magna Quaestio, cioè la faccenda dell’hora vigesima e quella di Benedetto VIII.

Prova ne sia l’ultima intervista rilasciata oggi al Corriere della Sera dove dice: «E ancora di più a partire dal 28 febbraio, quando alle ore 20 il Papa firmò la rinuncia e salì sull’elicottero che lo portò a Castel Gandolfo, perché il monastero Mater Ecclesiae non era ancora pronto a ospitarlo ».

Ora, tutti sanno che papa Benedetto prese l’elicottero alle ore 17.00 per spostarsi in Castel Gandolfo e che non ha mai firmato alcuna rinuncia, come messo in luce dal libro “Il vero papa è ancora benedetto XVI” (2017).

E’ un documento che si richiede da almeno dieci anni e nessuno è mai stato in grado di produrlo, perché certo papa Ratzinger non poteva ratificare la sua sede totalmente impedita, che è puramente rimasta fattuale.

Quindi, come leggete, Mons. Gaenswein con questo patente errore continua a parlare in Codice Ratzinger, o meglio in un “Codice Gaenswein” che, al contrario del precedente, si avvale di incongruenze plateali ed evidenti “panzane” per stimolare il dibattito e far emergere nient’altro che la verità.

La morte e le esequie di Benedetto XVI

La dipartita di Papa Benedetto XVI ha inflitto una profonda ferita nel cuore di milioni di fedeli che in lui vedevano ancora una guida, nonostante le sue dimissioni da capo della Chiesa.

Le esequie il 5 gennaio 2023, celebrate da Papa Francesco.

Diversamente da quanto previsto dalle procedure per la celebrazione delle esequie di un pontefice in carica, la salma di Joseph Ratzinger sarà esposta non per nove giorni, ma solo dal 2 al 5 gennaio, giorno in cui avranno luogo i funerali.

A presiedere la celebrazione sarà Papa Francesco, come ha reso noto il portavoce vaticano, Matteo Bruni, nel corso di un briefing nella sala stampa della Santa Sede.

Il rituale sarà celebrato nel segno della semplicità, secondo il desiderio di Ratzinger.

Il corpo sarà poi sepolto in quella che fu la tomba di Giovanni Paolo II, nelle grotte vaticane, ormai vuota dopo che i suoi resti sono stati spostati in una cappella laterale di San Pietro in seguito alla sua canonizzazione.

Perché il testo ha suscitato attenzione

Molti si chiedono che cosa sia realmente accaduto a papa Benedetto XVI e che cosa contenga il cosiddetto “Testamento spirituale Omega”.

Alcuni lo collegano persino a profezie su un possibile Papa eretico, identificato da alcuni con papa Francesco.

Le visioni attribuite alla religiosa sono state così inserite in una narrazione più ampia sulla crisi della Chiesa, sulla legittimità del pontificato e sul rapporto tra il papa emerito e il suo successore.

Questo proliferare di apparizioni, fatti sensazionali, codici segreti, grandi prelati, conclavi da cabina telefonica o da sala alberghiera non rappresenta solo un intricato groviglio di stravaganze spesso in contrasto tra loro, ma è la manifestazione più evidente della confusione prodotta da 60 anni di devianze ecclesiali.

Il contesto colombiano non coincide con la vicenda del Testamento Omega

Il nome “suora colombiana” compare anche in vicende ecclesiali completamente diverse da quella attribuita a Suor Benedicta della Santa Croce.

Suor Gloria Cecilia Narváez Argoty, missionaria colombiana in Mali, venne rapita il 7 febbraio 2017 mentre svolgeva il suo servizio pastorale nel villaggio di Karangasso, vicino Koutiala, a circa 400 chilometri ad est di Bamako, capitale del Mali, in Africa occidentale.

Suor Gloria lavorava con i più poveri, è stata una grande sostenitrice della vita, fornendo cure speciali ai bambini sottovalutati nella cultura locale.

Aveva promosso un orfanotrofio, dove cercava sempre di garantire ai più piccoli una buona qualità della vita, aiutandoli nei loro bisogni di base, oltre all’amore e alla tenerezza con cui li trattava, come una vera madre.

La Chiesa continua a pregare per la sua salute e la sua pronta liberazione.

Il Vescovo ha ribadito l’appello alla libertà, al rispetto della sua dignità umana e al suo status di religiosa, dedicata interamente al servizio dei più bisognosi nelle terre di missione.

Questa vicenda riguarda quindi una missionaria rapita in Africa occidentale e non costituisce una conferma dell’origine o dell’autenticità del cosiddetto “Testamento Omega”.

Un’altra religiosa colombiana: Suor Maria Valentina

Suor Maria Valentina de Los Angeles è la suora rap di Bogotá che si prepara ad accogliere Papa Francesco, in Colombia, dove il Pontefice arriva il 6 settembre.

Questa religiosa sui generis preferisce la strada ai sandali, il canto come strumento di evangelizzazione.

Ha superato numerosi concorsi e ora fa parte del gruppo musicale che accompagnerà il soggiorno del Papa in Colombia, dal 6 al 10 settembre.

“E’ quello che il Papa ci invita a fare, ovvero essere gioiosi e allegri, a essere una comunità, di toccare i poveri, di essere semplici e quale modo migliore di farlo se non con la musica?”, dice suor Maria Valentina.

Ventotto anni, la suora rap è diventata famosa lo scorso anno dopo aver partecipato a un concorso televisivo dal titolo “A un altro livello”.

“Quello che è fantastico del rap è che resta facilmente in testa e quando c’è la profondità della verità, di Cristo, è ancor più penetrante”.

“Il mio sogno è essere una buona religiosa prima di tutto e poi fare musica. Vorrei arrivare alla gente e far sì che non si innamorino di me ma di Gesù”.

Come leggere il “Testamento Omega”

  • Il testo è attribuito a una rivelazione privata ricevuta da una religiosa colombiana.
  • La data indicata per la presunta apparizione è il 2 febbraio 2023.
  • Il documento viene presentato come una seconda parte del testamento spirituale di Benedetto XVI.
  • La versione italiana diffusa in rete è descritta come una traduzione provvisoria e anonima basata su un testo audio.
  • Il testamento spirituale ufficiale di Joseph Ratzinger è invece datato 2006 ed è stato pubblicato dopo la sua morte.
  • Le accuse di avvelenamento, prigionia, massoneria e invocazione del “re delle tenebre” appartengono alla narrazione del testo attribuito alla religiosa.
  • Le rivelazioni private non hanno lo stesso valore della rivelazione pubblica e richiedono prudenza.
  • La valutazione critica del documento segnala numerose incongruenze storiche, liturgiche, teologiche e narrative.

Il criterio della formazione

Non date, quindi, retta a veggenti, mistiche, profetesse in buona o cattiva fede che siano: mantenete il contatto con il Logos e la Realtà, e capirete.

Oggi più che mai, per non essere inghiottiti dai turbini delle mezze verità e delle bugie palesi o per non essere abbagliati dai flash del sensazionalismo, dell’occulto e dell’improbabile è necessaria una formazione solida.

Come accennato all’inizio, anche per queste ragioni abbiamo dato alle stampe il volume Parole chiare sulla Chiesa. Perché c’è una crisi, dove nasce e come uscirne, in cui peraltro si parla anche di rivelazioni private, curato da don Daniele Di Sorco, affiancato da don Mauro Tranquillo e don Gabriele D’Avino e con una postfazione di Aldo Maria Valli.

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