Le Suore Eucaristiche di San Vincenzo Pallotti hanno la Casa Generalizia e la Casa di Formazione a San Prisco, in provincia di Caserta, in via Michele Monaco 88. Attualmente le loro case si trovano anche a Frascati, Roma, Caserta, Maddaloni, Santa Maria Capua Vetere e Sant’Agnello, oltre a una missione a Chiclayo, in Perù.
La presenza di San Prisco è legata in modo particolare alla storia di Madre Anna Sardiello e all’Opera della Riparazione, nata per promuovere una vita centrata sull’Eucaristia, sull’amore, sulla riparazione e sulla riconoscenza. Proprio a San Prisco si trovano la Casa Generalizia, la Casa di Formazione, la cappella e la tomba della fondatrice.
Le case e le comunità delle Suore Eucaristiche
San Prisco Via Michele Monaco,88 Casa Generalizia e Casa di Formazione.
Santa Maria Capua Vetere (CE) Via Vittorio Emanuele II. Caserta (CE) Via del Redentore. Sant’Agnello (NA) Via Angri.
Formia (LT) Via Unità d’Italia. Frascati (RM) Via Enrico Fermi. Roma Via dei Buonvisi.
CHICLAYO (PERU’).
| Località | Presenza indicata |
|---|---|
| San Prisco | Casa Generalizia e Casa di Formazione, Via Michele Monaco 88 |
| Santa Maria Capua Vetere | Via Vittorio Emanuele II |
| Caserta | Via del Redentore |
| Sant’Agnello | Via Angri |
| Formia | Via Unità d’Italia |
| Frascati | Via Enrico Fermi |
| Roma | Via dei Buonvisi |
| Chiclayo | Missione in Perù |
La presenza delle comunità non si limita alla loro distribuzione geografica, ma si inserisce nella storia dell’Istituto, nella formazione delle religiose e nella diffusione della spiritualità eucaristica ispirata a Madre Anna Sardiello.

San Prisco: Casa Generalizia e Casa di Formazione
La casa di San Prisco rappresenta il centro storico e spirituale dell’Istituto delle Suore Eucaristiche di San Vincenzo Pallotti. Qui si trovano la Casa Generalizia e la Casa di Formazione, insieme agli ambienti collegati alla memoria della fondatrice.
Nel 1947 la provvidenziale richiesta di Angelina e Maria Monaco, di San Prisco (Caserta) di dedicare il loro palazzo al culto dell’Eucarestia, fece risplendere il desiderio di Madre Anna di coniugare la ricerca di una nuova sede per il noviziato con la sua ricerca di un’opera di Riparazione con l’Eucarestia, tema principale della sua spiritualità.
Coinvolse tutte le case in Italia ed in America per la realizzazione di questo suo progetto. Anche se a circa un anno di distanza problematiche di proprietà misero in discussione tutta la progettualità, con relativa rinuncia al trasferimento del noviziato.
Ma anche qui la provvidenza ed il placet dell’arcivescovo di Capua diedero nuovo fermentò alla realizzazione dell’Opera della Riparazione.
Tra vicissitudini interne alla Casa Madre, lasciatone la Direzione, il 30 aprile 1948 partì alla volta dell’opera in San Prisco con alcune consorelle che decisero di seguirla.
Qui con l’approvazione dell’Arcivescovo mons. Baccarini nacque l’Opera “Pia unione Anime Eucaristiche riparatrici”. Nel 1951 fu approvato il nuovo cammino delle Suore Eucaristiche e nel luglio giunsero le prime postulanti.
Il 28 maggio 1963 fu promulgato il Decreto di approvazione diocesana dell’Istituto delle Suore Eucaristiche, cui segui il Decreto di approvazione pontificia di Paolo Vi il 9 giugno 1973 ed il 15 dicembre dello stesso anno la Congregazione dei Religiosi accettava la denominazione “Suore Eucaristiche di San Vincenzo Pallotti”.
La visita dei superiori dell’Unione nel 2015
Domenica 13 dicembre 2015 i tre generali dell’Unione: Don Jacob Nampudakam ( SAC ), Madre Ivete Garlet ( CSAC ) e Madre Izabela Swierad ( SAC ), si sono recati a San Prisco (CE) per far visita alla madre Adalgisa Cammarata, Superiora generale delle Suore Eucaristiche di San Vincenzo Pallotti.
E’ stata una visita storica, ricca di affetto e di speranze per il futuro del cammino unitario. Sono stati accolti con grande cordialità, da tutta la comunità e la Madre Adalgisa ha mostrato loro i particolari della casae raccontato il significato del presepe appena preparato come pure ha mostrato la cappella e la tomba della Madre Anna e il grande giardino ricco di alberi carichi di arance e mandarini.
Di grande intensità spirituale è stata la Celebrazione eucaristica e la partecipazione delle sorelle della Comunità. Ogni incontro lascia un segno, questo ha intensificato il bisogno di continuare a stabilire rapporti di conoscenza e di riavvicinamento tra le comunità.
Tutto serve per far crescere comunione, stima e rispetto reciproco. Si affida a San Vincenzo e alla Regina degli Apostoli il cammino dell’unità.
La celebrazione in memoria di Madre Anna Sardiello
SAN PRISCO (Caserta) - Come anticipato nei giorni scorsi (San Prisco, conoscere vivere la spiritualità di Madre Anna Sardiello il 22 luglio 2016 con Di Nardo), ieri, 22 luglio 2016, presso la della Casa della Congregazione delle Suore Eucaristiche di San Vincenzo Pallotti, in San Prisco di Caserta, la Festa del Secondo Anniversario della nascita al Cielo di Madre Anna Sardiello dopo l’apertura del Processo di Canonizzazione (leggi articolo), con riflessioni a cura del postulatore della Causa don Antonio Di Nardo ci ha parlato delle Virtù della Madre Santa.
Folto il numero di fedeli presenti alla celebrazione Eucaristica presieduta da don Antonio Di Nardo e concelebrata dal parroco di San Prisco don Enzo Di Lillo e da padre Antonio degli OMI cappellano delle suore delle Suore Eucaristiche di San Vincenzo Pallotti.
Erano presenti la Madre Generale Madre Adalgisa Cammarata e suore di diverse case. Ha introdotto il suo intervento il postulatore Di Nardo che la presenza di tutti nella nuova cappella della Casa di San Prisco con le spoglie mortali di Madre Anna Sardiello è «per celebrare l’Eucarestia in ricordo del ritorno al cielo della Serva di Dio Madre Anna Sardiello».
Ha aggiunto don Antonio: «per me celebrare questa messa, oltre ad essere un rendimento di Grazie a Dio, è un segno della volontà di Dio. Più di dieci anni fa, quando misi mano sui suoi scritti, per me era un cammino in salita. Oggi vederla e chiamarla Serva di Dio è un traguardo per me raggiunto insieme all’Istituto delle Suore Eucaristiche di San Vincenzo Pallotti da lei fondato, con lavoro, dedizione, preghiera e sacrificio».
Madre Anna Sardiello e il fondamento spirituale dell’Istituto
Ha poi così proseguito il postulatore della Causa di Canonizzazione Madre Anna Sardiello: «Oggi è il 22 luglio data immemorabile per questo Istituto che ricorda il suo fondamento che possiamo sintetizzare nelle parole stesse di Madre Anna: “Amore Riparazione e Riconoscenza”.
Quando parliamo di Madre Anna, vorrei segnalare la relazione tra esperienza mistica e teologia eucaristisca. Madre Anna, non è l’esponente di una riflessione teologica sistematica, come puo essere quella di un teologo di professione.
La sua parola contiene, piuttosto la penetrazione del Mistero, garantiti dall’esperienza che ella possiede del mistero stesso, alla luce della fede, come affermava: “Fede mia vita mia”, e al riparo della parola biblica.
L’esperienza mistica di Madre Anna va ad integrare la catena di tanti santi, che nella Chiesa possiedono quella “Intima intelligenza delle cose spirituali”, che fanno crescere nel teologo la penetrazione delle cose e l’intelligenza delle parole.
Che ci sono state trasmesse fin dalla Rivelazione (Dei Verbum, 8). “L’esperienza delle cose spirituali”, secondo il Vaticano II, diventa una delle chiavi di lettura e rilettura del dato Rivelato.
Il Concilio vuole che vengano ripristinati i ponti spezzati tra la teologia e l’agiografia, (vite dei santi) e che vengano ravvivati la sete e il desiderio di intrecciare la teologia con la vita, perlomeno con la vita della Chiesa, dal momento che essa possiede il suo alto coefficiente di manifestazione nei membri che la compongono, ovvero in quanti continuano a portare avanti la storia della salvezza tracciando nuovi sentieri e segnalando che nel gruppo ecclesiale c’è vita.
E’ qui che Madre Anna assume un ruolo molto importante, perché viene a dirci dal punto di vista della sua esperienza e contemplazione ciò che i teologi ci diranno alla luce della teologia».
Eucaristia e Croce nella spiritualità di Madre Anna
Nel corso della omelia, don Antonio Di Nardo, ha richiamato anche l’intervento del 22 luglio 2015, infatti ha riferito: « Vorrei ora mettere in risalto, come già abbiamo meditato un anno fa in questo giorno, un testo tra i molteplici che Madre Anna ha scritto alle sue figlie spirituali, riguardo all’Eucarestia.
Questo testo riguarda una lettera del 31 agosto del 1941 ad una sua figlia spirituale. Il testo lo si può sintetizzare in due parole: l’Eucarestia e la Croce.
Ella scrive così: “A te figlia carissima, in modo speciale nella tua ricorrenza, in modo speciale ascendi all’altare che ti accolse vestita di bianco per immolarti con lui, Ascendi ancora all’altare e questo sia l’atto di consegna per farti vivere meglio l’avvenire. Perciò riconcentra tutte le tue forze spirituali verso questo ideale”.
Madre Anna era solita dare un progetto alle sue figlie, ma vissuto prima nella sua vita. Progetto serio e determinante di un’esistenza.
Cosa propone? Nell’Eucarestia deve concretizzarsi la sua vita. Perchè? E in che modo? La ragione vedremo dopo è da ricercarsi nel vincolo di reciprocità tra l’Eucarestia e la Croce».
Ha dunque, poi, il postulatore proseguito: « Ascoltiamo ancora Madre Anna cosa dice a questa figlia e a noi: “In questo periodo hai la coscienza di aver sofferto qualche cosina… ringrazia Dio! Non insuperbirti, ma lascia che ti dica: “Gli sei cara” e ti sia di conforto solo questa sicurezza che tu terrai come mezzo a spronarti a fare di più”.
Il Signore mette nel cuore di Madre Anna e delle sue figlie di vivere il Mistero Eucaristico alla maniera essenziale in cui la Chiesa è vincolata al Cristo dell’Eucarestia. Il quale a sua volta, proprio in virtù di questo vincolo, lo offre al Padre.
Madre Anna è un’anima eucaristica, ma nello stesso tempo anche un’anima ecclesiale. Infatti lei propone in questo testo di ascendere all’altare non solo in una forma reale, ma mistica.
Il suo profondo essere ecclesiale è spiegato dalla sua stessa vita vissuta nella riparazione ed immolazione a Cristo stesso. Ella si offriva nella celebrazione dell’Eucaristia nel momento liturgico dell’offertorio, comprendendo che la sofferenza umana per quanto grande sia, ha meno importanza di quanto ha importanza la partecipazione alla Passione del Cristo, quantunque la nostra partecipazione esiga la stessa sofferenza.
Madre Anna nel Mistero Eucaristico e della Croce comprende che la riparazione è un fatto sacramentale.
Riprendiamo il testo: “Ascendendo ancora all’altare, ripeto portagli l’offerta della tua passata sofferenza, presenta a lui quella presente con la promessa di sforzarti di accontentarlo di più per l’avvenire perchè ad ogni costo devi cominciare a Somigliargli.
Mi intendi? Somigliargli ti ho detto quando ciò la nostra fisionomia spirituale si avvicina di più al Crocifisso. Cioè quando saremo crocifisse come Lui… E tu ancora sei crocifissa?
Perciò ti ho detto prima comincia a somigliargli. Sei disposta vero?… non ti scoraggiare, se ti dico che per essere crocifissa, ci vuole ben altro e cosa?
Sentire già un po’ dell’amaro calice. Ti dico di non scoraggiarti, invece coraggio, figliola, che il Signore è con noi, ed egli ha bisogno di essere aiutato a portare la croce, e tu non mancare all’invito».
Il legame tra il Corpo di Cristo e la Chiesa
Su questo tema molto interessante è stato il ricorso alle Sacre ed Antiche Scritture ovvero ai Maestri della fede cristiana: « San Paolo ha l’intuizione di una corrispondenza misteriosa tra il Corpo di Cristo Crocifisso che si offre sulla mensa Eucaristica e il Corpo ecclesiale del Signore (1Cor 10,16-17).
Sant’Agostino tratta in ben noti sermoni questo vincolo tra il Corpo Eucaristico di Cristo e le sue membra e la Chiesa. Si tratta dei Sermoni 227 272.
Quest’ultimo è il più ricco. Spiegando il Mistero Eucaristico, Agostino dice: “Se volete capire cos’è il Corpo di Cristo, ascoltare l’apostolo: voi siete il Corpo di Cristo e le sue membra.
Se dunque voi siete il corpo e le membra di Cristo quello che vedete sulla sacra mensa è un simbolo di voi stessi, e quello che ricevete è il vostro stesso simbolo (Mysterium)”.
Questo è lo spirito che ha animato la vita di Madre Anna e le opere della Croce, dalla cui istruzione Ella fu strumento scelto da Dio.
La vita di Madre Anna Sardiello
Ma chi era Madre Anna Sardiello? Carolina Sardiello, al secolo, nacque a Francavilla Fontana (BR) da Vincenzo e Teresa Casalino, e qui vi visse i primi anni di vita.
Non si hanno troppo notizie sulla sua infanzia salvo il fatto che fu introdotta alla educazione cristiana dalla madre a cui riconoscerà il merito di averla educata secondo l’alto compito affidatole da Dio.
Certamente non mancarono tribolazioni finanziarie, negli anni, in casa anche se la provvidenza venne in soccorso. La piccola Carolina era molto intraprendente nel periodo della fanciullezza e pubertà, infatti, si racconta che amasse girare, uscire, specie la domenica sera, perché in paese c’era più gente; amava le relazioni con i parenti e gli amici.
Nel 1918 conseguì il diploma di abilitazione per l’insegnamento nelle scuole elementari, dimorando presso gli zii.
Negli stessi anni, guidata dal suo direttore spirituale, e seguendo il desiderio di consacrarsi a Dio della sorella “Annina”, iniziò a maturare in Carolina una fiaccola d’Amore per Dio.
Infatti, il 22 novembre 1922 partì alla volta delle Suore dell’Apostolato Cattolico, fondate da San Vincenzo Pallotti, in San Salvatore in Campo, per diventare suora.
Qui ebbe inizio il suo cammino di conversione, di amore e di riparazione all’Eucarestia che la condurrà alla vetta della santità.
Dopo circa un anno di permanenza il 18 luglio 1923 fece la vestizione ed entrò in noviziato, mentre la professione la fece il 21 luglio 1924.
Dopo tale evento fu destinata alla Casa di Cusano Mutri nel Sannio. Madre Anna godeva da parte dei suoi superiori e delle consorelle una grande stima ed apprezzamento per la sua vita esemplare, per la sua carità per il suo modo di pregare e di vivere la regola e per la sua fede.
Fu a Cusano Mutri che iniziò la sua esperienza mistica, ricevendo il permesso anche per l’Adorazione notturna.
La permanenza nel Sannio durò pochi anni, da qui il trasferimento per pochi mesi alla Casa Bianca di Napoli e successivamente a Velletri (Roma) dove fu anche nominata Superiore.
Successivamente fu maestra delle novizio fino al luglio 1941. Da questo periodo fino al 26 ottobre 1946, allorquando le giunge la nomina di Madre generale, le fu affidata la Casa di Servigliano, nella provincia di Ascoli Piceno.
La nascita dell’Opera della Riparazione a San Prisco
Arriviamo così al 1947 allorquando la provvidenziale richiesta di Angelina e Maria Monaco, di San Prisco (Caserta) di dedicare il loro palazzo al culto dell’Eucarestia, fece risplendere il desiderio di Madre Anna di coniugare la ricerca di una nuova sede per il noviziato con la sua ricerca di un’opera di Riparazione con l’Eucarestia, tema principale della sua spiritualità.
Coinvolse tutte le case in Italia ed in America per la realizzazione di questo suo progetto. Anche se a circa un anno di distanza problematiche di proprietà misero in discussione tutta la progettualità, con relativa rinuncia al trasferimento del noviziato.
Ma anche qui la provvidenza ed il placet dell’arcivescovo di Capua diedero nuovo fermentò alla realizzazione dell’Opera della Riparazione.
Tra vicissitudini interne alla Casa Madre, lasciatone la Direzione, il 30 aprile 1948 partì alla volta dell’opera in San Prisco con alcune consorelle che decisero di seguirla.
Qui con l’approvazione dell’Arcivescovo mons. Baccarini nacque l’Opera “Pia unione Anime Eucaristiche riparatrici”.
Nel 1951 fu approvato il nuovo cammino delle Suore Eucaristiche e nel luglio giunsero le prime postulanti.
Approvazione dell’Istituto e denominazione
Il 28 maggio 1963 fu promulgato il Decreto di approvazione diocesana dell’Istituto delle Suore Eucaristiche, cui segui il Decreto di approvazione pontificia di Paolo Vi il 9 giugno 1973 ed il 15 dicembre dello stesso anno la Congregazione dei Religiosi accettava la denominazione “Suore Eucaristiche di San Vincenzo Pallotti”.
La storia della casa di San Prisco è quindi strettamente intrecciata con il passaggio dall’ispirazione iniziale dell’Opera della Riparazione alla costituzione e al riconoscimento dell’Istituto delle Suore Eucaristiche di San Vincenzo Pallotti.
La memoria di Madre Anna
Dalla conoscenza biografica si è appurato che il mese di luglio fu sempre caro e determinante per Madre Anna Sardiello ed il 22 luglio 1982 tramontò al mondo per risorgere all’aurora di Dio.
La memoria della fondatrice continua a essere custodita nella Casa di San Prisco, dove si trovano la nuova cappella e le sue spoglie mortali.
L’intervento si è concluso lasciando parlare la stessa Madre Anna Sardiello con i propri scritti e moniti, partendo da una domanda: « Come possiamo riassumere la sua vita nella Croce e nell’Eucarestia?
Facciamo parlare Madre Anna che da buoni consigli spirituali alle sue figlie e a noi: “Figliola, forza e buona volontà questi sono i due coefficienti per la mistica crocifissione che danno frutto per la nostra Santificazione.
Che ti auguro di tutto cuore per questa tua santa riconoscenza”.
Il Signore attraverso la vita e gli scritti di Madre Anna Sardiello lascia a lei, a noi, questa consegna che dovrà ripetere e vivere fino alla morte.
Perciò una vita riparatrice è necessariamente una vita eucaristica. Una vita riparatrice nel Cristianesimo non può essere che una vita eucaristica».
Le comunità in Italia e la missione in Perù
Attualmente case delle “Suore Eucaristiche di San Vincenzo Pallotti” sono, oltre che in San Prisco, a Frascati, Roma, Caserta, Maddaloni, Santa Maria Capua Vetere, Sant’Agnello oltre una Missione in Chiclayo.
Le località indicate comprendono quindi comunità situate nell’area casertana, nel Lazio e in Campania, insieme alla missione di Chiclayo, in Perù.
La rete delle case esprime la continuità del cammino iniziato a San Prisco e la presenza dell’Istituto in contesti diversi, mantenendo come riferimento la spiritualità eucaristica e riparatrice trasmessa da Madre Anna Sardiello.

Scritti e memoria biografica
Per info biografiche: Antonio Di Nardo, Madre Anna Sardiello - Fondatrice delle Suore Eucaristiche di San Vincenzo Pallotti, ELLEDICI Editrice Velar 2011.
Altra opera di notevole interesse con i pensieri di Madre Anna Sardiello è “Amore Riparazione Riconoscenza - La Via Crucis dagli Scritti di Madre Anna Sardiello” a cura di (don) Antonio Di Nardo, per le edizioni Artetetra.
L’opera è stata stampata in marzo 2015 presso la Tipoarte di Casapulla (Ce). Un breve profilo biografico sulla Madre è a firma di chi scrive nel volume III della serie “Chi è?” edito dalla Dea Sport Onlus, in Vitulazio 2015, pp. 86-87.
Per una conoscenza nel tempo della spiritualità e dell’esperienza di Madre Anna Sardiello è stata creata la Pagina social “Madre Anna Sardiello” disponibile al link