Padre Franco Mosconi è un monaco camaldolese e presbitero che vive all’Eremo San Giorgio sulla Rocca di Garda, a Bardolino (VR), dove ha svolto anche il servizio di priore. La sua attività unisce vita monastica, preghiera, lectio divina, studio della Sacra Scrittura e accompagnamento spirituale.
All’Eremo San Giorgio la liturgia e la lectio divina costituiscono il quadro di riferimento della vita monastica: insieme rappresentano l’opera principale che il monaco è chiamato a compiere e, al tempo stesso, l’opera che il Signore compie per la santificazione di ogni persona e della comunità.
Una panoramica sull’esperienza monastica di padre Franco Mosconi, sul suo servizio all’Eremo San Giorgio e sulla sua proposta biblica fondata sulla lectio divina.Chi è padre Franco Mosconi
Dom Franco Mosconi (Soncino, 1940) è monaco camaldolese e presbitero. Padre Mosconi è monaco camaldolese dal 1964 e presbitero.
Dopo aver conseguito la licenza in Teologia Patristica e Monastica al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma, è rientrato a Camaldoli (AR), dove ha svolto anche il servizio di Priore del Sacro Eremo per dodici anni. Attualmente vive all’Eremo San Giorgio sulla Rocca di Garda, a Bardolino (VR).
Oltre al ruolo di Priore dell’Eremo di San Giorgio, collabora con varie riviste commentando la Sacra Scrittura ed è mediatore e guida di esercizi spirituali. Durante l’anno anima numerosi corsi di esercizi spirituali.
Al Convegno Ecclesiale di Verona ha tenuto la meditazione di apertura sul tema “Attuare la speranza con uno stile di vita santo”. La sua attività si colloca quindi all’incrocio tra formazione biblica, esperienza monastica, preghiera e accompagnamento delle persone nel cammino spirituale.

L’Eremo San Giorgio sulla Rocca di Garda
L’Eremo San Giorgio è una delle case camaldolesi italiane legate al Sacro Eremo e Monastero di Camaldoli. La comunità attualmente presente all’eremo appartiene alla millenaria Congregazione camaldolese dell’Ordine di San Benedetto.
La Congregazione camaldolese ha la sua casa madre a Camaldoli, in provincia di Arezzo, ed è stata fondata intorno al 1026-1027 da San Romualdo di Ravenna, riformatore in senso eremitico del monachesimo benedettino.
L’Eremo San Giorgio si trova sulla Rocca di Garda, a Bardolino, in provincia di Verona. Il luogo è legato a una forma di vita in cui il silenzio, la liturgia, la preghiera personale e l’ascolto della Parola costituiscono elementi essenziali dell’esperienza quotidiana.
La vita della comunità camaldolese
La liturgia e la lectio divina costituiscono l’attività che fa da quadro di riferimento della vita monastica. Insieme costituiscono l’opera principale che il monaco è chiamato a fare e, al tempo stesso, l’opera che il Signore stesso compie per la santificazione di ognuno e della comunità.
La preghiera non è quindi presentata come un’attività secondaria o separata dal resto della giornata, ma come il centro attorno al quale si organizza la vita dell’eremo. La lectio divina accompagna questo cammino attraverso l’ascolto, la meditazione e la preghiera della Sacra Scrittura.
L’Eremo San Giorgio propone anche un’esperienza di ospitalità fatta di preghiera, lectio divina e silenzio, nella condivisione del ritmo di vita della comunità. Tra le iniziative dell’eremo rientrano in particolare le settimane estive.
La lectio divina nella proposta di padre Mosconi
Il metodo con cui sono svolte le meditazioni di padre Mosconi è quello della lectio divina, ampiamente illustrato nell’Introduzione. Ricollegandosi alla definizione che della lectio dava il priore certosino Guigo II, «Scala Paradisi», l’autore espone le proprie riflessioni percorrendo una sorta di «scala del Paradiso».
La lectio divina permette di accostare i testi biblici non soltanto come documenti da studiare, ma come Parola da ascoltare e pregare. Il percorso proposto unisce il testo della Scrittura, la meditazione personale e l’orientamento concreto dell’esistenza verso Dio.
Da Abramo, modello di aderenza alla Parola, si passa a Mosè, attraverso cui si mostra la fedeltà di Dio al suo popolo. Poi, nel Vangelo di Marco, la chiamata dei Dodici sottolinea come noi dobbiamo essere con Gesù per diventare come Gesù.
Si scorrono i testi che esplicitano i fondamenti biblici di un vero servizio alla Parola, e si approda all’episodio della lavanda dei piedi, anticipo del Calvario, e alla parabola degli operai mandati nella vigna, in cui si vede il modo originale con cui il Signore ricompensa i suoi servi.
«Senza di te non ho alcun bene»
Le proposte bibliche del volume Senza di te non ho alcun bene ruotano attorno al Salmo 16, che al versetto 2 recita: «Senza di te non ho alcun bene». È una frase che, presa sul serio, trasforma radicalmente l’indirizzo della nostra vita.
Il versetto diventa il punto di partenza per una riflessione sulla relazione con Dio e sul modo in cui essa orienta l’esistenza. La confessione che ogni bene proviene dal Signore conduce a una fede amante e a una vita interamente proiettata verso colui che salva.
Chiude il volume un Salmo di lode, il 146, espressione viva di una fede amante, di un’esistenza tutta proiettata sul Signore che ci salva. Il percorso biblico si conclude così nel linguaggio della lode, dopo aver attraversato la chiamata, il servizio, la fedeltà di Dio e il dono di sé.
Il servizio alla Parola e la sequela di Gesù
Nel Vangelo di Marco, la chiamata dei Dodici sottolinea come noi dobbiamo essere con Gesù per diventare come Gesù. La sequela nasce quindi dalla vicinanza a Cristo e non soltanto dall’esecuzione di un compito.
I testi biblici presi in esame esplicitano i fondamenti di un vero servizio alla Parola. Il servizio viene presentato come una risposta alla chiamata e come una forma concreta di conformazione a Gesù.
L’episodio della lavanda dei piedi, anticipo del Calvario, mostra il legame tra il servizio umile e il dono della vita. La parabola degli operai mandati nella vigna manifesta invece il modo originale con cui il Signore ricompensa i suoi servi.
Preghiera e santità
Padre Mosconi ha parlato dello stretto legame tra la preghiera e la santità. Il tutto partendo dalle parole di Papa Francesco: “Non si dà santità cristiana al di fuori di una sincera e profonda relazione di amicizia con Dio”.
Le stesse parole sono ribadite nell’Esortazione Apostolica Gaudete et exsultate: “Il santo è una persona dallo spirito arante, che ha bisogno di comunicare con Dio”. La preghiera viene così collegata alla relazione personale con Dio e alla crescita nella santità.
“La santità è fatta di apertura abituale alla trascendenza, che si esprime nella preghiera e nell’adorazione” (Gaudete et exsultate, n. 147). In questa prospettiva, la preghiera non è un gesto occasionale, ma un’apertura abituale alla trascendenza.
“Non credo nella santità senza preghiera!” è l’affermazione a commento della quale è stato invitato padre Mosconi. La sua esperienza di monaco e biblista offre un punto di vista radicato nella vita quotidiana della comunità monastica.
Gli incontri sulla fraternità e la misericordia
Padre Mosconi è stato ospite della Diocesi di Mantova all’interno dei “Percorsi di comunione con il Sinodo diocesano” e ha proposto la “Lectio divina” intervenendo sul tema “Fraternità e misericordia”.
Gli incontri di ascolto della Parola si sono tenuti in Duomo a Mantova venerdì 2 ottobre 2015, venerdì 6 novembre e venerdì 4 dicembre alle 20.45. In ogni sera si è riflettuto su tre brani diversi del Vangelo di Luca.
| Data | Brano del Vangelo di Luca |
|---|---|
| 2 ottobre | “L’amore dei nemici” (Lc 6, 27-38) |
| 6 novembre | “La peccatrice perdonata” (Lc 7, 36-50) |
| 4 dicembre | “La gioia di Dio” (Lc 15, 1-32) |
Il programma univa l’ascolto comunitario del Vangelo alla riflessione sui temi della fraternità e della misericordia. La lectio divina diventava così uno strumento per accostare i testi evangelici e lasciarsi interrogare dalla loro forza spirituale.
La meditazione nel Monastero della Visitazione
È stato in programma, giovedì 4 aprile, alle 20.45, presso il Monastero della Visitazione, il penultimo dei Quaresimali promossi dalla Parrocchia di Soresina. È intervenuto padre Franco Mosconi, monaco benedettino camaldolese e biblista, allora priore dell’Eremo San Giorgio di Bardolino.
Originario di Soncino, padre Mosconi ha conseguito la licenza in Teologia Patristica e Monastica al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma. Collabora con varie riviste per commenti alla Sacra Scrittura ed è mediatore e guida di esercizi spirituali.
Con la sua meditazione ha parlato del rapporto tra la preghiera e la santità. Il tema era particolarmente significativo nel contesto del Monastero della Visitazione di Santa Maria, dove la preghiera è viva ed è come una fiamma ardente grazie alle Visitandine che l’alimentano.
L’incontro era intitolato “Non credo alla santità senza preghiera”. La meditazione è stata presentata come un’occasione per approfondire il significato della preghiera e dell’intimo rapporto che, proprio attraverso la preghiera, si crea con Dio.
Le pubblicazioni e l’attività biblica
Padre Mosconi ha pubblicato diversi volumi, tra cui Non sia turbato il vostro cuore: meditazioni sul Vangelo di Giovanni, Oggi si è adempiuta questa scrittura e La Parola pregata.
Il volume Senza di te non ho alcun bene contiene 168 pagine. Le meditazioni sono costruite intorno a testi dell’Antico e del Nuovo Testamento e seguono il metodo della lectio divina.
| Elemento | Contenuto |
|---|---|
| Titolo | Senza di te non ho alcun bene |
| Sottotitolo | Meditazioni bibliche |
| Autore | Franco Mosconi |
| Estensione | 168 pagine |
| Metodo | Lectio divina |
| Salmo di riferimento | Salmo 16 |
| Salmo conclusivo | Salmo 146 |
Un itinerario dalla Parola alla lode
Il percorso delle meditazioni parte da Abramo, modello di aderenza alla Parola, e prosegue con Mosè, attraverso cui viene mostrata la fedeltà di Dio al suo popolo. La chiamata dei Dodici nel Vangelo di Marco introduce il tema della sequela: essere con Gesù per diventare come Gesù.
Il cammino continua con i fondamenti biblici del servizio alla Parola, con la lavanda dei piedi, anticipo del Calvario, e con la parabola degli operai mandati nella vigna. In questi testi emergono il servizio, l’umiltà, il dono di sé e il modo originale con cui il Signore ricompensa i suoi servi.
La conclusione affidata al Salmo 146 esprime una fede amante e un’esistenza tutta proiettata sul Signore che salva. La lode raccoglie il senso dell’intero itinerario biblico e spirituale.
La proposta di padre Mosconi mette così in relazione la vita dell’eremo, la preghiera della comunità, l’ascolto della Scrittura e la ricerca della santità. Al centro rimane la convinzione espressa dal Salmo 16: «Senza di te non ho alcun bene».