Il tema del sacerdote affiancato da quattro guerrieri compare in due contesti distinti: nel mito e nella storia delle società guerriere Cheyenne, dove il Sacerdote delle Sacre Frecce rappresentava la massima autorità religiosa, e nell’universo fantastico dei Guerrieri Divini, quattro combattenti incaricati di proteggere il palazzo del Valhalla e il Sacerdote Balder ad Asgard.
Nel primo caso, i quattro giovani inviati dal fondatore dei Soldati Cane chiedono al Custode delle Sacre Frecce l’autorizzazione a creare una nuova società guerriera. Nel secondo, Loki, Url, Runmìr e Midgard sono guerrieri al servizio di Odino e difendono la fortezza del Valhalla, affrontando i Cavalieri di Atena.
Il sacerdote e i quattro guerrieri nel mito Cheyenne
I Cheyenne Dog Soldier e cosiddette "società guerriere" erano quei raggruppamenti che, all'interno delle bande o delle tribù, si incaricavano dell'inquadramento delle individualità dei guerrieri, finalizzandole al bene collettivo. Svolgevano incarichi di "polizia" interna e portavano avanti le attività guerresche sempre in prima linea. La loro rilevanza era enorme, anche se il contatto con i bianchi ne ridusse la portata.
Tra i Cheyenne l'importanza delle società guerriere, specialmente di quella dei Soldati Cane, fu veramente notevole. Gli appartenenti alla Società dei Soldati Cani venivano prescelti da una soltanto delle bande che andavano a caccia sul territorio degli Cheyenne, bande nelle quali questi erano divisi. In tal modo, a differenza delle altre società di guerrieri, i Soldati Cane conservavano la loro unità anche durante gli annuali spostamenti.
Il sogno che diede origine ai Soldati Cane
Dopo la morte di Dolce Medicina (mitico personaggio della nazione Cheyenne) un giovane uomo sognò per quattro notti che doveva organizzare una nuova società di guerrieri. Invitò un certo numero di giovani uomini a riunirsi nel suo tepee e raccontò il sogno; poi scelse quattro di loro che andassero dal loro Sacerdote delle Sacre Frecce a chiedere il permesso.
Dal momento che le Frecce erano l'autorità più alta della tribù, non si poteva far niente di nuovo di questo genere, senza il permesso del loro Sacerdote o Custode. E il Sacerdote non approvò la richiesta.
«Bene» ,disse il giovane uomo, «poichè il Sacerdote della Freccia non mi crede, dimostrerò che sto dicendo la verità prima che domani sorga il sole.»
La richiesta dei quattro giovani non era quindi una semplice formalità. Il fondatore della nuova società doveva dimostrare che il sogno possedeva un'autentica forza sacra e che l'organizzazione proposta non nasceva soltanto da una decisione personale.
I cani sulla collina
L'usanza, per tutti i giovani uomini, era di alzarsi prima che facesse giorno e di uscire dal villaggio andando in direzioni differenti a perlustrare la zona. Proprio uno di questi giovani, nello svolgere il delicato compito allo spuntare dell'alba, vide un uomo in piedi, in cima ad un alto colle. E tutt'intorno a lui, centinaia di cani.
L'intera sommità della collina ne era piena. Lassù c'era ogni cane del villaggio. Quando il giovane in perlustrazione si fece più vicino, poté vedere che si trattava del ragazzo che aveva sognato di organizzare la nuova società militare.
Tornò al villaggio per raccontarlo e scoprì che tutti andavano di qua e di là in cerca dei loro cani, che sembravano scomparsi. Così descrisse quello che aveva visto e i giovani uomini che si erano radunati il giorno prima andarano a riferirlo al Sacerdote della Freccia.
Il Custode ammise di aver avuto torto e disse che il giovane uomo poteva fare quello che voleva per organizzare la nuova società, dato che aveva mostrato in modo indiscutibile il suo potere.
- Il giovane ricevette un sogno ripetuto per quattro notti.
- Scelse quattro giovani perché chiedessero il permesso al Sacerdote delle Sacre Frecce.
- Il Sacerdote respinse la richiesta.
- La comparsa dei cani sulla collina dimostrò l'autenticità del potere del fondatore.
- Il Custode autorizzò infine la creazione della nuova società guerriera.
La cerimonia di fondazione
Così una capanna venne spostata al centro dell'accampamento per la cerimonia ed il giovane uomo arrivò e si mise a pregare davanti ad essa. Poi entrò nel tepee e quando tornò fuori i cani scesero dalla collina correndo ed entrarono e poi uscirono dalla capanna in una lunga ed ordinata fila.
Poi si separarono e ciascuno ritornò, sempre di corsa, dal rispettivo proprietario. La cerimonia dell'organizzazione della nuova società fu lunga, durò quattro giorni durante i quali prepararono i costumi ed impararono quello che dovevano sapere.
Alla fine mangiarono carne di bisonte cucinata in modo speciale e, quando ebbero terminato, i cani si radunarono tutti lì, una seconda volta, e ciascuno ebbe un assaggio della pietanza.
Il cane divenne così l'elemento simbolico e rituale attorno al quale si organizzò la nuova società. La sua presenza collegava il sogno del fondatore, l'autorizzazione del sacerdote e la cerimonia collettiva dell'accampamento.

Gli Uomini Cane e il loro ruolo tra i Cheyenne
Gli Uomini Cane diventarono una delle più intrepide fra le società dei guerrieri cheyenne. Molti di loro fecero il giuramento di suicidarsi o - come lo chiamavano - pronunciarono "l'incantesimo dei vecchi".
Quando sfilavano in parata intorno all'accampamento prima della battaglia, i vecchi si schieravano ai loro lati e i banditori annunciavano a gran voce: "Guardate questi uomini per l'ultima volta, fintanto che sono vivi per l'ultima volta;hanno buttato via la loro vita".
Anche in altre tribù c'erano gli Uomini Cane, erano buoni combattenti e diventarono famosi. Ma gli Uomini Cane, o Guerrieri Cane, come sono stati chiamati in molti testi, non erano l'unica società di guerrieri coraggiosi, come molti credono.
Capitava che per un pò fosse una società ad avere la massima fama; poi questa passava a un'altra. Ma sembra che il maggior credito sia sempre andato agli Uomini Cane.
Unità durante gli spostamenti e guerra contro i Bianchi
Gli appartenenti alla Società dei Soldati Cani venivano prescelti da una soltanto delle bande che andavano a caccia sul territorio degli Cheyenne, bande nelle quali questi erano divisi. In tal modo, a differenza delle altre società di guerrieri, i Soldati Cane conservavano la loro unità anche durante gli annuali spostamenti.
Si rivelarono estremamente importanti nel periodo culminante dello stato di guerra contro i Bianchi fra il 1859 ed il 1869. Fu lo scontro di Summit Springs (1869), nel quale il loro leader Toro Alto rimase ucciso, a dare il colpo di grazia al loro potere.
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Società | Soldati Cane |
| Periodo di massima importanza | fra il 1859 ed il 1869 |
| Scontro decisivo | Summit Springs (1869) |
| Leader ucciso | Toro Alto |
Il giuramento del guerriero suicida
Lo stesso Dolce Medicina spiegò quale fosse il significato del guinzaglio e del piolo, oggetti emblema dei primitivi kamikaze. Se un giovane uomo lo desiderava avrebbe potuto fare un voto di conficcare il piolo in terra e legandosi ad esso nella battaglia successiva, quando il nemico avesse cominciato ad avvicinarsi diventando sempre più pericoloso.
Questo significava che avrebbe saldamente occupato quella posizione e non sarebbe indietreggiato, combattendo fino a quando il nemico non fosse stato respinto o lui avesse incontrato la morte.
Gli altri, se ne erano capaci, si potevano arroccare con lui su quella stessa posizione e combattere cercando di salvarlo. Chiunque avesse contribuito a salvare un simile guerriero in questo modo per quattro volte, aveva il diritto di liberarne un altro in futuro.
Cioè poteva entrare nella mischia quando il guerriero stava per essere ucciso, sradicare dal suolo il piolo e colpire il compagno facendoglielo strisciare con forza sul dorso, per rendere nullo il voto.
Per i Soldati Cane, che avevano fatto giuramento, era un grande onore morire combattendo e legati al piolo.
La carica senza piolo
C'era anche un altro modo di impegnarsi al suicidio in guerra. Ma in questo caso non c'erano né guinzaglio né piolo; il guerriero si limitava a lanciarsi in mezzo ai nemici, e caricarli senza sosta, esponendosi fino a quando non veniva ucciso.
Gli altri giovani guerrieri, influenzati, ne seguivano l'esempio. Sono molte le storie di battaglie indiane che narrano queste gesta.
Mentre i giovani suicidi continuavano a farlo fino a quando venivano ammazzati, gli altri, dopo un po' smettevano di esporsi. Non facevano mai più di quattro di queste cariche o assalti nello stesso posto.
Il giuramento non era quindi soltanto una manifestazione individuale di coraggio. Stabiliva un rapporto preciso tra il guerriero vincolato, i compagni che cercavano di salvarlo e il riconoscimento sociale attribuito a chi accettava il rischio estremo.
Feste, danze e il nome di Cani Pazzi
Era usanza di ogni società dei guerrieri radunarsi di tanto in tanto per una festa oppure di organizzare una danza alla quale potessero partecipare in allegria tutti i componenti della tribù.
A queste danze i membri della società si pavoneggiavano, descrivendo i loro atti di coraggio oppure raccontando quello che avevano giurato di fare nella battaglia successiva. Un giovane uomo, in quell'occasione, non aveva occhi che per la sua ragazza e cercava di far colpo su di lei con la sua abilità nella danza e l'onorevole passato di guerriero e tutti di divertivano molto.
Talvolta la festa continuava per tutta la notte con canti, danze ed urli di tutti i componenti alcuni dei quali raggiungevano livelli parossistici di partecipazione.
Anche i Guerrieri Cane organizzavano le loro feste e le loro danze; anzi, fu proprio per questo motivo che si videro attribuire il nuovo nome di Cani Pazzi.
Cominciavano la danza ma poi si eccitavano talmente da continuarla attraversando un torrente o un fiume tutti vestiti com'erano, sempre cantando. E la gente cominciò a chiamarli "danzatori pazzi" o "Cani Pazzi".

Le donne e le società guerriere
Un uomo non poteva nemmeno corteggiare una ragazza se non aveva dato prova del suo coraggio. Ecco una delle ragioni per cui tanti giovani erano ansiosi di dimostrarsi audaci in guerra.
La madre di una ragazza stava sempre con lei e, se il giovane uomo si faceva avanti, la madre parlava di lui con gli altri - come voleva l'usanza - e chiedeva che cosa avesse fatto in battaglia.
Effettivamente avevano tutti una gran paura di quello che poteva dire la gente, e soprattutto le donne, se si fossero comportati da vigliacchi.
I canti femminili e la reputazione del guerriero
Le donne avevano perfino un canto nel quale si parlava di un uomo cui era venuto a mancare il coraggio. Il canto diceva :"Se hai paura quando vai all'assalto, voltati e torna indietro. Le Donne del Deserto ti divoreranno".
Voleva dire che le donne avrebbero parlato talmente male di lui che sarebbe stato meglio morire.
Avevano anche un altro canto :"Se tu avessi combattuto da coraggioso, avrei cantato per te". E voleva dire la stessa cosa.
Il canto delle donne era sempre il sottofondo musicale che incitava gli uomini a fare qualsiasi cosa. Era duro andare in battaglia, e spesso avevano paura, ma era peggio tornare indietro ed affrontare le donne.
Ecco una delle ragioni per cui non mostravano di essere impauriti, ma si buttavano a capofitto nel combattimento; vi erano quasi costretti.
Ai tempi della sua gioventù, mi raccontava mio nonno, non erano ben visti dalle ragazze quei giovani che veniva scartati dal servizio della leva.
Non era in ballo il coraggio ma chi non poteva essere un buon soldato non dava garanzie per diventare un buon marito.
Le quattro fanciulle-guerriere
Alcuni membri delle società di guerrieri sceglievano quattro principesse, o fanciulle-guerriere, che venivano considerate alla stregua di sorelle dagli uomini appartenenti alla società, e venivano convocate ogni volta che questa si riuniva.
Erano trattate con grande onore e portavano fortuna agli uomini. Ogni società cercava di avere le fanciulle più belle o che avessero il migliore carattere.
Una fanciulla-guerriera non poteva sposarsi senza il consenso comune e il suo matrimonio era sempre una grande cerimonia alla quale prendeva parte l'intera società.
Non si poteva celebrare il matrimonio secondo l'antica consuetudine per la quale le persone se ne andavano semplicemente via insieme. Veniva sempre celebrato secondo le nuove regole per il matrimonio insegnate da Dolce Medicina , secondo le quali un dono di cavalli veniva offerto dallo sposo ai genitori della ragazza.
E, in aggiunta, se sposava una fanciulla-guerriera, la sua famiglia doveva fare donazioni di molti oggetti di pregio e di cibo in abbondanza ai membri della società.
C'erano fanciulle-guerriere che non si sposavano mai. Una ragazza poteva sposarsi e continuare il ruolo di fanciulla-guerriera, ma questo capitava di rado.
Tra gli Cheyenne tutte le società guerriere avevano le loro quattro principesse, tranne quella dei Soldati Cane e le Corde d'Arco.
Erano intimoriti dal pensiero della sfortuna che li avrebbero potuti colpire se una delle ragazze si fosse cacciata nei guai.
| Ruolo | Caratteristiche |
|---|---|
| Quattro principesse o fanciulle-guerriere | Considerate alla stregua di sorelle dagli uomini della società |
| Partecipazione | Venivano convocate ogni volta che la società si riuniva |
| Funzione simbolica | Erano trattate con grande onore e portavano fortuna agli uomini |
| Matrimonio | Richiedeva il consenso comune e una grande cerimonia |
| Eccezioni | Soldati Cane e Corde d'Arco |
Le altre società guerriere Cheyenne
Ma c'erano anche altre motivazioni che spingevano i giovani a cercare la gloria in battaglia. Le troverete nella seconda parte relativa alle donne native.
Termino l'articolo ricordando che la mia attenzione si è limitata solo ad alcuni aspetti e solamente ad una sola delle società guerriere e della sola tribù degli Cheyenne.
In seno a quella tribù vi erano almeno altre quattro società, altrettanto bellicose e numerose. La nostra attenzione è stata circoscritta alle notazioni mitico-folcloristiche, tralasciando l'enorme importanza storica-guerriera che dette società ebbero nell'impatto con i Bianchi.
Come pure non si è sfiorata la loro organizzazione interna ed i loro compiti specifici di mantenimento dell'ordine all'interno della tribù.
I Guerrieri Divini al servizio di Odino
I Guerrieri Divini sono un gruppo di almeno quattro Cavalieri che proteggono la fortezza del Valhalla e il Sacerdote Balder, ad Asgard.
Se consideriamo anche la serie animata, li si può vedere come un gruppo speciale di stanza in un avamposto remoto, ma nellottica del film vengono presentati come i soli servitori di Odino.
Risiedono direttamente nella città antistante la fortezza del Valhalla, e non viene mai rivelato da dove vengano, come siano diventati Guerrieri Divini o chi li abbia addestrati.
| Voce | Informazione |
|---|---|
| Nome | Guerrieri Divini (God Warriors) |
| Stirpe | Guerrieri del dio Odino |
| Membri conosciuti | 4 |
| Residenza | Palazzo del Valhalla, Asgard |
| Paese d'origine | Asgard |
| Prima apparizione | Film 2 "LArdente guerra degli Dei" (anime) |
| Generazioni conosciute | 1 |
I quattro membri conosciuti
I membri conosciuti della prima generazione, nell'epoca moderna, sono Loki, Url, Runmìr, Midgard.
Balder, in quanto Sacerdote, non dovrebbe è uno dei Guerrieri, mentre Freyr è un prete.
- Loki: assistente personale di Balder e figura che dà la sensazione di essere il leader.
- Url: guerriero che non si sbilancia sulla propria fedeltà.
- Runmìr: si vanta della propria fedeltà a Odino e potrebbe agire in buona fede.
- Midgard: è Cristal dopo aver subito il lavaggio del cervello di Balder.
Loki, che fa anche da assistente personale di Balder, dà la sensazione di essere il leader, ma è impossibile determinare le dinamiche interpersonali che esistono tra loro visto che non interagiscono mai verbalmente.
Anche la loro reale fedeltà è incerta: Loki è sicuramente al corrente dei piani di Balder e lo assiste consapevolmente, Url non si sbilancia, mentre Runmìr si vanta della propria fedeltà a Odino e potrebbe agire in buona fede.
Midgard è, ovviamente, Cristal dopo aver subito il lavaggio del cervello di Balder, e viste sia la rapidità con cui viene accettato dal gruppo che lesistenza di unarmatura appositamente per lui, si può presumere esistano o siano esistiti altri Guerrieri Divini non comparsi nel film.
Armature, armi e poteri
I Guerrieri Divini indossano armature stilisticamente simili alle Armature di Argento dei Cavalieri di Atena, ma dalla resistenza intermedia tra Argento e Oro.
Sono vagamente ispirate ai miti nordici nellaspetto, ma spesso prive di chiari elementi che permettano di ricollegarle a una figura mitologica specifica.
Non sappiamo chi le abbia forgiate o quando, né il loro punto di congelamento, che però si presume essere basso vista laffinità col gelo degli abitanti del Nord.
Due di loro sono dotate di armi - nello specifico spada e boomerang. Nel corso degli scontri vengono praticamente distrutte.
A parte i poteri individuali di ciascun guerriero, i Guerrieri Divini non possiedono capacità speciali.
Hanno cosmi abbastanza potenti da mettere in difficoltà i protagonisti, ma non al livello dei Cavalieri dOro, e combattono usando un misto di tecniche energetiche e armi, riguardo le quali evidentemente non hanno veti.
Le loro mosse sono tutte abbastanza crude, incentrate sulla potenza pura senza alcun potere psichico, spirituale o elementale.
Considerando che riescono a danneggiare senza troppe difficoltà le armature di bronzo, si può presumere che il loro cosmo ecceda quello dei normali Cavalieri dArgento.
Organizzazione e comportamento in battaglia
In battaglia, combattono da soli e appaiono del tutto indifferenti alle sorti dei compagni, ma sono comunque uniti da un certo livello di cameratismo visto che la prima volta che li si incontra sono in gruppo.
Dallaspetto, si può presumere che Runmìr sia il decano del gruppo.
Caratterialmente, sono tutti di indole bellicosa e un po arrogante: non esitano a minacciare i Cavalieri di Atena in missione diplomatica insieme alla loro Dea, scendono subito in campo con veemenza e trattano i nemici con una certa sufficienza.
Danno limpressione di amare combattere, al punto che non li vediamo mai esitare o provare a capire le ragioni degli avversari, ma anzi lottano sempre fino allultimo.
Daltra parte, obbediscono agli ordini di Freyr e non prendono liniziativa, agendo solo come difensori della fortezza, rafforzando lidea che Url e Runmìr, pur non essendo stinchi di santo, non siano effettivamente malvagi.
In guerra, hanno piena autonomia decisionale, potendo decidere quando e dove agire, e condurre lo scontro come preferiscono.
Come detto, Url e Runmìr fanno liberamente uso di armi, mentre Loki e Midgard ricorrono solo ai colpi segreti.
Molti dei loro combattimenti contro i protagonisti si risolvono in una specie di pareggio, con Pegasus che ammette come Loki gli sia più o meno pari, Url che viene ucciso di sorpresa e Runmìr che riesce a mettere fuori gioco Phoenix prima di morire.
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La difesa del Valhalla
I Guerrieri Divini proteggono il palazzo del Valhalla e il Sacerdote di Odino, Balder.
Quando Atena e i suoi Cavalieri fanno visita alla fortezza alla ricerca di un compagno scomparso, li accolgono con sottili provocazioni e malcelata ostilità.
Con lo scoppio di un piccolo conflitto tra le due fazioni, scendono in campo per impedire ai nemici di raggiungere il cuore del palazzo, ma hanno la peggio e tre di loro perdono la vita.
Il quarto, Midgard, si rivela essere il Cavaliere di Atena Cristal.
Origine e collocazione nella serie
Le informazioni presenti in questo profilo provengono dall'anime classico.
I Guerrieri Divini non compaiono nel manga e non sono citati nell'Ipermito, nell'enciclopedia Taizen o nelle altre opere di approfondimento, ma alcuni di loro sono basati sugli schizzi preparatori fatti da Kurumada per una breve storia autoconclusiva del manga.
A loro volta, i Guerrieri Divini hanno in parte ispirato laspetto, le tecniche o le armature di alcuni Cavalieri di Asgard poi comparsi nella serie animata.
Il film fu utilizzato proprio come trampolino di lancio per testare linteresse del pubblico verso la mitologia nordica.
Il loro nome originale, God Warriors, è lo stesso dei Cavalieri di Asgard della serie.
Film e serie non sono nella stessa continuity.
Pur venendo spesso conteggiato tra i Guerrieri Divini dai fan, Balder è ufficialmente un Sacerdote, cosa che spiega anche il suo essere del tutto fuori scala rispetto ai sottoposti.
Freyr, principe di Asgard nella versione italiana, è un prete in quella originale, ma comunque di rango abbastanza alto da poter dare ordini ai Guerrieri.
Dai settei del film si evince che in principio Midgard non doveva essere Cristal, ma un ragazzo dallaspetto che poi sarebbe stato usato per Artax.
Il fatto che venga subito integrato nel gruppo senza che nessuno si ponga domande fa pensare che esistano potenzialmente più di quattro Guerrieri, e che vederne di nuovi non sia poi cosa rara.
Iconograficamente, Loki ha il simbolo del lupo in riferimento a Fenrir, che nel mito è figlio del Dio suo omonimo, mentre Runmìr rappresenta il classico gigante vichingo, oltre che una versione più selvaggia di Thor.
Larmatura di Midgard verrà poi riciclata proprio per il Cavaliere Thor, con poche modifiche e un deciso cambio di colore.
Due significati diversi della figura del sacerdote
Nel racconto Cheyenne, il sacerdote è il custode dell'autorità religiosa e della continuità rituale: nessuna nuova società guerriera può essere istituita senza il suo consenso. La sua decisione viene però modificata quando il potere del fondatore è dimostrato attraverso il prodigio dei cani.
Nel mondo dei Guerrieri Divini, il sacerdote Balder è invece il protetto di un gruppo armato. I quattro guerrieri non chiedono un'autorizzazione per fondare una nuova istituzione, ma ricevono il compito di difendere una fortezza e il suo rappresentante religioso.
Il numero quattro ricorre in entrambi i contesti: quattro giovani chiedono il permesso al Sacerdote delle Sacre Frecce, mentre quattro Guerrieri Divini sono conosciuti come difensori del Valhalla. Nel primo caso il gruppo nasce da un sogno e viene legittimato da un'autorità sacra; nel secondo appartiene a una struttura militare fantastica legata ad Asgard e a Odino.