Sacro Cuore di Gesù e Cuore Immacolato di Maria insieme: significato, storia e devozione

Il Sacro Cuore di Gesù e il Cuore Immacolato di Maria sono uniti in un profondo mistero d’amore: alla solennità del Sacro Cuore di Gesù la Chiesa fa infatti seguire la memoria del Cuore Immacolato di Maria, indicando la vicinanza inseparabile del Figlio e della Madre.

Il cuore di Gesù manifesta l’amore divino e umano del Redentore per l’umanità, mentre il Cuore Immacolato di Maria richiama il suo amore materno, la sua obbedienza alla volontà di Dio e la sua partecipazione interiore alla missione salvifica del Figlio. Queste due devozioni, che hanno radici antiche ma sono state riconosciute soltanto in epoca relativamente recente, si richiamano a vicenda, in modo indissolubile.

Il legame tra i due Sacri Cuori

C’è un legame imprescindibile che unisce il Sacro Cuore di Gesù al Cuore Immacolato di Maria. Un vincolo che va dalla semplice e dolcissima somiglianza fisica tra Madre e Figlio, e che arriva sino all’unione mistica dei due Cuori in un sol Cuore sul monte Calvario e sulla Croce.

Non è certo per un caso che, il giorno dopo la solennità del Sacro Cuore di Gesù, la Chiesa celebri la memoria liturgica del Cuore Immacolato di Maria. Vi è piuttosto un legame imprescindibile che unisce il cuore del nostro Divin Redentore a quello della Sua Santissima Madre, tanto da far dire con certezza che non si possa veramente conoscere, amare e adorare il cuore di Dio, senza passare per quello della Sua umile Serva.

O, ancor più, si può affermare che di due distinti cuori non vi è che un solo e unico amplesso di divinissimo Amore. In tantissime immagini devozionali e tradizionali, il Sacro Cuore di Gesù e il Cuore Immacolato di Maria sono associati.

Molte volte, addirittura, Gesù e Maria sono vestiti in maniera quasi identica ed entrambi mostrano i loro cuori in maniera simile. In quanto cattolici, noi comprendiamo quest’associazione a livello intuitivo.

CuoreSimbolismo devozionale
Sacro Cuore di GesùIl simbolo dell’amore di Gesù per noi
Cuore Immacolato di MariaIl simbolo del suo materno amore per noi

Come il Sacro Cuore è il simbolo dell’amore di Gesù per noi, così anche il Cuore Immacolato di Maria indica il suo materno amore per noi. Il Figlio di Dio e Sua Madre sono inseparabili, esattamente come lo sono Adamo ed Eva.

La somiglianza tra Gesù e Maria

A parlarci delle analogie tra Gesù e Maria, non è solamente il popolo di Dio con i suoi moti d’affetto e con la tradizione che scaturisce dalla sua popolare devozione. Vi sono, al contrario, fior-fior di Padri della Chiesa, Santi e mistici che hanno elaborato una sorta di teologia della somiglianza tra la Madre ed il Figlio e, quindi, tra i loro sacratissimi cuori.

Tra i più antichi ricordiamo Sant’Efrem il Siro (+373) che così si rivolge a Gesù: «Somigli a Maria che ti ha partorito, poiché per mezzo di lei fosti in figura umana. Ecco: somigli al tuo Padre, somigli alla Madre tua, somigli pure a te stesso. O tu che hai assunto la forma del servo, gloria a te!».

Un antico concetto perfettamente tradotto in epoca moderna dal chiaro insegnamento di San Roberto Bellarmino (+1621): «Come l’immagine che risulta nello specchio è somigliantissima a colui che la produce, e viene prodotta senza il lavoro del pittore e senza intervento di tempo, così Cristo bambino nacque d’un tratto somigliantissimo alla madre e senza lavoro di lei o dell’ostetrica e senza spazio di tempo. […] Un giorno il Figlio disse: Chi vede me, vede anche il Padre mio; altrettanto poté dire della madre: Chi vede me, vede anche mia madre».

Anche una Santa nostra contemporanea, Madre Teresa di Calcutta, interrogata sul tema della Corredenzione mariana ha avuto modo di esprimersi sulla relazione tra i due Sacri Cuori: «Maria è la nostra Corredentrice con Gesù. Ella ha dato a Gesù il corpo e ha sofferto con Lui ai piedi della Croce. Maria è la Mediatrice di tutte le grazie […] Maria è la nostra Avvocata che prega Gesù per noi. È solo attraverso il cuore di Maria che noi giungiamo al Cuore Eucaristico di Gesù».

È invece l’ardente apostolo dei Sacri Cuori, san Giovanni Eudes (+1680), a cui si deve uno dei primi accenni sulla vera e propria unità mistica tra il Sacro Cuore di Gesù ed il Cuore Immacolato di Maria: «Non devi mai separare ciò che Dio ha così perfettamente unito. Gesù e Maria sono così intimamente legati l’uno con l’altro che chi vede Gesù guarda Maria; chi ama Gesù, ama Maria; chi ha la devozione per Gesù, ha la devozione per Maria».

La profezia di Simeone e l’unione nel dolore

«Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima”». (Luca 2, 33-35)

È nella profezia di Simeone, durante la presentazione di Gesù al tempio, che si manifesta in modo tutto speciale l’unione tra il cuore della Madre e quello del Figlio. Un’unione vivissima che si traduce in una iconografia che quasi sovrappone i due Sacri Cuori immersi tra ardenti fiamme d’amore.

L’uno, di Lui, trafitto dalla lancia e coronato di spine, l’altro, di Lei, trapassato dalla spada e circondato da una corona di rose e di gigli. Una somiglianza che, chiaramente, va ben oltre l’aspetto iconografico.

Il profondo legame che Simeone annuncia tra i cuori di Madre e Figlio, si traduce in un comune destino di Passione tra l’Addolorata ed il Crocifisso. È esattamente sul Calvario che Gesù e Maria vedono fondersi i loro Cuori in un’unica esperienza di dolore e d’amore.

Con riferimento esplicito all’apparizione dell’Addolorata del 13 ottobre 1917 a Fatima, Suor Lucia dos Santos, l’unica veggente a divenire adulta dei tre pastorelli, spiega che la Chiesa chiama Maria «Nostra Signora dei dolori perché nel suo cuore ha sofferto il Martirio di Cristo, con Lui e accanto a Lui», diventando così «la Madre del Corpo mistico, la Chiesa, che è la sua generazione spirituale», e noi siamo quindi «figli del dolore e dell’amarezza del cuore di Gesù e del cuore della sua e nostra Madre».

Della stessa "scuola", insieme a numerose altre sante e mistiche, è santa Elisabetta della Trinità (+1906), la quale, guidata dalla visione contemplativa, parla di Maria come della «Regina dei Martiri» che vive direttamente nel suo cuore tutto ciò che ha vissuto suo Figlio Gesù: «È sempre "nel cuore" che le trapassò la spada. In Lei tutto accade dal di dentro»… nel Cuore!

Il fondamento biblico del Cuore Immacolato di Maria

Ma, questa devozione al Cuore Immacolato di Maria ha un fondamento Biblico? Questa può sembrare una domanda un po’ tediosa, ma sorge spontaneamente considerando che la devozione al Sacro Cuore di Gesù è solidamente biblica.

Il fianco di Gesù fu perforato in modo tale che tanti teologi ed altri studiosi ritengono che la lancia del soldato abbia raggiunto veramente il Suo cuore fisico. Maria rispecchia il Suo Divin Figlio in tutto; ella è l’icona di come l’umanità dovrebbe essere dinanzi a Dio, il paradigma di quello che significa essere uditore o discepolo della Parola di Dio.

Sarebbe, quindi, conveniente se l’insegnamento Cattolico circa il Cuore Immacolato di Maria fosse radicato nelle Sacre Scritture. E, possiamo elencare quattro modi in cui è davvero così:

1. Gesù prese la sua carne da Maria

La dottrina dell’Incarnazione, che è certamente contenuta nel Nuovo Testamento, insegna che Gesù ricevette la Sua umanità da Maria. Per questo, la Chiesa ha intuito fin dal principio - e più recentemente, nel secolo diciannovesimo, ha definito come dogma di fede - la verità che l’umanità di Maria fu liberata dalla macchia del peccato fin dal primo istante del suo concepimento.

Come il marmo bianco purissimo pronto per l’esperto scultore, così l’umanità di Maria fu preservata immacolata per il Suo Figlio. Come il Suo corpo fu plasmato dal suo, così il Suo Sacro Cuore venne dal cuore di lei.

2. I ruoli di Adamo ed Eva sono riformulati

In Gesù e Maria, la colpa di Adamo ed Eva sono cancellate. Questa cancellazione ha avuto luogo mediante una certa ripetizione o quasi una riformulazione della loro storia.

Nel primo racconto, Eva fu formata da Adamo. Nel secondo racconto, Gesù assunse carne nel grembo di Maria.

Ora, ricordiamoci in quale modo Eva fu formata da Adamo: una costola fu presa dal suo fianco. I commentatori dei primi secoli vedevano un certo significato nel fatto che la sorgente di Eva era vicino al cuore di Adamo.

Ella non non fu creata dalla sua testa allo scopo di sorpassarlo, né dai suoi piedi per essere calpestata, ma dal suo fianco allo scopo di essere il suo uguale, e vicino al suo cuore per essergli cara. Anche se Gesù cresceva e si sviluppava in modo naturale nel grembo di Sua Madre, il Cuore Immacolato ci ricorda che spiritualmente la sua generazione era simile a quella di Eva in quanto con fede e amore Maria assecondava l’opera dello Spirito Santo.

3. La profezia di Simeone

Durante la Presentazione di Gesù al tempio, Simeone pronuncia questa profezia a Maria: “E una spada ti trafiggerà, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori.” E, nella prima parte della profezia Simeone aveva detto che Gesù sarebbe stato un “segno di contraddizione”.

Sappiamo dalle Lettere di San Paolo che quest’espressione biblica vuol dire anche crocifissione. Essenzialmente, dunque, Simeone sta dicendo che Maria parteciperà all’avvenimento della crocifissione.

Esattamente come il Sacro Cuore di Gesù fu fisicamente perforato, così il Cuore Immacolato di Maria sarà spiritualmente ferito. Per questa ragione il Cuore Immacolato di Lei viene spesso raffigurato colpito nel mezzo con una spada.

4. Maria meditava sulle attività di Gesù nel suo cuore

Due volte nel Vangelo secondo San Luca - dopo la visita dei pastori alla mangiatoia e il ritrovamento di Gesù nel tempio - ci viene detto che Maria “soppesava queste cose nel suo cuore”. Il cuore di Maria, perciò, non solo era un faro di amore, ma divenne anche una fonte di sapienza da cui noi possiamo attingere molta conoscenza.

Più tardi, sempre nel Vangelo secondo Luca, Gesù dichiara: “Dove è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.” Maria rifletteva sulla verità della missione salvifica di Gesù in questo mondo.

Il suo unico tesoro era Lui stesso e, pertanto, anche il suo cuore era sempre là: e, secondo il dogma della Assunzione, al termine della vita terrena, Maria fu innalzata al cielo per essere con Gesù. Ecco quindi il motivo conclusivo per cui veneriamo il Cuore Immacolato: si trova ancora e per l’eternità accanto al Sacro Cuore di Gesù.

L’unione dei due Cuori sul Calvario

È qui che, secondo molti Padri della Chiesa e Santi, trova il suo fondamento la corredenzione della Beata Vergine all’opera di Redenzione del suo divin Figlio. La vicinanza dei due Cuori non indica una confusione tra Gesù e Maria, ma la comunione profonda della Madre con il Figlio di Dio fatto carne.

Se si vuole capire, almeno in qualche misura, come la Beata Vergine visse nel suo Cuore gli stessi misteri dolorosi del suo Figlio Redentore, particolarmente nella sua Passione e Morte in Croce, un saggio eloquente e ammirevole ci è dato dall’esperienza della mistica Alessandrina da Costa.

Questa Beata, vissuta nella prima metà del ventesimo secolo (1904-1955), nelle sue copiosissime pagine di colloqui estatici, fornisce una speciale lettura dell’unione tra i due Sacri Cuori, come base del principio di Corredenzione mariana.

Verità non ancora proclamata dalla Chiesa, ma contenuta nella dottrina della maggior parte dei Santi. Ecco - secondo Alessandrina - un esempio di questa unità tra il Redentore e la Corredentrice nell’operare la redenzione universale.

È Gesù stesso che parla alla Beata, mostrandole il Suo Cuore ed il Cuore della Mamma, ambedue trafitti e lacerati: «Ecco qui i cuori di Gesù e della tua cara Mamma. Vedi come il mondo è ingrato e crudele, vedi quanto sono feriti! Entrambi hanno la Croce, le medesime spine, le medesime spade li feriscono, il medesimo amore li avvince, i medesimi vincoli li legano».

In poche parole Gesù stesso rivela ad Alessandrina l’unità strettissima tra Lui e la Madre nel soffrire i dolori della Passione dall’Orto del Getsemani sino al Calvario, con l’unica croce, con le stesse spine e spade, con lo stesso amore e gli stessi vincoli.

Come poi la stessa Beata spiega: «Gesù mi presentò davanti i due Cuori molto uniti, la Croce del suo Cuore raggiungeva entrambi i Cuori, trafitti da una parte all’altra da acutissime spine e spade, allacciati con lacci dorati; erano tanto feriti!».

E ancora: «I nostri Cuori - dice Gesù - soffrivano in un sol Cuore. Le nostre lacrime avevano la stessa amarezza, lo stesso dolore, gli stessi sentimenti… sanguinavano di dolore quei due Cuori, in uno solo».

La storia della devozione al Sacro Cuore di Gesù

Il culto del cuore di Gesù e Maria cominciò esplicitamente nel sec. XVII. Da principio queste due divozioni furono proposte insieme; ma specialmente quella al Cuore di Gesù fu osteggiata dai giansenisti.

Il crescente sviluppo della divozione al Cuore di Gesù fece passare in seconda linea la divozione al Cuore di Maria, finché dalla metà del secolo scorso si ebbe una ripresa di quest'ultima. Già praticata nell’antichità cristiana e nel Medioevo, il culto si diffuse nel secolo XVII ad opera di S. Giovanni Eudes (1601-1680) e soprattutto di S. Margherita Maria Alacoque (1647-1690).

Il primo esplicito apostolo di queste devozioni è S. Giovanni Eudes, chiamato da Leone XIII "autore del culto liturgico dei SS. Cuori di Gesù e Maria", e da Pio X nel decreto di beatificazione "padre, dottore e apostolo" di questo medesimo culto.

Il suo libro sul Regno di Gesù (1637) fu il primo passo del suo apostolato, che si estese sempre fino a dare stabilità all'opera sua. Grande impulso a questo culto diedero le rivelazioni avute tra il 1673 e il 1689 da S. Margherita M. Alacoque (1647-1690) nel monastero della Visitazione di Paray-le-Monial.

Per esse la devozione al S. Cuore di Gesù s'impostò definitivamente sui tre elementi essenziali, che da allora in poi l'hanno sempre distinta: amore, riparazione, zelo. Con il sostegno del beato Claudio de La Colombière (1641-1682) e di altri, finì per affermarsi in tutto il mondo.

Le visioni di santa Margherita Maria Alacoque

S. Margherita Maria Alacoque, suora francese, entrò il 20 giugno 1671 nel convento delle Visitandine di Paray-le-Monial (Saone-et-Loire), visse con grande semplicità e misticismo la sua esperienza di religiosa e morì il 17 ottobre 1690 ad appena 43 anni.

Già prima di entrare nel convento, era dotata di doni mistici che si accentuarono con la sua nuova condizione di religiosa; ebbe numerose manifestazioni mistiche, ma nel 1673 cominciarono le grandi visioni che resero famoso il suo nome; esse furono quattro rivelazioni principali, oltre numerose altre di minore importanza.

La prima visione avvenne il 27 dicembre 1673, festa di s. Giovanni Evangelista, Gesù le apparve e Margherita si sentì “tutta investita della divina presenza”; la invitò a prendere il posto che s. Giovanni aveva occupato durante l’Ultima Cena e le disse: “Il mio divino Cuore è così appassionato d’amore per gli uomini, che non potendo più racchiudere in sé le fiamme della sua ardente carità, bisogna che le spanda. Io ti ho scelta per adempiere a questo grande disegno, affinché tutto sia fatto da me”.

Una seconda visione le apparve agli inizi del 1674, forse un venerdì; il divin Cuore si manifestò su un trono di fiamme, più raggiante del sole e trasparente come cristallo, circondato da una corona di spine simboleggianti le ferite inferte dai nostri peccati e sormontato da una croce, perché dal primo istante che era stato formato, era già pieno d’ogni amarezza.

Sempre nel 1674 le apparve la terza visione, anche questa volta un venerdì dopo la festa del Corpus Domini; Gesù si presentò alla Santa tutto sfolgorante di gloria, con le sue cinque piaghe, brillanti come soli e da quella sacra umanità uscivano fiamme da ogni parte, ma soprattutto dal suo mirabile petto che rassomigliava ad una fornace e essendosi aperto, ella scoprì l’amabile e amante Cuore, la vera sorgente di quelle fiamme.

Poi Gesù lamentando l’ingratitudine degli uomini e la noncuranza rispetto ai suoi sforzi per far loro del bene, le chiese di supplire a questo. Gesù la sollecitò a fare la Comunione al primo venerdì di ogni mese e di prosternarsi con la faccia a terra dalle undici a mezzanotte, nella notte tra il giovedì e il venerdì.

Vennero così indicate le due principali devozioni, la Comunione al primo venerdì di ogni mese e l’ora santa di adorazione.

L’istituzione della festa

La quarta visione mistica ebbe luogo il 16 giugno 1675 durante l’ottava del Corpus Domini. Nostro Signore le disse che si sentiva ferito dalle irriverenze dei fedeli e dai sacrilegi degli empi, aggiungendo: “Ciò che mi è ancor più sensibile è che sono i cuori a me consacrati che fanno questo”.

Gesù chiese ancora che il venerdì dopo l’ottava del Corpus Domini, fosse dedicato a una festa particolare per onorare il suo Cuore e con Comunioni per riparare alle offese da lui ricevute. Inoltre indicò come esecutore della diffusione di questa devozione, il padre spirituale di Margherita, il gesuita san Claude de la Colombiere (1641-1682), superiore della vicina Casa dei Gesuiti di Paray-le-Monial.

Margherita Maria Alacoque proclamata santa il 13 maggio 1920 da papa Benedetto XV, ubbidì all’appello divino fatto attraverso le visioni e divenne l’apostola di una devozione che doveva trasportare all’adorazione dei fedeli al Cuore divino.

Le prime due cerimonie in onore del Sacro Cuore, presente la santa mistica, si ebbero nell’ambito del Noviziato di Paray il 20 luglio 1685 e poi il 21 giugno 1686, a cui partecipò tutta la Comunità delle Visitandine.

Gli ostacoli e il riconoscimento universale

Sì, soprattutto nel XVIII secolo. Nel 1765 la Sacra Congregazione dei Riti affermò essere il cuore di carne simbolo dell’amore; allora i giansenisti intesero ciò come un atto di idolatria, ritenendo essere possibile un culto solo al cuore non reale ma metaforico.

Papa Pio VI (1775-1799) nella bolla “Auctorem fidei”, confermava l’espressione della Congregazione notando che si adora il cuore “inseparabilmente unito con la Persona del Verbo”.

Il 6 febbraio 1765 papa Clemente XIII (1758-1769) accordò alla Polonia e all’Arciconfraternita romana del Sacro Cuore la festa del Sacro Cuore di Gesù; nel pensiero del papa questa nuova festa doveva diffondere nella Chiesa, i passi principali del messaggio di s. Margherita.

La quale era stata lo strumento privilegiato della diffusione di un culto, che era sempre esistito nella Chiesa sotto diverse forme, ma dandogli tuttavia un nuovo orientamento. Con lei non sarebbe più stata soltanto una amorosa contemplazione e un’adorazione di quel “Cuore che ha tanto amato”, ma anche una riparazione per le offese e ingratitudini ricevute, tramite il perfezionamento delle nostre esistenze.

Diceva la santa che “l’amore rende le anime conformi”, cioè il Signore vuole ispirare nelle anime un amore generoso che, rispondendo al suo, li assimili interiormente al divino modello.

La devozione al Sacro Cuore trionfò nel XIX secolo e il convento di Paray-le-Monial divenne meta di continui pellegrinaggi; nel 1856 con papa Pio IX la festa del Sacro Cuore divenne universale per tutta la Chiesa Cattolica.

Sull’onda della devozione che ormai coinvolgeva tutto il mondo cattolico, sorsero dappertutto cappelle, oratori, chiese, basiliche e santuari dedicati al Sacro Cuore di Gesù; ricordiamo uno fra tutti il Santuario “Sacro Cuore” a Montmartre a Parigi, iniziato nel 1876 e terminato di costruire dopo 40 anni.

La storia della devozione al Cuore Immacolato di Maria

Il promotore della festa liturgica del Cuore Immacolato di Maria fu san Giovanni Eudes (1601-1680) che già verso il 1643, la cominciò a celebrare con i religiosi della sua congregazione. Nel 1668 le festa e i testi liturgici furono approvati dal cardinale legato per tutta la Francia.

Il Culto del Cuore Immacolato di Maria ha ricevuto un forte impulso dopo le apparizioni di Fatima del 1917. Papa Pio XII estese nel 1944 la festa a tutta la Chiesa, a perenne ricordo della Consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria, da lui fatta nel 1942.

La vicinanza delle due feste è da ricondurre ancora a san Giovanni Eudes, il quale nei suoi scritti non separò mai i due cuori di Gesù e di Maria, sottolineando l’unione profonda della Madre col Figlio di Dio fatto carne.

Quanto al culto per il Cuor di Maria, nel 1699 il padre Giovanni Pinamonti aveva dato alle stampe in Firenze l’opuscolo Il Sacro Cuore di Maria Vergine, che, tradotto nelle principali lingue, diffuse largamente la pratica di quel culto.

Un secolo dopo, Pio VI, essendogli stato chiesto il permesso di celebrare la festa del Cuore di Maria, rimise la domanda "all'arbitrio dell'Ordinario, dando tutte le necessarie e opportune facoltà". Pio VII il 31 agosto 1805 estese la concessione a chiunque la richiedesse, e con breve del 20 dicembre 1806 elevò ad arciconfraternita la confraternita del Cuore di Maria in Roma.

Una spinta ancor più efficace venne poi dall'altra arciconfraternita del Santissimo e Immacolato Cuore di Maria che mons. Desgenettes istituì nel 1836 a Parigi, divenuta in breve assai celebre, e poi dal culto di Nostra Signora del Sacro Cuore, iniziato a Issoudun in Francia lo stesso giorno (8 dicembre 1854) della proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione.

Prima della riforma liturgica del 1911 generalmente si celebrava la festa del Cuore di Maria o l’8 febbraio o la 3ª domenica d’agosto. Attualmente, in forza di un rescritto del 28 aprile 1914, la festa del Cuor di Maria è assegnata al sabato che segue la festa del Cuore di Gesù, cioè il giorno dopo.

Papa Francesco ha recentemente affidato al cuore immacolato di Maria la Chiesa e il mondo intero: «Al Cuore Immacolato di Maria affidiamo la Chiesa, noi stessi e tutto il mondo. Chiediamo nella preghiera la pace, la fine della pandemia, lo spirito di penitenza e la nostra conversione».

Le feste liturgiche dei due Cuori

La solennità del Sacro Cuore di Gesù, di origini molto antiche, ha una data mobile: essendo celebrata il venerdì successivo al Corpus Domini, quest’anno cade oggi, venerdì 16 Giugno. Non è, infatti, un caso che il sabato seguente la festività del Sacro Cuore di Gesù sia dedicato al Cuore Immacolato di Maria.

Questa solennità ha una data mobile e viene celebrata il venerdì dopo il Corpus Domini; il sabato che segue è dedicato al Cuore Immacolato di Maria. Il venerdì successivo alla seconda domenica dopo Pentecoste e il giorno successivo la Chiesa universale celebra la solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù e la memoria del Cuore Immacolato di Maria.

Il mese dedicato al culto del Sacro Cuore è giugno. Dopo la grande solennità eucaristica del Corpus Domini, con le sue tradizionali processioni e le meravigliose infiorate che ancora oggi spesso colorano le vie di interi paesi, inoltrandoci lungo questo mese troviamo infatti sul calendario due importanti festività.

Momento liturgicoSignificato
Venerdì dopo il Corpus DominiSolennità del Sacratissimo Cuore di Gesù
Sabato successivoMemoria del Cuore Immacolato di Maria
Mese di giugnoMese dedicato al culto del Sacro Cuore

Il significato del Sacro Cuore di Gesù

Con il culto al Sacro Cuore di Gesù, la Chiesa Cattolica intende onorare il Cuore di Gesù Cristo, uno degli organi simboleggianti la sua umanità, che per l’intima unione con la Divinità, ha diritto all’adorazione e l’amore del Salvatore per gli uomini, di cui è simbolo proprio il Suo Cuore.

Questo Cuore pulsa con il sangue umano, che è stato versato sulla croce. Questo Cuore pulsa con tutto l’inesauribile amore che è eternamente in Dio.

Con questo amore esso è sempre aperto verso di noi, attraverso la ferita che vi ha aperto la lancia del centurione sulla croce. “Se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri” (1 Gv 4, 11): l’amore fa nascere l’amore, sprigiona l’amore e si realizza mediante l’amore.

Ciascuna particella di vero amore nel cuore umano ha in sé qualcosa di ciò di cui il Cuore del Dio-Uomo è colmo senza limiti. Perciò egli chiede a noi nella liturgia della solennità del Sacratissimo Cuore: “Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me” (Mt 11, 28-29).

Amore, riparazione e zelo

Questa devozione, e in particolare il “pio esercizio” dei nove primi venerdì del mese, è una forma di devozione che deve essere sommamente inculcata (Paolo VI), perché questo è il culto dell’amore che Dio ha per noi in Gesù, ed è insieme la pratica del nostro amore per Dio e per gli uomini, (Pio XII).

Con lei non sarebbe più stata soltanto una amorosa contemplazione e un’adorazione di quel “Cuore che ha tanto amato”, ma anche una riparazione per le offese e ingratitudini ricevute, tramite il perfezionamento delle nostre esistenze. La devozione al S. Cuore di Gesù s'impostò definitivamente sui tre elementi essenziali, che da allora in poi l'hanno sempre distinta: amore, riparazione, zelo.

Le pratiche devozionali più comuni

  • Quella dell’adorazione eucaristica ogni primo venerdì del mese.
  • Le “Litanie del Sacro Cuore”.
  • La Comunione al primo venerdì di ogni mese.
  • L’ora santa di adorazione.
  • La preghiera di riparazione per le offese ricevute dal Cuore di Gesù.

Gesù la sollecitò a fare la Comunione al primo venerdì di ogni mese e di prosternarsi con la faccia a terra dalle undici a mezzanotte, nella notte tra il giovedì e il venerdì. Vennero così indicate le due principali devozioni, la Comunione al primo venerdì di ogni mese e l’ora santa di adorazione.

La Grande Promessa del Sacro Cuore

È lo stesso Gesù a rivelarlo, durante una delle tante apparizioni a Santa Margherita Maria Alacoque: “Nell’eccesso della misericordia del mio Cuore che il mio Amore onnipotente concederà a tutti quelli che si comunicheranno e confesseranno al primo venerdì di ogni mese, per nove mesi consecutivi, la grazia della perseveranza finale: essi non morranno nella mia disgrazia, né senza ricevere i Sacramenti, servendo loro il mio Cuore di asilo sicuro in quell’ora estrema.”

Il contenuto delle Grandi Promesse è incredibile: quanto poco ci viene richiesto, in cambio di immensi tesori quali la salvezza eterna e la distruzione delle colpe! I Cuori Sacratissimi di Gesù e di Maria si donano a noi come pioggia di misericordia, come eccesso di amore che non conosce limiti o riserve.

Ci assicurano la vittoria sul nostro nemico capitale: il peccato. Ma non una vittoria qualsiasi, bensì quella ultima e decisiva sul letto di morte. Beato, quindi, il cuore dell’uomo che si abbandona e si lascia dominare da questi Cuori!

La Grande Promessa del Cuore Immacolato di Maria

Altrettanto confortante è la Grande Promessa del Cuore Immacolato di Maria, fatta dalla Vergine a suor Lucia di Fatima il 10 Dicembre 1925: “A tutti coloro che per cinque mesi, al primo sabato, si confesseranno, riceveranno la Santa Comunione, reciteranno il Rosario, e mi faranno compagnia quindici minuti meditando i misteri, con l’intenzione di offrirmi riparazione, io prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza.”

  • Confessarsi al primo sabato per cinque mesi.
  • Ricevere la Santa Comunione.
  • Recitare il Rosario.
  • Fare compagnia a Maria per quindici minuti meditando i misteri.
  • Compiere questi atti con l’intenzione di offrire riparazione.

Il Culto del Cuore Immacolato di Maria ha ricevuto un forte impulso dopo le apparizioni di Fatima del 1917, quando la Madonna fece espressa domanda di consacrare la Russia al suo Cuore Immacolato, celeste richiesta ancora disattesa.

La consacrazione ai Cuori di Gesù e Maria

L’essenza della consacrazione, in conformità con la formula di consacrazione, è la cosciente e totale rinuncia al peccato, alle seduzioni del male, allo spirito del maligno e l’affidamento irrevocabile al Cuore di Santa Maria e mediante il suo cuore al Cuore di Gesù, come risposta al loro amore.

Con questa consacrazione il cristiano rinnova e approfondisce in modo più cosciente la propria consacrazione a Dio avvenuta nel battesimo. Tutti noi siamo di Gesù poiché egli è nostro Creatore e Redentore.

Ancora più siamo suoi, per via del battesimo, e questo è vero per ogni cristiano. Questa appartenenza a Gesù la dobbiamo confermare e poi sempre di nuovo rinnovare con la nostra scelta personale.

Questo succede in modo eccellente con la consacrazione al Cuore di Gesù, preparata bene. Non siamo soltanto di Gesù, ma anche di Santa Maria, che è nostra madre spirituale.

Chi si consegna al Cuore di Santa Maria, viene da Lei consegnato al Cuore di Gesù. Lei è la scorciatoia per arrivare a Gesù, mediatrice e avvocata presso di Lui.

Vige la regola di S. Grignon de Montfort: per Maria a Gesù! Nel pieno significato del termine ci possiamo consacrare soltanto a Dio, perciò anche a Gesù, che non è soltanto vero uomo, ma è anche vero Dio.

Alla Vergine Maria ci consacriamo soltanto nel senso più vasto (analogico) del termine, per questo, in conformità con le recenti direttive della Sede Apostolica, preferiamo usare il termine “affidamento”, “consegna”, “offerta”.

Con la consacrazione per mezzo di Santa Maria consegniamo a Gesù: la nostra anima e il nostro corpo, il progresso spirituale, le preghiere, i sacrifici e le opere buone, le lotte interiori nascoste, gli sforzi per la purezza dell’anima, le varie croci, la salute, la nostra famiglia, i conoscenti ed amici, la vita professionale e i beni materiali.

Una formula di consacrazione e affidamento

Eterno Padre, nello Spirito Santo voglio consacrarmi ed affidarmi ai Cuori di Gesù e Maria, per essere sempre più devoto e fedele figlio tuo. Madre Maria, io (nome ) mi affido oggi al tuo Cuore Immacolato. Accoglimi sotto la tua materna protezione e conducimi al tuo Figlio Gesù.

Signore Gesù, per mezzo del Cuore Immacolato di Maria mi consacro e affido al tuo Sacratissimo Cuore. Fa’ il mio cuore simile al tuo, perché tu possa vivere sempre più pienamente in me.

Sacratissimo Cuore di Gesù, Cuore Immacolato di Maria, con questa consacrazione e affidamento vi ritorno il vostro amore, che mi avete dimostrato durante tutta la vostra vita terrena, soprattutto sul Calvario, e me lo state dimostrando ancora oggi.

Nello stesso tempo rinnovo la mia consacrazione battesimale al Dio Trino: rinuncio al peccato, alla seduzione del male e al demonio; credo in tutto ciò che Dio ha rivelato e come ci insegna la Chiesa cattolica.

Prometto che osserverò il comandamento di Gesù che comanda di amare Dio e il prossimo, tutti i comandamenti di Dio e della Chiesa e che mi regolerò secondo la dottrina del magistero della Chiesa sotto la guida del successore di Pietro.

Con questo voglio contribuire all’unità e alla crescita della Chiesa. Volentieri reciterò il rosario personalmente, in famiglia e nelle altre comunità e praticherò la devozione dei primi venerdì e dei primi sabati del mese in riparazione ai miei peccati e a quelli di tutta l’umanità.

Sacratissimo Cuore di Gesù, Cuore Immacolato di Maria, aiutatemi affinché io possa accogliere il vangelo nel mio cuore e viverlo nella fede, speranza e carità.

Così, Gesù Cristo, mediante la sua croce e resurrezione, sarà per me via, verità e vita. Che io mi nutra del pane celeste e viva dal sacrificio eucaristico, per vincere ogni male e scegliere sempre la vita.

Pieno di fiducia cerco riparo nei vostri Cuori amorosi. Proteggetemi in tutti i pericoli e portatemi felicemente, alla fine del pellegrinaggio terrestre, nella patria eterna. Amen

Una preghiera al Sacro Cuore di Gesù

Io vi saluto, o Sacro Cuore di Gesù, fonte viva e vivificante della vita eterna, tesoro infinito della divinità, fornace ardente del divino amore. Voi siete il luogo del mio riposo, l’asilo della mia sicurezza.

O mio amabile Salvatore, accendete il mio cuore di quell’amore ardentissimo di cui è acceso il vostro, versate nel mio cuore le grandi grazie, di cui il vostro è la fonte; che la vostra volontà sia la mia, e che la mia sia eternamente conforme alla vostra.

Poiché io desidero che in avvenire la vostra santa volontà sia la regola di tutti i miei desideri e di tutte le mie azioni. Così sia.

Il mistero dei tre cuori

A tal proposito, la stessa Santa Margherita Maria Alacoque racconta: “un giorno, festa del Cuore della Santa Vergine, dopo la Santa Comunione, Nostro Signore mi fece vedere tre cuori: quello che si trovava al centro era piccolissimo, quasi impercettibile; i due altri erano luminosi e splendenti e uno senza confronto più fulgente dell’altro; e intesi queste parole: Così il mio puro amore unisce questi tre cuori per sempre. I tre non ne composero che uno solo.”

La preghiera e la devozione ai due Cuori conducono quindi a una comunione d’amore: il Cuore di Gesù, sorgente dell’amore redentivo, il Cuore di Maria, totalmente aperto alla volontà divina, e il cuore del credente, chiamato a lasciarsi trasformare.

Tu, o Madre di Cristo, hai ubbidito per prima a questa chiamata. Meditando, nella preghiera dell’Angelus, sul mistero dell’Annunciazione, ti preghiamo: insegnaci ad aprire i nostri cuori all’amore che è nel Cuore di Gesù, come tu gli hai aperto il Cuore sin dal primo “fiat”.

E come l’hai aperto sempre. Insegnaci, Madre, ad essere in intimità, nella verità e nell’amore, con il Cuore divino del tuo Figlio.

«Il Signore ci guarda sempre con misericordia. Non abbiamo timore di avvicinarci a Lui! Ha un cuore misericordioso!» (papa Francesco).

Facciamo nostro questo invito di papa Francesco e viviamo questa settimana assaporando la gioia di essere profondamente amati da Gesù e Maria, uniti in un profondo mistero d’amore.

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