Le rinunce spiegate ai bambini del catechismo

Una rinuncia cristiana non è una punizione e non serve a rendere triste la vita: è la scelta libera di lasciare per un po’ qualcosa che ci piace, ma di cui non abbiamo bisogno, per pregare di più, amare meglio Dio e aiutare gli altri.

Gesù accettò di portare la croce perché voleva fare la volontà di suo Padre Dio; Egli disse “Si” per salvarci. Anche noi possiamo offrire a Dio piccoli sforzi e sacrifici, fatti con amore e allegria, senza danneggiare la nostra salute e senza trasformarli in una gara.

Che cosa significa rinunciare?

Dio non costringe nessuno ad amarlo. Lascia che ogni uomo scelga liberamente il suo cammino: con o senza Dio.

Per questo una rinuncia cristiana deve essere libera e consapevole. Non significa smettere di fare tutto ciò che piace, né cercare sofferenze inutili: significa imparare a non essere schiavi delle nostre abitudini e usare meglio il tempo, le energie e le cose che abbiamo ricevuto.

Ognuno di noi ha qualcosa che non vuole fare, qualcosa a cui sfugge o qualcosa che non vuole vedere. Se si presta attenzione a ciò e se si accetta di fare o di cambiare con amore e allegria offrendolo a Dio, questo è portare la croce; una croce che non si vede, ma che si porta nel cuore.

Perché i cristiani fanno rinunce?

Dio era molto triste per quello che era successo quando gli uomini si allontanarono da lui. Chiese a suo Figlio che facesse qualcosa di molto importante così da aprire di nuovo le porte del cielo agli uomini.

Una cosa molto difficile - rispose suo padre-. Nientemeno che farsi uomo! Venire sulla terra e accettare in tutto la condizione umana fino alla morte.

Dio Padre non voleva che Gesù morisse come un uomo. Gli chiese di offrire la sua vita, di morire per tutti noi, perché così tutti i suoi figli potessero vivere con Lui per sempre, nel cielo.

La morte di Gesù fu come un riscatto che Lui pagò perché gli uomini potessero andare in cielo.

Gesù è solo, immobile nel palazzo di Pilato. I suoi amici, impauriti, sono fuggiti. Tutte le persone urlano e lo insultano. Però Gesù non si arrabbia, rimane tranquillo sopportando tutto per amore nostro.

Gesù accettò la morte e non usò il suo grande potere per salvarsi e vincere i suoi nemici.

Gesù ci insegna in questo modo come usare il silenzio quando la malignità non vuole ascoltare le buone parole.

La rinuncia nasce dall’amore, non dalla paura

Guardiamo tutti la croce in silenzio e pensiamo che ogni volta che ci comportiamo male, che gridiamo, che mentiamo o che ci arrabbiamo, che ogni volta che non lo andiamo a trovare la domenica durante la messa o che non ci confessiamo, quella croce diventa più pesante per Gesù e più difficile da portare.

Ognuno di noi deve pensare quante cose ha fatto per rendere più pesante quella croce.

Questo “sì” che pronunci con grande sacrificio, è un vero regalo a Dio.

Con i sacrifici che noi facciamo, Dio può salvare tutti quelli che sono lontani da Lui, tutti quelli che non credono.

Una rinuncia, però, non deve diventare motivo di orgoglio o di confronto. Non è importante fare la cosa più difficile, ma scegliere un gesto che aiuti davvero a crescere nell’amore, nella preghiera, nella responsabilità e nella disponibilità verso gli altri.

Gesù cade e si rialza

La croce era tanto pesante che la stanchezza lo vinse e le sue gambe si piegarono: non poteva resistere sotto il peso della croce. I suoi occhi si riempirono di lacrime e cadde al suolo appesantito dalla croce.

Gesù si alzò, fu coraggioso e seguitò a camminare.

Ci sono molti modi di cadere. Quel modo di cadere è esteriore, ma esiste un altro modo si cadere che non si vede a causa delle nostre cattive azioni. Queste sono cadute che nessuno vede, tranne Dio nostro Padre.

Lui soffre per queste nostre cadute, e ci aiuta a rialzarci. Gesù ci insegnò come fare: si deve confidare nel suo aiuto e cercare sempre Gesù.

Ricordando lo sforzo che fece Gesù per alzarsi nuovamente pensò a quanto sarebbe stato difficile per lui non rifare gli stessi errori.

“Se Gesù è riuscito ad alzarsi dopo la caduta anche io posso riuscirci”.

Il “sì” di Maria e i piccoli sacrifici

La Vergine Maria, Sua madre, era corsa per arrivare ad un punto della strada da cui poteva veder passare suo figlio così da riuscire ad avvicinarsi a Lui.

Poterono solamente guardarsi. Soffrivano molto. Non si parlarono perché non glielo permisero, però Gesù si sentì amato e appoggiato da sua madre.

Grazie, Vergine Maria, per avermi insegnato a non diffidare di Dio nostro Padre e per avermi insegnato a dire sempre di “si” alla volontà di Dio Padre, anche se mi costa sacrificio.

Voi credete che quando facciamo qualcosa che ci costa sacrificio e ci sforziamo, stiamo dicendo “si” a Dio?

Sì, Francesca - le rispose suo padre.

Per Dio non c’è alcuna confusione: Egli conosce per nome ogni bimbo, ogni persona tra migliaia di milioni di uomini che vivono sulla terra. Sa quello che ognuno di noi fa o non fa, quello che ognuno pensa e quello che ognuno sente.

Vuole bene ad ognuno come un padre perché Egli è il padre di ognuno e di tutti.

Che cosa può essere una rinuncia?

Le rinunce possono riguardare il cibo, il tempo, l’uso degli strumenti digitali, il modo di parlare, la pigrizia, la vanità o la disponibilità verso gli altri. Per un bambino è importante scegliere un impegno semplice, concreto e possibile.

AmbitoEsempio di impegnoChe cosa aiuta a imparare
PreghieraPregare più del solito.Ricordarsi di Dio ogni giorno.
GenerositàEssere più generoso.Condividere e pensare agli altri.
AscoltoImpegnarsi ad ascoltare di più.Rispettare le persone.
ResponsabilitàFare le scale fino al terzo piano, senza usare l’ascensore.Affrontare con pazienza una piccola fatica.
StudioStudiare ogni volta di più e offrire questo sacrificio a Gesù.Vincere la pigrizia e diventare più ordinati.
Uso del telefonoCon più moderazione, poter essere più presente per le persone che mi circondano.Guardare e ascoltare chi ci sta vicino.
CondivisioneOgni monetina che troviamo, decidiamo che sono soldi che vanno a Dio, e quindi li diamo in beneficenza.Usare ciò che si possiede per aiutare.

Esempi di rinunce e impegni

“L’anno scorso non ho rinunciato a niente, per la Quaresima; mi sono solo impegnata a pregare più del solito. Quest’anno mi impegno a pregare più del solito, e rinuncerò a Facebook” - Josephina.

“Ho rinunciato ai cucchiai e alle forchette. Ho imparato a mangiare con le bacchette giapponesi. È stato divertente per i miei amici, e mi ha permesso di discutere con loro circa la Quaresima in una maniera simpatica e non barbosa. Abbiamo riso molto” - Matt.

“Ho fatto il proposito di trattare il mio corpo come tempio dello Spirito, durante la Quaresima. Tutto quello che leggo, guardo, ascolto, mangio, bevo, dico, faccio, eccetera… tutto focalizzato sul fatto che il mio corpo è il tempio dello Spirito” - Paul.

“Un anno, per la Quaresima, ho preso l’impegno di scrivere una lettera al giorno. Ho fatto una lista di quaranta persone che, in un modo o nell’altro, avevano influenzato la mia vita. Per ogni giorno di Quaresima, ho preso una persona da questa lista e le ho scritto una lettera, per ringraziarla di quello che aveva fatto per me. E ho pregato per quella persona, quel giorno. Era stata un’esperienza MERAVIGLIOSA” - Patty.

“Ho cercato di essere più generoso” - Peter.

“Quest’anno, rinuncio ad ascoltare la radio quando sono in macchina, per focalizzarmi meglio sulle cose che mi circondano e che Dio ha creato. Sono così impaziente di cominciare a farlo… che ho già cominciato!” - Joshua.

“Quest’anno, rinuncio a tutti i dolci, (lavoro in una gelateria), e ogni giorno mi impegno a pregare per una persona diversa. Con Facebook mi sono fatta una lista di persone che hanno bisogno, o hanno richiesto, una preghiera” - Aimee.

“Ho un problema di vanità, soprattutto quando si tratta di prepararmi per uscire. Così, un paio di anno fa ho deciso molto banalmente di impegnarmi a indossare ogni mattina il primo vestito che mi veniva in mano, senza stare a pensarci troppo. Questo mi ha insegnato che la mia autostima va molto al di là del modo in cui mi vesto” - Carrie.

“Quest’anno rinuncio al mio telefono cellulare; nel senso che, col cellulare in tasca, passo tutta la giornata a controllare le mail. Spero che, con più moderazione, potrò essere più presente per le persone che mi circondano. Voglio che loro possano cogliere la mia fede” - Kaitlin.

“Mi impegno ad ascoltare di più” - Carmelina.

“In genere, in Quaresima, nell’ottica di rinunciare a qualcosa che ci piace ma di cui non abbiamo bisogno, decidiamo che ogni monetina che troviamo per strada, nelle tasche dei pantaloni quando le rivoltiamo per far la lavatrice, o in generale in qualsiasi altro posto… beh: decidiamo che quelli sono soldi che vanno a Dio, e quindi li diamo in beneficenza.” - Alyssa.

“Due anni fa sono andato ad adorazione eucaristica ogni giorno, durante la Quaresima. Non mentirò: non l’ho fatta tutti i giorni, ma la maggior parte delle volte sì; e mi ha cambiato la vita, essere così vicino a Gesù per così tanto tempo. È stato bellissimo” - Jacob.

“Conosco una ragazza che mi ha detto di aver ascoltato solo musica cristiana, durante la scorsa Quaresima. Diceva che all’inizio era stata dura, ma poi aveva imparato ad amare la profondità e il messaggio di molte canzoni cristiane” - Molly.

“Essere più coinvolta nelle attività di chiesa - sia se parliamo di tempo, che di talenti. Più preghiere: rosario, novena, robe serie. Farmi aiutare per la mia depressione. Rinunciare alla carne nei venerdì. Concentrarmi sull’essere una cristiana migliore in generale, abbandonarmi ai progetti di Dio per me e per la mia famiglia senza pensare troppo ai ‘nostri progetti’ per la mia vita” - Erika.

“Io non l’ho mai fatto, ma ho sentito di persone che rinunciavano alla funzione snooze sulla loro sveglia. Mi hanno detto che è stata più dura di quanto immaginassero, ma è stata una bella lezione di disciplina” - Jessica.

Rinuncia, preghiera e carità

La rinuncia cristiana è più completa quando viene accompagnata dalla preghiera e da un gesto d’amore. Lasciare qualcosa non serve soltanto a “resistere”, ma ad avere più tempo e attenzione per Dio e per le persone.

Ognuno di noi ha questa opportunità: puoi portare la croce e aiutare Gesù.

Se si trattava di aiutare Gesù, regalandogli quello che gli costava di più, doveva studiare ogni volta di più e offrire questo sacrificio a Gesù.

Sicuramente Lui ti guarda e guarda tutti noi. Lui ha bisogno del nostro aiuto e anche se pensi di essere disordinato e pigro, ricordati sempre che Egli ha bisogno di te proprio per questo, per farti cambiare, per farti impegnare di più.

Un bambino può quindi collegare ogni rinuncia a un gesto concreto: pregare per qualcuno, aiutare in casa senza lamentarsi, condividere un gioco, ascoltare un compagno, dire la verità, chiedere scusa, studiare con maggiore impegno o donare qualcosa a chi ne ha bisogno.

Le rinunce e il Battesimo

Per mezzo del Battesimo siamo divenuti partecipi del mistero pasquale del Cristo, siamo stati sepolti insieme con lui nella morte, per risorgere con lui a vita nuova.

Ora rinnoviamo le promesse del nostro Battesimo con le quali un giorno abbiamo rinunziato a satana e alle sue opere e ci siamo impegnati a servire fedelmente Dio nella santa Chiesa cattolica.

Al Battesimo questa professione di fede e questa rinuncia l’hanno fatta per noi i genitori e i padrini, ma nella Cresima è necessario che ognuno di noi prenda coscienza di questa rinuncia e di questo impegno.

Rinunciate a satana?

Cel. Rinunciate a satana?

T. Rinuncio.

Cel. E a tutte le sue opere?

T. Rinuncio.

Cel. E a tutte le sue seduzioni?

T. Rinuncio.

Nella professione di fede si rinuncia a Satana, origine di ogni male e di ogni peccato, si rinuncia alle sue seduzioni, alle sue tentazioni, a tutte le sue opere.

Noi dobbiamo sapere che abbiamo questo grande nemico e predisporci alla guerra contro il male con grande impegno e determinazione, non dobbiamo sottovalutare la sua azione, potremmo rimanerne vittime.

Dopo aver fatto la nostra rinuncia dobbiamo professare la nostra fede e il nostro fiducioso abbandono in Dio, che ci ama e vuole il nostro bene qui in terra e per l’eternità, nel Regno di luce, di amore e di pace che ci ha preparato.

La professione di fede

Cel. Credete in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra?

T. Credo.

Cel. Credete in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, che nacque da Maria Vergine, morì e fu sepolto, è risuscitato dai morti e siede alla destra del Padre?

T. Credo.

Cel. Credete nello Spirito Santo, la santa Chiesa Cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne e la vita eterna?

T. Credo.

Cel. Questa è la nostra fede. Questa è la fede della Chiesa. E noi ci gloriamo di professarla in Cristo Gesù nostro Signore.

T. Amen.

Un’attività per il catechismo: la goccia della rinuncia

Un cammino di Quaresima può aiutare i bambini a trasformare la rinuncia in un gesto visibile e quotidiano.

Si possono consegnare ai bambini le “gocce della rinuncia” da utilizzare durante il cammino quaresimale.

Ogni bambino può scegliere un impegno e scriverlo su una goccia di carta: “ascoltare di più”, “non arrabbiarmi quando mi chiedono qualcosa”, “dire la verità”, “aiutare in casa”, “studiare con impegno”, “pregare per una persona” o “condividere qualcosa”.

Ogni volta che il bambino prova a mantenere il suo impegno, può aggiungere una goccia a un cartellone con una croce, una strada verso la Pasqua o un’immagine di Gesù.

L’attività aiuta a capire che una piccola rinuncia, ripetuta con amore, può diventare un cammino di cambiamento.

Una proposta pratica per scegliere bene

Prima di scegliere una rinuncia, il bambino può rispondere a queste domande:

  • Che cosa mi piace molto, ma non mi serve davvero?
  • Quale abitudine mi impedisce di pregare, ascoltare o aiutare?
  • Quale piccola fatica posso offrire a Gesù?
  • Chi potrò aiutare con il tempo o le energie che avrò a disposizione?
  • Posso mantenere questo impegno con gioia e senza fare del male a me stesso?

È utile scegliere un solo impegno chiaro, invece di promettere molte cose e poi abbandonarle.

Il bambino può anche stabilire un gesto positivo collegato alla rinuncia: se rinuncia a un po’ di tempo davanti allo schermo, può parlare con un familiare; se rinuncia a lamentarsi, può svolgere un servizio; se rinuncia a una golosità, può pregare per una persona; se rinuncia alla pigrizia, può studiare o riordinare.

La verifica del cammino

Alla fine della giornata il bambino può fermarsi per un minuto e chiedersi:

  • Ho ricordato il mio impegno?
  • Ho agito per amore o soltanto per paura?
  • Ho pensato a Gesù?
  • La mia rinuncia mi ha aiutato a essere più gentile?
  • Ho chiesto scusa quando sono caduto?

Se un giorno non riesce a mantenere la promessa, non deve scoraggiarsi. Gesù si alzò dopo la caduta e seguitò a camminare.

Si deve confidare nel suo aiuto e cercare sempre Gesù.

Una preghiera semplice

Gesù, ti offro questa piccola rinuncia perché voglio imparare ad amarti di più.

Aiutami a non lamentarmi, a dire la verità, ad ascoltare, a pregare e a servire con gioia.

Quando cado, aiutami a rialzarmi. Quando sono pigro, dammi forza. Quando penso soltanto a me stesso, insegnami a vedere chi ha bisogno di me.

Voglio accompagnarti sempre e offrirti tutto quello che per me era uno sforzo e un sacrificio.

Perdonami Gesù.

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