La Domenica delle Palme del 5 aprile 2020 si è celebrata in modo inedito: con le chiese a porte chiuse, senza la partecipazione dei fedeli, senza processioni e senza la tradizionale distribuzione dei rami di ulivo, nel rispetto delle norme adottate per contenere il contagio da coronavirus.
I fedeli hanno potuto partecipare alle celebrazioni attraverso la televisione, la radio e le dirette streaming, oppure trasformare la propria casa in un luogo di preghiera utilizzando alcuni rametti d’ulivo, una pianta verde, un crocifisso e una lampada.
Perché la Domenica delle Palme è importante
Questa domenica, che precede di una settimana la Pasqua, segna l’inizio della Settimana Santa e in essa si celebra l’ingresso di Gesù a Gerusalemme.
Noi la chiamiamo comunemente Domenica delle Palme, altri la Domenica degli Osanna, ma la definizione più corretta è: Domenica della Passione del Signore, perché è l’inizio della “grande settimana” che precede la Domenica di Pasqua.
Il giorno ricorda l’ingresso trionfale di Gesù nella Città Santa, accolto dalla folla che agitava rami di palma e d’ulivo e lo acclamava come il Messia, il Re di pace, mite e umile.
“Il giorno seguente, la gran folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando: ‘Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!’. Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto: ‘Non temere, figlia di Sion! Ecco, il tuo re viene, seduto sopra un puledro d’asina’”. (Gv 12, 12-15)
Le origini della celebrazione
Abbiamo varie testimonianze di questa celebrazione liturgica, proprio a partire dalla Città Santa di Gerusalemme, dove già dal V secolo d.C. si celebrava l’ingresso di Gesù nella Città con una processione solenne che si faceva la sera della VI domenica di Quaresima.
Questa domenica, in Spagna e in Gallia era poi quella in cui si compiva l’ultima tappa del cammino catecumenale con la traditio Simboli e l’unzione dei catecumeni.
Il vangelo usato già in quell’epoca era quello di Giovanni 12, dove Cristo veniva accolto da una folla in festa che agitava rami d’ulivo e di palma acclamandolo come il Messia.
Da qui il nome non più di VI domenica di Quaresima ma di Domenica delle Palme e anche domenica De Passione Domini.
Per quanto riguarda l’uso di benedire i rami di palma e di ulivo, abbiamo testimonianze intorno alla fine dell’VIII secolo sia nel messale di Bobbio come anche nel Sacramentario Gelasiano.
Nel Messale romano anteriore al 1955, la solennità del rito della benedizione dei rami d’ulivo aveva un andamento di una vera prima parte della Messa a cui si era arrivati ad aggiungere anche un Prefatio.
La Domenica delle Palme nel 2020
Una Domenica delle Palme inedita quella che in questo 2020 cadrà domani (5 aprile).
Con gli italiani costretti a restare a casa in quarantena e le celebrazioni vietate dalle norme-anticontagio, i fedeli non potranno andare a prendere in chiesa i tradizionali ramoscelli d’ulivo nel giorno in cui si celebra la trionfale accoglienza di Gesù nel suo ingresso a Gerusalemme, in sella a un asino e osannato dalla folla che lo salutava agitando rami di palma.
Domenica 5 aprile 2020, celebreremo la Domenica delle Palme in tempo di coronavirus, senza la benedizione degli ulivi, a porte chiuse, senza la partecipazione dei fedeli e la distribuzione dei rami di ulivo.
Con la pioggia, con la grandine, addirittura con la neve, la Domenica delle Palme è una delle processioni più importanti e significative dell’anno, al punto che anche se il tempo è inclemente si celebra comunque, anche al chiuso per ricordare l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme a dorso di un asino.
Ma non sarà così in tempo di Corona Virus, dove non solo i sentimenti vanno tenuti ben stretti dentro le mura di casa, ma anche le passioni religiose.
Domenica delle Palme silenziosa: a causa della quarantena da Coronavirus niente Messa né distribuzione della palma della pace per la benedizione di Pasqua.
Le disposizioni per i rami d’ulivo
Già nei giorni scorsi, con una lettera inviata ai sacerdoti, don Jean Claude Hazoumé Kossi Anani (vicario generale della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino), ha spiegato che per quanto riguarda “i ramoscelli di ulivo della Domenica delle Palme, la Conferenza episcopale umbra non ritiene prudente, date le doverose precauzioni igieniche e la difficoltà di distribuzione, che siamo noi a prepararli e inviarli".
L'ulivo dunque "sarà benedetto a distanza per chi se li procura da sé, unendosi alla messa parrocchiale o alla messa del vescovo attraverso i mezzi di comunicazione disponibili".
La Conferenza Episcopale Italiana ha poi ha messo a disposizione dei fedeli un sussidio "per fare della propria casa un luogo di preghiera e di celebrazione per la liturgia" in cui fornisce indicazioni univoche per la benedizione degli ulivi 'domestici'.
In alcune diocesi, invece, le disposizioni hanno escluso anche la possibilità di portare da casa i rami durante le celebrazioni, per evitare spostamenti, scambi e distribuzioni non necessarie.
Considerata l'emergenza Coronavirus e il permanere della regione in zona rossa, non si svolgerà la processione delle Palme, i sacerdoti non consegneranno le palme ai fedeli e non benediranno le bottigline d’acqua.
Lo comunica in una nota la Curia di Napoli. "Viste le note diramate dal nostro Arcivescovo - si legge - confrontandoci direttamente con lui come Collegio dei Decani, siamo addivenuti a quanto segue per la Domenica delle palme e di Pasqua: 1) non si svolga la processione delle Palme; 2) non ci sia la distribuzione (o consegna) dei rami di ulivo né di altri tipi di rami, né il giorno stesso né nei giorni precedenti, né imbustati né liberi; 3) i fedeli non portino con sé i rami e non vengano benedetti i rami durante o fuori delle celebrazioni, così come si ometta la benedizione delle bottigliette di acqua nel giorno di Pasqua; 4) si suggeriscano ai fedeli dei segni che possano valorizzare all’interno delle famiglie il senso dello scambio di pace e la preghiera di benedizione del capofamiglia".
Come celebrare la Domenica delle Palme in casa
Per la celebrazione casalinga lo stesso sussidio suggerisce l’utilizzo di alcuni rametti d’ulivo (o una pianta verde), un crocifisso e una lampada.
Lo schema prevede una introduzione, la recita di alcuni Salmi e poi la proclamazione del Vangelo di Matteo che parla dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme.
Al termine una preghiera a più voci e l’invocazione finale della «benedizione del Padre». Presente anche una meditazione da leggere dopo il Vangelo.
"Un membro della famiglia - si legge nel documento della Cei- porta sul tavolo il vaso con i rami d’ulivo, di palma o di altre pianta verde. Colui che guida la celebrazione dice la seguente preghiera.
“Dio onnipotente ed eterno, attraverso un ramo di ulivo hai annunciato a Noè e ai suoi figli la tua misericordia e l’alleanza con ogni creatura, e attraverso rami di alberi hai voluto che tuo Figlio Gesù fosse acclamato Messia, Re di pace, umile e mite, venuto per compiere l’alleanza definitiva: guarda questa tua famiglia che desidera accogliere con fede il nostro Salvatore e concedici di seguirlo fino alla croce per essere partecipi della sua risurrezione. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen”
In questo contesto, come si vede, non c'è spazio per palme o ulivi fai-da-te (che possono avere comunque uno scopo decorativo, oltre che rappresentare un modo per coinvolgere i bambini della famiglia), ma sarà facile trovare in casa una pianta verde di qualsiasi specie per la celebrazione domestica.
Ma in casa si può recuperare la partecipazione dei bambini alla lettura della Parola di Dio, alla preghiera e a preparare i relativi simboli religiosi che possono essere evidenziati anche dal balcone di casa (messaggi, disegni…).
In questi giorni e soprattutto in questa Grande Settimana le nostre case saranno la Chiesa in cui vivere il mistero di Cristo che soffre, muore e risorge.
Vivremo in famiglia la Pasqua del Signore, una “Pasqua che non potremo dimenticare”.
Una proposta familiare con fiori e piante
Le disposizioni della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti prevedono che quest’anno la commemorazione dell’ingresso del Signore a Gerusalemme nelle chiese parrocchiali va fatta adottando la terza forma prevista dal Messale Romano: quindi soltanto con l’antifona di ingresso propria, senza processione o ingresso solenne, neanche all’interno della chiesa, e di conseguenza senza l’utilizzo dei rami di ulivo o di palma.
I parroci sono chiamati ad osservare questa scelta, e dunque a non organizzare alcun tipo di distribuzione dell’ulivo, neanche tramite buste o sacchetti: infatti, se già in tempi ordinari questo modo di distribuire l’ulivo è inadatto, in quanto slegato dalla commemorazione rituale dell’ingresso in Gerusalemme, tanto più oggi sarebbe inappropriato, visto che non è possibile fare né la processione né l’ingresso solenne.
Le nostre generazioni per la prima volta possono contemplare la Passione in una condizione di isolamento e di paura che ci permettere di partecipare ai sentimenti di Cristo come non mai.
Lo faremo leggendo a casa il racconto di Matteo.
La proposta è quella di “scatenare” la fantasia e ogni membro della famiglia potrebbe scegliere un ramo diverso, una piantina, dei fiori (nel giardino o una pianta che avete in casa oppure un ramo fiorito che recuperate da un vicino).
Se non è possibile recuperare rami e fiori si può usare il ramo d’ulivo della domenica delle Palme dell’anno scorso.
L’importante è che ognuno prepari con cura il proprio segno (es. mettere un nastro al ramo, intrecciare fiori diversi, ecc…).
Terminata la Celebrazione della Parola ognuno dei presenti mette sul tavolo il proprio ramo o fiore e spiega il perché della sua scelta e lo consegna ad un altro membro della famiglia.
Il significato dell’ulivo e della palma
L’ulivo veniva preso dai fedeli, non solo per portare un segno pasquale nelle proprie case, ma anche per farsi prossimi ai propri defunti con la tradizionale visita al cimitero per deporlo sopra le loro tombe.
Oggi è la Domenica delle Palme, senza chiesa e senza… palme, cioè senza i tradizionali amati ramoscelli d’ulivo, simbolo della fede in Colui che viene morire per l’umanità per darci pace e salvezza.
Ma ugualmente, nella lettura dei testi e nella preghiera in famiglia possiamo accompagnare Gesù nel suo ingresso a Gerusalemme: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».
Il simbolo materiale non esaurisce il significato della celebrazione, che richiama l’accoglienza di Cristo, l’inizio della Settimana Santa e il cammino verso la Passione, la morte e la risurrezione.
Il Vangelo dell’ingresso a Gerusalemme
Dal Vangelo della domenica delle palme (Mt 21,1-11) “Benedetto colui che viene nel nome del Signore”.
Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me.
E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”».
Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: “Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma”».
I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere.
La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada.
La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».
Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea».
Dalla festa alla Passione
Come il popolo di Gerusalemme siamo invitati a sollevare i nostri rami, riconoscendo che il Messia così tanto atteso è tra noi.
Ma, subito dopo, anche a batterci il petto, perché quel Gesù che si è donato a noi è anche il Servo sofferente, l’uomo della croce, che la nostra ingratitudine ha sottoposto ai tribunali umani e alla condanna.
Il volto di Gesù, mite ed umile, è quello di un Re tra gloria e morte: sarà prima accolto con festa e gioia, poi sarà crocifisso.
Gesù entra in Gerusalemme come re, ma l’unica corona che gli metteranno sul capo sarà quella di spine; per scettro avrà una canna e per mantello un drappo rosso da burla.
Oggi palme e rami d’ulivo in segno di festa, poi nell’orto degli ulivi in preghiera e sudare sangue per l’angoscia della morte.
Solo un Dio poteva vivere e morire così!
Lo comprese bene un soldato romano, il Centurione, che, vistolo soffrire e morire così, disse: “Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!”
Anche noi vogliamo essere riconoscere Gesù e stargli più vicini, soprattutto in queste ore tristi di sofferenza mondiale per il Codiv-19.
La Settimana Santa quest’anno la viviamo per la prima volta in modo mai sperimentato prima, toccati dal dolore universale dell’umanità in lotta con il contagio del coronavirus e sentiamo più vere che mai le parole della Liturgia: «Guarda Dio onnipotente, l’umanità sfinita per la sua debolezza mortale, e fa’ che riprenda vita per la passione del tuo unico Figlio.»
La preghiera durante la pandemia
Tutti in famiglia, uniti nella preghiera in questo tempo di prova.
La fede non ci risparmia il dolore ma ci dona il sollievo di sapere che il Signore è qui con noi e ci aiuta a portare le nostre croci.
Stiamo vicini a Gesù e e le cose andranno meglio. Risorgeremo con Lui!
Signore Gesù, abbi pietà dei sofferenti colpiti dal virus, conforta gli agonizzanti, dona speranza a coloro che sono disperati. Amen.
E soprattutto possiamo e dobbiamo pregare per tutti i sofferenti del Codiv-19 e per i medici e operatori sanitari che stanno in prima linea contro il virus.
Le celebrazioni trasmesse a distanza
Papa Francesco celebrerà la messa a partire dalle ore 11.00 e sarà possibile seguirla sui canali Rai, e non solo.
La celebrazione in Duomo di Milano, senza fedeli in accordo con le disposizioni governative, viene trasmessa a partire dalle 11 su Telenova, Chiesa Tv, Radio Marconi, e canale You Tube Chiesadimilano.it
A San Prospero, in provincia di Modena, si assisterà alla Santa Messa con una diretta sul Facebook del Comune alle ore 9:00.
A Prato, la messa della domenica delle Palme sarà in diretta tv In cattedrale il vescovo Giovanni Nerbini presiede la messa alle ore 18 trasmessa in diretta da Tv Prato su canale 74 e in streaming su tvprato.it.
Nella Cattedrale di Padova sarà possibile seguire la messa celebrata dal vescovo Claudio Cipolla, a porte chiuse con inizio alle ore 9.30.
La celebrazione sarà trasmessa in diretta sui canali youtube ( e social della Diocesi di Padova e in diretta televisiva su Tv7 Triveneta, al canale 12 del digitale terrestre.
Caltanissetta, le celebrazioni pasquali saranno in diretta streaming sui canali diocesani: pagina Facebook: Ufficio Comunicazioni Sociali Diocesi di Caltanissetta; Canale YouTube: Radio Amore di San Cataldo (frequenza 97mhz FM) e Radio Comunità Nuova di Resuttano (frequenza 95mhz FM).
Rete8, la Tv degli Abruzzesi, accompagnerà i fedeli verso la Santa Pasqua con la trasmissione della messa di Domenica delle Palme e del Triduo Pasquale.
Sarà Rete8 a trasmettere anche i riti della Settimana Santa dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne.
A Lecce, Portalecce e Telerama permetteranno di seguire in diretta tutti i riti della Settimana Santa, che si terranno nella cappella del seminario.
In Friuli Venezia Giulia si potrà accendere alla pagina Facebook “Comunità Pastorale Campanili Riuniti” e assistere alle funzioni religiose.
Celebrazioni in streaming anche nella Cattedrale di Genova.
Nella Regione Marche previste dirette sui canali televisivi e su YouTube.
Mons. Angelo Spina Arcivescovo di Ancona-Osimo, alle 10.30 del 5 aprile, celebrerà in Cattedrale, la Domenica delle Palme.
Anche a Macerata le celebrazioni presiedute dal vescovo Nazzareno Marconi siano trasmesse in diretta su EmmeTv Canale 89 e su YouTube della Diocesi.
Asti, vi sarà un’unica celebrazione in Cattedrale presieduta dal vescovo, con inizio alle 10.30, a porte chiuse, senza la presenza di fedeli, ma trasmessa in streaming sul canale YouGazzetta.
Firenze, le celebrazioni presiedute dall’Arcivescovo che saranno trasmesse in “streaming” televisiva dal sito di Toscana Oggi e di Radio Toscana”.
Bolzano, tutte le celebrazioni con il vescovo saranno trasmesse in diretta dall’emittente diocesana Radio Sacra Famiglia-inBlu (anche in streaming video sulla pagina facebook).
Cascia, il programma delle celebrazioni per la Settimana Santa, che si terranno in diretta streaming sul canale You Tube del monastero, Santa Rita da Cascia Agostiniana a partire da domenica 5 aprile.
Valle d’Aosta, in occasione della Domenica delle Palme, su Aostaoggi.it torna l’appuntamento domenicale con la Santa Messa in diretta streaming.
Anche in questa occasione le nostre telecamere seguiranno la funzione celebrata nella chiesa santuario di Maria Immacolata di Aosta.
Orari delle principali celebrazioni
| Luogo o diocesi | Celebrazione | Orario o modalità |
|---|---|---|
| Roma | Messa di papa Francesco | Ore 11.00, canali Rai |
| Milano | Celebrazione in Duomo | Dalle ore 11, Telenova, Chiesa Tv, Radio Marconi e YouTube |
| San Prospero | Santa Messa | Ore 9:00, Facebook del Comune |
| Prato | Messa presieduta dal vescovo Giovanni Nerbini | Ore 18, Tv Prato e tvprato.it |
| Padova | Messa presieduta dal vescovo Claudio Cipolla | Ore 9.30, YouTube, social della diocesi e Tv7 Triveneta |
| Ancona-Osimo | Celebrazione presieduta da mons. Angelo Spina | Ore 10.30, èTvMarche |
| Asti | Celebrazione in Cattedrale | Ore 10.30, streaming su YouGazzetta |
| Napoli | Celebrazione eucaristica in Cattedrale | Ore 11.00 |
| Venezia | Messa del Patriarca Francesco Moraglia | Ore 10.00, Rete Veneta, Antenna 3 e Facebook di Gente Veneta |
| Bolzano | Celebrazione della Domenica delle Palme | Ore 9, Video33/SDF |
Le celebrazioni nella Settimana Santa
A Lecce, Portalecce e Telerama permetteranno di seguire in diretta tutti i riti della Settimana Santa, che si terranno nella cappella del seminario.
Domenica delle Palme, 5 aprile, santa messa alle ore 18.30, ed a seguire, la Via crucis.
Giovedì santo, 9 aprile, celebrazione “In Coena Domini” ed adorazione eucaristica, a partire dalle 18.30.
Venerdì Santo, 10 aprile, sempre alle 18.30, liturgia “In Passione Domini”, e subito dopo la Via crucis.
Sabato santo, 11 aprile, solenne veglia pasquale, alle 20.
Domenica di Pasqua, 12 aprile, il solenne pontificale dell’arcivescovo, alle 18.30.
Dal giovedì santo al sabato santo alle 10 del mattino, l’Ufficio delle letture, in diretta solo su Portalecce.
Per il Triduo Pasquale ad Ancona l’appuntamento con il vescovo: 7 aprile alle 17 con la Coena Domini senza lavanda dei piedi e processione; venerdì 8 aprile, alle 17, Celebrazione della Passione del Signore: sarà inserita prima della solenne preghiera una speciale intenzione per l’attuale epidemia.
Soppresse le processioni della Via Crucis; Sabato Santo alle 21, Veglia pasquale senza battesimi; Domenica di Pasqua, alle 10.30.
Bolzano, tutte le celebrazioni con il vescovo saranno trasmesse in diretta dall’emittente diocesana Radio Sacra Famiglia-inBlu (anche in streaming video sulla pagina facebook).
La messa pontificale di Pasqua sarà trasmessa in diretta radio e in tv da RAI Alto Adige (canale 103), mentre nella Domenica delle Palme la diretta tv sarà su Video33/SDF.
Domenica delle Palme, 5 aprile: celebrazione alle 9. Giovedì Santo, 9 aprile: S. Messa in Cena Domini alle 20. Venerdì Santo, 10 aprile: celebrazione della Passione alle 15. Sabato Santo, 11 aprile: alle 20 S. Messa della veglia pasquale.
L’accensione del fuoco, la processione con il cero pasquale e i battesimi degli adulti sono omessi.
Domenica di Pasqua, 12 aprile: alle 10 la celebrazione della solennità della Pasqua. Lunedì di Pasqua, 13 aprile: S. Messa alle 9.
Veneto, nell’approssimarsi della Settimana Santa il Patriarcato di Venezia rende noti gli orari delle Sante Messe che saranno celebrate dal Patriarca Francesco Moraglia e saranno trasmesse in dirette televisiva su Rete Veneta (canale 18), su Antenna 3 (canale 13) e via social sul profilo Facebook di Gente Veneta.
Domenica delle Palme ore 10.00. Giovedi Santo ore 21.00 Messa in “Coena Domini”. Venerdi Santo ore 16.00 Celebrazione della Passione del Signore. Sabato Santo Veglia Pasquale ore 21.00. Domenica di Pasqua ore 10.00.
Il caso di Napoli
Domenica delle Palme 2020 e San Vincenzo ‘o munacone, santo del rione Sanità: due appuntamenti religiosi che a Napoli significano attesa della Pasqua, tra sacro e profano preghiere, penitenza ma al tempo stesso gran lavoro in cucina tra pastiere, casatielli e quant'altro.
Ai tempi della quarantena da Coronavirus non si sente una voce, non si sentono quelle voci strozzate che perforano i timpani per mesi da marzo a maggio, «'a maronna ‘e ll'arco!".
Non si sentono, infatti, le paranze della Madonna dell'Arco, i fujenti che di solito si fanno vedere, banda al seguito, in questi giorni che precedono la Pasqua e anche nei successivi, fino alla festa della Mamma (che nel 2020 cade il 10 maggio).
Siamo tutti a casa, colpa del virus.
E anche le celebrazioni della Domenica delle Palme si sono tenute nel Duomo a porte chiuse.
Non c'è stata nemmeno la tradizionale distribuzione della palma della pace che a Pasqua solitamente viene usata in ogni casa con l'acqua santa per benedire i commensali.
Oggi, dicevamo, in Duomo il cardinale Crescenzio Sepe ha concelebrato con il Vescovo Ausiliare, monsignor Gennaro Acampa e con l’assistenza (a vario titolo) di quattro sacerdoti.
"La bellezza spirituale e pastorale della liturgia - ha detto il cardinale nell'omelia - è stata ‘spogliata', come Cristo sulla croce, dal malefico e mortifero Coronavirus".
Sepe ha ricordato "fratelli e sorelle che stanno vivendo momenti di ansia, paura e abbattimento. Il virus che ci ha colpito è un male, un male che porta anche alla morte. Perché questo male? Ogni male nasconde sempre un mistero. Anche noi come Cristo - ha spiegato - risorgeremo se sapremo vivere questo momento doloroso della nostra vita, se non ci abbandoniamo alla solitudine, alla disperazione ma ci uniamo nella preghiera a Cristo".
La celebrazione all’Aquila
Il Cardinale Arcivescovo Giuseppe Petrocchi presiederà la S. Messa della Domenica delle Palme, nella Basilica di Maria di Collemaggio, che potrà essere seguita in diretta sull’emittente televisiva Laqtv a partire dalle ore 11.
Proprio in ricordo dell’ingresso di Gesù nella Città Santa di Gerusalemme, coloro che seguiranno in diretta la celebrazione presieduta dal cardinale Arcivescovo Giuseppe Petrocchi, quando all’interno della basilica di S. Maria di Collemaggio, benedirà i rami di ulivo, seguendo la celebrazione dalle proprie case, come indicato dalla Conferenza Episcopale Italiana nel sussidio per le famiglie in tempo di coronavirus, scaricabile dal sito dell’Arcidiocesi dell’Aquila, potranno partecipare a distanza alla liturgia, tenendo tra le proprie mani un ramo di ulivo che verrà benedetto dal nostro Arcivescovo.
La celebrazione domestica come esperienza comunitaria
La Domenica delle Palme prevede tre formulari di celebrazione e in questo tempo di pandemia sono state date direttive quale formula scegliere in una celebrazione ridotta, condizionata dalla forzata assenza del popolo.
Ma ugualmente, nella lettura dei testi e nella preghiera in famiglia possiamo accompagnare Gesù nel suo ingresso a Gerusalemme: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».
In questi giorni e soprattutto in questa Grande Settimana le nostre case saranno la Chiesa in cui vivere il mistero di Cristo che soffre, muore e risorge.
Vivremo in famiglia la Pasqua del Signore, una “Pasqua che non potremo dimenticare”.
Una breve riflessione
Gesù entra in Gerusalemme, ma entra anche nelle città del mondo, entra nella nostra vita, per farci uscire dalle nostre schiavitù e renderci più umani e solidali.
Oggi è la Domenica delle Palme, senza chiesa e senza… palme, cioè senza i tradizionali amati ramoscelli d’ulivo, simbolo della fede in Colui che viene morire per l’umanità per darci pace e salvezza.
Ma ugualmente, nella lettura dei testi e nella preghiera in famiglia possiamo accompagnare Gesù nel suo ingresso a Gerusalemme: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».

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