Quaresima di San Michele Arcangelo: significato, date, origini e pratiche spirituali

La Quaresima di San Michele Arcangelo è un periodo di preghiera, penitenza e rinnovamento spirituale che si svolge tra la solennità dell’Assunzione della Vergine Maria, il 15 agosto, e la festa dei Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, il 29 settembre.

La devozione richiama la seconda Quaresima vissuta da San Francesco d’Assisi e invita i fedeli a intensificare la preghiera, scegliere una penitenza, praticare la carità e affrontare con maggiore vigilanza la lotta contro le tentazioni, affidandosi all’intercessione di San Michele Arcangelo.

Che cos’è la Quaresima di San Michele

Da alcuni anni è rinata un’antica devozione quasi dimenticata, con importanti implicazioni per la battaglia spirituale: la cosiddetta Quaresima di San Michele. Si tratta di un periodo di quaranta giorni che inizia quaranta giorni prima della festa di San Michele Arcangelo e che affonda le sue radici nel Medioevo, giungendo persino a ricollegarsi alla figura di San Francesco d’Assisi.

Simile alla Quaresima che precede la Pasqua, la Quaresima di San Michele è un periodo di 40 giorni caratterizzato da preghiera e penitenza, che ha inizio il giorno dell’Assunzione di Maria (15 agosto) e termina il giorno della Festa degli Arcangeli San Michele, San Gabriele e San Raffaele (29 settembre).

Questo tempo di devozione è un’opportunità per rinnovare la propria fede e di crescere insieme a Dio. Nonostante non faccia parte del calendario liturgico ufficiale della Chiesa, questa devozione è un’occasione unica per immergersi nella preghiera e abbracciare la penitenza, proprio come fece San Francesco, per avvicinarsi sempre di più a Nostro Signore.

Date e durata

La devozione si celebra tra la solennità dell’Assunzione della Vergine Maria, il 15 agosto, e la festa dei Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, il 29 settembre, più o meno un periodo quaresimale.

Nel 2025, la Quaresima di San Michele inizia venerdì 15 agosto e si conclude lunedì 29 settembre. Tra i cattolici devoti agli spiriti celesti ed in modo particolare all’Arcangelo Michele ad imitazione di san Francesco d’Assisi c’è l’usanza di fare la quaresima in onore del Principe delle schiere angeliche.

Tale quaresima michaelitica suole cominciarsi circa la vigilia dell’Assunzione e terminare nella vigilia di san Michele. Ho detto circa, perché dal 14 agosto al 28 settembre sono 46 giorni e tolte le sei domeniche che potrebbero esserci restano 40 giorni, ma quando quell’anno ci fossero 7 domeniche, allora si dovrà iniziare il giorno 13 agosto.

ElementoIndicazione
Inizio tradizionale15 agosto, solennità dell’Assunzione della Vergine Maria
Conclusione29 settembre, festa dei Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele
Durata spirituale40 giorni caratterizzati da preghiera e penitenza
Anno 2025Da venerdì 15 agosto a lunedì 29 settembre

Le origini francescane della devozione

Sebbene ci siano pochi resoconti dettagliati sulle sue origini, siti web come Fish Eaters, Exodus o Crisis concordano sul fatto che la pratica risale al 1224 e a San Francesco d’Assisi.

Il santo era solito celebrare una seconda Quaresima all’anno, che iniziava il 15 agosto e terminava con la festa di San Michele. Durante quei giorni, San Francesco intensificava il digiuno, la penitenza e le mortificazioni, con l’obiettivo di lodare Dio e perseverare nella virtù.

È una tradizione francescana che quasi nessuno conosce più: quaranta giorni, tolte le domeniche, tra il 15 agosto - l’Assunzione di Maria - e il 29 settembre, la festa dei Santi Arcangeli. Francesco d’Assisi non si accontentava della Quaresima pasquale.

Ne viveva altre durante l’anno: per l’Avvento, per l’Epifania, per i Santi Pietro e Paolo, e questa, per San Michele. Una di queste lo portò alla Verna, tra le rocce spaccate e il bosco, dove chiese di conoscere più da vicino la passione di Cristo. E lì ricevette le stimmate.

San Francesco riceve le stimmate alla Verna

Fu proprio in questo periodo, mentre si trovava sul Monte La Verna, che ricevette le stimmate. La blogger e scrittrice D.L. Sayles racconta che, per San Francesco, questo periodo rappresentava un’opportunità per purificare la propria anima, un ritiro spirituale che rafforzava la sua vita di preghiera e la sua lotta contro le tentazioni.

La tradizione è descritta ne “I Fioretti di San Francesco”, attribuiti a San Bonaventura. San Francesco aveva una grande devozione per San Michele Arcangelo e vive questo periodo di 40 giorni con profonda riverenza e spirito di penitenza.

Secondo San Bonaventura: “Due anni prima della sua morte, avendo iniziato un ritiro di Quaresima in onore di San Michele sul monte La Verna, [Francesco] sentì come mai prima d’ora la dolcezza della contemplazione celeste, un vivo desiderio spirituale e un’abbondanza straordinaria di grazie”.

La tradizione della Quaresima di San Michele è stata mantenuta viva dai francescani nel corso dei secoli, arrivando fino a noi e diventando popolare anche tra gli stessi fedeli.

Il significato spirituale dei quaranta giorni

I promotori di questa devozione concordano sul fatto che la Quaresima di San Michele è ideale per recuperare la preghiera e la penitenza in un periodo che, culturalmente, è spesso caratterizzato dalla dispersività.

Il team del programma Exodus descrive questo periodo come un tempo estivo di rinnovamento, sotto la guida degli angeli celesti, ideale per riflettere e meditare alla luce della figura biblica di Tobia, un israelita esiliato a Ninive - l’attuale Iraq - fedele ai comandamenti del Signore in mezzo a una cultura pagana e dedito alle opere di misericordia.

Secondo Jamie Baxter, fondatore e direttore esecutivo di Exodus, questo esercizio spirituale mira a far vivere il cristiano «più isolato dal rumore del mondo e più in sintonia con il dialogo con il Signore», ricordando che «come seguaci di Cristo, siamo chiamati a cercarlo sempre, durante tutto l’anno e sì, anche durante l’estate».

La Quaresima di San Michele è un invito a rafforzare la fede, purificare il cuore e resistere alle tentazioni con l’aiuto dei santi arcangeli. Siamo immersi in un mondo con infiniti attacchi spirituali e questo periodo di quaranta giorni diventa un’opportunità per rifocalizzare la vita su Dio, rinnovare la preghiera e vivere con maggiore vigilanza e coraggio.

Come San Michele, che proclama con il suo nome “Chi è come Dio?”, ogni cristiano è chiamato a rispondere a questa domanda con la propria vita, combattendo il male con le armi della grazia e della perseveranza.

San Michele e la lotta spirituale

Il commentatore e direttore dei contenuti di Exodus, Jared Staudt, afferma: “È tempo di rinnovarci, di prendere le armi della nostra grande battaglia spirituale. San Michele è l’angelo custode della Chiesa, che scacciò Lucifero dal cielo e protesse il popolo d’Israele durante tutto l’Antico Testamento.

Per onorare il suo ruolo di nostro protettore, nel Medioevo nacque la pratica di imitare la sua purezza e il suo potere angelico attraverso quaranta giorni di preghiera e ascetismo”. Basandosi su questo passo biblico, la Quaresima di San Michele si presenta come un tempo di lotta spirituale, un invito ai cristiani a prestare maggiore attenzione ai modi in cui il diavolo cerca di manipolare i fedeli, per poter rispondere con maggiore efficacia a questi attacchi.

Un gesuita contemporaneo scrive: “A capo degli Angeli buoni vi è Michele. Il nome dell’Angelo, che significa “Chi è come Dio”, indica l’essenza stessa dell’Angelo che lo porta. Michele è l’adoratore di Dio per eccellenza.

Il suo programma è l’adorazione di Dio unico e l’obbedienza radicale a Lui. Il diavolo è l’esatto contrario di Michele. Adora solo se stesso e avversa Dio e tutto ciò che è divino. Per questo ha come nome “Satana”, che vuol dire l’Avversario.

La negazione di Dio e l’adorazione di Dio si scontrano nelle sfere celesti. La vittoria arride agli Angeli buoni che instaurano di nuovo l’adorazione di Dio in quella parte del Regno celeste, abitata dal diavolo e dai suoi angeli.

Ciò che avvenne in Cielo interessa da vicino noi che abitiamo sulla terra. Il mistero del male si presenta infatti in terra con le stesse caratteristiche di quando avvenne in Cielo”.

Intelligenza ed amore, ecco l’angelo ed ecco san Michele. Ma in lui quale intelligenza! Egli è sotto l’azione immediata della luce divina e ne riflette il meraviglioso splendore, per tanto che è possibile ad una creatura.

In lui quale amore! L’amore segue la conoscenza, dice san Tommaso. Non è vero che meglio si conosce e più si ama? Come dire allora l’amore di questo Serafino costantemente immerso nella contemplazione dell’infinita carità di Dio?

Con l’intelligenza e l’amore, Dio ha dato a san Michele la potenza e la gloria. San Michele è una figura di eccezionale importanza nella storia della nostra religione, la cui dimensione investe, oltre all’ambito specificamente biblico, tutti gli aspetti storico-devozionali, quanto quelli liturgico-artistici.

Il più sublime insegnamento di tale celestiale creatura rimane il suo amore verso Dio, un amore tanto eccelso da tradursi senza indugio in un’avversione implacabile verso il male e il peccato, in particolare verso la menzogna e l’ingiustizia per questo San Michele è sempre raffigurato con la spada e la bilancia: la spada divide la verità dalla menzogna, la bilancia distingue ciò che è giusto ed equo da ciò che non lo è”.

Il rapporto con Tobia e l’arcangelo Raffaele

La storia di Tobia si intreccia con l’intervento dell’arcangelo Raffaele, che, travestito da viaggiatore, guida e protegge in un cammino pieno di pericoli spirituali suo figlio Tobia.

Raffaele lo libera dagli attacchi demoniaci, libera la sua futura sposa e restituisce la vista al padre, portando guarigione e libertà a tutta la famiglia attraverso il potere della grazia di Dio.

Il libro di Tobia, per chi non lo conoscesse, racconta di due famiglie e di un viaggio. Tobi è cieco, a Ninive; suo figlio Tobia parte per riscuotere un debito e, senza saperlo, va incontro a Sara, una donna segnata da un lutto ripetuto sette volte, e a un compagno di strada che si chiama Raffaele - in ebraico “Dio guarisce” - che è, nel racconto, un angelo travestito da uomo.

Leggendolo insieme, in queste settimane, ci siamo accorti che il vero nemico del libro non è la cecità di Tobi né il lutto di Sara. È Asmodeo, il demone che spezza i legami prima ancora che comincino - quello che nel racconto porta via i mariti di Sara la prima notte di nozze.

Un nome un po’ teatrale per dire una cosa molto comune: la paura che si insinua tra due persone, il sospetto, la parola detta per ferire e non per capire, la stanchezza che invece di essere condivisa diventa distanza.

Non serve un demone con un nome biblico per riconoscerlo. Basta una settimana storta, un fraintendimento non chiarito, il cellulare guardato più del viso di chi si ha davanti.

Raffaele, nel racconto, non toglie la paura di Tobia né la ferita di Sara. Cammina semplicemente accanto a loro, li accompagna fino alla soglia, e lì li lascia liberi di attraversarla insieme.

C’è un versetto, in quel libro, che avremmo potuto scegliere come motto di questi quaranta giorni: «Buona cosa è la preghiera con il digiuno e l’elemosina con la giustizia» (Tb 12,8).

Preghiera, digiuno, carità: tre cose che insieme cambiano una vita non con un colpo solo, ma un po’ alla volta, come l’acqua che scava la pietra.

Le pratiche della Quaresima di San Michele

In che cosa consiste? E’ un periodo di particolari preghiere e “fioretti” in onore dell’Arcangelo.

Sebbene Exodus rivolga un appello speciale agli uomini, questa pratica è aperta a tutti i fedeli. D.L. Sayles la raccomanda anche alle famiglie con bambini, perché può diventare un’esperienza educativa e festosa.

Preghiera quotidiana

  • Leggere e riflettere quotidianamente sul Libro di Tobia.
  • Dedicare 30 minuti al giorno alla preghiera.
  • Fare un’offerta quotidiana al risveglio.
  • Esame di coscienza prima di andare a dormire.
  • Recitare la Litania di San Michele o altre preghiere a lui dedicate.
  • Recitare la Corona Angelica o il rosario di San Michele con le litanie e la consacrazione.

Penitenza e disciplina personale

  • Scegliere qualche forma di digiuno o sacrificio da offrire a Dio, come alzarsi all’alba o astenersi da un alimento specifico.
  • Digiunare il mercoledì e il venerdì.
  • Non mangiare carne in quei giorni.
  • Fare la doccia con acqua fredda il mercoledì e il venerdì.
  • Dormire 8 ore al giorno e alzarsi sempre alla stessa ora.
  • Evitare i social network e le notizie durante tutta la Quaresima.

Come “fioretto” ognuno scelga una penitenza per tutto quel determinato periodo che potrebbe essere ad esempio non fumare oppure non mangiare la carne, o non prendere il caffè o i dolci oppure non vedere la televisione.

Carità, sacramenti e vita comunitaria

  • Amare soprattutto i più bisognosi in modo concreto, come attraverso le opere di misericordia corporale.
  • Accostarsi regolarmente al Sacramento della Riconciliazione e partecipare alla Santa Messa per essere sempre in grazia di Dio.
  • Partecipare a un’ora di adorazione notturna il venerdì.
  • Incontro settimanale con altri cristiani per condividere i progressi.
  • Celebrare in modo speciale la domenica.

La nostra preghiera, in queste settimane, ha il nome della Corona Angelica recitata la sera e delle pagine di Tobia. Il nostro digiuno ha la forma di un mercoledì e di un venerdì senza carne, e di un frigorifero, dal lunedì al sabato, senza vino né dolci.

La carità, lo ammettiamo, è la parte che ci manca ancora: quella che stiamo cercando di capire cosa voglia dire in concreto, per noi, in questa fase della vita, più che quella che sappiamo già praticare.

La domenica nella Quaresima di San Michele

Celebrare in modo speciale la domenica. Non è una regola contro il piacere. È il tentativo di restituire alla domenica il suo posto, di farla tornare a essere una festa che si sente addosso, e non solo un giorno segnato in rosso sul calendario.

La domenica sì. Un bicchiere di vino o di birra che io amo tanto, a pranzo, la fetta di crostata che altrimenti si negherebbe per abitudine più che per virtù.

La Corona Angelica

Si consiglia di pregare davanti ad una immagine o statuetta di San Michele accendendo una candela durante la preghiera. Questo ci aiuterà a ricordarlo con più frequenza e a vivere con lui le nostro giornate della Quaresima.

La terza è la Corona Angelica, insieme. È una preghiera antica, nata da una rivelazione a una monaca carmelitana del Settecento, che attraversa i nove cori degli angeli chiedendo, per ciascuno, una virtù: la carità, l’umiltà, la perseveranza nel bene.

Preghiera iniziale

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo com’era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli, Amen.

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, per essere salvati nell’estremo giudizio.

I nove cori angelici

  1. Per intercessione di san Michele e del celeste coro dei Serafini, ci renda il Signore degni della fiamma di perfetta carità. (Padre nostro e tre Ave Maria)
  2. Per intercessione di san Michele Arcangelo e del Coro celeste dei Cherubini, voglia il Signore darci la grazia di abbandonare la vita del peccato e correre in quella della cristiana perfezione. (Padre nostro e tre Ave Maria)
  3. Per intercessione di san Michele Arcangelo e del sacro Coro dei Troni, infonda il Signore nei nostri cuori lo spirito di vera e sincera umiltà. (Padre nostro e tre Ave Maria)
  4. Per intercessione di san Michele Arcangelo e del coro celeste delle Dominazioni, ci dia grazia il Signore di dominare i nostri sensi e correggere le corrotte passioni. (Padre nostro e tre Ave Maria)
  5. Per intercessione di san Michele e del celeste Coro delle Potestà, il Signore si degni di proteggere le anime nostre dalle insidie e tentazioni del demonio. (Padre nostro e tre Ave Maria)
  6. Per intercessione di san Michele e del Coro delle ammirabili Virtù celesti, non permetta il Signore che cadiamo nelle tentazioni, ma ci liberi dal male. (Padre nostro e tre Ave Maria)
  7. Per intercessione di san Michele e del Coro celeste dei Principati, riempia Dio le anime nostre dello spirito di vera e sincera obbedienza. (Padre nostro e tre Ave Maria)
  8. Per intercessione di san Michele e del Coro celeste degli Arcangeli, ci conceda il Signore il dono della perseveranza nella fede e nelle opere buone. (Padre nostro e tre Ave Maria)
  9. Per intercessione di san Michele e del Coro celeste di tutti gli Angeli, si degni il Signore di concederci di essere da essi custoditi nella vita presente e poi introdotti nella gloria dei cieli. (Padre nostro e tre Ave Maria)

Padre nostro … (in onore di San Michele) Padre nostro … (in onore di San Gabriele) Padre nostro … (in onore di San Raffaele) Padre nostro … (in onore dell’Angelo custode)

Prega per noi, arcangelo san Michele, Gesù Cristo Signore nostro e saremo resi degni delle Sue promesse.

Preghiamo: Dio onnipotente ed eterno, che con prodigio di bontà e misericordia, per la salvezza degli uomini hai eletto a Principe della tua Chiesa il glorioso san Michele, concedici, mediante la sua benefica protezione, di essere liberati da tutti i nostri spirituali nemici.

Nell’ora della nostra morte non ci molesti l’antico avversario, ma sia il tuo arcangelo Michele a condurci alla presenza della tua divina Maestà. Amen.

Litanie a San Michele Arcangelo

Signore, pietà Signore pietà Cristo, pietà Cristo pietà Signore, pietà Signore pietà Cristo, ascoltaci Cristo ascoltaci Cristo, esaudiscici Cristo esaudiscici Padre celeste, Dio, Abbi pietà di noi Figlio redentore del mondo, Dio, Abbi pietà di noi Spirito Santo, Dio, Abbi pietà di noi Santa Trinità, unico Dio, Abbi pietà di noi Santa Maria, Prega per noi.

San Michele Arcangelo, Prega per noi San Michele, Principe dei Serafini, Prega per noi San Michele, ambasciatore del Signore Dio d’Israele, Prega per noi San Michele, assessore della Santissima Trinità, Prega per noi San Michele, preposto del Paradiso, Prega per noi San Michele, chiarissima stella dell’ordine Angelico, Prega per noi.

San Michele, mediatore delle divine Grazie, Prega per noi San Michele, sole splendente di carità, Prega per noi San Michele, primo modello di umiltà, Prega per noi San Michele, esempio di mansuetudine, Prega per noi San Michele, prima fiamma di ardentissimo zelo, Prega per noi.

San Michele, degno di ammirazione, Prega per noi San Michele, degno di venerazione, Prega per noi San Michele, degno di lode, Prega per noi San Michele, ministro della divina clemenza, Prega per noi San Michele, duce fortissimo, Prega per noi San Michele, dispensatore di gloria, Prega per noi.

San Michele, consolatore degli sfiduciati, Prega per noi San Michele, Angelo di pace, Prega per noi San Michele, consolatore degli animi, Prega per noi San Michele, guida degli erranti, Prega per noi San Michele, sostegno di coloro che sperano, Prega per noi.

San Michele, custode di chi ha Fede, Prega per noi San Michele, protettore della Chiesa, Prega per noi San Michele, dispensatore generoso, Prega per noi San Michele, rifugio dei poveri, Prega per noi San Michele, sollievo degli oppressi, Prega per noi.

San Michele, vincitore dei demoni, Prega per noi San Michele, nostra fortezza, Prega per noi San Michele, nostro rifugio, Prega per noi San Michele, duce degli Angeli, Prega per noi San Michele, conforto dei Patriarchi, Prega per noi.

San Michele, luce dei Profeti, Prega per noi San Michele, guida degli Apostoli, Prega per noi San Michele, sollievo dei Martiri, Prega per noi San Michele, letizia dei Confessori, Prega per noi San Michele, custode delle Vergini, Prega per noi San Michele, onore di tutti i Santi, Prega per noi.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, perdonaci, Signore. Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, esaudiscici, Signore. Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.

Preghiamo: O Signore, la potente intercessione del tuo Arcangelo Michele, ci protegga sempre e in ogni luogo; ci liberi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Atto di consacrazione a San Michele

Principe nobilissimo delle Gerarchie angeliche, valoroso guerriero dell’Altissimo, amatore zelante della gloria del Signore, terrore degli angeli ribelli, amore e delizia di tutti gli angeli giusti, mio dilettissimo Arcangelo San Michele, poiché io desidero di essere contato nel numero dei devoti e dei tuoi servi, oggi io come tale mi offro, mi dono e mi consacro a te, e pongo me stesso, la mia famiglia e quanto mi appartiene sotto la tua potentissima protezione.

E’ piccola l’offerta della mia servitù, poiché sono un miserabile, peccatore. Ma tu gradisci l’affetto del mio cuore.

Ricordati inoltre che se da oggi in avanti sono sotto il tuo patrocinio, tu devi assistermi in tutta la mia vita e procurarmi il perdono dei miei molti e gravi peccati, la grazia di amare di cuore il mio Dio, il mio caro Salvatore Gesù e la mia dolce Madre Maria, ed impetrarmi quegli aiuti che mi sono necessari per arrivare alla corona della gloria.

Difendimi sempre dai nemici dell’anima mia specialmente nel punto estremo della mia vita. Vieni, allora, o Principe gloriosissimo, ed assistimi nell’ultima lotta.

Con la tua arma potente respingi lontano da me nell’abisso dell’inferno quell’angelo prevaricatore e superbo che un giorno hai prostrato nel combattimento in cielo. Amen.

La preghiera Augusta Regina

Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, Tu che hai ricevuto da Dio il potere e la missione di schiacciare la testa a satana, ti chiediamo umilmente di mandarci le legioni celesti perché al tuo comando, inseguano i demoni, li combattano dappertutto, reprimano la loro audacia e li respingano nell’abisso.

O eccelsa Madre di Dio, invia anche San Michele, l’invincibile capo degli eserciti del Signore, nella lotta contro gli emissari dell’Inferno tra gli uomini. Distruggi i piani degli empi e umilia tutti coloro che vogliono il male.

Ottieni loro la grazia del ravvedimento e della conversione, affinché essi diano onore al Dio vivente Uno e Trino e a Te.

O nostra potente protettrice, per mezzo dei risplendenti Spiriti celesti, custodisci su tutta la terra le chiese, i luoghi sacri e specialmente il Santissimo Sacramento dell’altare.

Impedisci ogni profanazione ed ogni distruzione. Gli Angeli sono ogni istante in attesa di un tuo cenno e bruciano dal desiderio di esaudirlo.

O Madre celeste, proteggi infine anche le nostre cose e le nostre abitazioni dalle insidie dei nemici. Fa’ che i santi Angeli dimorino sempre in esse e vi portino la benedizione dell’Altissimo.

Chi è come Dio? Chi è come te, o Maria? Tu che sei la Regina degli Angeli e la vincitrice di satana?

O buona e tenera Madre, Tu sarai sempre il nostro amore e la nostra speranza. O Madre divina, invia i Santi Angeli per difenderci e per respingere lungi da noi il crudele nemico infernale. Santi Angeli ed Arcangeli difendeteci e custoditeci. Amen.

La lettura dell’Apocalisse

La Quaresima di San Michele può anche essere un’occasione per leggere l’Apocalisse, libro che mostra l’azione costante degli angeli e la vicinanza tra cielo e terra.

Jared Staudt invita: «Venite a leggere con noi questo meraviglioso libro della Bibbia. È pieno di esempi dell’attività protettrice e punitiva degli angeli.

San Michele è presentato come il grande capo degli angeli nella loro battaglia contro il nemico, indicandoci come anche noi possiamo superare i suoi attacchi rimanendo fedeli a Dio».

Una pratica aperta a tutti

Sebbene Exodus rivolga un appello speciale agli uomini, questa pratica è aperta a tutti i fedeli. D.L. Sayles la raccomanda anche alle famiglie con bambini, perché può diventare un’esperienza educativa e festosa.

“Dopo aver trascorso metà agosto e gran parte di settembre astenendosi dai dolci e recitando la coroncina di San Michele, è divertente recitare la preghiera di San Michele e colpire una pentolaccia a forma di diavolo con spade di legno per arrivare ai cioccolatini che contiene e rompere ufficialmente il digiuno”.

Abbiamo scelto quattro cose. Non di più: le cose semplici sono quelle che poi si riescono davvero a fare, tutti i giorni, senza eroismi che durano una settimana e poi si spengono.

La prima è quella di ieri sera: niente carne il mercoledì e il venerdì. È la più antica delle nostre scelte, quella che facevano già i nostri nonni senza troppo chiederselo, e che noi abbiamo ripreso in mano quasi con timidezza - come si riprende un oggetto di famiglia che si era smesso di usare.

La seconda riguarda il resto della settimana: dal lunedì al sabato, niente alcol e niente dolci. La terza è la Corona Angelica, insieme. La quarta è un libro.

Non è un elenco di regole, quello che abbiamo messo in piedi. È un tentativo, piccolo e imperfetto, di lasciare che sia Cristo - e non le nostre sole buone intenzioni - a tenere insieme quello che stiamo costruendo.

Non sappiamo se arriveremo al 29 settembre - la festa di Michele, Gabriele e Raffaele - migliori di come abbiamo cominciato. Ci sono già state sere in cui la Corona Angelica l’abbiamo detta di corsa, quasi biascicata, o mercoledì in cui uno dei due ha dovuto ricordare all’altro che c’era.

Non è mai stato un cammino dritto. Ma forse non doveva esserlo. Ma il grano più piccolo, si sa, è quello da cui nasce il pane.

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