Salmo 120 Bibbia CEI: testo, significato e preghiera di protezione

Il Salmo 120 della Bibbia CEI2008 è una preghiera di fiducia nella protezione di Dio: il credente alza gli occhi verso i monti e riconosce che il proprio aiuto viene dal Signore, creatore del cielo e della terra. Il salmo presenta Dio come custode vigile, capace di accompagnare la persona in ogni momento, quando esce e quando entra, da ora e per sempre.

Il testo appartiene ai “canti delle salite”, una raccolta di quindici composizioni destinate ai pellegrini che salivano a Gerusalemme in occasione delle feste di Pasqua, Pentecoste e Capanne. Nella numerazione della Bibbia CEI2008, questo testo è indicato come Salmo 121, mentre in altre tradizioni e numerazioni è chiamato Salmo 120.

Salmo 120 nella Bibbia CEI: testo completo

1 Canto delle salite. Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto? 2 Il mio aiuto viene dal Signore: egli ha fatto cielo e terra. 3 Non lascerà vacillare il tuo piede, non si addormenterà il tuo custode.

4 Non si addormenterà, non prenderà sonno il custode d’Israele. 5 Il Signore è il tuo custode, il Signore è la tua ombra e sta alla tua destra. 6 Di giorno non ti colpirà il sole, né la luna di notte.

7 Il Signore ti custodirà da ogni male: egli custodirà la tua vita. 8 Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri, da ora e per sempre.

Persona in preghiera davanti ai monti

Perché il Salmo 120 CEI è chiamato anche Salmo 121

La differenza nella numerazione dipende dalle diverse tradizioni bibliche. Nella Bibbia CEI2008, il testo che inizia con le parole «Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto?» è indicato come Salmo 121.

In altre edizioni, invece, lo stesso testo è numerato come Salmo 120. Per questo si possono incontrare entrambe le indicazioni: Salmo 120 Bibbia CEI e Salmo 121 CEI2008. Il contenuto è lo stesso e il riferimento più riconoscibile è l’invocazione: «Il mio aiuto viene dal Signore».

IndicazioneRiferimento
Numerazione CEI2008Salmo 121
Numerazione di altre tradizioniSalmo 120
Inizio del testo«Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto?»
Tema centraleLa protezione e la custodia del Signore

Il significato del Salmo 120

Il salmo esprime una domanda nata in una situazione di bisogno: «Da dove mi verrà l’aiuto?». La risposta non rimane incerta, perché il salmista afferma: «Il mio aiuto viene dal Signore: egli ha fatto cielo e terra».

L’aiuto di Dio non è presentato come una forza anonima o come una protezione limitata a una circostanza particolare. Esso proviene dal Signore, colui che ha fatto il cielo e la terra, e quindi dal Dio che domina l’intera creazione.

Il testo descrive poi il Signore come custode. Il termine ritorna più volte e sottolinea che Dio non abbandona chi si affida a lui: «Non lascerà vacillare il tuo piede, non si addormenterà il tuo custode».

«Alzo gli occhi verso i monti»: la domanda sull’aiuto

Il primo versetto raffigura una persona che alza gli occhi verso i monti. L’immagine comunica attesa, ricerca e desiderio di trovare un aiuto sicuro. Il salmista non nasconde la propria necessità, ma la formula con una domanda diretta: «Da dove mi verrà l’aiuto?».

La domanda trova immediatamente risposta nel versetto successivo: «Il mio aiuto viene dal Signore: egli ha fatto cielo e terra». Il movimento dello sguardo verso l’alto conduce così alla professione di fede nel Signore, riconosciuto come creatore e fonte dell’aiuto.

All’interno della raccolta dei canti delle salite, i monti possono richiamare il cammino dei pellegrini verso Gerusalemme. La città santa, infatti, si trova a un’altitudine di oltre 700 metri e nella tradizione biblica si “sale” verso di essa.

Il Signore come custode vigilante

Il tema della custodia è il centro del salmo. Il Signore non lascia vacillare il piede e non si addormenta. La ripetizione rafforza l’idea di una vigilanza continua: «Non si addormenterà, non prenderà sonno il custode d’Israele».

La custodia divina viene contrapposta alla fragilità della persona, che può stancarsi, inciampare o aver bisogno di protezione. Dio, invece, rimane sempre desto e non interrompe la sua attenzione verso il suo popolo.

Il Signore è definito prima «il tuo custode» e poi «il custode d’Israele». La protezione riguarda quindi sia la singola persona sia la comunità dei credenti.

«Il Signore è la tua ombra»: la protezione durante il cammino

Il versetto 5 presenta il Signore come ombra: «Il Signore è il tuo custode, il Signore è la tua ombra e sta alla tua destra». L’immagine dell’ombra richiama una presenza vicina e una protezione concreta durante il viaggio.

Il Signore sta alla destra della persona, cioè accanto a lei nel cammino. La protezione non viene descritta come lontana o astratta, ma come una presenza che accompagna il credente lungo la strada.

Il riferimento al sole di giorno e alla luna di notte estende la custodia a ogni momento: «Di giorno non ti colpirà il sole, né la luna di notte». La protezione divina abbraccia il giorno e la notte, la luce e l’oscurità, l’attività e il riposo.

Illustrazione biblica del Signore custode

Una protezione che riguarda tutta la vita

Il salmo dichiara: «Il Signore ti custodirà da ogni male: egli custodirà la tua vita». La custodia non riguarda soltanto un pericolo esterno, ma la vita della persona nella sua interezza.

Il testo non descrive le difficoltà in modo dettagliato e non promette un cammino privo di prove. Afferma però che il Signore custodisce la vita di chi si affida a lui e rimane presente anche nelle situazioni minacciose.

La conclusione amplia ulteriormente questa promessa: «Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri, da ora e per sempre». L’espressione comprende ogni movimento quotidiano e ogni momento dell’esistenza.

«Quando esci e quando entri»: il valore della benedizione

Le parole «quando esci e quando entri» indicano la totalità delle azioni quotidiane. Il Signore custodisce la persona durante il viaggio, nel ritorno, nel lavoro, nella vita familiare e in ogni passaggio della giornata.

L’espressione «da ora e per sempre» dà alla preghiera una prospettiva definitiva. La custodia del Signore non è limitata a un singolo giorno o a una sola difficoltà, ma viene affidata alla continuità della presenza divina.

Per questo il Salmo 120 è spesso letto come una preghiera di affidamento, soprattutto prima di un viaggio, in un momento di paura o quando si desidera chiedere protezione per una persona cara.

Il Salmo 120 e i canti delle salite

All’interno del Salterio, i Salmi 120-134 compongono una piccola raccolta chiamata “canti delle salite” o “canti di pellegrinaggio”. Si tratta di quindici composizioni destinate ai pellegrini che salivano a Gerusalemme in occasione delle feste di Pasqua, Pentecoste e Capanne.

Il Salmo 120, probabilmente, è stato inserito in un secondo momento in questa raccolta, poiché si presenta come una supplica che sale a Dio dall’orante per essere liberato da chi lo calunnia e lo inganna e da chi non favorisce la pace all’interno della comunità e della città.

La forma del salmo evidenzia il cammino spirituale del pellegrino: la persona parte da una domanda e arriva a una certezza. Prima cerca l’aiuto, poi riconosce che esso viene dal Signore e infine affida a Dio l’intera propria vita.

La protezione di Dio nel linguaggio del salmo

Il salmo utilizza immagini semplici e potenti: il piede che non vacilla, il custode che non dorme, l’ombra che protegge, il sole e la luna, l’uscita e l’ingresso. Ogni immagine traduce in forma concreta la fiducia nella presenza di Dio.

  • Il piede: rappresenta la stabilità e la sicurezza nel cammino.
  • Il custode: indica una vigilanza continua e attenta.
  • L’ombra: richiama la vicinanza e il riparo.
  • Il sole e la luna: comprendono il giorno e la notte.
  • L’uscire e l’entrare: abbracciano ogni momento della vita quotidiana.
  • Da ora e per sempre: esprime la continuità della protezione divina.

La ripetizione della parola «custodire»

Nel testo CEI2008, il verbo “custodire” ritorna in modo insistente: il Signore è il custode, custodisce da ogni male, custodisce la vita e custodisce quando la persona esce e quando entra.

Questa ripetizione non è casuale. Essa costituisce il filo conduttore del salmo e trasforma la preghiera in una dichiarazione di fiducia. Il credente non confida soltanto nella propria forza, ma nella presenza di colui che veglia senza stancarsi.

Il Salmo 120 come preghiera personale

Il testo può essere pregato da chi affronta un viaggio, una scelta difficile, un periodo di paura o una situazione nella quale sente il bisogno di essere accompagnato. La domanda «da dove mi verrà l’aiuto?» può diventare la domanda di ogni persona che cerca una risposta nella fede.

La preghiera conduce dalla preoccupazione all’affidamento. Il salmista non nega la possibilità del pericolo, ma afferma che la vita rimane nelle mani del Signore, il quale non dorme e non abbandona il suo custode.

La frase «Il mio aiuto viene dal Signore» può essere utilizzata come breve invocazione durante la giornata. Le parole finali, «da ora e per sempre», danno alla preghiera un carattere di fiducia stabile.

Una preghiera per chi parte e per chi ritorna

Il riferimento all’uscire e all’entrare rende il Salmo 120 particolarmente adatto ai momenti di partenza e di ritorno. Il testo affida a Dio il percorso della persona e riconosce nel Signore una presenza che accompagna l’intero viaggio.

Il salmo può essere pregato per sé oppure per un familiare, un amico, un pellegrino o chiunque stia affrontando uno spostamento. La sua struttura permette di leggerlo lentamente, soffermandosi sulle parole dedicate alla custodia.

La protezione invocata non è legata a un luogo specifico. Il Signore custodisce «quando esci e quando entri», quindi nella casa, sulla strada e in ogni luogo nel quale la persona si trova.

Il rapporto tra il Salmo 120 e il Salmo 121

Nella numerazione CEI2008, il Salmo 121 è intitolato «Lode a Dio, custode d’Israele» e contiene il testo «Alzo gli occhi verso i monti». Nella numerazione di altre tradizioni, lo stesso testo è chiamato Salmo 120.

La diversa numerazione non cambia il significato del brano. Quando si cerca il “Salmo 120 Bibbia CEI”, il riferimento può quindi condurre al testo del Salmo 121 CEI2008, riconoscibile dalle parole iniziali e dal tema della custodia divina.

Elemento del testoSignificato
«Alzo gli occhi verso i monti»Ricerca dell’aiuto e orientamento verso Dio
«Il mio aiuto viene dal Signore»Professione di fiducia nel Creatore
«Non lascerà vacillare il tuo piede»Promessa di sostegno nel cammino
«Non si addormenterà il tuo custode»Vigilanza continua del Signore
«Il Signore è la tua ombra»Presenza vicina e protezione
«Da ora e per sempre»Custodia senza limite di tempo

Il messaggio spirituale del Salmo 120

Il messaggio spirituale del salmo è fondato sulla fiducia. L’essere umano può sentirsi fragile, esposto e incerto, ma può rivolgere lo sguardo al Signore e riconoscere in lui la sorgente dell’aiuto.

Il salmo presenta una fede concreta, legata ai passi, alla strada, al giorno, alla notte, all’uscita e all’ingresso. La protezione di Dio entra così nella vita quotidiana e non rimane confinata a un’esperienza religiosa separata dalle attività ordinarie.

La certezza finale non nasce dall’assenza di difficoltà, ma dalla presenza del Signore. Egli è il custode che non dorme, accompagna il cammino e protegge la vita «da ora e per sempre».

I Salmi delle Salite (lettura e commento del salmo 120) - Don Luca Mazzinghi

Il Salmo 120 nella preghiera quotidiana

Il testo può essere letto al mattino, prima di iniziare la giornata, oppure alla sera, affidando al Signore le ore trascorse e quelle che verranno. Le immagini del salmo permettono di pregare per la stabilità, la sicurezza e la protezione.

Può essere utile ripetere lentamente alcune espressioni: «Il mio aiuto viene dal Signore», «Non si addormenterà il tuo custode» e «Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri». Ogni frase richiama un aspetto della fiducia biblica.

La preghiera può essere utilizzata anche in forma comunitaria, perché il testo passa dalla dimensione personale alla dimensione collettiva del «custode d’Israele». La protezione del Signore riguarda la singola persona e il popolo che cammina insieme.

Una lettura del salmo versetto per versetto

Versetto 1: la ricerca dell’aiuto

«Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto?» Il salmo inizia con un gesto e con una domanda. Alzare gli occhi significa uscire dalla chiusura della paura e cercare un punto di riferimento più alto.

Versetto 2: la risposta della fede

«Il mio aiuto viene dal Signore: egli ha fatto cielo e terra.» La risposta è chiara e personale: «Il mio aiuto». Il Signore è riconosciuto come creatore, e la sua potenza non è limitata alle dimensioni umane.

Versetti 3-4: il custode che non dorme

«Non lascerà vacillare il tuo piede, non si addormenterà il tuo custode. Non si addormenterà, non prenderà sonno il custode d’Israele.» La ripetizione sottolinea che la vigilanza di Dio è costante.

Versetto 5: l’ombra alla destra

«Il Signore è il tuo custode, il Signore è la tua ombra e sta alla tua destra.» Dio viene presentato come una presenza vicina, che accompagna e protegge chi cammina.

Versetto 6: il giorno e la notte

«Di giorno non ti colpirà il sole, né la luna di notte.» Il versetto comprende ogni tempo e ogni condizione. La custodia divina non si interrompe quando cambia la luce o arriva la notte.

Versetto 7: la custodia della vita

«Il Signore ti custodirà da ogni male: egli custodirà la tua vita.» Il centro della protezione è la vita stessa, affidata alla cura del Signore.

Versetto 8: l’accompagnamento continuo

«Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri, da ora e per sempre.» Il salmo termina con una benedizione che comprende ogni movimento e ogni tempo dell’esistenza.

Testo CEI e formulazioni tradizionali

Il testo della CEI2008 inizia con «Canto delle salite» e presenta la formulazione: «Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto?». La risposta è: «Il mio aiuto viene dal Signore: egli ha fatto cielo e terra».

In una formulazione CEI precedente si legge: «Canto delle ascensioni. Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto?» e «Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto cielo e terra».

Anche quando cambiano lievemente le parole, il nucleo del testo rimane invariato: il Signore è il custode, protegge la vita, non si addormenta e accompagna la persona quando esce e quando entra.

Le parole chiave del Salmo 120 CEI

  • Aiuto: il sostegno viene dal Signore.
  • Monti: richiamano il cammino e lo sguardo rivolto verso l’alto.
  • Creatore: il Signore ha fatto cielo e terra.
  • Custode: Dio veglia senza dormire.
  • Ombra: il Signore offre riparo e vicinanza.
  • Vita: la persona viene custodita nella sua interezza.
  • Uscire ed entrare: ogni momento quotidiano è affidato a Dio.
  • Per sempre: la protezione è continua e definitiva.

Preghiera ispirata al Salmo 120

Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto cielo e terra. Non lascerà vacillare il mio piede e non si addormenterà il mio custode.

Il Signore è il mio custode, è la mia ombra e sta alla mia destra. Di giorno non mi colpirà il sole, né la luna di notte.

Il Signore mi custodirà da ogni male e custodirà la mia vita. Il Signore mi custodirà quando esco e quando entro, da ora e per sempre.

Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri, da ora e per sempre.

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