Pellegrinaggio del vicariato di Cava Manara al Santuario della Madonna della Bozzola

Il pellegrinaggio del vicariato di Cava Manara al Santuario della Madonna della Bozzola si svolge nel mese di maggio, tradizionalmente dedicato a Maria e alla preghiera del Rosario. Lunedì 6 e venerdì 24 maggio sarà la volta dei vicariati di Cava Manara e del vicariato Urbano.

In Diocesi anche quest’anno vengono proposti i pellegrinaggi vicariali al Santuario della Madonna della Bozzola: una tradizione iniziata nel 1972 e ancora abbastanza sentita. Il Santuario della Madonna della Bozzola, oggi meta di pellegrinaggi provenienti da tutte le parti, sorge nell’omonima frazione di Garlasco e risale originariamente al Quattrocento.

Fedeli in pellegrinaggio al Santuario Bozzola

Il calendario dei pellegrinaggi vicariali

Il primo vicariato è stato quello di Mortara-Cassolnovo, con il pellegrinaggio di giovedì 2 maggio, mentre oggi, venerdì 3, toccherà al vicariato di Mede. Lunedì 6 e venerdì 24 maggio sarà la volta dei vicariati di Cava Manara e del vicariato Urbano.

Concluderà il giro dei pellegrinaggi il vicariato di Mede venerdì 17 maggio. Il mese di maggio è, da tradizione, il mese dedicato a Maria e alla preghiera del Rosario.

VicariatoData del pellegrinaggio
Mortara-Cassolnovogiovedì 2 maggio
Medevenerdì 3 maggio
Cava Manaralunedì 6 maggio e venerdì 24 maggio
Vicariato Urbanolunedì 6 maggio e venerdì 24 maggio
Medevenerdì 17 maggio

La devozione alla Madonna della Bozzola

La devozione alla Regina della Lomellina è molto antica: la tradizione attribuisce alla Madonna un miracolo a una ragazza tredicenne di Garlasco, Maria, che aveva perso l’uso della parola quando venne uccisa tutta la sua famiglia a opera di bande di soldati che si fronteggiavano all’epoca.

Mentre la ragazza era intenta a pascolare gli animali, il cielo si rabbuiò e, temendo un temporale, Maria cercò riparo sotto l’edicola dell’immagine della Vergine: in quel momento un globo di luce si pose su un cespuglio di biancospino (in dialetto “busslà”, da cui deriva il nome Bozzola) e apparve la Madonna che disse alla fanciulla: Voglio qui un Santuario a protezione di tutta la Lomellina.

Saranno tante le grazie che io farò in questo luogo, che i miei figli esperimenteranno i tesori delle mie misericordie. La ragazza torno a Garlasco e cominciò a ripetere le parole udite dalla Madonna.

Dopo il miracolo, la Madonna venne ascoltata e i garlaschesi costruirono il santuario dedicato alla Madonna della Bozzola. Nel 1931, quasi cinquecento anni dopo il miracolo, il vescovo di Vigevano Angelo Giacinto Scapardini, incoronò l’immagine sacra di Maria con il titolo di “Regina della Lomellina”.

La devozione alla Madonna della Bozzola è sicuramente molto sentita ancora oggi, prova ne sono i numerosi ex voto per grazie ricevute presenti nell’abside del Santuario, a testimonianza dell’affetto dei lomellini a Maria e della protezione della Regina della Lomellina su tutti i fedeli che ricorrono a lei.

Ex voto nell’abside della Bozzola

La storia del Santuario

Il Santuario della Madonna della Bozzola, oggi meta di pellegrinaggi provenienti da tutte le parti, sorge nell’omonima frazione di Garlasco e risale originariamente al Quattrocento. La forma attuale è frutto di quattro campagne successive.

Inizialmente, tra il 1462 e il 1483, fu costruita una piccola chiesa. Successivamente, a partire dal Seicento, visto l’elevato numero di fedeli che vi si recavano in pellegrinaggio, si resero necessari lavori di ampliamento.

Nel 1662 fu innalzato il campanile, che con i suoi 43 metri è il più alto del paese, e nel 1720 fu realizzata la cupola di forma ottagonale. Nuove migliorie furono apportate nel corso dell’Ottocento e portarono al prolungamento della navata centrale e alla realizzazione dei bracci destro e sinistro, formando l’attuale impianto a croce greca.

Nel 1927, il Santuario ricevette il titolo di basilica minore. Nel 1931, quasi cinquecento anni dopo il miracolo, il vescovo di Vigevano Angelo Giacinto Scapardini, incoronò l’immagine sacra di Maria con il titolo di “Regina della Lomellina”.

La facciata e gli elementi esterni

All’esterno, il Santuario presenta una facciata che è il risultato di due costruzioni differenti: la prima fu realizzata nel 1890, poi demolita perché ritenuta poco soddisfacente, e sostituita nel 1897 dall’attuale prospetto disegnato dall’ingegnere Nava di Milano.

Oggi, nella facciata divisa su due piani, potrete osservare le statue in cotto del Provini di Milano e del Repellini di Cremona e, poste su due basamenti di granito, le due statue in cemento della ditta Rossi Speluzzi di Milano, raffiguranti la Fede e la Speranza.

Vi è anche un ampio loggiato quadripartito che sporge sulla piazza antistante ed è sorretto da colonne rivestite da lastre di granito e sormontate da capitelli dorici. Nel 2012 è stato inaugurato il nuovo bar del Santuario, posto sulla destra del complesso ecclesiastico.

Facciata e campanile del Santuario Bozzola

Gli spazi interni e le opere artistiche

All'interno della Chiesa, cui si accede tramite il portone principale detto “Porta dei Santi” e le porte laterali dette “Porta del Dolore” e “Porta della Gloria”, potrete ammirare l’ottocentesca cupola ottagonale con lanterna impreziosita da magnifici affreschi.

Sull'altare maggiore si trova una bellissima icona del 1456 che richiama l’apparizione miracolosa, mentre le statue in legno raffiguranti volti piangenti probabilmente risalgono al XVIII secolo.

È presente anche la più recente cappella dell’Adorazione, realizzata dallo scultore Toffetti, che l'ha terminata nel 2009. Inoltre, attraverso la scala a chiocciola che conduce all’organo più grande della diocesi di Vigevano (2066 canne), si può accedere alla terrazza superiore.

Nel seminterrato, sotto la sacrestia, si trovano un salone per i pellegrini e per la catechesi, una sala per le prove di canto ed il nuovo teatro del Santuario, dove hanno luogo spettacoli, feste, pesche di beneficenza e molto altro.

Il significato del pellegrinaggio

In queste settimane sono diverse le iniziative di preghiera vissute nelle comunità della diocesi: rosari in chiesa, nei cortili, pellegrinaggi ad alcuni santuari mariani, processioni.

La tradizionale camminata dei maturandi, partiti in mattinata da Vigevano in direzione del santuario mariano di Garlasco, testimonia come il luogo sia vissuto anche come spazio di preghiera, condivisione e affidamento nei momenti importanti della vita.

Paure, ansie e tanto studio, ma anche speranze per i giovani che si apprestano a vivere il loro primo esame da adulti: «Siamo venuti qui per chiedere una bella benedizione perché ne abbiamo bisogno» scherzano tra loro.

«Non siamo credenti, ma visto che ci è arrivata questa proposta l’abbiamo accettata, perché fa piacere stare tutti insieme e perché poi in vista dell’esame una preghiera non può che fare bene».

«Io sono credente - dice Luca Cusimano dell’istituto tecnico Caramuel - è un bel momento d’insieme prima del grande studio che ci condurrà all'esame. Voglio tentare il test di ingegneria a maggio quindi sarò sicuramente impegnato».

Il Santuario come luogo di preghiera diocesana

Il Santuario della Bozzola è anche sede di momenti di preghiera rivolti all’intera diocesi. Cari confratelli, nell’aggravarsi delle condizioni di salute del S. Padre, il Vescovo Maurizio invita tutta la diocesi ad unirsi domani sera alle ore 21:00 presso il Santuario della Bozzola per una veglia di preghiera.

Gli incontri, previsti nei mesi di marzo e aprile, offriranno ai partecipanti la possibilità di esplorare il Vangelo di Matteo e il Libro dei Salmi. Il mese di maggio è, da tradizione, il mese dedicato a Maria e alla preghiera del Rosario.

Informazioni pratiche per i pellegrini

Il Santuario sorge nell’omonima frazione di Garlasco. Nel seminterrato, sotto la sacrestia, si trovano un salone per i pellegrini e per la catechesi, una sala per le prove di canto ed il nuovo teatro del Santuario, dove hanno luogo spettacoli, feste, pesche di beneficenza e molto altro.

Nel 2012 è stato inaugurato il nuovo bar del Santuario, posto sulla destra del complesso ecclesiastico. Inoltre, attraverso la scala a chiocciola che conduce all’organo più grande della diocesi di Vigevano (2066 canne), si può accedere alla terrazza superiore.

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