Michele Arcangelo è, nella tradizione cristiana, il capo vittorioso degli eserciti celesti e il difensore della Chiesa nella lotta contro il male. Il suo nome deriva dall’espressione ebraica “Mi-ka-El”, che significa “chi è come Dio?”, una domanda che proclama l’unicità e la grandezza dell’Onnipotente.
La Sacra Scrittura usa la denominazione di Arcangelo solo per San Michele e lo fa nella lettera di Giuda. Nel libro di Daniele, Michele viene chiamato “Il gran principe, che vigila sui figli del tuo popolo” (Dn 12, 1), ed anche “Michele, il vostro principe” (Dn 10,21). Nel libro dell’Apocalisse appare come il capo vittorioso degli eserciti che lottano contro satana e la tradizione vuole che abbia scacciato dal cielo lucifero, insorto contro il Signore, al grido “Chi è come Dio?” ( che è il significato del nome Michele).
Il significato del nome Michele
Il nome Michele, proveniente dalla lingua ebraica, significa “Chi è come Dio?”. La domanda non indica un’incertezza, ma esprime la convinzione che nessuno possa essere paragonato all’Onnipotente.
Nella Bibbia Michele è l’Arcangelo che rivendica i diritti inalienabili di Dio. Il suo nome deriva dall’espressione “Mi-ka-El”, che significa “chi è come Dio?” e poiché nessuno è come l’Onnipotente, l’Arcangelo combatte tutti coloro che si innalzano con superbia, sfidando l’Altissimo.
Michael is - together with Raphael and Gabriel, occasionally Uriel is also included - one of the three or four archangels who (according to human understanding) occupy the highest rank in the heavenly hierarchy of angelic beings. Their common feast day in the saints' calendar is September 29th.
Michele Arcangelo nella Sacra Scrittura
La Sacra Scrittura usa la denominazione di Arcangelo solo per San Michele e lo fa nella lettera di Giuda. Nel libro di Daniele, Michele viene chiamato “Il gran principe, che vigila sui figli del tuo popolo” (Dn 12, 1), ed anche “Michele, il vostro principe” (Dn 10,21).
In tutti i passi biblici è considerato “capo supremo dell’esercito celeste”, “il condottiero della milizia celeste” eletto da Dio alla custodia del suo Popolo, la Chiesa che lo venera come suo protettore e sostenitore in tutte le sue lotte per la difesa e la diffusione del Regno di Dio sulla terra.
Nel libro dell’Apocalisse appare come il capo vittorioso degli eserciti che lottano contro satana e la tradizione vuole che abbia scacciato dal cielo lucifero, insorto contro il Signore, al grido “Chi è come Dio?” ( che è il significato del nome Michele).
“Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, ma non prevalse”. Questa lotta contro Satana, che contraddistingue la figura dell’Arcangelo Michele, è attualissima perché Satana è vivo ed operante nel mondo.

Michele il Guerriero
Papa Giovanni Paolo I affermò che gli angeli sono i grandi sconosciuti dei nostri tempi, ma qualcosa sugli arcangeli lo abbiamo imparato: “Michele il Guerriero, Raffaele il Guaritore, Gabriele il Messaggero”.
Michele è l’angelo militante per eccellenza, che combatte contro il Drago citato nell’Apocalisse e contro gli spiriti maligni nell’aria e i loro seguaci sulla terra.
Il suo compito è quello di difendere il popolo di Dio, sostenere la Chiesa nelle sue difficoltà e contrastare le forze del male. Anche oggi, come allora, San Michele Arcangelo continua questa lotta contro il male, aiutando e sostenendo la Chiesa (e chiunque si ponga sotto la sua protezione) verso la vittoria finale di Gesù sulle tenebre.
Non mancano le prove e le battaglie contro le insidie del maligno. In questa lotta, l’Arcangelo Michele è a fianco della Chiesa per difenderla contro tutte le scelleratezze, ingiustizie e crudeltà del tempo attuale, per aiutare i credenti a resistere al “padre della menzogna”, al “satana” che “come leone ruggente va in giro cercando chi divorare”(1 Pt 5,8).
“Infatti il male che è in esso, il disordine che si riscontra nella società, l’incoerenza dell’uomo, la frattura interiore della quale è vittima non sono solo le conseguenze del peccato originale, ma anche effetto dell’azione infestatrice ed oscura del Satana, di questo insidiatore dell’equilibrio morale dell’uomo, che San Paolo non esita a chiamare “il dio di questo mondo” , in quanto si manifesta come astuto incantatore, che sa insinuarsi nel gioco del nostro operare per introdurvi deviazioni tanto nocive, quanto all’apparenza conformi alle nostre istintive aspirazioni”(San Giovanni Paolo II).
Michele e la difesa della comunità
San Michele patrono è attrattivo! Suo compito è unire, amalgamare e difendere la nostra vasta comunità diocesana che va da Gorra a Pietra Bruna nell’ unità di progetti finalizzati al bene comune e alla conoscenza sempre più ammirata e commossa di Gesù Cristo Signore del Tempo e della Storia!
Per questo oggi siamo lieti di essere nella nostra agorà, nella nostra piazza San Michele per proclamare e celebrare il Signore Gesù Cristo principio di unità attraverso la venerazione del “potente esecutore dei suoi comandi” (Ps 102,20) San Michele Arcangelo, vincitore di colui che ha per nome “divisore” “diavolo” e per missione la divisione e la discordia.
Il rito serve per riconoscerci appartenenti alla stessa comunità. Stiamo assistendo al diffondersi di tante patologie sociali tra queste l’ erosione del senso di comunità, eccezione fatta per quei meravigliosi esempi di volontariato che vanno in controtendenza e che si esprimono in occasione di alluvioni, terremoti, pandemie, guerre …
Il narcisismo dilagante del mondo contemporaneo, eleggendo il Sé a proprio ‘dio’, indebolisce il senso di appartenenza ad una comunità di cui tutti siamo corresponsabili.
Il culto di San Michele Arcangelo
Questo chiesa con il patronato “San Miguel Arcangel” fu dedicata all’Arcangelo Michele. The most monumental building in Torrejón El Rubio. Right next to it is a bar if you want to rest for a while before going back along the Purple Route.
Prima della riforma del 1969 si ricordava in questo giorno solamente san Michele arcangelo a memoria della consacrazione del celebre Santuario sul monte Gargano a lui dedicato.
In occasione della festa patronale, la venerazione di Michele Arcangelo può coinvolgere autorità civili e militari, confraternite, associazioni, volontari e fedeli laici, trasformando la celebrazione religiosa in un’espressione dell’identità della comunità.
Carissimi, benvenuti alla festa del Patrono della Nostra Diocesi di Albenga-Imperia e della Città di Albenga: San Michele Arcangelo!
La festa del 29 settembre
La festa comune degli arcangeli Michele, Raffaele e Gabriele ricorre nel calendario dei santi il 29 settembre.
Ben sappiamo che oltre a San Michele, la Chiesa oggi festeggia anche gli arcangeli Gabriele e Raffaele. La Sacra Scrittura rivela le specifiche missioni di ognuno: Michele avversario di Satana, Gabriele annunciatore e Raffaele soccorritore.
| Arcangelo | Missione tradizionale |
|---|---|
| Michele | Avversario di Satana e difensore del popolo di Dio |
| Gabriele | Annunciatore dei messaggi divini |
| Raffaele | Soccorritore, accompagnatore e guaritore |
Le rappresentazioni di San Michele
He is often depicted - in paintings or as a statue - with a flaming sword, and occasionally a lance.
La spada fiammeggiante e la lancia richiamano il combattimento spirituale dell’Arcangelo e la sua funzione di capo delle milizie celesti.
La tradizione vuole che Michele abbia scacciato dal cielo Lucifero, insorto contro il Signore, pronunciando il grido “Chi è come Dio?”. Per questo l’Arcangelo viene raffigurato spesso mentre sconfigge il drago o calpesta il demonio.
Le apparizioni di San Michele
Il ciclo pittorico così come svolto in origine, rendeva con pienezza il pensiero del cardinale filosofo: gli angeli presenziano alla nascita di Cristo e del Battista, sono rappresentati così come il neoplatonico Dionigi pseudo-Areopagita li consegna al Medioevo, nelle nove gerarchie; le storie del Battista, il Cristo in gloria tra gli Angeli….tutto, salvo parte delle raffigurazioni delle gerarchie angeliche, portato via dalle frequenti inondazioni del Tevere, dal disastro del Lanzi, dalle imbiancature e dalle “ristrutturazioni” prima seicentesche e poi post- barocche.
Rimane però il ciclo delle apparizioni di San Michele Arcangelo, solo due delle quattro di cui parla Iacopo da Varagine nella Legenda Aurea, testo guida di tanti pittori fra cui Piero della Francesca.
L’apparizione sul Monte Gargano
La prima è quella relativa all’apparizione sul Monte Gargano. Vi si narra l’episodio di un toro sfuggito al padrone e che trova rifugio in una grotta sul monte Gargano; il padrone vorrebbe farla finita con quell’animale che già in precedenza doveva avergli creato dei fastidi, tende l’arco, scaglia frecce che come per miracolo invertono la traiettoria e tornano verso il malcapitato arciere.
Quanto accaduto si rivelerà essere la manifestazione del volere dell’arcangelo Michele che, proprio nella grotta dove il toro si era rifugiato, fosse costruito un sacello a lui dedicato.

Il culto dell’Arcangelo era caro ai Normanni che lo veneravano presso Siponto nel Gargano già dall’epoca del Guiscardo, e ai Francesi che avrebbero finito con l’erigere quella costruzione splendida che sarà chiamata la Meraviglia d’Occidente.
Mont Saint-Michel
Nel secondo pannello, in cui è fin troppo evidente l’impiego di maggiori e migliori energie, si racconta appunto la leggenda di fondazione del santuario di Saint Michel au peril de la mer da parte del vescovo Oberto, con esplicite evidenze di filiazione della nuova costruzione rispetto alla prima in Puglia.
I re di Francia sono sempre stati i migliori promotori della Crociata, uno di loro, il buon San Luigi, crociato ben due volte, anche se sfortunato, è stato anche elevato alla gloria degli altari…. è dai re di Francia che ci si aspetta una nuova crociata.
La Linea Sacra di San Michele
In giro per il mondo sono tantissimi i luoghi di culto dedicati a San Michele Arcangelo, solo sette di essi si trovano lungo una linea retta conosciuta come la Linea Sacra di San Michele.
Cos’è la linea di San Michele? È una linea retta immaginaria in perfetto allineamento con il tramonto del sole nel giorno del Solstizio di Estate che corre per oltre duemila chilometri e collega sette monasteri dedicati all’Arcangelo Michele: da Skelling Michael (Irlanda) a St. Michael’s Mount ( Gran Bretagna), Mont Saint Michel ( Francia), la Sacra di San Michele ( Piemonte), il Santuario di Monte Sant’Angelo (Puglia), il Monastero di San Michele (Grecia) fino al Monastero del Monte Carmelo (Santuario Stella Maris, Haifa, Israele).
I tre siti più importanti, ovvero Mont Saint Michel in Francia, la Sacra di San Michele in Val di Susa e il Santuario di Monte Sant’Angelo nel Gargano, si trovano tutti alla stessa distanza l’uno dall’altro.
Secondo la leggenda, la linea sacra non è altro che il colpo di spada che l’Arcangelo inflisse al diavolo per mandarlo negli inferi.

C’è un simbolismo di intensa profondità religiosa, storica, sociale, culturale. La Linea micaelica rimanda all’invito dell’Arcangelo Michele a tutti i fedeli a perseverare sulla via retta, sulla via della adorazione dell’Unico Dio, sulla via della costruzione dell’unità, ma anche dice difesa del nostro mondo, della nostra comunità da Satana.
La cappella di San Michele nella basilica dei Santi Apostoli
Il 14 Settembre 1464 Antoniazzo Romano sottoscriveva un impegno come frescante della cappella di San Michele Arcangelo ai Santi Apostoli su commissione del Cardinale Bessarione. Il 23 Agosto dell’anno seguente Antoniazzo s’impegnava a concludere detti affreschi.
Lo Storico dell’arte Antonio Paolucci avverte però che probabilmente il ruolo di Antoniazzo fu limitato a figure di angeli e motivi vegetali, mentre le raffigurazioni storiche sarebbero da attribuirsi piuttosto a Lorenzo da Viterbo. Si è ipotizzata la presenza della mano di Melozzo da Forlì.
Bessarione voleva essere seppellito proprio in quella cappella: ne espresse la volontà nel testamento redatto in Venezia il giorno 17 Febbraio dell’anno 1464, ove si legge: “Item in angulo dextera partis intrando prope Cancellos sit sepulchrum meum”.
Con i rifacimenti settecenteschi la cappella fu praticamente murata. Probabilmente l’ultima menzione fu quella contenuta nel Compendio Historico della Ven.Basilica di SS. Dodici Apostoli di Roma… scritto dal padre Bonaventura Malvasia e pubblicato a Roma nel 1665.
Il ritrovamento degli affreschi
Nel 1955 l’architetto Clemente Busiri Vici, la cui opera, ad esempio a Roma, osserviamo nelle architetture di varie chiese degli anni ’40, riceveva l’incarico per lavori di ristrutturazione all’interno dell’adiacente palazzo Colonna.
Sfondando quella che con i lavori settecenteschi era diventata una semplice intercapedine, vennero alla luce degli splendidi affreschi che lo stesso Busiri vici non solo rispettò, ma contribuì a studiare.
Agli inizi del XV secolo la Basilica era caduta in grave stato di degrado. Martino V, appartenente alla famiglia Colonna che già da tempo occupava con la sua residenza quell’area, provvide ad un sommario restauro.
Il programma iconografico
La terza Cappella situata dalla sinistra parte dell’Altar maggiore era chiamata la Cappella di S.Michele,S.Gio.Battista, e di S.Eugenia.
Sopra la volta vi era dipinto il Salvatore con li novi chori degli Angeli, più sotto la sac. Historia dell’Apparitione dell’Archangelo S.Michele nel Monte Gargano; più à basso finalmente la Natività di S.Gio.Battista; sopra la volta dell’arcone vi erano dipinti li quattro Evangelisti, li quattro Dottori della Chiesa Latina e li quattro della Chiesa Greca.
In un certo senso Antoniazzo Romano svolse le funzioni di notaro, mi si lasci la libertà del paradosso, di quello che doveva essere un vero e proprio testamento spirituale.
Così come non rimane traccia dei dottori delle due chiese, che avrebbero dovuto sugellare la riconciliazione tra Roma e Costantinopoli per la quale tanto Bessarione si era prodigato.
San Michele e la memoria di Costantinopoli
Vivesse la tragedia della sua terra d’origine. Nel 1453 Costantinopoli era caduta nelle mani delle armate di Maometto II.
Ci si preoccupa di come arginare la marea ottomana che incombe quasi alle porte dell’Italia, che dilaga verso i Balcani, e si piange il crollo di quella miniera di cultura che la Grecia sapeva ancora essere.
Si vorrebbe una crociata e ci si auspica una riscossa militare soprattutto dal re cristiano, il re di Francia, i cui antenati, il buon San Luigi per dirne uno, in tale impegno s’erano maggiormente distinti.
L’obiettivo dovrà essere la riconquista di Costantinopoli, col favore delle preghiere, e qui il secondo motivo, delle due chiese riunite rappresentate dai monaci basiliani, che vediamo salmodiare su di un codice, e dai francescani , che da allora risiedevano in Santi Apostoli.
La preghiera a San Michele Arcangelo
San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia contro le malvagità e le insidie del Diavolo; sii nostro aiuto te lo chiediamo supplici.
O Principe delle milizie celesti con la potenza che ti viene da Dio ricaccia nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo alla perdizione delle anime. Amen.
Sfodera la tua spada di luce glorioso San Michele e abbatti con la potenza dell’amore il leone ruggente cosicché, convertiti a Cristo, possiamo vivere giorni di pace, salute e concordia.