La Settimana eucaristica in Inghilterra trova una delle sue espressioni più significative nelle 24 ore dedicate al Santissimo Sacramento organizzate dalla diocesi di Nottingham: l’iniziativa ha coinvolto 86 scuole, tra elementari e superiori, per far riscoprire il valore dell’Eucaristia a studenti, insegnanti e genitori.
L’adorazione eucaristica, proposta dal Vescovo Patrick McKinney, rientrava nelle iniziative messe in campo dalla Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles in vista del congresso eucaristico di Liverpool dal 7 al 9 settembre 2018. Il congresso ha collegato preghiera, celebrazione della Messa, catechesi, formazione e pubblica testimonianza della fede nel Santissimo Sacramento.
Il significato della Settimana eucaristica
L’Eucarestia è la fonte e il culmine della nostra vita e il modo in cui Cristo è presente tra di noi. La nostra fede cristiana è costruita sul rapporto con Gesù e, attraverso l’Eucarestia, approfondiamo questa relazione.
L’adorazione ci riporta alla Messa e all’Eucarestia perché, quando siamo soli con il Signore, approfondiamo il nostro amore per Lui e Gli consentiamo di parlare al nostro cuore. Apprezziamo, così, in un modo nuovo, quello che stiamo facendo durante l’Eucarestia.
In questo senso, una Settimana eucaristica non è soltanto una successione di celebrazioni, ma un tempo dedicato a riconoscere la presenza di Cristo, a prepararsi alla partecipazione liturgica e a comprendere il legame tra la preghiera personale e la vita della comunità.

Le 24 ore di adorazione nella diocesi di Nottingham
Nottingham, mercoledì, 15. novembre, 2017 16:00 (ACI Stampa). 24 ore dedicate al Santissimo Sacramento. E’ quanto ha organizzato la diocesi di Nottingham, in Gran Bretagna, per il prossimo 24 novembre.
Saranno coinvolte 86 scuole - tra elementari e superiori - per far riscoprire il valore dell’Eucarestia a studenti, insegnanti e genitori. L’adorazione eucaristica - proposta dal Vescovo Patrick McKinney - rientra nelle iniziative messe in campo dalla Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles in vista del congresso eucaristico che si terrà a Liverpool dal 7 al 9 settembre 2018.
Il coinvolgimento delle scuole mostra come la Settimana eucaristica possa rivolgersi a tutta la comunità cristiana: bambini, ragazzi, famiglie, insegnanti, catechisti e sacerdoti. La preghiera davanti al Santissimo Sacramento diventa così anche un’occasione educativa, capace di collegare la formazione religiosa alla vita ordinaria.
La preparazione al congresso eucaristico di Liverpool
Ci sono voluti centodieci anni perché i cattolici di Inghilterra e Galles potessero portare in processione il Santissimo Sacramento durante un congresso eucaristico.
Nel lontano 1908 il governo del primo ministro liberale Herbert Asquith lo proibì, temendo disordini, dopo che le associazioni protestanti più estreme avevano invocato la legislazione anticattolica. Il re Edoardo VII aveva appena partecipato a una Messa e quella dimostrazione pubblica di cattolicesimo era stata l’ultima goccia che aveva fatto traboccare il vaso.
Fu una crisi gravissima che costrinse il ministro dell’interno Herbert Gladstone a dimettersi. “Oggi viviamo in tempi molto diversi”, spiega il vescovo ausiliario di Birmingham Robert Byrne, presidente di “Adoremus”, il congresso eucaristico che si terrà a Liverpool dal 7 al 9 settembre prossimi, “La Chiesa cattolica fa parte della società.
La sua presenza è molto più diffusa rispetto a cento anni fa e non viene più percepita come una minaccia straniera. Tutti i leader cristiani di Liverpool sfileranno con noi durante la processione che concluderà il congresso. Dietro il Santissimo Sacramento, lo stesso bandito nel 1908”.
| Momento | Attività | Partecipazione indicata |
|---|---|---|
| Venerdì 7 settembre | Simposio di riflessione | Circa duemila persone |
| Sabato | Messa e interventi all’“Echo Arena” di Liverpool | Fino a diecimila persone |
| Domenica | Processione con il Santissimo Sacramento | Cinquemila persone per due chilometri |
Il programma di “Adoremus”
“Ho suggerito al cardinale Vincent Nichols, il Primate cattolico, di organizzare un congresso nazionale, tra i due internazionali del 2016 e 2010, come occasione per i cattolici di riunirsi per celebrare la loro fede e per mostrare al resto del paese tutte le cose positive che stiamo facendo per il bene comune della società.
Negli ospedali, nei progetti a servizio dei più poveri e nelle scuole, ai margini proprio come ci chiede Papa Francesco”, spiega il vescovo Byrne, “Dopo gli anni difficili dello scandalo degli abusi finalmente possiamo mandare un messaggio positivo”.
Partiamo venerdì 7 settembre con un simposio di riflessione al quale partecipano circa duemila persone tra insegnanti, catechisti, laici e sacerdoti.
Sabato poi fino a diecimila persone si riuniranno nell’ “Echo Arena” di Liverpool per la Messa e per ascoltare oratori come il vescovo americano Robert Barron, famoso nel mondo di lingua inglese.
Il congresso si concluderà domenica con la dimostrazione pubblica della nostra fede eucaristica nella processione con il Santissimo Sacramento. È il momento chiave del congresso, quando sfileremo nelle strade di Liverpool per due chilometri, insieme a cinquemila persone.
Adorazione eucaristica e vita cristiana
Si aspetta che il congresso abbia successo, oppure questa parola non è adatta a un momento religioso di questo tipo? Penso che la cosa più importante sia incoraggiare i partecipanti nella loro fede eucaristica e “Adoremus” è un ottimo strumento per raggiungere questo obbiettivo.
L’Eucarestia è la fonte e il culmine della nostra vita e il modo in cui Cristo è presente tra di noi. La nostra fede cristiana è costruita sul rapporto con Gesù e, attraverso l’Eucarestia, approfondiamo questa relazione.
Al congresso darete molto spazio all’Adorazione eucaristica che sarà disponibile in qualsiasi momento per i fedeli. L’adorazione ci riporta alla Messa e all’Eucarestia perché, quando siamo soli con il Signore, approfondiamo il nostro amore per Lui e Gli consentiamo di parlare al nostro cuore.
Apprezziamo, così, in un modo nuovo, quello che stiamo facendo durante l’Eucarestia.
Formazione, liturgia e catechesi
Abbiamo cercato di offrire un programma più ampio possibile che risponda alle diverse esigenze dei fedeli nel campo della liturgia, della musica e della catechesi.
Settecento persone si sono iscritte a una sessione sull’Eucarestia, venerdì 7 settembre, dedicata a un documento intitolato “Un pane, un corpo”, pubblicato dai vescovi nel 1998.
Abbiamo un comitato di cinque vescovi che si riunisce regolarmente per organizzare “Adoremus”. La varietà delle proposte sottolinea che la formazione eucaristica comprende più dimensioni: la comprensione della liturgia, il ruolo della musica, la catechesi e la partecipazione consapevole alla vita della Chiesa.
La prima Comunione nelle parrocchie inglesi
Daniele ha concluso da qualche settimana il ciclo di lezioni di catechismo per prepararsi alla Prima Comunione che ha fatto il 14 Maggio. Il tutto è iniziato con una riunione dei genitori dei bambini che frequentano Y3 (bambini di 7-8 anni) in una sera di Settembre.
E’ stato spiegato come si sarebbe svolto il catechismo e sono stata specificate le tempestiche. Daniele frequenta Y4, l’anno scorso lo ritenevamo troppo piccolo per fare questo passo per cui abbiamo rimandato di un anno.
Non ci sarebbero più state lezioni in classi con la catechista in gruppi di 10 o 15, ma ogni bambino avrebbe fatto catechismo con il proprio genitore, in uno dei locali della parrocchia, guidati dalla catechista e dalle schede, lezione per lezione.
Il concetto era quello di dare al genitore il compito di preparare il bambino alla Confessione e alla Prima Comunione. E’ stato difficile per noi genitori, perchè mancava l’elemento del “gioco“, del “divertimento“, del “fare gruppo” che invece ha caratterizzato il nostro fare catechismo da bambini e che rende sicuramente il tutto più piacevole.
Abbiamo fatto del nostro meglio per coinvolgerlo, per rendere il tutto più interessante possibile, ma per lui è stato spesso più un dovere che un piacere. Siamo arrivati comunque a concludere il nostro percorso di catechismo, tra le varie sessioni, la prima confessione e la caccia al tesoro in parrocchia (gioco bellissimo per scoprire nomi e angoli segreti della chiesa) e ad organizzare la comunione e la sua festa.
La celebrazione della Prima Comunione
L’organizzazione della coordinatrice del catechismo era qualcosa di impeccabile, rasentava la perfezione. Comunicazioni chiare via email, calendari dei vari eventi consegnati già dalla prima lezione, tutto spiegato nei minimi dettagli.
Ho trovato semplicità e raccoglimento nella Messa della Prima Comunione. Erano tanti i bambini che passavano a Comunione, perché la parrocchia che frequentiamo è collegata ad una scuola primaria cattolica (non quella che frequentano i miei figli) che ovviamente prevedere che tutti gli alunni di Y3 facciano questo sacramento.
Erano più di 100 bambini, divisi in 3 weekend di comunioni e per ogni weekend 3 messe. In questo modo i pochi bambini alla volta per ogni Messa hanno fatto sì che la cerimonia non fosse affollata e incasinata.
I banchi centrali della chiesa erano riservati per i bambini e le loro famiglie (mamma, papà e fratelli). I parenti e gli amici erano invitati a sedersi nei banchi laterali.
Daniele mi ha stupito nell’aver scelto di partecipare attivamente alla Messa proponendosi come lettore e come uno dei bambini all’ingresso della chiesa per distribuire i libretti dei canti. Dice che così si sarebbe annoiato di meno, tutto un programma con lui!
La Comunione e il comportamento durante la Messa
Al momento della Comunione i bambini sono stati chiamati davanti all’altare ed hanno preso l’ostia e bevuto il vino rosso dal calice, qui si usa così.
Poi in file composte, alzandosi banco per banco, da sinistra a destra, hanno fatto la Comunione tutte le altre persone in chiesa. Le persone del secondo banco non si alzano fin quando quelle del primo non si sono messe tutte in fila e così via, una compostezza incredibile che ovviamente stupisce sempre i nostri ospiti italiani.
Le indicazioni date dalla cordinatrice dicevano chiaramente “no foto” durante la Messa e così è stato. Nessuno ha scattato foto, se non alla fine della Messa, quando i bambini sono stati chiamati sull’altare ed i genitori hanno potuto fotografare i loro figli e fare qualche foto di famiglia per immortalare il momento.
Per quanto riguarda l’abbigliamento non c’era la tunica come usai io da bambina, ma i bambini erano liberi di vestirsi come volevano. Le info della coordinatrice dicevano chiaramente “we are happy with clean, modest and tidy “Sunday Best” ” cioè l’importante era che fossero puliti, modesti e in ordine, niente macchie di fango e ginocchia nere insomma, come è comune vedere i bambini da queste parti… compresi i miei!
La vita religiosa in un contesto pluralista
C’è la Chiesa Anglicana (Church of England), ci sono la Chiesa Metodista e la Chiesa Ortodossa, ci sono le Moschee e i templi induisti, c’è la Chiesa Cattolica Romana e ci sono tanti altri luoghi di culto di altre religioni in Inghilterra.
Viviamo in un luogo dove convivono etnie e religioni diverse in maniera naturale. A scuola i bambini fanno Religione, ma è diversa dalla religione che facevo io a scuola, dove era solo e soltanto religione cattolica.
Qui studiano tutte le religioni e ne imparano le differenze, le tradizioni, crescono sentendo parlare di altri culti, possono arrivare a mettere in dubbio la loro religione chiedendosi perché quella e non un’altra per noi, perché non c’è un unico Dio.
Mi sono ritrovata a rispondere a tante domande difficili, lo ammetto, ed ho trovato la pace rispondendo che quello che deve guidarci è l’amore e il rispetto per il prossimo, qualunque Dio si preghi.
La Settimana eucaristica e la testimonianza pubblica
Qual è il bisogno più importante della Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles al quale avete cercato di rispondere con “Adoremus”? L’evangelizzazione.
Viviamo in una società sempre più secolarizzata, soprattutto in Gran Bretagna dove ormai ci si è dimenticati di Dio. Dietro un programma liberale e tollerante si nasconde un ordine del giorno profondamente antireligioso.
Si vuole bandire la fede dagli spazi pubblici riducendola a un’attività privata. La religione organizzata sfida il modo di pensare della nostra epoca.
Per questo la Settimana eucaristica unisce adorazione, celebrazione e testimonianza. La preghiera davanti al Santissimo Sacramento si accompagna alla formazione nelle scuole, alla partecipazione alla Messa, alla catechesi e alla processione nelle strade.
La dimensione ecumenica e sociale della Chiesa in Inghilterra
Il Concilio Vaticano II si è concluso nel 1965. Nel 1970 stavamo rivedendo la nostra missione alla luce delle nostre risorse, delle sfide del Concilio Vaticano e della società.
Abbiamo scelto di rispondere al Decreto sull’Ecumenismo del Concilio, che invitava i cristiani a rinnovare il loro modo di vivere e di servire e a lavorare “per superare le loro differenze in modo da essere di nuovo ‘uno’, come il Signore Gesù chiese a suo Padre per loro”.
Il fulcro della vita della comunità era la preghiera due volte al giorno. Partecipavamo alle eucarestie sia cattoliche che anglicane.
L’impossibilità di praticare l’ospitalità eucaristica ha causato dolore e a volte tensione, ma questo ci ha reso consapevoli del fatto che il segno della riconciliazione è la croce e che eravamo dei pionieri sul cammino.
Al centro del lavoro c’è stata l’ospitalità che ha testimoniato tutti gli aspetti della guarigione e della riconciliazione per i nostri ospiti, che sono arrivati singolarmente, in gruppo e da ogni dove.
Il carisma dell’adorazione delle Religiose dell’Assunzione
Quest'anno ricorrono i 175 anni delle Religiose dell'Assunzione in Inghilterra, un anniversario significativo che è stato recentemente celebrato dalla comunità di Twickenham presso la St Mary's University, dove sono membri del team di cappellani.
Durante le celebrazioni la comunità ha presentato una breve storia dell'Assunzione in Inghilterra, dall'orfanotrofio aperto a Richmond, nello Yorkshire, nel 1850, fino alla loro attuale presenza in Inghilterra come membri della Provincia d'Europa.
La nostra fondatrice Santa Maria Eugenia nacque in Francia nel 1817 da una famiglia benestante ma irreligiosa, quindi non ricevette un'educazione apertamente religiosa.
Tuttavia, da adolescente, mentre cercava di capire come vivere la sua vita, ebbe una forte esperienza di “conversione” ascoltando un sermone quaresimale e capì che doveva/voleva dare la sua vita a Dio, ma non sapeva come.
Un anno dopo incontrò Padre Combalot, un sacerdote e predicatore che voleva fondare una congregazione religiosa femminile per l’educazione delle donne.
Questa missione risuonava con Maria Eugenia, poiché era consapevole che l’istruzione femminile era molto scarsa nella sua società ed era convinta che un’istruzione illuminata dai valori del Vangelo potesse essere la base per creare una società più giusta e realizzare il Regno di Dio.
Marie Eugénie accettò di far parte del progetto e con un piccolo gruppo di giovani donne formò la prima comunità, diventando la fondatrice delle Religiose dell’Assunzione. È stata canonizzata nel 2007.
In occasione della beatificazione di Santa Maria Eugenia Papa Paolo VI ha sottolineato le due caratteristiche essenziali del carisma delle Religiose dell’Assunzione: l’educazione e l’adorazione.
Ha citato la frase di Maria Eugenia secondo cui “i religiosi che hanno fatto voto di educazione hanno più bisogno degli altri di essere immersi nella preghiera”.
Abbiamo sempre cercato di trovare un equilibrio tra l’essere apostolici e contemplativi. Fin dall’inizio, Maria Eugenia e le prime sorelle si impegnarono a pregare l’intero Ufficio Divino della Chiesa, nonostante la resistenza delle autorità ecclesiastiche.
Come tutti i membri della famiglia dell’Assunzione, un motto a noi molto caro è “Venga il tuo Regno” e il nostro obiettivo finale è quello di far avanzare l’avvento del Regno di Dio facendo conoscere e amare Gesù Cristo e la sua Chiesa e condividendo i valori del Vangelo affinché il Regno di Dio diventi più visibile sulla terra.
Richmond: educazione e formazione cristiana
Siamo nel 1850, l’anno della restaurazione della gerarchia cattolica inglese, della fondazione del St. Mary’s College e dell’arrivo delle Suore dell’Assunzione a Richmond, non sul Tamigi, ma su Swale, la porta d’accesso alle North Yorkshire Dales.
La missione prese il via con la costruzione del collegio. L’obiettivo era quello di offrire un ampio programma di studi e di formare personaggi forti che avrebbero contribuito alla società.
Il consiglio era quello di “dirigere il loro volo ma non tarpare loro le ali”. Questo divenne il modello delle altre scuole che seguirono, a Kensington, Ramsgate, Sidmouth e Hengrave.
La scuola di Richmond fiorì per molti decenni fino alla sua chiusura nel 1994. Le suore si occuparono anche della cosiddetta “scuola elementare” per i bambini del luogo, fino a quando non giunse il momento di passare alla gestione laica.
Tuttora è attiva con il nome di St. Mary’s Catholic Primary School.
Kensington: adorazione e pastorale
Le Religiose dell’Assunzione arrivarono a Earls Court a Londra nel 1857 e nel 1860 si stabilirono a Kensington Square.
Per molti anni il Cardinale Wiseman aveva insistito sul fatto che voleva le suore dell’Assunzione a Londra, ma non aveva mai specificato esattamente cosa volesse che facessero lì.
Alla fine Maria Eugenia lo convinse che il loro obiettivo sarebbe stato l’adorazione, i ritiri per le donne e la preparazione alla prima comunione delle giovani convertite.
Oggi le suore rimangono a Kensington, con l’ufficio quotidiano e l’adorazione nella bellissima Cappella di Maria Assumpta e con un fiorente ministero per i giovani adulti, che offre esperienze di ritiro, pellegrinaggio, sociali e culturali.
Hengrave: preghiera, riconciliazione e ospitalità
La prima comunità contava 24 persone, compresi i bambini: cattolici romani, anglicani, metodisti, luterani e greco-ortodossi. I numeri fluttuavano ma mantenevano un mix di tradizioni.
La comunità ha sempre goduto del sostegno attivo delle diocesi locali e dei leader ecclesiastici. Il libro “Hengrave Remembered” spiega il processo di creazione e mantenimento di una comunità che allo stesso tempo gestiva un centro conferenze.
Un membro quacchero una volta osservò: “È così folle che può essere solo opera dello Spirito Santo!”. Il fulcro della vita della comunità era la preghiera due volte al giorno.
La bellezza del luogo ha favorito molte espressioni e programmi di arte, musica, poesia, rinnovamento della creazione, desideri di pace. Le persone sono venute per recuperare e pregare, per discernere un percorso, per scrivere un libro e molto spesso sono tornate.
La missione accanto ai poveri e ai giovani
Non avevamo bisogno di andare in America Latina, ma nel 1993 tre sorelle si recarono in un’area ad alto indice di deprivazione multipla, a Newcastle. L’unico punto all’ordine del giorno era quello di andare e di proseguire da lì.
Abbiamo affittato un negozio vuoto e, con l’aiuto di studenti universitari e risorse minime, abbiamo offerto attività creative dopo la scuola.
Avevamo uno slogan “Facciamo non rompiamo”, a cui si aggiungeva “Diamo non prendiamo”. È stato gratificante sentire un bambino dire: “Io non ruberei mai alle suore”.
Questa, in poche parole, è la genesi di Kids Kabin, un affermato centro di arti creative per i giovani di Newcastle e Middlesbrough.
Altre opportunità sono state quelle di partecipare a progetti per i richiedenti asilo, offrendo lezioni di lingua, assistenza, amicizia e sostegno; cappellania nelle scuole e coinvolgimento nelle parrocchie.
Soprattutto abbiamo scoperto che la nostra missione principale era tra i nostri vicini, i cui genitori e nonni erano stati costruttori di navi, minatori, lavoratori dell’acciaio in mestieri ormai obsoleti e non sostituiti.
La Pasqua e il calendario liturgico inglese
In questo articolo scopriamo come si festeggia la Pasqua nei paesi dal mitico accento inglese “British”! La Pasqua è tra le feste più rilevanti dei paesi di tradizione religiosa cristiana, e anche nel Regno Unito, dove gli Anglicani sono oltre il 20% della popolazione, si festeggia ogni anno.
Il Giovedì Santo (in inglese “Maundy Thursday”) è il giovedì precedente la domenica di Pasqua, nel quale tradizionalmente si celebra la ricorrenza dell’Ultima Cena e della lavanda dei piedi.
Il Venerdì Santo, in Inghilterra “Good Friday”, è considerato festa nazionale, ed è quindi giorno di ferie per tutti.
La Pasqua è una festa molto sentita anche nel Regno Unito. Gli inglesi lo festeggiano riunendosi per pranzo, e celebrando la giornata con piatti tradizionali, divertimento e la folcloristica “Morris Dance”.
Infine, come in Italia, anche nel Regno Unito la Pasqua è sinonimo di pic-nic. Il giorno di Pasquetta (“Easter Monday”) è considerata festività nazionale e quindi giorno non lavorativo.
La Settimana Santa e il Good Friday
In un momento particolare della Storia dell’Umanità, colpita dal Coronavirus nel corpo e nella mente, le tradizionali manifestazioni liturgiche legate alla settimana Santa non potranno svolgersi all’aperto.
Non ci sarà quindi la Passione di Cristo a Trafalgar Square, così come le celebrazioni di tante sante Messe a cui eravamo abituati. Dovremo accontentarci di seguire in tv e nei social tutto ciò che ogni giorno i bravi sacerdoti riescono a trasmettere.
Anche nel Regno Unito si festeggia il Venerdì Santo, in Inghilterra “Good Friday”. La giornata è considerata festa nazionale, ed è quindi giorno di ferie per tutti.
Nel 1898 l’archivista Hubert Hall pubblicava a Londra uno straordinario volume intitolato The Antiquities and Curiosities of the Exchequer.
Le cronache riferiscono che ogni anno nel giorno del Venerdì Santo i re d’Inghilterra adoravano la croce, una croce nella quale era inserita, diceva la tradizione, una particella del legno sui cui il Cristo era stato inchiodato.
Tuttavia, seguendo dai primi secoli della Chiesa, lo spirito della liturgia che anima i sacri riti del Venerdì Santo, pare che le origini vere delle cerimonie di questa festa, praticate in Inghilterra, non possano essere riferite ad alcun personaggio.
Esse emanano dall’importanza stessa di questa commemorazione sacra.
Il calendario delle celebrazioni britanniche
Nel Regno Unito i giorni festivi si chiamano bank holidays - letteralmente “ferie bancarie”. Il nome viene dalla legge del 1871 con cui il banchiere e parlamentare Sir John Lubbock istituì per legge alcuni giorni di riposo per i dipendenti delle banche.
Inghilterra e Galles hanno di norma solo 8 bank holidays l’anno, la Scozia ne ha 9 e l’Irlanda del Nord 10, con alcune date diverse.
Vale la pena sottolinearlo: i bank holidays sono gli unici giorni in cui scuole, banche e molti uffici sono generalmente chiusi, mentre negozi e altre attività possono restare aperti.
Tutte le altre ricorrenze, per sentite che siano, non comportano interruzione della vita quotidiana. La scuola è aperta, si lavora normalmente.
| Festività | Inghilterra e Galles | Scozia | Irlanda del Nord |
|---|---|---|---|
| Capodanno | 1 gennaio | 1 gennaio | 1 gennaio |
| Venerdì Santo | Variabile | Variabile | Variabile |
| Pasquetta | Variabile | - | Variabile |
| Early May Bank Holiday | 1° lunedì di maggio | 1° lunedì di maggio | 1° lunedì di maggio |
| Spring Bank Holiday | Ultimo lunedì di maggio | Ultimo lunedì di maggio | Ultimo lunedì di maggio |
| Summer Bank Holiday | Ultimo lunedì di agosto | - | Ultimo lunedì di agosto |
| Natale | 25 dicembre | 25 dicembre | 25 dicembre |
| Boxing Day | 26 dicembre | 26 dicembre | 26 dicembre |

La Chiesa cattolica e la società inglese
Dal 2 al 6 maggio 1980, oltre duemila delegati della Chiesa cattolica d’Inghilterra e del Galles discussero a Liverpool su “Gesù Cristo, via, verità e vita”, riuniti nel Congresso nazionale pastorale.
La preparazione, minuziosa e coinvolgente, durò circa due anni per arrivare alla scelta dei delegati. Emerse che metà dei cattolici inglesi non aveva mai sentito parlare del concilio Vaticano II.
Il clamore del Congresso riaccese la speranza di un rinnovamento della Chiesa, ma inquietò Roma. Il Congresso chiedeva di discutere la possibilità di ammettere le donne al sacerdozio.
Il cardinale Hume sottolineò l’importanza del confronto tra vescovi, preti, laici, adulti e giovani. “Lei sa che la Chiesa ha tempi lunghi. È importante il fatto che si sia arrivati a un congresso, dove vescovi, preti, laici, adulti e giovani si sono confrontati e hanno discusso animatamente. È stata un’ottima esperienza”.
Riguardo al conferimento del presbiterato a uomini sposati, mi confermò che si sarebbe inoltrata la richiesta a Roma. Così pure in riferimento all’accettazione di pastori anglicani sposati.
E sul calo delle ordinazioni fu altrettanto schietto ed esplicito: “È necessario che, in certe parti del mondo, venga ordinato qualcuno nella comunità perché possa celebrare l’eucaristia. Per me è importante la celebrazione dell’eucaristia.
Non bisogna privare il popolo della celebrazione eucaristica, non bisogna privare la gente del sacramento della riconciliazione. A motivo dell’eucaristia bisogna riflettere se, in certi luoghi, si possa trovare qualcuno, rispettato nella comunità, che possa celebrare l’eucaristia e questi possa essere sposato. Importante è che goda di grande rispetto”.
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