La Settimana Santa di Papa Francesco: riti, celebrazioni e significato spirituale

La Settimana Santa è il periodo nel quale la religione cristiana celebra gli eventi di fede che hanno caratterizzato gli ultimi giorni di Gesù: la sua passione, la morte in croce e infine la resurrezione. Per la maggior parte dei cristiani comprende i giorni dalla Domenica delle Palme al Sabato Santo, mentre la Domenica di Pasqua celebra la resurrezione di Gesù Cristo dalla morte in croce.

Per la Chiesa cattolica, il cuore della Settimana Santa è il Triduo pasquale della passione, morte e resurrezione di Cristo, che inizia nel pomeriggio del Giovedì Santo e culmina con la Veglia pasquale e la Messa della Domenica di Pasqua. A Roma, le celebrazioni presiedute dal Papa comprendono tradizionalmente la Messa delle Palme, la Messa del Crisma, la Celebrazione della Passione del Signore, la Via Crucis al Colosseo, la Veglia pasquale, la Messa di Pasqua e la benedizione Urbi et Orbi.

Che cos’è la Settimana Santa

La Settimana Santa è una delle solennità cristiane più importanti, anche più del Natale, e viene celebrata in ogni parte del mondo. La domenica di Pasqua coincide con la domenica che segue la prima luna piena di primavera, tra la fine di marzo e aprile.

I riti religiosi della Settimana Santa vengono celebrati in tutto il mondo cristiano con grande solennità. Tutto ha inizio con la Domenica delle Palme, alla quale seguono altre celebrazioni il lunedì, il martedì e il mercoledì, fino al Giovedì Santo, con la Messa del Crisma e la Cena del Signore.

Si prosegue con il Venerdì Santo, il Sabato Santo e infine la celebrazione della Resurrezione. La Settimana Santa è presente anche nella tradizione popolare di molte regioni italiane, dove riti e usanze particolari rendono questa celebrazione ancora più coinvolgente.

Il significato spirituale secondo Papa Francesco

Ma che cosa può voler dire vivere la Settimana Santa per noi? Che cosa significa seguire Gesù nel suo cammino sul Calvario verso la Croce e la Risurrezione?

Nella sua missione terrena, Gesù ha percorso le strade della Terra Santa; ha chiamato dodici persone semplici perché rimanessero con Lui, condividessero il suo cammino e continuassero la sua missione; le ha scelte tra il popolo pieno di fede nelle promesse di Dio.

Ha parlato a tutti, senza distinzione, ai grandi e agli umili, al giovane ricco e alla povera vedova, ai potenti e ai deboli; ha portato la misericordia e il perdono di Dio; ha guarito, consolato, compreso; ha dato speranza; ha portato a tutti la presenza di Dio che si interessa di ogni uomo e ogni donna, come fa un buon padre e una buona madre verso ciascuno dei suoi figli.

Dio non ha aspettato che andassimo da Lui, ma è Lui che si è mosso verso di noi, senza calcoli, senza misure. Dio è così: Lui fa sempre il primo passo, Lui si muove verso di noi.

Nella Settimana Santa Gesù entra in Gerusalemme per compiere l’ultimo passo, in cui riassume tutta la sua esistenza: si dona totalmente, non tiene nulla per sé, neppure la vita. Nell’Ultima Cena, con i suoi amici, condivide il pane e distribuisce il calice “per noi”.

Il Figlio di Dio si offre a noi, consegna nelle nostre mani il suo Corpo e il suo Sangue per essere sempre con noi, per abitare in mezzo a noi. E nell’Orto degli Ulivi, come nel processo davanti a Pilato, non oppone resistenza, si dona; è il Servo sofferente preannunciato da Isaia che spoglia se stesso fino alla morte.

Gesù non vive questo amore che conduce al sacrificio in modo passivo o come un destino fatale; certo non nasconde il suo profondo turbamento umano di fronte alla morte violenta, ma si affida con piena fiducia al Padre.

Gesù si è consegnato volontariamente alla morte per corrispondere all’amore di Dio Padre, in perfetta unione con la sua volontà, per dimostrare il suo amore per noi. Sulla croce Gesù «mi ha amato e ha consegnato se stesso per me».

Ciascuno di noi può dire: Mi ha amato e ha consegnato se stesso per me. Ciascuno può dire questo “per me”.

Che cosa significa tutto questo per noi? Significa che questa è anche la mia, la tua, la nostra strada. Vivere la Settimana Santa seguendo Gesù non solo con la commozione del cuore; vivere la Settimana Santa seguendo Gesù vuol dire imparare ad uscire da noi stessi per andare incontro agli altri.

C’è tanto bisogno di portare la presenza viva di Gesù misericordioso e ricco di amore! Seguire, accompagnare Cristo, rimanere con Lui esige un “uscire”: uscire da se stessi, da un modo di vivere la fede stanco e abitudinario, dalla tentazione di chiudersi nei propri schemi.

Spesso ci accontentiamo di qualche preghiera, di una Messa domenicale distratta e non costante, di qualche gesto di carità, ma non abbiamo questo coraggio di “uscire” per portare Cristo. Siamo un po’ come san Pietro: non appena Gesù parla di passione, morte e risurrezione, di dono di sé, di amore verso tutti, l’Apostolo lo prende in disparte e lo rimprovera.

Dio pensa sempre con misericordia: è il Padre misericordioso. Dio pensa come il padre che attende il ritorno del figlio e gli va incontro, lo vede venire quando è ancora lontano. Dio pensa come il samaritano che non passa vicino al malcapitato commiserandolo o guardando dall’altra parte, ma soccorrendolo senza chiedere nulla in cambio.

Auguro a tutti di vivere bene questi giorni seguendo il Signore con coraggio, portando in noi stessi un raggio del suo amore a quanti incontriamo.

Le tappe fondamentali della Settimana Santa

Domenica delle Palme

La Settimana Santa inizia con la Domenica delle Palme, che ricorda l’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme, accolto dalla folla come messia e figlio di Davide. Durante la celebrazione si benedicono le palme e si svolge la processione.

Nel corso della liturgia cattolica viene letto il racconto della passione di Gesù in base all’Evangelista che corrisponde al periodo liturgico del momento. Questa tradizione risale a prima del IV secolo.

In occasione della Domenica delle Palme non si conclude il periodo della Quaresima. Secondo la forma ordinaria del rito romano, la Quaresima si conclude il Giovedì Santo, prima della Messa vespertina. Nella forma straordinaria, invece, si conclude la Prima Domenica di Passione, ovvero quella che precede la Domenica delle Palme.

Lunedì Santo

Il Lunedì Santo è considerato il giorno dell’amicizia. Gesù lo trascorre a Betania in compagnia dei suoi tre amici: Marta, Maria e Lazzaro.

In questo giorno Gesù ha vissuto l’amicizia e ci ricorda che per il cristiano essere suo amico è un dono e una missione.

Martedì Santo

Il Martedì Santo è il giorno dello sdegno. Gesù manifesta il suo sdegno per il comportamento di alcuni commercianti che hanno trasformato il tempio in un luogo di mercato.

Rovescia i banchi dei venditori e dei cambiamonete che abusano del loro potere, opprimendo gli altri per ricavarne profitto.

Mercoledì Santo

Il Mercoledì Santo è il giorno del tradimento e della tristezza. Giuda tradisce Gesù per 30 denari. In questi giorni la Chiesa contempla soprattutto il tradimento di Giuda.

La prima lettura della Messa si riferisce ai primi tre canti del Servo del Signore, nel libro del profeta Isaia.

Il Triduo pasquale

Giovedì Santo: la Messa del Crisma e la Cena del Signore

Nella Chiesa cattolica, durante la mattina del Giovedì Santo o il pomeriggio del Mercoledì Santo vengono consacrati gli oli santi e i presbiteri rinnovano l’ordine sacro. Questo rituale viene svolto nel corso della Messa del Crisma.

Il Triduo pasquale della passione, morte e resurrezione di Cristo ha inizio il pomeriggio del Giovedì Santo. La mattina si celebra la Messa del Crisma, alla presenza di patriarchi, cardinali, arcivescovi, vescovi e sacerdoti diocesani e religiosi presenti a Roma.

Durante la liturgia vengono benedetti gli oli santi, tra cui il crisma, utilizzato nei sacramenti del Battesimo e della Confermazione. I sacerdoti rinnovano inoltre le loro promesse.

La sera si celebra la Messa in Cena Domini, che ricorda ai fedeli l’Ultima Cena di Gesù, l’istituzione dell’Eucaristia e del sacerdozio ministeriale. Nel corso della celebrazione si ripete la lavanda dei piedi fatta da Cristo nell’Ultima Cena.

Alla fine della Messa si pone un velo sulle croci, le campane rimangono silenziose e gli altari vengono lasciati senza ornamenti.

Venerdì Santo: la Passione e la Via Crucis

Il Venerdì Santo è il giorno della morte di Gesù sulla croce. La Chiesa celebra la Passione, suddivisa in tre parti:

  • la liturgia della Parola, con la lettura del quarto canto del Servo del Signore di Isaia, dell’Inno cristologico della Lettera ai Filippesi e della Passione secondo Giovanni;
  • l’adorazione della Croce, durante la quale viene tolto il velo alla croce;
  • la Santa Comunione con i presantificati, ovvero gli arredi sacri consacrati la sera prima.

In questa giornata non vengono fatte consacrazioni e non si celebra alcuna Messa. Il Venerdì Santo è anche il giorno della Via Crucis.

La Chiesa cattolica si prepara al digiuno ecclesiastico e si astiene dalle carni per partecipare in modo simbolico alla passione e morte del Signore.

A Roma, nel pomeriggio, il Papa presiede tradizionalmente nella Basilica di San Pietro la Liturgia della Parola con l’Adorazione della Santa Croce e la Santa Comunione. In serata guida la Via Crucis al Colosseo, tra le fiaccole dei fedeli e le arcate dell’anfiteatro.

Sabato Santo: il silenzio e la Veglia pasquale

Il Sabato Santo è il giorno in cui non viene celebrata l’Eucaristia e la Comunione si concede solo ai malati in punto di morte. In sostituzione della Santa Messa viene celebrata la Liturgia delle Ore.

Nella notte del Sabato Santo si celebra la solenne Veglia pasquale, la celebrazione più importante di tutto l’anno liturgico per la Chiesa cattolica. In questa occasione si celebra la resurrezione di Cristo con la liturgia del fuoco.

La fiamma accesa durante la Messa viene usata per accendere il cero pasquale, portato in processione in chiesa. Durante la processione si proclama la luce di Cristo e si accendono le candele dei fedeli.

Quando il cero raggiunge il presbiterio viene cosparso di incenso e si proclama l’annuncio pasquale.

Domenica di Pasqua: la Resurrezione e la benedizione Urbi et Orbi

La Settimana Santa si conclude con la Domenica di Resurrezione, nella quale si rivive la gioia della Veglia pasquale. A Roma il Papa celebra la Messa in Piazza San Pietro e, dalla loggia centrale della Basilica, impartisce la benedizione Urbi et Orbi.

La benedizione Urbi et Orbi è legata al messaggio pasquale del Pontefice e viene rivolta alla città di Roma e al mondo intero.

In occasione dell’Ottava di Pasqua la Chiesa celebra la pienezza dell’evento per otto giorni, fino alla seconda domenica di Pasqua, in antichità chiamata domenica in albis, che Papa Giovanni Paolo II ha voluto dedicare alla Divina Misericordia.

Le celebrazioni della Settimana Santa a Roma

Il calendario delle funzioni della Settimana Santa a Roma include la Celebrazione della Passione del Signore, la Via Crucis, la Veglia pasquale e la Messa di Pasqua.

GiornoCelebrazioneLuogo e momento tradizionale
Domenica delle PalmeCommemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme, benedizione delle palme, processione e Santa MessaPiazza San Pietro
Giovedì SantoMessa del Crisma e Messa della Cena del Signore con la lavanda dei piediBasilica di San Pietro e, secondo il programma, altre basiliche o luoghi di accoglienza
Venerdì SantoCelebrazione della Passione del Signore e Via CrucisBasilica di San Pietro e Colosseo
Sabato SantoVeglia pasquale e accensione del cero pasqualeBasilica di San Pietro
Domenica di PasquaMessa della Risurrezione e benedizione Urbi et OrbiPiazza San Pietro e loggia centrale della Basilica

La Via Crucis al Colosseo

La Via Crucis al Colosseo è uno dei momenti più intensi della Settimana Santa romana. La celebrazione si svolge tradizionalmente in serata, dopo la Celebrazione della Passione del Signore, e si conclude con le parole del Papa e la Benedizione Apostolica.

In una delle celebrazioni, Papa Francesco ha voluto affidare le meditazioni della Via Crucis ad alcune famiglie, nell’anno a loro dedicato e durante il quinto anniversario dell’esortazione apostolica Amoris laetitia.

Tra le famiglie rappresentate c’erano una giovane coppia, una famiglia in missione, una coppia di anziani, una famiglia numerosa, una famiglia con un figlio disabile, una famiglia con figli adottati, una vedova con i suoi figli e una famiglia di immigrati.

Le meditazioni erano ispirate al percorso di vita dei gruppi rappresentati, con i loro drammi e le loro speranze. Alla tredicesima stazione, una famiglia ucraina e una russa hanno portato insieme la croce, richiamando la tragedia della guerra.

«Le lacrime sono finite. La rabbia ha lasciato il passo alla rassegnazione. Sappiamo che Tu ci ami, Signore, ma non lo sentiamo questo amore e questa cosa ci fa impazzire. Ci svegliamo al mattino e per qualche secondo siamo felici, ma poi ci ricordiamo subito quanto sarà difficile riconciliarci.»

«Signore dove sei? Parla nel silenzio della morte e della divisione ed insegnaci a fare pace, ad essere fratelli e sorelle, a ricostruire ciò che le bombe avrebbero voluto annientare».

In un’altra occasione il tema scelto per la Via Crucis è stato “In preghiera con Gesù sulla via della Croce”. I testi erano molto incentrati su Gesù e su quello che vive in quel momento, per poi allargarsi al mondo della sofferenza.

È la prima volta che la preparazione non vede il coinvolgimento di persone o gruppi, come accaduto negli anni precedenti. I precedenti di questa decisione non sono tanti: in due occasioni San Giovanni Paolo II; mai Benedetto XVI, anche se Joseph Ratzinger, quando era cardinale prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, preparò le meditazioni per Karol Wojtyla.

La Via Crucis presieduta dal Papa è tornata al Colosseo dopo due anni a Piazza San Pietro a causa dell’emergenza pandemica. Durante il percorso, le persone che portano la croce sono collegate alla riflessione della stazione.

La presenza di Papa Francesco e le variazioni del calendario

Le celebrazioni della Settimana Santa presiedute da Papa Francesco sono state organizzate in anni diversi secondo calendari, condizioni di salute e disposizioni sanitarie differenti. Dopo due anni di sospensione a causa della pandemia di Covid-19, le celebrazioni pubbliche della Settimana Santa sono riprese quasi ovunque nel mondo con grande partecipazione di fedeli: processioni, Via Crucis e Triduo pasquale.

La Chiesa universale ne ha avuto un assaggio durante una Domenica delle Palme, quando più di 65.000 fedeli si sono riuniti in Piazza San Pietro e nella vicina Via della Conciliazione per partecipare alla Messa con Papa Francesco.

È stato emozionante rivedere scene che ci eravamo lasciati alle spalle da più di 24 mesi: oltre ai grandi raduni di persone, il passaggio del Papa in “papamobile” per salutare la folla al termine della celebrazione ha dato un senso di normalità a questa nuova tappa.

Altrettanto significativo è stato vedere Piazza San Pietro addobbata con centinaia di composizioni floreali e decorazioni, insieme alla distribuzione di rami d’ulivo. La stessa decorazione, ancora più dettagliata, si è vista la domenica di Pasqua, con gli addobbi realizzati con l’aiuto di fioristi olandesi e sloveni.

In una Settimana Santa, pur avendo qualche problema di deambulazione a causa di un problema al ginocchio, Papa Francesco avrebbe dovuto presiedere tutti i riti in programma. In seguito, la sua presenza ad alcune celebrazioni è rimasta incerta e le decisioni sono state valutate momento per momento anche in relazione alle condizioni meteorologiche.

La celebrazione della Domenica delle Palme in Piazza San Pietro è stata presieduta dal cardinale Leonardo Sandri, su delega del Papa, che ha letto durante la funzione l’omelia di Bergoglio. Al termine della Messa è comparso a sorpresa il Papa, che ha brevemente salutato i fedeli dal microfono e poi è sceso tra la gente a stringere le mani ai presenti.

In altri anni, nonostante i miglioramenti nelle condizioni di salute, le celebrazioni della Settimana Santa sono state considerate troppo impegnative e faticose per contemplare la partecipazione del Papa a tutti i riti. Sono stati quindi resi noti i sostituti nei riti del Triduo pasquale, mentre alcune decisioni sono rimaste affidate alla valutazione delle condizioni del Pontefice.

La Settimana Santa durante la pandemia

Durante la pandemia le celebrazioni della Settimana Santa hanno subito variazioni straordinarie. Le indicazioni ufficiali sulle modalità con cui celebrare i riti di Pasqua sono state date attraverso un decreto della Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti.

Alla luce di queste misure, il calendario delle celebrazioni liturgiche presiedute dal Papa è stato aggiornato e i riti si sono svolti nella Basilica di San Pietro presso l’Altare della Cattedra, con una partecipazione limitata.

Per la Messa nella Cena del Signore è stato stabilito che la lavanda dei piedi, già facoltativa, fosse omessa. Al termine della Messa è stata omessa anche la processione e il Santissimo Sacramento è stato custodito nel tabernacolo.

La Messa Crismale non era stata inserita nel calendario ordinario di quella celebrazione. Per questa Messa, il dicastero vaticano aveva stabilito che, valutando il caso concreto nei diversi Paesi, le Conferenze episcopali potessero dare indicazioni circa un eventuale trasferimento ad altra data.

La Via Crucis si è svolta sul sagrato della Basilica di San Pietro. Le meditazioni erano state preparate dalla parrocchia della Casa di Reclusione Due Palazzi di Padova.

Le quattordici stazioni intrecciavano le storie delle persone detenute, degli agenti di polizia penitenziaria, degli educatori carcerari, dei volontari e di coloro che amministrano la giustizia. A raccoglierle e scriverle sono stati il cappellano della Casa di Reclusione Due Palazzi e una giornalista volontaria.

Il rapporto con le famiglie e con le persone sofferenti

L’attenzione alle famiglie è stata uno degli elementi caratteristici di alcune celebrazioni della Via Crucis volute da Papa Francesco. Nell’anno dedicato alla famiglia, la Chiesa ha celebrato il quinto anniversario dell’esortazione apostolica Amoris laetitia e si è preparata all’Incontro Mondiale delle Famiglie.

Le famiglie coinvolte rappresentavano situazioni diverse della società: anziani, giovani coppie, famiglie numerose, migranti, persone che affrontano la malattia, famiglie con figli adottati e nuclei segnati dalla disabilità o dal lutto.

Questa scelta ha collegato la Passione di Cristo alle sofferenze concrete delle persone, mostrando come la preghiera possa abbracciare drammi familiari, divisioni, guerre, malattie e difficoltà quotidiane.

La Settimana Santa nella tradizione popolare

Ai riti liturgici si accompagnano quelli popolari, che nel corso dei secoli hanno permesso ai cristiani di rievocare i momenti più significativi della passione umana di Cristo.

La Chiesa approva e consente lo svolgimento di queste celebrazioni poiché contribuiscono a tramandare la fede cristiana di generazione in generazione.

La tradizione popolare della Settimana Santa comprende numerosi canti, poemi, rievocazioni e raffigurazioni della Passione di Gesù, che spesso affondano le loro radici in tempi molto antichi.

Si trovano anche numerose opere letterarie italiane ricche di rimandi ai Vangeli, dedicate alla Passione di Cristo, dal suo ingresso trionfale a Gerusalemme alla morte, alla sepoltura e infine alla resurrezione.

Le tradizioni italiane

In Italia le rappresentazioni della Settimana Santa più suggestive si trovano nel Mezzogiorno, anche grazie alle influenze delle dominazioni spagnole.

Tra le celebrazioni più particolari si ricordano quelle che si svolgono in Umbria, ad Assisi e Gubbio; in Abruzzo, a Chieti, Ortona, con la processione dei Talami, e Sulmona; in Campania, con la doppia processione di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta; e in Puglia, a Ruvo, in provincia di Bari, con le processioni del Venerdì e del Sabato Santo.

A Taranto, i confratelli detti Perdoni partecipano alle processioni dal Giovedì Santo fino al Sabato Santo. A Gallipoli si svolge la processione dei Misteri e della tomba di Cristo morto il Venerdì Santo, seguita all’alba del Sabato Santo da quella di Maria Santissima Desolata ai piedi della Croce.

A Polistena si svolgono ben 11 riti. A Molfetta si tengono la processione dell’Addolorata il Venerdì di Passione, quella dei Misteri il Venerdì Santo e quella della Pietà il Sabato Santo.

La Settimana Santa in Sardegna

Anche in numerosi centri della Sardegna si incontrano riti antichissimi della Settimana Santa. Tra i più importanti ci sono quelli di Alghero, Castelsardo, Cagliari, Domusnovas, Iglesias e Sassari.

Anche nei borghi più piccoli si conservano i riti tradizionali de S’Iscravamentu, celebrato il Venerdì Santo, e de S’Incontru, celebrato la domenica.

In occasione di S’Incontru si celebra l’incontro tra la statua del Cristo risorto e quella della Madonna che, dopo la separazione e la morte di Gesù, celebrano il loro incontro.

Processione della Settimana Santa in Sardegna

Il messaggio di Pasqua

La Pasqua è una delle ricorrenze più belle e sentite nella Chiesa cristiana. Ogni anno ricorda l’amore di Gesù per gli uomini e permette di rivivere gli ultimi istanti della sua vita.

Questo percorso è essenziale per comprendere la grandezza del suo gesto. La Settimana Santa non è soltanto la memoria di una successione di riti, ma un cammino spirituale che conduce dall’ingresso di Gesù a Gerusalemme alla Croce e dalla morte alla gioia della Risurrezione.

Per Papa Francesco, seguire Gesù durante questi giorni significa accogliere il suo amore, affidarsi alla misericordia di Dio e uscire da se stessi per portare speranza, consolazione e presenza agli altri.

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