La storia del Volto Santo di Gesù nasce dal desiderio cristiano di contemplare il volto di Dio. “Chi vede me, vede il Padre” (Gv 14,9) e, di conseguenza, la contemplazione del volto di Cristo è la contemplazione di Dio.
Tra le immagini tradizionalmente associate al volto di Gesù vi sono il Velo della Veronica, la Sacra Sindone di Torino, il Volto Santo di Manoppello e il Volto Santo di Lucca. Alcune sono considerate acheropite, cioè immagini non realizzate da mano d’uomo, mentre altre appartengono alla tradizione artistica e devozionale cristiana.
Il desiderio di contemplare il volto di Cristo
“Di te ha detto il mio cuore, io cerco il tuo volto. Il tuo volto Signore io cerco” (Sal 27, 8). L’uomo ha sempre desiderato contemplare il volto di Dio.
Guardare il volto del Signore è, in un certo senso, un modo per conoscere sempre meglio la Persona di Cristo. Tuttavia, non c’è da stupirsi se i tratti del volto di Cristo abbiano incoraggiato i cristiani sin dai primi secoli, a conoscerlo e ad amarlo sempre più.
Immagini come la Veronica, il velo sul quale è rimasto impresso il volto di Gesù durante la Passione, è solo uno tra gli esempi di “acheròpita” (immagine non realizzata da mano d’uomo).
Le principali immagini del volto di Gesù
La più famosa tra queste rimane sempre la Sindone di Torino, il lino utilizzato per avvolgere il corpo esanime di Gesù, che porta impresso non solo il Suo volto, ma l’intero corpo, mostrando le ferite della Passione.
L’immagine della Sindone divenne famosa soprattutto dopo che venne fotografata e diffusa alla fine del XIX secolo. Il velo che Veronica, seguace di Gesù, usò per tamponare il volto del Cristo durante la salita al Calvario, viene a volte definito il “sudario di Gesù Cristo”, ma si tratta di una definizione erronea, giacché il Velo mostra solo il presunto volto di Gesù, mentre la Sacra Sindone, per esempio, mostra l’intera figura, proprio come ci si aspetterebbe da un sudario usato per avvolgere un corpo senza vita.
Per quanto riguarda il Volto Santo di Manoppello anch’esso, come il Velo di Veronica, mostra un volto di uomo, con barba e capelli lunghi, secondo l’iconografia nota di Gesù.
| Immagine | Caratteristiche principali |
|---|---|
| Velo della Veronica | Mostra il presunto volto di Gesù impresso sul tessuto. |
| Sacra Sindone di Torino | Mostra il volto e l’intero corpo, con i segni della Passione. |
| Volto Santo di Manoppello | È un telo trasparente con il volto visibile su entrambi i lati. |
| Volto Santo di Lucca | È un grande crocifisso ligneo policromo considerato immagine acheropita dalla tradizione. |
Il Volto Santo di Manoppello
Custodito nella basilica del Volto Santo, il telo di Manoppello presenta una struttura semplice, con ordito e trama, visibili ad occhio nudo. Misura 0,17 x 0,24 m.
Inoltre il volto di Manoppello è visibile ugualmente su entrambi i lati, attraverso il tessuto che lo compone. L’immagine è raffigurata con colore marrone, leggermente asimmetrica, con una guancia più rotonda dell’altra, e le pupille irregolari.
Tuttavia le moderne analisi con i raggi ultravioletti non hanno riscontrato alcun tipo di colore sul tessuto, a riprova del fatto che il volto su di esso raffigurato non è né dipinto né intessuto.
Fu un pellegrino ignoto a portare il Santo Volto di Manoppello, in provincia di Pescara, nel 1506. Lo consegnò al medico Giacomo Antonio Leonelli e poi sparì.
La famiglia del Leonelli conservò la reliquia finché Marzia Leonelli lo vendette a Donato Antonio de Fabritiis. Poiché nel frattempo il velo si era rovinato, il nuovo proprietario chiese a padre Clemente da Castelvecchio di affidarlo alle abili cure del frate cappuccino Remigio da Rapino, che lo pose nella cornice di noce racchiuso tra due vetri in cui ancora oggi vediamo.
Sfortunatamente per noi Padre Clemente ritenne inutile conservare tutto il resto del tessuto intorno al volto, grande come una tovaglia, cancellando con esso preziosi indizi sulle effettive origini della reliquia.
Dal 1638 la reliquia venne esposta nella chiesa di Manopello, fuori dal paese, presso il convento dei Frati Minori Cappuccini, dedicato a San Michele Arcangelo, dove oggi sorge la basilica del Volto Santo, o santuario del Volto Santo, una delle chiese più importanti di Manoppello.
Il santuario venne elevato a Basilica minore dopo la visita di papa Benedetto XVI nel settembre del 2006.
Il Volto di Manoppello e il Velo della Veronica
Spesso di tende a far coincidere il Volto Sacro di Manoppello con il velo con cui la Veronica asciugò il viso di Gesù.
Il Velo della Veronica, custodito fin dal 1300 nell’antica basilica di San Pietro in Vaticano a Roma, era scomparso nel 1608, dopo la distruzione della Cappella che lo ospitava.
Lo stesso velo sarebbe poi giunto a Manoppello, ma questa eventualità va contro quanto emerge dalle annotazioni della “Relatione historica” redatta da padre Donato di Bomba e conservata all’Aquila, che testimonia che il tessuto fosse già a Manoppello dal 1506.
Gli studi portati avanti negli anni dal gesuita Heinrich Pfeiffer, e da altri studiosi sostengono che il Volto Santo sia di fatto il sudario poggiato sul volto di Cristo dopo essere stato posto nel sepolcro, ovvero il Velo della Veronica.
Gli occhi aperti, il taglio dei capelli, le tracce di sangue, la conformazione del viso, le caratteristiche della barba alimenterebbero questa ipotesi, facendo del Velo della Veronica e del Volto Santo la stessa reliquia.
Il Volto di Manoppello e la Sacra Sindone
Altri studiosi, tuttavia, hanno trovato analogie tra il Volto Santo di Manoppello e la Sacra Sindone di Torino.
Secondo la tradizione la Sacra Sindone di Torino sarebbe il lenzuolo che ha avvolto il corpo di Cristo dopo la deposizione. Questa reliquia preziosissima ha diviso e affascinato gli uomini di ogni tempo col suo mistero immortale.
In particolare gli studi della suora iconoclasta Suor Blandina Paschalis Schloemer, hanno riscontrato gli stessi lineamenti nel Santo Volto e nella Sacra Sindone, la forma del volto ovale, la stessa asimmetria, i capelli lunghi, il ciuffo sulla fronte, la bocca aperta.
Unica differenza è rappresentata dagli occhi, che nel Sacro Volto e nel Velo di Veronica sono aperti, mentre nella Sindone, considerata il Sudario di Cristo, sono chiusi.
A parte questo, il Volto della Sindone di Torino e quello di Manoppello combaciano perfettamente.
Il Santuario di Manoppello
Del convento di Cappuccini che accolse il Sacro Volto oggi non è rimasto molto. Quando Donato Antonio de Fabritiis nel 1638 donò l’immagine sacra al convento esso era stato fondato da poco ed era dedicato a San Michele e al Santissimo Nome di Dio.
I frati Cappuccini furono allontanati nel periodo dell’occupazione napoleonica che imponeva la chiusura degli istituti religiosi. Affidato alle Clarisse, venne restituito ai Cappuccini dopo la Restaurazione borbonica.
Tra la fine dell’800 e la metà del ‘900 sono stati fatti molti interventi di restauro che hanno stravolto l’aspetto originario della chiesa.
Oggi c’è una bella basilica con la facciata di pietra bianca e rosa, ma la cappella a destra del coro che custodiva la preziosa reliquia è rimasta pressoché la stessa.
L’interno della Basilica è a navata unica, abbellita da decorazioni barocche, e il Volto Santo è stato posto in un prezioso reliquiario in argento di manifattura napoletana risalente del Settecento e collocato su un rialzo dietro l’altare.
Il Volto Santo di Lucca
Il Volto Santo, un'immagine acheropita. Meta di pellegrinaggi fin dal Medioevo, tappa fondamentale della Via Francigena, immagine acheropita nonché la scultura lignea più antica dell’Occidente.
Il Volto Santo non solo è la reliquia più importante della cattedrale lucchese, meta di pellegrinaggi fin dal Medioevo e tappa fondamentale della via Francigena, ma è diventato il simbolo stesso della città, che dal XIII lo rappresentava anche sulle monete.
Si tratta di un grande crocifisso in legno policromo, che per molto tempo si è ritenuto scolpito probabilmente nella prima metà dell’XI secolo in tre pezzi di legno, due per le braccia e uno, scavato sul retro, per il tronco e la testa.
Le recenti indagini al carbonio 14 hanno spostato la suo cronologia alla fine del VIII secolo o, al più tardi nel IX, rendendolo così la scultura lignea monumentale più antica dell’Occidente.

La leggenda di Nicodemo
Nicodemo, membro del Sinedrio e discepolo di Gesù, ce lo ricordiamo come quel signore che, armato di fede e un paio di tenaglie, aiutò Giuseppe di Arimatea a staccare Cristo dalla Croce e a deporre il suo corpo nel sepolcro.
Ed è proprio in quest’atto che lo troviamo rappresentato nell’iconografia classica della Deposizione. Quello che non tutti sanno è che, qualche tempo dopo, il fariseo si mise in testa di scolpire nel legno l’immagine di Gesù così come lo aveva salutato, forse per imprimere il momento nella memoria o per lasciare testimonianza dell’evento eccezionale a cui aveva avuto la fortuna di assistere.
Scolpita la croce e il corpo, Nicodemo però si arresta: non osa rappresentare il volto di Cristo, proprio non ci riesce. Dopo lunga preghiera si addormenta e al suo risveglio scopre con stupore che l’opera è stata completata dalla mano divina.
Ecco perché il Volto Santo di Lucca è considerato un’immagine acheropita (non frutto di opera umana), al pari della Madonna di Guadalupe e della Sacra Sindone.
Il corpo del Volto Santo, secondo la leggenda riportata dal diacono Leobino, venne scolpito da Nicodemo, discepolo di Gesù, che non osò, però, realizzare il volto, completato durante la notte da mano divina.
L’arrivo a Lucca
Passano circa settecento anni. Anzi, è proprio il 782 d.C. quando la scultura viene rinvenuta a Gerusalemme da un vescovo che si trova lì in pellegrinaggio.
Gualfredo - questo il nome - in seguito a una visione decide di portare la statua al riparo dagli infedeli. Posta su una barca priva di equipaggio, questa attraversa incolume tutto il Mediterraneo per raggiungere miracolosamente il porto di Luni.
Luni oggi non esiste più, la raderanno al suolo i Normanni nell’860 d.C., ma ai tempi della nostra storia è un vivace centro portuale.
Approdato qui, il Crocifisso non si fa avvicinare né dai pirati né dai lunensi. Riesce a toccarla solo Giovanni I, il vescovo di Lucca che nel frattempo è accorso in tutta fretta perché informato del sacro bastimento da un angelo annunciante.
Nemmeno a dirlo, tra le due città è subito guerra per stabilire a quale delle due spetti ospitare la Santa Croce.
Si decide così di affidare la decisione a una coppia di buoi: scegliendo da che parte tirare il carro su cui è posta la scultura, gli animali esprimeranno la volontà divina, che dovrà essere rispettata.
Come è facile intuire, il Volto Santo alla fine arriva a Lucca.
La croce fu messa sopra un carro trainato da buoi che, lasciati liberi, si mossero verso Lucca mentre agli abitanti di Luni restò un’ampolla contenente il sangue di Cristo, giunta insieme al Volto Santo.
Dalla chiesa di San Frediano al Duomo
I fedeli lo sistemano nella Chiesa di San Frediano, ma poi prontamente lo spostano in Duomo, dove tutt’oggi si trova, per venire incontro ancora una volta alla volontà divina.
La scultura, infatti, era sparita dalla chiesa per materializzarsi miracolosamente negli orti vicini alla Cattedrale.
In città la reliquia fu collocata nella chiesa di S. Frediano, ma durante la notte scomparve per poi riapparire presso la cattedrale, dove da allora è conservata.
Il Volto Santo si trova nel Duomo di Lucca all'interno del tempietto di Matteo Civitali.
Le caratteristiche artistiche del crocifisso
Le sue grandi dimensioni e le particolari proporzioni, con le braccia molto allungate e la testa fortemente a rilievo, inclinata in avanti, sono pensate per una visione dal basso e fanno propendere per una collocazione originaria in alto, probabilmente sopra un altare.
La croce appartiene alla categoria del Cristus Triumphans, ovvero Gesù vivo sulla croce che trionfa sulla morte, una tipologia che pone l’accento sulla regalità del Salvatore piuttosto che sulla sofferenza patita.
Il Redentore è raffigurato dritto sulla croce, rivestito da una tunica dotata di maniche e fermata in vita da una cintola annodata con i due capi che scendono perfettamente simmetrici.
Se il corpo risulta appiattito nella resa anatomica per le ampie pieghe a onde non naturalistiche che caratterizzano la veste, il capo, invece, grazie all’ampio rilievo emerge con forza.
Nel volto si riscontra una straordinaria attenzione ai particolari somatici che la tradizione, soprattutto orientale, attribuiva a Gesù: il volto è incorniciato da lunghi capelli disposti simmetricamente in ciocche che passano dietro le orecchie per poi ricadere sulle spalle, e la bocca è contornata da baffi e da una folta barba che si divide in due parti e accentua il caratteristico allungamento del viso.
Il particolare che colpiva maggiormente gli antichi pellegrini e anche il visitatore moderno, è la forte espressività dei grandi occhi rotondi, realizzati con pasta bianca per le cornee e vetri blu scuro per le pupille, che sembrano seguire lo sguardo dell’osservatore.
Le analisi scientifiche del 2020
Tramandata da un manoscritto del XII secolo redatto da un certo diacono Leboino, fino a non molto tempo fa era stata messa in forte discussione, tanto più che i critici d’arte, per questioni stilistiche, erano concordi nel datare l’opera allo stesso periodo di trascrizione della leggenda.
Questo fino al 2020, quando l’Opera del Duomo lucchese, in occasione delle celebrazioni per i 950 anni dalla fondazione della Cattedrale di Lucca, ha affidato all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare una serie di analisi diagnostiche sull’opera.
Ebbene, gli esami, eseguiti con il metodo del carbonio 14, hanno dato un risultato sorprendente: la scultura è databile tra gli ultimi decenni dell’VIII e l’inizio del IX secolo.
Ora, questa scoperta ha due importanti implicazioni. Primo, possiamo sostenere che l’opera non è una replica di un originale più antico andato perduto, come gli storici d’arte ritenevano fino ad oggi, ma è proprio la croce miracolosamente approdata a Lucca.
Secondo, alla luce dei nuovi dati, il Volto Santo di Lucca diventa la più antica scultura lignea di tutto l’Occidente, sorprendentemente arrivata integra ai giorni nostri.
E questo forse basta come miracolo, senza dover tirare in ballo Nicodemo o la mano divina.
Lucca e le vie di pellegrinaggio
Anche se è difficile immaginarlo percorrendo oggi le sue piccole strade, Lucca nel Medioevo è stata una città vivace e cosmopolita, dove si potevano trovare sontuosi drappi e spezie esotiche, e al contempo riconoscere lingue di terre lontane.
Il motivo principale è la sua posizione strategica lungo la rete di percorsi che portavano alle grandi mete delle peregrinationes majores.
Da Lucca passava chi dal nord o dal centro Europa desiderava raggiungere Roma, e da lì magari proseguire per Monte Sant’Angelo sul Gargano per arrivare a Gerusalemme.
Sempre da Lucca transitavano i pellegrini che dal sud Europa desideravano recarsi a Santiago di Compostela.
Attenzione però, Lucca non era solo un luogo di attraversamento, ma un’importante tappa se non il vero e proprio punto di arrivo degli itinerari devozionali, e il motivo è proprio la presenza del Volto Santo e di altre importanti reliquie, come quelle di San Frediano, di San Ponziano e di San Regolo.
La Via Francigena e il Cammino del Volto Santo
Oggi alcuni di questi percorsi devozionali sono stati ripristinati in chiave turistica. Il più famoso è senz’altro la Via Francigena, la via romea praticata dai pellegrini provenienti dai territori transalpini.
Il suo tracciato ufficiale è stato identificato grazie al diario personale che Sigerico, vescovo di Canterbury, scrisse di ritorno da Roma, ma questo non vuol dire che tutti i pellegrini intraprendessero lo stesso identico cammino.
C’era per esempio chi decideva di staccarsi dal percorso costiero, più o meno all’altezza di Pontremoli, per giungere a Lucca attraverso le valli del Magra e del Serchio, ricalcando a grandi linee la Via Clodia Nova romana.
Questa variante interna della Francigena dal 2008 prende il nome di Cammino del Volto Santo e rappresenta un interessantissimo itinerario per scoprire con lentezza i più bei borghi della Lunigiana e della Garfagnana.
Le feste del Volto Santo di Lucca
Dalla chiesa di San Frediano al Duomo di San Martino: è proprio questo il tragitto che i fedeli, lucchesi e non, ripercorrono ogni anno durante la solenne processione che si tiene la sera del 13 Settembre, la vigilia della Santa Croce.
Oltre a questa data, a Lucca il Volto Santo si festeggia anche il 3 Maggio.
In entrambe le occasioni il Crocifisso viene addobbato con i suoi gioielli, il resto dell’anno li trovi esposti nel Museo della Cattedrale, e si aprono eccezionalmente le porte del tempietto realizzato nel 1484 da Matteo Civitali per ospitare la santa reliquia.
Questo stesso tragitto viene ripercorso ogni anno durante la solenne processione che si tiene la sera del 13 Settembre, la viglia di Santa Croce, occasione in cui i lucchesi recano omaggio al Volto Santo.
Nelle feste in onore della Croce, il 3 Maggio e il 13-14 settembre, il Crocifisso viene addobbato con i suoi gioielli, che per i restanti giorni dell’anno sono conservati nel Museo della Cattedrale, e vengono aperte le porte della splendida cappella poligonale realizzata nel 1484 da Matteo Civitali per ospitare la santa reliquia, così da garantire l’accesso ai fedeli che possono adorare da vicino il volto del Salvatore.
La devozione al Santo Volto nella Chiesa
Durante gli ultimi 200 anni, Cristo stesso ha chiesto la devozione al suo Volto Santo in riparazione alle molte bestemmie e offese che continuamente riceve.
Questa devozione è stata introdotta attraverso due suore, suor Marie de Saint Pierre (1816-1848) e la beata Maria Pierina de Micheli (1890-1945).
Nel 1958, Papa Pio XII dichiarò la festa del Santo Volto di Gesù il giorno prima del Mercoledì delle Ceneri (martedì grasso).
Suor Marie de Saint Pierre e la preghiera della Freccia d’oro
Suor Marie de Saint Pierre, una carmelitana francese, ha ricevuto la richiesta di Nostro Signore di diffondere la devozione al Suo Santo Volto.
La suora ha spiegato che, il 25 agosto 1843, il Signore si rivolse a lei dicendo: «Il mio nome è da tutti bestemmiato: gli stessi fanciulli bestemmiano e l’orribile peccato ferisce apertamente il mio Cuore.
Il peccatore con la bestemmia maledice Dio, lo sfida apertamente, annienta la Redenzione, pronuncia da sé la propria condanna.
La bestemmia è una freccia avvelenata che mi penetra nel Cuore. Io ti darò una freccia d’oro per cicatrizzarmi la ferita del peccatore.”
Nel 1845, il Signore rivelò a Suor Marie che voleva una vera e propria opera di riparazione e che, le anime partecipanti ad essa, sono come Santa Veronica che ha superato l’indifferenza della folla e ha asciugato il Suo Volto pieno di sputi, sudore e sangue.
Il Signore disse alla suora: “Io cerco delle Veroniche le quali astergano ed onorino il Mio Divin Volto che ha pochi adoratori.”
Dopo la morte di Suor Marie, nel 1885 papa Leone XIII fondò un’Arciconfraternita del Volto Santo.
Alcuni dei primi membri furono la famiglia di Santa Teresa di Lisieux, il cui nome religioso era Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo a causa di questa devozione.
La beata Maria Pierina de Micheli
Come suor Marie de Saint Pierre, la Beata Maria Pierina de Micheli, è stata sollecitata dal Signore a diffondere la devozione al suo Santo Volto.
La Beata racconta le sue esperienze in una lettera a Pio XII nel 1940 prima di un’udienza personale con il Pontefice.
A soli 12 anni, la Beata Pierina, aspettando di venerare il Crocifisso il Venerdì Santo, sentì Gesù dirle: “Nessuno mi dà un bacio d’amore sul mio volto per fare ammenda per il bacio di Giuda”.
La futura Beata rispose, “Ti darò un bacio d’amore, Gesù.”
Quando è cresciuta si è consacrata a Dio e ha vissuto una vita di intima unione con il Signore.
Lo scapolare e la medaglia del Volto Santo
Nel 1938, mentre pregava davanti al Santissimo Sacramento, la Madonna le apparve con uno scapolare formato da due pezzi di stoffa.
Da un lato c’era il Santo Volto di Gesù e dall’altro c’era l’Eucaristia circondata dai raggi.
La Madonna le disse che: Tutti quelli che indosseranno uno scapolare come questo e faranno, potendo, ogni martedì una visita al Santissimo sacramento per riparare gli oltraggi che ricevette il Suo Santo Volto durante la Sua Passione e riceve ogni giorno il sacramento eucaristico, verranno fortificati nella fede, pronti a difenderla e a superare tutte le difficoltà interne ed esterne, di più faranno una morte serena sotto lo sguardo amabile del mio Divin Figlio”
Ad un'anima privilegiata, Madre Maria Pierini De Micheli, morta in odore di santità, nel mese di Giugno 1938 mentre pregava davanti al Santissimo Sacramento, in un globo di luce si presentò la Santissima Vergine Maria, con un piccolo scapolare in mano.
Lo scapolare fu poi sostituito dalla medaglia per ragioni di comodità, con l'approvazione ecclesiastica.
Esso era formato di due flanelline bianche, unite da un cordoncino: in una flanellina era impressa l'immagine del Santo Volto di Gesù, con questa dicitura intorno: "Illumina, Domine, vultum tuum super nos" (Signore, guardaci con misericordia) nell'altra era impressa un'ostia, circondata da raggi, con questa scritta intorno: "Mane nobiscum, Domine" (resta con noi, o Signore).
La Santissima Vergine si accostò alla Suora e le disse: "Questo scapolare, o la medaglia che lo sostituisce, è un pegno d'amore e di misericordia, che Gesù vuole dare al mondo, in questi tempi di sensualità e di odio contro Dio e la Chiesa.
Si tendono reti diaboliche per strappare la fede dai cuori. E necessario un rimedio divino. E questo rimedio è il Santo Volto di Gesù.
Tutti coloro che indosseranno uno scapolare come questo, o una medaglia simile, e faranno, potendo, ogni martedì una visita al SS.Sacramento, in riparazione degli oltraggi, che ricevette il Santo Volto del mio Figlio Gesù, durante la sua passione e che riceve ogni giorno nel Sacramento Eucaristico:
- Saranno fortificati nella fede.
- Saranno pronti a difenderla.
- Avranno le grazie per superare le difficoltà spirituali interne ed esterne.
- Saranno aiutati nei pericoli dell'anima e del corpo.
- Avranno una morte serena sotto lo sguardo del mio Divin Figlio.
La storia della medaglia del Santo Volto
La medaglia del Volto Santo di Gesù, detta anche "medaglia miracolosa di Gesù" è un dono di Maria Madre di Dio e Madre nostra.
Nella notte del 31 maggio 1938, la Serva di Dio Madre Pierina De Micheli, suora delle Figlie dell'Immacolata Concezione di Buenos Aires, si trovava nella cappella del suo Istituto a Milano in via Elba 18.
Mentre era immersa in profonda adorazione dinanzi al tabernacolo, le apparve in una luce sfolgorante una Signora di celestiale bellezza: era la Santissima Vergine Maria.
Ella teneva in mano come un dono una medaglia che su un lato recava impressa l'effigie del Volto di Cristo morto in croce, circoscritta dalle parole bibliche "Fa' splendere su di noi, Signore, la luce del tuo volto".
Sull'altro lato appariva un'Ostia raggiante circoscritta dall'invocazione "Resta con noi Signore".
Il culto della medaglia del S.Volto ebbe l'approvazione ecclesiastica il 9 agosto 1940 con la benedizione del Beato Card.Ildefonso Schuster, monaco benedettino, devotissimo del S.Volto di Gesù, allora Arcivescovo di Milano.
Superate molteplici difficoltà, la medaglia fu coniata ed iniziò il suo cammino.
Grande apostolo della medaglia del S.Volto di Gesù fu il servo di Dio, Abate Ildebrando Gregori, monaco benedettino silvestrino, dal 1940 padre spirituale della serva di Dio Madre Pierina De Micheli.
Egli fece conoscere la medaglia, con la parola e con le opere in Italia, in America, in Asia e in Australia.
Essa è ora diffusa in ogni parte della terra e nel 1968, con la benedizione del Santo Padre, Paolo VI, fu deposta sulla luna dagli astronauti americani.
La devozione del martedì
Il Signore ha inoltre domandato che il Suo Santo Volto fosse onorato ogni martedì e specialmente il martedì grasso, il martedì prima del mercoledì delle ceneri che sancisce l’inizio della Quaresima.
Nel 1939 Gesù disse ancora: “Desidero che il mio Volto Santo sia onorato particolarmente il martedì”.
Chiedendo questa devozione, Gesù apparve coperto di sangue e disse molto tristemente alla Beata Pierina: “Vedi come soffro, mi disse, eppure da pochissimi sono compreso, quanta ingratitudine anche da parte di quelli che dicono di amarmi.
Ho dato il mio cuore come oggetto sensibile del mio grande amore per gli uomini e il mio Volto lo dò, come oggetto sensibile del mio dolore per i peccati degli uomini e voglio sia onorato con una festa particolare il Martedì di Quinquagesima, festa preceduta da una novena in cui tutti i fedeli uniti nella partecipazione al mio dolore con Me riparino.”
Tra i preparativi per la Quaresima, è opportuno celebrare la festa del Volto Santo trascorrendo un po ‘di tempo davanti al Santissimo Sacramento e recitando la preghiera della Freccia d’oro e la preghiera al Volto Santo della Beata Maria Pierina de Micheli.
La ripetizione di questa devozione ogni martedì di Quaresima può anche essere un mezzo per avvicinarsi a Nostro Signore durante questo periodo speciale dell’anno liturgico.
Le richieste attribuite a Gesù nella devozione al Volto Santo
Nell'orazione notturna del 1° venerdì di quaresima 1936, Gesù, dopo averla fatta partecipe ai dolori spirituali dell'agonia del Getsemani, con Volto velato di sangue e con profonda tristezza, le dice: "Voglio che il Mio Volto, il quale riflette le pene intime del Mio Animo, il dolore e l'amore del Mio Cuore, sia più onorato. Chi mi contempla mi consola."
Il martedì di passione, del medesimo anno, ode questa dolce promessa: "Ogni volta che si contempla la mia faccia, verserò l'amor mio nei cuori e per mezzo del Mio Santo Volto si otterrà la salvezza di tante anime".
Il 23 maggio 1938, mentre il suo sguardo si posa istintivamente sul Santo Volto di Gesù, si sente dire: "Offri incessantemente all'Eterno Mio Padre il Mio Santo Volto.
Questa offerta otterrà la salvezza e la santificazione di tante anime. Se poi l'offrirai per i miei sacerdoti, si opereranno meraviglie."
Il 27 maggio seguente: "Contempla il Mio Volto e penetrerai gli abissi di dolore del Mio Cuore. Consolami e cerca anime che s'immolino con Me per la salvezza del mondo."
Nello stesso anno Gesù si presenta ancora grondante sangue e con grande tristezza dice: "Vedi come soffro? Eppure da pochissimi sono compreso.
Quante ingratitudini da parte di quelli che dicono di amarmi. Ho dato il Mio Cuore come oggetto sensibilissimo del Mio grande Amore per gli uomini e do il Mio Volto come oggetto sensibile del Mio dolore per i peccati degli uomini.
Voglio sia onorato con una festa particolare nel martedì di quaresima, festa preceduta con una novena in cui tutti i fedeli riparino con me, unendosi alla partecipazione del Mio dolore."
Nel 1939 Gesù di nuovo le dice: "Voglio che il Mio Volto sia onorato in modo particolare il martedì."
"Figlia mia diletta, desidero che tu faccia una larghissima diffusione della mia immagine. Voglio entrare in ogni famiglia, convertire i cuori più induriti.
Parla a tutti del Mio Amore misericordioso e infinito. io ti aiuterò a trovare nuovi apostoli.
Saranno i miei nuovi eletti, i prediletti del Mio Cuore e avranno un posto speciale in Esso, benedirò le loro famiglie e mi sostituirò per dirigere i loro affari."
Promesse associate alla devozione
Le tradizioni devozionali legate al Santo Volto raccolgono diverse promesse attribuite a Gesù e riferite alla contemplazione, alla riparazione e all’offerta del suo volto.
- "Per l'impronta della mia umanità le loro anime saranno penetrate da vivida luce sulla Mia divinità in modo che, per la somiglianza del Mio Volto, splenderanno più degli altri nelleternità." (Santa Geltrude, Libro IV Cap. VII)
- Santa Matilde, chiedeva al Signore che coloro i quali celebravano la memoria del dolce Suo Volto, non andassero privi dell'amabile Sua compagnia, ebbe in risposta: "non uno di essi andrà da me diviso". (Santa Matilde, Libro 1 - Cap. XII)
- "Nostro Signore mi ha promesso dimprimere nelle anime di coloro che onoreranno il Santissimo Suo Volto i tratti della Sua divina somiglianza. " (Suor Maria Saint-Pierre - 21 gennaio 1844)
- "Per il Santo Mio Volto opererete prodigi". (27 ottobre 1845)
- "Per il Santo Mio Volto otterrete la salvezza di molti peccatori. Per lofferta del Mio Volto nulla vi sarà rifiutato. Oh se sapeste quanto il Mio Volto sia gradito al Padre Mio!" (22 novembre 1846)
- "Come in un regno tutto si acquista con una moneta sulla quale sia impressa leffige del principe, così con la preziosa moneta della Santa Mia Umanità, cioè col Mio Volto adorabile, voi otterrete nel Regno dei Cieli quanto vi aggrada." (29 ottobre 1845)
- "Tutti coloro che onoreranno il Santo Mio Volto in spirito di riparazione, faranno con ciò lopera medesima della Veronica." (27 ottobre 1845)
- "Secondo la premura che porrete nel restaurare le Mie sembianze sfigurate dai bestemmiatori, io avrò cura delle sembianze dellanima vostra sviata dal peccato: vi ristabilirò la Mia Immagine e la renderò così bella come era quando uscì dal Fonte Battesimale." (3 novembre 1845)
- "Io difenderò innanzi al Padre Mio la causa di tutti coloro, che mercè lopera di riparazione sia con preghiere, sia con parole, sia con iscritti, difenderanno la Mia causa: in morte asciugherò la faccia della loro anima, tergendone le macchie del peccato e ridandole la sua primitiva bellezza." (12 marzo 1846)
Preghiera al Volto Santo
Volto Santo del mio dolce Gesù, espressione viva ed eterna dell’amore e del martirio divino sofferto per l’umana redenzione, Ti adoro e Ti amo. Ti consacro oggi e sempre tutto il mio essere.
Ti offro per le mani purissime della Regina Immacolata le preghiere, le azioni e le sofferenze di questo giorno, per espiare e riparare i peccati delle povere creature.
Fà di me un tuo vero apostolo. Che il tuo sguardo soave mi sia sempre presente e si illumini di misericordia nell’ora della mia morte. Amen
Volto Santo di Gesù guardami con misericordia.
Una seconda preghiera al Volto Santo
O Gesù, che nella Tua crudele Passione divenisti "l'obbrobrio degli uomini e l'uomo dei dolori", io venero il Tuo Volto Divino, sul quale splendevano la bellezza e la dolcezza della divinità e che è divenuto per me come il volto di un lebbroso.
Ma io riconosco sotto quei tratti sfigurati il Tuo infinito amore, e mi consumo dal desiderio di amarTi e di farTi amare da tutti gli uomini.
Le lacrime che sgorgano con tanta abbondanza dagli occhi Tuoi sono come perle preziose che mi è caro raccogliere per riscattare con il loro infinito valore le anime dei poveri peccatori.
O Gesù, il tuo Volto adorabile rapisce il mio cuore. Ti supplico di imprimere in me la Tua somiglianza divina e di infiammarmi del Tuo amore affinché possa giungere a contemplare il Tuo Volto glorioso.
Nella mia presente necessità accetta l’ardente desiderio del mio cuore accordandomi la grazia che Ti chiedo. Così sia.
(Santa Teresa di Gesù Bambino e del Santo Volto)
Atto di riparazione al Volto Santo
Vi adoro e vi lodo, mio divino Gesù, Figlio del Dio vivente, per tutti gli oltraggi che avete sofferto per me, che sono la più miserabile delle vostre creature, in tutte le sacre membra del vostro corpo, ma particolarmente nella parte più nobile di voi stesso, cioè del vostro Volto.
Vi saluto, Volto amabile, livido per gli schiaffi e colpi ricevuti, insozzato dagli sputi e sfigurato per i cattivi trattamenti, che vi hanno fatto soffrire gli empi Giudei.
Vi saluto, belli occhi, bagnati dalle lacrime che avete sparso per la nostra salute.
Vi saluto, sacre orecchie, tormentate da un'infinità di bestemmie, di ingiurie e di motti sanguinosi.
Vi saluto, santa bocca, piena di grazia e di dolcezza per i peccatori, ed abbeverata di fiele e di aceto, per l'ingratitudine mostruosa di coloro che avevate scelto come vostro popolo.
Vi saluto, infine, o Gesù, mio Salvatore, coperto di nuovi oltraggi dai bestemmiatori e dagli empi dei nostri giorni: vi adoro e vi amo.
Offerta della giornata al Volto Santo
Volto Santo del mio dolce Gesù, espressione viva ed eterna dell'amore e del martirio divino sofferto per umana redenzione, Ti adoro e Ti amo.
Ti consacro oggi e sempre tutto il mio essere. Ti offro per le mani purissime della Regina Immacolata le preghiere, le azioni e le sofferenze di questo giorno, per espiare e riparare i peccati delle povere creature.
Fa' di me un tuo vero apostolo. Che il tuo sguardo soave mi sia sempre presente e si illumini di misericordia nell'ora della mia morte. Così sia.
Volto Santo di Gesù guardami con misericordia.
Novena al Volto Santo
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Primo giorno. Volto dolcissimo di Gesù, che con infinita dolcezza guardasti i Pastori nella grotta di Betlemme ed i Santi Re Magi, venuti per adorarti, guarda con dolcezza pure l'anima mia, che, innanzi a te prostrata, ti loda e ti benedice ed esaudiscila nella preghiera che ti rivolge. Gloria al Padre.
Secondo giorno. Volto dolcissimo di Gesù, che commosso di fronte alle sventure umane, asciugasti le lacrime dei tribulati e sanasti le membra degli addolorati, guarda con benignità le miserie dell'anima mia e le infermità che mi addolorano.
Per le lacrime che spargesti, fortificami nel bene, liberami dal male e accordami quanto ti domando. Gloria al Padre.
Terzo giorno. Volto misericordioso di Gesù, che, venuto in questa valle di lacrime, fosti tanto intenerito dalle nostre sventure, da chiamarti medico degli ammalati e Buon Pastore dei traviati, non permettere che satana mi vinca, ma conservami sempre sotto il tuo sguardo, con tutte le anime che ti danno conforto. Gloria al Padre.
Quarto giorno. Volto santissimo di Gesù, degno soltanto di lode e di amore, eppure coperto di schiaffi e di sputi nella amarissima tragedia della nostra redenzione, rivolgiti verso di me con quell'amore misericordioso, col quale guardasti il buon ladrone.
Donami la tua luce perchè io comprenda la vera sapienza dell'umiltà e della carità. Gloria al Padre.
Quinto giorno. Volto divino di Gesù, che con gli occhi bagnati di sangue, con le labbra cosparse di fiele, con la fronte ferita, con le guance sanguinanti, dal legno della croce mandasti il gemito preziosissimo della tua insaziata sete, conserva quella sete benedetta di me e di tutti gli uomini e accogli oggi benignamente la mia preghiera per questa urgente necessità. Gloria al Padre.
Invocazioni al Santo Volto
- Signore pietà, Signore pietà.
- Cristo pietà, Cristo pietà.
- Signore pietà, Signore pietà.
- Santo Volto di Gesù, abbi pietà di noi.
- Santo Volto di Gesù, compiacenza perfetta del Padre, abbi pietà di noi.
- Santo Volto di Gesù, opera divina dello Spirito Santo, abbi pietà di noi.
- Santo Volto di Gesù, splendore del paradiso, abbi pietà di noi.
- Santo Volto di Gesù, gioia e letizia degli angeli, abbi pietà di noi.
- Santo Volto di Gesù, gioia e premio dei santi, abbi pietà di noi.
- Santo Volto di Gesù, sollievo dei sofferenti, abbi pietà di noi.
- Santo Volto di Gesù, rifugio dei peccatori, abbi pietà di noi.
- Santo Volto di Gesù, speranza e conforto dei moribondi, abbi pietà di noi.
- Santo Volto di Gesù, terrore e sconfitta dei demoni, abbi pietà di noi.
- Santo Volto di Gesù, che ci liberi dall'ira divina, abbi pietà di noi.
- Santo Volto di Gesù, che ci hai dato la legge dell'amore, abbi pietà di noi.
- Santo Volto di Gesù, che esigi da noi la carità fraterna, abbi pietà di noi.
- Santo Volto di Gesù, assetato della salvezza di tutti gli uomini, abbi pietà di noi.
- Santo Volto di Gesù, bagnato di lacrime d'amore, abbi pietà di noi.
- Santo Volto di Gesù, coperto di fango e di sputi per noi, abbi pietà di noi.
- Santo Volto di Gesù, rigato di sudore e di sangue, abbi pietà di noi.
- Santo Volto di Gesù, schiaffeggiato e deriso, abbi pietà di noi.
- Santo Volto di Gesù, trattato da vilissimo schiavo, abbi pietà di noi.
- Santo Volto di Gesù, schernito dai tuoi accusatori, abbi pietà di noi.