Monsignor Gianfranco Gallone, di Ceglie Messapica, è il nuovo nunzio apostolico in Uruguay. La nomina è stata fatta da Papa Francesco. Gallone, finora nunzio apostolico in Zambia e Malawi, è arcivescovo titolare di Mottola.
Il papa Francisco ha nombrado nuevo nuncio en Uruguay a monseñor Gianfranco Gallone, hasta ahora representante diplomático de la Santa Sede en Zambia y Malaui, informó este martes la Santa Sede. Monseñor Gallone, de 59 años, es arzobispo titular de Mottola (Apulia, sur de Italia), y reemplaza a Luciano Russo, al que el pontífice nombró secretario para las Representaciones Pontificias en septiembre pasado.
Origini e formazione a Ceglie Messapica
Nato a Ceglie il 20 aprile 1963, è stato ordinato presbitero il 3 settembre 1988 dal vescovo Armando Franco. È laureato in Diritto canonico e licenziato in Teologia liturgica.
È stato cerimoniere vescovile ed educatore presso il Seminario diocesano "San Carlo Borromeo" di Oria, studioso della storia ecclesiastica del territorio, ha compiuto gli studi presso la Pontificia Accademia Ecclesiastica di Roma.
Ordenado sacerdote en 1988 y hecho obispo en mayo de 2019, este licenciado en Derecho Canónico y Liturgia ingresó en el 2000 en el servicio diplomático de la Santa Sede.
Il servizio diplomatico della Santa Sede
Dal 2000 è nel servizio diplomatico della Santa Sede, ha prestato la propria opera in Mozambico, Israele, Slovacchia, India, Svezia, ricoprendo infine il ruolo di officiale della Sezione per i Rapporti con gli Stati della segreteria di Stato Vaticano.
Allí ha servido en las nunciaturas de Mozambique, Israel, Eslovaquia, India y Suecia, y en la Sección de Relaciones de la Secretaría de Estado en el Vaticano.
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Luogo di nascita | Ceglie Messapica |
| Data di nascita | 20 aprile 1963 |
| Ordinazione presbiterale | 3 settembre 1988 |
| Studi | Diritto canonico e Teologia liturgica |
| Ingresso nel servizio diplomatico | 2000 |
| Titolo arcivescovile | Arcivescovo titolare di Mottola |
La nomina ad arcivescovo e nunzio in Zambia
Il papa Francisco lo nominò il 2 de febrero de 2019 arzobispo titular de Motula y nuncio apostólico en Zambia, y tres meses después fue nombrado también nuncio apostólico en Malaui.
Papa Francesco ha nominato nunzio apostolico in Zambia mons. Gianfranco Gallone, 55 anni, di Ceglie Messapica (Brindisi), consigliere di Nunziatura, elevando anch’egli alla dignità di arcivescovo.
La nomina a nunzio apostolico in Uruguay
Monseñor Gallone, de 59 años, es arzobispo titular de Mottola (Apulia, sur de Italia), y reemplaza a Luciano Russo, al que el pontífice nombró secretario para las Representaciones Pontificias en septiembre pasado.
La nomina a Montevideo ha segnato il passaggio dall’incarico diplomatico in Zambia e Malawi alla rappresentanza della Santa Sede in Uruguay.
Il legame con don Pinuccio Quarto
Sarà benedetto dal cegliese monsignor Gianfranco Gallone, Nunzio Apostolico in Uruguay, in questi giorni nella sua città natale per un breve periodo di riposo.
Tra i giovani che ancora devono riconoscenza al sacerdote Quarto, si annoverano monsignor Gianfranco Gallone, ora nunzio apostolico in Uruguay, don Gianni Caliandro, Rettore del Pontificio Seminario di Molfetta, il parroco della parrocchia di San Rocco, don Lorenzo Elia, e don Massimiliano Caliandro, incardinato in una parrocchia della capitale.
Lunedì 15 settembre, a Ceglie Messapica, dopo la Messa delle ore 19, sarà intitolato il largo che insiste nei pressi di Viale Risorgimento, a don Pinuccio Quarto, come affettuosamente chiamato da tutti don Giuseppe.
Con lui presenzierà anche il parroco di San Lorenzo da Brindisi, don Leonardo Dadamo, oltre al primo cittadino Angelo Palmisano.
Don Pinuccio Quarto e la comunità cegliese
Don Pinuccio Quarto, è nato a Ceglie Messapica il 20 dicembre 1955 e morto a Francavilla Fontana il 6 maggio 2013, dove per più di un decennio è stato parroco della parrocchia dell’Immacolata e dove determinò la rinascita e la riapertura al culto, dopo ben cinquant’anni di chiusura, dell’antica Chiesa dedicata a San Biagio.
Era stato ordinato sacerdote nel 1994. Prima di approdare nella città degli Imperiali, don Pinuccio Quarto per tantissimi anni era stato punto di riferimento della Chiesa Matrice di Ceglie Messapica, dove maturò e crebbe la sua vocazione presbiterale, sotto la sapiente guida dell’allora parroco monsignor Vittorio Mele.
Uno degli impegni che più hanno caratterizzato la figura del giovane don Peppino a Ceglie Messapica fu l’aver fondato e seguito, negli anni ’70 e ’80, con passione, il gruppo Scout e Agesci. Formando ed educando tantissimi giovani suoi concittadini.
In molti, ancora adesso, conservano ricordi indelebili dei campeggi organizzati nella vicina Calabria.
Don Pinuccio Quarto, prima di essere nominato parroco, era stato economo nel Seminario Diocesano di Oria e segretario personale di monsignor Armando Franco, morto in concetto di santità.
Quindi era stato inviato come vice parroco a Francavilla Fontana, dove completò i lavori della costruzione della nuova parrocchia dedicata a San Lorenzo Martire, la stessa Chiesa che poi vide la morta di monsignor Michele Pastore.
Il largo dedicato a don Pinuccio Quarto
Lo slargo, che cade sotto la giurisdizione della parrocchia di San Lorenzo da Brindisi, essendo ubicato nei pressi di Piazza della Resistenza, una rotatoria creata dall’intersecazione delle vie Piave, Amerigo Vespucci, Carlo Pisacane e San Francesco d’Assisi, dove fino a qualche tempo fa “resisteva” un vecchio casolare campestre poi abbattuto.
Dal decimo anniversario della sua morte, i cittadini cegliesi hanno accarezzato il sogno di vedere intitolato a don Pinuccio Quarto, da parte della pubblica Amministrazione, una strada o una piazza, quale riconoscenza per le benemerite attività da lui svolte a favore della gioventù cegliese.
Il sogno, finalmente, diventerà realtà e il nome di don Pinuccio Quarto si andrà ad aggiungere a quello di don Rocco Elia, al quale lo scorso primo settembre, è stato intitolato uno slargo nelle adiacenze della Chiesa di San Lorenzo da Brindisi, parrocchia nella cui giurisdizione cade anche il largo che a don Pinuccio si andrà ad intitolare il prossimo 15 settembre.

Ceglie Messapica, città di chiese e storia ecclesiastica
Tre le porte di accesso al centro medievale: Porta di Giuso, di accesso alla Piazza Vecchia, è la più piccola e più semplice delle tre, ma notevole punto di osservazione e difesa; dall’esterno è visibile un ingresso terminante ad arco a sesto acuto.
Al di sopra della porta, la cui base è in parte scolpita nella roccia, un vano al quale si accede dall’interno della cinta muraria. La seconda porta, Porta del Monterrone è più articolata e complessa; il portale di ingresso era agganciato a due piedritti sormontati, come Porta di Giuso, da un arco.
Di fianco, una postierla murata da una costruzione sorta all’interno della cinta medievale, che consentiva il passaggio dei pedoni, ed una torre rimaneggiata nel tempo. Della terza porta, Porta dell’Arco della Croce, esiste traccia solo nella toponomastica dialettale.
La cosiddetta Porta Antelmy è tale solo in apparenza, in quanto dovrebbe trattarsi di uno sfogo del centro storico verso l’esterno, aperto in epoca più tarda.
Architettura e arte sacra
Di notevole pregio l’architettura e l’arte sacra: la chiesetta dell’Annunziata (XIV secolo), nei pressi della Piazza Vecchia, dovette rispondere alle necessità religiose del periodo più antico.
Annessa all’antico Convento dei Domenicani, attuale sede della Casa Comunale, è la barocca e leggera Chiesa di S. Domenico. In via Vitale è sita l’antica Cappella di S. Antonio Abate, attualmente sconsacrata e parte di un ristorante.
Nei pressi del Castello, la Chiesa Collegiata del 1521 e la diroccata Chiesa di S. Demetrio. È un centro storico ricco di edicole votive, angoli caratteristici, scorci di grande suggestione, elementi architettonici murati sulle facciate degli edifici, come stemmi gentilizi o iscrizioni a carattere vario.
Tra queste ultime si segnala quella posta in via P. Chirulli n. 24, datata 1786, riportante un noto verso di Orazio (Epist., I, 6, 24). Sparsi nel centro storico numerosi palazzi gentilizi, molti dei quali settecenteschi, simbolo della potenza di alcune famiglie nella Ceglie di quei tempi.
Si segnala Palazzo Allegretti in via P. Chirulli, che ospita al primo piano la Civica Pinacoteca.
Le chiese tra Ottocento e Novecento
In periferia, nella parte nord-est dell’abitato, la Chiesa abbaziale di S. Anna, probabilmente raffigurata nella veduta prospettica di Ceglie di fine ‘700 del Carella.
Alla fine dell’800 Ceglie conobbe un periodo di fervore di cui sono testimonianza la Chiesa di S. Rocco (1888) e la Chiesa di S. Gioacchino (1871).
Quest’ultima, a pianta centrale, fu costruita da maestranze cittadine a ringraziamento della cessata pestilenza del 1867; oggi è in fase di restauro. Al 1893 risale la Torre dell’Orologio sita in Piazza Plebiscito, progettata dall’Ing. P. Chirulli in stile neoclassico.
Della fine dell’800 è il Teatro Comunale, per il quale è in fase avanzata un programma di recupero.
Alla periferia sud-est dell’abitato è posta la Chiesa di S. Giuseppe annessa al Convento delle Suore Domenicane, edificata nel 1901 dal maestro Ambrogio Lisi e ricostruita nel 1966.
L’edificio costituiva un tempo il Convento vecchio dei Passionisti. La facciata, semplice e lineare, è impostata su due ordini con un portale ed una bifora.
L’interno è ad unica navata con cappelle laterali. Sull’altare si conserva la statua di S. Giuseppe; nelle cappelle laterali il rilievo in gesso di Gesù crocifisso e S. Margherita, il Crocifisso, il rilievo dell’apparizione del Crocifisso a S. Tommaso, il rilievo con l’apparizione di Lourdes, le statue della Vergine e S. Domenico.
Piccola e graziosa la Chiesa del Sacro Cuore delle Suore Domenicane di San Sisto Vecchio, nel cui Convento morì la madre fondatrice dell’Ordine.
Di questo secolo la Chiesa dei Padri Passionisti, nella cui cripta sono conservate le spoglie di Sant’Aurelia, ed il Monumento ai Caduti, opera in cemento di fine anni ’60.
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