“Salve Regina” per organo Notre Dame si inserisce nella tradizione delle rielaborazioni organistiche dedicate alla Vergine Maria e richiama il patrimonio della musica sacra mariana, dal canto gregoriano alle composizioni dei secoli successivi. Il brano è compreso nell’antologia Salve Regina - Brani mariani per organo (sec. XVII-XX), eseguita da Sergio Militello e pubblicata dalle Edizioni Paoline - Editoriale Audiovisivi a Roma nel 2002.
L’antologia propone un percorso musicale dedicato a Maria, nel quale le antifone mariane, le preghiere conosciute e le celebri “Ave Maria” vengono presentate anche attraverso rielaborazioni per organo. Il programma comprende musiche collocate tra i secoli XVI e XX e si conclude con la Fantasia su “Salve Regina” di Sergio Militello.
La preghiera “Salve Regina”
La Salve Regina è un’antifona mariana. La preghiera, composta in latino, risale al Medioevo. È tra le preghiere mariane più conosciute, insieme alla Regina Coeli, all’Ave Regina Coelorum e all’Alma Redemptoris Mater.
Il testo latino esprime un’invocazione alla Vergine Maria come madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza dei fedeli. La preghiera presenta l’umanità come esule e sofferente e chiede a Maria di rivolgere verso di essa i suoi occhi misericordiosi e di mostrare Gesù, frutto benedetto del suo seno.
Testo latino
Salve, Regina, Mater misericordiae, vita, dulcedo, et spes nostra, salve. Ad te clamamus, exsules filii Evae, ad te suspiramus, gementes et flentes in hac lacrimarum valle. Eia ergo, advocata nostra, illos tuos misericordes oculos ad nos converte. Et Iesum, benedictum fructum ventris tui, nobis, post hoc exilium, ostende. O clemens, O pia, O dulcis Virgo Maria.
Traduzione italiana
Salve, Regina, madre di misericordia; vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A Te ricorriamo, esuli figli di Eva; a Te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo Seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria!
In taluni casi viene aggiunto: Ora pro nobis sancta Dei Genetrix. Ut digni efficiamur promissionibus Christi. La formula aggiunta significa: “Prega per noi Santa Madre di Dio. Affinché siamo resi degni delle promesse di Cristo”.
Origine medievale e attribuzioni
L’origine della preghiera è fatta risalire al XI secolo. La tradizione più diffusa la attribuisce al monaco Ermanno di Reichenau. Viene anche attribuita a papa Gregorio VII, a Sant’Anselmo da Baggio, morto nel 1086, e a san Pietro di Mezonzo, vescovo di Iria Flavia.
La Salve Regina viene inoltre collegata a san Bernardo, durante la sua permanenza all’eremo dei Santi Jacopo e Verano alla Costa d’acqua. Probabilmente è di san Bernardo solo l’ultimo verso “O clemens, o pia, o dulcis virgo Maria”.
La forma attuale si è formalizzata nell’Abbazia di Cluny nel XII secolo. La lunga storia della preghiera spiega la presenza di diverse tradizioni liturgiche e musicali, dalle melodie gregoriane alle successive composizioni vocali e strumentali.
Uso liturgico e devozione mariana
I Domenicani hanno introdotto la Salve Regina nella preghiera di compieta nel 1221. I Cistercensi la utilizzano dal 1251. I Certosini la cantano ogni giorno, dal XII secolo, ai vespri.
Nel 1250 papa Gregorio IX la approvò e prescrisse il suo canto a conclusione della preghiera di Compieta. Tradizionalmente viene anche recitata a conclusione del rosario.
Per il suo carattere di invocazione mariana, la Salve Regina è legata in modo particolare ai santuari mariani e alle chiese dedicate a Maria. La sua esecuzione organistica può accompagnare la preghiera, la meditazione personale e i momenti liturgici nei quali il repertorio mariano assume un ruolo centrale.

La tradizione musicale della Salve Regina
Il tema musicale gregoriano è considerato originario dell’XI secolo, e rappresenta uno degli esempi più antichi di musica sacra tuttora in uso. Il patrimonio gregoriano, nel Liber Usualis, conserva due differenti melodie scritte su questo testo.
La prima melodia è un po’ più melismatica e appartiene al I modo, indicato come Dominica ad Completorium. La seconda è in V modo, tonus simplex, molto più semplice, ed è quella abitualmente cantata dai fedeli.
Le due melodie mostrano due modalità differenti di rapporto tra testo e musica: da una parte una linea più ornamentata, dall’altra una versione più lineare e accessibile alla partecipazione comunitaria. La tradizione organistica può sviluppare entrambe queste dimensioni attraverso l’elaborazione del tema, la variazione, l’imitazione e la costruzione fantasistica.
“Salve Regina” nell’antologia di Sergio Militello
Salve Regina è un’opera antologica di brani dedicati a Maria, eseguiti da Sergio Militello. Si tratta di un’interessante e pregevole opera di ricerca musicale, per riscoprire capolavori d’arte che sono la testimonianza di una costante e partecipata devozione mariana lungo i secoli.
La proposta potrà essere valorizzata nei santuari mariani e nelle chiese dedicate a Maria, oltre che per l’ascolto personale. L’antologia mette in relazione la preghiera mariana con un repertorio organistico ampio, nel quale convivono forme liturgiche, inni, fantasie, variazioni e trascrizioni.
Il titolo dell’opera è Salve Regina - Brani mariani per organo (sec. XVII-XX), con il sottotitolo inglese Organ works to Blessed Virgin Mary. La pubblicazione è delle Edizioni Paoline - Editoriale Audiovisivi, Roma 2002.
Programma musicale
Il programma musicale è compreso tra i secoli XVI-XX: dalle antifone mariane alle più celebri “Ave Maria”, alle rielaborazioni organistiche di preghiere conosciute.
| Brano | Autore |
|---|---|
| Ave Maris Stella | G. Cavazzoni |
| Salve Regina | P. Cornet |
| Inno “Ave Maris Stella” | G. Frescobaldi |
| Magnificat del Tono VII | N.-A. Lebègue |
| Magnificat del Tono IV | J. Pachelbel |
| Meine Seele erhebt den Herren | J. S. Bach |
| Variations to the Sicilian Hymn “O Santissima” | B. Carr |
| Ave Maria | F. Schubert |
| Ave Maria da Arcadelt | F. Liszt |
| Ave Maria | G. Gounod |
| Ave Maria | A. Guilmant |
| Canzoncina a Maria Vergine | M. E. Bossi |
| Prière a Notre Dame | L. Boëllmann |
| Fantasia su “Lourdes” | L. Picchi |
| Ave Maria di Fatima, Variazioni | A. Esposito |
| Fantasia su “Salve Regina” | S. Militello |
Struttura e contenuti del repertorio
La selezione comprende l’Ave Maris Stella di G. Cavazzoni, la Salve Regina di P. Cornet e l’inno Ave Maris Stella di G. Frescobaldi. A questi brani si aggiungono il Magnificat del Tono VII di N.-A. Lebègue e il Magnificat del Tono IV di J. Pachelbel.
Il programma prosegue con Meine Seele erhebt den Herren di J. S. Bach e con le Variations to the Sicilian Hymn “O Santissima” di B. Carr. Queste composizioni ampliano il percorso oltre il testo della Salve Regina, includendo altri canti e inni legati alla devozione mariana.
Una parte significativa dell’antologia è dedicata alle diverse versioni dell’Ave Maria: quella di F. Schubert, l’Ave Maria da Arcadelt di F. Liszt, l’Ave Maria di G. Gounod e quella di A. Guilmant.
Il percorso comprende inoltre la Canzoncina a Maria Vergine di M. E. Bossi, la Prière a Notre Dame di L. Boëllmann, la Fantasia su “Lourdes” di L. Picchi e le Ave Maria di Fatima, Variazioni di A. Esposito. La conclusione è affidata alla Fantasia su “Salve Regina” di S. Militello.
La fantasia organistica di Sergio Militello
La Fantasia su “Salve Regina” di Sergio Militello costituisce il brano direttamente collegato al titolo dell’antologia. La forma della fantasia consente di trattare il tema della preghiera in modo libero, sviluppandone il profilo musicale attraverso passaggi, trasformazioni e rielaborazioni organistiche.
In questo contesto l’organo non svolge soltanto una funzione di accompagnamento, ma diventa lo strumento principale per ampliare e approfondire il carattere meditativo dell’antifona. Il tema mariano può così essere presentato entro una costruzione musicale destinata all’ascolto, alla preghiera e alla valorizzazione dello spazio sacro.
La presenza della fantasia accanto alle melodie gregoriane, agli inni, ai Magnificat, alle variazioni e alle trascrizioni crea un itinerario nel quale la Salve Regina appare sia come testo liturgico sia come fonte di elaborazione musicale.
Salve Regina with organ accompaniment
Compositori che hanno musicato il testo
Numerosissimi sono i compositori che, nel corso della storia, hanno musicato questo testo. Fra questi si possono ricordare Marc-Antoine Charpentier, Pierre de La Rue, Gabriel Fauré, Georg Friedrich Händel, Franz Joseph Haydn, Leonardo Leo, Franz Liszt, Jean-Baptiste Lully, Giovanni Battista Pergolesi, Niccolò Porpora, Francis Poulenc, Antonio Salieri, Alessandro Scarlatti, Franz Schubert e Antonio Vivaldi.
La varietà degli autori testimonia la diffusione della Salve Regina in epoche, ambienti e linguaggi musicali differenti. La stessa preghiera è stata affrontata secondo modalità vocali, corali, liturgiche e strumentali, mantenendo riconoscibile il nucleo dell’invocazione mariana.
Il significato spirituale nella musica per organo
Il testo della Salve Regina alterna saluto, supplica e invocazione. L’apertura “Salve, Regina” riconosce Maria come madre di misericordia, mentre l’immagine della “valle di lacrime” introduce una dimensione di sofferenza e di affidamento.
La richiesta “Eia ergo, advocata nostra” presenta Maria come avvocata e mediatrice della preghiera. Il testo culmina nella domanda di vedere Gesù e nella triplice invocazione conclusiva: “O clemens, O pia, O dulcis Virgo Maria”.
Nella versione organistica, queste componenti possono essere sostenute dal contrasto tra registri, dinamiche, densità sonora e andamento melodico. L’organo consente di passare da sonorità raccolte e contemplative a momenti più ampi e solenni, mantenendo il carattere sacro della composizione.
Per questo repertorio l’ascolto personale, l’esecuzione nei santuari mariani e la collocazione durante celebrazioni o momenti di preghiera appartengono a contesti diversi ma coerenti con la funzione devozionale della musica.
La Salve Regina in diverse lingue
Il titolo della preghiera assume forme differenti nelle varie lingue: in tedesco Sei gegrüßt, o Königin, in inglese Hail Holy Queen, in esperanto Saluton Reĝino, in francese Salut, ô Reine, in portoghese Salve Rainha, in vietnamita Lạy Nữ Vương, in croato Zdravo, Kraljice e in russo Славься, Царица, traslitterato Slav‘sja, Tsaritsa.
La pluralità delle forme linguistiche corrisponde alla diffusione internazionale dell’antifona e alla sua presenza nella preghiera cattolica e nel repertorio musicale di numerose tradizioni.