Padre Pio sul Rosario e il diavolo: la preghiera come arma spirituale

«Il Rosario è la mia preghiera prediletta. Preghiera meravigliosa! Meravigliosa nella sua semplicità e nella sua profondità». Così Padre Pio definiva il Rosario. Il frate cappuccino scoprì il gran­de valore del Rosario, dopo averne recitati centinaia.

Il Rosario, per Padre Pio, era l’arma per combattere il demonio e per arrivare al cielo. Egli lo considerava una preghiera capace di sostenere la fede, alimentare la speranza, ravvivare l’amore per Dio e accompagnare il cristiano nella lotta contro le tentazioni.

Il Rosario, preghiera prediletta di Padre Pio

Quando non celebrava la Santa Messa, si vedeva questo grande uomo, sempre con la Corona in mano. Quante Corone ne recitava al giorno? Moltissime, perché si tratta di un uomo che scoprì il valore della preghiera, diventando Lui stesso preghiera.

Padre Pio fu un uomo di preghiera. Pregava incessantemente, recitava costantemente il rosario e viveva in incessante unione con Gesù e con la Vergine Maria. Questa vita di preghiera era la vita della sua anima, era la fonte da cui il padre stigmatizzato traeva la forza per continuare la sua missione.

Considerando quanto Padre Pio fosse attaccato alla recita del Santo Rosario, è opportuno domandarsi quali motivi lo abbiano spinto a prediligere questa preghiera su tutte le altre, a riporre in essa tanta fiducia e a trovarvi una fonte inesauribile di consolazione, illuminazione e sostegno spirituale.

Il Santo del Gargano attribuiva grande importanza alla recita del Santo Rosario per il suo valore teologale; definiva, infatti, questa preghiera «la sintesi della nostra fede, il sostegno della nostra speranza, l’esplosione della nostra carità».

Era così devoto e convinto dell’efficacia, che diceva: «Il Rosario è la sintesi della nostra Fede, l’esplosione del nostro amore, il sostegno della nostra speranza».

La sintesi della fede e l’insegnamento di Maria

Il Rosario è una preghiera che conduce al cuore del Vangelo e mantiene il credente rivolto a Gesù attraverso la contemplazione dei misteri della sua vita. «Il Rosario è il compendio di tutto quanto il Vangelo» (Papa Pio XII).

Per Padre Pio, la devozione mariana non era separata da Cristo, ma rappresentava una via per avvicinarsi a lui. «Recitare il rosario è porre, come Maria, Gesù nel proprio cuore» (Papa Benedetto XVI).

Al Padre Guardiano che un giorno gli chiese spiegazione del perché il Rosario era diventata la sua preghiera interminabile, disse: «Se l’Immacolata a Lourdes e ancora più il Cuore Immacolato a Fatima hanno raccomandato con insistenza la preghiera del Rosario, non significa forse che il Rosario ha un valore eccezionale per noi e per i nostri tempi?»

Secondo Padre Pio il Rosario era anche una sorta di antidoto che la Madonna ci ha consegnato contro Satana e le sue tentazioni. «Pregatelo spesso appena potete - ripeteva Padre Pio - Satana cerca di distruggere questa preghiera ma non ci riuscirà mai. E’ una preghiera che regna su tutto e su tutti. Lei ci ha insegnato a pregare con il Rosario, come Gesù ci ha insegnato a pregare Nostro Padre nei Cieli».

Il Rosario, per Padre Pio, era una preghiera ricevuta e raccomandata dalla Madonna, così come il Padre nostro è stato insegnato da Gesù. La sua efficacia veniva quindi collegata alla fede, alla fiducia nell’intercessione di Maria e alla perseveranza quotidiana.

Perché Padre Pio recitava così tanti Rosari

Padre Pio recitava moltissimi Rosari al giorno. Ripeteva ai suoi figli spirituali: «Amate la Madonna e fatela amare. Recitate sempre il suo Rosario e recitatelo bene, con devozione. Satana mira sempre a distruggere questa preghiera, ma non ci riuscirà mai. È la preghiera di Colei che trionfa su tutti. È la Madonna che ce l'ha insegnata, come Gesù ci ha insegnato il Pater noster».

Sia quando ero studente che da sacerdote, Padre Pio, nelle confessioni, mi ha sempre raccomandato di recitare il Rosario. Egli lo recitava continuamente, tutti i giorni. Aveva sempre la corona fra le mani o la sgranava nella pettorina.

Raccomandava a tutti, con insistenza, la recita di questa pia pratica per ottenere grazie dalla Madonna ed aiuto contro le tentazioni. Il Padre recitava moltissimi Rosari al giorno.

Un episodio raccontato da fra Daniele mostra quanto fosse intensa la sua perseveranza nella preghiera:

Padre Pio, generalmente, lasciava la porta della sua stanza socchiusa, perciò si poteva vedere se era a letto o alzato. Una sera mi affaccio e noto che il Padre è ancora seduto al tavolino, con la corona del Rosario tra le mani.

Entro e gli dico: «Padre, ancora in piedi?». Risponde: «Eh sì figliolo, devo dire ancora il Rosario». Resto meravigliato e, facendomi coraggio, riprendo: «Possibile Padre che oggi non avete avuto il tempo di recitare il Rosario?»

Mi risponde: «Ne ho detti pochi; oggi non sono arrivato a dirne neppure una trentina».

La risposta mostra il criterio con cui Padre Pio valutava la propria giornata di preghiera: anche molte decine potevano sembrargli poche rispetto al desiderio di pregare e alla responsabilità che avvertiva verso i suoi figli spirituali.

La corona come arma contro il demonio

La corona del Santo Rosario era anche, come amava definirla, la sua arma contro gli attacchi del nemico. Una sera, infatti, avendo dimenticato la corona, chiese a Padre Onorato di prendergli l’arma. A lui che non lo capiva, aggiunse: «La corona è la mia arma».

Il santo Rosario è un’arma talmente potente per sconfiggere il demonio che quando si recita con il cuore il diavolo viene sconfitto. Padre Livio Fanzaga spiega che «Maria ci chiede di pregare ogni giorno il Rosario per combattere Satana, il Rosario è l’arma per la vittoria».

Per lei è molto importante perché è possibile sconfiggere il peccato con il Rosario in mano: un modo per dire al demonio che apparteniamo alla Madonna. Il Rosario è l’arma privilegiata della Madonna contro Satana perché è una sintesi della fede cristiana.

Le 10 ave Maria rendono presente la sua intercessione, la sua potenza di grazia. la Madonna ci dice proprio che il Rosario è una corona di fiori che ci lega a Maria».

La corona, tuttavia, non viene presentata come un oggetto magico o come un gesto separato dalla fede. La sua forza spirituale è legata alla preghiera pronunciata con devozione, alla meditazione dei misteri, alla fiducia in Dio e alla volontà di vivere secondo il Vangelo.

Padre Pio con corona del Rosario

Il Rosario e la trasformazione del cuore

Gli elementi che rendono potente la preghiera del Rosario contro Satana sono due. Primo: «Il Rosario è il compendio di tutto quanto il Vangelo» (Papa Pio XII). Il secondo elemento è che il Rosario è una preghiera ripetitiva, costante e questa provoca una trasformazione del cuore.

Facendo riferimento in particolare all’esortazione apostolica di Paolo VI Marialis cultus e al costante insegnamento di San Giovanni Paolo II, fra Carlin ricorda gli elementi che rendono portentosa la preghiera del rosario contro satana.

«Sono due. Primo: è una preghiera che esprime venerazione ed amore alla madre di Dio che porta a Gesù. Onore alla Santissima trinità che viene invocata cinque volte all’interno di una serie del rosario, onore al Padre perché si recita il Padre nostro.

E soprattutto c’è un elemento di riflessione legato al Vangelo inserito in ogni mistero del rosario. Il secondo elemento è umano. Il rosario è una preghiera ripetitiva, costante e questa provoca delle trasformazioni vere e proprie.

Chi inizia il rosario arrabbiato lo termina sereno».

E tutto ciò fa male al demonio perché cambia e converte i cuori. Il Rosario orienta progressivamente i pensieri verso Dio, richiama le parole del Vangelo e aiuta a passare dall’agitazione alla fiducia, dalla paura alla speranza, dalla tentazione alla decisione di rimanere fedeli.

La lotta spirituale secondo Padre Pio

San Padre Pio di Pietrelcina ha avuto molte battaglie personali con il diavolo (e anche con i diavoli) nella sua vita. I suoi rapporti con Satana erano così prolifici e inquietanti che scriveva spesso di lui in lettere.

Questi incontri ebbero un profondo effetto sull’umile frate. Ha spesso usato le sue esperienze per consigliare coloro che erano sotto la sua cura spirituale, e i suoi pensieri su come affrontare il diavolo sono altrettanto rilevanti oggi come lo erano quando ne ha parlato nel secolo scorso.

Nella nostra vita quotidiana, sia al lavoro, a casa o fuori con i nostri amici, affrontiamo battaglie mentre ci troviamo di fronte al peccato e alla tentazione.

Padre Pio aveva una grande esperienza nella lotta contro Satana e i demoni, poiché fin dall'infanzia subì diversi attacchi e dovette confrontarsi con il male. Lo ha sempre fatto confidando completamente in Gesù, nella Madonna e con l'aiuto del suo angelo custode.

Il Padre Cappuccino ha quindi molto da insegnarci su come combattere le nostre battaglie nel corso della vita. «L’anima umana è il campo di battaglia tra Dio e Satana».

«Il diavolo è come un cane rabbioso legato a una catena; al di là della catena, non può catturare nessuno. State lontano da lui. Se vi avvicinate troppo, verrete catturati. Ricordatevi che il diavolo ha una sola porta per entrare nel nostro interno: la nostra volontà. Non ci sono porte nascoste o segrete».

«Il demone ha una sola porta attraverso la quale entrare nella nostra anima: la volontà; non ci sono porte segrete. Nessun peccato è un peccato se non commesso con la volontà. Quando non c’è azione della volontà, non c’è peccato, ma solo debolezza umana».

«Il diavolo è come un cane rabbioso legato a una catena; oltre la lunghezza della catena non può afferrare nessuno. E tu: mantieni le distanze. Se ti avvicini troppo, ti lasci prendere».

Non avere paura del maligno

Padre Pio non intendeva alimentare una paura ossessiva del demonio. Il suo insegnamento insisteva piuttosto sulla vigilanza, sulla distanza dal peccato e sulla fiducia nella presenza di Gesù.

«Non abbiate paura: Gesù è più potente dell’Inferno, e alla menzione del Suo Nome tutte le ginocchia si piegano in Cielo, in Terra ed all’Inferno. Gesù è la Consolazione dei buoni e il Terrore degli empi».

«Non lasciare che le molte insidie di questa bestia infernale ti spaventono. Gesù, che è sempre con te e che combatterà con e per te, non ti permetterà mai di essere ingannato e sopraffatto».

«Gesù è sempre con te, anche quando non senti la sua presenza. Non è mai così vicino a te come lo è durante le tue battaglie spirituali. È sempre lì, vicino a te, incoraggiandoti a combattere la buona battaglia; è lì per scongiurare i colpi del nemico in modo da non farti male».

Padre Pio usava dire che il diavolo è una creatura cattiva, malvagia, perfida costituzionalmente, ma resta sempre un angelo, decaduto sì ma dotato di una intelligenza superiore a quella degli uomini, anche se pervertita.

«Il Diavolo non vuole perdere questa battaglia. Prende molte forme. Da diversi giorni, è apparso con i suoi fratelli che sono armati di manganelli e pezzi di ferro. Una delle difficoltà è che appaiono in molti travestimenti…»

«Ricorda questo: se il diavolo fa rumore, è un segno che è ancora fuori e non ancora dentro. Ciò che deve terrorizzarci è la sua pace e la sua concordia con l’anima umana. Ciò che viene da Satana inizia con la calma e finisce con tempesta, indifferenza e apatia.»

Il Rosario come preghiera di protezione

Il Rosario era da lui considerato anche la chiave del Paradiso. Ancora a Padre Pellegrino disse, in un’altra occasione: «Tu che consideri il Rosario come una preghiera adatta solo per le vecchiette, prendi questa corona e considerala, proprio per la sua apparente, straordinaria inutilità, come uno “strumentuccio” per spalancare le porte del Cielo».

Le porte del Cielo vengono spalancate con la recita del Rosario anche alle anime purganti, infatti, a Cleonice Morcaldi, regalando un giorno una corona del Rosario a cui erano annesse le indulgenze plenarie, concesse da san Pio X, Padre Pio disse: «Ti affido un tesoro, sappilo tesoreggiare; aiutiamo le anime del Purgatorio, svuotiamo quel carcere».

Un altro motivo per la recita della preghiera del Santo Rosario si può desumere da ciò che accadde un giorno a Padre Guglielmo Alimonti mentre si trovava nel coro della chiesa di San Giovanni Rotondo, in attesa di poter parlare con Padre Pio che era tutto assorto in preghiera.

Dopo aver atteso circa un’ora, infatti, Padre Guglielmo cercò di farsi notare dal suo santo confratello e gli fece capire che necessitava di un suo consiglio. In risposta, Padre Pio agitandogli leggermente la corona innanzi al viso disse: «Che vuoi? Questa devi dire! Da questa il consiglio».

La spiegazione di queste parole di Padre Pio possiamo trovarla in ciò che lo stesso Santo raccomandò un giorno a Padre Pellegrino, dicendogli: «Sii devoto della Madonna. Umiliati di fronte alla Mamma celeste. E allora avrai davvero una Consigliera impareggiabile. Altro che Padre Pio.

La Madonna, infatti, tiene aperto uno spioncino sui decreti della Santissima Trinità. E solo attraverso il suo meraviglioso spionaggio materno capiremo un poco certi misteri dell’anima nostra».

Il Rosario nelle tentazioni

Padre Pio ha insegnato anche ai ragazzi affidati a lui per la prima formazione religiosa la potenza del Rosario contro gli assalti del nemico infernale.

Le seguenti parole dette loro da Padre Pio per indicare la causa di certi rumori notturni e di un suo occhio gonfio e dolorante, ci sono pervenute grazie alla testimonianza di Padre Emilio da Matrice:

«Il tizio - un collegiale di cui disse anche il nome - era in preda ad una forte tentazione contro la purezza e, mentre invocava la Madonna, spiritualmente invocava anche il mio aiuto. Immediatamente corsi in suo sollievo e, sorretti dalla corona della Madonna, abbiamo vinto.

Il ragazzo tentato, libero dalla tentazione, si addormentò fino al mattino, mentre io sostenni la lotta, fui bastonato, ma ho vinto la battaglia».

Questo racconto collega la recita del Rosario alla richiesta di aiuto alla Madonna nel momento concreto della tentazione. La corona diventa il segno di una scelta: non assecondare il male, ma invocare Cristo e Maria, mantenendo la volontà orientata al bene.

Il sogno dell’arma consegnata dalla Madonna

Che il Rosario sia da considerarsi un’arma di difesa, Padre Pio lo apprese anche da ciò che egli stesso definì “un sogno”:

«Una sera - racconta - ero in coro a pregare, quando fui disturbato da grida che provenivano dal piazzale della chiesa. Mi sono affacciato dalla finestra del coro e mi si è presentata alla vista una moltitudine di esagitati che gridavano: “Abbasso Gesù, abbasso Padre Pio”.

Allora mi ritirai e, parlando alla Madonna, riferii a Lei quanto avevo visto e sentito: mi diede un’arma piccola, piccola che si poteva tenere in tasca o nasconderla tra i capelli, mettendola al collo.

Sono ritornato alla finestra ed ho mostrato quest’arma, agitandola sotto gli sguardi di quei forsennati: sono stramazzati tutti per terra, tramortiti. A quel punto mi sono rimesso a pregare.

Ma dopo un po’ ho sentito ancora un vocio diffuso, proveniente sempre dal piazzale. Mi sono detto: “Sono ancora vivi?”. Mi sono affacciato ed ho visto tanta, tanta gente.

Ho chiesto: “Chi siete?”. Gridarono: “Viva Gesù, viva la Madonna, viva Padre Pio”. “Ah, siete i miei figli? Allora fate i buoni cristiani, recitate sempre il Rosario e nessuno vi torcerà un capello”».

La testimonianza della lotta contro Satana

Padre Pio ebbe modo di sperimentare una tale intelligenza, subdolamente sottile. E la sperimentò in modo del tutto singolare, come racconta Padre Pio a padre Tarcisio da Cervinara.

Satana un giorno si è confessato da Padre Pio.

«Una mattina mentre stavo confessando gli uomini mi si presenta un signore alto, snello, vestito con una certa raffinatezza e dai modi garbati, gentili. Inginocchiatosi questo sconosciuto incomincia a palesare i suoi peccati che erano di ogni genere contro Dio, contro il prossimo, contro la morale: tutti aberranti.

Mi colpì una cosa. Per tutte le accuse, anche dopo la mia riprensione, fatta adducendo come prova la parola di Dio, il magistero della Chiesa, la morale dei santi, questo enigmatico penitente controbatteva le mie parole giustificando, con estrema abilità e con ricercatissimo garbo, ogni genere di peccato, svuotandolo di qualsiasi malizia e cercando allo stesso tempo di rendere normali, naturali, umanamente indifferenti tutti gli atti peccaminosi.

E questo non solo per i peccati che erano raccapriccianti contro Dio, Gesù, la Madonna, i Santi, che indicava con perifrasi irriverenti senza mai nominarli, ma anche per i peccati che erano moralmente tanto sporchi e rozzi da toccare il fondo della più stomachevole cloaca.

Le risposte, che questo enigmatico penitente dava di volta in volta alle mie argomentazioni, con abile sottigliezza e con ovattata malizia, mi impressionavano. Tra me e me, domandandomi, dicevo: “Chi è costui? Da che mondo viene? Chi sarà mai?”.

E cercavo di fissarlo bene in volto per leggere eventualmente qualcosa tra le pieghe del suo viso; e allo stesso tempo aguzzavo le orecchie a ogni sua parola in modo che nessuna di esse mi sfuggisse per soppesarle in tutta la loro portata.

A un certo momento, per una luce interiore vivida e fulgida percepii chiaramente chi era colui che mi stava dinanzi. E con tono deciso e imperioso gli dissi: “Di’ viva Gesù, viva Maria”.

Appena pronunziati questi soavissimi e potentissimi nomi, satana sparisce all’istante in un guizzo di fuoco, lasciando dietro a sé un insopportabile irrespirabile fetore».

Il racconto rappresenta simbolicamente una delle modalità attribuite al tentatore: la capacità di giustificare il peccato, svuotandolo della sua gravità e presentandolo come normale, inevitabile o privo di conseguenze.

La confessione e la liberazione dal peccato

La lotta furibonda che doveva sostenere l’inerme frate di Pietrelcina contro il corazzatissimo principe del male appariva tangibile quando il padre, nell’amministrazione del Sacramento della riconciliazione, dovevi impartire l’assoluzione.

Tutti i penitenti hanno visto con quanta fatica, sforzo, strazio, pronunciava la formula dell’assoluzione sacramentale. Era un momento in cui lo spasimo lancinante, che lacerava da banda banda il suo sensibilissimo cuore, era avvertito visibilmente.

Padre Pio, tramite l’irruenza della grazia di Gesù tra le mani, scacciava il diavolo delle anime, distruggendo i n esse il peccato, immettendo allo stesso tempo nel cuore lo Spirito Santo, che faceva ritornare le creature ad essere figli di Dio.

Se nell’impartire l’assoluzione Padre Pio sentiva in sé lo spasmo e le doglie del parto, dopo aver pronunciato la formula dell’assoluzione, egli ritornava sereno, bello sul viso, acceso di fuoco, gioioso, perché un’anima era entrata a far parte della famiglia divina.

La preghiera del Rosario, in questa prospettiva, non è separata dai sacramenti e dalla vita cristiana. Papa Francesco ci ha esortato a rivolgerci alla preghiera e ai sacramenti, come ha fatto Padre Pio:

«Padre Pio si immerse nella preghiera per aderire sempre meglio ai piani divini. Attraverso la celebrazione della Santa Messa, che costituiva il cuore del suo giorno e la pienezza della sua spiritualità, raggiunse un alto livello di unione con il Signore. Durante questo periodo, ricevette speciali doni mistici dall’alto, che precedettero la manifestazione nella sua carne dei segni della Passione di Cristo».

Il demonio come cane legato alla catena

Il diavolo, diceva Padre Pio, è un cane che abbaia. E’ legato: morde solamente chi incautamente gli si avvicina. Egli è forte con i deboli ma è vigliacco con i forti.

Inoltre esortava ripetutamente le anime che gli venivano affidate da Gesù a non temere Il maligno, incitandoli addirittura a disprezzarlo, non dandogli retta; vuole addirittura che lo si maledica.

Questa immagine ritorna in una delle sue raccomandazioni più note: il demonio ha una forza limitata e non può oltrepassare il limite che la persona gli concede avvicinandosi al male.

«Il diavolo è come un cane rabbioso legato a una catena; al di là della catena, non può catturare nessuno. State lontano da lui. Se vi avvicinate troppo, verrete catturati».

La vigilanza, quindi, non significa vivere nella paura, ma riconoscere il pericolo, non giocare con la tentazione e non concedere alla volontà di aderire al peccato.

La fiducia in Gesù e nella Madonna

Padre Pio, come tanti santi prima di lui, ci ricorda la forza della perfetta fiducia in Dio, nella sua bontà, nella sua misericordia. La fiducia è la chiave che apre il cuore di Dio.

«Il Cuore e le Braccia di Dio si aprono più ampiamente man mano che ci rimpiccioliamo, attraverso la fiducia».

«Riponete spesso la vostra fiducia nella Divina Provvidenza e siate certi del Signore che vi protegge».

La potenza della preghiera mariana contro tutti gli assalti del nemico infernale è stata indicata da Padre Pio in modo particolarmente incisivo a Padre Agostino, quando gli scrisse:

«Vi dicevo poc’anzi che la forza di satana, che mi combatte, è terribile, ma viva Dio, poiché egli ha posto la causa della mia salute, l’esito della buona vittoria nelle mani della nostra celeste Madre.

Protetto e guidato da una sì tenera Madre, rimarrò a combattere fino a quando Dio vorrà, sicuro e pieno di confidenza in questa Madre di non soccombere giammai.

Quanto, o Padre, è lontana la speranza della vittoria, guardata dalla terra d’esilio, come è vicina, guardata dalla casa di Dio sotto la protezione di questa Madre santissima».

Nel pensiero di Padre Pio, la fiducia in Dio e l’affidamento a Maria non eliminano necessariamente la prova, ma sostengono il credente durante la lotta e lo aiutano a non soccombere.

Il Rosario e la speranza del Paradiso

Un ultimo motivo che spingeva Padre Pio alla recita del Santo Rosario era la partecipazione al gaudio del Paradiso.

Un giorno, infatti, per far capire cosa avviene in Cielo alla recita di ogni Ave Maria, di cui il Santo Rosario è composto, Padre Pio riferì le parole che un suo confratello morto da poco gli disse in uno dei suoi “sogni particolari”:

«Per ogni Ave Maria, che dalla terra sale al cielo, tutto il Paradiso, palpitando, festeggia irripetibile la Madre di Dio. Io son venuto a te - gli disse questo confratello - per recitare insieme il saluto a Maria e farti partecipare per un po’ alla gioia degli angeli e dei santi».

In effetti, quando gli uomini nel ripetere la Salutazione angelica riconoscono le meraviglie della grazia operate da Dio in Maria e ne chiedono la potente intercessione, determinano l’esultanza del Paradiso e si uniscono ad essa, perché in tal modo essi accettano la sapiente e imperscrutabile volontà salvifica di Dio.

Le parole dei santi sull’efficacia del Rosario

San Giovanni Bosco diceva a tutti: «Il Rosario è la preghiera che Satana teme di più. Con quelle Ave Maria si possono abbattere tutti i demoni dell’Inferno».

Ma sono tantissime le raccomandazioni dei santi sull’efficacia del Rosario, attraverso le quali ci incoraggiano a perseverare nel recitarlo ogni giorno con fedeltà e perseveranza.

  • «Il Rosario è una lunga catena che lega il cielo alla terra… con il Rosario si può ottenere tutto», diceva santa Teresa di Lisieux.
  • «Non c’è nessun problema, non importa quanto difficile, che non possiamo risolvere con il Rosario», parola di suor Lucia di Fatima.
  • «Recitare il rosario è porre, come Maria, Gesù nel proprio cuore» (Papa Benedetto XVI).

Il demonio stesso durante un esorcismo rivela la potenza straordinaria del Rosario e gli effetti devastanti che produce su di lui: «Ogni Ave è come una mazzata sul mio capo; se i cristiani conoscessero la potenza del Rosario per me sarebbe finita».

Padre Candido Amantini, esorcista, testimonia la potenza del Rosario durante un esorcismo: «Stavamo pregando il Rosario quando, presa da Satana, Giovanna mi strappa la corona facendola a pezzi, sibilando: “Voi e la vostra devozione da vecchiette!”.

In quell’istante padre Candido mette una corona del rosario al collo di Giovanna che torce il collo: “Come mai hai paura della devozione delle vecchiette?”, lo sfida padre Candido. Satana risponde gridando: “Mi vince”».

Il testamento spirituale di Padre Pio

Nel suo ultimo insegnamento diceva a tutti i suoi figli spirituali: «Questo è il mio testamento e la mia eredità: amate e fate amare la Madonna, recitate e fate recitare il Rosario ogni giorno».

La corona, infatti, sarà tra le mani di Padre Pio anche nel momento della sua morte.

Gli fu chiesto quale eredità avrebbe lasciato ai suoi figli. Rispose: «Il Rosario».

Alcuni uomini che ho visto col rosario in mano mi hanno detto: «Ce lo ha insegnato Padre Pio».

Il Padre ha chiuso gli occhi implorando dolcemente i nomi di Gesù e di Maria con la corona stretta fra le dita.

Allora concludiamo con le parole di padre Pio: «Non dimenticate che la preghiera del santo Rosario è l’arma spirituale più potente che il Cielo vi ha dato, per sconfiggere il maligno e le sue schiere del male! Non lasciatelo mai andare, perché è una potente armatura con la quale avrete la protezione e l’intercessione di Nostra Signora e la mia umile intercessione… tenetelo bene a mente!».

tags: #padre #pio #sul #rosario #diavolo