La Bibbia insegna: “Appressatevi a Dio, ed Egli Si appresserà a voi” (Giacomo 4:8). Avvicinarsi a Dio significa cercarlo con fede, rivolgersi a Lui con una preghiera sincera, ascoltare la Sua parola, riconoscere le proprie mancanze e mettere in pratica la verità.
Dio è reale. Ti conosce e ti ama. Puoi sviluppare un rapporto più stretto grazie alla fede, alla preghiera e alla lettura delle Scritture. Lo Spirito Santo ti aiuterà mentre cerchi di conoscere meglio Dio.
Che cosa significa avvicinarsi a Dio
È scritto nella Bibbia: “Appressatevi a Dio, ed Egli Si appresserà a voi” (Giacomo 4:8). Da ciò capiamo che, soltanto avvicinandoci a Dio e avendo con Lui una reale interazione, possiamo mantenere un rapporto normale con Lui e vivere sotto la Sua guida.
In quanto cristiani, soltanto avvicinandoci a Dio e avendo con Dio una reale interazione possiamo mantenere un rapporto normale con Lui e ottenere l’opera dello Spirito Santo. È proprio come nel caso di due persone che si frequentano, che possono mantenere a lungo il loro stretto rapporto solo aprendosi di più l’una all’altra, comunicando di più di fronte alle difficoltà e comprendendosi e rispettandosi a vicenda.
Il Signore sarà con voi, se voi sarete con lui; se lo ricercherete, si lascerà trovare da voi, ma se lo abbandonerete, vi abbandonerà.
Il SIGNORE è vicino a tutti quelli che lo invocano, a tutti quelli che lo invocano in verità. (Salmi 145:18)
Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito, egli salva gli spiriti affranti.
Il Signore della pace vi dia egli stesso la pace sempre e in ogni modo. Il Signore sia con tutti voi. La vostra affabilità sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino!
Dio è reale e desidera farsi conoscere
Dio è reale Ha creato questo mondo meraviglioso e tutto quello che c’è in esso. Dio è il Padre di tutti noi e ci aiuterà quando ci rivolgiamo a Lui.
Alcune persone, vedendo la bellezza della natura, pensano spontaneamente all’esistenza di un Essere superiore che è all’origine di tutto; altre invece non vi vedono altro che delle sorprendenti coincidenze, Perché questa differenza?
La Bibbia dichiara: Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano. (Ebrei 11:6)
Avvicinarsi a Dio, invocarlo “in verità” significa riconoscere che Egli è il Creatore e che noi siamo le sue creature; quindi, che ha dei diritti sulla nostra vita, una volontà, che è nostro dovere conoscere e ricercare.
Questa ricerca è alla portata di ciascuno di noi, perché Dio desidera farsi conoscere a noi tramite Gesù Cristo.
Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato.
Conosciamo tutti qualcosa della vita di Gesù, ma dobbiamo andare oltre questa semplice conoscenza per arrivare ad accettarlo come Salvatore, accettare la sua morte come il solo mezzo per cancellare le nostre colpe.
Ma ora, in Cristo Gesù, voi che allora eravate lontani siete stati avvicinati mediante il sangue di Cristo. (Efesini 2:13)
L’amore di Dio e la vicinanza attraverso Cristo
L’amore di Dio Dio ci ama in modo perfetto. Ci dimostra questo amore attraverso le benedizioni, attraverso gli altri e attraverso il dono di Suo Figlio, Gesù Cristo.
Ci sentiremo più vicini a Geova Dio riflettendo sul modo in cui manifesta ogni sua qualità, vedendo come Gesù Cristo le rispecchiò alla perfezione e comprendendo come le possiamo coltivare anche noi.
Capiremo che Geova è l’ideale e legittimo Sovrano dell’universo. Inoltre è il Padre di cui tutti abbiamo bisogno. Potente, giusto, saggio e amorevole, non abbandona mai i suoi figli fedeli.
Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate i lontani siete diventati i vicini grazie al sangue di Cristo.
Da questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha fatto dono del suo Spirito.
Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi.
La fede è il primo passo
Sviluppare la fede in Dio Dobbiamo studiare le parole di Dio, dobbiamo pregare per chiedere aiuto e dobbiamo seguire l’esempio di Gesù Cristo.
Chi si avvicina a Dio deve dar prova di fiducia, non solo per accettare la Sua esistenza, di per sé evidente, ma anche per riconoscere la sua bontà e per credere di essere accolto per la fede in Gesù Cristo.
Puoi stare vicino a Dio solo se hai fede e fiducia in lui. La fede, però, è come una pianta: ha bisogno di essere nutrita costantemente.
Puoi nutrire la tua fede riesaminando le basi su cui poggiano le tue convinzioni. (Leggi Matteo 4:4; Ebrei 11:1, 6.)
La fede cresce quando viene alimentata dalla parola di Dio, dalla preghiera, dalla meditazione e dalla pratica. “Senza fede è impossibile piacergli”, perché chi si accosta a Dio deve credere che egli è e che ricompensa tutti quelli che lo cercano.
La preghiera: parlare a Dio con sincerità
Come pregare È più facile di quanto tu possa immaginare. Dio è il nostro amorevole Padre in cielo e vuole che parliamo con Lui.
La preghiera è il canale attraverso il quale noi comunichiamo con Dio. Grazie alla preghiera, il nostro cuore riesce meglio a placarsi al Suo cospetto, a contemplare la Sua parola, a cercare la Sua volontà e a stabilire un rapporto normale con Lui.
Il potere della preghiera Come figlio di Dio, puoi pregare e chiederGli di aiutarti e di guidarti. Egli ha promesso di risponderci.
Dio invita ogni tipo di persona ad avvicinarsi a lui in preghiera (Salmo 65:2).
Geova non vuole che recitiamo preghiere scritte o imparate a memoria; vuole che le nostre preghiere vengano dal cuore. (Leggi Matteo 6:7; Filippesi 4:6, 7.)
Il nostro Creatore può udire perfino le preghiere dette in silenzio (1 Samuele 1:12, 13). Ci invita a cogliere ogni occasione per pregare, ad esempio all’inizio e alla fine della giornata, prima di mangiare e quando affrontiamo problemi. (Leggi Salmo 55:22; Matteo 15:36.)
Pregare a cuore aperto
Il Signore Gesù disse: “Iddio è spirito; e quelli che l’adorano, bisogna che l’adorino in ispirito e verità” (Giovanni 4:24).
Da questo verso capiamo che se vogliamo stabilire una normale relazione con Dio dobbiamo pregare Dio con un cuore sincero, parlando dal cuore.
Quando parliamo a Dio con onestà delle nostre attuali circostanze e difficoltà pratiche, e facciamo un po’ di autoriflessione davanti a Lui, saremo mossi dallo Spirito Santo e sperimenteremo un vero rimorso.
In questo modo possiamo calmarci davanti a Dio.
Dio è il Creatore. Egli osserva tutta la terra ed è sempre al nostro fianco, osserva ogni nostra parola e azione, ogni nostra considerazione e idea.
Quando noi Lo preghiamo, Lo adoriamo e dobbiamo giungere al Suo cospetto a cuore aperto.
Quando Lo preghiamo, perciò, dobbiamo avere un cuore timorato di Dio, parlarGli con franchezza e sincerità, portare davanti a Lui la nostra vera condizione, le nostre difficoltà e sofferenze e raccontarGliele, e dobbiamo cercare la Sua volontà e il percorso di pratica, perché solo così le nostre preghiere si conformeranno al volere di Dio.
Se incontriamo dei problemi nella vita o ci ritroviamo in una situazione a causa della quale pecchiamo e ci confessiamo continuamente e siamo tormentati, apriamo il nostro cuore a Dio, raccontiamoGli questi problemi e cerchiamo la Sua volontà, ed Egli vedrà la nostra sincerità e ci muoverà.
Ci darà la fede o ci illuminerà, facendoci comprendere la Sua volontà. In questo modo, arriviamo a comprendere la verità e a progredire.
Perché la preghiera non deve diventare un rito
Ma nella vita, poiché siamo indaffarati con il lavoro o le faccende domestiche, spesso ci limitiamo a muovere solo le labbra, quando preghiamo, e ci limitiamo a trattare Dio con superficialità dicendo qualche parola distratta.
Trattiamo Dio con superficialità dicendo qualche parola a caso. Il nostro cuore non è calmo, né tanto meno abbiamo una reale interazione con Dio.
A volte, nella preghiera, Gli rivolgiamo qualche termine dal suono dolce e altri vuoti e arroganti, e non Gli diciamo invece cosa abbiamo nel cuore.
O, in altri momenti, recitiamo certe parole a memoria e ogni volta ripetiamo quelle stesse parole trite e ritrite, così la preghiera che ne risulta è in tutto e per tutto tipica di un rito religioso.
Nel corso della nostra vita ne vengono recitate molte di questo tipo: preghiere aderenti alle regole e preghiere nelle quali noi non apriamo il cuore a Dio né cerchiamo la Sua volontà.
Dio detesta quando preghiamo senza, in realtà, ritenere vero ciò che diciamo, in quanto questo genere di orazione si riferisce soltanto all’apparenza e al rito religioso, e non c’è alcuna reale interazione con Lui nel nostro spirito.
Coloro che pregano così Lo trattano con superficialità e Lo ingannano. Simili orazioni, pertanto, non vengono ascoltate da Dio e diventa molto difficile per chi prega in questo modo essere mosso dallo Spirito Santo.
In tale circostanza si è incapaci di sentire la presenza divina, il proprio spirito è oscuro e debole e il rapporto con Dio diventa sempre più distante.
Pregare in ogni momento
Vai semplicemente al Signore e parlagli sempre, ovunque, tutto il giorno.
Sotto la doccia, andando al lavoro, sul posto di lavoro, ovunque parlategli, avvicinandovi con piena certezza di fede.
Il Signore sarà con voi, se voi sarete con lui; se lo ricercherete, si lascerà trovare da voi, ma se lo abbandonerete, vi abbandonerà.
Quando ti eserciti ad avvicinarti a Dio tutto il giorno, Lui si avvicina a te.
Quando ci avviciniamo spesso a Lui in questo modo, nei raduni o durante la devozione spirituale o quando camminiamo per strada o ci sediamo in autobus o al lavoro, il nostro cuore si aprirà sempre silenziosamente a Dio, nella preghiera.
Senza rendercene conto, poi si potrà placare ancora di più al Suo cospetto, noi comprenderemo meglio la Sua volontà e, di fronte alle avversità, sapremo come praticare la verità per soddisfarLo.
Così, il nostro rapporto con Dio diventerà molto più normale.
Dio ascolta tutte le preghiere?
Ma non ascolta, ovvero non accetta, tutte le preghiere.
Per esempio, quelle di un uomo che maltratta sua moglie possono essere impedite (1 Pietro 3:7).
Dio si rifiutò inoltre di udire le preghiere degli israeliti che si ostinavano a fare il male.
È chiaro che la preghiera è un privilegio. Eppure perfino coloro che hanno commesso peccati gravi possono essere ascoltati da Dio se si pentono. (Leggi Isaia 1:15; 55:7.)
La preghiera non consiste soltanto nel formulare richieste, ma nel cercare Dio, riconoscere la propria condizione, confessarsi, ascoltare la Sua guida e disporsi a praticare la verità.
Il ruolo dello Spirito Santo
Lo Spirito Santo Lo Spirito Santo ci aiuta a discernere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, ci conforta quando siamo tristi e ci aiuta a conoscere meglio Dio e Suo Figlio.
Quando abbiamo una vera comunione con Dio e viviamo davanti a Dio, siamo toccati dallo Spirito Santo e otteniamo la Sua opera.
Indipendentemente da ciò che stiamo facendo, che stiamo pregando o lavorando, o facendo una passeggiata, dovremmo costantemente esercitarci a calmare il nostro cuore davanti a Dio.
Finché ci esercitiamo così, potremo mantenere una normale relazione con Dio.
Lo Spirito Santo ci aiuta a discernere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, ci conforta quando siamo tristi e ci aiuta a conoscere meglio Dio e Suo Figlio.
Leggere la Bibbia con il cuore
Oltre a calmare i nostri cuori davanti a Dio quando preghiamo, dobbiamo anche stare in silenzio davanti a Dio e toccare il suo Spirito con i nostri cuori quando leggiamo la Bibbia e contempliamo le parole di Dio.
Ogni giorno i cristiani praticano le devozioni spirituali e leggono la parola di Dio. Come possiamo leggere la Sua parola sia per ottenere buoni risultati che per consentire al nostro rapporto con Dio di diventare più intimo?
La parola di Dio ci dice che, quando la leggiamo, dobbiamo contemplarla e cercare col cuore, dobbiamo ottenere la rivelazione e l’illuminazione dello Spirito Santo e comprendere la volontà di Dio e ciò che Egli ci richiede.
Soltanto con una simile lettura della Sua parola i nostri sforzi daranno i loro frutti e noi ci avvicineremo a Lui.
Contemplare il significato delle Scritture
Nel leggere la Sua parola, se ci limitiamo a darle una rapida occhiata senza veramente prestarle attenzione, se ci concentriamo solamente sulla comprensione di alcune lettere e dottrine per metterci in mostra e non badiamo alla comprensione del vero significato della parola di Dio, allora, a prescindere da quanto la leggiamo, non ci conformeremo alla Sua volontà, tanto meno saremo in grado di stabilire un rapporto normale con Lui.
Quando leggiamo la parola di Dio, dunque, dobbiamo placare il nostro cuore e usarlo per esaminare il motivo per cui Dio dice simili cose, qual è la Sua volontà e quali risultati Lui vuole ottenere con noi dicendole.
Solo contemplando profondamente la Sua parola in questo modo possiamo comprendere la Sua volontà e seguire maggiormente il Suo cuore, e il nostro rapporto con Dio diventerà sempre più normale.
Per esempio, vediamo che il Signore Gesù dice: “In verità io vi dico: Se non mutate e non diventate come i piccoli fanciulli, non entrerete punto nel Regno de’ Cieli” (Matteo 18:3).
Tutti noi riusciamo a comprendere il significato superficiale di quest’affermazione, cioè, Dio desidera che siamo puri e sinceri come fanciulli e solo diventando persone oneste secondo le esigenze di Dio possiamo essere condotti da Lui nel Suo Regno.
Ma qual’è il significato di essere una persona onesta; perché Dio ama le persone oneste; quali manifestazioni di disonestà e inganno possediamo; cosa dovremmo fare in pratica per cominciare a essere persone oneste.
Queste sono le questioni che dovremmo contemplare più a fondo.
Dalla lettura alla trasformazione
Ad esempio, se riflettiamo su quali manifestazioni di falsità possediamo, possiamo vedere che: quando abbiamo a che fare con altre persone, spesso non riusciamo a trattenerci dal mentire o ingannare per salvaguardare i nostri interessi, la nostra reputazione e il nostro prestigio.
Nel momento in cui ci prodighiamo per Dio, nella preghiera possiamo anche dire che desideriamo amarLo e soddisfarLo, ma, se veniamo messi alla prova - come quando nostro figlio si ammala oppure a noi stessi o a un membro della famiglia succede di perdere il lavoro, cominciamo subito a lamentarci con Dio a tal punto che vogliamo abbandonare la nostra opera nella Chiesa; è chiaro, quindi, che ci prodighiamo per Dio in modo corrotto e in una modalità in base alla quale facciamo accordi con Lui.
Ci prodighiamo per Dio per trarre profitto da Lui e non meramente per soddisfarLo.
Questi sono solo alcuni esempi di come dimostriamo la nostra falsità. Da tali manifestazioni si capisce che noi non siamo realmente persone oneste.
Dopo aver visto chiaramente i nostri difetti e le nostre lacune, ci risolviamo ad avere sete di verità e proviamo a mettere più in pratica la parola di Dio nella nostra vita in modo che possiamo gradualmente diventare persone oneste.
È il risultato ottenuto dalla contemplazione della parola di Dio.
Naturalmente tale risultato non può essere conseguito contemplando la parola di Dio una sola volta, ma piuttosto facendolo diverse volte.
Inoltre, dobbiamo praticare consapevolmente la Sua parola ogni volta che ci troviamo di fronte a dei problemi.
In breve, purché contempliamo incessantemente la parola di Dio col cuore, saremo in grado di acquisire la rivelazione e l’illuminazione dello Spirito Santo.
Un giorno guadagneremo un po’ di nuova luce e il giorno seguente ne guadagneremo ancora un altro po’ e, col tempo, saremo capaci di comprendere maggiormente la verità nella parola di Dio, il percorso di pratica sarà più chiaro, la nostra vita gradualmente progredirà e il nostro rapporto con Dio diventerà sempre più intenso.
Riconoscere la propria condizione davanti a Dio
Secondo, riconosciamo la nostra vera situazione attraverso le parole di Dio, notiamo le nostre mancanze, riconosciamo la verità sulla nostra corruzione, imploriamo Dio di salvarci e purificarci e assumiamoci la vera responsabilità della nostra vita.
Quando noi Lo preghiamo, perciò, dobbiamo avere un cuore timorato di Dio, parlarGli con franchezza e sincerità, portare davanti a Lui la nostra vera condizione, le nostre difficoltà e sofferenze e raccontarGliele, e dobbiamo cercare la Sua volontà e il percorso di pratica, perché solo così le nostre preghiere si conformeranno al volere di Dio.
Il Signore Gesù disse: “Ma sia il vostro parlare: Sì, sì; no, no; poiché il di più vien dal maligno” (Matteo 5:37).
Dalle parole del Signore Gesù capiamo che il Signore ci richiede di essere persone oneste che sappiano dire la verità e fare cose pratiche, invece di imbrogliare e mentire.
Coloro che non riescono a comportarsi secondo le esigenze del Signore sono malvagi.
Abbandonare la menzogna e praticare l’onestà
Quindi, se vogliamo stabilire una normale relazione con Dio, dovremmo abbandonare le bugie e impegnarci ad essere persone oneste.
Nella preghiera, dovremmo esercitarci con coscienza a dire la verità nei nostri cuori ed entrare davvero in comunione con Dio; durante le riunioni, dovremmo citare le parole di Dio quando mettiamo a nudo le nostre corruzioni e accettare la supervisione dei fratelli e delle sorelle; quando ci riuniamo con altri dovremmo parlare secondo i fatti, e se le nostre motivazioni non sono corrette, dovremmo voltare le spalle ai nostri desideri fisici e accettare le ispezioni di Dio.
Quando agivo in questi modi, mi sentivo a mio agio e vivevo liberamente e senza freni.
Quindi, finché esercitiamo veramente l’onestà e sperimentiamo l’opera di Dio, la nostra relazione con Dio diventerà sempre più normale.
Donare il cuore a Dio
Terzo, doniamo il nostro cuore a Dio, permettiamo a Dio di controllare ogni cosa e obbediamo alla sovranità e alle disposizioni di Dio.
Dare i nostri cuori a Dio significa affidare a Dio i nostri lavori, le nostre famiglie e le nostre vite.
Qualunque cosa ci accada, dovremmo immergerci nell’opera di Dio e dedicarci a Lui, agire secondo le Sue parole in ogni cosa e obbedire alle Sue orchestrazioni e disposizioni senza scelta.
Questo è ciò che si intende per donare il proprio cuore a Dio.
Se dichiariamo di essere pronti a sottometterci a Dio ma siamo pieni di lagnanze e ci permettiamo persino di negare, giudicare e bestemmiare Dio quando i fatti ci mettono alla prova, non stiamo veramente donando il nostro cuore a Dio.
Come disse il Signore Gesù: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il cuor loro e lontano da me. Ma invano mi rendono il loro culto, insegnando dottrine che son precetti d’uomini” (Matteo 15:8-9).
Dalle parole di Dio capiamo che Egli non desidera noi onorarLo con le labbra; invece vuole che doniamo interamente il nostro cuore a Lui e Gli rendiamo la sovranità su ogni cosa.
Obbedire nella vita concreta
Supponiamo di dover affrontare la questione del matrimonio di uno dei nostri figli.
Preghiamo: “Caro Signore! Mio figlio mi è stato donato da Te. Ora ha raggiunto l’età del matrimonio. Invece di prendere decisioni personalmente, sono disposto ad affidarTi questo argomento e ad obbedire alla Tua orchestrazione e disposizione. Credo che ciò che disporrai sarà il meglio per lui”.
Dopo una tale preghiera, dovremmo obbedire alle orchestrazioni di Dio invece di agire secondo i nostri stessi desideri.
Prendiamo come esempio i tre amici di Daniele. Di fronte al pericolo di essere gettati in una fornace ardente, erano disposti a morire piuttosto che adorare gli idoli. (si veda Daniele 3:17-18)
Non hanno scelto, hanno reso a Dio il loro sovrano e hanno soddisfatto Dio con tutto il cuore; questo significa veramente donare il cuore a Dio.
Cercare e praticare la verità in ogni cosa
Quarto, impariamo a cercare e praticare la verità in tutte le cose.
La questione più cruciale per i cristiani nel mantenere un rapporto normale con Dio è cercare la verità quando essi incontrano delle difficoltà e praticare conformemente alla Sua parola.
Ma nella vita, quando incontriamo dei problemi, spesso ci affidiamo alla nostra esperienza o impieghiamo mezzi umani per gestirli o cerchiamo di risolverli secondo le nostre preferenze.
È davvero raro che ci plachiamo al cospetto di Dio e cerchiamo la verità o che affrontiamo il problema secondo la Sua volontà.
Perdiamo così molte opportunità di praticare la verità e ci allontaniamo sempre di più da Dio.
La Sua parola dice: “Qualunque cosa tu stia facendo, che sia una questione più o meno importante, e che tu la stia facendo per compiere il tuo dovere nella famiglia di Dio oppure per motivi tuoi, devi valutare se ciò che fai sia conforme alla volontà di Dio, nonché se sia ciò che dovrebbe fare una persona dotata di umanità. Se in tutto ciò che fai ricerchi la verità in questo modo, sei una persona che veramente crede in Dio” (“La ricerca della volontà di Dio serve a mettere in pratica la verità” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”).
“Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli” (Giovanni 8:31).
La verità non dipende dallo status
Non importa chi ha detto qualcosa, anche se quella persona è di basso rango o qualcuno che guardiamo dall’alto in basso, se ciò che lui o lei dice è conforme alla verità, dovremmo sottometterci e accettarlo.
Ma se, al contrario, non è conforme alla verità, non dovremmo accettarlo, non importa quanto in alto sia la loro posizione o quanto grande sia la loro influenza.
Quando scopriamo che i nostri collaboratori si impegnano in dispute di gelosia l’uno con l’altro, rubano le offerte o fanno qualcosa di dannoso per gli interessi della chiesa, non dovremmo chiudere un occhio su queste cose, o agire come se la cosa non ci toccasse, né dovremmo essere inibiti dallo status e dal potere di altre persone.
Invece, dovremmo schierarci fermamente dalla parte di Dio e salvaguardare gli interessi della chiesa.
Solo quando agiamo in questo modo possiamo davvero obbedire alla verità.
Proprio come dice la Bibbia, “Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini” (Atti 5:29).
Il discernimento e l’esempio degli apostoli
Oggigiorno, nella chiesa, ci sono molte persone che adorano la conoscenza e lo status, ascoltano ciecamente e obbediscono a qualsiasi cosa dicano i pastori e gli anziani.
I loro comportamenti mi ricordano gli Israeliti.
Durante il tempo del Signore Gesù, gli Israeliti adoravano ciecamente i capi dei sacerdoti, gli scribi e i farisei; ingannati da essi, li seguirono nel resistere al Signore Gesù e Lo inchiodarono alla croce, soffrendo in seguito la punizione e la maledizione di Dio.
Al contrario, persone come Pietro, Giovanni, Matteo e Filippo videro che l’opera e la parola del Signore Gesù mostravano pienamente l’autorità e il potere Dio e Lo seguirono, senza lasciarci soggiogare dai farisei, così ottennero la salvezza di Dio.
La comunione con altri credenti
Avvicinarsi a Dio non è facile perché siamo circondati da persone che non hanno fede in lui e ridono della sua promessa di portare la pace sulla terra (2 Timoteo 3:1, 4; 2 Pietro 3:3, 13).
Quindi abbiamo bisogno della compagnia incoraggiante di altri cristiani, e loro hanno bisogno di noi. (Leggi Ebrei 10:24, 25.)
La compagnia di chi ama Dio ci aiuta ad avvicinarci a lui.
Le adunanze dei Testimoni di Geova ci danno l’opportunità di trarre incoraggiamento dalla fede degli altri. (Leggi Romani 1:11, 12.)
Quando ci riuniamo con altri dovremmo parlare secondo i fatti, e se le nostre motivazioni non sono corrette, dovremmo voltare le spalle ai nostri desideri fisici e accettare le ispezioni di Dio.
Riflettere ogni giorno sulla propria vita
Il nostro cuore è turbato spesso dalle persone, dagli eventi e dalle cose di ogni genere.
Quando incontriamo dei problemi, diventa molto difficile per noi placarci al cospetto di Dio, avvicinarci a Lui e cercare la Sua illuminazione e guida.
Quando facciamo delle cose, spesso agiamo senza un orientamento o uno scopo corretto, e il nostro cuore è continuamente in uno stato di vacuità e agitazione.
Ciò porta a un crescente allontanamento da Lui.
In quest’epoca di vita frenetica, tuttavia, lavori impegnativi, relazioni complicate e cattive tendenze sociali ci coinvolgono e ci tengono occupati sempre di più.
Il nostro cuore è facilmente turbato dalle persone, dagli eventi e dalle cose del mondo esterno, e questi ci impediscono di mantenere un rapporto normale con Dio.
Ciò porta a un crescente allontanamento da Lui e, quando incontriamo dei problemi, diventa molto difficile per noi placarci al Suo cospetto, avvicinarci a Lui e cercare l’illuminazione e la guida dello Spirito Santo.
Esattamente, quindi, come possiamo mantenere uno stretto rapporto con Dio?
Giungi al cospetto di Dio e rifletti su te stesso ogni giorno, e mantieni il tuo rapporto normale e intimo con Lui.
Indipendentemente da ciò che stiamo facendo, che stiamo pregando o lavorando, o facendo una passeggiata, dovremmo costantemente esercitarci a calmare il nostro cuore davanti a Dio.
Le benedizioni di una relazione con Dio
Se mettiamo in atto ed entriamo in questi quattro punti sopra descritti, potremo avvicinarci a Dio e stabilire una normale relazione con Lui; avremo un percorso di pratica nei problemi che incontreremo, Egli ci concederà la pace e la gioia e ci consentirà di vivere nella Sua benedizione.
Geova ha cura di coloro che lo amano. Può proteggerli da qualsiasi cosa possa mettere in pericolo la loro fede e la loro speranza della vita eterna (Salmo 91:1, 2, 7-10).
Ci mette in guardia contro stili di vita che potrebbero minacciare la nostra salute e la nostra felicità. Geova ci insegna qual è il miglior modo di vivere. (Leggi Salmo 73:27, 28; Giacomo 4:4, 8.)
Il Signore nostro Dio sia con noi come è stato con i nostri padri; non ci abbandoni e non ci respinga.
Però nella tua molteplice compassione, tu non li hai sterminati del tutto e non li hai abbandonati perché sei un Dio clemente e misericordioso.
Il Signore della pace vi dia egli stesso la pace sempre e in ogni modo.
Per il resto, fratelli, state lieti, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell'amore e della pace sarà con voi.
Passi biblici sulla vicinanza di Dio
- “Appressatevi a Dio, ed Egli Si appresserà a voi” (Giacomo 4:8).
- “Cercate il Signore e la sua forza, ricercate sempre il suo volto.”
- “Gridano e il Signore li ascolta, li salva da tutte le loro angosce.”
- “Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito, egli salva gli spiriti affranti.”
- “Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per gustare la dolcezza del Signore ed ammirare il suo santuario.”
- “Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena nella tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra.”
- “Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino.”
- “Cercate il Signore e la sua potenza, cercate sempre il suo volto.”
- “L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio?”
- “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!”
- “Curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio.”
Un percorso quotidiano per avvicinarsi a Dio
- Credi che Dio è reale e che desidera farsi conoscere.
- Rivolgiti a Dio nella preghiera con sincerità, senza limitarti a parole ripetute o formali.
- Leggi la Bibbia con attenzione, contemplando la volontà di Dio e il significato delle Sue parole.
- Riconosci le tue mancanze e parla a Dio della tua vera condizione.
- Pratica l’onestà, abbandonando le bugie e assumendoti la responsabilità delle tue azioni.
- Affida a Dio la tua vita, la famiglia, il lavoro e le decisioni.
- Cerca la verità nelle difficoltà invece di affidarti soltanto alle preferenze e ai mezzi umani.
- Rimani in comunione con altri credenti per ricevere incoraggiamento e aiutare gli altri.
- Invoca Dio durante la giornata, in ogni luogo e in ogni circostanza.
Perché, allora, non cominciamo proprio adesso?

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