La Parrocchia Santa Croce di Torino è una comunità ecclesiale con sede in Via Gattinara 12, nel quartiere torinese identificato dal CAP 10153, e comprende luoghi di culto e strutture pastorali collegate alla chiesa di Santa Croce, alla chiesa di San Giuseppe e alla chiesa del Santo Sepolcro di Nostro Signore Gesù Cristo.
Il riferimento spirituale centrale è la Croce di Cristo, meditata come via alla sapienza, all’unione con Dio e all’imitazione di Gesù paziente, secondo gli insegnamenti di san Paolo della Croce, sacerdote, fondatore dei Passionisti, nato a Ovada il 3 gennaio 1694 e morto a Roma il 18 ottobre 1775.
Identità della parrocchia
| Voce | Informazione |
|---|---|
| Denominazione ufficiale | Santa Croce |
| Tipo | Parrocchia |
| Indirizzo | Via Gattinara 12, 10153, TORINO |
| Regione | Piemonte |
| Paese | Italia |
| Telefono | 011/810.70.32 |
La denominazione ufficiale della comunità è Santa Croce. La parrocchia si trova a Torino, in Piemonte, e il suo indirizzo è Via Gattinara 12, 10153, TORINO.
La comunità comprende anche realtà collegate alla vita pastorale e assistenziale del territorio, tra cui residenze, strutture sanitarie e luoghi di culto non parrocchiali.
Incarichi pastorali
| Persona | Incarico |
|---|---|
| SANTAMARIA don Francesco | Parroco |
| DJOUGBAN don Ablam Nestor | Collaboratore Parrocchiale |
| SOLA don Stefano | Collaboratore Parrocchiale |
| BAROTTO don Fabio | Collaboratore Parrocchiale |
| VACCARIELLO diac. Gioacchino (John) | Collaboratore Pastorale |
| DE NICOLÒ diac. Mauro | Collaboratore Pastorale |
Il parroco è SANTAMARIA don Francesco. Collaborano alla vita parrocchiale DJOUGBAN don Ablam Nestor, SOLA don Stefano e BAROTTO don Fabio, mentre VACCARIELLO diac. Gioacchino (John) e DE NICOLÒ diac. Mauro svolgono l’incarico di Collaboratori Pastorali.
Chiese e celebrazioni eucaristiche
Chiesa di Santa Croce
La Chiesa di Santa Croce si trova in P.za Fontanesi 3, a Torino. Gli orari delle celebrazioni riportati sono Sabato 26 Settembre alle 17.30 e Domenica 27 Settembre alle 11.30.
Chiesa del Santo Sepolcro di Nostro Signore Gesù Cristo
La Chiesa del Santo Sepolcro di Nostro Signore Gesù Cristo si trova in Corso Novara 135, a Torino. Per questa chiesa i dati relativi agli orari delle celebrazioni non sono disponibili.
Chiesa di San Giuseppe
La Chiesa di San Giuseppe, indicata anche come succursale della Parrocchia Santa Croce, si trova in Via Oropa 68/I, a Torino. Gli orari riportati sono Venerdì 25 Settembre alle 18.00, Sabato 26 Settembre alle 16.30, Domenica 27 Settembre alle 09.30 e Lunedì 28 Settembre alle 18.00.
| Luogo | Indirizzo | Orari riportati |
|---|---|---|
| Chiesa di Santa Croce | P.za Fontanesi 3 - Torino | Sabato 26 Settembre 17.30; Domenica 27 Settembre 11.30 |
| Chiesa del Santo Sepolcro di Nostro Signore Gesù Cristo | Corso Novara 135 - Torino | Dati non disponibili |
| Chiesa di San Giuseppe | Via Oropa 68/I - Torino | Venerdì 25 Settembre 18.00; Sabato 26 Settembre 16.30; Domenica 27 Settembre 09.30; Lunedì 28 Settembre 18.00 |

Realtà collegate alla parrocchia
Alla Parrocchia Santa Croce afferiscono le Residenze “Il Trifoglio”, della Cooperativa sociale Bios Strutture Sanitarie, in Via Adorno 17, 10153, TORINO, e la R.S.A. Piccola Mole Nuova Assistenza, in Lungo Po Alessandro Antonelli 59, 10153, TORINO.
Tra le chiese non parrocchiali collegate figurano S. Giuseppe - Succursale Parr. S. Croce, in Via Oropa 68/I, 10153, TORINO, e S. Sepolcro di Nostro Signore Gesù Cristo, in C.so Novara 135, 10153, TORINO.
Nel territorio è inoltre presente l’Associazione Hospitale, in Lungo Po Antonelli 89, 10153, TORINO.
La Croce come via all’unione con Dio
È cosa nobile e santa meditare sulla passione di Cristo; questo è il modo di arrivare alla santa unione con Dio. In questa santissima scuola s’impara la vera sapienza: qui l’hanno imparata i santi.
Quando poi la croce del nostro dolce Gesù avrà poste più profonde radici nel vostro cuore, canterete: Soffrire, non morire; oppure: Soffrire o morire; oppure ancora meglio: Non soffrire e non morire, ma solamente trasformarsi totalmente secondo la volontà divina.
L’amore è virtù unitiva e fa proprie le pene dell’amato Bene. L’anima amante gioisce nel suo dolore e fa festa nel suo doloroso amore.
Siate dunque fedeli nell’esercizio delle virtù e massime nell’imitare il dolce Gesù paziente, perché questo è il gran culmine del puro amore.
L’imitazione di Gesù Crocifisso
Fate che non solamente nell’interno, ma anche nell’esterno si veda da tutti che portate l’immagine di Gesù Crocifisso, tutto dolce, mansueto, paziente.
Chi infatti si mantiene interiormente unito con il Figliolo del Dio vivo, ne porta l’immagine anche al di fuori, con un continuo esercizio d’eroica virtù e massime d’un patire virtuoso, che non si lamenta né di dentro né di fuori.
Divenuti veri innamorati del Crocifisso, celebrerete ogni momento la festa della croce nel tempio interiore, in un silenzioso penare senza appoggio a creatura alcuna.
E poiché le feste si celebrano con allegrezza, così la festa della croce dei devoti del Crocifisso si fa penando e tacendo con volto ilare e sereno, perché tal festa sia più segreta alle creature e scoperta solamente al sommo Bene.
In questa festa si fa sempre solenne banchetto, perché ci si nutre della divina volontà, ad esempio del nostro Amore Crocifisso.
San Paolo della Croce, sacerdote e fondatore dei Passionisti
Paolo della Croce, fondatore della Congregazione detta dei Chierici Scalzi della SS.ma Croce e Passione di N.S.G.C. (Passionisti), nacque ad Ovada (AL) il 3 gennaio 1694 e morì a Roma il 18 ottobre del 1775.
Fu iscritto nell’albo dei santi il 29 giugno del 1867. Il corpo, già sepolto nella prima cappella a sinistra della chiesa dei Ss. Giovanni e Paolo al Celio, fu esposto alla venerazione dei fedeli sotto l’altare del Santissimo.
Dal 25 aprile del 1880 è nell’attuale urna. Questo santo accettò nel suo ordine S. Vincenzo Maria Strambi, che fu sepolto in questa chiesa, dall’otto gennaio 1824 al 12 novembre 1957, cioè fino alla sua traslazione nella chiesa di S. Filippo a Macerata.
Memoria liturgica
M.R.: 28 aprile - San Paolo della Croce, Prete e Confessore, che fu Fondatore della Congregazione detta della Croce e della Passione di nostro Signore Gesù Cristo, e si riposò nel Signore il 18 ottobre.
Illustre per mirabile innocenza e penitenza e acceso di singolare amore verso Cristo crocifisso, dal Papa Pio nono fu ascritto nel catalogo dei Santi, e la celebrazione della sua festa venne fissata al 28 aprile.
San Paolo della Croce, fondatore dei Passionisti, nacque a Ovada nel 1694. Fin da giovane sentì il richiamo della vita spirituale, rinunciando anche a un matrimonio “vantaggioso”.
A 19 anni visse l’esperienza mistica più intensa che lo portò a sognare una nuova congregazione religiosa. Tra il 1720 e il 1721 durante un ritiro stese la Regola dei “Chierici scalzi della santa Croce e della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo”.
Nel 1725 il Papa gli concesse di raccogliere compagni: il primo, nel 1737 sul Monte Argentario fu il fratello Giovanni Battista. Divenuto prete nel 1727, preso il nome di Paolo della Croce, vide la Congregazione approvata nel 1741.
Morì nel 1775.

La formazione spirituale di Paolo Francesco Danei
Paolo Francesco Danei nasce a Ovada, un piccolo paese dell’Alessandrino, in Piemonte, ed è il primo dei 16 figli che allietano la casa di una famiglia di origini nobili, ma in difficoltà economiche.
Fin da piccolo mostra un grande interesse per la religione e una fede molto solida, nutrita con la partecipazione quotidiana alla Messa, la frequentazione dei Sacramenti e la pratica continua della preghiera, ma per aiutare la famiglia inizia a lavorare con il padre.
La sua vocazione, però, lo porta altrove.
La Croce nel cuore e nell’anima
Nel 1713 succede qualcosa nella vita di Paolo Francesco che decide di vivere come un monaco eremita, pur non appartenendo ad alcun Ordine.
In seguito, all’età di 26 anni il vescovo gli concede di sistemarsi in una cella dietro la chiesa di Castellazzo Bormida. Qui matura l’idea di fondare una nuova Congregazione, detta dei Poveri di Gesù.
All’interno della cella, s’impegna a scriverne la Regola che sarà improntata sull’amore per la Croce.
Questa, infatti, sarà la spiritualità tipica dei religiosi che Paolo guiderà: in un’epoca di fede debole, abbracciare la scelta la più impopolare, quella che passa attraverso la croce e il sacrificio.
Inizia a farsi chiamare “Frate Paolo della Croce” e a soccorrere poveri e ammalati nei quali riesce a contemplare il volto di Gesù crocifisso.
La Passione come amore di Dio per l’uomo
Finalmente nel 1727 Benedetto XIII autorizza Paolo a raccogliere intorno a sé dei compagni che lo aiutino. Il primo sarà suo fratello carnale, Giovanni Battista: i due vengono ordinati sacerdoti nel corso dello stesso anno.
Nasce così il primo nucleo dell’Ordine dei Chierici scalzi della Santa Croce e della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, poi detti Passionisti.
Alla base c’è una radicale appartenenza alla croce di Gesù e la concezione che la Sua Passione non sia solo un’inevitabile conseguenza della redenzione dal peccato, ma “la massima espressione dell’amore di Dio per l’uomo”.
I primi religiosi vengono formati come predicatori: non combatteranno i Turchi con le armi, ma con la parola sconfiggeranno l’ignoranza, l’irreligiosità e l’abbandono del Vangelo.
Predicazione, lettere e vita missionaria
Accanto agli “inaccessibili” Paolo della Croce ha parlato e scritto molto: forse diecimila lettere o più; storiche le sue predicazioni durante il Giubileo del 1750.
La sua vita, però, trascorre in gran parte in solitudine, nel ritiro sul Monte Argentario in cui si è trasferito e dove ha fondato il primo convento.
Da qui parte per missioni dirette nelle zone più povere della Maremma e nelle isolette più remote dell’arcipelago toscano in cui è difficile far penetrare la Parola di Dio.
Nel 1771, grazie alla collaborazione di Madre Crocefissa Costantini, fonda a Tarquinia le Monache Passioniste, religiose di clausura dedite alla penitenza e alla vita contemplativa.
Paolo muore a Roma nel 1775; sarà canonizzato da Pio IX nel 1867.
La vita cristiana come perseveranza e trasformazione
Non spaventarti, non scoraggiarti, nello scoprire che hai degli errori. e che errori! - Lotta per strapparli.
E, finché lotti, convinciti che è bene sperimentare tutte queste debolezze, perché, altrimenti, saresti un superbo: e la superbia allontana da Dio.
Gesù, se tutti noi riuniti nel tuo Amore fossimo perseveranti! Se riuscissimo a tradurre in opere gli slanci che Tu stesso accendi nei nostri cuori!
Domandatevi molto spesso: perché sono su questa terra? E in questo modo otterrete di portare a perfetto compimento - pieno di carità - gli impegni giornalmente intrapresi e la cura delle cose piccole.
Faremo tesoro dell’esempio dei santi: persone come noi, di carne e ossa.