La chiesa oggi dedicata a San Francesco di Paola a Militello in Val di Catania nacque come chiesa dell’Annunciata “didentro”, cioè interna all’abitato, e fu voluta dal barone di Militello Antonio Piero Barresi verso il 1480. Nel 1613 il complesso passò ai Minimi di San Francesco di Paola, la chiesa cambiò denominazione e fu dedicata al santo, come lo è tuttora.
L’edificio conserva testimonianze della storia religiosa, artistica e sociale di Militello: la cappella dell’Annunciazione, opere pittoriche trasferite nel Museo San Nicolò, antiche suppellettili liturgiche, un ostensorio, un incensiere con lo stemma dei Branciforte e una pala d’altare con San Francesco di Paola dipinta nel 1646.

Militello in Val di Catania e il contesto storico
Gli storici fanno comunemente risalire l'origine di Militello al periodo romano (III secolo a.C.), spiegandone il nome come "militum tellus" (terra di soldati). In realtà sembra che il primo insediamento urbano sia sorto in età bizantina, nella valle del fiume Lèmbasi, a sud dell'attuale abitato, e che questo si sia esteso e consolidato durante la dominazione araba.
Con l'arrivo dei normanni (1071) comincia la storia documentata della città che già in epoca medioevale assume notevole rilievo come centro fortificato, grazie anche alla particolare posizione a ponte fra Catania e Noto. I primi a governare Militello furono Alaimo e Lanfranco, cittadini di Lentini.
Nel 1292 Re Giacomo concesse Militello a Bonifacio Camerana e nel 1308 ad Abbone Barresi, che nel censimento di Federico II d'Aragona del 1320 è detto signore di Pietraperzia e Militello. Nel 1564 il casato dei Barresi ottenne il titolo di marchesi e poco dopo (nel 1567) il borgo passò a Fabrizio Branciforti, conte di Mazzarino.
Militello subì gravi danni per il terremoto del 1693. Nel corso dei secoli Militello divenne un importante centro religioso (vi si contavano 24 chiese e 9 conventi) e culturale, raggiungendo l'apice della fioritura artistico-culturale nel primo ventennio del '600, quando fu retta da don Francesco Branciforte e Donna Giovanna d'Austria, figlia del vincitore di Lepanto.
Dopo l'abolizione della feudalità si inserì segnatamente nel fervore risorgimentale e quindi nelle istituzioni dello stato post-unitario.
Dati principali di Militello
| Voce | Informazione |
|---|---|
| Popolazione | 6.765 abitanti |
| Superficie | 62,47 km² |
| Densità | 108,00 ab./km² |
| Altitudine | 413m s.l.m. |
| Santo Patrono | SS. Salvatore - 18 agosto; Madonna della Stella - 8 settembre |
| Codice ISTAT | 087025 |
| Codice catastale | F209 |
| Fonte | ISTAT 01/01/2023 |
Dall’Annunciata “di fuori” alla chiesa dell’Annunciata “di dentro”
L’antico suo nome era quello dell’Annunciata ‘didentro’, cioè dentro all’abitato; fu voluta dal barone DI Militello Antonio PIERO Barresi verso il 1480 per essere più vicina all’abitato, anche se allora rimaneva isolata, con lo scopo di demolire quelladello stesso nome ‘di fuori’ o ‘la grande’, cioè la più antica,che si ergeva allora nell’omonima contrada lontana oltre due chilometri dal paese.
Ilmotivo fu quello di eliminareuna cattiva consuetudine,secondo la quale il primo mercoledì dopo Pasqua gli abitanti di Militello ed anche quellidei centri vicini solevano recarsi in quella località per dedicarsi a canti e giuochi campestri, che sfociavano spesso in ferimenti e litigi. Oggi non si sa piùdove la chiesa fosse ubicata, anche se è rimasto solo il nome della contrada.
La nuova chiesa costruita vicina all’abitato in contrada ‘Gisira’ eradenominata ‘dell’Annunciata di dentro’; nata prima di piccole dimensioni,venne successivamente ingrandita nel 1503 perché ceduta ai Padri Domenicani, i quali nell’intento di avere un loro convento a Militello, avevanopreso già dimora in un lato del monastero di S. Agata, ancora non adibito aricovero di povere zitelle né di monache.
La fondazione del convento domenicano
Il Signore di Militello G.Battista Barresi, figlio di Antonio Piero,fondò il convento con atto del notaio D’Agostino Costantino di Palermo datato 20 Dicembre 1515. Suo figlio Antonio Barresi con un successivo atto delnotaio Gerardo La Rocca di Palermo del 19 Novembre 1524 elargì una rendita annuale di once 15 al convento costruito adiacente alla chiesa.
Il complessomonastico divenne di Patronato dei Signori della Terra. I Padri di S. Domenico rimasero in quel luogo circa un secolo, allorchévi rinunziarono, così come già riferito, con un atto del 23 Agosto 1613 del notaio Antonio Balbo di Militello, per trasferirsi dentro l’abitato.
Il passaggio ai Minimi di San Francesco di Paola
I prìncipi D.Francesco Branciforte e D.Giovanna d’Austria il 15 Settembre dello stessoanno 1613 allora donarono ai Minimi di S. Francesco di Paola sia il convento,che vollero riedificare, sia la chiesa che cambiò nome e fu dedicata a S. Francesco di Paola, come lo è tuttora.
Dell’antico nome ‘dell’Annunziata’ siconservò solo un altare. Il sac.Giuseppe Scirè riferisce che ‘la chiesa divenneesente dalla giurisdizione del vescovo, rimanendo alla Matrice di Militello ildiritto sulla cappella ed altare di Maria SS. Annunziata’.
Ogni anno la chiesa Madre, esercitando il suo diritto di patronato, vi celebra solennemente la funzione liturgica il 25 Marzo, giorno della festivitàdell’Annunciazione, e ne utilizza i preziosissimi paramenti sacri, dono dei prìncipi della Terra, riportanti il blasonericamato del loro casato composto da due riquadri con gli stemmi dei Branciforte e dei Pignatelli, donati dopo l’anno 1763.

La cappella dell’Annunciazione
In questa cappella vi era un dipinto su tavola del 1512 rappresentantel’Annunciazione di Maria SS. , oggi nel Museo S. Nicolò, ritoccata dal conterraneo pittore Sebastiano Russo nel 1803 e di recente attribuita invece al pittoreFrancesco Frazzetto dalla prof. Claudia Guastella.
La permanenza dell’altare dell’Annunziata nella chiesa di San Francesco di Paola conserva la memoria della prima dedicazione dell’edificio e del rapporto di patronato esercitato dalla chiesa Madre di Militello.
Le opere d’arte e le testimonianze conservate
In questa chiesa vi era un dipinto di G.Battista Baldanza junior con S.Isidoro Agricoltore, oggi nel Museo S. Nicolò, citato in atto del 20 Novembre1630 del notaio Mauro Costantino. Il pregio di questo quadro sta nel panorama che l’artista volle riportare per sfondo: uno squarcio di Militello visto daun punto più a est della chiesa di S. Antonio di Padova e ritraente principalmente la Chiesa di S. Maria La Vetere.
Vi è pure un’antica pala d’altare conl’immagine di S. Francesco di Paola dipinta nel 1646, e sull’alto del coretto unbel crocifisso di legno dipinto.
Tra le argenterie vi è ungrande ostensorio, un incensiere con navicella portante lo stemma deiBranciforte e la data del 1613. Il pavimento di marmo venne donato dal barone Alfonso Reina.
L’architettura della chiesa nel tempo
Pietro Carrera nella sua Relatione nel descrivere lachiesa dell’Annunziata riferisce della costruzione (1503) di un portico con colonne a mezzogiorno, sotto il quale c’erano degli affreschi con la gloria delParadiso e le pene del Purgatorio.
Tale costruzione sicuramente faceva da prospetto all’antica chiesa e venne realizzata da Filippo La Bella, autore anchedella cappella di Filippo Barresi in S. Maria (la Vetere). Nel 1536 il tempio fu accresciuto e il prospetto fu portato a ponente, come oggi lo vediamo.
Davanti alla chiesa fino agli anni 50 del 1900 vi era una piazza di forma ottagonale conun lungo sedile, di cui rimane traccia quella parte che si affaccia sul dirupo ditramontana; vi era anche la croce indicante l’extraterritorialità.
Lo storicosopracitato riferisce che la chiesa aveva tre cappelle, una centrale e due laterali, realizzate a suo tempo in pietra calcarea bianchissima riccamente scolpita.
La chiesa, il convento e le trasformazioni amministrative
A seguito delle Leggi Siccardiane del 1866 e 1867 la chiesa perdette ilprivilegio di essere esente dalla giurisdizione del vescovo e venne assegnataunitamente al convento al Comune di Militello, il quale a sua volta li cedette all’Amministrazione della Congregazione della Carità, successivamente passata all’E.C.A., per contratto amministrativo del 1 Maggio 1913 con l’obbligo ditenere aperta al culto la chiesa e ‘di restituire il locale del convento da utilizzare in caso di epidemia per uso di lazzaretto’.
Il convento venne adattato nel 1932 ad OspedaleBasso-Ragusa che prese il nome dai benefattoriSalvatore Basso La Bianca,dottore Sortino, e dottoreAstuti e sorelle, mentre lachiesa sin dal 1913 era stata affidata alle Figlie di S. Anna,che gestendo anche il vicinoOrfanotrofio Gulinello Rizzo, di Viale ReginaMargherita, vi rimasero finoagli anni sessanta del 1900.
Detto Orfanotrofio, affidatoalla superiora Suor Anna Placidia Ulgiati, divenne un asilo ed ebbe aule delleelementari per l’educazione dell’infanzia e di giovanette dedite al ricamo e allostudio del pianoforte.
In atto ospita diversi uffici comunali perché in Dicembre1999 la Regione Siciliana ha affidato al Comune i beni di Militello gestitidall’IPAB (Istituto di Pubblica Assistenza e Beneficenza), cioè quest’Orfanotrofio e il locale dell’ex Asilo Laganà Campisi.
La devozione a San Francesco di Paola
Ognianno si celebrava la festa di S. Francesco di Paola. La dedicazione ai Minimi trasformò la chiesa in un luogo legato alla devozione per il santo calabrese e alla presenza dell’ordine religioso a Militello.
Vincenzo Natale annovera fra gli uomini illustri di Militello alcuni padriPaolotti fra cui Michele Ingastone che fu l’autore del ‘De celebri festo traslationis Divi Conradi’ di Noto nel 1625.
Egli in data 7 Giugno 1621 alla presenza dei prìncipi D.Francesco Branciforte e di D.Giovanna d’Austria nella chiesa Madre di S. Nicolò tenne l’elogio funebre del Re Filippo III di Spagna, esuccessivamente nel 1641 nella stessa chiesa tenne anche quello del principe don Federico Colonna, sposo di Donna Margherita d’Austria.
Informazioni ecclesiastiche
La chiesa di San Francesco di Paola si trova a Militello in Val di Catania, in provincia di Catania. La collocazione ecclesiastica indicata per l’edificio è la Regione Ecclesiastica Sicilia, Diocesi di Caltagirone, Parrocchia di San Benedetto.
| Informazione | Dato |
|---|---|
| Denominazione | Chiesa di San Francesco di Paola |
| Comune | Militello in Val di Catania (CT) |
| Regione ecclesiastica | Sicilia |
| Diocesi | Caltagirone |
| Parrocchia | San Benedetto |
| Data creazione della scheda | 28/6/2011 |
| Data ultima modifica | 21/05/2018 |
Il complesso nella storia culturale di Militello
La storia della chiesa di San Francesco di Paola si inserisce nella più ampia fioritura religiosa e culturale di Militello, che raggiunse l'apice nel primo ventennio del Seicento sotto il governo di don Francesco Branciforte e Donna Giovanna d'Austria.
Il passaggio dalla dedicazione all’Annunziata a quella di San Francesco di Paola riflette la successione degli ordini religiosi, la politica di patronato dei signori della Terra e la trasformazione degli edifici religiosi in rapporto alle esigenze della comunità.
La chiesa conserva quindi diverse stratificazioni: la fondazione quattrocentesca dell’Annunciata “di dentro”, l’ampliamento del 1503, l’intervento architettonico del 1536, il trasferimento ai Minimi nel 1613, le conseguenze delle Leggi Siccardiane e gli usi assistenziali e civili assunti dal convento nel Novecento.
Militello in Val di Catania – Appunti di Viaggio #17
Riferimento storico
Tratto da “Militello in Val di Catania nella storia” di Mario Aurelio Abbotto.