Monumento al Redentore sul Monte Guglielmo: storia, posizione e itinerari

Il Monumento al Redentore sorge sulla vetta del Monte Guglielmo, conosciuto anche con il nome di Culmine e Gölem, a circa 1.950 metri di altitudine. È uno dei venti monumenti dedicati al Redentore costruiti sulle cime italiane agli inizi del XX secolo, uno per ogni secolo della cristianità.

Il complesso comprende una cappella inaugurata nel 1902, una grande croce di ferro ricostruita negli anni Sessanta e una statua in bronzo di papa Paolo VI collocata nel 1998. Il monumento caratterizza in modo inconfondibile la vetta del Monte Guglielmo e rappresenta una delle principali mete escursionistiche delle Prealpi Bresciane.

Dove si trova il Monumento al Redentore

Il monumento si trova sulla vetta del Monte Guglielmo, in provincia di Brescia, in Lombardia, nel territorio compreso tra Zone, Pisogne, Pezzoro e la Val Trompia. Il monte fa parte delle Prealpi Bresciane ed è alto 1957 metri.

Il suo aspetto possente è indubbiamente affascinante ed è facilmente identificabile anche da cime distanti. L’area sommitale offre ampi panorami sulle vette circostanti, sul Monte Inferni e sulla Val Trompia.

Monumento al Redentore vetta Monte Guglielmo

La storia del monumento e della cappella

Il monumento al Cristo Redentore fu costruito sulla vetta nel 1902. Il monumento, consacrato il 24 agosto 1902 dal vescovo mons. Giacomo Maria Corna Pellegrini, faceva parte dei 20 monumenti (uno per ogni secolo della cristianità) pensati per la consacrazione dell’Italia al Redentore.

Il monumento campeggia sulla vetta del Monte Guglielmo, a circa 1950 metri di altitudine, voluto, proprio sul monte, agli inizi del XX secolo come uno dei venti (uno per secolo) monumenti al Redentore eretti sulle cime italiane.

Per la Lombardia l’incarico di promuovere l’iniziativa del monumento fu affidata a Giorgio Montini, leader del movimento cattolico bresciano. I lavori furono condotti dal padre del futuro Papa Paolo VI, Giorgio Montini.

Nel 1902 fu inaugurata la cappella, alta venti metri con una grande croce di ferro che, successivamente lasciata cadere in rovina, fu ricostruita nel 1967, su espresso volere di Papa Paolo VI.

Il restauro degli anni Sessanta

Dopo alcuni decenni il monumento presentava evidenti segni di decadenza. Perciò in una udienza del dicembre 1963 Paolo VI, nel ricordo anche dell’impegno paterno, chiedeva al vescovo mons. Tredici e all’ausiliare mons. Almici di promuovere il restauro del monumento.

I lavori durarono tre anni e finalmente, nel settembre 1966, il monumento venne inaugurato. La cappella venne distrutta e quindi ricostruita nel 1966.

Nel mese di settembre ricorreranno i 60 anni dall’inaugurazione dei restauri del Monumento al Redentore sul Monte Guglielmo. In Archivio Diocesano vi sono vari documenti relativi al restauro del monumento e una ricca documentazione fotografica della giornata inaugurale.

La statua di Paolo VI

In suo ricordo, nel 1998 è stata collocata, a fianco della chiesetta, una statua in bronzo. L’ultimo intervento è stato fatto nel 1998 con il posizionamento della statua di bronzo di Papa Paolo VI che fu artefice della ricostruzione negli anni 60.

La presenza della statua lega direttamente il monumento alla storia della famiglia Montini e all’intervento di Paolo VI per il recupero della cappella e del complesso sommitale.

La Festa del Redentore 2026

Il 19 luglio 2026 ci sarà la Festa del Redentore sul Monte Guglielmo (Gölem), uno dei luoghi simbolo più amati della nostra valle. La manifestazione unisce fede, memoria e tradizione alpina in un contesto naturalistico mozzafiato.

La giornata è organizzata dall’Associazione Culturale Redentore “GÖLEM” di Gardone Val Trompia e prevede una commemorazione, una celebrazione religiosa e l’accompagnamento musicale del Coro della Montagna di Inzino.

OrarioMomento della giornata
10:30Ritrovo presso il Rifugio Almici
10:50Commemorazione presso il Monumento del Redentore
11:00Santa Messa Solenne presso il Monumento

Presso il Monumento del Redentore si terrà il momento del Ricordo di Cesare Giovanelli. La funzione sarà officiata da Sua Eminenza Mons. Carlo Bresciani (Vescovo emerito di San Benedetto del Tronto - Ripatransone - Montalto) e concelebrata con i sacerdoti del territorio.

La funzione religiosa sarà accompagnata dalle voci e dalle note del Coro della Montagna di Inzino. La celebrazione è prevista per domenica 19 luglio 2026, a partire dalle ore 10:30, presso il Monte Guglielmo, il Rifugio Almici e il Monumento al Redentore.

Come raggiungere la vetta da Cimmo

Il Monte Guglielmo può essere raggiunto da Cimmo come descritto in questa guida oppure da Zone, Pisogne o Pezzoro. Partendo da Cimmo dovremo affrontare un percorso piuttosto lungo ma molto panoramico con un dislivello da superare consistente (16,2 km e 1.150 m).

Se vogliamo un itinerario più breve e con minor dislivello possiamo partire da Pezzoro (10km e 1.000m) mentre la salita da Zone è quella con una lunghezza maggiore (19km e 1.300m).

Punto di partenzaLunghezza e dislivello
Cimmo16,2 km e 1.150 m
Pezzoro10km e 1.000m
Zone19km e 1.300m

Per il parcheggio consiglio di non andare oltre il centro di Cimmo. Come riferimento prendete la zona che vedete nella foto seguente dove sono disponibili alcuni posti auto. Dopo questo punto la strada diventa molto stretta con la possibilità di passare una macchina per volta.

Lasciata la vettura potete attraversare il centro del paese. Proprio vicino al parcheggio troverete anche un negozio di alimentari.

Dal centro di Cimmo alla malga Pontogna

Seguendo la strada asfaltata si inizia la salita e dovrete continuare fino al crocefisso e quindi prendere il percorso che sale a sinistra indicato con il cartello: Monte Guglielmo.

Continuate per 200 metri e arrivate a un nuovo bivio, questa volta svoltate a destra lungo la strada che sale indicata con un cartello: sorgente Campedei.

Proseguite nel bosco seguendo la strada fino a sbucare in un prato da cui si apre per la prima volta la visuale sul monte Guglielmo. Alla vostra destra avrete anche un ampio panorama sulle vette circostanti.

Cento metri più avanti arriverete alla malga Pontogna a 1384 metri dove incontrerete diversi cartelli. Prendete il sentiero che sale lungo il fianco della montagna, è indicato come sentiero 325 per Monte Guglielmo.

Dalla malga Pontogna alla vetta

Il sentiero diventa stretto e sale rapidamente fino ad arrivare poco dopo la fine del bosco sulla cresta della montagna alla malga degli Stalletti alti.

Svoltate a destra e finalmente potrete vedere la vetta della montagna. Da questo punto non ci sono più deviazioni, si prosegue dritti verso il monumento al Cristo Redentore.

Vetta del Monte Guglielmo, siamo arrivati!

Sentiero 325 Monte Guglielmo malga Pontogna

Caratteristiche dell’escursione

L’escursione è molto bella soprattutto da un punto di vista paesaggistico. Il percorso che ho suggerito è pensato proprio per avere il maggior numero di punti di vista possibili sul Guglielmo e spaziare con lo sguardo sulle vette circostanti.

La salita è sempre moderata senza particolari strappi. Solo il tratto tra malga Pontogna e malga degli stalletti alti si può considerare abbastanza ripida ma il sentiero scorre fluido su terra senza tratti dissestati.

La discesa poi è particolarmente dolce e rilassante. Durante tutto il tragitto percorreremo sempre percorsi facili e ben tenuti.

A parte l’impegno fisico per superare un itinerario lungo e con un dislivello consistente, non ci sono altre difficoltà in quanto l’escursione è completamente priva di pericoli e quindi indicato a tutti gli escursionisti ben allenati.

Indicazioni stagionali e attrezzatura

In presenza di neve è meglio salire da Zone in quanto partendo da Cimmo o Pezzoro dovremo superare il tratto più ripido in ombra con abbondante presenza di neve.

Per le famiglie il consiglio è di salire in periodo non invernale da Pezzoro. In vetta non ci sono punti di ristoro quindi occorre arrivare ben equipaggiati.

E’ possibile incontrare il rifugio Valtrompia ai piedi del Monte Guglielmo se si sale da Pezzoro ma siamo comunque distanti dalla cima oppure c’è il rifugio Amici poco prima della vetta per chi viene da Zogne.

Rientro e percorso ad anello

Per il rientro si ripercorre l’ultimo tratto del sentiero che ci ha portato in vetta fino al bivio presente alla malga degli Stalletti alti dove si può scegliere di rientrare facendo tutto il percorso a ritroso oppure di allungarlo di un paio di km per effettuare un giro ad anello.

Consiglio quest’ultima soluzione per cui svoltiamo a destra e continuiamo a mantenerci in quota lungo una strada larga e pianeggiante denominata strada della Nistola.

Alle nostre spalle possiamo ammirare il Monte guglielmo da un’altra angolazione mostrando contorni che se non avessimo seguito questo percorso ci saremmo persi. La strada si mantiene pianeggiante girando attorno al Monte Stalletti che vediamo alla nostra sinistra.

Dopo averlo superato il panorama cambia completamente e si apre una bellissima vista sul Monte Inferni e sulla Val Trompia.

Continuiamo a seguire la strada che ora inizia a scendere fino a un bivio in cui dovremo seguire l’indicazione per Forcellino.

Ci ricongiungeremo con la strada da cui siamo saliti in questo punto dove tenendo la destra dovremo continuare a seguire le indicazioni per Forcellino.

Ci siamo, percorriamo l’ultimo tratto fatto all’andata per arrivare al paese di Cimmo e completare la nostra escursione.

Variante per il rientro

Rientrando dalla vetta, quando arriviamo alla malga degli stalletti alti possiamo continuare sul percorso dell’andata invece di effettuare il giro ad anello.

Con questa variante si risparmiano un paio di chilometri sulla lunghezza totale del percorso.

Wild camping a 2000mt: Monte Guglielmo (BS)

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