La Parrocchia dello Spirito Santo di Potenza è il complesso religioso realizzato in Via del Palazzo, nella località Lavangone, per riunire in un unico luogo di culto e di aggregazione le contrade di Barrata, Bosco, Lavangone, San Francesco e Pian di Zucchero.
Il complesso comprende l’aula liturgica, la casa canonica, le aule per il catechismo e una sala polivalente, organizzate intorno a un ampio sagrato quadrangolare. La chiesa è stata inaugurata il primo maggio 2021, con la solenne cerimonia di dedicazione e apertura al culto officiata da mons. Salvatore Ligorio.

Localizzazione e funzione del complesso parrocchiale
Il complesso parrocchiale dello Spirito Santo nasce dalla necessità di dotare le frazioni del territorio extraurbano a nord della città di Potenza di un unico luogo di aggregazione religioso e culturale.
Collocato in prossimità del Palazzetto dello Sport “Palabasento”, si pone come principale polo aggregativo delle contrade di Barrata, Bosco, Lavangone, San Francesco e Pian di Zucchero, che, fino al 2001, rientravano nella giurisdizione della parrocchia di Santa Maria del Sepolcro, affidate prima alla cura pastorale di don Marcello Corbisiero, poi alla comunità dei frati francescani.
L’area che ospita il complesso parrocchiale è una superficie triangolare pianeggiante di circa 10.000 mq, delimitata a Est da una strada comunale di collegamento tra il Palazzetto dello Sport e il campo sportivo di Lavangone, a Nord dall’imponente struttura del Palabasento e a Sud-Sud/Ovest dalla ferrovia Foggia-Potenza.
È poco distante dalla stazione ferroviaria di Avigliano Scalo, snodo ferroviario tra le direttrici Potenza-Foggia e Potenza-Bari.
Dalle cappelle delle contrade alla nuova parrocchia
La formazione di un’unica comunità parrocchiale per le frazioni poste a nord della città di Potenza è correlata all’attenzione pastorale dei parroci che si sono susseguiti nella guida dei fedeli delle diverse contrade.
Fino alla realizzazione del nuovo complesso parrocchiale, le funzioni religiose di ogni contrada venivano officiate nelle piccole cappelle delle diverse frazioni: per la frazione di Barrata nella cappella di Sant’Antonio di Padova; per la frazione di Bosco nella cappella di San Michele Arcangelo; per la frazione di Lavangone nella cappella della Madonna delle Grazie; per la frazione di San Francesco nella cappella di San Michele Arcangelo.
| Contrada | Luogo di culto precedente |
|---|---|
| Barrata | Cappella di Sant’Antonio di Padova |
| Bosco | Cappella di San Michele Arcangelo |
| Lavangone | Cappella della Madonna delle Grazie |
| San Francesco | Cappella di San Michele Arcangelo |
Le cappelle, affidate alla cura pastorale di don Marcello Corbisiero, dipendevano dalla parrocchia di Santa Maria del Sepolcro fino al 2001, anno in cui viene istituita la Vicaria dello Spirito Santo, con sede in contrada Tiera.
Don Marcello da tempo manifestava la necessità di realizzare un unico edificio di culto, più grande, a servizio delle contrade, per ovviare alle difficoltà legate alla possibilità di officiare le celebrazioni liturgiche sull’intero territorio, soprattutto durante le feste principali.
Il successore, fra Leonardo Mollica dei Frati Minori Conventuali, condivide l’esigenza di realizzare un nuovo edificio di culto, suggerendo anche la necessità di costruire un oratorio e nuovi spazi per le attività pastorali.
L’ampio respiro di tale progetto ha portato all’istituzione informale, nella comunità, di una commissione per la ricerca di un terreno adatto alla costruzione del complesso.
Nel 2006, in seguito al trasferimento di fra Leonardo presso la parrocchia dell’Immacolata di Napoli, la cura pastorale della Vicaria viene affidata a don Carmine Lamonea, che approva fin da subito l’idea di costituire un’unica realtà parrocchiale.
Istituzione della Vicaria e della Parrocchia dello Spirito Santo
La Vicaria dello Spirito Santo viene istituita nel 2001 ed è guidata, dal 2006, dal giovane parroco don Carmine Lamonea.
Già don Marcello Corbisiero, nei primi anni Duemila, aveva manifestato l’esigenza di un unico luogo di culto più grande per quella nuova realtà rurale, rispetto alle piccole cappelle dislocate nelle contrade.
I successori, fra Leonardo Mollica e don Carmine Lamonea, segnalavano la necessità di costruire anche nuovi spazi di aggregazione per la frammentata comunità, dei quali il vasto territorio risultava privo.
Nel 2009 tale area conta una popolazione di circa 1800 unità, destinate a diventare, secondo le previsioni degli strumenti urbanistici vigenti, oltre 2500.
La parrocchia dello Spirito Santo, affidata alla cura pastorale di don Carmine Lamonea, viene istituita canonicamente il 9 marzo del 2011.
La Parrocchia Spirito Santo nasce il 9 marzo del 2011. Inizialmente queste contrade facevano parte della parrocchia S. Maria del Sepolcro, poi diventate autonome, prima come Vicaria nel 2001 e poi come Parrocchia Spirito Santo.
Il concorso di progettazione e l’avvio dei lavori
Nello stesso anno la diocesi, guidata dall’ordinario diocesano del tempo mons. Agostino Superbo (2001-2015), raccolte le motivazioni del Consiglio Pastorale circa la necessità di realizzare un unico complesso parrocchiale più rispondente alle esigenze della comunità e le proposte di alcune aree idonee all’edificazione dello stesso, bandisce un concorso per la progettazione preliminare del complesso a servizio della Vicaria dello Spirito Santo.
Sette gruppi di progettazione vengono invitati a partecipare.
Nel mese di ottobre la giuria decreta come progetto vincitore quello del gruppo formato dall’arch. Gaetano Ligrani, dall’ing. Ippolita Mecca e dall’arch. Incoronata Telesca.
Il progetto prevede un’aula liturgica di circa 330 mq, un’ampia casa canonica, otto aule per il catechismo e una sala polivalente.
La diocesi effettua la richiesta di contributo alla Conferenza Episcopale Italiana per la costruzione del complesso il 9 novembre.
Gli organismi della CEI esprimono parere favorevole al progetto esecutivo il 10 gennaio 2013.
I lavori per la realizzazione del complesso iniziano il 4 ottobre ma, a causa di problemi di natura tecnica e finanziaria, vengono interrotti dopo pochi anni.
La costruzione fu avviata, dopo l’acquisizione del suolo, nel 2009 ma varie vicissitudini di natura tecnica e finanziaria videro interromperne il completamento nel 2012.
Il completamento e la dedicazione del 2021
Sotto la guida di mons. Salvatore Ligorio (arcivescovo dal 5 ottobre 2015), la diocesi intraprende una strategia orientata alla conclusione dei lavori avviati nel territorio.
Nel 2016 viene quindi approvato un nuovo progetto di completamento per ultimare i lavori del complesso parrocchiale.
Grazie all’interlocuzione di mons. Ligorio con gli uffici della Conferenza Episcopale Italiana fu approvato nel 2016 un nuovo progetto di completamento per portare a termine i lavori.
Il complesso è inaugurato il primo maggio 2021.
La solenne cerimonia di dedicazione e apertura al culto della chiesa dello Spirito Santo è officiata da mons. Salvatore Ligorio, concelebrata dal parroco don Carmine Lamonea, alla presenza del presidente della Provincia Rocco Guarino e delle maggiori autorità civili e militari.
Il 1º maggio l’apertura in località Lavangone, con la consegna delle chiavi al parroco Don Carmine da parte del Vescovo.
La città di Potenza ha una nuova Chiesa dello Spirito Santo a servizio delle contrade Barrata, Bosco Piccolo, Lavangone, Pian di Zucchero e San Francesco.
TRANI | Catechesi Liturgica Rito della Dedicazione con Don Mauro Dibenedetto - Dir. Commis. Liturgia
Articolazione degli spazi
L’intero complesso, realizzato su di un unico livello, comprende l’aula liturgica, la casa canonica, il salone parrocchiale e le aule catechistiche.
I volumi del complesso parrocchiale si dispongono intorno a un ampio sagrato quadrangolare che si apre sulla strada di accesso: la strada comunale di collegamento tra il Palazzetto dello Sport e il campo sportivo di Lavangone.
I volumi destinati alla casa canonica e alle aule delimitano l’ampio spazio aperto e sono collegati alla chiesa attraverso un percorso coperto.
Il progetto prevede un’aula liturgica di circa 330 mq, un’ampia casa canonica, otto aule per il catechismo e una sala polivalente.
Caratteri architettonici
Vista la mancanza, all’interno del contesto urbano, di elementi architettonici con i quali relazionarsi, i progettisti hanno deciso di realizzare una struttura che fosse immediatamente riconoscibile come chiesa, elemento di riferimento all’interno di un’area senza forte identità.
L’aula liturgica si sviluppa lungo l’asse Nord-Ovest Sud-Est, con il presbiterio posizionato a Sud-Est.
Il volume centrale dell’aula, sormontato da una copertura dal profilo ascendente verso il fulcro celebrativo, è affiancato da due volumi più bassi con la copertura piana.
Il volume che ospita il presbiterio, alto circa 13,50 metri, presenta una copertura piana su due livelli, sormontata da un lucernario piramidale.
| Elemento | Dimensioni |
|---|---|
| Pianta, sagoma interna | lunghezza media 18,40 m ca, larghezza media 13,40 m ca |
| Pianta cappella feriale, sagoma interna | lunghezza media 7,60 m ca, larghezza media 6,40 m ca |
| Interno aula liturgica | altezza minima 8,80 m ca, altezza massima 12,25 m ca |
| Interno cappella feriale | altezza 3,70 m ca |
| Prospetto principale | altezza minima facciata 8,60 m ca |
| Prospetto principale | altezza cappella fonte battesimale 9,40 m ca |
| Campanile | altezza 24 m ca |
Il progetto liturgico dell’aula
Il disegno dell’aula liturgica è concepito come luogo celebrativo di tutta l’assemblea, la pianta infatti, la cui forma richiama una “coccinella”, vuole accogliere in un abbraccio i fedeli.
Tale impianto, così come l’impianto dell’intero complesso parrocchiale, vuole trasmettere il messaggio di una parrocchia intesa come “casa di tutti, dove tutti devono sentirsi a casa”.
La conformazione dell’impianto liturgico è il risultato del confronto tra il gruppo di progettazione, la committenza, il liturgista individuato in sede concorsuale, don Domenico Pace, l’ufficio tecnico diocesano e gli organismi della CEI.
La planimetria segue una chiara direttrice longitudinale.
Tale direzione stabilisce anche la conformazione e il modo di relazionarsi dell’assemblea: i banchi, che riprendono la forma dell’aula liturgica, sono rivolti verso il presbiterio.
Il percorso principale termina in corrispondenza della pedana presbiteriale, rialzata di tre gradini rispetto alla quota dell’aula.
Il punto focale dello spazio liturgico è enfatizzato dalla luce proveniente dal lucernario posto sulla copertura del presbiterio, che rivela un’apertura ascensionale.
Al centro della pedana è posizionato l’altare, verso il quale, oltre l’assemblea e la sede, è orientato anche il battistero.
Il dipinto “Vi dono lo Spirito Santo”
L’opera d’arte che domina sull’altare, è un bel frutto dell’artista lucano Pasquale Palese.
Quando cercavo l’ispirazione per questo lavoro pensai a una luce, e mi colpì questa luce enorme che invade la chiesa con la sua propensione verso l’alto… già da sola suggeriva una ascensione e quindi decisi di fare un dipinto che portasse un messaggio di gioia, di luce in cui i fedeli si sentissero accolti e parte di essa.
Pensai ad una composizione che accompagnasse lo sguardo dal basso verso l’alto, lentamente, come se lo stesso sguardo desse quel movimento dell ascensione e rendesse quel senso di gravità e sospensione nello stesso tempo.
Poi bisognava marcare il senso dell’emozione del momento attraverso le espressione e la gestualità, perché proprio queste determinano l’attimo vissuto.
Infine i colori che dovevano essere messaggio di luce avvolgente e intensa, una luce che intendesse ad avvolgere i fedeli al dono dello spirito santo.
Ma ho pensato anche che mai come in questo momento storico , tutti abbiamo sentito una vicinanza di Dio più del normale, tutti abbiamo avuto un pensiero molto vicino a Dio tutti in qualche modo lo abbiamo implorato, abbiamo pensato a una rinascita, e la resurrezione di Gesù va verso la luce di Dio, una luce che tutti in questo momento auspichiamo e che vogliamo vicina.
Ho pensato a quanti, in questo situazione storica si fossero portati a un introspezione, a capirne le proprie virtù e magari a pentirsi di qualche azione e pensare di miglioraarsi … infondo, proprio durante gli eventi tragici, escono fuori le virtù degli uomini in contrapposizione al male.
Il tema che mi ha proposto don Carmine della risurrezione in Gesù che dona lo spirito santo è, se vogliamo, lo specchio di ciò che stiamo vivendo.
Ci sino momenti della vita in cui l’uomo risorge e si rigenera.
Da questo pensiero, accomunato alla resurrezione di Gesù, ho rappresentato proprio questa dimensione dell’aspetto umano in relazione alla spiritualità: Gesù nella luce divina che dona lo spirito santo è un Gesù che sebbene salga in cielo è molto vicino e non è irraggiungibile.
È vicino alle nostre virtù orientate verso la spiritualità.
I personaggi rappresentati sono le nostre virtù come la speranza, la parola che viaggia tra gli uomini, la profezia, la saggezza, l’ingenuità, la devozione, la preghiera, la giustizia terrena sempre sotto la giustizia divina, tutte illuminate dallo Spirito Santo.
La parrocchia come luogo di comunità
Negli ultimi anni a guidare la comunità è stato don Carmine Lamonnea, soddisfatto del risultato raggiunto.
La Parrocchia Spirito Santo è una parrocchia già formata - ci dice - Eravamo dipendenti da Santa Maria del Sepolcro ma dal 2001 siamo diventati autonomi rimanendo Vicaria e nel 2011 siamo diventati una parrocchia a tutti gli effetti.
Le 5 contrade di Barrata, Bosco, Lavangone, San Francesco e Pian di Zucchero hanno sempre tentato di crescere insieme, ma ovviamente adesso sarà tutto nuovo.
Don Carmine intravede nell’apertura della chiusa e dei nuovi spazi una opportunità per l’intera zona.
Abbiamo la possibilità di poter fare le cose diverse, diverse da come era prima della pandemia.
Nella nostra nuova parrocchia dobbiamo tutti mettere in pratica la logica dei talenti.
È la logica di chi anche ne ha uno, non deve sotterrarlo, anzi, dobbiamo usarle per il bene della comunità.
La comunità cristiana non è una comunità di perfetti, ma è una comunità dove vogliamo crescere tutti nella comunione.
Impareremo a metterci in ginocchio nel Santissimo appena entriamo in chiesa e prima di sederci fra i banchi.
Adulti capaci di scelte: questo vuole fare l’oratorio.
Lo avremo bello, funzionale, aperto a tutti.
L’unico limite d’ora in poi sarà la nostra fantasia e la nostra buona volontà e il desiderio di impegnarsi.
Attività pastorali e oratorio
Sotto il portico metterò un tabellone programmatico intitolato “Progetto Vivaio dello Spirito Santo” è pieno di tante attività tutte di realizzare come la Messa, Adorazione Eucaristica, Confessioni, Catechismo, prove di canto, laboratori artistici e teatrali e tanto altro.
La parrocchia è la casa di tutti.
Tutti possono sentirsi a casa.
Ovviamente - riprende don Carmine - ci vuole l’impegno di tutti di chi la frequenta ad essere accogliente e di chi ancora non la frequenta a superare i pregiudizi che si possono avere verso determinate persone o realtà in essa presenti.
Il sacerdote immagina poi il futuro.
Mi piacerebbe anche ospitare altri gruppi associativi, altre realtà associative e soprattutto mi piacerebbe avere la tessera di tutte le associazioni.
Il progetto “Vivaio dello Spirito Santo” che inizieremo il giorno dopo della consacrazione ha soltanto tre parole che lo guidano: insieme a Cristo insieme ai bisognosi insieme ai giovani.
Cronologia della realizzazione
| Data | Avvenimento |
|---|---|
| 2001 | Istituzione della Vicaria dello Spirito Santo |
| agosto 2009 | Concorso di progettazione a inviti bandito dalla diocesi |
| ottobre 2009 | Esito concorso |
| novembre 2009 | Sottoscrizione incarico progettazione e opere artistiche |
| 15 marzo 2012 | Riconoscimento civile Parrocchia dello Spirito Santo |
| 10 ottobre 2012 | Approvazione del progetto preliminare (prima istanza) da parte del Comitato per l’edilizia di culto della CEI |
| 10 gennaio 2013 | Approvazione del progetto esecutivo (seconda istanza) da parte del Comitato per l’edilizia di culto della CEI |
| 30 settembre 2013 | Rilascio titolo abilitativo |
| 4 ottobre 2013 | Consegna del cantiere e inizio lavori |
| 24 marzo 2021 | Fine lavori |
| 1 maggio 2021 | Consegna alla comunità e dedicazione |
Progettisti, consulenti e professionalità coinvolte
- Arch. Incoronata Telesca - progettazione architettonica
- Arch. Gaetano Ligrani - progettazione architettonica e progettazione poli liturgici
- Ing. Ippolita Mecca - progettazione architettonica, progettazione strutturale, direzione lavori e coordinatore della sicurezza
- Ing. Giuseppe Lomonaco - progettazione architettonica
- Geom. Angelo Mecca - progettazione architettonica
- Ing. Massimo Marrese - progettazione strutturale
- Ing. Gian Mario Sanza - progettazione strutturale
- Ing. Carolina Vita - progettazione impiantistica
- Ing. Raffaele Votta - progettazione impiantistica
- Ing. Felice Pomponio - collaudatore in corso d’opera e in fase finale
- Ing. Gian Marco Santarsiero - coordinatore della sicurezza in fase di progettazione
- Don Domenico Pace - consulenza liturgica
- Pasquale Palese - progettazione e realizzazione dipinto “Vi dono lo Spirito Santo”
- Ing. Dario De Luca - RUP
- Arcasensa Agostino S.a.s. - impresa esecutrice opere edili
- Carpenteria Metallica Mecca Angelo - strutture in acciaio
- Pietrafesa Canio Srl - opere impiantistiche
- Falegnameria La Quercia - opere in legno
- Nicola Mastropasqua - realizzazione opere d’arte in marmo
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