Il Santuario di Nostra Signora di Bonacatu, a Bonarcado, è uno dei più antichi luoghi di culto mariano della Sardegna, sorto in epoca bizantina tra il VI e il VII secolo su un precedente insediamento romano e nuragico. Meta di pellegrinaggio da parte di numerosi devoti provenienti da tutta l'Isola, il santuario custodisce la venerata immagine della Madonna con il Bambino e rappresenta il cuore della devozione mariana di Bonarcado.
Il pellegrinaggio raggiunge il suo momento principale il 18 e il 19 settembre, durante la Giornata dei Pellegrini e la solennità di Nostra Signora di Bonacatu, con celebrazioni eucaristiche, confessioni, rosari e la processione del simulacro per le vie del paese. Il ciclo religioso prosegue con la seconda novena dal 20 al 26 settembre e si conclude con l'ottava, celebrata il 27 settembre.
Il significato del nome Bonacatu
Il titolo di Bonacatu viene interpretato come Madonna della Buona Accoglienza. Bonacatu significa buon incontro. Il nome, secondo la tradizione, deriverebbe dal greco Panachrantos (l’Immacolata), italianizzato in «Bonacattu», cioè «buon incontro».
Il nome Bonacatu, ovvero buon incontro, da cui deriva il toponimo Bonarcado, risalirebbe all’originaria intitolazione della chiesa alla Madonna Panákhrantos (Immacolata). L’immagine della Madonna di Bonacatu (che significa “buona accoglienza”) è custodita nel Santuario a Lei dedicato in Bonarcado, Diocesi e Provincia di Oristano.
Da questa devozione è nato anche il soprannome con cui Bonarcado è conosciuto in molti centri dell’isola, Su Meraculu, il miracolo, a testimonianza delle grazie che i fedeli attribuiscono da secoli alla Madonna. Il paese di Bonarcado è conosciuto nell’Isola come “il paese del miracolo” per le numerose grazie ottenute per l’intercessione di Nostra Signora di Bonacatu.
Origini del santuario e stratificazione archeologica
Il Santuario di Nostra Signora di Bonacatu, che sorge nel centro storico nella piazza su cui si affaccia anche l’abside della parrocchiale di Santa Maria, fu edificato in epoca bizantina, tra il VI e il VII secolo, su un insediamento romano di età tardo-imperiale a sua volta sovrapposto a un luogo di culto nuragico: una stratificazione che ne fa uno dei più antichi edifici cristiani della Sardegna.
Venne eretto in epoca bizantina, intorno al VI - VII secolo, con gli ultimi restauri si è scoperto che nella zona su cui sorge il santuario vi erano strutture archeologiche di un insediamento nuragico, cui si sovrappose un villaggio romano. Lo stesso santuario fu impiantato su un edificio termale di epoca tardoromana.
Nel braccio orientale si può vedere una vasca, risalente al precedente insediamento romano, probabilmente un edificio termale. L’area del santuario documenta quindi la continuità di frequentazione del luogo, dal periodo nuragico all’età romana e poi alla fase cristiana bizantina.

La cessione ai monaci camaldolesi
Nel 1110, come attestato da condaghe (documento in uso in Sardegna in quell’epoca) di Santa Maria di Bonarcado, il santuario è ceduto ai monaci camaldolesi di San Zeno di Pisa dal giudice del regno di Arborea Costantino I de Lacon-Serra; i monaci fondarono in questi luoghi un monastero e una nuova chiesa (l’attuale parrocchia di Santa Maria), più grande dell’antico santuario.
Accanto all’antico santuario sorge la chiesa parrocchiale di Santa Maria, fondata nei primi decenni del XII secolo dal giudice Costantino I d’Arborea, che affidà il villaggio ai monaci camaldolesi di Pisa: furono loro a costruire, accanto al piccolo santuario bizantino, una chiesa più ampia, sede nel corso dei secoli di sinodi ed eventi ecclesiastici di rilievo per l’intera diocesi di Oristano.
Milis è noto per la produzione di agrumi, introdotta nel XIII secolo dai monaci camaldolesi dell'abazia di Bonarcado. Il complesso di Santa Maria di Bonarcado comprende i resti dell’antico monastero camaldolese, la Basilica di Santa Maria e il santuario di N. S. di Bonacatu.
Architettura del Santuario
Quest’ultimo si presenta a pianta cruciforme, con abside semicircolare rivolta a nordest. La cupola semisferica, visibile all’interno, è racchiusa entro un tiburio quadrangolare con copertura piramidale.
All’interno i quattro bracci, tutti di lunghezze diverse, presentano volta a botte; nel braccio orientale si può vedere una vasca, risalente al precedente insediamento romano, probabilmente un edificio termale. Nel braccio sud si trova il presbiterio, chiuso da una cancellata in ferro battuto.
La facciata occidentale, in stile romanico, venne eretta tra il 1242 e il 1268 in conci di basalto e trachite; presenta una decorazione ad archetti pensili trilobati, di gusto arabeggiante, e alloggi circolari per bacini ceramici.
La facciata occidentale, in stile romanico con blocchi di basalto e trachite e archetti pensili trilobati di gusto arabeggiante, fu realizzata tra il 1242 e il 1268. Le diverse fasi costruttive e gli interventi successivi hanno conservato nel santuario elementi di epoche differenti.

La Madonna con il Bambino
Sull’altare maggiore è presente la terracotta policroma, risalente al XV secolo, in cui è raffigurata in bassorilievo una Madonna col Bambino, venerata col titolo di Nostra Signora di Bonacattu. Al suo interno è venerata la formella in terracotta a rilievo, raffigurante la Madonna col Bambino, della metà del XV secolo, realizzata da un artista ignoto che si ispirò a modelli di Donatello.
La ceramica policroma, attribuita a Scuola di Donatello, risale alla seconda metà del XV sec. L’opera fu probabilmente commissionata da uno dei priori dell’abazia di Santa Maria, probabilmente Elia de Palma che fu anche arcivescovo di Oristano, personaggio illustre della Chiesa arborense.
La formella rappresenta il principale oggetto di venerazione del santuario e richiama fedeli e pellegrini che giungono da tutta l’isola soprattutto nei giorni della festa tradizionale del 18 e 19 settembre.
La devozione mariana e il titolo di basilica
In tutta la Sardegna è diffusa una grande venerazione che si manifesta specialmente per le Novene e la Festa il 18 e 19 settembre. Nel 2011 la Santa Sede ha elevato il santuario a basilica minore.
Sabato 19 settembre si celebrerà la solennità di Nostra Signora di Bonacatu, che coincide con l’anniversario della proclamazione a Basilica. Sabato 19, il giorno solenne del culto alla Madonna di Bonacatu e ricorrenza dell’anniversario della proclamazione della Basilica di Santa Maria, avvenuta nel 2011.
Il mese di settembre per la nostra Arcidiocesi è un momento particolare che vede al centro la figura di Maria. Sono tante le comunità che in questi giorni si stanno preparando a rinnovare la propria fede e venerazione alla Vergine, ma sono due i luoghi particolari dove la devozione mariana richiama fedeli provenienti da tutta l'Isola; due chiese che in questo Anno Santo hanno ricevuto il titolo di chiese giubilari, quella di N. S. del Rimedio a Oristano e quella di Santa Maria, insieme al santuario di N.S. di Bonacatu, a Bonarcado.
Il pellegrinaggio del 1° maggio
Questi due luoghi sono legati anche da un pellegrinaggio che da alcuni anni si svolge il 1° maggio, unendo sotto la comune venerazione a Maria, cinque comunità: Massama, Zeddiani, San Vero Milis, Milis e Bonarcado.
Il pellegrinaggio unisce comunità diverse sotto i titoli di Nostra Signora del Rimedio e di Nostra Signora di Bonacatu, rafforzando i legami religiosi e comunitari tra il territorio di Oristano e il Montiferru.
Le comunità partecipanti
Massama. Situata a pochi chilometri da Oristano, di cui è frazione, il suo territorio è prevalentemente pianeggiante e la presenza di numerosi torrenti e canali che confluiscono e si alimentano dal vicino Tirso, lo rendono adatto allo sfruttamento agricolo: cerali, orticoltura, frutteti, oliveti e vigne.
La devozione a Maria è espressa sotto il titolo dell'Assunta che è venerata come patrona della comunità. Oltre che nella sua solennità, l'Assunta è festeggiata anche il 27 aprile come Santa Mariedda, in ricordo di un voto fatto alla Vergine.
Zeddiani. Conosciuta per la grande vocazione agricola, favorita dalla fertilità dei suoi terreni, Zeddiani è famosa per la produzione della vernaccia e dei pomodori ai quali è dedicata una sagra, ma anche di prodotti artigianali e tessili.
Alla periferia del paese si trova la chiesa romanica di Sant'Antonio da Padova, che la devozione mariana zeddianese ha intitolato a Santa Maria delle Grazie, fondata nel XIII secolo e ricostruita nel XVII.
San Vero Milis. Il territorio di San Vero Milis, situato a ridosso del Montiferru, si caratterizza per la presenza di zone vocate all'agricoltura, per la produzione della vernaccia e per l'arte dell'intreccio dei cesti in giunco.
La devozione mariana dei sanveresi si è espressa nei secoli verso la Madonna del Carmine, di cui esiste una chiesa del XVIII secolo, ma in modo particolare verso la Madonna di Spagna, nome con cui è chiamata la statua lignea venuta dal mare e ritrovata nel 1937, nel litorale sanverese, dal giovane pastore Daniele Zou.
Milis. È noto per la produzione di agrumi, introdotta nel XIII secolo dai monaci camaldolesi dell'abazia di Bonarcado. Il territorio, abitato fin dall'antichità, come dimostrano i numerosi nuraghi, tra cui Cobulas, è reso fertile dall'abbondanza di acqua: oltre che per la coltivazione degli agrumi è ideale anche per la produzione di miele, di cereali e di vini, tra cui la vernaccia, ai quali è dedicata una sagra in autunno.
La devozione mariana dei milesi è testimoniata dalla presenza nelle sue campagne di una chiesa dedicata alla Madonna di Buon cammino. L'attuale chiesa, che oggi si presenta con le forme del XIX secolo, si fonda, probabilmente su un edificio ben più antico: la tradizione locale riporta che la chiesa sia stata costruita da cristiani esiliati, forse i lieros di Milis, operai citati in alcuni documenti del Condaghe di Santa Maria di Bonarcado.
Bonarcado. Posto alle falde del Montiferru, con un territorio ricco di boschi, Bonarcado è un centro agricolo famoso per la produzione di olio, ciliegie e per l'allevamento bovino. Bonarcado è un piccolo comune di poco più di 1.500 abitanti adagiato alle pendici del Montiferru, il massiccio vulcanico spento che dà il nome alla regione storica condivisa con Seneghe, Santu Lussurgiu, Cuglieri e Scano di Montiferro, in provincia di Oristano.
Le celebrazioni del 18 e 19 settembre
La festa di Nostra Signora di Bonacatu è il principale appuntamento annuale per i pellegrini. Il programma religioso, promosso dalla parrocchia San Romualdo Abate insieme alla Basilica Santa Maria e al Santuario di Nostra Signora di Bonacatu, sotto l’egida dell’Arcidiocesi di Oristano, entra nel vivo il 18 settembre con la Giornata dei Pellegrini.
18 settembre: Giornata dei Pellegrini
Venerdì 18 alle 6 di mattina ci sarà la giornata dei pellegrini, accoglienza di migliaia di devoti da tutta l'Isola. Alle 6 l’accoglienza, spazio poi alle confessioni fino a mezzogiorno e alle messe in Basilica alle 6.30, alle 8, alle 9.30 e alle 11.
Nel pomeriggio, dalle 16 alle 20, sono nuovamente previste le confessioni. Alle 17, nel sagrato, si reciterà il rosario, mentre alle 17.30, sempre nel sagrato, è in programma la solenne concelebrazione eucaristica.
Al pomeriggio alle 17.30 la concelebrazione eucaristica in Basilica presieduta dall’Arcivescovo emerito di Oristano Monsignor Roberto Carboni, e dal priore-parroco di Bonarcado monsignor Emanuele Lecca. A seguire è prevista la solenne processione per le vie del paese con il simulacro di Nostra Signora di Bonacatu.
Alle 19.30 è fissata un’ulteriore messa in Basilica. La processione costituisce uno dei momenti più partecipati del pellegrinaggio, perché porta l’immagine della Madonna fuori dal santuario e attraverso il centro abitato.
19 settembre: solennità di Nostra Signora di Bonacatu
Sabato 19 settembre si celebrerà la solennità di Nostra Signora di Bonacatu, che coincide con l’anniversario della proclamazione a Basilica. La giornata prevede la messa alle 6.30 in Santuario, le confessioni dalle 7 alle 12, le messe alle 8, alle 9, alle 10 e alle 11.
Dalle 16 le confessioni, cui segue la santa messa alle 19.30. La giornata si conclude in Santuario con la celebrazione serale.
| Data | Momento principale | Luogo |
|---|---|---|
| 18 settembre | Giornata dei Pellegrini, confessioni, rosario, concelebrazione e processione | Basilica, sagrato e vie del paese |
| 19 settembre | Solennità di Nostra Signora di Bonacatu e anniversario della proclamazione a Basilica | Santuario e Basilica |
| 20-26 settembre | Seconda novena di ringraziamento | Bonarcado |
| 27 settembre | Ottava di Nostra Signora di Bonacatu e processione | Basilica e vie del paese |
La novena e l’ottava
Fino a giovedì 17 settembre la prima novena. Dal 20 al 26 settembre si svolgerà poi la seconda novena di ringraziamento.
Il ciclo religioso si concluderà domenica 27 settembre con l’ottava di Nostra Signora di Bonacatu: la giornata si aprirà con la messa delle 8 nella chiesa di San Sebastiano, proseguiranno le confessioni in Basilica dalle 16.45 alle 18 e il rosario alle 17, per poi arrivare alla messa delle 17.30, a cui seguirà la processione per le vie del paese con il simulacro di Nostra Signora di Bonacatu.
Domenica 27 si celebra l’ottava di Nostra Signora di Bonacatu, la santa messa in Basilica alle 17.30, poi la processione con il simulacro della Madonna nel centro abitato.
Il programma civile della festa
Parallelamente alle celebrazioni religiose, Bonarcado propone iniziative culturali e di intrattenimento. Il programma 2026, che affianca alla novena e alla festa patronale spettacoli teatrali, un concerto e una serata di cinema all’aperto nell’Anfiteatro Comunale, si chiude il 26 settembre con la manifestazione «Il mio nome è Bonacatu, un nome, una storia».
Il cartellone comprende momenti liturgici solenni, una processione per le vie del centro abitato e una serie di iniziative culturali e di intrattenimento organizzate dall’Associazione Turistica Pro Loco di Bonarcado, con il contributo del Comune di Bonarcado e dell’Assessorato regionale del Turismo, Artigianato e Commercio.
18 settembre: commedia dialettale
Venerdì 18 settembre, alle 21.30, nell’anfiteatro comunale, andrà in scena la commedia sarda “Is babbus de Marieddu”, proposta dalla compagnia teatrale Sa Bardunfula di Cardedu.
19 settembre: concerto
Sabato 19 settembre, sempre alle 21.30 all’anfiteatro, è in programma il concerto di Maria Luisa Congiu.
20 settembre: cinema all’aperto
Domenica 20 settembre, alle 21, l’anfiteatro ospiterà invece la proiezione del cortometraggio “S’attittu” di Rita Fais, per la regia di Mauro Atzeni, seguita dalla proiezione del film “Vangelo secondo Maria” di Paolo Zucca.
26 settembre: Il mio nome è Bonacatu
Sabato 26 settembre è in programma “Il mio nome è Bonacatu, un nome, una storia”. Alle 17.30 in Basilica si celebrerà una messa in onore delle donne che portano il nome Bonacatu, Bonacata, Bonacato e Maria Bonacatu.
Individuate e coinvolte nell’iniziativa dalla Pro Loco, arriveranno per l’occasione a Bonarcado da tutta la Sardegna. Poi, alle 18.30, al centro di aggregazione sociale di via Segni, si terrà il convegno “Il mio nome è Bonacatu - Un nome, una storia”, curato dallo studioso Raffaele Cau.
La manifestazione comprende una Messa dedicata alle donne che portano questo nome antico e un convegno storico curato dallo studioso Raffaele Cau, pensati per ricordare quanto il culto della Madonna di Bonacatu sia intrecciato all’identità stessa del paese. Seguirà un rinfresco.
| Data | Ora | Appuntamento | Luogo |
|---|---|---|---|
| 18 settembre | 21:30 | Commedia dialettale «Is babbus de Marieddu» | Anfiteatro Comunale |
| 19 settembre | 21:30 | Concerto di Maria Luisa Congiu | Anfiteatro Comunale |
| 20 settembre | 21:00 | Proiezione di «S’attittu» e «Vangelo secondo Maria» | Anfiteatro Comunale |
| 26 settembre | 17:30 | Messa in onore delle donne chiamate Bonacatu, Bonacata o Bonacato | Basilica di Santa Maria |
| 26 settembre | 18:30 | Convegno «Il mio nome è Bonacatu, un nome, una storia» | Centro di Aggregazione Sociale, Via Segni |
Come raggiungere Bonarcado
Il Santuario di Nostra Signora di Bonacatu si trova nel centro storico di Bonarcado, presso la Basilica di Santa Maria e il santuario di Nostra Signora di Bonacatu, Bonarcado (OR), Corso Italia, 79.
Da Cagliari, Oristano e Sassari: SS131 «Carlo Felice» fino all’uscita «Paulilatino-Bonarcado-Santulussurgiu», poi SP11 in direzione Bonarcado (ca. 117 km da Cagliari, poco più di un’ora e mezza).
Da Olbia e dal Nuorese: SS131 d.c.n. fino ad Abbasanta, poi SS131 verso Cagliari fino alla stessa uscita. Bus ARST collega Bonarcado con Oristano, da cui partono le principali linee extraurbane.
Per gli spostamenti in autobus è necessario verificare gli orari aggiornati su arst.sardegna.it.

Informazioni utili per il pellegrino
La commedia dialettale, il concerto, la serata di cinema all’Anfiteatro Comunale e la manifestazione del 26 settembre sono tutti a ingresso libero e aperti a residenti e visitatori.
La commedia, il concerto e il cinema si tengono all’Anfiteatro Comunale di Bonarcado; la Santa Messa del 26 settembre nella Basilica di Santa Maria, in Corso Italia; il convegno storico presso il Centro di Aggregazione Sociale in Via Segni.
Per partecipare al pellegrinaggio religioso, i luoghi principali da raggiungere sono il Santuario di Nostra Signora di Bonacatu, la Basilica di Santa Maria, il sagrato e le vie del centro abitato interessate dalla processione.
Domande frequenti
Cos’è il Santuario di Nostra Signora di Bonacatu?
È uno dei più antichi luoghi di culto mariano della Sardegna, sorto in epoca bizantina tra il VI e il VII secolo su un precedente insediamento romano e nuragico. Dal 2011 ha il titolo di basilica minore ed è affiancato dalla parrocchiale di Santa Maria, fondata nel XII secolo dai monaci camaldolesi.
Quando si svolge la festa principale?
La festa principale si celebra il 18 e il 19 settembre. Il 18 settembre è dedicato alla Giornata dei Pellegrini, con accoglienza, confessioni, celebrazioni e processione; il 19 settembre ricorre la solennità di Nostra Signora di Bonacatu.
Quando si svolge la seconda novena?
La seconda novena di ringraziamento si tiene dal 20 al 26 settembre.
Quando si celebra l’ottava?
L’ottava di Nostra Signora di Bonacatu si celebra domenica 27 settembre, con la messa e la processione del simulacro della Madonna nel centro abitato.
Cosa succede il 26 settembre a Bonarcado?
Si tiene la manifestazione «Il mio nome è Bonacatu, un nome, una storia»: alle ore 17:30 la Santa Messa nella Basilica di Santa Maria in onore delle donne che portano il nome Bonacatu, Bonacata o Bonacato, seguita alle 18:30 dal convegno storico curato dallo studioso Raffaele Cau presso il Centro di Aggregazione Sociale, con rinfresco finale.
Dove si svolgono gli eventi del programma?
La commedia, il concerto e il cinema si tengono all’Anfiteatro Comunale di Bonarcado; la Santa Messa del 26 settembre nella Basilica di Santa Maria, in Corso Italia; il convegno storico presso il Centro di Aggregazione Sociale in Via Segni.
Il pellegrinaggio è collegato ad altre comunità?
Questi due luoghi sono legati anche da un pellegrinaggio che da alcuni anni si svolge il 1° maggio, unendo sotto la comune venerazione a Maria, cinque comunità: Massama, Zeddiani, San Vero Milis, Milis e Bonarcado.
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