Madonna della Pace a Vicenza: storia, origine e informazioni

La parrocchia Madonna della Pace di Vicenza nasce dal voto espresso nel febbraio 1917 a Santa Maria Regina della Pace, a Monte Berico, quando la popolazione invocò la protezione della Madonna durante la Prima guerra mondiale. In segno di riconoscenza fu promesso di rendere festivo l’8 settembre, giorno della Natività della Vergine, e di dedicare a Maria Regina della Pace una chiesa della città.

La comunità è oggi inserita nell’Unità Pastorale Madonna della Pace - Casale - San Pio X e mantiene un legame storico e spirituale con il Santuario di Monte Berico, principale luogo mariano di Vicenza e della diocesi.

Le origini della Madonna della Pace

Ricorre quest’anno il 100° anniversario del voto a S. Maria Regina della Pace espresso a Monte Berico nel febbraio 1917 dai cittadini della parrocchia di Madonna della Pace in Vicenza. «Il centenario del Voto alla Madonna - spiega il parroco don Lino Smiderle - nasce da un fatto storico.

Il flagello della guerra non risparmiava le popolazioni montane del Vicentino, che, da Asiago erano costrette a scappare. Giunte in pianura, venivano accolte sia dal vescovo Rodolfi, che dal sindaco Muzani: essi, tuttavia, umanamente limitati nel sostenere l’imponente afflusso di gente, pensarono di rivolgersi al Cielo, invocando dalla Madonna di Monte Berico la grazia di risparmiare le parrocchie e la città dall’invasione austro-ungarica.

In segno di perenne riconoscenza avrebbero reso festivo l’8 settembre, giorno della Natività della Vergine, con una santa messa celebrata dal Vescovo, e dedicato a Maria Regina della Pace una chiesa della città». Proprio qui ha inizio la storia della comunità che in questo mese ricorda l’anniversario.

Durante le celebrazioni del centenario, il 25 febbraio alle ore 7.30 partì un pellegrinaggio dalla chiesa cittadina diretto a Monte Berico attraverso le scalette di Porta Monte; alle 9 fu celebrata presso il Santuario una messa, che incluse la recita della Supplica. Presso la parrocchia, la messa domenicale delle ore 10.30 fu presieduta dal Vescovo Beniamino Pizziol, alla presenza del sindaco Variati.

Il legame con il Santuario di Monte Berico

Le origini del Santuario di Monte Berico sono legate alle due apparizioni della Madonna a Vincenza Pasini, una donna che portava il pranzo al marito che lavorava sul colle: la prima del 7 marzo del 1426, la seconda del 1° agosto 1428. La Madonna prometteva la fine della peste e chiedeva che in quel luogo le fosse dedicata una chiesa.

Correva l’anno 1426, quando Vicenza e il suo contado, come molti altri territori in Italia e in Europa, stavano vivendo un dramma che per anni, oltre a mietere vittime, generò anche una profonda crisi economica e sociale: la pestilenza. All’improvviso, a Monte Berico, raccontano le antiche fonti, un evento inatteso scosse il panorama umano della desolazione, ridando speranza e fiducia in un futuro migliore.

Il 7 marzo di quell’anno, verso l’ora terza (circa le 9 di mattina), la Vergine Maria apparve a Vincenza Pasini, un’umile e anziana moglie di un contadino che si recava a portare il cibo al marito che stava lavorando alle vigne. La celeste Regina chiese a Vincenza di farsi messaggera delle sue volontà presso il popolo vicentino, il governo religioso e municipale, invitando l’intera città a erigere un santuario in suo onore sul luogo dell’apparizione.

Il messaggio non fu recepito subito e, solo dopo la seconda apparizione mariana, la richiesta venne accolta dalle autorità. A partire dal 25 agosto del 1426, nell’arco di soli tre mesi, sorse il primitivo sacello gotico dedicato alla Vergine, la cui fama cominciò a crescere da subito, valicando presto i confini diocesani e attirando pellegrini anche da altri luoghi.

La città si salvò anche se Vincenza Pasini non fu subito creduta: era troppo semplice per crederle. «Accade lo stesso - commenta don Marco Pozza - anche a Gesù, nel Vangelo di questa domenica: quando la meraviglia appare a due passi da te, è difficile credere che sia così vicina a casa tua».

Madonna della Pace e Monte Berico

Monte Berico, luogo di speranza e pellegrinaggio

Dopo sei secoli di storia gloriosa e a tratti drammatica, questo tempio, divenuto grande e ricco di tesori d’arte, racchiude oggi al suo interno la storia religiosa, culturale e civica della città, le testimonianze figurate (ex voto), una biblioteca specializzata, un archivio storico e un museo d’arte sacra.

Emblema dell’accoglienza nei confronti dei pellegrini che salgono in preghiera al Monte è la statua quattrocentesca della Mater Misericordiae. Maria è raffigurata mentre copre e protegge con il suo manto otto figure, il cui numero evoca simbolicamente l’universalità di questo abbraccio: persone di ogni ceto e provenienza possono trovare rifugio ai piedi della Beata Vergine, sia nei momenti di gioia che di pianto.

La vocazione al pellegrinaggio rende il Santuario mariano un luogo aperto verso il mondo e le sue molteplici culture. Il complesso architettonico di straordinario fascino, grazie alla sua impronta prima gotica, poi rinascimentale e in seguito barocca e alla rigogliosa cornice paesaggistica e di interesse naturalistico, si apre a ogni persona, senza distinzioni di credo e cultura, come meta ideale per percorsi di esplorazione in diversi ambiti di spiritualità, conoscenza ed esperienza.

Il Giubileo per la Rinascita è un progetto che desidera valorizzare non solo la memoria storica e il patrimonio culturale del Santuario di Monte Berico, ma attivare un processo dinamico e partecipativo di accrescimento dell’offerta formativa e turistica del territorio in cui è inserito e di cui è da sei secoli un faro spirituale.

La storia di Vicenza attraverso la devozione mariana

Nel 1428 la città fu colpita da una terribile peste. Le origini del Santuario di Monte Berico sono legate alle due apparizioni della Madonna a Vincenza Pasini, una donna che portava il pranzo al marito che lavorava sul colle: la prima del 7 marzo del 1426, la seconda del 1° agosto 1428.

Per molti cristiani è un obbligo, una routine che rischia di diventare un peso. In realtà le motivazioni di recarsi in chiesa la domenica hanno la loro prima radice nei comandamenti dati da Dio, sul Sinai, a Mosé quando si legge: “ricordati del giorno di sabato per santificarlo”. Quindi la dedicazione di un giorno interamente al Signore.

Vicenza è bellezza gentile, che sa parlare in silenzio, raccontare senza far rumore, incantare senza stordire. Vicenza è città d’immenso valore artistico, ma anche centro religioso ricco di spiritualità e solidarietà.

La Cattedrale racconta la storia e le origini del cristianesimo. All’interno un polittico e scavi archeologici, i più vasti del Veneto, con la prima domus ecclesiae della città della fine del III secolo dove la prima comunità cristiana si riuniva in una casa privata, dedicata agli incontri e alla cena, la Messa della domenica.

La Cena di San Gregorio Magno di Paolo Veronese

Oggetto di un impegnativo lungo restauro sostenuto da Intesa Sanpaolo, il grande telero di 40 metri quadrati dipinto da Paolo Veronese nel 1572 per il refettorio della Basilica di Monte Berico a Vicenza è l' unica opera, tra le famose Cene del pittore, ad essere ancora conservata nel luogo per il quale fu creata.

La Sala del Quadro è il refettorio con la Cena di San Gregorio Magno di Paolo Veronese. Il dipinto costituisce una delle principali testimonianze artistiche custodite nel complesso di Monte Berico e collega la storia religiosa del Santuario al patrimonio culturale della città.

Informazioni per la visita al Santuario

Orari della chiesa

GiorniOrario estivoOrario invernale
Da lunedì a sabato6.00-12.30 / 14.30-19.006.00-12.30 / 14.30-18.00
Domenica6.00-20.006.00-19.00

L’ingresso alla chiesa è libero. Durante le celebrazioni liturgiche non sono consentite visite turistiche.

Sala del Quadro

GiorniOrario estivoOrario invernale
Da lunedì a sabato8.30-12.30 / 14.30-18.306.00-12.30 / 14.30-18.00
Domenica7.30-19.307.30-18.30

Per i gruppi si prega di prenotare. L’ingresso è libero.

Museo dell’arte sacra

Il Museo dell'arte sacra è visitabile il sabato, negli orari estivi e invernali, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00; negli altri giorni è necessario prenotare. L’ingresso è libero con contributo responsabile.

Come arrivare a Monte Berico

Il Santuario si trova a circa 2 km dal centro storico. In auto si può giungere fino al Piazzale della Vittoria, che offre numerosi posti auto.

Nei giorni festivi, da Viale Roma è possibile prendere il bus urbano18 SVT che collega con regolarità il centro con il vicino colle. Nei giorni feriali invece per raggiungere il Santuario sono disponibili le corse del 18 ( non molto frequenti) oppure partendo dall'autostazione, si può scegliere il bus 6 extraurbano.

Lungo Viale 10 giugno sono disponibili stalli gratuiti per la sosta dei bus turistici. Giungendo da Vicenza, sarà necessario arrivare alla rotonda in prossimità del Santuario per invertire il senso di marcia prima di poter parcheggiare.

A piedi dal centro, con una piacevole passeggiata si può arrivare in una mezz'ora al colle del Monte Berico. Raggiunto il Viale Risorgimento si potrà scegliere di salire le scalette, attraverso l'Arco delle Scalette, di progetto palladiano oppure di incamminarsi lungo la via di pellegrinaggio porticata di viale 10 giugno.

Scalette di Monte Berico a Vicenza

La parrocchia Madonna della Pace e l’Unità Pastorale

La parrocchia Madonna della Pace fa parte dell’Unità Pastorale Madonna della Pace - Casale - San Pio X. Gli appuntamenti dell’Unità Pastorale costituiscono uno strumento di condivisione delle comunità e comprendono iniziative liturgiche, formative e rivolte alla vita del quartiere.

Il progetto nasce dalla constatazione che nel nostro quartiere di San Pio X poche sono le occasioni dedicate ai bambini dai 6 ai 10 anni (età caratterizzata da forte crescita e numerosi cambiamenti) per incontrarsi e divertirsi assieme di Domenica.

Tra le proposte della diocesi figura “Educare alla fede. Catechetica”, un percorso di formazione per catechisti o per chi vuole approfondire. All’interno del corso dell’ISSR “Educare alla fede. Catechetica”, sono state scelte 8 tematiche e si può partecipare in presenza o in collegamento on-line.

La comunità parrocchiale collega quindi la devozione mariana, la celebrazione liturgica, la formazione cristiana e le attività di aggregazione, mantenendo viva una storia iniziata con il voto a Maria Regina della Pace nel 1917.

Il patrimonio religioso del territorio vicentino

Scrivere di itinerari religiosi per i turisti nella provincia di Vicenza,come del resto nell’Italia intera, è una impresa imponente e impossibile da sintetizzare perché tanti sono gliedifici religiosi così come numerosi sono i capitelli, le cappelle votive, le edicole e gli eremi, senza contare l’immenso patrimonio artistico religioso composto da dipinti, paraventi,abiti ed oggetti sacri custoditi nelle Chiese e nelle Cattedrali o nei preziosi Musei Diocesani.

Tutti degni di essere conosciuti perché ognuno di questi luoghi e di questi oggetti ha senza dubbio un valore, spesso artistico ancor prima che religioso, o perché rappresentanouna tradizione o raccontano una storia popolareoppure una credenza diffusa.

Nei 113 comuni vicentini si festeggiano oltre 50 diversi patroni che sono orgogliosamente celebrati anche se dal 1978 la Madonna di Monte Berico è la patrona del capoluogo Vicenza e della sua Diocesi.

La tradizione dei cosiddetti ex-voto suscepto, offerte votive, si fa risalire all’antichità e a religioni diverse, ma seppur siano forme di teatralizzazione per aver scongiurato o vinto situazioni di sofferenza e precarietà, ancora oggi, con varie modalità, sono diffuse e praticate in tutto il mondo.

Altri luoghi della fede nei dintorni

La Grotta di Lourdes e la Pieve di Chiampo

Se vi trovate a Vicenza o nei dintorni, non perdete una visita alla Grotta di Lourdes a Chiampo chiamata così perché è la copia fedele in scala 1/1 dell’originale della cittadina francese.

L’ha voluta e costruita Frà Claudio Granzotto, frate francescano già scultore, beatificato nel 1994 da Giovanni Paolo II, che ha saputo ben coniugare, in questa impresa, le sue capacità di artista con l’ispirazione religiosa apprezzata in particolare nella realizzazione della statua dell’Immacolata Concezione alta m. 1,78 e collocata nella nicchia proprio come a Massabielle.

La consacrazione a luogo di culto avvenne il 29 settembre 1935 e in occasione del Centenario Lourdiano del 1958 ospitò ben 200 mila pellegrini. Nel 2008 in occasione del 150° anniversario se ne sono contati quasi un milione.

In questo luogo di raccoglimento e preghiera si trova anche un monumento a Bernadette Soubirous realizzato dal Beato Claudio nel 1942, la Via Crucis all’interno del vasto Parco botanico con oltre 350 specie di piante, il Museo “P. Aurelio Menin” e la Nuova Chiesa costruita a forma di conchiglia.

Importante anche la visita alla Chiesa della Pieve che ebbe origine del IX-X secolo e che fu oggetto di diverse ricostruzioni ed ampliamenti. Ospita all’interno un interessante altare barocco e una Madonna con il Bambino del Settecento.

Il Duomo di San Pietro a Schio

Il Duomo di San Pietro così come appare attualmente è l’ultima di molte ricostruzioni che ebbero inizio da una cappella medioevale dedicata a San Pietro esistente sul colle del Gorzone.

Fra il 1100 e il 1200 l’antica Pieve di Pievebelvicino, chiesa madre di tutte le altre della Val Leogra, assegnò all’antica cappella scledense un parroco e così divenne parrocchia.

Nel XIX secolo si assiste a un piano espansivo e riformatore in campo urbanistico derivato dallo sviluppo industriale e demografico e favorito da Alessandro Rossi. Questo progetto coinvolse anche il Duomo, la canonica, la Piazza e la ristrutturazione fu affidata ed eseguita da A. Caregaro Negrin tra il 1877 e il 1879.

La decorazione interna del Duomo è opera di diversi artisti tra cui Valentino Saiez per i bassorilievi dell’attico della navata e per il cocrifisso, Valentino Pupin per la cromia della volta e la pala dell’altare di San Giuseppe. La chiesa è dotata di due preziosi organi e di altre opere artistiche frutto di bravi artisti locali.

La cappella di Santa Giustina al Giavenale

Il Giavenale di Schio conserva in territorio rurale una cappella dedicata a s.Giustina, da sempre conosciuta dagli storici locali e attribuita al IV secolo.

Nella chiesetta campestre è murata una iscrizione che ricorda u pontefice pagano della famiglia Cameria, quattuorviro del municipium di Vicenza, con la moglie Terenzia. Nelle vicinanze sono state trovate monete del tardo impero.

La chiesa di Santa Corona

La chiesa di Santa Corona appartiene al patrimonio delle chiese e dei monumenti sacri di Vicenza e rappresenta una delle mete religiose e artistiche della città.

VICENZA gita A Monte Berico

Il significato della Madonna della Pace oggi

La storia della Madonna della Pace è inseparabile dalle vicende della città, dalle guerre e dalle emergenze che hanno segnato il territorio vicentino. La devozione nata durante il dramma del 1917 si inserisce nella più ampia tradizione mariana di Monte Berico, nata dalle apparizioni del 1426 e del 1428.

Il Santuario e la parrocchia costituiscono così due dimensioni collegate: Monte Berico è il grande luogo di pellegrinaggio della città e della diocesi, mentre Madonna della Pace è una comunità radicata nel tessuto urbano, nella memoria del quartiere e nella vita quotidiana dei fedeli.

La vocazione al pellegrinaggio rende il Santuario mariano un luogo aperto verso il mondo e le sue molteplici culture. La sua storia continua a essere custodita attraverso la preghiera, le celebrazioni, la formazione, la memoria delle comunità e la valorizzazione del patrimonio religioso e artistico vicentino.

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