Le Missionarie di san Carlo Borromeo sono una famiglia religiosa nata nel 2005 dal desiderio di vivere un’esperienza di consacrazione e di missione secondo il carisma della Fraternità sacerdotale dei Missionari di san Carlo Borromeo. La Fraternità sacerdotale dei missionari di san Carlo Borromeo è stata fondata da mons. Massimo Camiscasca nel 1985. Da questa Società di Vita Apostolica nel 2005 nascono le Missionarie di san Carlo Borromeo.
Il 25 marzo 2026, nella solennità dell’Annunciazione del Signore, suor Francesca Favero e suor Alina Maria Graz hanno professato i loro voti definitivi. La celebrazione, presieduta da S.E.R. mons. Gianrico Ruzza, si è svolta nella parrocchia di Santa Maria del Rosario ai Martiri Portuensi alla Magliana, Roma.
La storia di suor Francesca mostra come la vocazione possa maturare dentro una vita ricca di studio, lavoro, amicizie e progetti, fino alla scoperta che il Signore la chiamava a una dedizione totale. Da uno studio di architettura di Milano alla consacrazione definitiva nelle Missionarie di san Carlo: la storia di suor Francesca Favero.
La nascita delle Missionarie di san Carlo
Le Missionarie di san Carlo Borromeo sono una nuova famiglia religiosa che ha preso il via nel settembre 2005, con la partenza da Legnano verso Roma di Rachele Paiusco, attuale superiora generale, allora24enne - spiega l’associazione De Gasperi, che ripropone alla città la loro testimonianza in una serata dal titolo “Cento volte tanto”, che si terrà lunedì 22 novembre 2021 al Teatro Talisio Tirinnanzi di piazza 4 Novembre - Il movente è stato il desiderio di vivere un’esperienza di consacrazione e di missione secondo il carisma della Fraternità sacerdotale dei Missionari di san Carlo Borromeo.
Sono così nate le Missionarie di san Carlo, grazie all’accoglienza di monsignor Massimo Camisasca, allora superiore generale della Fraternità sacerdotale e attuale vescovo di Reggio Emilia. Il primo riconoscimento ufficiale come Associazione di fedeli è arrivato nel 2007 da parte di monsignor Gino Reali, vescovo di Porto-Santa Rufina.
Le Missionarie (MSCB) sono il più recente ambito vocazionale votato alla verginità sorto in Comunione e Liberazione, e l’unico nato dopo la morte di don Luigi Giussani (febbraio 2005), come un fiore di un carisma che ancora arricchisce la Chiesa, alla vigilia della ricorrenza dei 100 anni dalla nascita di don Giussani stesso.
La presenza nel mondo e la formazione
Attualmente le Missionarie di san Carlo vivono nella Casa di formazione di via Aurelia Antica di Roma, e nelle quattro case di missione di Nairobi (Kenya), Broomfield-Denver (Colorado, USA), Grenoble (Francia) e Roma Magliana. La loro famiglia è composta da più di trenta giovani donne, di cui 17 suore professe definitive, oltre a otto professe temporanee e alle novizie.
I paesi d’origine vedono oltre che l’Italia, presenze da Spagna, Germania, Stati Uniti, Messico e Cile. La loro formazione, dall’ingresso ai voti definitivi, dura almeno sei anni, attraverso la guida delle maestre delle novizie e delle professe, la vita comune, la frequenza di una scuola interna, la preghiera e la collaborazione in varie opere educative e di carità.
| Elemento | Dati |
|---|---|
| Inizio della comunità | settembre 2005 |
| Primo riconoscimento ufficiale | 2007 |
| Case di missione | Nairobi, Broomfield-Denver, Grenoble e Roma Magliana |
| Casa di formazione | via Aurelia Antica di Roma |
| Durata della formazione | almeno sei anni |
| Professioni definitive del 25 marzo 2026 | suor Francesca Favero e suor Alina Maria Graz |
Suor Rachele è nata a Milano nel 1981, ha frequentato a Legnano le scuole dell’obbligo (l’elementare Arca e la media Kolbe, dal 2007 confluite nell’Istituto Tirinnanzi) e il liceo scientifico Galilei. Prima di partire per Roma ha conseguito la laurea in Lettere moderne alla Statale di Milano e il diploma di pianoforte al Conservatorio di Bergamo.
A cinque anni dalla serata al Teatro Tirinnanzi dell’aprile 2016, in cui abbiamo parlato delle Missionarie agli amici di Legnano, desidero tornare per ringraziare di tutto l’aiuto ricevuto, dell’amicizia e dei contributi che questa mia città ha elargito generosamente alla nostra comunità - dice suor Rachele - Allora la nostra presenza missionaria nel mondo consisteva solo della casa di Nairobi, in quella di Reggio Emilia e nella allora recente apertura di quella di Denver.
Oggi desidero raccontare della vita delle nostre quattro case di missione e della casa madre di Roma, una vita semplicissima e allo stesso tempo grande, perché per noi è stata mantenuta la promessa di Gesù: a chi lascerà tutto per me, sarà dato cento volte tanto.
La missione e il servizio alla Chiesa
La finalità specifica della nostra Congregazione di Suore Missionarie di San Carlo Borromeo Scalabriniane è il servizio evangelico e missionario ai migranti, particolarmente ai più poveri in situazioni di maggiore vulnerabilità, che necessitano di un’azione pastorale specifica.
Nelle 27 nazioni dei 4 continenti dove siamo presenti, le missionarie si impegnano nell’annuncio del Vangelo, nella testimonianza di vita, nell’inculturazione del carisma nei differenti contesti, nell’accoglienza al migrante, valorizzandolo come protagonista di comunione tra i popoli.
In risposta alle sfide della mobilità umana e fedele al carisma, la Congregazione assume nella Chiesa la pastorale dei migranti, dando il primato all’evangelizzazione e la realizza nelle aree: religiosa, educativa, culturale, sociale e della salute.
Accoglienza, protezione, promozione e integrazione
I nostri progetti mirano a far sì che l’accoglienza non sia solo intesa come supporto abitativo ma possa essere di sostegno anche per altri aspetti fondamentali quali l’inclusione sociale, la promozione di eque condizioni di autonomia e inserimento lavorativo, la tutela della salute e del benessere mentale di persone e famiglie in movimento, la creazione di nuove relazioni volte a favorire una vera integrazione.
- Accoglienza: Promuoviamo progetti di accoglienza con case che ospitano migranti in transito e case che accolgono migranti e rifugiati per periodi più lunghi.
- Protezione: Collaboriamo con le principali agenzie internazionali per offrire aiuto a migranti e rifugiati al confine con interventi umanitari, sanitari e psicologici.
- Promozione: Sosteniamo il protagonismo migrante con programmi educativi e di orientamento al lavoro.
- Integrazione: Sviluppiamo progetti di cooperazione e volontariato internazionale per favorire il dialogo tra le nazioni in tutela dei diritti umani universali.
Dal 16 ottobre al 9 novembre 2025, Roma, Italia, sarà il palcoscenico del XV Capitolo Generale della Congregazione delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo - Scalabriniane. Ispirato al passo biblico “Gesù stesso si avvicinò” (Lc 24,15), questo evento è un momento cruciale di discernimento, preghiera e ascolto, dove verranno tracciati i cammini della nostra missione per i prossimi anni.
Dal 5 all’8 marzo si è svolto a Bogotá, in Colombia, il V Seminario Congregazionale sulla Pastorale dei Migranti e dei Rifugiati. L’evento è stato un intenso processo di condivisione, riflessione, sistematizzazione e formazione all’azione missionaria, basato sull’esperienza delle azioni che la Congregazione delle Suore Missionarie Scalabriniane - MSCS ha promosso nei vari Paesi in cui opera, vivendo il proprio carisma.
La vocazione di suor Francesca Favero
“Ti sembra bello far aspettare Gesù?” Era il 2019 e questa domanda di don Antonio Anastasio - Anas, per gli amici - spezzò le ultime paure che mi tenevano legata: qualcuno mi aveva cercata, mi era venuto incontro e non era indifferente alla mia risposta. A Dio Onnipotente interessava il mio sì!
Questa sua preferenza per me l’ho conosciuta fin da bambina grazie ai miei genitori; sono loro ad avermi aperto la strada alla vita della Chiesa dentro il movimento di Comunione e Liberazione. Sono nata a Udine e ho cinque fratelli. A casa nostra c’erano sempre tanti amici e compagni di classe che condividevano la vita con noi.
Negli anni del liceo queste amicizie e l’appartenenza al Movimento hanno messo in me radici profonde. A 19 anni mi sono trasferita a Milano per studiare architettura. Mi sentivo come Violaine de L’annuncio a Maria: sapevo di chi ero figlia, qual era la mia casa, chi avrei sposato e che lavoro avrei fatto.
Tutto mi corrispondeva. Ma queste cose non riuscivano a esaurire una domanda che avevo nel cuore: “Signore mi hai dato tutto, come posso rispondere a questo amore?”
L’esperienza a Porto
Al quarto anno ho fatto l’Erasmus a Porto. Partivo sola e non conoscevo neanche la lingua: questa circostanza ha aperto uno spazio nuovo per il mio rapporto con Gesù. Lo cercavo e Lui mi rispondeva, nella preghiera e nei volti di chi incontravo.
Mentre gioivo per questa sua vicinanza, in università e alle feste incontravo tanta gente a cui mancava un senso nella vita. Mi accorgevo di avere un tesoro prezioso che loro non conoscevano. Dovevo dirlo a tutti!
Avevo un tesoro prezioso che loro non conoscevano. Dovevo dirlo a tutti! A dicembre di quell’anno sono andata agli esercizi degli universitari di CL del Portogallo, guidati al tempo dai sacerdoti della Fraternità san Carlo, missionari a Lisbona.
Conoscevo la Fraternità dalla mia infanzia e avevo visto gli amici dei miei genitori partire missionari per Messico, Taiwan e Germania, ma quell’anno è stato un incontro nuovo: don Paolo, allora seminarista, fu il segno che era possibile dare la vita a Dio e che la vita, con Cristo, fioriva.
Non ho più smesso di cercare la loro amicizia e, tornata a Milano, ho cominciato ad andare a messa tutti i giorni: così il Signore aveva iniziato ad attirarmi a sé. È stata questa intuizione a portarmi da Anas per chiedergli di accompagnarmi.
Dal lavoro di architetto alla consacrazione
Proprio in quel periodo un’amica mi parlò dell’esistenza delle Missionarie di san Carlo: c’era qualcosa che mi interessava, ma approfondirlo sarebbe stato troppo rischioso, così rimasi dell’idea che mi sarei sposata.
Dopo la laurea ho iniziato a lavorare come architetto e progettavo interni di lusso. Seguendo dei cantieri in Iraq e varcando le porte dei più ricchi, pensavo spesso all’amore di Cristo per ognuno di loro.
Mi inserivo dentro una storia che proprio in quelle terre era cominciata con Abramo e dove quella stessa voce diceva a me: “Seguimi, ti mando io”. Per anni ho tenuto nascosto sotto il materasso un libro di don Massimo che tiravo fuori le sere in cui pensavo alla vocazione.
Nel frattempo, tra tanta vita con amici e colleghi, temporeggiavo organizzando l’estate in Siria dai francescani, un viaggio in Costa d’Avorio tra i più poveri e le visite ai senzatetto. C’era però un problema: non avevo pace.
Quel giorno del 2019, parlando con Anas, ho capito che se avessi continuato a seguire i miei progetti mi sarei persa la parte migliore. Il Signore non mi stava chiamando solo a partire per una terra lontana, mi voleva più vicina a Lui e mi prometteva la felicità.
È per questo che, il prossimo 25 marzo, mi consacrerò a Dio nelle Missionarie di san Carlo, la bella casa che era preparata da sempre per me.
La vocazione di suor Alina Maria Graz
Con tanta fantasia il Signore mi ha pescato da lontano e, per una strada fatta di tante tappe, mi ha condotto fino alla mia casa definitiva, quella delle Missionarie. Sono nata ad Essen in Germania.
Sono grata ai miei genitori il cui cammino è stato la prima testimonianza di fede. Cresciuti in Polonia, ma emigrati in Germania e quindi in un contesto diverso e per certi versi più difficile, si sono impegnati nella ricerca di luoghi dove vivere la loro fede.
Due tra questi sono stati per me particolarmente importanti. Il primo è Carlsberg, dove abbiamo frequentato il movimento Luce e vita, che mette un accento forte sulla bellezza della liturgia e sulla meditazione e condivisione della parola di Dio.
Ho sperimentato questi aspetti nei bellissimi Tridui pasquali vissuti insieme ai consacrati e alle altre famiglie, ma anche nell’abitudine di leggere il Vangelo del giorno ogni mattina prima di andare a scuola.
La fede vissuta in famiglia e nella comunità
Il secondo luogo è Wisełka e, più precisamente, l’Istituto della Sacra Famiglia, una splendida casa di ritiro per le famiglie, sul mar Baltico. Tra avventurose gite nei boschi e sui laghi, la messa quotidiana e l’adorazione, ho partecipato a una vita cristiana molto ricca.
Questi momenti di forte compagnia risvegliarono in me il desiderio di formare un giorno una famiglia santa, numerosa e generosa. Questa compagnia non c’era nella mia quotidianità e i miei compagni di classe non avevano la fede.
Era la famiglia che custodiva il mio rapporto con Dio attraverso la preghiera insieme e nei sacramenti. Davanti alla disperazione di un compagno ho capito che il Signore mi chiamava a testimoniare la speranza che avevo incontrato.
Giorno dopo giorno, sono uscita da me stessa e ho iniziato a donarmi. A 20 anni, spinta dalla gioia missionaria, ho partecipato a un’iniziativa di evangelizzazione a un festival musicale in Polonia.
Timidamente seguivo i miei amici polacchi e la loro certezza che Gesù potesse interessare veramente a tutti! Dopo quei giorni è continuato in me un dialogo intenso e intimo con il Signore, finché non è balenata all’orizzonte l’idea che Lui mi chiamasse a qualcosa di diverso a quello che avevo sempre immaginato.
L’incontro con Comunione e Liberazione
Questa nuova prospettiva però mi turbava, era troppo vertiginosa! Questa resistenza è venuta meno grazie all’incontro con il movimento di Comunione e liberazione a Friburgo in Brisgovia, dove studiavo odontoiatria, e con i sacerdoti della Fraternità San Carlo.
Attraverso quest’incontro la mia vita è iniziata a fiorire. Le novità sono state: un’amicizia quotidiana incentrata sulla ricerca del Destino; la sequela così bella e naturale dietro a una guida autorevole; l’approccio esperienziale alla fede e l’avventura di giudicare tutto.
Giorno dopo giorno, queste novità mi hanno plasmato e, partendo da una mentalità ancora un po’ individualista, sono finalmente uscita da me stessa: ho iniziato a donarmi in caritativa, a cantare a messa, ad aprire la mia casa ad altri.
In questo cammino, la chiamata del Signore ha trovato in me uno spazio nuovo. Mi osservavo in azione e scoprivo inscritto nel mio cuore il desiderio di una dedizione totale ed esclusiva a Cristo.
La gioia di dare tutto
Non mi è stato facile ammettere questo con sincerità davanti a me stessa, fino a quando, con gli altri neolaureati di CL, insieme a don Gianluca Carlin, abbiamo ragionato su come poter servire la Chiesa nella nuova fase della nostra vita.
In questa prospettiva di impegno per il Regno dei cieli, in me è esplosa definitivamente la gioia di poter dare tutto. Meravigliata di tutto questo cambiamento, non riuscivo più a trattenere il fascino per la Fraternità e la passione per il mondo che avevo visto in loro, che per me ha significato andare in Italia ed entrare nelle Missionarie di San Carlo.
I voti e le tappe della consacrazione
Francesca Favero ha professato i voti temporanei nelle mani di suor Rachele Paiusco l’8 dicembre, nella solennità dell’Immacolata Concezione di Maria, nella chiesa della Madonna di Pompei nel quartiere Magliana di Roma.
Il 25 marzo 2025, solennità dell'Annunciazione, suor Caterina, suor Giulia e suor Teresa hanno professato i loro voti definitivi. Qualche foto dell'evento e l'omelia del Card. Robert Sarah che ha presieduto la cerimonia.
L’8 dicembre 2025, nella solennità dell’Immacolata Concezione di Maria, le missionarie hanno festeggiato la vestizione e l’incorporazione temporanea di Laura Rodella e Cecilia Teresa Stohlman. La celebrazione si è svolta nella cappella della casa madre, alla presenza dei familiari di Laura e Cecilia e di alcuni preti e seminaristi della Fraternità san Carlo.
Il 25 marzo 2026, nella solennità dell'Annunciazione del Signore, suor Francesca Favero e suor Alina Maria Graz hanno professato i loro voti definitivi. La celebrazione, presieduta da S.E.R. mons. Gianrico Ruzza, si è svolta nella parrocchia di Santa Maria del Rosario ai Martiri Portuensi alla Magliana, Roma.
La professione definitiva rappresenta per suor Francesca e suor Alina il compimento di un lungo cammino di discernimento, formazione, vita comune e affidamento a Cristo.
La vita comunitaria e missionaria
La loro formazione, dall’ingresso ai voti definitivi, dura almeno sei anni, attraverso la guida delle maestre delle novizie e delle professe, la vita comune, la frequenza di una scuola interna, la preghiera e la collaborazione in varie opere educative e di carità.
La vita delle Missionarie si sviluppa nelle case di formazione e nelle case di missione, in un equilibrio tra preghiera, fraternità, studio, educazione, carità e annuncio del Vangelo.
Alla periferia di Roma, qualcuno si adopera perché Dio possa raggiungere ogni cuore. Una testimonianza dalla Magliana.
In cammino verso il Signore: 19 universitarie sulla via Francigena accompagnate da suor Giulia e suor Alina: un cammino carico di attesa, fino ad accorgersi che davvero “Dio ti ama”.
Giovani cuori inquieti alla ricerca di risposte: una testimonianza dalle convivenze di alcuni studenti con le Missionarie di San Carlo a Roma.
La possibilità di educare in modo nuovo a partire dalla compagnia quotidiana. Testimonianza dal Kenia.
Dio ci chiama alla missione, vuole usare la nostra voce, in ogni lingua. Una testimonianza dal Kenia.
Eventi e momenti della comunità
Dal 22 al 27 agosto, la Fraternità e le Missionarie di san Carlo hanno partecipato alla 47sima edizione del “Meeting per l’amicizia tra i popoli”, a Rimini.
Dopo la partecipazione alle vacanze biennali della Fraternità san Carlo, le missionarie radunate da tutto il mondo hanno trascorso ancora qualche giorno insieme in Trentino tra gite, incontri, assemblee e una serata di canti e festa.
Dal 23 al 30 giugno 2025 si è svolta la nostra II Assemblea generale, vissuta a Loreto, nelle vicinanze del Santuario della Santa Casa.
Sabato 13 settembre alla Magliana la Fraternità e le Missionarie hanno festeggiato i 40 e 20 anni di storia. Nel pomeriggio si è tenuto un incontro con mons. Massimo Camiscasca e suor Rachele Paiusco, fondatori dei due istituti.
Dopo la celebrazione della Santa Messa, una cena all’aperto e una serata di canti e festa.
L'evento “A vent’anni dall’inizio”, concerto in gratitudine per l’anniversario delle Missionarie di san Carlo, ha avuto luogo lunedì 9 febbraio a Legnano.
Una vacanza all’insegna della Regola di Benedetto per scoprire cosa rende felici.
A Grenoble, una semplice proposta diventa occasione per scoprire la bellezza dell’amicizia con Gesù.
Un pellegrinaggio a Lourdes: cinque giorni di servizio, incontri e la scoperta della misericordia infinita di Dio.

suor Maria Aurora, NON MI ACCONTENTAVO DI POCHI SPICCIOLI
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