Fuori dal centro storico di Piove di Sacco, alla fine di un viale alberato che fiancheggia il Fiumicello, sorge il Santuario della Madonna delle Grazie, un luogo di culto dalle origini molto antiche, legato a una tradizione miracolosa e a una secolare devozione mariana.
Il santuario conserva il celebre quadro della Madonna con il Bambino, attribuito alla mano del pittore veneziano Giovanni Bellini e datato intorno al 1478, oltre a dipinti che documentano la storia religiosa e civile della comunità, tra cui la liberazione della città dalla peste del 1631.
Dove si trova e come si presenta
Usciti dal tracciato del centro storico, alla fine di un viale alberato che fiancheggia il Fiumicello, si raggiunge il sito in cui sorge il tempio della Madonna delle Grazie. Lo stradone e il ponticello che conducono al Monastero di San Vito e Modesto sono presenti, anche se il manufatto non era quello attuale, già in documenti settecenteschi con il nome di Viale delle Monache, il che testimonia i contatti tenuti tra i due monasteri i cui terreni erano confinanti.
Esternamente il luogo di culto mostra una combinazione di stili diversi: la zona absidale, i muri laterali e la torre campanaria sono in laterizio, più vicini al gusto medievale, mentre il prospetto marmoreo, decorato con l’affresco dell’Assunta, è un disegno di fine Ottocento realizzato dall’architetto Giovanni Battista Tessari.
La chiesa all’esterno si presenta con due stili molto diversi: la parte absidale, le pareti laterali, come anche il campanile, sono in cotto, con arcatelle pensili di gusto ancora medievaleggiante.

Le origini del santuario
L’iscrizione di una lapide, ormai distrutta, ma riportata nel libro “Inscriptiones Agri Patavini”, informa che una piccola chiesa, con annesso convento di Francescani, fu costruita con le elemosine dei fedeli tra gli anni 1484 e 1489, su di una precedente e più antica cappelletta.
In quegli anni era capitato un fatto prodigioso, non documentato, ma riferito da diversi illustri scrittori del Cinquecento, tra i quali il Padre Francesco Gonzaga e lo storico Alessandro Morosini. La tradizione vuole quindi l’origine di questo complesso legata a un avvenimento miracoloso.
La leggenda dei fratelli Sanguinazzi
Due fratelli di nome Sanguinazzi, alla morte dei propri genitori, decidono di dividersi la consistente eredità ricevuta. Procedono di comune accordo fino al momento di definire a chi assegnare un quadro della Madonna con il Bambino, di particolare bellezza, al quale sono entrambi affezionati.
Dalle parole passano presto alle offese e giungono al punto di sfidarsi a duello per decidere a chi tocchi. Stanno per iniziare il duello, quando un bambino di un anno, in braccio alla mamma, tra la meraviglia di tutti, grida: «Fermatevi, ve lo comanda Maria Vergine! Deponete le armi e portate questa Immagine alla Cappella poco lontana dove sono i frati di San Francesco, perché venga esposta alla venerazione dei fedeli».
Colpiti da tanto prodigio, i due fratelli pongono fine alla lite e trasportano l’Immagine della Madonna nel luogo indicato. La devozione dei fedeli per la Madonna prodigiosa cresce, giungono offerte, per cui viene deciso di costruire una chiesa sul terreno donato dagli stessi fratelli rappacificati.
Sorge così il Santuario di Santa Maria delle Grazie, che conserva gelosamente il bel quadro della Madonna con il Bambino, attribuito alla mano del pittore veneziano Giovanni Bellini e datato intorno al 1478.
La Madonna con il Bambino attribuita a Giovanni Bellini
Il dipinto è una tavola di cm 82×62, definitivamente restaurata nel 1943 dall’Istituto Centrale di Roma. La Madonna, avvolta in un manto verde-azzurro, stringe con delicato movimento delle mani il Bambino in piedi, in posizione frontale e in atteggiamento benedicente.
Sullo sfondo, inondato di luce mattutina, si apre un paesaggio tipico della campagna veneta, con campi coltivati, un limpido ruscello e colline degradanti. Il quadro è racchiuso in una grande pala marmorea.
Due angeli reggono la preziosa corona d’oro donata il 1° giugno del 1947 come riconoscenza a Maria per aver preservato la città dalla distruzione della seconda guerra mondiale.

Le opere d’arte e la scena del duello
Sulla parete destra della navata centrale sono stati riuniti diversi dipinti, recuperati negli ultimi restauri, che hanno un grande valore storico. Tra di essi vi è la “Scena del duello”, che si ritiene sia stata eseguita in età contemporanea o di poco posteriore all’avvenimento.
Essa rappresenta i due fratelli Sanguinazzi fra un gruppo di persone, in atto di iniziare il duello decisivo per il possesso del quadro della Madonna. A lato, un gruppo di donne assiste con evidente timore e tra di esse si trova la mamma con in braccio il bambino che ordina ai contendenti di deporre le armi.
La Festa del Voto e la peste del 1631
Un altro evento prodigioso, attribuito alla Madonna delle Grazie, è narrato in due di questi dipinti: la liberazione della città dalla terribile peste del 1631, che imperversa portando morte ovunque tra le popolazioni dell’Europa, ricordata anche da Alessandro Manzoni ne “I Promessi Sposi”.
La prima tela rappresenta l’Istituzione della Festa del Voto: il Consiglio della Comunità, per impetrare dalla Madonna la liberazione dalla peste, delibera il 27 aprile 1631 di recarsi al completo, con Podestà e Sindaco in testa, ogni anno il 6 maggio, in processione al Santuario della Madonna delle Grazie.
I notabili della Comunità sono raffigurati con caratteri nettamente distinti nei tratti del volto; di grande effetto sono il drappo, a disegni geometrici, che copre il tavolo, e i fiori posti sotto l’immagine della Madonna, eseguiti con squisita delicatezza.
La seconda tela documenta la Prima Processione del Voto: il popolo, il clero e le autorità civili sono raffigurati in devoto corteo verso il Santuario, riprodotto nella sua originaria struttura; sul lato opposto si intravede l’antica costruzione di Padova.
Il dipinto è di grande interesse per il suo carattere storico, in rapporto al Voto fatto dalla città di Piove, ma anche per la panoramica che presenta riguardante gli usi e i costumi della popolazione nella prima metà del XVII secolo e gli elementi architettonici del tempo.

Il ritorno della tavola dopo il restauro
Il 6 maggio 1985, a conclusione del quinto centenario di fondazione del Santuario, una solenne processione, presieduta dal Patriarca di Venezia, Cardinale Marco Cè, ha riportato la pregevole tavola della Madonna del Bellini, restaurata dopo gli sfregi subiti nel tentativo di furto avvenuto anni prima, e ricollocata nel maestoso altare artistico.
Spiritualità e atmosfera del luogo
Nel santuario si respira un’atmosfera di profondo misticismo e intensa preghiera, un luogo dove ogni angolo invita alla riflessione e alla contemplazione. Qui, fedeli e visitatori possono trovare un’oasi di pace spirituale, immersi in una tradizione secolare di devozione e grazia divina.
La spiritualità del santuario si intreccia con la storia e la comunità di Piove di Sacco attraverso la celebrazione della liturgia, la memoria dei miracoli attribuiti alla Madonna delle Grazie e la partecipazione agli appuntamenti religiosi.
Orari delle celebrazioni
Gli orari delle celebrazioni possono variare nel corso dell’anno. Nei mesi di giugno, luglio e agosto le Messe seguono una programmazione diversa rispetto agli altri periodi.
| celebrazione | Orario |
|---|---|
| Sante Messe festive | 8:00 - 11:00 - 17:00 |
| Messa prefestiva del sabato | 17:00 |
| Sante Messe feriali | 17:00 |
| Sante Messe nei mesi di giugno, luglio e agosto | 8:00 - 11:00 - 18:00 |
| Messa prefestiva del sabato nei mesi di giugno, luglio e agosto | 18:00 |
| Sante Messe feriali nei mesi di giugno, luglio e agosto | 18:00 |
La Messa domenicale delle ore 11:00 è trasmessa in diretta streaming su internet.
Confessioni
Le confessioni si svolgono nella cappellina invernale ogni giorno, 30 minuti prima e dopo la Santa Messa; la domenica è possibile accostarsi al sacramento un’ora prima della Santa Messa.
In altri momenti della giornata è possibile richiedere la confessione al sacerdote.
Il santuario e la comunità
La storia del Santuario della Madonna delle Grazie comprende la devozione popolare, la presenza francescana, il voto della comunità durante la peste e la memoria degli eventi che hanno segnato Piove di Sacco.
La Festa del Voto, la processione del 6 maggio e la custodia della tavola mariana attribuita a Bellini mantengono vivo il rapporto tra il santuario, la città e i fedeli.
Il complesso invita a un cammino di devozione e rappresenta un luogo di pace, preghiera e contemplazione appena fuori dal centro storico cittadino.