La Parrocchia di San Paolo Apostolo è situata nella periferia est di Forlì, tra le vie Gramsci, Puccini, Ferrovia e viale Roma. Nel 2020 don Carlo Guardigli è entrato come parroco dell’unità pastorale Cappuccinini-San Paolo, alla quale è stata affidata anche la comunità dei Cappuccinini.
La parrocchia è nata il 1 ottobre del 1970 per volontà del Vescovo di Forlì-Bertinoro Mons. Giovanni Proni, ma già fortemente voluta dal suo predecessore il vescovo Mons. Paolo Babini, che pose la prima pietra della chiesa nell’ottobre del 1967. All’inizio la parrocchia era costituita da circa 800 famiglie, mentre ora è cresciuta fino a contare 1700 famiglie.
La nascita della Parrocchia di San Paolo Apostolo
I primi Parroci “in solido” furono don Amedeo Pasini e don Girolamo Flamigni (don Mino) che vennero ad abitare a Forlì in un piccolo appartamento di via Monari, 23 non essendoci ancora nessuna struttura abitativa e tanto meno la chiesa. Si servirono all’inizio della chiesetta dell’orfanatrofio Tartagni per le funzioni religiose e per i primi contatti con la popolazione.
La prima lettera che i due sacerdoti inviarono alle famiglie, annunciando la loro visita, recitava così: “Non confidiamo sulle nostre capacità e sui nostri mezzi, ma solamente sull’aiuto di Dio e sulla concreta collaborazione di quanti amano sinceramente il Signore. Non vi chiediamo di che partito siete, né quanti soldi avete,vi chiediamo solo se vi interessa conoscere Colui che ha dato la vita per la nostra salvezza e se siete disposti a fare con noi questo gioioso cammino di ricerca: quello che dobbiamo fare, allora, è vederci, incontrarci, diventare amici”.
Lo sviluppo è stato rapido e la collaborazione di molti efficientissima. La crescita della comunità ha accompagnato la costruzione delle strutture parrocchiali e l’ampliamento delle attività religiose, educative e sociali.

Le attività educative, sociali e pastorali
Un forte sviluppo di attività di solidarietà ha dato origine all’Associazione Palo Babini prima - (1984) e alla Coop. Paolo Babini dopo - (1987)-. Attualmente queste due realtà sono indipendenti dalla parrocchia, ma strettamente uniti nelle motivazioni.
Nel 1999 è stata inaugurata la Casa di Accoglienza (Centro diurno per anziani) e l’annesso Salone polivalente. Le attività educative sono il Gruppo Cuoio (per giovani abili e diversamente abili), il Catechismo, l’Associazione AGESCI, dell’ Azione Cattolica, il Coro e tante realtà di servizi vari come: Caritas e Centro di Ascolto, Gruppo Missionario e Gruppo Liturgico.
| Realtà della comunità | Anno o funzione |
|---|---|
| Parrocchia di San Paolo Apostolo | 1 ottobre del 1970 |
| Prima pietra della chiesa | ottobre del 1967 |
| Associazione Palo Babini | 1984 |
| Coop. Paolo Babini | 1987 |
| Casa di Accoglienza e Salone polivalente | 1999 |
| Famiglie all’inizio | circa 800 famiglie |
| Famiglie attuali | 1700 famiglie |
Don Carlo Guardigli parroco dell’unità Cappuccinini-San Paolo
Per quanto riguarda Forlì città, se il 25 ottobre, alle 17, a San Paolo Apostolo, in via Pistocchi, entrerà don Carlo Guardigli (cui è stata affidata anche la comunità dei Cappuccinini), sabato 31 ottobre, alle 17, esordirà nella nuova veste di parroco di San Giuseppe Artigiano don Germano Pagliarani.
Don Carlo Guardigli lascerà San Giuseppe Artigiano, dove era dal 2006, e diventerà parroco dell’unità pastorale Cappuccinini-San Paolo, 7.500 abitanti e oltre 3.600 famiglie, dove si trovano anche una scuola materna parrocchiale, un centro diurno per anziani e il Villaggio Mafalda della coop. Paolo Babini.
Guardigli prenderà così il posto di don Gabriele Pirini che andrà al santuario della Madonna del Lago, ai piedi di Bertinoro, 1.100 abitanti e oltre 400 famiglie. La parrocchia, dove ha sede anche la casa di accoglienza Emmanuel, è vacante dall’ottobre scorso, dopo la morte di mons. Elvezio Pagliacci, e attualmente vi presta il servizio pastorale don Rino Giunchi, parroco di Capocolle.
La riorganizzazione dei parroci nella diocesi
Nella Diocesi di Forlì-Bertinoro prende forma il nuovo assetto dei parroci, annunciato nel giugno scorso dal vescovo mons. Livio Corazza. I cambiamenti sono stati annunciati dal vescovo, mons. Livio Corazza, e la notizia è stata comunicata nelle chiese interessate ieri durante le messe.
«Ringrazio di cuore i sacerdoti - afferma mons. Corazza - per la disponibilità e la fiducia che hanno manifestato nell’assumere queste nuove responsabilità. Sono certo che troveranno comunità accoglienti e pronte a sostenerli nel loro compito di guide e padri di tutte le persone loro affidate". I sacerdoti nominati decideranno assieme al Vescovo e alle loro nuove comunità la data degli ingressi in parrocchia che avverranno nei mesi di settembre e ottobre.
Se don Emanuele Lorusso, sceso da Bertinoro, è già entrato a San Benedetto Abate come amministratore parrocchiale, in sostituzione di don Giancarlo Barucci scomparso il 23 agosto scorso, il primo movimento fra quelli concordati riguarda il Centro Storico.
Don Enrico Casadio, titolare dal 2011 dell’unità San Mercuriale e Santa Lucia, inizierà ufficialmente il ministero come amministratore parrocchiale sabato 12 settembre alle 18 a San Biagio e lunedì 14 settembre alle 10 in Cattedrale, proprio nel giorno della festa dell’Esaltazione della Croce, a cui è dedicata la chiesa madre dei forlivesi, ma anche nel primo anniversario della beatificazione di Benedetta Bianchi Porro.
I principali ingressi nelle parrocchie
Don Massimo Tumini, assegnato a Premilcuore in sostituzione di don Davide Bruschini, prenderà ufficialmente possesso della pieve parrocchiale cinquecentesca dedicata a San Martino di Tours, domenica 20 settembre, alle 16. Diventa quindi parroco per la prima volta e come lui anche don Fabio Castagnoli e don Massimo Tumini.
Don Bruschini a sua volta entrerà a Bertinoro, Massa, Lizzano e San Donato in Polenta domenica 11 ottobre. La S. Messa del suo esordio come nuovo pastore d’anime del Colle di Romagna, è in programma alle 16 nella Concattedrale di Piazza della Libertà.
Dopo undici anni, infatti, lascerà il paese della valle del Rabbi don Davide Bruschini che diventerà parroco di Bertinoro, Massa, Lizzano e Polenta, con la cura di 3.700 persone e oltre 1.400 famiglie. Sul ’balcone di Romagna’ si trovano anche la Casa della Carità e la Badia, casa madre della Clarisse francescane missionarie del SS. Sacramento, fondate dalla Venerabile madre Serafina Farolfi.
Don Bruschini succede a don Emanuele Lorusso che torna a Forlì, diventando vicario parrocchiale a San Benedetto Abate in via Gorizia. Sempre l’11 ottobre, alle 17.30, alla pieve di San Pietro in Trento dedicata all’apostolo Pietro, sarà festa grande per don Fabio Castagnoli, nominato a San Pietro in Trento, Coccolia, Filetto e Durazzanino.
Il primo, cappellano a Meldola, si trasferirà a San Pietro in Trento, Coccolia e Filetto, 2.100 abitanti e 1.380 famiglie, dove sarà anche rettore del santuario della Madonna di Sulo, mentre Tumini dall’unità pastorale della Cava salirà a Premilcuore, 650 abitanti e 350 famiglie.
Le nuove nomine nel territorio forlivese
Don Massimo Bonetti, nuovo parroco di Predappio, Predappio Alta, San Cassiano, San Savino, Fiumana e Sant’Agostino, nonché amministratore parrocchiale di Montemaggiore e Santa Lucia in Bussano, in sostituzione di don Urbano Tedaldi tutt’ora in attesa di nomina, farà l’ingresso ufficiale domenica 18 ottobre, alle 17, a Predappio e sabato 7 novembre, alle 17, a Fiumana.
Cambiamenti anche nell’altro centro della valle del Rabbi, Predappio, dove arriverà don Massimo Bonetti, che diventerà parroco anche di Predappio Alta, San Cassiano e San Savino, amministratore parrocchiale di Montemaggiore e Santa Lucia in Bussano, 3.500 abitanti e circa 1.400 famiglie.
Bonetti prenderà il posto di don Urbano Tedaldi, che è in attesa di nomina, e lascerà quindi l’unità pastorale di Civitella, Galeata, Cusercoli, Voltre, Nespoli e Sant’Ellero, 5.300 abitanti e oltre 2.100 famiglie, dove andrà don Pawel Szymusiak dal 2011 a San Pietro in Trento, Coccolia e Filetto.
Domenica 25 ottobre sarà la volta di don Pawel Szymusiak, nuovo parroco di Civitella, Galeata, Cusercoli, Voltre, Nespoli, Pianetto e Sant’Ellero, che inizierà il suo ministero alle 10 nella chiesa di S. Maria in Borgo a Civitella.
Il sacerdote, di origine polacca ma incardinato nella diocesi di Forlì-Bertinoro, avrà anche la cura del santuario della Suasia a Civitella e dell’abbazia di Sant’Ellero a Galeata, paese dove è nato il Venerabile don Giulio Facibeni, fondatore dell’Opera Madonnina del Grappa.
Don Germano Pagliarani a San Giuseppe Artigiano
A San Giuseppe Artigiano, 3.850 abitanti e oltre 1.400 famiglie, in un quartiere in forte espansione, arriverà don Germano Pagliarani, proveniente dall’unità pastorale del Ronco, dove è cappellano.
Sabato 31 ottobre, alle 17, esordirà nella nuova veste di parroco di San Giuseppe Artigiano don Germano Pagliarani. Diventa quindi parroco per la prima volta e come lui anche don Fabio Castagnoli e don Massimo Tumini.
Don Paolo Giuliani e l’amministrazione di Roncalceci
Resta da citare don Paolo Giuliani: cancelliere vescovile e rettore della chiesa del Suffragio in corso della Repubblica a Forlì, il sacerdote è di fatto il nuovo amministratore parrocchiale di Roncalceci, in sostituzione di don Ugo Salvatori, improvvisamente scomparso il 15 agosto scorso.
Don Paolo Giuliani è l’ex ammiraglio di Marina che ha celebrato messa il 29 dicembre a Monte Castello, davanti al vescovo di Mercato Saraceno. Nato il 5 gennaio 1950, vedovo da qualche anno, padre di Elisa, Claudio e Jasmine e nonno di Alessio e Ilaria, dopo la carriera militare nel 2014 Paolo Giuliani divenne diacono della parrocchia di Orte Scalo e, nell’estate scorsa, sacerdote nella basilica cattedrale di Civita Castellana per mano del vescovo Romano Rossi.
Giuliani ha frequentato l’Accademia Navale di Livorno laureandosi in Scienze Nautiche e svolto il servizio come Ufficiale nella Marina Militare fino alla pensione. «Come capitano di vascello - aggiunge il sindaco Monica Rossi - è stato comandante della nave «Zeffiro e nel 2003, in occasione della seconda guerra del Golfo, ha seguito da Roma le fasi delle operazioni».
Dopo il congedo ha seguito gli studi teologici presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose Alberto Trocchi di Nepi ed è tuttora impegnato nella parrocchia di S. Michele Arcangelo di Capena, nella Caritas parrocchiale, nella catechesi e pastorale degli ammalati.
La presenza dei Salesiani a Forlì
Ma l’appunto finale va alla comunità forlivese di San Biagio: l’ingresso di don Enrico Casadio in programma il 12 settembre, sancirà l’uscita di scena dei Salesiani dallo scenario parrocchiale forlivese.
Gli emuli di San Giovanni Bosco, giunti in città il 7 ottobre 1942, in pieno conflitto mondiale, su preciso invito del vescovo monsignor Giuseppe Rolla, rimarranno in loco per gestire il grande investimento educativo caratterizzato dall’Oratorio don Bosco, dalla Sala multimediale San Luigi e dal Convitto studentesco Orselli, oltre al centro di formazione professionale Cnos-Fap.