La Parrocchia Santa Teresa del Bambin Gesù si trova in Via Cesare Battisti, 259, a Taranto, ed è una chiesa parrocchiale di rito romano. La prossima Messa è prevista per mercoledì 23 settembre alle ore 08:30.
La celebrazione eucaristica viene officiata nei giorni feriali alle ore 08:30 e 19:00, mentre la domenica sono previste Messe alle ore 08:30, 10:00, 12:00 e 19:00.

Informazioni principali
| Voce | Informazione |
|---|---|
| Nome | Santa Teresa del Bambin Gesu' |
| Tipologia | chiesa parrocchiale |
| Indirizzo | Via Cesare Battisti, 259 74100 Taranto TA Italia |
| Parroco | paolo oliva |
| Rito | rito romano |
| Telefono | 0997792238 |
Orari delle Messe
Gli orari delle celebrazioni riportati per la settimana comprendono una Messa feriale al mattino e una alla sera. La domenica l’orario è articolato in quattro celebrazioni, distribuite tra la mattina e la sera.
| Giorno | Orari |
|---|---|
| Martedì 22 Settembre | 08:30 19:00 |
| Mercoledì 23 Settembre | 08:30 19:00 |
| Giovedì 24 Settembre | 08:30 19:00 |
| Venerdì 25 Settembre | 08:30 19:00 |
| Sabato 26 Settembre | 08:30 19:00 |
| Domenica 27 Settembre | 08:30 10:00 12:00 19:00 |
| Lunedì 28 Settembre | 08:30 19:00 |
| Martedì 29 Settembre | 08:30 19:00 |
Calendario settimanale delle celebrazioni
Giorni feriali
Da lunedì a sabato sono indicate due celebrazioni: alle ore 08:30 e alle ore 19:00. La doppia fascia oraria permette di partecipare alla Messa al mattino oppure in serata.
Domenica
La domenica 27 settembre sono previste quattro Messe: alle ore 08:30, 10:00, 12:00 e 19:00. Le celebrazioni coprono diversi momenti della giornata.
La comunità parrocchiale
La missione ha il suo fondamento sull’unità del Corpo di Cristo. Essa scaturisce dal battesimo e dall’esperienza vissuta dell’appartenenza.
L’edificazione del Corpo di Cristo e la valorizzazione dei carismi costituiscono un riferimento per la vita della comunità. La grande famiglia umana rappresenta la condizione di partenza e l’ambito della missione.
Evangelizzare, educando, progettare percorsi educativi, per raggiungere la maturità della fede. Reinterpretare il presente e leggere i segni dei tempi.
I linguaggi della missione, il nostro territorio e la spiritualità della missione - cuore, interiorità, parola di Dio, azione e testimonianza - orientano il cammino pastorale.
Il Consiglio Pastorale parrocchiale
Si terrà domenica 14 settembre 2025, presso la parrocchia del Sacro Cuore di Statte, il Consiglio Pastorale parrocchiale che aprirà le attività formative in vista del nuovo anno.
Appuntamento per le ore 09.00 in parrocchia (a S. Teresa) per recarci insieme nel luogo dell'incontro.
Amore e unità nella vita della Chiesa
Lo Spirito del Signore, anima della vita della Chiesa, ha posato il suo genio creativo sul Cardinale Robert Francis Prevost, che dall’8 maggio è il nuovo successore dell’apostolo Pietro: Papa Leone XIV ha inaugurato il suo ministero universale il 18 maggio tracciando, come è suo stile, in modo lapidario, sintetico e deciso, le linee programmatiche del suo pontificato, programma a cui tutti i cattolici sono chiamati ad ispirarsi.
Nella scelta del nome, Egli ha fatto riferimento ad un altro grande pontefice della storia: Leone XIII, papa della Rerum Novarum che ha sollecitato la Chiesa e i cristiani a guardare alla questione operaia come ad un anello di congiunzione necessario tra la fede e la vita quotidiana. Da lui prese il via la Dottrina sociale della Chiesa.
Il nostro Leone XIV è stato chiamato a confermare nella fede i discepoli del Signore nel nostro tempo caratterizzato da una nuova rivoluzione culturale e sociale che comincia a manifestare i suoi problematici segnali: l’intelligenza artificiale, questa diventerà il leitmotiv della vita quotidiana in tanti suoi aspetti.
Nella mente e nel cuore di Leone XIV non può mancare, nella scelta del nome, il richiamo al grande papa San Leone Magno (390-461), coevo di Sant’ Agostino (354-431), padre e maestro di papa Prevost.
Erano i tempi della decadenza morale, sociale e politica dell’impero romano e la missione di Leone magno si caratterizzò per la difesa della fede cattolica nella formulazione e nella sistematizzazione delle verità di fede circa la doppia natura umano-divina del Signore Gesù e le relazioni nella Trinità tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, la cui opera confluì nel Concilio di Calcedonia (451), attingendo alla grande ricchezza filosofica e teologica del Vescovo di Ippona.
Inoltre divenne mediatore contro gli invasori barbarici, allontanando da Roma il pericoloso Attila e contribuendo alla rinascita sociale della comunità umana.
Anche il nostro tempo è pervaso da una malattia “mortale” che ammala l’uomo con un processo che sembra irreversibile: la perdita del “noi”. La relazione interpersonale, meraviglioso alveo naturale, in cui cresce, si sviluppa e si realizza la persona umana, necessita di nuova proposta e nuova vitalità.
Il corpo mistico di Cristo, la Chiesa, per noi discepoli, è il vissuto connettivo che tiene tutti uniti nell’amore.
Due le note di presentazione del ministero petrino di Leone XIV: custodire il deposito della fede nel rispetto della Tradizione, non adattando la verità al momento storico ma favorendo il dialogo e l’incontro dell’uomo con Cristo; mettersi in ascolto delle istanze con lo slancio del missionario che vuole fare incontrare ogni uomo con Cristo.
Uno stile che impegna tutti, pastori e laici, a tessere rapporti di fraternità e di comunione, per crescere tutti verso Cristo.
Il papa indica le modalità della missione: incarnare il Vangelo, rendere l’annuncio del Vangelo comprensibile e credibile per gli uomini del nostro tempo con uno stile di apertura e di accoglienza, perché non c’è nessuno aspetto, nessuna condizione di vita umana che non interessi all’amore di Dio.
Papa Leone mette in guardia il pastore da una tentazione, quella del condottiero solitario. Il pericolo, la tentazione all’autoreferenzialità è sempre in agguato; il battitore libero può conquistare l’attenzione, ma non il cuore degli altri, perché si autopropone, ma non annuncia il Vangelo, non mette in contatto con Cristo, ma non favorisce l’incontro con Il Signore.
La missione evangelizzatrice cerca missionari aperti, generativi, non chiusi nei propri schemi mentali, nel si è fatto sempre così, ma paci di dialogo e di coinvolgimento, perché il Vangelo risulti vitale per gli uomini.
Papa Leone XIV indica il fine della missione, del suo ministero e testimonianza di tutti i fedeli cattolici: l’unità.
L’unità non è uniformità, l’unità si nutre e rivela la comunione tra tutti i battezzati che sono uno in Cristo Gesù.
Unità, sinergia, corresponsabilità sono le condizioni per contribuire alla nascita di una nuova umanità.
L’unità è la condizione della fecondità della Chiesa; i cristiani uniti sono fermento fecondo per tutta l’umanità che ha bisogno di riconciliazione, scoprendo e sperimentando come le relazioni interpersonali, improntate al dialogo, al rispetto e alla ricerca della verità, possano dare vita a generazioni di persone nuove che fanno bella la convivenza umana.
Ecco il programma pastorale di Papa Leone XIV: camminare insieme, amarsi reciprocamente con le braccia aperte al mondo.
Scelta, responsabilità e discernimento
La vita dell’uomo è un dipanarsi quotidiano tra la chiamata a scegliere e la limitazione delle necessità. Sarà impegnativa questa operazione, sarà frequente la chiamata, certo è, proprio qui si misura e cresce la maturità e la responsabilità della persona.
Ci si domanda: in che misura l’uomo è libero di scegliere, e se vi sono limiti necessari imposti alla scelta. L’uomo cresce e matura in proporzione alla sua capacità di autodeterminarsi, alla sua capacità di compiere scelte libere e responsabili.
È evidente che c’è bisogno di un percorso educativo che aiuti la persona, fin dalla sua adolescenza, a educarsi a scelte concrete che esigono delle risposte e degli impegni immediati.
Nell’affacciarsi alla maturità umana, la persona è chiamata ad operare una scelta decisiva per la sua vita, la cosiddetta opzione fondamentale, che qualifica il proprium della sua identità e faccia sintesi del suo essere e del suo operare in ordine al valore che ritiene assoluto per sé.
Tale scelta fondamentale si manifesta e si realizza nelle scelte categoriali, scelte quotidiane, scelte programmate nel tempo, scelte operative che evocano la potenzialità della decisione originaria e attuano nel concreto in maniera progressiva la l’operosità dell’individuo.
Sarebbe opportuno soffermarsi sulla freedom of choose, la libertà di scelta, come diritto naturale dell’essere umano, come costitutivo della sua identità, dal momento che la libertà di scelta lo differenzia da tutti gli altri esseri viventi.
Nell’atto di autodeterminarsi concorrono due facoltà umane, l’intelligenza e la volontà. La prima da il criterio veritativo delle cose a partire dalla conoscenza, la seconda, supportata dal giudizio veritativo, spinge con la decisione all’azione per raggiungere l’oggetto compreso come vero e voluto come bene.
Pertanto, la libertà di scelta si distingue dalla capacità di scegliere. Quest’ultima suppone per l’essere umano la libertà da condizionamenti interni ed esterni, per lo più indipendenti dall’agire libero e volontario.
Qui si entra nella trattazione dell’atto umano da un punto di vista morale e psicologico. Ci interessa, invece, sottolineare la dinamica del discernimento, per determinarsi in una decisione libera e volontaria.
Il discernimento pone l’individuo nella condizione di distinguere ciò che è bene per sé, da ciò che è indotto dalla cultura e dal vivere sociale.
Etimologicamente discernimento deriva dal verbo latino cernere che significa separare, setacciare, valutare; di qui, capacità di giudicare rettamente, di valutare ciò che porta ad una scelta.
Il discernimento ha come punto valoriale di riferimento la scelta fondamentale. In altri termini, l’attività di discernimento mi conduce alla scelta a partire dal valore fondamentale della mia vita, dall’orientamento totalizzante della mia esistenza.
Nella scelta di fede, l’orientamento è la Parola, il Vangelo e questo diventa il discriminante delle proprie scelte.
Nel suo insegnamento Papa Francesco tante volte ha sollecitato i cristiani a compiere scelte, distinguendo ciò che è necessario da ciò che non lo è e per fare questo bisogna servirsi di un saggio discernimento.
Nella meditazione matutina a Santa Marta evidenzia la necessità di fermarsi e di scegliere per non essere trascinati dagli eventi quotidiani.
Il Vangelo è percorso da tante metafore e parabole che parlano del discernimento. Tra queste, Gesù parla del lavoro di selezione che i pescatori fanno dei pesci scegliendo i buoni e scartando i cattivi.
Talvolta ci si trova di fronte a situazioni di non facile discernimento e di conseguenza di dubbio e di incertezza sulla scelta da compiere.
Non è facile scegliere tra un bene più grande e un bene relativo, oppure non è semplice scegliere tra una necessità ineludibile e una volontà personale.
Il dilemma tra libertà e necessità è l’aut-aut tra volere e non potere.
La necessità di scegliere, se può sembrare un condizionamento o una limitazione della libertà, essa va compresa nell’ottica di un bene maggiore. Solo così la persona vi può aderire e fare propria una scelta inizialmente non voluta.
Quando si parla di necessità, bisogna tenere presente che si tratta di ‘necessità di’ scegliere o di ‘necessità di non’ scegliere.
Per questo è importante tener presente il criterio morale di riferimento nelle scelte categoriali. Certamente è utile riferirsi a quello del bene maggiore o del male minore, senza cedimenti quando si tratta di verità e di valori non negoziabili.
La testimonianza di Maria Santissima
Un esempio mirabile, carico di mistero, lo offre la testimonianza di Maria Santissima.
Ella è promessa sposa di Giuseppe, quando riceve l’annuncio dell’Angelo; essere promessa sposa nella legge ebraica comporta vivere in maniera fedele e senza possibilità di recedere durante il tempo del “fidanzamento” che non prevede ancora la coabitazione.
Si tratta comunque di una manifestazione chiara e libera di volontà dalla quale non si può tornare indietro.
Maria si trova di fronte al dilemma: non osservare la legge e obbedire all’Angelo, il discernimento di Maria: non voglio sbagliare, non voglio mettermi fuori dalla volontà di Dio e comprende che la sua scelta sta proprio nell’aderire al progetto di Dio o restare fedele a quanto la legge mosaica prescrive.
Appare con tutta la sua evidenza qual è il criterio, il valore di riferimento nel discernimento di Maria, nel quale era cresciuta: la fede e l’abbandono in Dio.
La sua mente si illumina, il suo cuore si tranquillizza alle parole dell’Angelo “nulla è Impossibile a Dio” e nell’amplesso di una fede radicale Maria pone la sua libertà e la sua volontà nella volontà salvifica di Javhè, certa che il Signore realizza il suo disegno di amore per l’umanità nel rispetto della libertà degli uomini che sono chiamati ad essere suoi collaboratori.
Pertanto, è possibile coniugare libertà di scelta con la necessità.
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