Il pellegrinaggio a Medjugorje a Natale permette di vivere la nascita di Cristo in un contesto raccolto, dominato dalla preghiera, dalla liturgia e dal silenzio delle montagne dell’Erzegovina. Il 25 dicembre è il Natale del Signore, la nascita di Cristo.
Vivere il Natale in pellegrinaggio significa spostare lo sguardo dal regalo al presepe, e ritrovare il senso della festa nei luoghi che la custodiscono da secoli. Partire per Natale significa ritrovare lo spazio per la preghiera e per la meraviglia, lontano dalla routine: un modo per riscoprire il senso più profondo di queste giornate.
Perché scegliere Medjugorje nel periodo natalizio
Il Natale a Medjugorje è un’attesa gioiosa e serena, caratterizzata dalla spiritualità e dall’abbondanza. Durante il periodo natalizio, infatti, questo luogo si trasforma in un’oasi di spiritualità e pace. Le tradizioni religiose, tra cui le Messe di mezzanotte e le processioni, creano un’atmosfera unica di celebrazione della nascita di Gesù Cristo.
L’ambiente naturale e tranquillo delle montagne circostanti contribuisce a creare un’atmosfera serena che favorisce la riflessione e la preghiera. Inoltre, la comunità locale e i numerosi pellegrini si uniscono per praticare la solidarietà, distribuendo cibo e doni alle famiglie bisognose, dimostrando così l’importanza della condivisione e dell’amore fraterno durante il Natale.
Questo luogo emana un messaggio di speranza e cambiamento positivo, incoraggiando i visitatori a cercare la pace interiore, il perdono e la riconciliazione. Vivere l’esperienza di un Pellegrinaggio a Medjugorje è molto più di un semplice cammino di fede, è una riscoperta di se stessi e della propria spiritualità in un luogo unico in cui si respira un’atmosfera di pace.
La vigilia di Natale a Medjugorje
La Vigilia di Natale è un giorno di digiuno a Medjugorje, durante il quale non si consumano carne né alimenti di origine animale. La cena è basata sul pesce, ma la casa è piena di dolci secchi fatti di noci l, profumati che non possono essere toccati fino alla fine della cena.
Alle 18, si tiene la Messa della Vigilia di Natale con la partecipazione di tutti i sacerdoti locali. Dopo la Messa, si continua a pregare e a cantare. Alle 22 inizia la suggestiva veglia di Natale presso la Chiesa di San Giacomo, che culmina con la Messa della Nascita di Gesù alle 23:30.
C’è il Natale a Medjugorje con la Messa di mezzanotte nella parrocchia di San Giacomo, senza folla, e la salita silenziosa alla Collina delle Apparizioni il giorno di Natale. I giorni precedenti e successivi. Come un ritiro.
Il programma liturgico nella parrocchia di San Giacomo
Il programma serale di Medjugorje è il punto fermo. Tre misteri di rosario, messa, preghiere finali. Tre ore. Lo dico al gruppo all'arrivo: in Italia tre ore di preghiera al giorno non le fa quasi nessuno. Qui le fanno tutti. Senza che nessuno glielo abbia chiesto. È questo che fa girare la testa.
Cuore liturgico della giornata di Medjugorje, nella grande Parrocchia di San Giacomo, Sveti Jakov, e nello spazio esterno antistante. Il programma quotidiano è strutturato secondo l'impianto voluto da Padre Slavko Barbarić, il sacerdote francescano che fu tra i primi testimoni del fenomeno e che morì proprio sul Križevac il 24 novembre 2000, dopo aver guidato una Via Crucis.
Il programma serale include la recita del Rosario meditato, con tre misteri completi, la Santa Messa internazionale celebrata in croato con traduzioni simultanee in più lingue, e le preghiere finali. In estate inizia dalle 18:00, in inverno dalle 17:00. È prevista la partecipazione collettiva del gruppo ogni sera del soggiorno.
La Messa, la confessione e la preghiera di guarigione
Durante la permanenza a Medjugorje il programma del pellegrinaggio prevede la partecipazione alle liturgie, la S. Messa in lingua italiana e la possibilità di accostarsi al sacramento della Confessione.
Alle Messe di guarigione si va con quello che si ha. Non bisogna prepararsi un discorso, non bisogna sapere cosa chiedere. Si va, ci si siede, si lascia che le cose escano. Il sacerdote prega, e quel che deve succedere succede. È più semplice di quanto la gente pensi.
Celebrazioni eucaristiche con esplicita preghiera di guarigione fisica e spirituale e di liberazione, condotte da sacerdoti formati nel ministero. Si svolgono in giorni e momenti specifici della settimana, secondo un calendario liturgico stabilito dalla parrocchia, sia all'interno della Chiesa di San Giacomo sia in locali dedicati del complesso parrocchiale.
Sono celebrazioni intense, in cui i pellegrini sono invitati a presentare al Signore le proprie ferite, le malattie proprie e dei familiari, e le situazioni dolorose. La partecipazione è facoltativa.
Medjugorje, il “Confessionale del Mondo”
La fila dei confessionali a Medjugorje fa impressione. C'è gente che aspetta un'ora, due ore, in piedi. Lo dico al gruppo: prendetevi il tempo. Non venite via senza esservi confessati. Non capita spesso nella vita di trovare cinquanta sacerdoti in venti lingue che ti aspettano.
Medjugorje è soprannominata "il Confessionale del Mondo" per l'altissimo numero di confessioni che vi si celebrano ogni giorno. Lungo il fianco esterno della Chiesa di San Giacomo si trova il celebre porticato dei confessionali: una serie di postazioni all'aperto, ciascuna con la bandiera della lingua corrispondente.
Sono presenti confessionali in italiano, inglese, spagnolo, tedesco, francese, polacco, croato e molte altre lingue. Il pellegrino sceglie la lingua e si mette in fila. Decine di sacerdoti di tutto il mondo si rendono disponibili quotidianamente, soprattutto nel pomeriggio prima del programma serale.
Per molti pellegrini la confessione a Medjugorje è il ritorno al sacramento dopo anni di assenza, ed è uno dei "frutti spirituali" più documentati nella nota vaticana del 2024.
L’Adorazione Eucaristica serale
All'Adorazione del sabato sera siamo migliaia. Si sente solo il vento e qualche bambino. È una cosa che a parole non rendo: provate a immaginare cinquemila persone, in venti lingue, completamente zitte davanti all'Eucaristia. E succede a cielo aperto, sotto le stelle d'Erzegovina.
Solenne Adorazione Eucaristica all'aperto, sul grande sagrato dietro la Chiesa di San Giacomo. Si svolge tradizionalmente nei giorni di mercoledì e sabato sera, dopo il programma serale.
Il Santissimo Sacramento è esposto in una grande monstranza sull'altare esterno illuminato. Migliaia di pellegrini di tutte le nazionalità si dispongono in silenzio sulle panche e sull'erba.
È un'ora di silenzio, canti mariani in più lingue e brevi meditazioni in croato tradotte. È uno dei momenti di maggiore intensità spirituale del pellegrinaggio, descritto dai pellegrini come "il momento in cui Medjugorje diventa una sola cosa". È prevista la partecipazione collettiva del gruppo.
La salita al Podbrdo, la Collina delle Apparizioni
La salita al Podbrdo è una delle esperienze centrali del pellegrinaggio. Collina rocciosa alle spalle del villaggio di Bijakovići, frazione di Medjugorje. È qui, sul costone chiamato Podbrdo, che il 24 giugno 1981, solennità di San Giovanni Battista, sei giovani del villaggio videro per la prima volta la Signora che si sarebbe poi presentata come Regina della Pace.
I sei giovani erano Ivanka Ivanković, Mirjana Dragićević, Vicka Ivanković, Marija Pavlović, Ivan Dragićević e Jakov Čolo. La salita si compie a piedi su un sentiero sassoso e ripido, segnato dalle quindici stazioni in bronzo dei Misteri del Rosario, opera dello scultore italiano Carmelo Puzzolo, donate nel 2002.
In cima, il punto preciso della prima apparizione è contrassegnato dalla grande Croce di legno e da una statua della Madonna in marmo bianco. Sul sentiero, milioni di pellegrini hanno camminato a piedi nudi come gesto penitenziale. La salita dura circa 45 minuti. Sono indispensabili scarpe robuste.
Sul Podbrdo si sale piano. Le pietre sono taglienti, i sassi rotolano. La maggior parte del gruppo arriva in cima sudata e con i polpacci che bruciano. Lo dico sempre: è giusto così. La Madonna non è apparsa in cima a una funivia.

Il sentiero che porta in cima al Podbrdo non è un sentiero. È un costone di pietre taglienti, di sassi mobili, di rocce che si muovono sotto i piedi. Si sale a piedi nudi, se si vuole, e molti lo fanno, anche se nessuno lo chiede.
Per quarantacinque minuti si fatica in silenzio, fermandosi alle quindici stazioni del Rosario in bronzo che segnano il cammino. Poi, all’improvviso, si arriva in cima. C’è una piccola spianata, una grande croce di legno e una statua bianca della Madonna.
È il punto preciso dove sei giovani, il 24 giugno 1981, videro qualcosa che ha cambiato per sempre la loro vita. Il vento dell’Erzegovina passa tra le rocce. I pellegrini si inginocchiano in silenzio. Quasi nessuno parla.
Si è arrivati. Ed è uno di quei momenti che la vita non restituisce, ma che non cancella più.
La Croce Blu
Piccolo luogo di preghiera ai piedi del Podbrdo, segnato da una grande croce dipinta di blu. È qui che, secondo la testimonianza dei veggenti, durante i mesi della repressione del regime jugoslavo nei primi anni Ottanta, le apparizioni si sarebbero spostate.
I giovani non potevano più salire sul Podbrdo perché sorvegliati e arrestati dalla polizia comunista. La croce blu fu collocata da un pellegrino italiano nel 1985 in segno di gratitudine.
Oggi è uno dei luoghi più intimi e raccolti del santuario, frequentato soprattutto al mattino presto. Sono previste una sosta breve in preghiera e la recita di un mistero del Rosario.
Alla Croce Blu si sta poco e in silenzio. È un angolo di rocce e ulivi, niente di spettacolare. Ma lo dico al gruppo prima di arrivarci: questo è il posto dove i veggenti si nascondevano dalla polizia comunista per poter pregare.
Il monte Križevac e la Via Crucis
Il monte Križevac rappresenta il momento penitenziale più impegnativo del pellegrinaggio. Monte di 520 metri di altitudine alle spalle di Medjugorje, dominato dalla grande Croce di cemento alta 8,56 metri.
La croce fu eretta nel 1933 dagli abitanti del villaggio per il 1900° anniversario della morte di Cristo, su una reliquia della Vera Croce inviata da Pio XI. La salita al Križevac è il momento penitenziale più impegnativo del pellegrinaggio: un sentiero roccioso e ripido, ancora più impervio di quello del Podbrdo.
Il percorso è segnato dalle quattordici stazioni della Via Crucis in bronzo, opera di Carmelo Puzzolo, realizzate nel 1988. La recita collettiva della Via Crucis si fa stazione per stazione, con sosta in preghiera.
Padre Slavko Barbarić morì proprio qui, alla quattordicesima stazione, il 24 novembre 2000, dopo aver guidato un’ultima Via Crucis al gruppo. La salita dura circa un’ora o un’ora e mezza. Sono caldamente consigliate scarpe da trekking.
La prima volta che sono salita al Križevac con Riccardo eravamo in venti, alle quattro del mattino, con le torce. Quando siamo arrivati alla croce in cima, all'alba, nessuno parlava. Il sole sorgeva sull'Erzegovina e illuminava la croce di Padre Slavko.
Gli incontri con i veggenti
Compatibilmente con la presenza dei veggenti a Medjugorje, alcuni dei quali viaggiano spesso per testimonianze nel mondo, è possibile organizzare incontri di gruppo con uno dei sei veggenti del fenomeno.
I sei veggenti sono Ivanka Ivanković-Elez, Mirjana Dragićević-Soldo, Vicka Ivanković-Mijatović, Marija Pavlović-Lunetti, Ivan Dragićević e Jakov Čolo. Tutti e sei vivono ancora oggi a Medjugorje o nelle vicinanze, sono sposati e hanno figli.
Gli incontri sono sempre semplici: una breve testimonianza, la recita del Rosario ed eventualmente una sessione di domande e risposte attraverso un interprete. Il documento vaticano del 2024 ha tenuto a precisare che il pellegrinaggio "non si fa per incontrarsi con i presunti veggenti, ma per avere un incontro con Maria, Regina della Pace, e per incontrare Cristo".
All'incontro con i veggenti dico sempre al gruppo: non aspettatevi spettacolo. Sono persone normali, padri e madri di famiglia, parlano in croato e c'è un interprete. Quello che impressiona non è quello che dicono, è come lo dicono.
Le comunità e le opere di carità
Una delle realtà più sorprendenti di Medjugorje è la nascita, dal 1981 in poi, di decine di comunità religiose, di accoglienza e di recupero che si sono insediate nel villaggio o nei dintorni, attratte dal clima spirituale del luogo.
Compatibilmente con l'organizzazione delle attività, il gruppo visita una di queste comunità. È un'esperienza sempre molto toccante, che mostra come i "frutti spirituali" riconosciuti dal Vaticano nel 2024 siano qualcosa di estremamente concreto.
In alternativa, secondo disponibilità, si possono visitare l'Orfanotrofio di Suor Josipa con Suor Kornelija, le Beatitudini di Suor Emmanuelle, Nuovi Orizzonti di Chiara Amirante, i Figli del Divino Amore di Madre Rosaria o l'Orfanotrofio Maciin Selo fondato da Padre Slavko Barbarić.
Sono previste visita guidata e testimonianza diretta dei membri della comunità. Tra le opere di carità nate a Medjugorje come frutto della preghiera rientrano anche il Centro Familiare Papa Giovanni Paolo II e il Campo della Vita, villaggio della Comunità Cenacolo, fondata da Suor Elvira.
La visita a queste realtà permette di conoscere il servizio verso i bisogni delle famiglie ferite dalla guerra e dalla mancanza d’amore, oppure le testimonianze di giovani di diverse nazionalità che ritrovano Gesù e il senso della loro vita.
Le tradizioni natalizie locali
Ecco un’occhiata alle tradizioni e ai momenti più significativi di Natale ovvero Božić come si chiama in lingua che parliamo a Medjugorje. Gli auguri si fanno dicendo: “Sretan Božić”.
Il tempo di Avvento
Durante le quattro settimane dell’Avvento, ogni domenica si accende una candela su un portacandele per simboleggiare l’avvicinarsi del Natale. L’albero di Natale viene solitamente decorato la sera della vigilia di Natale, mentre le case vengono abbellite con edera sulla porta principale e sulle finestre.
I presepi rappresentano una tradizione importante e spesso vengono creati a mano con erba e muschio verde. Alcuni presepi possono essere molto grandi e dettagliati. Nella porta principale, non manca mai la ghirlanda, spesso realizzata a mano con nastri rossi.
Le Messe dell’Alba
Durante l’Avvento, molte persone si alzano presto per partecipare alle Messe dell’Alba, un momento speciale di preghiera e gioia con un’atmosfera unica. È un gesto di penitenza, rinuncia e mortificazione.
San Nicola
Il 6 dicembre si celebra San Nicola, che porta dolciumi ai bambini. Al livello dei regali potrebbe essere paragonato alla Santa Lucia in Italia.
Dopo la festa di San Nicola, iniziano i concerti e gli spettacoli natalizi organizzati dalle scuole. Le celebrazioni continuano fino alla festa dei Re Magi il 6 gennaio. Il regalo più grande, preparato con cura, lo porta Piccolo Gesù o Mali Isus in lingua croata.
I fiori per la Madonna
In linea con le tradizioni locali, partendo dal 20 dicembre 1984, molte persone portano fiori alla Madonna e le accostano vicino alle presepi come richiesto dalla Madonna in messaggio.
Voglio che ogni membro della famiglia abbia un fiore vicino alla mangiatoia, così che Gesù possa venire a vedere la tua devozione a Lui!
La Festa dei Santi Innocenti
Il 28 dicembre è la Festa dei Santi Innocenti, un giorno in cui è permesso fare scherzi in ricordo dell’episodio biblico dell’uccisione dei bambini maschi ordinata da Erode.
Questa festa è celebrata in molte culture in modo giocoso, e i bambini, in particolare, partecipano spesso a scherzi e piccole burle. In questo giorno è permesso a usare la frusta e dargliela, ma per finta!
Durante questa giornata, in molte chiese si tiene una messa speciale dedicata ai Santi Innocenti, in cui si riflette sull’importanza di proteggere e preservare la vita dei bambini.
In alcuni luoghi, è tradizione distribuire doni ai bambini bisognosi, dimostrando così la solidarietà e la compassione verso coloro che sono meno fortunati.
Il pranzo di Natale e i sapori tradizionali
Il pranzo di Natale è un momento molto importante e ben pensato: il menu comprende delizie come la zuppa con la pasta fatta a mano, gli involtini di carne chiamati “sarma,” e l’agnello arrosto con le patate.
Naturalmente, c’è anche il vino novello da assaporare e da far assaggiare a tutti intorno focolare. La tavola è decorata con frutta secca, fichi secchi, noci, mandorle e “ćupter,” un dolce fatto dal mosto di vino tagliuzzato.
Le apparizioni e le celebrazioni del giorno di Natale
Durante il giorno di Natale, ci sono due apparizioni speciali, una annuale a Jakov Čolo e un’altra mensile a Marija Veggente. A lei, nel giorno di Natale, Madonna apparirà tutta vestita in abiti dorato splendente con il bambino Gesù in braccio.
In quella occasione Madonna benedirà tutti e tutto presente. La partecipazione alle celebrazioni e ai momenti di preghiera resta legata al calendario della parrocchia e alla disponibilità dei veggenti.
Capodanno a Medjugorje
Il 31 dicembre è un giorno di preghiera e riflessione, con la celebrazione della Messa della Veglia di Capodanno. I pellegrini arrivano presto e alcuni rimangono nella chiesa per molte ore.
Dopo la messa, i bar aprono le porte per festeggiare fino a tardi. Comunita Cenacolo svolge il suo spettacolo delle Presepi Viventi 3 volte davanti la Chiesa nel sagrato; per la Viglia di Natale, per la Festa di Santi Inoccenti e per il Ultimo del Anno.
La chiusura delle attività durante le feste
Nei giorni di Natale e Capodanno, molte attività sono chiuse a Medjugorje e le persone si dedicano a trascorrere tempo con familiari, parenti e amici.
Il Natale a Medjugorje è un’occasione unica per vivere la spiritualità e la gioia delle festività in un contesto ricco di tradizioni e significato.
Come si svolge un pellegrinaggio di più giorni
Durante la permanenza a Medjugorje il programma del pellegrinaggio prevede la partecipazione al programma della Parrocchia di Medjugorje con gli incontri con i frati francescani presenti, la salita al Podbrdo, la collina delle prime apparizioni e la preghiera alla Croce Blu, e la salita al monte della Croce, il Krizevac con la preghiera della Via Crucis.
Una sera può essere proposta la salita notturna al Podbrdo con torce oppure il Rosario serale alla Croce Blu. Sono inoltre previsti incontri con alcune comunità presenti a Medjugorje e altre testimonianze di vite toccate dalla grazia a Medjugorje.
Un itinerario di quattro giorni può comprendere l’arrivo a Medjugorje, due giornate di permanenza dedicate agli appuntamenti di preghiera della Parrocchia di San Giacomo, la salita alla Collina del Podbrdo, la Via Crucis sul Krizevac, la visita a un’opera di carità e il rientro.
Pullman o aereo: modalità di viaggio
Due strade diverse per arrivare alla stessa destinazione. Scegli quella più vicina al tuo modo di viaggiare.
Il viaggio in pullman prevede il pernottamento in bus, l’arrivo a Medjugorje in mattinata e il trasferimento in hotel o pensione. Il rientro avviene dopo la colazione in primissima mattinata, attraversando le frontiere bosniache, croate e slovene.
Per i viaggi in aereo, il trasferimento dall’aeroporto di destinazione fino all’hotel e ritorno può essere effettuato con pullman privato. Il programma può prevedere la partenza in aereo da Roma per Spalato, il trasferimento in pullman a Medjugorje e il rientro attraverso Spalato.
Le strutture selezionate sono situate in zone strategiche. La pensione completa comprende colazione, pranzo e cena in hotel, con menu variato e attenzione alla cucina di ristoro per chi cammina molto durante il giorno.
Documenti necessari
Per poter oltrepassare le frontiere è necessario che la Carta d’Identità sia in corso di validità, integra e non sciupata. Per i minori di 15 anni è sufficiente la carta di identità.
Volendo si può utilizzare il passaporto. La Carta di Identità con proroga con timbro sul retro non è utilizzabile ai fini dell’espatrio.
Per i cittadini italiani è richiesto un documento in corso di validità: passaporto o carta di identità valida per l’espatrio, non prorogata. A decorrere dal 3 agosto 2026 la carta d’identità cartacea non sarà più valida ai fini dell’espatrio.
Per i viaggi all’estero sarà pertanto necessario essere in possesso di carta d’identità elettronica o di passaporto in corso di validità, nel rispetto delle disposizioni previste dal Paese di destinazione.
I cittadini di altre nazionalità non aderenti alla Comunità Europea dovranno richiedere alle autorità competenti quali sono i documenti necessari per recarsi in Bosnia Erzegovina e transitare attraverso la Croazia.
Abbigliamento e preparazione fisica
La salita al Podbrdo e quella al Križevac richiedono attenzione, soprattutto in inverno, quando il terreno può essere freddo, umido o scivoloso. Sono indispensabili scarpe robuste per il Podbrdo e sono caldamente consigliate scarpe da trekking per il Križevac.
Il programma alterna celebrazioni, camminate, salite, momenti di silenzio e visite alle comunità. È quindi utile organizzare le giornate senza sovraccaricare il tempo dedicato alla preghiera e al riposo.
A causa della grande affluenza di pellegrini, delle festività in corso, della disponibilità dei veggenti e delle comunità, il programma e le celebrazioni religiose potrebbero subire delle variazioni.
Il significato spirituale del pellegrinaggio natalizio
A Medjugorje i pellegrinaggi sono un’esperienza fortissima che provoca una reazione emotiva intensa da vivere nei luoghi in cui la Madonna è apparsa ai veggenti, fra una Via Crucis sul Krizevac e una salita al Podbrdo.
Andare in pellegrinaggio a Medjugorje significa sentire fortemente la presenza della Madonna che guarisce, consola, libera e dona pace. Tutti coloro che non ci sono mai stati o che non conoscono la storia di Medjugorje, questo piccolo borgo tra le montagne della Bosnia Erzegovina, ritrovatosi al centro del mondo circa 30 anni fa, sentiranno la forza spirituale che sprigionano quei luoghi.
Le apparizioni mariane di Medjugorje cominciarono nel giugno del 1981 coinvolgendo l’intera comunità ma, soprattutto, i prescelti ad essere gli intermediari dei messaggi di fede della Madonna: i veggenti.
Buon Natale! E’ arrivato il momento di far silenzio per vivere questa nascita. E’ bello pensare che anche quest’anno il Papà e la Mamma aspettano la Sua venuta in una stalla, arredata da una mangiatoia, con ospiti, pastori, pecore, asini e speriamo di esserci anche noi.
Desideriamo ringraziare Dio per i suoi benefici e chiedere perdono per le altre 99 sbagliate. La Sua venuta è per la nostra salvezza. Allora riscattati e redenti riprendiamo il nostro pellegrinaggio.
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