Mostra dei dipinti del Santuario di Concesa

La mostra dei dipinti del Santuario di Concesa permette di conoscere un patrimonio di opere sacre, affreschi e testimonianze artistiche conservato nel Santuario e nel Convento dei Padri Carmelitani Scalzi, affacciati sul fiume Adda e sull’incile del Naviglio Martesana.

Il percorso comprende il quadro miracoloso della “Madonna di Concesa” o “Madonna del Latte”, l’affresco quattrocentesco della “Madonna del Barcaiolo”, le composizioni pittoriche presenti nelle stanze e nei corridoi del convento e gli affreschi ottocenteschi realizzati dal pittore Natale Riva, allievo di Francesco Hayez.

Il Santuario di Concesa e il suo patrimonio pittorico

Il Santuario di Concesa, gioiello ed esempio tipico barocco lombardo, vi accoglie nella splendida cornice del fiume Adda, dove nasce il Naviglio Martesana. Luogo di spiritualità carmelitana e oasi di pace, offre da quattro secoli a pellegrini e visitatori lo sguardo tenero della Vergine Maria che allatta Gesù: "Nostra Signora di Concesa".

Devozione e pietà ininterrotta dal 1641 ad oggi, a parte le diverse soppressioni, dove, assieme alla storia di Concesa e di Trezzo sull'Adda, s'intreccia quella dei Carmelitani Scalzi che sin dalla costruzione del convento ne hanno fatto loro luogo emergente di apostolato.

Affacciato sul fiume Adda, circondato da natura il Santuario e il Convento sono uno scrigno della storia del nostro territorio! Sono pregevoli le collezioni iconografiche ecclesiastiche e gli affreschi di celebri pittori presenti all’interno della struttura, ma anche i pertugi e le stanze dedicate alla “povera” vita monastica.

Dipinti del Santuario di Concesa

La “Madonna di Concesa” o “Madonna del Latte”

Nella terra milanese della Martesana, in una piccola cappella votiva tra la rocca di Trezzo e quella di Vaprio, sulla riva destra del fiume Adda, presso una fonte denominata “Acqua della Madonna”, già si venerava il Quadro Miracoloso della “Madonna di Concesa”. Il quadro è opera di un modesto pittore di Treviglio, Gian Stefano Manetta (c. 1600).

Quadro miracoloso della "Madonna di Concesa" 0 "Madonna del Latte" . Pittore: GianStefano Manetti (inizio 1600)

Sull’altare barocco si venera la «Madonna del Latte» che il trevigliese Stefano Giovanni Manetta si addormentò dipingendo, salvo trovarla compiuta al risveglio da mano angelica.

Nel 1611, dove sgorgava l’acqua fu edificata una piccola cappella dove si collocò una nuova immagine della Madonna, di un modesto pittore (Stefano Manetta, fratello del curato di Concesa) il cui risultato superò le aspettative, anzi risultò inspiegabile, in quanto si scostava dalle capacità pittoriche dell’artista ed era stata realizzata apparentemente durante il sonno del medesimo.

In visita al santuario, pittori diversi lasciarono testimonianza scritta di come il quadro «non consentisse di essere riprodotto in altra copia». Intenta ad allattare il Bambinello, la Madonna sull’altare venne velata nell’Ottocento con un pettorale in argento e definitivamente con un lembo di veste dipinto sopra il seno: l’aggiunta fu levata solo nel 1968 dal restauratore bergamasco Taragni.

1947, Processione per il trecentesimo di fondazione del santuario. In quell’occasione, la tela della Madonna del Latte venne incoronata (Foto G. Villa, op. cit.)

1931, Frati del Noviziato di Concesa presso la tela della Madonna, col seno ancora velato (Archivio santuario carmelitano di Concesa)

La storia dell’“Acqua della Madonna”

Siamo nella seconda metà del 1500. Sul lato verso ponente del campanile dell'antica parrocchiale di Concesa vieni dipinta una modesta immagine della Madonna, ai piedi del campanile sgorga una sorgente. Dalla fede della gente viene subito definita "l'acqua della Madonna" e viene usata con devozione come tale.

La Madonna premia questa fiducia, avvengono guarigioni delle quali alcune hanno del miracoloso. Ma improvvisamente la sorgente prodigiosa inaridisce, nessuno sa darsene ragione, si pensa a una punizione divina, a un atto di irriverenza verso la Vergine benedetta.

A Concesa pare sullo zoccolo del campanile parrocchiale sgorgasse già un’acqua risanatrice, proprio sotto un’effige mariana. L’Acqua della Madonna, come veniva chiamata, convocava pellegrini numerosi tra cui due cacciatori che vi tuffarono il loro segugio malato di stizza.

I due ritrassero il cane asciutto e sanato dalla rabbia, ma la sorgente disseccò quasi per punire l’offesa recata alla Vergine con quel gesto.

Intorno al 1580 un abitante di Concesa, Marco Antonio Lattuada, fa dissosare un terreno << irto di bronchi, roveti, cespugli >> che dalla chiesa parrocchiale scende fino all’Adda. Durante il lavoro << solleciti di approfondire lo scavo per esplorare la cagione, sentirino maggiore umidità. Ne uscì infatti, ad un tratto, l’acqua dianzi trattenutavi come in un serbatoio. La contentezza si convertì in meraviglia al pensiero che fosse il fonte già si celebre per guarigione>>.

Attorno al 1630 l’acqua venne ritrovata lungo il Martesana, dove ripresero i pellegrinaggi, subito gridando alla miracolosa guarigione di Felicita Polini che votò la costruzione di una prima edicola.

Il card. Monti, che aveva madre vapriese, volle promuovere questo culto, affidandolo ai Carmelitani Scalzi sul cui piazzale ancora rampolla l’acqua venerata: anche se diminuita, specie dallo scavo novecentesco della vicina galleria «Semenza».

La costruzione del Santuario e del Convento

Per glorificare Maria SS. - Madre di Dio e Madre nostra nel suo quadro miracoloso, il Cardinale Cesare Monti, Arcivescovo di Milano (1635/1650) volle erigere a sue spese il Santuario. Fu iniziato nel 1635 ed aperto in forma solenne ai fedeli il 3 settembre 1641.

La cura del Santuario fu affidata inizialmente a due sacerdoti Oblati di S. Carlo. Ma poiché i due sacerdoti non bastavano alla cura spirituale del Santuario, per la continua affluenza dei fedeli, il Card. Monti fece costruire pure un Convento - sempre a sue spese - per una comunità di 15 religiosi.

La costruzione fu terminata in cinque anni, e il 27 marzo 1647 S.E. Il Card.Monti poté consegnare ai Padri Carmelitani: Santuario - Convento - Orto e Giardino.

Tale costruzione terminò nel 1647 e fu consegnata ai Padri Carmelitani Scalzi Lombardi. L’architettura del Santuario appartiene alle prime espressioni del barocco semplice tradizionale lombardo, divulgatosi successivamente per tutto il XVII Secolo, mentre il Convento costruito successivamente è a pianta rettangolare su due piani e racchiude in sé due chiostri separati.

Gli affreschi di Natale Riva

Durante l’Ottocento, le soppressioni trasformarono il santuario in filanda di proprietà Bellazzi. Fu solo nel 1855 che, grazie alla generosità del conte Luigi Confalonieri Strattman (che riacquistò per l’Ordine il chiostro di Concesa) e al seguito del padre rifondatore Gianluigi Corvi di Santa Teresa, i Carmelitani Scalzi tornarono nel santuario da cui erano stati scacciati.

Per ripristinare il decoro della chiesa, venne coinvolto il pittore vapriese Natale Riva. Negli affreschi dell’interno l’autore stesso (allievo di Francesco Hayez) si ritrasse accanto a Padre Gianluigi nella folla che assiste all’Assunzione eseguita entro l’abside.

Gli affreschi dell’interno costituiscono una parte importante della mostra dei dipinti del Santuario di Concesa, perché collegano la decorazione religiosa della chiesa alla storia del suo restauro e alla rinascita della comunità carmelitana.

La “Madonna del Barcaiolo” del 1485

All’interno della Convento è presente anche un affresco del 1485 “La madonna del Barcaiolo, prima realizzato sulle pareti della vecchia “Casa del Custode delle Acque”, oggi conservato nel Santuario.

Il convento sorse non distante dalla quattrocentesca Casa del Custode delle acque, sito della Regia Camera ai cui piedi scorreva obbediente il canale Martesana. Di questa abitazione, abbattuta col 1947, non sopravvive che un affresco mariano: la «Madonna dell’Acqua» che l’ottimo Padre Gerardo Bongioanni di San Giuseppe ribattezzò «Madonna del Barcaiolo», ricoverando l’opera dopo il restauro nelle sacrestie carmelitane.

Numerose sono i punti di interesse del santuario: il quadro miracoloso della “Madonna di Concesa” esposto sopra il tabernacolo del Santuario che raffigura la sua Divina Maternità nell’allattare il piccolo Gesù, la statua della Madonna in cotto costruita nel piazzale sotto il colonnato del Santuario proprio sopra la fonte “miracolosa” che ancora oggi scorre e un affresco denominato “Madonna del Barcaiolo” del 1485 conservato nella sacrestia del Santuario.

1986, Processione sul Martesana da Vaprio a Trezzo per il ricollocamente in santuario della “Madonna del Barcaiolo” (Archivio convento carmelitano di Concesa)

Le composizioni pittoriche negli ambienti del convento

In accordo con i frati Carmelitani è stato ideato un percorso in tutti gli spazi principali all’interno della cinta muraria del convento, con inquadramento paesaggistico e storico. Su permesso speciale, in questa occasione saranno visibili anche alcuni spazi interni del convento che comprende composizioni pittoriche.

Il percorso che comprende composizioni pittoriche perfettamente conservate da secoli, si snoda all'interno del Santuario e del convento attraverso un viaggio nel tempo unico alla scoperta di una serie di opere, affreschi risalenti al 1400.

Su permesso speciale, in questa occasione saranno visibili anche alcuni spazi interni del convento come le celle dei frati, la cappella di preghiera privata non accessibile, il refettorio, i giardini e l'affaccio del Cardinale Monti ma anche gli orti di frutta, ortaggi e fiori ancora utilizzati.

La visita oltre che alla parte storica racconterà la quotidianità e la vita di un frate per evidenziare anche a chi è più esterno, le curiosità della vita in convento.

La biblioteca, il refettorio e la memoria della vita monastica

Cuore sapiente del convento, la biblioteca carmelitana di Concesa si conserva intatta: alle sue porte l’Ordine pose il sigillo perché non fosse danneggiata negli anni della conversione a filanda.

In uscita dal refettoria, il motto sul muro avverte: «Si non est satis, memento paupertatis». Se non è sufficiente, ricordati della povertà; o, meno letteralmente, se non sei sazio, ricordati dei poveri.

La meditazione a tavola era un tempo suscitata anche da alcuni teschi collocati a vista, sulla mensa e nella cripta dei Padri defunti, sepolti sotto l’altare, dove nell’Ottocento i Padri si radunavano a notte alta per la preghiera, interrompendo il proprio sotto al tocco della campana.

Padre Benigno e le altre testimonianze del Santuario

Inoltre sono presenti le tracce e il ricordo di Padre Benigno, oggi candidato per diventare Beato.

Inoltre, la devozione verso il Servo di Dio, Padre Benigno Calvi, giovane Carmelitano Scalzo morto a Concesa in concetto di santità a soli 28 anni nel 1937 sul modello della piccola Teresa, santa di Lisieux.

Il percorso della mostra e della visita guidata

In collaborazione con i frati Carmelitani, la visita guidata permette di esplorare tutti gli spazi principali all’interno della cinta muraria del convento, con approfondimenti storici e paesaggistici. Grazie a permessi speciali, sarà possibile visitare anche alcune stanze interne del convento con composizioni pittoriche.

Il percorso comprende:

  • Inquadramento esterno del Santuario con informazioni storiche e paesaggistiche
  • Passeggiata lungo l’Adda, con approfondimenti sull’incile del naviglio Martesana
  • Vista panoramica dal Bel Vedere sul Villaggio di Crespi d’Adda e Villa Gina
  • Percorso nei cortili e negli orti del Convento
  • Visita alle stanze e ai corridoi interni del Convento
  • Visita al Santuario
  • Intervento di un padre Carmelitano con saluto agli ospiti e racconto della vita in convento
  • Visita all’affresco “La Madonna del Barcaiolo” (1485)
  • Opuscolo informativo con storia e immagini del Santuario

Il percorso comprende composizioni pittoriche perfettamente conservate da secoli, affreschi risalenti al 1400 e ambienti ancora legati alla vita quotidiana della comunità religiosa.

La visita oltre che alla parte storica racconterà la quotidianità e la vita di un frate per evidenziare anche a chi è più esterno, le curiosità della vita in convento. Parte dei ricavi delle visite sono devoluti al Santuario per la conservazione degli spazi e dele opere al suo interno.

Affresco Madonna del Barcaiolo

Il paesaggio dell’Adda e del Naviglio Martesana

Il tesoro più grande è l’acqua, proprio davanti al Convento, infatti, nasce il Naviglio Martesana, via d’acqua fondamentale per il trasporto e la navigazione da Lecco a Milano, e testimone di numerose opere ingegneristiche.

L’adda d Concesa è disegnata nel codice Windsor di Leonardo, e raffigura il naviglio e la fortificazione di Villa Gina già presenti nel 1513.

Il nostro fiume è anche il confine di due province, che nei secoli scorsi si traduce in un sanguinario confine tra due potenze Milano e Venezia: questa parte di storia è condita da interessanti storie e leggende di peripezie e aneddoti passati, nati tra gli scontri dei due stati.

Il corso d’acqua infine diventa risorsa idroelettrica che stravolge il fiume, proprio davanti al Santuario svettano le ciminiere del villaggio industriale di Crespi, di cui vi citiamo volentieri origini e cenni storici.

Il percorso della visita comprende anche una passeggiata lungo l’Adda, gli approfondimenti sull’incile del Naviglio Martesana e la vista panoramica dal Bel Vedere sul Villaggio di Crespi d’Adda e Villa Gina.

Le principali opere e testimonianze artistiche

Opera o testimonianzaDescrizione
Madonna di Concesa o Madonna del LatteQuadro miracoloso attribuito a Gian Stefano Manetta, raffigurante la Divina Maternità nell’allattare Gesù.
Madonna del BarcaioloAffresco del 1485, originariamente realizzato sulle pareti della Casa del Custode delle Acque e oggi conservato nel Santuario.
Affreschi di Natale RivaDecorazioni interne realizzate dal pittore vapriese, allievo di Francesco Hayez, con l’Assunzione nell’abside.
Statua della Madonna in cottoStatua collocata nel piazzale sotto il colonnato del Santuario, sopra la fonte venerata.
Composizioni pittoriche del conventoOpere conservate nelle stanze, nei corridoi e negli ambienti interni della comunità carmelitana.

Informazioni pratiche sulla visita

Le visite si svolgono la domenica e nei giorni festivi.

Confermate visite: domenica 6 13 20 27 settembre e 4 ottobre 14:30 e 16 sabato 12 19 26 settembre e 3 ottobre ore 16:00

Gli accessi sono molto richiesti. La prenotazione online garantisce la priorità. In presenza si accettano solo i posti rimasti disponibili (capienza max 30 persone).

Ogni gruppo è composto da un massimo di 30 persone, fino a esaurimento posti.

  • Parcheggio: Via Leonardo Da Vinci 5, Trezzo
  • Punto di ritrovo: davanti al sagrato del Santuario, lato sinistro, portone minore con biglietteria e infopoint
  • Animali: divieto di accesso a cani e animali

Visite in lingua straniera: gruppi da 2 a 30 persone con guida privata in inglese. Prenotazione anticipata obbligatoria.

Le celebrazioni del Santuario

Le celebrazioni festive del Santuario che richiamano molti fedeli sono due: 16 luglio - Solennità della Madonna del Carmine 15 ottobre - Solennità della Santa Madre Teresa d’Avila, alla quale è unita la “Fiera di S. Teresa”.

Il Centro direttivo del Santuario Divina Maternità di Concesa regola le attività, le celebrazioni, la musica, il canto, le mostre, l'arte storica e contemporanea riferita al Santuario, le comunicazioni sociali, le conferenze e quanto può offrire la cultura e la collaborazione complementare dei laici alla Comunità religiosa carmelitana e al Santuario.

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