Oswald von Nell-Breuning (8 marzo 1890 - 21 agosto 1991) è stato un teologo, sociologo ed economista tedesco di orientamento cattolico, nonché gesuita e sacerdote. È considerato una delle figure più influenti della dottrina sociale cattolica e il «Nestor» della disciplina.
Fu ordinato sacerdote nel 1921, divenne professore di etica alla Hochschule Sankt Georgen di Francoforte nel 1928 e contribuì in modo decisivo alla redazione dell’enciclica sociale Quadragesimo anno di papa Pio XI, pubblicata nel 1931. L’enciclica affrontava la «questione sociale» e sviluppava il principio di sussidiarietà.

Origini familiari e formazione
Johann Peter Franz Maria Oswald von Nell nacque l’8 marzo 1890 a Treviri, in Germania, in una famiglia aristocratica. Suo padre, Arthur von Nell (1857-1936), era un giurista con dottorato, capitano prussiano e primo assessore della città di Treviri.
La madre, Bernharda Klara Hermine von Nell (1862-1933), nata von Breuning, proveniva da una famiglia illustre. Suo padre, già presidente del tribunale regionale di Colonia e Coblenza, conosceva il re Guglielmo I di Prussia.
Per evitare l’estinzione del cognome materno von Breuning, nel 1910 Oswald von Nell aggiunse il nome Breuning. Da allora fu conosciuto come Oswald von Nell-Breuning.
Dopo aver frequentato la scuola elementare, passò al Friedrich-Wilhelms-Gymnasium di Treviri, uno dei più antichi licei della Germania. Nel 1908 conseguì la maturità, come aveva fatto prima di lui Karl Marx nel 1835 e come avrebbe fatto dopo di lui Joseph Höffner nel 1926.
Dopo la maturità studiò matematica e fisica teorica, un semestre ciascuno, a Kiel, Monaco, Strasburgo e Berlino. Durante questo periodo conobbe Ludwig Wolker e Carl Sonnenschein, che gli offrirono importanti stimoli per il suo successivo percorso di vita.
Successivamente si recò a Innsbruck, dove iniziò gli studi di filosofia e teologia. In seguito studiò anche diritto e, da autodidatta, economia politica.
Ingresso nella Compagnia di Gesù e ordinazione sacerdotale
Nel 1911 entrò nella Compagnia di Gesù. Compì il noviziato biennale a ’s-Heerenberg, nei Paesi Bassi, e poi studiò filosofia presso la scuola superiore dell’ordine a Valkenburg.
Dal maggio 1915 all’agosto 1916 prestò servizio amministrativo presso il reparto ospedaliero dell’Ordine di Malta, nell’ospedale militare 51 vicino a Verdun.
Dal 1916 al 1920 il suo ordine lo assegnò come prefetto al collegio «Stella Matutina» di Feldkirch, nel Vorarlberg. A partire dal semestre invernale del 1920 riprese gli studi di teologia a Innsbruck.
Nel 1921 ricevette l’ordinazione diaconale e sacerdotale. Nello stesso anno fu ordinato sacerdote secondo una ricostruzione biografica internazionale.
Le autorità dell’ordine non ignoravano le sue doti eccezionali. Tuttavia, tra il 1923 e il 1926 lo mandarono a Düsseldorf, dove entrò a far parte di un gruppo ecclesiale di conferenzieri che teneva «conferenze religioso-scientifiche» in cento città.
In quel periodo avrebbe dovuto acquisire esperienza nella pastorale e nella comunicazione pubblica. Il 2 febbraio 1926 emise i voti religiosi solenni.
Non si realizzò una collaborazione con padre Heinrich Pesch SJ a Berlino, fondatore del solidarismo cristiano. Nell-Breuning gli comunicò che sarebbe stato importante riassumere in un unico volume la sua opera principale, il trattato di economia politica in cinque volumi.
Tra i due non si instaurò una vera sintonia e non riuscirono a trovare un’intesa. Nell-Breuning, tuttavia, proseguì lo sviluppo dell’idea solidarista.
La famiglia, Treviri e l’abbazia di Sankt Matthias
La famiglia von Nell viveva nell’attuale monastero di Sankt Matthias. Mentre nel 1921 il nonno di Nell-Breuning ricevette in eredità l’azienda agricola con la tenuta vinicola, Oswald desiderava avere in eredità l’abbazia di Sankt Matthias.
Permise ai monaci benedettini di rientrare in possesso dell’abbazia. Oswald von Nell-Breuning divenne così un monaco gesuita.
Il legame con Treviri rimase importante per tutta la sua vita. La città natale lo nominò cittadino onorario il 27 marzo 1981, durante una cerimonia nella grande sala del municipio.
Nel 1990 l’Università di Treviri gli conferì un dottorato honoris causa in occasione del suo centesimo compleanno. L’accesso alla tenuta «Mariahof» fu inoltre ribattezzato Oswald-von-Nell-Breuning-Allee.
Dottorato e insegnamento universitario
Nel 1928 Oswald von Nell-Breuning conseguì il dottorato a Münster con una tesi intitolata Grundzüge der Börsenmoral, cioè «Elementi fondamentali della morale della borsa».
La tesi gli procurò una maggiore attenzione e nello stesso anno fu nominato professore presso la Hochschule Sankt Georgen di Francoforte. Vi insegnò teologia morale, diritto canonico e scienze sociali.
La sua tesi non affrontava il mercato azionario in modo empirico-sociologico, come il titolo avrebbe potuto far pensare, ma in chiave normativa. Il tema conserva una rilevanza duratura:
«La borsa è sempre stata il luogo d’incontro delle macchinazioni più spregiudicate e probabilmente in nessun altro luogo l’egoismo senza scrupoli può passare sui cadaveri con tanta impudenza quanto in borsa. Ma se, secondo una nota parola di Agostino, persino le bande di briganti hanno il loro codice d’onore e la loro morale, senza i quali non potrebbero esistere, allora il funzionamento di un apparato così raffinato e complicato come la borsa presuppone a maggior ragione una morale commerciale forse molto unilateralmente sviluppata, ma certamente non insignificante. Per citare un solo aspetto: senza la più assoluta fedeltà ai contratti, la tecnica dell’attività borsistica moderna sarebbe del tutto impensabile.»
Dopo il dottorato fu nominato professore di etica, teologia morale, diritto canonico e scienze sociali presso la scuola superiore dell’ordine Sankt Georgen.
La sua attività didattica a Sankt Georgen durò oltre quarant’anni e formò generazioni di gesuiti, sacerdoti e teologi. Continuò a insegnare anche dopo il pensionamento.
Nel 1948 ricevette inoltre un incarico di docenza in etica economica e sociale presso l’Università Johann Wolfgang Goethe di Francoforte. Nel 1956 fu nominato professore onorario presso la Facoltà di economia e scienze sociali dell’Università di Francoforte.
Nel semestre invernale 1984-1985 tenne la sua ultima lezione presso la Hochschule filosofico-teologica Sankt Georgen.
Il solidarismo cristiano
Nell-Breuning proseguì il pensiero del solidarismo elaborato da Heinrich Pesch. Nel 1968 pubblicò il breve scritto programmatico Baugesetze der Gesellschaft, concepito come una «versione breve» del concetto solidarista di Pesch.
Nel 1990, come sua ultima pubblicazione monografica, l’opera uscì in una nuova edizione rilegata. In questo tardo testo del solidarismo cattolico emerge chiaramente il rammarico per il fatto che il solidarismo non fosse riuscito ad affermarsi come concetto politico-sociale guida nelle società del XX secolo.
Nell-Breuning osservò in tono disincantato: «Il nome è buono e appropriato, ma non è dinamico. “Socialismo” è diventato una parola d’ordine capace di elettrizzare le masse più ampie; “solidarismo” è rimasto un termine tecnico scientifico con il quale non si possono mettere in movimento le masse.»
La collaborazione alla Quadragesimo anno
Nell’autunno del 1930 il superiore generale della Compagnia di Gesù, padre Wladimir Ledóchowski, che era uno stretto consigliere di papa Pio XI, incaricò Nell-Breuning di preparare una bozza di enciclica sociale.
Un aiuto importante nel lavoro gli venne dal «circolo di Königswinter», di cui faceva parte. Il circolo era stato fondato dall’allora direttore generale del Volksverein e futuro vescovo di Aquisgrana, Johannes Joseph van der Velden.
Ne facevano parte Theodor Brauer, Götz Briefs, Gustav Gundlach SJ, Paul Jostock, Rudolf Kaibach, Franz H. Müller, Heinrich Rommen, Wilhelm Schwer e Nell-Breuning.
I loro lavori miravano a una riforma sociale complessiva, alla quale ciascuno contribuiva a partire dalla propria competenza specifica.
L’enciclica Quadragesimo anno è articolata in tre parti. La prima, ai paragrafi 16-40, tratta gli effetti storici dell’enciclica Rerum novarum; la seconda, la più ampia, ai paragrafi 41-98, espone la dottrina ecclesiale sull’economia e sulla società; la terza, ai paragrafi 99-126, valuta capitalismo e socialismo.
Nel dettaglio, l’enciclica affronta cinque ambiti tematici: il diritto di proprietà, il rapporto tra capitale e lavoro, la deproletarizzazione del proletariato, la giustizia salariale e la riforma dell’ordinamento sociale.
Nel capitolo sul nuovo ordinamento sociale, ai paragrafi 76-98, il papa utilizzò la formulazione divenuta celebre del principio di sussidiarietà, al paragrafo 79.

Le brevi affermazioni, formulate in termini molto generali, sull’ordinamento professionale, ai paragrafi 81-87, che costituiscono in sostanza il nucleo dell’enciclica, furono motivo di numerosi fraintendimenti e interpretazioni divergenti.
Il valore complessivo dell’enciclica deve essere ricercato soprattutto nel suo approccio sistematico. Pio XI inserì la questione operaia nel più ampio contesto della ricerca di un adeguato ordine complessivo della società.
Allo stesso tempo cercò di definire questo ordine, per la prima volta, attraverso il concetto di «giustizia sociale» intesa come «giustizia del bene comune». In questo modo compì un importante passo avanti, sia sul piano concettuale sia su quello terminologico, rispetto a Leone XIII e alla sua enciclica Rerum novarum.
L’enciclica non offrì tuttavia una riflessione teorica già pienamente soddisfacente sotto ogni aspetto sulla nuova prospettiva e sulle innovazioni che ne derivavano.
Il contributo di Nell-Breuning alla Quadragesimo anno fu determinante soprattutto per l’elaborazione e la giustificazione dei principi di solidarietà e sussidiarietà.
Il periodo del nazionalsocialismo
Durante il nazionalsocialismo Oswald von Nell-Breuning pubblicò pochissimo. Insieme a Gustav Gundlach SJ tenne conferenze antinazionalsocialiste per i teologi della diocesi di Limburgo, finché Gundlach non dovette fuggire all’estero nel 1934.
Poiché Nell-Breuning lavorava nell’amministrazione patrimoniale dei gesuiti tedeschi, i nazionalsocialisti raccolsero per anni materiale contro di lui, con l’obiettivo di accusarlo di presunte violazioni delle norme valutarie.
Nel 1936 avviarono un procedimento contro Nell-Breuning. Il processo arrivò dopo sette anni, durante i quali si alternarono fasi logoranti di stallo, iniziative frenetiche di perquisizione e interrogatori ripetuti, talvolta durati intere giornate.
Nel 1939 la Gestapo lo tenne per tre settimane in detenzione preventiva. Un confratello riferì che quell’esperienza lo aveva profondamente provato: «Perché questa prigione nazista lo ha distrutto completamente. Era completamente esausto dal punto di vista nervoso.»
Dopo la scarcerazione Nell-Breuning trascorse un periodo di convalescenza in Svizzera e poi fece ritorno.
Nel 1943 il tribunale speciale di Monaco lo condannò per presunte violazioni valutarie a tre anni di reclusione, tre anni di perdita dei diritti civili e una multa di 500.000 Reichsmark.
A causa di due certificazioni di inidoneità alla detenzione, non dovette scontare la pena detentiva prima della fine della guerra. Il 28 maggio 1948 il Ministero bavarese della Giustizia annullò la pena detentiva e gli restituì i diritti civili.
La pesante multa fu annullata soltanto il 7 gennaio 1950 dalla seconda sezione penale del Tribunale regionale di Monaco I.
Secondo un’altra sintesi biografica, Nell-Breuning non fu autorizzato a pubblicare dal 1936 fino alla fine della Germania nazista nel 1945.
Il consigliere sociale nella Germania federale
Dopo la guerra divenne un consigliere molto richiesto in materia sociale. Dal 1948 al 1965 fu membro del Consiglio scientifico consultivo presso l’amministrazione economica e poi presso il Ministero federale dell’Economia.
Nel 1949 fu tra i fondatori dell’Unione degli imprenditori cattolici e assunse un incarico di docenza presso l’Akademie der Arbeit di Francoforte, istituzione destinata alla formazione dei funzionari sindacali.
Dal 1950 al 1959 fu vicepresidente del Consiglio scientifico consultivo per l’economia abitativa presso il Ministero federale per l’edilizia e l’abitazione. Dal 1953 al 1955 fu consulente dell’Associazione centrale delle cooperative tedesche di consumo.
Dal 1959 al 1961 fece parte del Consiglio scientifico consultivo del Ministero federale per la famiglia e la gioventù. Dal 1959 al 1965 consigliò la «Fondazione per la cogestione» e, a partire dal 1959, appartenne all’Istituto di ricerca economica della Confederazione dei sindacati tedeschi.
Negli anni Cinquanta e Sessanta partecipò in modo significativo al dibattito sulla cogestione e sulla formazione del patrimonio. Offrì inoltre stimoli per una configurazione contemporanea della politica sociale, per esempio nell’ambito della compensazione degli oneri familiari e dell’assicurazione pensionistica.
Il suo consiglio fu richiesto dai governi, dai principali partiti popolari, dalla CDU e dalla SPD, dai sindacati, dagli imprenditori e dalla Chiesa.
Per alcuni era troppo di sinistra e per altri troppo di destra, perché era un interlocutore scomodo e incorruttibile. Molti continuavano a recarsi a Sankt Georgen, dove dal 1950 abitava in una stanza modesta.
La sua capacità di unire competenze diverse, sociali, economiche, giuridiche, filosofiche e teologiche, gli permise di esercitare un’influenza significativa sulla politica sociale e sullo sviluppo della Repubblica Federale di Germania.
Nel 1951 formulò due tesi sul rapporto tra sacerdote e politica: «1. Il sacerdote ha un’enorme responsabilità per la politica. 2. Il sacerdote, per l’amor di Dio, tenga le mani lontane dalla politica.»
Nel 1972, dopo il conferimento del premio Romano Guardini, disse: «Tutte le opere umane sono frammentarie o spezzate.» Per lui non esisteva un mondo perfetto, ma esisteva il dovere di rendere il mondo «più sano».
Riteneva che il ruolo del sacerdote fosse particolarmente adatto a questo compito, pur riconoscendo che la sua posizione assomigliava a un difficile percorso sul filo.
Temi di ricerca e influenza sul dibattito sociale
L’opera scientifica di Oswald von Nell-Breuning abbraccia uno spettro tematico di ampiezza oggi difficilmente immaginabile. Comprende la teoria dei prezzi, le questioni di politica monetaria, il mercato dei capitali e l’economia agricola, ma anche i problemi della politica del mercato del lavoro, della cogestione e della sicurezza sociale.
Nel suo lavoro si intrecciano questioni, concetti e risultati di natura economica, aziendale, sociologica, politologica, storica e giuridica.
Nella scelta dei temi Nell-Breuning si lasciava guidare dalla loro attualità sociale, economica e politica. Tra questi rientravano la riforma fondiaria, la promozione del risparmio, l’organizzazione della borsa, la struttura della sicurezza sociale, la riduzione dell’orario di lavoro e l’aiuto allo sviluppo.
Questi argomenti erano collegati a questioni più generali riguardanti l’ordinamento della proprietà, l’ordine economico e l’etica sociale.
Altri suoi ambiti di lavoro furono il ruolo dei sindacati, la condizione dei lavoratori, il salario giusto, il diritto di sciopero, la situazione del mercato abitativo e la politica patrimoniale.
Si occupò inoltre di cogestione, organizzazione dell’economia e della società, rapporto tra lavoro e capitale, confronto con il marxismo e principi della dottrina sociale cattolica, tra cui bene comune, sussidiarietà e solidarietà.
Tra gli anni Settanta e Ottanta rimasero attuali diversi temi: l’autocomprensione della dottrina sociale cattolica, i sindacati come rappresentanti degli interessi e fattori di ordinamento, un’economia di mercato efficiente e socialmente regolata, la ricerca di una vera costituzione dell’impresa e il rapporto della Chiesa con i lavoratori.
In quei decenni comparvero anche temi destinati a diventare centrali nel secolo successivo: la relativizzazione del lavoro remunerato, la conciliazione tra economia ed ecologia, l’integrazione degli stranieri e la questione di un’economia mondiale solidale.
Dialogo con il marxismo e metodo di lavoro
Con i suoi contributi sul marxismo Nell-Breuning intervenne sia nei dibattiti del Sinodo di Würzburg, che portarono alla decisione intitolata «Chiesa e classe operaia», sia nel conflitto tra gli studiosi della dottrina sociale dell’Europa occidentale e i teologi della liberazione latinoamericani.
La sua conoscenza delle diverse correnti di pensiero si fondava su un metodo dialogico. La sua affermazione «Stiamo tutti sulle spalle di Karl Marx» esprimeva il principio secondo cui occorre riconoscere fino in fondo ogni elemento di verità contenuto nella posizione dell’avversario.
Come filosofo e teologo rimase in parte nell’ombra della dottrina neoscolastica del diritto naturale. Come studioso di etica sociale, tuttavia, si lasciò guidare soprattutto dai «fatti» e dalle situazioni problematiche, così come emergevano dal suo stile di pensiero giuridico ed economico.
Il suo approccio non consisteva nell’accettare passivamente una dottrina già definita, ma nel confrontarsi con i problemi concreti dell’economia e della società.
La riflessione critica sulla dottrina sociale cattolica
Quarant’anni dopo il suo commento alla Quadragesimo anno, Nell-Breuning pubblicò un bilancio critico della dottrina sociale cattolica, che era anche un’autocritica.
Il titolo del suo libro, Wie sozial ist die Kirche?, cioè «Quanto è sociale la Chiesa?», anticipava già nel sottotitolo, «Successi e fallimenti della dottrina sociale cattolica», il suo carattere ambivalente.
Agli indiscutibili successi contrappose con altrettanta franchezza le omissioni. Criticò il fatto che, a partire dal Syllabus di Pio IX del 1864, la dottrina sociale cattolica si fosse schierata «frontalmente contro lo spirito individualistico-liberale dell’epoca», atteggiamento riconoscibile in forma più moderata anche in Leone XIII.
Definì «una gravissima omissione della dottrina sociale cattolica o, meglio, degli studiosi cattolici di scienze sociali» il confronto insufficiente con l’«odierna teoria della scienza».
Questa riflessione critica permise al Nestor della dottrina sociale cattolica di affrontare con decisione, negli ultimi due decenni della sua vita, le carenze del pensiero sociale ed ecclesiale, profondamente legato alla sua stessa opera.
Lo stimolo al riorientamento venne dalla dottrina sociale di papa Giovanni XXIII. Nell-Breuning scrisse che, per Pio XII, «con le due encicliche sociali era stato detto tutto».
I papi avevano argomentato in chiave filosofica, più precisamente giusnaturalistica, sostenendo poi tale argomentazione con motivazioni teologiche. Giovanni XXIII aveva invece iniziato ad argomentare in modo empirico-sociologico e a motivare teologicamente.
Per chi aveva formato il proprio stile di pensiero sulle encicliche da Leone XIII a Pio XII, non era facile acquisire il nuovo metodo. Lo stesso Nell-Breuning riconobbe che anche per lui questo passaggio non era avvenuto immediatamente.
Pubblicazioni e attività scientifica
Nell-Breuning scrisse oltre 1.800 pubblicazioni. I suoi testi trattavano temi di etica economica, ordinamento economico e sociale, rapporto tra lavoro e capitale, ruolo e importanza dei sindacati, confronto con il marxismo, cogestione e principi della dottrina sociale cattolica.
Il suo lavoro scientifico fu pubblicato in numerose lingue. La varietà degli argomenti comprendeva il mercato dei capitali, la teoria dei prezzi, la politica economica, l’agricoltura, il mercato del lavoro, la sicurezza sociale, l’economia abitativa, la politica patrimoniale e la riduzione dell’orario di lavoro.
Fu membro di diversi organismi e gruppi di lavoro, esercitando un’influenza non trascurabile sullo sviluppo della Germania. Il suo lavoro collegava analisi economica, riflessione morale, diritto, sociologia, teologia e politica sociale.
Riconoscimenti e memoria pubblica
Le onorificenze ricevute da Nell-Breuning furono numerose. Tra quelle ricordate figurano la medaglia Wilhelm Leuschner, il premio Hans Böckler della fondazione della Confederazione dei sindacati tedeschi, il premio Romano Guardini e la placca d’oro di San Bonifacio della Conferenza episcopale tedesca.
Nel 1990, in occasione del suo centesimo compleanno, il presidente federale Richard von Weizsäcker gli conferì la Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania.
Ricevette dottorati honoris causa dalle università di Innsbruck, Francoforte, Münster e dalla Sophia University di Tokyo, oltre che dall’Università di Treviri nel 1990.
Treviri celebrò il completamento del suo centesimo anno di vita con un’accademia solenne il 9 marzo 1990. Il 5 giugno 1991 si tenne inoltre a Treviri la cerimonia di premiazione del concorso giovanile «Vita e opera del professore di dottrina sociale di Treviri Oswald von Nell-Breuning».
La città natale onora la sua memoria anche attraverso il «Premio Oswald von Nell-Breuning», assegnato ogni due anni dal 2003.
| Anno | Premiato |
|---|---|
| 2003 | Paul Kirchhof |
| 2005 | Ex cancelliere federale Helmut Schmidt |
| 2007 | Consiglio pontificio «Cor Unum» |
| 2009 | Fratelli Hans-Joachen e Bernhard Vogel |
| 2011 | Norbert Blüm |
| 2013 | Transfair e.V. |
| 2015 | Dr. Heiner Geißler |
| 2017 | Franz Müntefering |
| 2019 | Prof. Dr. Heinrich Bedford-Strohm |
Gli ultimi anni e la morte
Oswald von Nell-Breuning insegnò a Sankt Georgen fino al semestre invernale 1984-1985 e continuò a essere consultato su questioni sociali ed economiche.
Morì il 21 agosto 1991 a Francoforte sul Meno, all’età di 101 anni. Secondo una testimonianza, morì circondato dalla sua comunità religiosa a Francoforte.
La sua figura rimane associata al cattolicesimo sociale tedesco, alla riflessione sui rapporti tra capitale e lavoro, alla solidarietà, alla sussidiarietà e alla ricerca di un ordine economico orientato alla giustizia sociale.