Altare della Patria in Assassin’s Creed: storia, architettura e presenza nel mondo della saga

L’Altare della Patria, conosciuto anche come Vittoriano o Monumento Nazionale a Vittorio Emanuele II, è uno dei monumenti più riconoscibili di Roma, ma non appartiene alle ambientazioni storiche principali di Assassin’s Creed. La saga ha spesso cambiato protagonista, periodo storico e ambientazione, mentre il Vittoriano è un monumento moderno costruito tra il 1885 e il 1935.

Il collegamento più diretto con Assassin’s Creed riguarda quindi il contrasto tra la Roma del gioco e la Roma monumentale contemporanea: il Vittoriano sorge tra Piazza Venezia e il Campidoglio, mentre la serie ha rappresentato soprattutto epoche precedenti alla sua costruzione. Il monumento è inoltre legato simbolicamente all’identità nazionale italiana, alla memoria dei caduti e alla trasformazione urbanistica della capitale.

Che cos’è l’Altare della Patria

L’Altare della Patria - nome ufficiale Monumento Nazionale a Vittorio Emanuele II, detto anche Vittoriano - sorge sul versante settentrionale del Campidoglio, a Roma, inglobando parte dell’Arce capitolina medievale. La Mole del Vittoriano o semplicemente Vittoriano, è un grande monumento nazionale costruito tra il 1885 e il 1935 per onorare Vittorio Emanuele II, il primo re di una Italia unita.

Opera dell’architetto Giuseppe Sacconi, occupa un sito compreso tra Piazza Venezia e il Campidoglio. Per il suo grande valore rappresentativo, l’intero Vittoriano è spesso chiamato Altare della Patria, sebbene quest’ultimo costituisca solo una parte del monumento.

Il nome Altare della Patria traduce l’idea di un luogo dedicato alla nazione, mentre il nome Vittoriano deriva da Vittorio Emanuele II, primo re dell’Italia unificata. Il complesso include il Monumento a Vittorio Emanuele II, la Tomba del Milite Ignoto, Palazzo Venezia e il suo museo, il Museo del Risorgimento e i Giardini di Palazzo Venezia.

Il rapporto con Assassin’s Creed

Assassin’s Creed è una saga che negli anni ha spesso e volentieri cambiato protagonista principale, oltre che contesto storico e ambientazione principale. L’unica cosa certa, come del resto ha testimoniato anche il recente Valhalla, è che il tema principale è sempre e comunque legato a doppio filo all’Ordine degli Assassini che di base danno il nome al gioco.

Il collegamento più noto tra la serie e l’Italia riguarda soprattutto le ambientazioni rinascimentali, non il Vittoriano. L’Altare della Patria fu infatti inaugurato nel 1911 e la sua costruzione fu completata nel 1935, mentre il periodo storico più celebre della saga ambientata in Italia è quello di Assassin’s Creed II, di Brotherhood e di Revelations.

Il monumento può comunque essere letto come un punto di riferimento utile per comprendere la Roma moderna: la sua posizione collega Piazza Venezia, il Campidoglio, il Foro Romano e le principali direttrici del centro storico. Questa stratificazione urbana è particolarmente interessante per chi osserva la città anche attraverso le ricostruzioni storiche della saga.

Altaïr e la tradizione degli Assassini

Impossibile non dimenticare in ogni caso il primo, storico personaggio principale della saga Ubisoft, da sempre molto attiva quando si tratta di portare avanti i suoi franchise, ossia l’assassino che ha dato il via a una tradizione lunga ben 14 anni. Stiamo ovviamente parlando di Altaïr, protagonista indiscusso dell’Assassin’s Creed uscito nel 2007 su PS3 e Xbox 360.

Nel 1191, durante la terza crociata, Altaïr Ibn-La’Ahad diventa mentore del Credo degli Assassini. Grazie all’Occhio dell’Aquila può anticipare ogni mossa del nemico. La sua instancabile lotta contro i Templari porterà l’Ordine degli Assassini alla gloria e sarà fonte di ispirazione per i più grandi Assassini della storia, oggi come ieri.

L’interpretazione nota, però, è una soltanto: Altaïr prende il nome dalla stella più brillante della costellazione dell’Aquila. Questa era originariamente identificata con la frase النسر الطائر, ossia al nesr al taïr, che significa «aquila che vola» o più semplicemente «rapace».

Inutile dire che mai nome più azzeccato, visto anche e soprattutto il fatto che l’eroe è in grado di utilizzare Occhio dell’Aquila, abilità posseduta solo da alcune linee dinastiche dell’Ordine degli Assassini.

Il progetto del Vittoriano

Il progetto è dell’architetto marchigiano Giuseppe Sacconi, che lo concepì in stile neoclassico eclettico, con rimandi all’ellenismo e all’architettura imperiale romana. Il concorso internazionale fu bandito nel 1880, con 98 progetti presentati. Sacconi fu dichiarato vincitore nel 1882.

Posarono la prima pietra nel 1885, ma i lavori procedettero lentamente: Sacconi morì nel 1905 senza vedere l’opera finita. Gaetano Koch, Manfredo Manfredi e Pio Piacentini portarono a termine il cantiere.

L’inaugurazione avvenne il 4 giugno 1911, in coincidenza con le celebrazioni del cinquantenario dell’Unità d’Italia. Diciassette anni dopo l’inizio dei lavori, il monumento fu quindi aperto al pubblico e presentato come uno dei principali simboli della nuova Italia unita.

ElementoInformazione
Nome ufficialeMonumento Nazionale a Vittorio Emanuele II
Nomi comuniVittoriano, Altare della Patria
Architetto principaleGiuseppe Sacconi
Inizio dei lavori1885
Inaugurazione4 giugno 1911
Completamento del complesso1935
Altezza81 metri
Larghezza135 metri
Scalinata frontale72 gradini
Altare della Patria Piazza Venezia Roma

Dimensioni e materiali

Le dimensioni sono imponenti: 135 metri di larghezza per 81 di altezza, con una scalinata frontale di 72 gradini. L’altezza è di 81 metri, le dimensioni sono di 130 m per 135 metri, la superficie calpestabile è di 17 550 m².

La struttura è rivestita interamente in marmo botticino bresciano, un travertino chiarissimo che contribuisce - insieme alla totale assenza di ombreggiatura - alla sensazione visiva di “torta nuziale” spesso rimproverata all’edificio.

In precedenza era stato previsto l’uso del travertino, ma il materiale fu sostituito dal molto bianco Botticino di Brescia. Molti, fin dall’inizio, criticarono la scelta del marmo di Botticino - imposta per ragioni di luminosità - perché il materiale, a contatto con l’inquinamento romano, tendeva a ingiallire anziché conservare la bianchezza voluta.

La struttura monumentale

È in stile neoclassico con un colonnato corinzio, il cui interno forma una terrazza ed è decorato con marmi e mosaici di Giulio Bargellini. La sua struttura è costruita secondo un percorso ascendente e, attraverso terrazze e scalinate, sale verso i templi laterali fino all’imponente portico.

Il complesso include due propilei laterali, gallerie, musei, la Tomba del Milite Ignoto, aggiunta nel 1921, e la statua equestre in bronzo dorato di Vittorio Emanuele II, alta 12 metri senza basamento. Le quadrighe in bronzo che coronano il monumento sono allegorie dell’unità del Paese e della libertà.

Sopra, in corrispondenza delle colonne, si trovano le allegorie delle sedici regioni dell’epoca. Sui due propilei dominano le iscrizioni “Patriae Unitae”, «All’unità della patria», e “Civium Libertati”, «Alla libertà dei cittadini».

Le sculture e i simboli dell’Italia unita

Il complesso artistico del monumento rivela l’idea centrale del suo ideatore: presentare simbolicamente l’Italia unita e la sua libertà.

  • Le statue della Forza, della Concordia, del Pensiero, dell’Azione, del Sacrificio e del Diritto.
  • I bassorilievi del Lavoro che edifica e feconda e dell’Amore Patrio che combatte e che vince, ai lati della Dea Roma al centro.
  • Le fontane dell’Adriatico e del Tirreno, che rappresentano i mari che bagnano l’Italia.
  • Le statue delle Regioni d’Italia, sedici all’epoca della costruzione.
  • I mosaici della Fede, della Sapienza e della Pace.
  • Le due quadrighe dell’Unità della Patria e della Libertà dei cittadini.
  • La gigantesca statua in bronzo di Vittorio Emanuele a cavallo, l’unica opera non simbolica del complesso.

Le statue delle regioni rappresentavano soltanto sedici regioni, poiché all’epoca mancavano ancora Val d’Aosta, Friuli-Venezia-Giulia, Trentino-Alto Adige e Molise. Le due fontane rappresentano invece la costa adriatica e la costa tirrenica.

La statua equestre di Vittorio Emanuele II

Nello stesso giorno dell’inaugurazione fu aggiunta al complesso l’imponente statua equestre in bronzo dorato di Vittorio Emanuele II di Savoia, opera di Enrico Chiaradia. Il basamento contiene le statue marmoree di quattordici nobili città italiane, ciascuna rappresentata attraverso una propria simbologia.

Per la fusione furono utilizzate 50 tonnellate di bronzo e la statua misura 10 m di lunghezza e 12 m di altezza. Il piedistallo che la sostiene presenta la rappresentazione simbolica di quattordici città italiane.

  • Genova
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  • Venezia

La Tomba del Milite Ignoto

Nell’Altare della Patria si trova il corpo del Milite Ignoto, sepolto il 4 novembre 1921 in memoria dei numerosi soldati caduti durante la Prima guerra mondiale, il cui nome e luogo di sepoltura sono sconosciuti.

La Tomba del Milite Ignoto contiene i resti di un soldato non identificato che rappresenta tutti i soldati i cui nomi sono sconosciuti e che morirono durante la Prima guerra mondiale. La tomba è custodita costantemente da soldati italiani ed è affiancata da bracieri con fuoco eterno.

Il sepolcro si trova al centro del complesso monumentale, sotto la statua della dea Roma, in una cripta progettata da Armando Brasini. Una fiamma eterna sorvegliata da due soldati italiani arde presso la tomba, simboleggiando la memoria eterna di coloro che sacrificarono la propria vita per il Paese.

Ogni anno, il 2 giugno, giorno in cui si celebra la festa nazionale della Repubblica, il capo dello Stato depone su di essa una corona d’alloro. Con questi due obiettivi, il monumento celebra due periodi di grande importanza per l’Italia: la sua unificazione e, successivamente, la libertà dei suoi cittadini.

Le demolizioni e le polemiche

Per costruire il monumento furono demoliti il convento di Santa Maria in Aracoeli e interi quartieri medievali del Campidoglio, distruggendo stratificazioni storiche millenarie. Il cantiere espropriò e demolì edifici privati, suscitando resistenze popolari.

Una delle principali critiche riguarda il fatto che diversi edifici di grande valore storico furono demoliti per lasciare spazio alla costruzione del monumento. Tra questi vi furono il Convento di Santa Maria in Aracoeli e alcune costruzioni annesse al Campidoglio.

La costruzione del monumento modificò inoltre la vista del Foro Romano e del Colosseo da Piazza Venezia. In luogo degli edifici demoliti fu costruito un monumento maestoso in marmo bianco, caratterizzato da uno stile che contrasta nettamente con le strutture antiche.

Sul piano urbanistico, l’inserimento di una mole così gigantesca tra il Foro Romano, il Campidoglio e Piazza Venezia alterò irreversibilmente l’equilibrio visivo del centro storico.

Un monumento discusso

Il Vittoriano divide da sempre critica e opinione pubblica. Alcuni ritengono che l’Altare della Patria sia bello e informativo, mentre altri lo considerano pomposo e appariscente.

I romani gli riservarono appellativi impietosi: “macchina da scrivere”, “dentiera”, “torta nuziale”. Henry James lo definì una “eruzione di marmo”. Molti giornalisti e critici d’arte considerarono il monumento eccessivamente ostentato, mentre alcuni videro nella sua costruzione un tentativo fallito di ricreare l’Impero romano.

Gli storici dell’architettura tendono a valutarlo come un esempio di monumentalismo ottocentesco funzionalmente riuscito - ottima acustica, spazi pubblici ben organizzati, capacità di rappresentare retoricamente la nazione - ma esteticamente eccessivo e privo di integrazione con il contesto.

La funzione di luogo della memoria collettiva si è consolidata soprattutto dopo il 1921, quando vi fu tumulato il Milite Ignoto: da quel momento il monumento ha acquisito una sacralità civile che ne ha, di fatto, sdoganato l’esistenza.

Il complesso museale

All’interno del monumento si trovano il Sacrario delle Bandiere, il Museo del Risorgimento, il Museo dell’emigrazione italiana e il Complesso del Vittoriano, una delle principali sedi per le mostre temporanee di Roma.

Oggi ospita anche il Museo Centrale del Risorgimento e il Complesso del Vittoriano, con mostre temporanee di rilevanza nazionale. Palazzo Venezia ospita il Museo Nazionale di Palazzo Venezia e funge da sede dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte, che comprende un’importante biblioteca di archeologia e storia dell’arte.

Palazzo Venezia fu costruito originariamente nel XV secolo utilizzando travertino proveniente dal Colosseo e dal Teatro di Marcello, e un tempo servì come residenza papale. Il palazzo rimase di proprietà papale fino al 1564, quando fu trasferito alla Repubblica di Venezia, che vi stabilì la propria ambasciata.

In seguito divenne il quartier generale di Mussolini durante il regime fascista. I piccoli giardini di Palazzo Venezia sono invece accessibili da Piazza San Marco e da Via del Plebiscito e sono generalmente tranquilli, risultando adatti a una pausa dopo la visita ai musei.

Il panorama dal Vittoriano

Dal terrazzo si può ammirare una vista spettacolare sul centro storico della Città Eterna, che permette di apprezzarne la straordinaria bellezza, conosciuta in tutto il mondo. Il terrazzo panoramico offre una vista a 360 gradi sul centro storico di Roma.

La visita al Vittoriano comprende l’esplorazione dell’intero complesso monumentale e di Palazzo Venezia. Il Vittoriano è gratuito e merita sicuramente una visita, soprattutto perché offre viste mozzafiato sulla Roma antica dall’alto.

Il complesso è formato da più livelli raggiungibili salendo numerosi gradini. In alternativa, è possibile prendere un ascensore fino alla Terrazza Italia. L’ascensore panoramico consente di raggiungere la terrazza superiore, mentre chi preferisce evitare il costo del servizio può salire gratuitamente attraverso le scale.

In cima all’Altare della Patria si trova anche un bar sulla terrazza, con una vista straordinaria sul Foro Romano. All’interno dei musei sono disponibili servizi igienici gratuiti.

Panorama di Roma dalla Terrazza Italia

Informazioni per la visita

L’Altare della Patria si trova in Piazza Venezia, una piazza molto trafficata nel centro della città di Roma. È raggiungibile a piedi da numerosi luoghi importanti, tra cui il Colosseo e il Foro Romano, ed è facilmente accessibile con i mezzi pubblici.

Il Vittoriano è aperto ogni giorno dalle 9:30 alle 16:30. Palazzo Venezia rimane aperto più a lungo e chiude alle 18:30.

Servizio o areaInformazione
Ingresso al VittorianoGratuito
Giardini di Palazzo VeneziaGratuiti
Tomba del Milite IgnotoAccessibile nel complesso monumentale
Terrazza ItaliaAccessibile con ascensore panoramico a pagamento o tramite le scale
VittorianoAperto ogni giorno dalle 9:30 alle 16:30
Palazzo VeneziaChiusura alle 18:30

Il Vittoriano e i Giardini di Palazzo Venezia possono essere visitati gratuitamente. L’accesso al monumento e al museo è gratuito, mentre è previsto un piccolo pagamento soltanto per utilizzare l’ascensore di vetro che conduce alla terrazza panoramica.

Luoghi vicini da visitare

La posizione dell’Altare della Patria consente di raggiungere facilmente numerosi luoghi storici e culturali del centro di Roma.

  • Via del Corso: conduce verso una delle principali strade del centro, con boutique di lusso e negozi di moda.
  • Pantheon: è uno degli edifici più antichi della Roma cristiana.
  • Largo Argentina: conserva i resti di antichi templi romani e ospita una colonia di gatti accudita da volontari.
  • Fontana di Trevi: è una delle fontane più spettacolari della Roma barocca.
  • Musei Capitolini: si trovano sulla sommità del Campidoglio e conservano una ricca collezione di arte romana antica.
  • Colosseo e Foro Romano: sono tra le attrazioni più note di Roma e permettono di approfondire la storia antica della città.

Curiosità sul Vittoriano

Il monumento è conosciuto con molti nomi diversi, alcuni dei quali poco seri. Tra questi ci sono “la macchina da scrivere”, “la torta nuziale” e “la dentiera”.

Il reperto più antico trovato durante gli scavi per la costruzione del monumento non fu una rovina romana, ma lo scheletro di un elefante dell’era glaciale.

La piazza su cui sorge il monumento faceva parte di un antico quartiere medievale. Molti edifici medievali e una porzione del Campidoglio furono distrutti per erigere l’Altare della Patria, con grande disappunto di molti romani.

Proprio per il suo aspetto imponente e per la sua posizione tra monumenti antichi, il Vittoriano continua a suscitare opinioni opposte. Per alcuni rappresenta la memoria dell’unità nazionale; per altri è una costruzione troppo grande rispetto al contesto storico in cui è stata inserita.

Perché il Vittoriano è interessante per chi conosce Assassin’s Creed

Il Vittoriano non è uno scenario storico centrale della saga, ma aiuta a leggere la trasformazione di Roma tra la città antica, la capitale moderna e la metropoli contemporanea. La sua posizione sul Campidoglio e accanto a Piazza Venezia riunisce in pochi metri architettura medievale, memoria imperiale, risorgimentale e istituzionale.

Per chi ha conosciuto Roma attraverso Assassin’s Creed, il monumento costituisce un riferimento visivo importante per distinguere la città rappresentata nei giochi dalla città moderna. La serie può mostrare palazzi, piazze e monumenti di epoche precedenti, mentre l’Altare della Patria appartiene alla fase successiva dell’unificazione italiana e della costruzione dell’identità nazionale.

Il confronto è significativo anche dal punto di vista simbolico: il Credo degli Assassini è legato alla memoria di personaggi, conflitti e ordini che attraversano i secoli, mentre il Vittoriano è nato per rendere visibile la memoria politica dell’Italia unita. In entrambi i casi, monumenti, città e architetture diventano strumenti per raccontare il rapporto tra potere, storia e identità.

Una visita all’Altare della Patria e al Museo del Risorgimento può quindi arricchire la conoscenza di Roma anche dopo aver esplorato le ambientazioni italiane della saga, offrendo un punto di vista sulla capitale che appartiene a un’epoca diversa ma strettamente collegata alla sua lunga storia.

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