Insegnare catechismo: ci vuole un attestato?

Per insegnare catechismo in parrocchia non esiste un unico attestato valido in tutta Italia, perché i requisiti possono essere stabiliti dalla diocesi e dall’ufficio catechistico competente. La formazione specifica di base è comunque decisiva, sia mediante l’impegno delle parrocchie, sia attraverso apposite scuole diocesane.

Per diventare insegnante di religione cattolica nella scuola, invece, bisogna avere un titolo di studio riconosciuto dallo Stato e anche l’idoneità rilasciata dal Vescovo diocesano. Il catechista e l’insegnante di religione svolgono quindi attività diverse: il primo opera soprattutto nella comunità ecclesiale e nella parrocchia, mentre il secondo insegna la religione cattolica nell’ambito scolastico secondo le procedure previste dall’ordinamento.

La differenza tra catechista e insegnante di religione

Spesso abbreviato con l'acronimo IdR, l'insegnante di religione è una figura che acquista sempre più importanza nella scuola e si occupa appunto di impartire un'educazione religiosa agli alunni in ambito scolastico. La sua figura è stata istituita per avere un insegnante che svolgesse un ruolo di educazione e formazione religiosa ma in chiave laica, presentando la religione come oggetto di analisi culturale evidenziando le caratteristiche proprie della materia che nel corso dei secoli sono state elencate da discipline teologiche e non.

Proprio per questo l'insegnante di religione di differenzia da altre figure che insegnano la religione cristiana a scopi iniziatori, come il catechista ad esempio. L’insegnante di Religione cattolica, nelle scuole di ogni ordine e grado, svolge un ruolo importante: a lui si rivolgono gli studenti che vedono una persona capace di ascolto mentre le famiglie, che scelgono l’Insegnamento della religione cattolica (Irc), sanno che potranno contare su una persona capace di alimentare fiducia.

Il compito fondamentale dei catechisti e delle catechiste è l'insegnamento della religione a livello scolastico, nella comunità ecclesiastica e nell'ambito della parrocchia. A loro piace far scoprire ai bambini il mondo della storia biblica e di quella non biblica.

I catechisti e le catechiste lavorano con i giovani. Insegnano loro la fede cristiana e cercano di dare loro una guida sul cammino della vita da una prospettiva cristiana. La fede cristiana ha una lunga storia e continua a plasmare la nostra cultura. I catechisti e le catechiste la avvicinano ai bambini e ai giovani.

Serve un attestato per fare il catechista?

A chi parteciperà agli incontri sarà conferito un attestato dell’Ufficio Catechistico Diocesano. Questo attestato documenta la partecipazione a un percorso formativo, ma non coincide con il titolo accademico richiesto per insegnare religione cattolica nella scuola.

Il Mandato che il vescovo conferisce ai catechisti esprime la ministerialità del servizio catechistico e apre al riconoscimento di una grazia particolare. Il Mandato esprime dunque l’appartenenza responsabile del catechista alla propria comunità diocesana, perché manifesta la sua corresponsabilità nella missione di annunciare il vangelo e di educare e accompagnare nella fede.

Tale Mandato non è conferito a chiunque, ma a coloro che vengono segnalati dai parroci e scelti dopo un adeguato tirocinio e opportuni corsi di formazione e di aggiornamento. La possibilità di ricevere un attestato, il mandato del Vescovo e le eventuali procedure di selezione dipendono quindi dalle regole della diocesi.

La formazione di base per i catechisti

Assicurare la formazione specifica di base a tutti i catechisti è decisivo sia mediante l’impegno delle parrocchie, sia di apposite scuole diocesane. Per svolgere adeguatamente il nostro servizio e magari proporre percorsi e cammini innovativi, aggiornati, esperienziali, efficaci, è fondamentale conoscere innanzitutto molto bene il progetto catechistico della Chiesa italiana, la proposta pensata sulla grande fonte del Concilio Vaticano II e la sua attuazione lungo il corso degli anni.

Questo permette di essere insieme educatori creativi e insieme fedeli al cammino ecclesiale, nel quale tutti possiamo riconoscerci fratelli, discepoli del Risorto nella Chiesa. Il percorso può essere rivolto a chi muove i primi passi nel campo della catechesi, a chi desidera vivere più consapevolmente la propria vocazione di catechista e a chi è disponibile a svolgere un servizio nella comunità.

Un corso base può essere organizzato in quattro incontri di circa un’ora ciascuno, dedicati alle indicazioni fondamentali e alle nozioni necessarie per svolgere il servizio. I temi possono essere adattati alle esigenze dei gruppi, alle domande emerse nelle esperienze vicariali e alle situazioni parrocchiali.

Che cosa si studia in un corso base

  • Che cosa è ‘catechismo’?
  • Che cosa si intende per ‘catechismo’?
  • Che cosa significa ‘fare catechismo’: insegnare dei concetti, imparare a pregare, introdurre ai sacramenti, educare alla fede?
  • Che cosa intende la Chiesa quando parla di ‘catechesi’?
  • I catechismi e il progetto catechistico italiano.
  • Che cosa sono e quali sono?
  • Qual è il progetto catechistico di riferimento della Chiesa italiana?
  • I ‘catechismi’ non sono superati?
  • Non è forse meglio preferire forme nuove e più ‘creative’?

Come si conduce un incontro di catechismo

  • Come incontrare i ragazzi?
  • Come gestire il gruppo?
  • Che cosa proporre?
  • In che modo posso comunicare efficacemente un’idea?
  • Quali tecniche per affrontare un argomento con il mio gruppo?

Catechesi e liturgia

  • Che cosa si intende per ‘liturgia’?
  • E’ l’insieme dei ‘riti da fare’ o un momento di incontro significativo con Dio?
  • Che cosa sono i sacramenti?
  • Il punto di arrivo del percorso di catechismo o momenti di esperienza di incontro con il Signore nel nostro cammino di discepoli?
  • La liturgia è solo una tappa ‘al di fuori’ del catechismo o è parte integrante nel processo del diventare cristiani?
  • ‘Animare’ la liturgia con i nostri ragazzi o ‘farci animare’ dalla presenza di Dio?
corso di formazione per catechisti

Quali sono i compiti del catechista?

La religione non è solo un argomento per le parrocchie, ma fa anche parte della cultura generale. La comunicazione positiva di questo aspetto appartiene all'area di competenza degli specialisti. I catechisti e le catechiste preparano le lezioni e le organizzano sempre in modo adeguato all'età, insegnano e cercano di sviluppare un rapporto di collaborazione con la direzione della scuola, gli insegnanti, i genitori e altri catechisti ausiliari.

È un'attività molto svariata poiché comporta l'assunzione di altre funzioni all'interno della parrocchia, che possono variare a seconda del posto in cui i catechisti e le catechiste esercitano le loro attività e delle capacità personali. Ad esempio, sono coinvolti nella preparazione ai sacramenti, oppure si occupano delle attività per i bambini e i giovani, della formazione dei genitori, dei servizi religiosi destinati ai giovani.

I catechisti e le catechiste non sono soli nel loro lavoro, ma collaborano anche con i diaconi sociali, i sacerdoti, i pastori e le persone in servizio volontario. Tra le attività possono rientrare preparare, raccontare, spiegare, stimolare, pregare, discutere e impegnarsi.

Attività con bambini, ragazzi e famiglie

Affinché gli studenti conoscano la Bibbia, il catechista esplora con loro il contesto delle storie bibliche e cerca di rendere accessibili le affermazioni in molti modi, ad esempio attraverso la narrazione, le conversazioni, i video e la lettura di testi. Affinché i giovani non siano soli con la loro fede, la catechista li incoraggia a comportarsi come cristiani in famiglia e con gli amici.

Affinché i giovani possano incontrarsi, fare cose insieme e esercitare il loro comportamento nel gruppo, il catechista li motiva a partecipare attivamente alle organizzazioni giovanili, ai club sportivi o ad altre associazioni. Affinché i genitori si informino su alcuni temi che riguardano la fede dei bambini e dei giovani, la catechista organizza delle serate per i genitori; ciò favorisce anche lo scambio di informazioni tra di loro.

Affinché i bambini o i giovani possano comprendere le celebrazioni della chiesa, come la Prima Comunione o la cresima, il catechista spiega loro il significato, il contesto storico e l'ambiente. Durante le lezioni permettono loro di conoscere la fede e di affrontarla per trovare risposte significative per la loro vita.

Quali requisiti servono per insegnare religione cattolica a scuola?

Per accedere all'insegnamento della religione cattolica nella scuola in Trentino occorre possedere un titolo di studio adeguato e l’idoneità rilasciata dal Vescovo di Trento. Per diventare insegnante di religione non basta soltanto il titolo di studio riconosciuto dallo Stato, ma occorre anche il "consenso" della chiesa.

I requisiti riguardano sia la preparazione teologica e disciplinare, sia le competenze pedagogiche, metodologiche, didattiche e relazionali. Dopo aver intrapreso il percorso di studi idoneo alla scuola in cui si vuole insegnare, proprio come tutti gli altri docenti, all'insegnante di religione è richiesto un continuo aggiornamento delle proprie competenze.

Titoli di studio per la scuola secondaria

Per insegnare religione nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado bisogna conseguire uno dei seguenti titoli accademici: baccalaureato, ovvero il primo titolo di studio delle Università Pontificie; licenza o dottorato in teologia o nelle discipline ecclesiastiche; attestato di compimento del corso di studi teologici in seminario maggiore; laurea magistrale in scienze religiose approvata dalla Santa Sede.

La normativa esige il possesso di uno dei seguenti titoli di studio: titolo accademico conferito da una facoltà approvata dalla Santa Sede: baccalaureato (Primo Grado di studi), licenza (Secondo Grado di studi) o dottorato (Terzo Grado di studi) in teologia o nelle altre discipline ecclesiastiche; attestato di compimento del regolare corso di studi teologici in un seminario maggiore; laurea magistrale in scienze religiose conseguita presso un Istituto Superiore di Scienze Religiose approvato dalla Santa Sede.

TitoloAmbito
BaccalaureatoPrimo Grado di studi in teologia o nelle altre discipline ecclesiastiche
LicenzaSecondo Grado di studi in teologia o nelle altre discipline ecclesiastiche
DottoratoTerzo Grado di studi in teologia o nelle altre discipline ecclesiastiche
Attestato di compimentoRegolare corso di studi teologici in un seminario maggiore
Laurea magistraleScienze religiose presso un Istituto Superiore di Scienze Religiose approvato dalla Santa Sede

Il percorso accademico formativo deve prevedere anche i corsi di studio professionalizzanti e un tirocinio con valore formativo e orientativo alla professione del futuro docente di religione cattolica.

Titoli di studio per la scuola dell’infanzia e primaria

Per insegnare nella scuola primaria i titoli sono i medesimi di quelli sopra citati. Per la sola scuola primaria l’insegnamento della religione cattolica può essere anche affidato a sacerdoti, diaconi o religiosi in possesso di qualificazione riconosciuta dalla Conferenza episcopale italiana e attestata dall'ordinario diocesano.

Per insegnare religione nella scuola primaria i requisiti richiesto sono: uno dei titoli di qualificazione citati nel primo paragrafo; sacerdoti, diaconi o religiosi in possesso di qualificazione riconosciuta dalla Conferenza episcopale italiana in attuazione del can. 804, par. 1, del Codice di Diritto Canonico e attestata dall’ordinario diocesano.

Insegnanti della classe con master specifico di secondo livello possono insegnare nella scuola primaria quando il titolo è approvato dalla Conferenza Episcopale Italiana.

Che cos’è l’idoneità all’insegnamento della religione cattolica?

Si parla in questo caso di idoneità all'insegnamento della religione cattolica conferita dal vescovo della diocesi sulla base del riconoscimento che soggetto abbia tra i suoi requisiti: conoscenza qualificata dei precetti e del pensiero del cristianesimo; abilità pedagogica; coerenza con la fede cristiana professata e vissuta nella comunità.

L’idoneità all'insegnamento della religione cattolica viene rilasciata dal Vescovo diocesano sulla base del riconoscimento che l’insegnante sia adeguato per:

  • retta dottrina, cioè una conoscenza qualificata dei contenuti della rivelazione cristiana e del pensiero della Chiesa in vista dell’insegnamento scolastico;
  • abilità pedagogica, cioè una competenza pedagogica, metodologica, didattica e relazionale in funzione di un insegnamento competente ed efficace per la società e la cultura di oggi;
  • testimonianza di vita, cioè una coerenza con la fede cristiana professata e vissuta concretamente nella comunità.

Come si ottiene l’idoneità diocesana

La procedura per diventare IdRC nella Diocesi di Brescia è pensata per dare ad ogni aspirante la possibilità di ottenere l’idoneità all’IRC. La procedura per il riconoscimento dell’Idoneità prevede i seguenti passi, in ordine.

Presentazione della modulistica

Ci sono cinque moduli da compilare: “Scheda dati personale” più fototessera in formato digitale; “Curriculum vitae et studiorum”, presentato secondo i normali standard europei; “Autodichiarazione sulla propria testimonianza di vita cristiana”; “Presentazione da parte del parroco”, che va fatta compilare al parroco della propria parrocchia di appartenenza, chiedendo di inviarla in busta chiusa all’attenzione del Responsabile per l’IRC; “Richiesta del consenso al trattamento dei dati personali sensibili”; “Informativa per il trattamento dei dati degli IdRC”.

Per chi non ha la cittadinanza italiana va aggiunta anche la fotocopia di legale permesso di soggiorno in Italia per motivi di lavoro. Tutti i moduli, tranne la “Presentazione da parte del parroco”, devono essere fatti pervenire all’Ufficio per la Scuola in forma digitale, cioè in formato PDF.

In caso di mancanza di uno dei moduli o di compilazione parziale e inesatta, l’Ufficio per la Scuola annullerà automaticamente la richiesta.

Colloquio motivazionale-orientativo

Verificata la consegna dei moduli e dopo una prima lettura degli stessi, il candidato, se vi saranno necessità da parte dell’Ufficio per la Scuola, riceverà una e-mail da parte della segreteria per essere convocato a colloquio con il Responsabile per l’IRC diocesano.

Questo colloquio serve per una prima conoscenza del candidato. In esso verranno verificati e discussi i tre requisiti di idoneità richiesti dal Codice di Diritto Canonico sulla base della documentazione presentata.

In modo particolare verranno ascoltate e verificate le motivazioni sottese alla richiesta di diventare IdRC specialista e aspetti psico-attitudinali della personalità, tra cui anche la predisposizione a insegnare in un determinato ordine e grado scolastico. Il presente colloquio non è, quindi, una mera formalità, ma ha già un carattere selettivo e valutativo.

Prova di accertamento delle competenze

La prova potrà essere sostenuta solo dopo aver svolto e superato il colloquio orientativo-motivazionale. La prova, in forma scritta della durata di circa tre ore, ha lo scopo di accertare l’adeguato possesso delle conoscenze e delle competenze disciplinari fondamentali del candidato e di verificarne l’abilità pedagogico-didattica di base.

Ogni prova è suddivisa in due parti:

  1. test teologico e giuridico: una serie di domande aperte o con risposta a scelta multipla sulle conoscenze fondamentali di ordine disciplinare-teologico e giuridico-pedagogico dell’IRC;
  2. svolgimento di una simulazione di attività didattica (SAD): un tema di almeno due facciate di protocollo, scritto in forma corsiva leggibile calligraficamente e in lingua italiana corretta, su una situazione d’aula davanti alla quale il candidato deve dimostrare di saper gestire la programmazione di una unità di apprendimento (UdA) in quello specifico contesto.

La prova è predisposta e valutata da un’équipe di IdRC esperti sia nelle conoscenze teologiche e normative, sia nelle competenze pedagogico-didattiche. Il risultato della prova, superato o non superato, con la corrispettiva valutazione, verrà comunicato dalla segreteria dell’Ufficio per la Scuola tramite e-mail direttamente al candidato.

Un candidato che non superasse la prova, ha la possibilità di sostenerla di nuovo fino a un massimo di 3 volte; dopo la terza prova non superata, si chiude la procedura per l’idoneità.

Corso di avviamento all’insegnamento

A seguito del superamento della prova, il candidato accede al corso di avvio all’insegnamento per essere inserito nell’elenco supplenti a disposizione delle scuole per eventuali sostituzioni. Con il superamento della prova di accertamento delle competenze, si è tenuti a partecipare al corso di avvio all’insegnamento, un corso di formazione di circa 20 ore, che si tiene normalmente nel periodo estivo, per essere accompagnati nei primi passi dell’esperienza di insegnamento, dal punto di vista didattico-normativo.

In particolare, il corso intende potenziare le conoscenze e le abilità didattiche mettendo a tema in quali modi sia possibile insegnare religione cattolica in una scuola chiamata a valutare gli apprendimenti secondo una logica “per competenze”.

Supplenze e incarico annuale

Dopo il corso di avvio all’insegnamento il candidato potrà essere inserito nell’elenco dei supplenti della Diocesi di Brescia, elenco che viene inviato alle segreterie di tutti gli Istituti scolastici e dal quale le scuole possono attingere autonomamente in vista delle supplenze.

Tale inserimento, tuttavia, non implica necessariamente il diritto a esercitare in maniera continuativa l’attività di insegnamento. Essa dipende dalla effettiva disponibilità di ore di IRC, che di anno in anno vengono disposte dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia - Ambito Territoriale di Brescia.

Durante il periodo della supplenza, il supplente è tenuto a instaurare una fattiva collaborazione con l’eventuale docente titolare e con il team degli insegnanti. Infatti, le prime esperienze di supplenza sono da considerare ancora un periodo di verifica dell’abilità pedagogico-didattica richiesta dall’idoneità diocesana.

Un incarico annuale è assegnato a quanti hanno conseguito il necessario titolo di qualificazione professionale e hanno già fatto qualche esperienza di supplenza temporanea risultata positiva. Con l’assegnazione del primo incarico annuale, il candidato viene riconosciuto a tutti gli effetti idoneo all’insegnamento della religione cattolica nella Diocesi di Brescia.

Decreto di idoneità

L’idoneità è permanente, salvo revoca (Codice di Diritto Canonico, cann. § 804 e § 805) e ciò comporta l’impegno a partecipare ai corsi di formazione e aggiornamento promossi e riconosciuti dall’Ufficio per la Scuola, ritenuti elementi necessari per l’idoneità.

La Diocesi di Brescia consegna materialmente il decreto di idoneità dopo almeno un anno di insegnamento con incarico annuale nella Diocesi di Brescia; la consegna avviene annualmente durante l’Assemblea di inizio anno degli IdRC.

Tale documento è l’atto ufficiale attraverso il quale l’Ordinario Diocesano concede all’insegnante la sua piena fiducia perché viva la sua professione/missione di IdRC all’interno della Diocesi di Brescia; il documento rimane valido salvo revoca dell’Idoneità.

Come si presenta la domanda per insegnare religione

La domanda per insegnare religione cattolica deve essere presentata all'Ufficio scuola della diocesi di competenza. Sarà poi tale ufficio, sulla base dei propri elenchi, a proporre gli insegnanti ai dirigenti scolastici o al dipartimento provinciale che ne hanno bisogno.

La domanda per insegnare religione cattolica deve essere presentata all' Ufficio scuola della diocesi di Trento - Servizio IRC, competente per formulare la proposta del nominativo, della sede e delle ore di insegnamento all'autorità scolastica.

L’Ufficio scuola diocesano - Servizio per l’IRC, sulla base dei propri elenchi degli insegnanti richiedenti, propone ai dirigenti scolastici o al Dipartimento provinciale il nominativo dell’insegnante con le rispettive ore di IRC da coprire e le sedi di servizio.

  • il nominativo del candidato;
  • le ore di IRC da coprire;
  • le sedi dove prendere servizio.

Per gli insegnanti di religione da assumere in corso di anno scolastico, cioè per le supplenze brevi, l’Ufficio diocesano propone nominativo, ore e sedi al dirigente scolastico per un contratto a tempo determinato per il periodo previsto.

Per gli insegnanti di religione da assumere per tutto l’anno scolastico, cioè per l’incarico annuale su ore libere e vacanti, o fino al termine delle attività didattiche, l’Ufficio diocesano propone nominativo, ore e sedi al dirigente del servizio per il reclutamento del dipartimento provinciale.

Come vengono reclutati gli insegnanti di religione

Ci sono tre tipologie di insegnanti di Religione cattolica (IdR). Le diverse categorie hanno modalità di reclutamento e forme contrattuali differenti.

Insegnanti di religione cattolica a tempo indeterminato

Sono IdR che hanno superato i concorsi a cui il Dipartimento istruzione e cultura assegna una titolarità di cattedra con relativo contratto di ruolo. Possono partecipare alle procedure di mobilità previa intesa con la Diocesi.

Per gli insegnanti di religione a tempo indeterminato, che hanno cioè superato un concorso e sono titolari di una sede, si procede confermandoli sul posto cattedra già loro assegnato.

Insegnanti incaricati o supplenti annuali

Sono IdR che vengono nominati su posti annuali liberi e vacanti, cioè incaricati, o in sostituzione annuale di titolare assente fino al termine delle attività didattiche, cioè supplenti TAD. Il contratto è stipulato dal Servizio per il Reclutamento e gestione del personale della scuola, previa intesa con l’Ufficio Scuola diocesano.

Per gli insegnanti di religione da assumere per tutto l’anno scolastico o fino al termine delle attività didattiche, il contratto è a tempo determinato rispettivamente fino al 31 agosto o fino al 30 giugno.

Insegnanti supplenti brevi

Sono IdR che vengono nominati in sostituzione temporanea di docente titolare assente. Il contratto viene stipulato dal Dirigente scolastico su proposta dell’Ufficio Scuola diocesano.

Se il titolare presta servizio su più istituti, sarà compito dell’istituto in cui il servizio è prestato per più ore, concordare con gli altri istituti la richiesta alla Diocesi per la supplenza temporanea.

Quali competenze sono utili?

Per fare l'insegnante di religione e svolgere i compiti di educazione e formazione religiosa degli alunni occorrano certe competenze specifiche relative sia alla pedagogia che alla teologia. Sono importanti anche la facilità nei contatti, la capacità di lavorare in gruppo, l’interesse a lavorare con le persone, l’interesse per la religione, la perspicacia critica e il giudizio critico.

Non è sempre facile ispirare i bambini e i giovani a credere. La società di oggi è sempre più alienata dalla Chiesa. Per questo motivo, è necessario affrontare di nuovo le critiche, anche il rifiuto, della fede.

Gli insegnanti di religione e i catechisti devono quindi saper preparare, raccontare, spiegare, stimolare, pregare, discutere e impegnarsi, adattando il linguaggio all’età dei destinatari e favorendo la partecipazione del gruppo.

Percorsi formativi e aggiornamento

Per i catechisti possono essere previsti percorsi di formazione di base organizzati dalle parrocchie, dalle vicarie o dagli uffici catechistici diocesani. Per gli insegnanti di religione il percorso accademico deve comprendere anche i corsi di studio professionalizzanti e un tirocinio con valore formativo e orientativo alla professione del futuro docente di religione cattolica.

Tra i percorsi di perfezionamento possono rientrare corsi offerti da istituti di pedagogia religiosa, istituti teologico-pastorali, centri di educazione degli adulti, istituzioni ecclesiastiche regionali, università o uffici per l’educazione religiosa.

L’aggiornamento non riguarda soltanto le conoscenze teologiche. Sono importanti anche la formazione pedagogica, metodologica, didattica e relazionale, perché l’insegnamento deve essere competente ed efficace per la società e la cultura di oggi.

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Schema dei requisiti principali

AttivitàRequisiti o passaggi principali
Catechista parrocchialeDisponibilità al servizio, formazione specifica di base, eventuale attestato diocesano e mandato del Vescovo
Insegnante di religione nella scuola secondariaTitolo accademico in teologia o discipline ecclesiastiche, corso teologico in seminario maggiore oppure laurea magistrale in scienze religiose
Insegnante di religione nella primariaUno dei titoli di qualificazione previsti oppure, in determinati casi, sacerdote, diacono o religioso con qualificazione riconosciuta
Idoneità all’IRCRiconoscimento del Vescovo basato su retta dottrina, abilità pedagogica e testimonianza di vita
Supplente di religioneInserimento negli elenchi diocesani o proposta dell’Ufficio Scuola diocesano
Docente di religione a tempo indeterminatoSuperamento del concorso e assegnazione di una titolarità di cattedra

Che cosa controllare prima di iniziare

Chi desidera fare catechismo deve rivolgersi alla propria parrocchia o all’Ufficio Catechistico Diocesano per sapere se sono richiesti un corso, un attestato, una presentazione del parroco o il mandato del Vescovo. Chi desidera insegnare religione cattolica nella scuola deve invece verificare presso la diocesi competente il titolo di studio richiesto, la procedura per l’idoneità e le modalità di inserimento negli elenchi.

La formazione richiesta non è soltanto una formalità: serve a conoscere il progetto catechistico della Chiesa italiana, a comprendere il significato della catechesi e della liturgia, a gestire il gruppo e a proporre attività adeguate all’età dei bambini e dei ragazzi.

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