Santa Susanna, vergine pura e fedele a Cristo, che rifiutaste ogni onore terreno per rimanere sposa del Signore, aiutateci a custodire il cuore nella fedeltà alla Sua parola. Voi che con il vostro esempio convertiste familiari e amici, intercedete perché anche noi sappiamo condurre altri alla fede.
Martire coraggiosa, otteneteci forza nelle prove e costanza nell’amore, perché un giorno possiamo condividere con voi la gloria eterna. Amen.
Chi è Santa Susanna di Roma
Santa Susanna di Roma è venerata come vergine e martire. Secondo la tradizione, nacque a Roma intorno al 280 dopo Cristo e morì nel III secolo durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano.
Tutto ciò che si conosce di Susanna proviene da una breve nota nel Martirologio Geronimiano (molto antico e considerato sostanzialmente attendibile): «A Roma, alle "Due Case", dietro le terme di Diocleziano, il giorno della nascita di S. Susanna».
Il Martirologio Romano ricorda Santa Susanna a Roma, sotto il cui nome, celebrato tra i martiri negli antichi fasti, fu dedicata a Dio nel VI secolo una basilica nel titolo di Caio presso le Terme di Diocleziano.
La memoria liturgica di Santa Susanna di Roma è legata all’11 agosto, giorno nel quale viene ricordata insieme a San Tiburzio martire. La tradizione romana la presenta come una giovane di nobile famiglia, consacrata a Dio e pronta a rifiutare un matrimonio terreno per rimanere fedele alla propria vocazione cristiana.
La vita di Santa Susanna secondo la tradizione
Si racconta che Susanna fosse la bellissima e studiosa figlia di un dotto presbitero, Gabinio, e nipote di papa S. Gaio (22 apr.), della cui vita e morte non si sa nulla di certo.
Di nobile famiglia imparentata con l’imperatore Diocleziano, Susanna era figlia del presbitero Gabinio, fratello del vescovo Caio (poi Papa, dal 283 al 296) e di Claudio e Massimo, funzionari imperiali.
Fanciulla colta e di rara bellezza, Susanna si consacra a Dio con l’offerta della propria verginità. Nonostante fosse circondata da prestigio e ricchezza, scelse di vivere nella fedeltà a Cristo e di orientare ogni cosa verso il servizio di Dio.
La tradizione racconta che l’imperatore Diocleziano stesse cercando una sposa per suo figlio adottivo Gaio Galerio Valerio Massimiano. Susanna, però, rifiutò la proposta, dichiarandosi sposa di Cristo e indisponibile a ogni matrimonio terreno.
Il rifiuto del matrimonio e la conversione dei familiari
L’imperatore mandò uno zio di Susanna, Claudio, che ricopriva una carica a corte, a informare Gabinio della volontà dell’imperatore che Susanna divenisse sposa di Massimiano.
Quando lo zio si presentò per discutere della questione e cercare di convincerla, si avvicinò per baciarla in saluto ma ella si ritrasse. Protestò che era solo un segno di affetto naturale, ma lei rispose: «Non mi importa se mi baci. È la tua bocca sudicia che non posso sopportare. È piena di idolatria».
«Come posso pulirla?» domandò Claudio. «Pentiti e fatti battezzare» fu la risposta.
Claudio fu talmente impressionato dal rifiuto di Susanna a un matrimonio così conveniente che chiese di venire istruito nella fede cristiana e si fece battezzare insieme a sua moglie Prepedigna e ai due figli.
Poi liberò i suoi schiavi e diede i beni ai poveri. L’esempio di Susanna mostrò così la forza di una fede capace di trasformare non soltanto la vita personale, ma anche quella delle persone più vicine.
Non ricevendo più notizie a corte, Diocleziano mandò Massimo, fratello di Claudio e anch’egli dignitario imperiale, per cercare Susanna e avere informazioni sull’uomo, che pensava ammalato.
Massimo trovò il fratello effettivamente molto emaciato, ma a motivo delle penitenze cui si era sottoposta da cristiano, e Claudio gli comunicò la decisione di Susanna.
Insieme la andarono a trovare per poi discutere del problema con Gabinio e il pontefice, ma tutti e quattro i fratelli si ritrovarono d’accordo a non volere forzare la ragazza. Anche Massimo fu battezzato e diede i suoi beni ai poveri.
Il martirio di Santa Susanna
Quando Diocleziano venne a sapere del rifiuto di Susanna e della conversione dei suoi due sottoposti, si arrabbiò molto. Disse a uno dei suoi favoriti, Giuliano, che portava un antico rancore verso la famiglia, di arrestarli e di fare di loro ciò che voleva.
Giuliano ordinò che Claudio e Massimo fossero bruciati vivi e i loro corpi gettati in acqua. Susanna fu decapitata in casa e suo padre fu martirizzato.
Secondo un’altra tradizione, sottoposti ad interrogatorio, nessuno di loro abiura alla fede cristiana. Viene così ordinata l’esecuzione. Claudio e Massimo sono arsi vivi, Gabinio subisce il supplizio e Susanna viene decapitata nella sua casa l’11 agosto del 294.
Alle sue esequie avrebbe provveduto, conservandone il sangue come reliquia, la moglie dell’imperatore Diocleziano, Serena, anch’essa cristiana.
Santa Susanna, secondo il racconto tradizionale, affrontò il martirio senza rinnegare Cristo e senza rinunciare alla consacrazione che aveva offerto a Dio. Per questo è ricordata come esempio di fedeltà, coraggio e fortezza nelle prove.

La chiesa e il luogo della venerazione
Papa Caio - la cui dimora si trovava accanto a quella di Gabinio -, all’alba del giorno dopo, celebra una messa nel luogo del martirio e stabilisce che Susanna venga ricordata e venerata proprio nella sua abitazione.
Nel sito si sviluppa così il culto a Santa Susanna e vi viene costruita una chiesa, nota, nel IV secolo, con il toponimo “ad duas domos” (“alle due case”, ad indicare le due abitazioni di Gabinio e Caio, padre e zio della martire).
Le spoglie di Susanna, che avrebbero trovato sepoltura nel cimitero di Sant’Alessandro, sulla via Nomentana, sarebbero state poi traslate nella chiesa a lei dedicata, più volte modificata e oggi chiesa di Santa Susanna alle Terme di Diocleziano.
Qui, secondo fonti del 1500, esisteva una lapide attribuita al secolo V - andata perduta - nella quale si leggeva: “Olim Presbyteri Gabini Filia Felix / Hic Susanna Iacet In Pace Patri Sociata” (Un tempo figlia felice del presbitero Gabinio / Qui giace Susanna nella pace del Signore).
Sappiamo soltanto che il suo corpo riposava nel 595 nel titolo (o chiesa) di Gaio, che era diventato il titolo di Susanna. Più tardi questa chiesa fu restaurata e abbellita dalla munificenza di Papa Leone III e dall’Imperatore Carlomagno.
Il significato della preghiera a Santa Susanna
La preghiera a Santa Susanna richiama anzitutto la fedeltà alla parola di Cristo. La santa viene invocata come vergine pura e fedele, capace di rifiutare ogni onore terreno quando questo entra in contrasto con la propria consacrazione a Dio.
La sua intercessione può essere richiesta per custodire il cuore, rimanere saldi nella fede e affrontare con coraggio le difficoltà. La preghiera ricorda anche l’influenza positiva della testimonianza cristiana, poiché l’esempio di Susanna contribuì alla conversione di familiari e amici.
Martire coraggiosa, otteneteci forza nelle prove e costanza nell’amore, perché un giorno possiamo condividere con voi la gloria eterna.
Preghiera tradizionale a Santa Susanna
Santa Susanna, vergine pura e fedele a Cristo, che rifiutaste ogni onore terreno per rimanere sposa del Signore, aiutateci a custodire il cuore nella fedeltà alla Sua parola.
Voi che con il vostro esempio convertiste familiari e amici, intercedete perché anche noi sappiamo condurre altri alla fede.
Martire coraggiosa, otteneteci forza nelle prove e costanza nell’amore, perché un giorno possiamo condividere con voi la gloria eterna. Amen.
Preghiera liturgica per Santa Susanna
Ci assista, o Signore, la continua protezione dei tuoi santi Martiri Tiburzio e Susanna: perché tu non cessi di riguardare benignamente quelli cui concedi d’essere soccorsi da tali aiuti. Per Cristo nostro Signore. Così sia.
A Roma Santa Susanna Vergine, la quale, essendo di nobile stirpe e nipote del beato Pontefice Caio, al tempo di Diocleziano, meritò colla decapitazione la palma del martirio.
Santa Susanna e la testimonianza dei martiri
Benché non abbia sofferto contemporaneamente a San Tiburzio, santa Susanna gli è unita nella Liturgia di questo giorno, che è senza dubbio l’anniversario del suo martirio.
Ella sarebbe stata vittima della persecuzione di Diocleziano e sarebbe perita di spada nella propria dimora. Ma gli Atti che ci danno questi dettagli sono di un’età alquanto tardiva e di un’autenticità piuttosto dubbia.
La tradizione cristiana sottolinea che la ricompensa del martirio non riguarda soltanto coloro che hanno affrontato la morte per la fede, ma anche tutti quelli che seguono Cristo con piena fede e carità perfetta.
Alla lotta durante la persecuzione, alla costanza in tempo di pace, è riservata la corona.
Come pregare Santa Susanna
La preghiera può essere recitata in un momento di raccoglimento, davanti a un’immagine della santa o al termine delle preghiere quotidiane. È possibile affidarle la fedeltà alla propria vocazione, la forza nelle prove e il desiderio di vivere la fede con coerenza.
Santa Susanna può essere invocata anche per i familiari e gli amici, chiedendo che la propria testimonianza cristiana diventi occasione di bene e di avvicinamento a Dio.
- Per chiedere forza nelle prove.
- Per custodire la fedeltà alla parola di Cristo.
- Per rimanere saldi nelle scelte ispirate dalla fede.
- Per affidare familiari e amici alla protezione di Dio.
- Per chiedere costanza nell’amore e nella carità.
- Per ricordare il valore della testimonianza cristiana.
La preghiera può concludersi con un Padre nostro, un’Ave Maria e un Gloria al Padre, mantenendo nel cuore l’esempio di Santa Susanna, che secondo la tradizione rimase fedele a Cristo fino al martirio.
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Il messaggio spirituale di Santa Susanna
La figura di Santa Susanna richiama la libertà interiore di chi non misura la propria vita sul prestigio, sulla ricchezza o sui vantaggi terreni. La sua scelta viene presentata come una risposta radicale alla chiamata di Dio.
Il suo esempio mostra inoltre che la fede può diventare una testimonianza capace di raggiungere gli altri. La fermezza della giovane davanti alla proposta imperiale conduce infatti alla conversione di Claudio e Massimo e al distacco dai beni materiali.
La palma del martirio, attributo iconografico tradizionale, simboleggia la vittoria spirituale di Santa Susanna. La sua memoria invita a unire preghiera, fedeltà, carità e coraggio nelle circostanze quotidiane.