Don Salvatore parroco di Capranica: sacerdote, educatore e uomo di cultura

Don Salvatore Piccillo fu un sacerdote, educatore, professore di filosofia e uomo di cultura, formato a Roma presso il Collegio Capranica e ordinato presbitero il 28 ottobre 1926 da monsignor Giovanni Jacono. Nella diocesi di Caltanissetta svolse un ruolo rilevante nella vita ecclesiale, sociale e culturale, soprattutto come insegnante, animatore della gioventù cattolica e direttore della Biblioteca comunale Lucio Scarabelli.

Nato a Montedoro l’1 gennaio 1904, esercitò il ministero sacerdotale nella sua città, a Caltanissetta e successivamente a Roma, dove insegnò storia e filosofia nello stesso Collegio Capranica nel quale aveva compiuto la propria formazione. La sua attività fu caratterizzata dall’attenzione alla formazione integrale dei giovani, dall’approfondimento della liturgia e dall’impegno educativo e culturale.

Le origini e la formazione al Collegio Capranica

Salvatore Piccillo è nato a Montedoro l’1 gennaio del 1904. Figlio di Giuseppe e di Angela Licata. Suoi fratelli sono: Angelo, Rosa, Gaetano, Giuseppina, Sebastiano e Beniamino.

Studiò teologia a Roma al Collegio Capranica, dove conseguì la Laurea in Sacra Teologia e fu ordinato sacerdote, da Mons. Giovanni Jacono, il 28 ottobre del 1926.

La formazione ricevuta nel Collegio Capranica ebbe un’importanza decisiva nella sua maturazione sacerdotale e intellettuale. Nel libro La chiesa nissena in sinodo, edizioni ES 1990, a pagina 68 si legge: “A questo terzo gruppo di sacerdoti formati romanamente si collega pure don Salvatore Piccillo che fu alunno del collegio Capranica in Roma e si formò spiritualmente alla scuola di mons. Giulio Belvedere. Anch’egli esercitò un suo influsso nei diversi uffici che occupò in diocesi, specie come professore in seminario”.

Collegio Capranica a Roma

Il percorso romano unì lo studio della teologia alla formazione spirituale e preparò don Piccillo a svolgere compiti diversi: il ministero parrocchiale, l’insegnamento, l’educazione dei giovani, la promozione liturgica e la direzione di una biblioteca pubblica.

Il primo ministero a Montedoro

Iniziò il suo ministero sacerdotale nella parrocchia di Montedoro, con l’ arciprete Mons. Vito Alfano, con l’incarico di cappellano ed assistente della Gioventù femminile dell’ Azione Cattolica Sant’ Agnese.

Padre Piccillo si diede alla formazione morale e spirituale della gioventù femminile con diverse attività tra le quali la biblioteca circolante e le conferenze mensili. Ha incrementato le opere in favore delle missioni stimolando e coordinando le giovani alla confezione di indumenti ed arredi sacri per i missionari ed istituendo borse di studio per seminaristi in terra di missione.

La sua azione educativa non si limitava alla trasmissione di nozioni religiose, ma comprendeva iniziative concrete di lettura, riflessione, collaborazione e solidarietà. L’organizzazione della biblioteca circolante offriva alle giovani un’occasione di formazione culturale, mentre le conferenze mensili favorivano l’approfondimento dei temi morali e spirituali.

Un impegno particolare ha dedicato alla esatta cognizione della liturgia spiegando la Santa Messa anche con dialoghi recitati dalle aspiranti.

L’attenzione alla liturgia mostrava il suo intento di rendere la celebrazione comprensibile e partecipata. La spiegazione della Santa Messa attraverso dialoghi recitati consentiva alle giovani di avvicinarsi ai riti con maggiore consapevolezza, collegando la conoscenza della fede alla partecipazione concreta alla vita ecclesiale.

L’insegnamento in Seminario e nelle scuole

Nel 1933 venne chiamato dal Vescovo Mons. Jacono ad insegnare in Seminario nel Corso Teologico.

L’insegnamento in Seminario rappresentò uno degli incarichi più significativi della sua attività diocesana. La preparazione teologica ricevuta al Collegio Capranica e l’esperienza pastorale maturata a Montedoro gli permisero di unire competenza dottrinale, attenzione educativa e sensibilità spirituale.

Insegnò anche nel Liceo classico Ruggero Settimo di Caltanissetta, Storia e filosofia e dal 1940 al 1946 fu Direttore della Biblioteca comunale Lucio Scarabelli di Caltanissetta succedendo al canonico Michele Palermo.

Dette attività favorirono i rapporti col mondo giovanile e la sua opera ed il suo insegnamento contribuirono alla formazione di tanti professionisti nisseni che operarono la ricostruzione sociale e materiale della provincia.

Il suo lavoro si collocava quindi all’incrocio tra Chiesa, scuola e cultura civile. Nel Seminario formava i futuri sacerdoti; nel liceo accompagnava la crescita intellettuale degli studenti; nella biblioteca comunale favoriva l’accesso ai libri e il rapporto con l’ambiente culturale della città.

La formazione della gioventù cattolica

Durante il Congresso Catechistico Diocesano (16-20 Maggio 1937) “Nelle sezioni femminili si ebbero sedute per le intellettuali e conferenze della Gioventù Femminile (Interventi di Mons. Buttilla di Bagheria, can. Calamoneri, prof. Sac. Salvatore Piccillo).

La partecipazione al Congresso Catechistico Diocesano conferma il suo coinvolgimento nelle iniziative rivolte alla formazione religiosa e culturale delle giovani. La sua presenza era legata in particolare alle sezioni femminili e alle attività destinate alle studentesse e alle giovani intellettuali.

Nel libro Chiesa e società, alla pagina 224, si legge: “iniziative di promozione culturale ed anche liturgica di associazioni e gruppi cattolici, accanto a don Giovanni Magrì e poi anche don Salvatore Piccillo”.

Alla pagina 369 è scritto: “La Gioventù Femminile cercò di raggiungere tutte le giovani. Per questo in città organizzò le studentesse, delle quali per un po’ di tempo si occupò il Sac. Prof. Salvatore Piccillo, e le lavoratrici. Lo scopo era la formazione integrale delle giovani”.

L’espressione “formazione integrale” sintetizza il criterio educativo che guidava il suo apostolato. L’educazione comprendeva la dimensione religiosa, morale, culturale e sociale, con attenzione alle condizioni differenti delle studentesse e delle lavoratrici.

L’aggiornamento liturgico e la FUCI

Nel libro Momenti e figure della chiesa nissena di Cataldo Naro, a pagina 464 si legge: “Basti accennare a questo proposito - anche in relazione al tema generale di questo convegno - ai tentativi di aggiornamento liturgico animati a Caltanissetta, negli anni della guerra, dall’ avv. Giuseppe Alessi e dal giovane sacerdote Salvatore Piccillo, che avevano come primi destinatari i giovani universitari della FUCI”.

L’impegno per l’aggiornamento liturgico si sviluppò a Caltanissetta negli anni della guerra e si rivolse innanzitutto ai giovani universitari della FUCI. Don Piccillo cercava di collegare la conoscenza della liturgia alla vita spirituale e alla formazione intellettuale, secondo una prospettiva nella quale la fede non fosse separata dalla comprensione.

L’avv. Giuseppe Alessi diventerà il primo Presidente della Regione siciliana ed in seguito deputato al Parlamento nazionale e senatore della Repubblica.

La collaborazione con Giuseppe Alessi inseriva l’attività liturgica e culturale di don Piccillo in un ambiente cattolico vivace, attento ai problemi della società e alla formazione delle nuove generazioni.

Il ruolo durante la liberazione americana

Un ruolo molto importante Padre Piccillo svolse durante il periodo della liberazione americana nella seconda guerra mondiale.

Nel diario di Giovanni Petix da Memorie e tradizioni di Montedoro, alla pagina 348, è scritto: “(20 luglio 1943) Verso le ore dieci antimeridiane è arrivata in paese un’auto americana con a bordo due soli soldati ed i nostri concittadini: Canonico Giovanni Rizzo, Rettore del Seminario Vescovile ed il Sacerdote Salvatore Piccillo, Bibliotecario della Comunale di Caltanissetta”.

Alle persone presenti il sac. Piccillo ha fatto una breve relazione sui motivi della loro venuta. Ha detto che sono stati mandati in giro, espressamente dalle Autorità americane, anzi dal Generale in capo, per fare sapere alle popolazioni di San Cataldo, Serradifalco, Montedoro, Bompensiere e Milena di stare tranquille ed avere fiducia nell’Armata americana, che stava lavorando per ristabilire tutti i servizi e l’ ordine pubblico.

Ha detto anche che tra pochi giorni sarà provveduto per gli alimenti e quant’ altro abbisogna alla popolazione.

In quella circostanza don Piccillo svolse una funzione di comunicazione e mediazione tra le autorità alleate e le popolazioni locali. La sua conoscenza del territorio, la fiducia di cui godeva e il suo legame con Montedoro lo resero una figura adatta a trasmettere informazioni in un momento segnato dall’incertezza e dalle difficoltà.

Montedoro durante la seconda guerra mondiale

Il canonico Giovanni Rizzo verrà eletto, nel 1946, vescovo coadiutore del Cardinale Ruffini di Palermo e, nel 1947, Arcivescovo di Rossano Calabro (CS).

Alla pagina 360 si legge: “(venerdì 6 agosto 1943) Verso le cinque pomeridiane è arrivato il Prefetto Cammarata in compagnia del nostro concittadino Sac. Salvatore Piccillo: sono rimasti qualche ora tra la gente e poi sono andati al municipio accompagnati dal dottor Calogero Volpe, dal reverendo Don Vito Alfano e dal Major Giovanni Tulumello”.

La presenza di don Piccillo accanto alle autorità civili e militari mostra ancora una volta il ruolo pubblico assunto dal sacerdote in quei giorni. Egli rimase vicino alla popolazione e partecipò ai contatti attraverso i quali si cercava di affrontare i problemi dell’ordine pubblico e delle necessità essenziali.

Il rapporto con Calogero Volpe e le necessità della provincia

Nel libro Calogero Volpe, significato di un impegno di Pierina Volpe, del 1986, alla pagina 37, è scritto: “In quella città (Caltanissetta) il Sac. Salvatore Piccillo, professore di storia e filosofia al liceo Ruggero Settimo, riceve l’ incarico di accompagnare un ufficiale inglese, che vuole fare un giro per la provincia per costatare lo stato di necessità della popolazione”.

Le autorità alleate riponevano molta fiducia nella Chiesa. Il Sac. Piccillo, nativo di Montedoro e molto amico di Calogero Volpe, lo invita ad accompagnarsi a lui per meglio illustrare la necessità sanitaria dei paesi.

Il sacerdote mise così a disposizione la propria conoscenza della realtà provinciale e i rapporti con le persone impegnate nella vita sociale. L’incarico non riguardava soltanto la trasmissione di informazioni, ma anche la rappresentazione delle necessità sanitarie e materiali dei paesi.

Il dottor Calogero Volpe verrà eletto deputato alla Costituente e poi al Parlamento nazionale fino alla sua morte avvenuta nel 1976. E’ stato Presidente dell’ Ente Zolfi Italiani, Sottosegretario di Stato in diversi governi, Sindaco di Montedoro.

Il ritorno a Roma e l’insegnamento al Collegio Capranica

Negli anni a seguire Padre Piccillo si trasferisce a Roma dove insegna storia e filosofia nello stesso Collegio Capranica dove aveva compiuto gli studi superiori fino a tarda età.

Il trasferimento a Roma segnò una nuova fase della sua vita, senza interrompere il legame tra ministero sacerdotale, insegnamento e formazione. Nel Collegio Capranica, che lo aveva accolto come studente e preparato al sacerdozio, tornò come docente di storia e filosofia.

La sua vicenda unisce dunque tre luoghi fondamentali: Montedoro, dove iniziò il ministero e dove nacque; Caltanissetta, dove insegnò, operò nella Gioventù Femminile, diresse la biblioteca e partecipò alla vita ecclesiale e civile; Roma, dove completò il percorso di docente e sacerdote nel Collegio Capranica.

La morte e la memoria

La sua dipartita è avvenuta il 13 maggio del 1978 e le sue spoglie mortali riposano nel cimitero di Montedoro.

“Dalla Sicilia a Roma, apostolo infaticabile, ha profuso ai giovani ricchezze di mente e di cuore, ma specialmente ha cercato di portare anime a Cristo, come si era proposto nel giorno della sua ordinazione sacerdotale: ‘Portare Cristo alle anime. Fedelissimo fino alla morte!’”.

E quando la malattia lo ha costretto a ridurre l’ apostolato attivo, ha intrapreso, convincente, quello dell’ esempio: il lungo calvario, nella serena accettazione del disegno divino, è stato un insegnamento indimenticabile.

Nelle molteplici attività di Padre Piccillo si possono ritrovare i tratti umanamente distintivi della sua figura di sacerdote e di educatore amabile e paterno, aperto e disponibile, ma sempre lucido, fermo e intransigente.

Nella sua vita sacerdotale e di educatore a Montedoro, a Caltanissetta e a Roma, ha affrontato diverse realtà sempre con lo spirito limpido e sereno di una retta coscienza, capace di mantenere l’ equilibrio tra opposte tendenze e rivendicazioni, lasciando, ogni volta, in questi passaggi, tracce ben visibili del suo acume e della sua finezza come pensatore, educatore e maestro spirituale.

Fede, intelligenza e vita spirituale

Sapientemente ha insegnato a “comprendere per credere” la fede che cerca l’ intelligenza. Quell’ intelligenza della fede che in lui si dilata fino a diventare preghiera e contemplazione d’amore.

In questa prospettiva, l’attività educativa di don Piccillo non consisteva soltanto nell’insegnare contenuti, ma nel condurre i giovani a un rapporto consapevole tra fede, ragione e vita. La conoscenza della liturgia, lo studio della filosofia, la formazione morale e l’esperienza pastorale erano aspetti di un’unica concezione dell’educazione.

La sua opera si sviluppò in contesti diversi, ma conservò una linea coerente: accompagnare le persone nella crescita umana e cristiana, sostenere la formazione dei giovani, promuovere la cultura e rendere la fede intelligibile e vissuta.

Il significato della sua figura per Montedoro e Caltanissetta

Ricordare Padre Piccillo, nel centenario della sua nascita, significa onorare l’ uomo, il sacerdote, il professore, l’educatore, l’ uomo di cultura, stimolare qualcuno a rileggere una pagina importante della storia di Montedoro e della diocesi di Caltanissetta, annoverarlo tra i personaggi più prestigiosi di Montedoro al fine di apprezzare e valorizzare le nostre radici non solo come mero bisogno di passato, perché il presente è precario, ma perché tassello importante della nostra identità di montedoresi.

AmbitoAttività di don Salvatore Piccillo
Ministero sacerdotaleCappellano e assistente della Gioventù femminile dell’Azione Cattolica Sant’Agnese
Formazione religiosaConferenze mensili, biblioteca circolante e spiegazione della Santa Messa
MissioniConfezione di indumenti e arredi sacri e borse di studio per seminaristi in terra di missione
InsegnamentoCorso Teologico del Seminario e storia e filosofia al Liceo classico Ruggero Settimo
CulturaDirettore della Biblioteca comunale Lucio Scarabelli dal 1940 al 1946
Promozione liturgicaAttività a Caltanissetta rivolte anche ai giovani universitari della FUCI
Servizio alla popolazioneMediazione e accompagnamento durante il periodo della liberazione americana
Attività a RomaInsegnamento di storia e filosofia nel Collegio Capranica

La memoria di don Salvatore Piccillo riguarda quindi una figura capace di operare contemporaneamente nella parrocchia, nella scuola, nel Seminario, nella biblioteca e nello spazio pubblico. La sua esperienza mostra come il ministero sacerdotale potesse tradursi in educazione, cultura, servizio alla comunità e attenzione concreta alle difficoltà storiche del territorio.

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