Suor Lucia di Gesù, al secolo Lúcia de Jesus dos Santos, è morta il 13 febbraio 2005 nel Carmelo di Santa Teresa a Coimbra, in Portogallo. Aveva 97 anni secondo i dati anagrafici più comunemente riportati; alcune fonti indicano 98 anni, calcolando l’età in modo diverso rispetto alla data di nascita.
È stata l’ultima dei tre veggenti delle apparizioni di Fatima e ha vissuto a lungo in clausura, prima tra le Suore Dorotee e poi come carmelitana scalza. Inizialmente fu sepolta nel Carmelo di Santa Teresa; il 19 febbraio 2006 i suoi resti mortali furono trasferiti nella Basilica di Nostra Signora del Rosario di Fatima, accanto alla cugina Giacinta Marto.
La data e il luogo della morte
Suor Lucia morì a Coimbra il 13 febbraio 2005, nel monastero carmelitano nel quale aveva vissuto dal 1948. La religiosa si spense dopo una lunga malattia che, nell’ultimo mese, le aveva tolto la vista e l’udito.
Era vissuta appartata e silenziosa per 57 anni, rispondendo solo alle richieste di chiarimenti e precisazioni da parte del vescovo e dei Papi. La sua morte avvenne nel Carmelo di Santa Teresa, dove aveva trascorso gli ultimi decenni della propria vita religiosa.
| Informazione | Dato |
|---|---|
| Nome | Suor Lucia di Gesù |
| Nome al secolo | Lucia de Jesus dos Santos |
| Data di nascita | 28 marzo 1907 |
| Luogo di nascita | Aljustrel, Portogallo |
| Data della morte | 13 febbraio 2005 |
| Luogo della morte | Coimbra, Portogallo |
| Età indicata nelle fonti | 97 o 98 anni |
| Trasferimento dei resti | 19 febbraio 2006 |

Le esequie e la prima sepoltura
Le sue esequie si svolsero due giorni dopo, il 15 febbraio 2005, nella Cattedrale di Coimbra, e furono presiedute dal cardinale Tarcisio Bertone, come inviato di Papa Giovanni Paolo II.
La salma di Suor Lucia venne portata alla Cattedrale di Coimbra, dove si tenne una cerimonia funebre presieduta dal Vescovo di Coimbra, monsignor António Cleto. Anche il Vescovo di Leiria, monsignor Serafim Ferreira e Silva, prese parte alla cerimonia.
Fu inizialmente sepolta nel Carmelo di Santa Teresa, come aveva desiderato. “Senza contraddire ciò che avevo già scritto, per fare questo piacere alle Suore, poiché hanno manifestato questo desiderio, mi piacerebbe che, dopo la mia morte, il mio corpo rimanesse sepolto nel chiostro di questo Monastero (di Santa Teresa - Coimbra) almeno un anno, prima di essere portato nella Basilica di Fatima”, aveva scritto la veggente al vescovo di Coimbra.
Il trasferimento a Fatima
Il 19 febbraio 2006, un anno e una settimana dopo la morte, la salma di suor Lucia fu trasferita dal Carmelo di Santa Teresa alla Basilica della Beata Vergine del Rosario di Fatima. Il trasferimento realizzò così un desiderio che Lucia aveva espresso in vita.
I suoi resti mortali riposano nella cappella al lato sinistro dell’altare maggiore della Basilica di Nostra Signora del Rosario, accanto a quelli di Giacinta Marto; Francesco riposa nella cappella al lato opposto.
Circa 100.000 pellegrini si trovavano nel Piazzale di Preghiera della Cova da Iria quel 19 febbraio 2006, per partecipare ad una celebrazione presieduta da Mons. Serafim Sousa Ferreira e Silva, allora vescovo di Leiria-Fatima.
“Le cattive condizioni atmosferiche - con molto freddo, vento e grandine - non hanno scoraggiato i fedeli, che sono rimasti nel Piazzale, alcuni persino dalla mattina presto, fino alla fine delle celebrazioni, intorno alle 17:30”, si legge nel resoconto di quel giorno, pubblicato sul giornale Voz da Fátima il mese successivo.
Presso i servizi del Santuario erano iscritti 60 pellegrinaggi organizzati, provenienti da 12 paesi, e molti di coloro che non poterono essere presenti seguirono le celebrazioni grazie all’ampia copertura dei media nazionali e internazionali, con la trasmissione in diretta della celebrazione.
All’altare del Piazzale di Preghiera erano presenti 18 vescovi e 250 sacerdoti, che concelebrarono con il vescovo di Leiria-Fatima, il quale nell’omelia ricordò il coraggio e la fedeltà alla Chiesa, alla Madonna e a Dio di Suor Lucia.
Il resoconto pubblicato nel giornale ufficiale del Santuario di Fatima descrive un’atmosfera di profonda commozione, sia a Coimbra, durante la mattina, sia a Fatima nel pomeriggio, riportando “applausi al passaggio dell’urna con i resti mortali della religiosa” e “impressionanti dimostrazioni di stima e di affetto”.
Anche lungo il percorso tra le due città si manifestò la partecipazione popolare, con lo sventolio di fazzoletti bianchi ai bordi delle strade.
A Coimbra, al mattino, fu celebrata una messa nella Cattedrale di Coimbra, presieduta dall’allora vescovo Mons. Albino Cleto, che sottolineò della veggente “l’offerta di tutta la sua vita” al messaggio che aveva ricevuto dalla Madonna.

Chi era suor Lucia
Lucia de Jesus Rosa dos Santos era la più grande dei tre veggenti delle apparizioni della Madonna a Fatima, avvenute tra maggio e ottobre del 1917.
Lucia, in portoghese Lúcia, Dos Santos nacque il 28 marzo del 1907 ad Aljustrel, frazione di Fatima, in Portogallo, ultima dei quattro figli, tre femmine e un maschio, di Antonio Dos Santos e Maria De Jesus.
La famiglia da cui proveniva era molto povera: l’unica fonte di ricchezza era il gregge, inoltre Lucia non andava neanche a scuola. Come tanti altri ragazzi e bambine del villaggio, portava al pascolo il piccolo gregge di pecore e capre che costituiva l’unica ricchezza della sua famiglia.
Con lei si associavano due cuginetti, Francesco e Giacinta Marto, il cui padre, Emanuele Pietro, aveva sposato la sorella di Antonio Dos Santos, Olimpia. Nessuno dei tre frequentava la scuola, peraltro non esistente nel villaggio.
Suo padre volle che venisse battezzata in tempo per la Pasqua, essendo nata di Giovedì Santo: per evitare che il parroco, impegnato nella preparazione delle funzioni pasquali, la rimandasse indietro, fece quindi in modo di registrare la sua nascita all’anagrafe al 22 marzo.
Lucia fu quindi battezzata il 30 marzo nella chiesa parrocchiale di Aljustrel. Ricevette la Prima Comunione a sei anni esatti dal Battesimo, il 30 marzo 1913.
Le apparizioni di Fatima
Lucia aveva 10 anni quando vide per la prima volta, il 13 maggio 1917, l’apparizione della Madonna alla Cova da Iria, assieme ai cugini Francisco e Jacinta Marto.
Il 13 maggio 1917, insieme ai cugini vide apparire la Madonna. L’evento si ripeté per 6 volte fino al 13 ottobre 1917.
Domenica 13 maggio 1917, Lucia, Francesco e Giacinta, dopo aver assistito alla celebrazione della Santa Messa nella chiesa parrocchiale di Fatima, ritornarono ad Aljustrel per condurre al pascolo le greggi.
Visto il bel tempo, scelsero quella volta di andare alla Cova da Iria, una grande radura a forma di anfiteatro delimitata da una collina. Mentre giocavano, verso mezzogiorno apparve in cielo un bagliore come di fulmini.
Preoccupati per un probabile temporale in arrivo, i pastorelli radunarono le pecore e presero a scendere la collina. Quando furono giunti verso la metà del pendio, vicino ad un leccio, si ripresentò il bagliore: comparve ritta sopra il verde leccio, una Signora biancovestita, che emanava una luce sfolgorante.
Sul capo portava un velo che scendeva fino ai piedi. Per cintura aveva un cordone dorato e nelle mani teneva un rosario luccicante con la croce in argento. La visione li tranquillizzò: «Non abbiate paura, non vi farò del male».
Lucia si rivolse alla Signora chiedendo da dove venisse.
Il ruolo di Lucia durante le apparizioni
Tutti e tre i pastorelli videro la Vergine Maria nei sei appuntamenti complessivi, ma solo Lucia la sentiva parlare e a sua volta le pose domande.
Giacinta, invece, la vedeva e sentiva, ma non parlava con lei. Infine Francesco la vedeva senza udirla e si faceva riferire ciò che diceva.
I tre veggenti divennero presto oggetto dell’incredulità e dello scherno dei concittadini. Incontrarono anche l’opposizione da parte delle autorità civili anticlericali: vennero messi persino in carcere a scopo intimidatorio, saltando per questo l’appuntamento del 13 agosto con la Signora.
Fu ancora Lucia a chiedere, nella terza apparizione del 13 luglio, che la Signora desse un segno miracoloso, che facesse credere tutti alla sua presenza: il prodigio fu promesso per il 13 ottobre e si verificò di fronte ad oltre 70.000 persone.
La morte di Francesco e Giacinta
La Madonna, nell’apparizione del 13 giugno, aveva detto che Francesco e Giacinta sarebbero presto andati in cielo, mentre Lucia sarebbe rimasta ancora nel mondo per farla conoscere ed amare, diffondendo la devozione al suo Cuore Immacolato.
In quegli anni, successivi alla prima guerra mondiale, imperversò in gran parte dell’Europa la terribile epidemia di febbri influenzali detta “spagnola”, che fece innumerevoli vittime.
Anche i due fratellini Marto ne furono colpiti: Francesco morì il 4 aprile 1919 a dieci anni e nove mesi, nella casa paterna di Aljustrel. Giacinta, sopravvissuta al primo attacco dell’epidemia, rese l’anima a Dio il 20 febbraio 1920, nell’ospedale «Dona Estefânia» di Lisbona, a nove anni e undici mesi.
Francesco e Giacinta Marto furono beatificati il 13 maggio 2000 da Giovanni Paolo II a Fatima e canonizzati nel maggio 2017.
La vita religiosa di suor Lucia
Lucia fu molto rattristata dalla perdita dei cugini. Restò ad Aljustrel fino al 17 giugno 1921, quando partì per Oporto, dove fu ricevuta come alunna interna nel Collegio delle Suore Dorotee a Vilar, alla periferia della città.
Il 24 giugno 1925 ricevette la Cresima. Tre mesi dopo, il 24 ottobre 1925, entrò a far parte dell’Istituto di Santa Dorotea, mentre contemporaneamente fu ammessa come postulante nel convento della stessa congregazione a Tuy in Spagna, vicino alla frontiera portoghese.
Il 2 ottobre 1928 pronunciò i primi voti come sorella conversa, prendendo il nome di religiosa di suor Maria Lucia dell’Addolorata. Dopo sei anni, il 3 ottobre 1934, emise i voti perpetui.
Nel 1934 emise i voti perpetui e prese il nome di religione di suor Maria dell’Addolorata. Nel 1946 fece ritorno in Portogallo e due anni dopo entrò nel Carmelo di Santa Teresa, a Coimbra.
Allo scoppio della guerra civile spagnola, venne trasferita nel Collegio di Sardão, a Vila Nova de Gaia, dove rimase per qualche tempo, per ragioni di sicurezza.
Il 20 maggio 1946, suor Lucia poté rivedere il luogo delle apparizioni, andando alla Cova da Iria e nei luoghi delle precedenti visioni.
Il 25 marzo 1948, a 41 anni, suor Lucia lasciò l’Istituto di Santa Dorotea ed entrò nel Carmelo di San Giuseppe a Coimbra.
La scelta della clausura fu approvata dal vescovo di Coimbra e da papa Pio XII, perché si rendeva necessario preservare la veggente dal gran numero di visite, anche di curiosi, che la tormentavano; serviva anche per farle ritrovare tranquillità e spazio per la meditazione e la crescita della sua vita spirituale.
Il 13 maggio 1949, Lucia vestì l’abito carmelitano e il 31 maggio 1949 compì la professione religiosa, assumendo il nome di suor Maria Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato.
Il messaggio di Fatima e il terzo segreto
La lunga vita di suor Lucia Dos Santos è strettamente legata al cosiddetto “Terzo segreto di Fatima”, che papa Giovanni Paolo II decise di rendere pubblico con una esplicita interpretazione dello stesso.
Il 13 ottobre del 1930, l’allora Vescovo di Leira, monsignor José Alves Correia da Silva, in una lettera pastorale, dichiarò degne di fede le apparizioni di Fatima e ne riconobbe il culto pubblico.
Da allora, il Santuario è diventato un centro di grande devozione e di fama internazionale.
Suor Lucia continuò ad avere esperienze mistiche e messaggi interiori. Il 17 dicembre 1927, nella casa delle Dorotee a Tuy, Nostro Signore le fece udire la Sua volontà, di scrivere quanto il confessore e il vescovo le chiedevano.
Nel 1941 mise per iscritto ciò che riguardava due delle tre parti dell’apparizione di luglio, i cosiddetti “segreti di Fatima”: la visione dell’inferno e la devozione al Cuore Immacolato di Maria.
La terza parte fu riferita da lei il 3 gennaio 1944 in una lettera indirizzata al vescovo di Leiria, monsignor José de Silva, che glielo aveva ordinato in occasione di una grave malattia che l’aveva colpita.
Un altro scritto, datato 1944, conteneva la terza parte, il cosiddetto “terzo segreto”, e fu spedito a Roma, aperto per la prima volta nel 1960 e non divulgato da San Giovanni XXIII e da San Paolo VI.
Fu San Giovanni Paolo II, particolarmente devoto alla Madonna di Fatima, a rendere noto il segreto nel 2000.
In seguito alla beatificazione dei pastorelli, fu resa pubblica la terza parte del “segreto”, accompagnata dal commento teologico curato dall’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinal Joseph Ratzinger.
Gli incontri con i Pontefici
Il 13 maggio 1967 suor Lucia si recò a Fatima per incontrare san Paolo VI. Il primo Pontefice a visitare privatamente suor Lucia è Paolo VI, in occasione della sua visita a Fatima nel 1967.
Ritornò poi a Fatima diverse volte: la prima fu il 13 maggio 1967, quando incontrò il Beato Paolo VI, cui fece seguito una visita nel 1981, per dirigere nel Carmelo un lavoro di pittura sulle apparizioni di Fatima.
Suor Lucia incontrò per la prima volta san Giovanni Paolo II il 13 maggio 1982, quando il Pontefice offrì alla Madonna uno dei proiettili dell’attentato di cui fu vittima l’anno prima.
Lo stesso fece con san Giovanni Paolo II il 13 maggio 1982, quando il Pontefice offrì alla Madonna uno dei proiettili dell’attentato di cui fu vittima l’anno prima, e poi ancora il 13 maggio 1991 e il 13 maggio 2000.
L’ultimo incontro tra lei e papa Wojtyła avvenne il 13 maggio 2000, nella cerimonia per la beatificazione di Francesco e Giacinta.
Suor Lucia partecipa alla cerimonia, in una delle sue rarissime uscite dal convento.
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La causa di beatificazione
Il 13 febbraio 2008 papa Benedetto XVI concesse il decreto di dispensa dai cinque anni di attesa dalla morte di suor Lucia, affinché la Causa potesse essere prontamente iniziata, corrispondendo alla grande fama di santità della Serva di Dio.
A fronte della grande fama di santità di cui era circondata, il 13 febbraio 2008 papa Benedetto XVI concesse il decreto di dispensa dai cinque anni di attesa dalla morte di suor Lucia, necessario per l’avvio della sua causa.
Il 30 aprile 2008 si tenne la prima sessione dell’inchiesta diocesana, nel Carmelo di Santa Teresa a Coimbra; l’ultima sessione fu invece celebrata il 13 febbraio 2017, sempre nel Carmelo di Coimbra.
La Causa si svolse quindi nella diocesi di Coimbra dal 2008 al 2017. Gli atti dell’inchiesta diocesana vennero convalidati il 14 settembre 2018, mentre la “Positio super virtutibus” fu consegnata alla Congregazione delle Cause dei Santi il 13 ottobre 2022.
Il 22 giugno 2023, ricevendo in udienza il cardinal Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto sulle virtù eroiche di suor Lucia.
Suor Lucia dos Santos, una dei tre pastorelli di Fatima, è Venerabile. Papa Francesco ha ricevuto il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, autorizzando la promulgazione del Decreto che riconosce le virtù eroiche della religiosa.
Con il decreto sulle virtù eroiche, suor Lucia è stata dichiarata Venerabile, ma tale titolo non equivale ancora alla beatificazione o alla canonizzazione.
Le opere scritte
Suor Lucia scrisse due volumi “Memórias” e “Apelos da Mensagem de Fátima”.
Scrisse numerose decine di lettere al suo direttore spirituale padre Gonçalves, spronandolo a far realizzare la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria: si rivolse anche ai pontefici Pio XI e Pio XII.
Il 31 ottobre e l’8 dicembre 1942 papa Pio XII consacrò la Chiesa e il genere umano al Cuore Immacolato di Maria. Nel 1952, lo stesso Pontefice consacrò a Maria specificamente i popoli della Russia, poiché suor Lucia riteneva che la prima consacrazione avesse lasciato inevasa la questione.