Il basilico di Prà DOP coltivato dalla famiglia Sacco nasce dal rispetto dei tempi della natura, dalla raccolta manuale e da una tradizione agricola tramandata da sei generazioni. A Prà, quartiere del ponente genovese incastonato tra i terrazzamenti e il mare, questo rispetto si fonde con la storia dei Fratelli Sacco.
Dal 1831 la famiglia Sacco ha fatto di questa attività quotidiana la propria filosofia, quella di chi ha capito che per ottenere l’eccellenza bisogna rispettare i tempi della natura, non piegarla ai propri. Il basilico viene coltivato nelle serre, raccolto con la radice, pulito e lavato, quindi trasferito in un piccolo laboratorio dove avviene la trasformazione in pesto genovese.

La storia della famiglia Sacco
Il sole non è ancora sorto quando la famiglia Sacco è già nei campi e pregusta il momento in cui il suo tesoro si trasformerà in pesto genovese. È l’ora in cui le foglie di basilico di Prà sono ancora intrise di rugiada marina, quando l’umidità notturna ha esaltato ogni molecola aromatica senza che il calore del giorno le abbia disperse nell’aria.
Chi coltiva il basilico da sei generazioni lo sa: questo è il momento perfetto. A Prà, quartiere del ponente genovese incastonato tra i terrazzamenti e il mare, questo rispetto si fonde con la storia dei Fratelli Sacco: la prova che, quando la passione si tramanda di padre in figlio per due secoli, il risultato non può che essere straordinario.
Una tradizione che si rinnova ogni giorno
“La nostra è una grande responsabilità verso chi ci ha preceduto e reso possibile tutto ciò. C’è un grande impegno quotidiano, sperando che si continui per la settima generazione” ci racconta Gianni Sacco con quella semplicità che nasconde decenni di dedizione.
“Per tutti noi è esattamente uno stile di vita e non soltanto un lavoro: sentiamo il dovere di preservare questa attività totalmente rigenerativa - oggi va di moda dire circolare - perché siamo convinti che i sistemi di produzione agricola moderni non si coniughino con la natura, anzi la danneggiano eccessivamente.”
L’azienda Fratelli Sacco non è solo un’impresa agricola: è la custode di un patrimonio che appartiene a tutto il territorio ligure. Camminando tra i loro campi, si percepisce immediatamente la differenza tra chi coltiva basilico per mestiere e chi lo fa per vocazione.
Ogni gesto ha il peso della tradizione e ogni pianta di basilico di Prà viene trattata come un vero tesoro.
Come viene coltivato il basilico di Prà DOP
“All’interno delle nostre serre, dopo le lavorazioni del terreno e le concimazioni solo organiche - stallatico - viene effettuata la semina a spaglio manuale,” spiega Gianni, descrivendo un processo che ha i tempi della natura, non quelli dell’industria.
“Si attende l’arrivo delle prime piantine dopo circa 20/25 giorni in primavera/estate, 50/60 giorni in autunno/inverno. La raccolta è interamente manuale, piantina con radice che poi viene pulita e lavata, a questo punto il tutto viene trasferito in un piccolo laboratorio dove avviene la trasformazione in pesto genovese.”
| Fase | Caratteristica |
|---|---|
| Preparazione del terreno | Lavorazioni del terreno e concimazioni solo organiche - stallatico |
| Semina | Semina a spaglio manuale |
| Prime piantine in primavera/estate | Circa 20/25 giorni |
| Prime piantine in autunno/inverno | 50/60 giorni |
| Raccolta | Interamente manuale, con la piantina e la radice |
| Preparazione | Pulizia e lavaggio |
| Trasformazione | Produzione del pesto genovese in un piccolo laboratorio |
È un viaggio che dalla terra porta direttamente al vasetto, senza intermediari né compromessi. Ogni piantina viene raccolta con cura, trasformata immediatamente.
Non c’è fretta, non ci sono scorciatoie: solo la pazienza di chi sa che l’eccellenza non può essere forzata.

Il ruolo delle serre e della tecnologia
In quasi due secoli di storia, l’azienda Fratelli Sacco ha saputo evolversi senza mai tradire le proprie radici. “L’evoluzione principale è quella delle strutture, le serre: attualmente sono di nuova generazione, con la possibilità di gestione ambientale ed irrigazione automatizzate” racconta Gianni.
“Non è cambiata di una virgola e non deve cambiare mai la terra in cui coltiviamo e la tecnica agronomica applicata.”
È questo equilibrio tra rispetto del passato e apertura al futuro che ha permesso ai Fratelli Sacco di attraversare epoche e cambiamenti, mantenendo sempre al centro la qualità del prodotto e l’amore per la terra. La tecnologia serve solo a migliorare l’efficienza, mai a stravolgere la sostanza.
Dal basilico di Prà al pesto genovese
Quando si parla di pesto genovese, ogni famiglia ligure ha la propria ricetta “segreta”. Ma c’è una verità che non ammette discussioni: senza il basilico giusto, non c’è pesto che tenga.
“Tasto dolente la reinterpretazione, ma comprendo le esigenze della grande industria” ammette Gianni con un sorriso che mescola comprensione e rammarico. “Noi ci riferiamo alla ricetta di casa tramandata dalle nostre formidabili donne.”
“Non dovrebbe mai mancare l’alta qualità di ogni singolo ingrediente, ma ovviamente la passione non è opzionale: è essenziale”.
VERO Pesto Genovese! La ricetta ORIGINALE italiana
Un ingrediente della cucina ligure
Il basilico di Prà è uno degli ingredienti base di una ricetta speciale che ci ha donato Martina Francesconi, di Gelatina.
La sua importanza non si limita quindi alla produzione del pesto genovese: il basilico di Prà rappresenta uno degli elementi caratteristici della cucina ligure e il risultato di una cultura agricola legata al territorio, al mare, ai terrazzamenti e alla continuità familiare.