Palazzo Spada alla Regola: storia, architettura e visita

Palazzo Spada è uno dei palazzi storici più affascinanti di Roma, nel rione Regola, precisamente tra via Giulia e piazza Farnese. L’edificio è celebre per la ricchissima facciata cinquecentesca, per il cortile decorato, per la Galleria Prospettica realizzata da Francesco Borromini e per la Galleria Spada, che conserva una significativa collezione di pittura barocca.

Il palazzo ospita anche il Consiglio di Stato, quindi la visita degli ambienti monumentali è consentita solo compatibilmente con le attività istituzionali e previa richiesta scritta, mentre la Galleria Spada costituisce il principale percorso museale aperto al pubblico.

Dove si trova Palazzo Spada

All’angolo di una modesta piazza a metà strada tra il Tevere e Campo de’ Fiori, il delicato ornamento della facciata di Palazzo Spada introduce una delle architetture più ricche e problematiche dell’età barocca. Nel cuore del rione, sulla caratteristica Piazza Capodiferro, prospetta la maestosa facciata di Palazzo Spada.

Il rione Regola, è il VII rione della Capitale. Il suo nome deriva da “renula” o “arenula”, la bionda rena (sabbia) del Tevere che si depositava sulle sponde dando origine ad ampi arenili. Al suo interno sono custoditi diversi tesori. Numerose piazze, meravigliose chiese ed importanti palazzi, che hanno segnato la storia dell’arte e dell’architettura.

La piazza prende il nome dal cardinale Girolamo Capodiferro, che commissionò la realizzazione del palazzo nella prima metà del ‘500.

Palazzo Spada Piazza Capodiferro Roma

La storia di Palazzo Spada

La costruzione nel Cinquecento

La sua storia inizia nel 1548, in uno dei rioni più popolosi di Roma, il rione Regola, precisamente tra via Giulia e piazza Farnese. Il cardinal Girolamo Capodiferro, illustre personaggio della corte pontificia, discendente da una delle sei famiglie custodi della reliquia del Volto Santo, si appresta ad erigere il proprio palazzo di rappresentanza, a poca distanza da quello del pontefice.

Fu per volere del Cardinale Girolamo Capodiferro che verso la metà del 1500 alcuni edifici appartenenti alla sua famiglia di antica nobiltà, vennero sacrificati per avviare la costruzione del Palazzo, ad opera dell’architetto Bartolomeo Baronino. La costruzione si impianta su quella di un precedente edificio appartenuto a suoi antenati; l’architetto cui il cardinale affida l’impresa è probabilmente Bartolomeo Baronino, attivo tra le maestranze di Palazzo Farnese, mentre per la decorazione della facciata si affida al piacentino Giulio Mazzoni.

Edificato per volere del cardinale Girolamo Capodiferro (1502-1559), Palazzo Spada fu realizzato, a partire dalla fine del 1548, dall'architetto Bartolomeo Baronino (1551-1554) di Casale Monferrato, su edifici preesistenti della famiglia proprietaria. Venne quasi del tutto ultimato nel Giubileo del 1550, anche relativamente alle decorazioni in stucco che impreziosiscono la facciata e il cortile, la cui esecuzione era stata affidata a due botteghe artistiche specializzate, guidate rispettivamente da Giulio Mazzoni e Diego di Fiandra e da Tommaso del Bosco e Leonardo Sormani, e agli stessi cicli pittorici del Piano Nobile.

In pochi anni l’edificio era ultimato e raccoglieva l’eredità della più mite e armoniosa architettura del primo cinquecento, col suo ampio bugnato bramantesco al piano terra e la ricca decorazione superiore debitrice a Palazzo Branconio di Raffaello (a noi nota solo attraverso disegni).

I modelli architettonici e decorativi

Due i modelli: per l’architettura i richiami sono al vicino palazzo Farnese ( il bugnato piatto, il cornicione aggettante, lo stemma centrale ) mentre per la decorazione a stucco il rimando è alla facciata di Palazzo Branconio dell’Aquila di Raffaello (fatto demolire in occasione della costruzione del colonnato di S. Pietro).

La spesa affrontata dal cardinale fu degna di un re (“regio sumptu”) anche se probabilmente quello che riuscì a realizzare fu solo una parte del suo grandioso progetto includente anche altri edifici della famiglia, che però non gli furono ceduti.

Girolamo si rammaricò spesso di non essersi potuto godere fino in fondo il suo palazzo, a causa dei continui viaggi in cui fu impegnato; muore poco dopo, il 2 dicembre 1559 in Vaticano, durante il conclave con cui stava per essere eletto Pio IV.

Quando nel 1559 il cardinale Capodiferro morì, la madre Bernardina e il nipote Pietro Paolo Mignanelli, ereditarono il palazzo.

L’acquisto da parte del cardinale Bernardino Spada

Il Palazzo nel 1632 è acquistato dal cardinale Bernardino Spada, e nonostante le parole con cui il fratello Virgilio si complimenta con lui per aver “trovato un palazzo così finito, che non ci potrà porre un mattone di vantaggio seppure lo volesse”, il cardinale inizia da subito diversi lavori che si protrarranno per ben trent’anni, fino alla sua morte.

Nel 1632 il cardinale Bernardino Spada lo acquistò dai Capodiferro per 31.500 scudi. Nei trent’anni in cui abitò il palazzo, il cardinale Spada spese altri 55.000 scudi per trasformare e abbellire artisticamente il palazzo.

Nel secolo successivo, il Palazzo Capodiferro passò al Cardinale Bernardino Spada (1594-1661) che, fin dall’atto dell’acquisto, diede inizio a una serie di lavori che ebbero durata trentennale che lo dotarono di un nuovo e più godibile aspetto.

Ristrutturazioni e abbellimenti furono affidati agli artisti più illustri del tempo, tra cui: Paolo Maruscelli, Girolamo Rainaldi, Gian Lorenzo Bernini, Vincenzo della Greca e Francesco Borromini.

Nel 1632 il Cardinale Bernardino Spada acquistò il Palazzo e aprì una fase di rinnovamento ed accrescimento della costruzione che proseguì anche coi suoi successori, e vide l’intervento di numerosi pittori e architetti tra cui quello decisivo di Francesco Borromini e del suo fedele Francesco Righi, imprimendo nell’opera un fortissimo carattere barocco attraverso ricchezze uniche al mondo, come la famosa Galleria Prospettica.

Le trasformazioni successive

L’ultimo capitolo della storia artistica del Palazzo si apre in età neoclassica che lo vede impreziosirsi di decorazioni in numerosi ambienti del piano nobile.

Ma Bernardino e Virgilio Spada sono soprattutto gli artefici della collezione di opere d’arte ospitata all’interno del palazzo, arricchita in seguito al matrimonio del nipote con Maria Varalli.

La facciata di Palazzo Spada

E’ la facciata a catturare immediatamente l’attenzione; qui otto nicchie accolgono statue di illustri personaggi dell’antica Roma, le cui gesta sono descritte nei riquadri in alto.

La facciata di Palazzo Spada è forse la più articolata e ricca del Cinquecento romano. Il pianoterra è ornato da un bugnato regolare, su cui si aprono il portone centrale e otto finestre. Altre nove finestre si alternano a nicchie nel piano superiore.

La ricca facciata presenta delle nicchie incorniciate da ghirlande di fiori e frutta e grottesche al cui interno sono posizionate delle statue di Uomini Illustri per la storia di Roma, tra cui Romolo, Cesare e Traiano; l'ultimo piano, invece, dei riquadri con la sintesi delle principali imprese degli Uomini Illustri.

Ogni nicchia contiene una statua in stucco che raffigura rispettivamente (da sinistra verso destra): Traiano, Gneo Pompeo, Fabio Massimo, Romolo, Numa, Marcello, Cesare e Augusto.

Nel piano ammezzato, caratterizzato da festoni, cariatidi e puttini, le otto finestrelle si intervallano a medaglioni che includono un cane vicino a una colonna ardente, su cui si snoda un nastro con il motto del cardinale Capodiferro. Al centro, un grande stemma della famiglia Spada. All’ultimo piano, tra le nove finestre, vi sono dei riquadri con iscrizioni relative alle statue in stucco sottostanti.

La zona centrale è occupata da tondi raffiguranti un cane presso la “columna ignis”, avvolta in un nastro con su scritto “utroque tempore”, a simboleggiare la fedeltà del cardinale al progetto salvifico di Dio. Al centro lo stemma della casata retto da due Virtù, poi sostituito da quello della famiglia Spada, e tutt’intorno festoni e fregi.

Dettagli della facciata di Palazzo Spada

Il cortile interno e le decorazioni

A far da contrappunto alla facciata è la decorazione del cortile interno (al quale è possibile accedere) dove, in undici nicchie, sono collocate altrettante statue di personaggi mitologici e lungo tutto il perimetro si svolgono raffinati fregi con scene di caccia e una centauraomachia.

In facciata 8 nicchie ospitano statue di uomini illustri della storia di Roma; nel cortile interno altre 12 nicchie accolgono le divinità pagane.

Al piano nobile, i dipinti e gli stucchi muovono dalle Metamorfosi di Ovidio alla vita della Madonna e di Cristo, insieme ad scene della classicità con soggetto Achille o Enea.

La Galleria Prospettica di Borromini

L’opera più sorprendente è senz’altro il colonnato prospettico che affidò al Borromini, tutt’ora visibile nell’atrio del cortile e di cui tanto è stato scritto.

Il Giardino Segreto del palazzo conserva il più spettacolare artificio barocco di Roma, la Colonnata (o Prospettiva) illusionistica realizzata nel 1653 da Francesco Borromini per il cardinal Bernardino Spada.

La famosa Galleria Prospettica del Borromini

All’interno del palazzo, si trova la celebre Galleria Prospettica attribuita al Borromini, ideata in realtà dal padre agostiniano Giovanni Maria di Bitonto. Costruita nel 1653, capolavoro del barocco romano.

Fu probabilmente Virgilio a fare da mediatore tra Borromini e il fratello, dopo che nel ‘46 aveva ricevuto da Papa Innocenzo X l’incarico di sovrintendere ai grandi lavori di San Giovanni in Laterano.

Come funziona l’illusione prospettica

Raffinato monito morale a chi troppo si fida delle apparenze del mondo, la Colonnata trae in inganno lo spettatore per le sue dimensioni in realtà molto diverse da come sono percepite dall'occhio, essendo l'abile prodotto di calcoli matematici e prospettici.

Grazie al posizionamento del pavimento in salita e alla convergenza delle pareti, il grande architetto ottiene l’effetto di uno spazio molto più profondo rispetto a quello reale di soli 9 metri di lunghezza. Un incredibile e unico trompe l’œil architettonico.

Il gusto barocco del Cardinale Spada si esprime nel Salone di Pompeo, le cui pareti ospitano finte prospettive architettoniche, esercizi di manipolazione della percezione che culminano nell’illusoria Galleria Prospettica di Borromini, la quale inquadra una statua al termine di uno stretto camminamento coperto a botte, sapientemente ridotto in progressione nell’altezza e nelle dimensioni delle colonnine, restituendo l’impressione che il percorso sia di 30 metri pur essendo nella realtà di circa 8 metri.

Galleria prospettica Borromini Palazzo Spada

La meridiana catottrica

Grazie all’ingegno del matematica Emmanuel Maignan, il Cardinale Spada potè donare al palazzo una delle più importanti Meridiane catrottiche, dipinta sulla volta da Giovanni Battista Magni, la quale segnava l’ora non per mezzo dell’ombra dello stilo gnomonico come nei più antichi e tradizionali orologi solari, ma con un punto di luce specularmente riflesso.

Lo specchietto tuttavia, posto sulla finestrella sormontata dallo stemma di Bernardino Spada, è andato perduto.

La Galleria Spada e la collezione d’arte

Al primo piano del Palazzo, in un'ala seicentesca, è ubicata la Galleria Spada che, all’interno di quattro Sale, ospita una celebre collezione di pittura barocca, creata nel corso del Seicento dai cardinali Bernardino e Fabrizio Spada.

Al primo piano del Palazzo, in un ala Seicentesca, è ubicata la Galleria Spada che ospita una celebre collezione di pittura barocca, gran parte della quale proveniente dalle collezioni di Bernardino Spada, Fabrizio Spada e dell’ereditiera, moglie di Orazio Spada, Maria Veralli.

Il vero pregio di questa raccolta, che ospita grandi capolavori, è di conservare perfettamente il caratteristico aspetto decorativo delle collezioni del Seicento. Una visita alla Galleria non smentirà le promesse di decoro e magnificenza fatte dalla elegante facciata.

La collezione venne ricostituita in seguito agli eventi della Seconda Guerra mondiale e comprende dipinti (del XVII e XIII secolo), sculture antiche, arredi e mobili d’epoca, oltre a conservare opere di Guercino, Tiziano, Parmigianino, Guido Reni, Giovan Battista Gaulli detto Baciccio, Orazio Gentileschi, Artemisia Gentileschi, Brueghel il Vecchio.

Il palazzo ospita al suo interno l’importante collezione artistica del cardinale Spada: la Galleria Spada. Dove è possibile ammirare alcune opere di Tiziano, del Guercino, di Guido Reni, Annibale Carracci, Rubens e Artemisia Gentileschi.

Sale della Galleria Spada collezione barocca

La visita a Palazzo Spada

Il magnifico edificio è anche la sede del Consiglio di Stato.

Nel piano nobile del palazzo, occupato dal Consiglio di Stato, la Galleria degli Stucchi, la Sala di Pompeo ed altre sale non visitabili.

Palazzo Spada ospita il Consiglio di Stato. Pertanto le visite del Piano Nobile sono consentite solo compatibilmente con le attività istituzionali e previa richiesta scritta.

Il cortile interno è accessibile, mentre per conoscere le modalità di visita degli ambienti monumentali e della Galleria Prospettica è necessario consultare le indicazioni ufficiali relative alle visite di Palazzo Spada.

Informazioni essenziali

InformazioneDato
IndirizzoPalazzo Spada, Piazza Capo di Ferro, 13
ZonaRione Regola, Roma
Coordinate41° 53' 39.3324" N, 12° 28' 19.11" E
Attività istituzionaliIl palazzo ospita il Consiglio di Stato
Visita del Piano NobileConsentita solo compatibilmente con le attività istituzionali e previa richiesta scritta

Per info, contatti, orari e acquisto biglietti: Galleria Spada.

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