Quando si semina il basilico in semenzaio

Il basilico si semina in semenzaio tra febbraio e marzo, così da proteggere i semi dal freddo e anticipare la produzione delle piantine. Il contenitore deve essere collocato in un ambiente caldo e luminoso, con terriccio da semina fine, mantenuto umido ma senza ristagni.

Il basilico teme le basse temperature: la temperatura minima per la germinazione è di 15°C, mentre per la crescita le temperature ottimali sono comprese tra 20 e 25°C. Le piantine possono essere trasferite all’aperto quando hanno sviluppato 4-6 foglioline e il rischio di ritorni di freddo è scongiurato, generalmente tra aprile e maggio, secondo la fascia climatica.

Il periodo migliore per seminare il basilico in semenzaio

Il basilico non tollera temperature basse, in campo aperto dovremo avere attenzione ad aspettare le ultime gelate prima della semina o del trapianto, aspettando che la temperatura sia di almeno 10°. Per questo motivo in genere si utilizza un semenzaio in cui riparare dal freddo i vasetti di terriccio, anticipando il periodo di semina.

Il momento migliore per seminare il nostro basilico in serra o semenzaio è febbraio-marzo, mentre per la messa in dimora in campo aperto converrà aspettare aprile o maggio a seconda della fascia climatica in cui ci troviamo, quando il clima si sarà stabilizzato. La primavera è la stagione migliore per la semina del basilico.

In semenzaio è possibile iniziare già a marzo, mentre in pieno campo è preferibile attendere il mese di aprile. Naturalmente, il periodo ideale dipende anche dalla fascia climatica in cui si decide di coltivare. Dobbiamo comunque considerare che la piantina non tollera le basse temperature e che quindi è necessario aspettare che vi siano almeno 10°.

La semina del basilico può essere avviata tra febbraio e marzo, ricorrendo ad un terriccio per semina che sia ben fine e a contenitori alveolati. In alternativa a questi ultimi, vanno benissimo dei semplici vasetti di yogurt o simili, da forare sul fondo in modo da evitare ristagni idrici.

OperazionePeriodo indicativoCondizione principale
Semina in semenzaio o serraFebbraio-marzoAmbiente protetto e temperatura controllata
Semina in pieno campoAprile-maggioClima stabile e assenza di gelate
Trapianto delle piantineAprile-maggio4-6 foglioline e temperature miti

Perché conviene usare il semenzaio

La semina del basilico direttamente in campo aperto, proprio a causa dell’incognita legata alle condizioni climatiche di un determinato territorio non è in genere ritenuta l’opzione migliore. Per una corretta germinazione dei semi di questa preziosa pianta aromatica - che in condizioni ottimali dovrebbe durare un lasso di tempo stimato tra le due settimane ed i 20 giorni - si consiglia di ricorrere ad un orto in semenzaio, che consente sia di mantenere sotto controllo la temperatura (che non deve mai scendere al di sotto dei 10 gradi) che di anticipare significativamente i periodi di semina.

Per questo motivo in genere si utilizza un semenzaio in cui riparare dal freddo i vasetti di terriccio, anticipando il periodo di semina. Chi desidera produrre in proprio le piantine deve seminarle verso marzo, utilizzando un semenzaio coperto da telo trasparente o vetro, e ben esposto al sole.

Il semenzaio permette di proteggere i semi e le giovani piantine dagli abbassamenti termici, di controllare più facilmente l’umidità del substrato e di scegliere il momento più adatto per il trapianto. Il basilico è una specie molto esigente in termini di calore, poiché è originario di luoghi caratterizzati da clima caldo.

Materiale necessario

Per le semine bisogna scegliere terriccio di qualità come il Terriccio Professionale, disponibile in sacchi da 70 litri, e ideale proprio per le semine grazie alla sua struttura fine e una composizione di torbe bionde e brune. In semenzaio possiamo usare un terriccio qualsiasi per semine, avendo cura di sceglierlo ben fine.

Si possono usare le classiche vaschette per le semine, vasetti o contenitori improvvisati o riciclati, l’importante è che non siano troppo piccoli. Come contenitore se non abbiamo le classiche vaschette alveolate possiamo riciclare vasetti di yogurt o simili, a patto di forarli sul fondo.

  • vaschette alveolate, piccoli vasi o contenitori riciclati;
  • terriccio specifico per semine, fine e leggero;
  • acqua per inumidire il substrato;
  • uno spruzzatore a nebulizzazione fine;
  • un telo trasparente o una copertura protettiva, se l’ambiente è freddo;
  • un luogo caldo, luminoso e riparato dal vento.

Come preparare il contenitore

Innanzitutto è necessario preparare il vaso, riempito con un terriccio per semina ben umido e alla cui base sia posto un fondo di ghiaia e cocci che favorirà il drenaggio dell’acqua. I vasi migliori sono quelli in coccio o comunque forati alla base.

In semenzaio possiamo usare un terriccio qualsiasi per semine, avendo cura di sceglierlo ben fine, e come contenitore se non abbiamo le classiche vaschette alveolate possiamo riciclare vasetti di yogurt o simili, a patto di forarli sul fondo.

Per la semina in contenitore, si utilizzano vaschette o piccoli vasi riempiti con un terriccio da semina specifico, fine e preventivamente inumidito. Il substrato deve essere umido, ma non fradicio, perché l’eccesso d’acqua può provocare ristagni e favorire malattie fungine.

Come seminare il basilico in semenzaio

I semi di basilico si presentano come minuscoli granelli di colore nero. Per seminare il basilico si consiglia una profondità di soli 0,5 cm: il seme è molto piccolo e quindi non deve stare molto a fondo.

Per agevolare una distribuzione uniforme dei semi, un antico trucco contadino suggerisce di miscelare la semente con un piccolo quantitativo di sabbia fine all’interno di un bicchiere, procedendo poi a una semina a spaglio sulla superficie del vaso.

Una volta disposti i semi, questi vanno ricoperti con un velo sottilissimo di terra setacciata di 2 millimetri di spessore. Un errore comune consiste nell’interrare troppo la semente, impedendo alla luce di stimolare la germinazione.

E’ sufficiente utilizzare solo una piccola parte dei semi presenti nella bustina, spargendoli in modo uniforme per tutto il vaso. Dopo aver compattato leggermente il terreno con il palmo della mano per assicurare l’adesione, si procede all’irrigazione utilizzando esclusivamente uno spruzzatore a nebulizzazione fine.

Questo strumento evita che il getto d’acqua sposti o sotterri i semi. Si dovrà poi procedere all’irrigazione, avendo cura di non far smottare la terra con i semi.

  1. Riempire il contenitore con terriccio da semina fine e leggermente umido.
  2. Distribuire i semi in modo uniforme sulla superficie.
  3. Ricoprire i semi con uno strato molto sottile di terriccio.
  4. Compattare leggermente il substrato con il palmo della mano.
  5. Inumidire usando uno spruzzatore a nebulizzazione fine.
  6. Collocare il contenitore in un ambiente caldo e luminoso.
Semina del basilico in semenzaio

Temperatura, luce e umidità durante la germinazione

Il contenitore va mantenuto in un luogo caldo e luminoso, ma non esposto ai raggi diretti del sole, curando che il substrato resti costantemente umido. Anche se ama il caldo, il basilico necessita di costante umidità.

Il vaso potrà essere posizionato alla luce del sole, magari riportandolo in casa di notte se le temperature sono ancora troppo basse. Evitate di esporre la giovane pianta in pieno sole e innaffiatela spesso soprattutto durante la fase della semina, preferibilmente di mattina.

Il basilico è una specie molto esigente in termini di calore, poiché è originario di luoghi caratterizzati da clima caldo. La temperatura minima per la germinazione è di 15°C, mentre per la crescita le temperature ottimali sono comprese tra 20 e 25°C.

Se le temperature dovessero calare, potete coprire il terreno con teli di agritessuto traspirante. Qualora tornasse il freddo notturno si può valutare di coprire con teli di tessuto non tessuto.

Quanto impiega a germogliare il basilico

In condizioni termiche ottimali, la comparsa dei primi germogli avviene in un arco di tempo compreso tra 10-15 giorni. All’incirca due settimane dopo la semina del basilico nasceranno i primi germogli.

La germogliazione dei semi in condizioni ottimali non dovrebbe impiegare più di 15-20 giorni; l’intera durata del ciclo colturale si assesta sui due mesi di tempo. Per vedere i primi germogli basta poco più di una settimana.

Dopo circa 20 giorni dovreste iniziare a vedere i vostri semi germogliare. I tempi possono variare in base alla temperatura, alla luce, all’umidità e alla profondità a cui sono stati interrati i semi.

Diradamento delle piantine

Quando le nuove piantine avranno sviluppato le prime due coppie di vere foglie e avranno raggiunto un’altezza di circa 3-4 centimetri, bisogna procedere con il diradamento. Questo intervento consiste nell’eliminare i germogli più deboli o filati.

Le piantine dovranno essere diradate in modo tale da mantenere una distanza di circa 15-20 cm l’una dall’altra, per favorire una crescita corretta e rigogliosa delle piante. In alternativa, è possibile isolare i singoli steli nei vasi definitivi.

Per la semina in contenitore è opportuno evitare che le piantine restino troppo ravvicinate, perché un’eccessiva umidità genera muffe. In questi casi è sufficiente trapiantare alcune di queste piantine in un altro recipiente.

Quando trapiantare il basilico dal semenzaio

In caso di semina in semenzaio, le piantine potranno essere messe a dimora quando le neonate piantine avranno messo su almeno 4-6 foglioline. Se partiamo dal semenzaio ci preoccuperemo di mettere a dimora le nostra piantine di basilico solo quando avranno sviluppato 4-6 foglioline.

Il trapianto delle piantine di basilico si effettua nel mese di maggio, quando le temperature saranno abbastanza miti da consentire una messa in dimora indolore. Occorranno, infatti, temperature miti anche di notte, che possano aggirarsi almeno attorno ai 15-20 gradi.

Il trapianto delle giovani piantine nell’orto deve essere eseguito esclusivamente quando il rischio di ritorni di freddo sia totalmente scongiurato, idealmente durante il mese di maggio, verificando che la temperatura del terreno sia stabilizzata intorno ai venti gradi centigradi.

Pertanto, non si deve anticipare il trapianto all’aperto delle piantine prima della seconda metà di aprile, per evitare di esporle agli abbassamenti di temperatura combinati con l’umidità.

Come preparare il terreno prima del trapianto

Se si semina in campo infatti bisognerà lavorare il terreno accuratamente, rendendolo sciolto e drenante con vanga e zappa prima e livellandolo con il rastrello poi. Il basilico è una coltura che ha bisogno di essere irrigata spesso ma che teme il ristagno idrico ed il cui terreno va gestito con lavori di zappatura, pacciamatura, vangatura e livellatura con il rastrello.

Bisogna scegliere un sito con terreno soffice, profondo, fertile e dotato di un drenaggio impeccabile. Qualche settimana prima dell’impianto, è necessario procedere a una accurata zappettatura del suolo, spingendosi a una profondità di circa trenta centimetri per arieggiare la terra e rompere le zolle più compatte.

Durante questa fase di lavorazione, si integra nel terreno del compost maturo o del letame pellettato, che fungeranno da riserva di nutrimento a lento rilascio per l’intera stagione. Il terreno ideale per il basilico, oltre a essere ricco di sostanze organiche, deve mantenersi umido senza tuttavia che si formino ristagni d’acqua che possono far ammalare la pianta.

Distanze nell’orto e in vaso

Le piantine vanno posizionate rispettando una distanza di circa 25-30 centimetri sia sulla singola fila sia tra i filari attigui. Questa spaziatura è vitale per consentire una corretta circolazione dell’aria tra i fusti, riducendo l’umidità ambientale fogliare che favorisce l’insorgenza di muffe e funghi.

Le piantine andranno inserite nel terreno ad una distanza di 20/30 cm tra loro. In alternativa, è possibile trapiantare giovani piantine posizionandole a 25 cm sulla fila e tra la fila.

La densità indicativa nell’orto è di circa 10-12 piante per metro quadrato. In vaso, ciascuna piantina può farsi bastare un piccolo contenitore di 20 cm di diametro, oppure si possono sistemare più piantine in vasi più grandi.

Semina diretta in pieno campo

Anche se inconsueto è possibile seminare il basilico in campo aperto, ovviamente rispettando i periodi di semina standard - che si aggirano tra aprile e maggio, in base alle condizioni meteo della località prescelta - e aspettando che il clima sia stabile.

La semina diretta in pieno campo nell’orto è da rimandare quando le temperature diurne si attestano stabilmente tra i 23-24° C. Se seminiamo in pieno campo piantiamo subito a una distanza di circa 25/30 cm tra una piantina e l’altra, mettendo un paio di semi ogni buchetta per esser sicuri che qualcosa nasca.

Il seme non deve essere posto molto in fondo: basterà scavare una buchetta di mezzo centimetro, sia che venga seminato in orto che in semenzaio. In ogni buchetta inseriamo almeno un paio di semi, per essere sicuri che almeno una pianta possa germogliare.

Seminare il basilico in pieno campo a spaglio, miscelando i semi molto piccoli con sabbia, poi ricoprire con circa un centimetro di terreno leggero, da mantenere umido fino alla germinazione.

Luna crescente o luna calante?

Per aumentare le possibilità di successo della nostra coltivazione di basilico potremmo decidere di effettuare la semina in luna crescente e in giornate di particolare calura. Secondo la tradizione contadina in questa fase l’influsso lunare favorisce l’attività vegetativa, tra cui germinazione e sviluppo fogliare.

Non ci sono prove scientifiche di questo ma potendo scegliere, tanto vale dar credito a secoli di esperienza contadina. La semina del basilico può quindi essere programmata in luna crescente secondo la tradizione, soprattutto quando si desidera favorire lo sviluppo della parte aerea.

Per la semina all’aperto, la tradizione contadina raccomanda di operare in fase di luna calante, ritenuta ideale per favorire lo sviluppo radicale a discapito di una precoce e indesiderata fioritura. Secondo la credenza contadina si ritiene che, per la buona riuscita del raccolto, sia preferibile seminare in luna calante.

Le indicazioni lunari cambiano dunque secondo la tradizione considerata e secondo il tipo di semina: luna crescente per la semina protetta e lo sviluppo vegetativo, luna calante per la semina all’aperto e lo sviluppo radicale. In ogni caso, temperatura, umidità, luce e qualità del substrato sono i fattori fondamentali per la germinazione.

Annaffiatura dopo la semina

Dopo aver seminato è fondamentale irrigare il basilico e nei giorni successivi non far mai mancare l’acqua al terreno, seppur senza provocare eccessivi ristagni. È essenziale irrigare il terreno già nei giorni successivi alla semina, prestando attenzione a non provocare ristagni d’acqua.

Il terreno deve essere sempre bagnato, per cui in estate può essere necessario innaffiarlo anche due volte al giorno. Il momento ideale per è alla mattina presto o alla sera tarda, evitando in ogni caso le ore più calde della giornata.

Bisogna quindi irrigare bagnando solo il terreno, possibilmente evitando l’acqua fredda. È molto importante non distribuire acqua sopra la chioma: si tratta infatti di una specie delicata, e l’umidità la espone molto al rischio di malattie fungine.

Coltivazione del basilico dopo il trapianto

Il basilico ha un certo bisogno di acqua, quindi le irrigazioni devono avvenire regolarmente. È necessario mantenere il suolo costantemente umido, ma mai inzuppato.

È opportuno verificare lo stato di idratazione inserendo un dito nel substrato fino a un centimetro di profondità: se il terreno risulta asciutto, si procede all’apporto idrico, preferibilmente nelle prime ore del mattino e direzionando il flusso direttamente alla base, senza bagnare il fogliame per non favorire lo sviluppo di patologie fungine come la peronospora.

Durante i periodi di siccità estiva, può rendersi necessaria un’irrigazione quotidiana, da effettuarsi rigorosamente nelle ore serali o all’alba, per evitare lo shock termico alle radici e ridurre la dispersione dell’acqua per evaporazione.

Applicare uno strato di pacciamatura a base di paglia o foglie secche intorno alla base della pianta aiuta a preservare l’umidità del suolo, limitare l’escursione termica e contrastare efficacemente la nascita delle erbe infestanti.

Luce ed esposizione

Se possibile, è bene collocare il basilico in una posizione soleggiata o in leggera ombra. Se volete mettere la vostra piantina in balcone, potete utilizzare dei vasi in terracotta o platica e posizionarli in un angolo esposto alla luce e riparato dal vento.

Sebbene il vegetale ami il calore e la luminosità, un irraggiamento diretto ed eccessivo durante le ore centrali delle giornate estive rischia di bruciare le foglie. Meglio preferire una collocazione in mezza ombra, dove la pianta possa ricevere la luce solare diretta soltanto al mattino o nel tardo pomeriggio.

Poiché si tratta di una pianta che ama la luce del sole, è possibile spostare il vaso per posizionarlo nelle zone più luminose, mantenendolo sempre lontano dalle correnti d’aria calde o fredde. Anche se preferite tenere la vostra piantina in casa, assicuratevi che riceva la luce in modo diretto, quindi se possibile mettete il vaso sul davanzale.

Cimatura e rimozione dei fiori

Dopo circa un mese è opportuno cimare gli apici vegetativi per stimolare la ramificazione e rendere la pianta più folta. Inoltre, l’eliminazione degli scapi fiorali aiuta a prolungare il ciclo vitale del basilico ed evitare che le foglie perdano aromaticità.

Eventuali infiorescenze devono essere tagliate; in generale è buona norma cimare il basilico ogni 10 giorni, per prevenire la fioritura e per favorire una produzione di foglie costante e abbondante.

Non appena si nota la formazione delle spighe floreali sulla sommità dei rami, queste vanno recise immediatamente utilizzando le dita o un paio di forbici da potatura ben disinfettate. Tagliare regolarmente tutte le infiorescenze, non appena si formano, aiuta a mantenere le piante in fase vegetativa e quindi ad avere steli e foglie ancora teneri e verdi.

Il metodo migliore per raccogliere il basilico è mediante forbici, tagliando subito sopra un nodo, ovvero dove si trovano due foglie. Proprio da lì si svilupperà poi una nuova diramazione.

Raccolta delle foglie

La raccolta delle foglie di basilico deve essere effettuata con gradualità, al momento del bisogno, tagliandole con tutto il picciolo. La parte più pregiata e ricca di sostanze aromatiche è rappresentata dagli apici vegetativi delle ramificazioni laterali.

Inoltre, la rimozione degli apici non deve limitarsi ai soli fiori: ogni volta che si necessita di foglie per l’utilizzo culinario, è necessario procedere con il taglio dell’intero rametto, operando appena sopra il nodo in cui si inserisce una coppia di foglie ascellari.

Grazie a questa operazione, la pianta riceverà uno stimolo, che indurrà le due gemme sottostanti a svilupparsi, originando due nuovi rami laterali. Questo meccanismo di ramificazione costante permette di trasformare la pianta in un cespuglio folto, compatto e notevolmente produttivo.

La raccolta delle foglie deve essere eseguita con gradualità, preferibilmente al mattino presto, momento in cui la concentrazione di oli essenziali è ai massimi livelli e il profumo risulta più intenso.

Varietà di basilico adatte alla coltivazione

Il nome scientifico del basilico è Ocymum basilicum, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae e Labiatae, ne troviamo diverse varietà, tra cui il basilico genovese, famoso per la sua trasformazione in pesto.

Troviamo circa una cinquantina di varietà di basilico in tutto il mondo, qui ne elenchiamo solo alcune, scegliendo le più diffuse in Italia:

  • Basilico genovese: dalle foglie medio grandi, in assoluto il più classico.
  • Basilico napoletano: foglie grandi, pianta più alta.
  • Basilico foglia di Lattuga: pianta alta, foglie grandi.
  • Basilico fino verde: pianta piccola, foglie piccole.
  • Basilico greco a palla o minimum: foglie piccole, forma del cespuglio tonda.
  • Basilico thai: foglie più appuntite, nota di anice nel sapore, venature violette nelle nervature fogliari.
  • Basilico cinnamon: con sentori di cannella, tipologia esotica del Messico.
  • Basilico limone: il sentore di limone rende molto particolare questa varietà.
  • Basilico rosso: dal sapore meno intenso, insolito per via del suo colore.

La distinzione tra le diverse varietà di basilico si basa principalmente sull’analisi della forma della foglia, che può presentarsi liscia, bollosa, arrotondata o appuntita, sulle dimensioni della lamina e sulla colorazione, che spazia dal verde biondo fino al viola intenso, oltre che sulla composizione chimica degli oli essenziali che ne determina l’aroma finale.

Al vertice di questa classifica c’è il celebre basilico genovese, un’eccellenza che ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta (DOP). La differenza tra il basilico genovese e altre tipologie risiede nelle sue foglie di dimensioni medio-piccole, dalla caratteristica forma a cucchiaio, la superficie liscia e una colorazione verde tenue.

Malattie e problemi da evitare

Il basilico è una coltura delicatissima, che ha bisogno di essere protetta dal freddo sin dalle primissime fasi di semina. Il basilico teme un solo nemico: il freddo.

Sebbene piuttosto robusto, anche il basilico è soggetto a funghi e parassiti. Se il gambo si annerisce e le foglie iniziano a cadere, si tratta solitamente di una malattia fungina nota come fusariosi.

Per prevenire il suo insorgere bisogna evitare i ristagni idrici, irrigare il terriccio senza bagnare le foglie ed evitare eccessi di concime di origine animale. Anche la peronospera - Phytophthora infestans - è un’altra malattia fungina che può aggredire il basilico.

Il basilico può essere attaccato dal fungo della peronospora (Peronospora lamii), che porta le foglie ad ingiallimento e alla presenza di muffa sulla pagina inferiore e infine ad un annerimento generale. La malattia è favorita dall’umidità e dalla coltivazione molto fitta.

È necessario mantenere una buona distanza tra le piantine, evitare di bagnare il fogliame e usare contenitori con drenaggio efficace. Le lumache mangiano spesso le foglie del basilico, e sulle piantine ancora giovani possono determinare danni rilevanti.

Conservare i semi per l’anno successivo

Il basilico è una pianta che non supera la stagione fredda; per questa ragione può essere molto interessante lasciar fiorire una delle piante di basilico al fine di raccoglierne i semi.

A seconda della varietà potremo osservare i suoi piccoli fiori bianchi o viola, al cui interno trovare i piccoli semi fini e allungati dal colore scuro-nero, talmente piccoli da averne anche 500-600 per grammo. Se vogliamo conservare la semente da un anno all’altro sono proprio questi che dovremo raccogliere.

Una volta avviata la fase di fioritura, dovrete semplicemente aspettare che i fiori cadano e che le spighe del basilico si secchino, assumendo una colorazione marrone: quello sarà il momento giusto per ottenere i semi.

Prelevare i semi dalla pianta di basilico è semplicissimo: tagliate le spighe secche e strofinatele tra le mani in modo da ottenere i semi. Questi ultimi andranno conservati al buio e in un ambiente asciutto: la loro corretta conservazione garantirà una durata germinativa dell’aromatica di 4-5 anni circa.

I semi infatti, una volta secchi, possono essere raccolti, conservati all’interno di una busta e riutilizzati l’anno successivo per produrre nuove piantine di basilico.

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La coltivazione del basilico in semenzaio consente quindi di iniziare tra febbraio e marzo, proteggendo i semi dal freddo e mantenendo il substrato leggermente umido. Dopo la germinazione, le piantine vanno diradate e trasferite all’aperto soltanto quando avranno sviluppato 4-6 foglioline e le temperature notturne saranno stabilmente miti.

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