Nel 1916 l’arcivescovo di Conza era Nicola Piccirilli, in carica dal 15 novembre 1904 al 25 settembre 1917, quando fu nominato arcivescovo di Lanciano. In quell’anno la sede di Conza era ancora distinta dall’unione successiva con le diocesi di Sant’Angelo dei Lombardi e Bisaccia, realizzata il 30 settembre 1921.
Nicola Piccirilli guidava quindi l’Arcidiocesi di Conza in una fase precedente alla riorganizzazione ecclesiastica che avrebbe modificato profondamente la struttura delle diocesi dell’Alta Irpinia. La sua successione nella sede conzana fu affidata a Carmine Cesarano, che resse l’arcidiocesi dal 30 settembre 1918 al 30 settembre 1921.
Nicola Piccirilli, arcivescovo di Conza
La cronotassi della sede di Conza registra Nicola Piccirilli con la formula: «Nicola Piccirilli † (15 novembre 1904 - 25 settembre 1917 nominato arcivescovo di Lanciano)». Questa indicazione colloca con precisione il suo episcopato e conferma che nel 1916 egli era l’ordinario dell’arcidiocesi.
Il suo governo episcopale si svolse tra quello di Antonio Buglione, succeduto alla sede il 18 ottobre 1896 e morto il 20 febbraio 1904, e quello di Carmine Cesarano, nominato arcivescovo di Conza il 30 settembre 1918. La successione comprende dunque:
| Arcivescovo | Periodo nella sede di Conza | Avvenimento successivo |
|---|---|---|
| Antonio Buglione | 18 ottobre 1896 - 20 febbraio 1904 | Deceduto |
| Nicola Piccirilli | 15 novembre 1904 - 25 settembre 1917 | Nominato arcivescovo di Lanciano |
| Carmine Cesarano | 30 settembre 1918 - 30 settembre 1921 | Nominato arcivescovo, titolo personale, di Campagna |
La sede di Conza nel 1916
La Diocesi di Conza fu probabilmente eretta nell’VIII secolo. Nel 743 un documento attesta la partecipazione del vescovo Pelagio al Concilio Romano svoltosi in quell’anno.
Nella seconda metà dell’XI secolo la sede di Conza fu elevata al rango di arcidiocesi metropolitana. Negli anni tra il 1051 e il 1081, la Chiesa conzana, fu insignita della dignità Arcivescovile ed elevata a sede Metropolitana.
L’Arcidiocesi di Conza costituiva la XV provincia ecclesiastica in tutta l’Italia. Aveva come sue suffraganee le diocesi di S. Angelo dei Lombardi, Bisaccia, Lacedonia, Monteverde, Muro Lucano, Satriano.
Nel 1916, pertanto, Nicola Piccirilli non guidava ancora l’attuale Arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, ma la storica Arcidiocesi di Conza, che conservava la propria identità e dignità metropolitana. L’unione con le diocesi di Sant’Angelo dei Lombardi e Bisaccia sarebbe stata stabilita soltanto nel 1921.

Il territorio storico dell’arcidiocesi
Con la Costituzione Apostolica “Ad Christifidelium bonum” del 30 settembre 1921 furono unite all’Arcidiocesi di Conza “aeque principaliter” le diocesi di S. Angelo dei Lombardi e Bisaccia. Questo atto determinò lo smembramento del territorio dell’Arcidiocesi conzana che conservò, dei 24 paesi di cui era costituita, solo 11 centri (Conza, S. Andrea di Conza, Andretta, Cairano, Calitri, Calabritto, Caposele, Quaglietta, Senerchia, Teora, Pescopagano), mentre tutti gli altri (Castelnuovo di Conza, Santomenna, Laviano, Valva, Colliano, Oliveto Citra, Contursi, S. Gregorio Magno, Auletta, Buccino, Palomonte, Salvitelle, Vietri di Potenza) passarono sotto la giurisdizione della piccola diocesi di Campagna.
Nel 1916 la situazione era quindi ancora quella della precedente circoscrizione conzana, prima dello smembramento territoriale del 1921. L’arcidiocesi comprendeva una vasta area dell’Alta Irpinia e territori collegati alla storia ecclesiastica di Conza, tra cui Conza, Sant’Andrea di Conza, Andretta, Cairano, Calitri, Calabritto, Caposele, Quaglietta, Senerchia, Teora e Pescopagano.
Dalla metà del XVI secolo gli Arcivescovi conzani risedettero alternativamente nei centri di S. Andrea di Conza e Santomenna, feudi della mensa arcivescovile, di cui erano insigniti del titolo di Baroni. Ancora oggi, a S. Andrea di Conza sorge imponente il complesso del seminario metropolitano e dell’annessa pro-cattedrale di S. Michele.
Conza e la residenza degli arcivescovi
La cattedrale di Conza fu consacrata nel 1122 o 1123. Tra i tanti presuli che la guidarono rifulge Sant’Erberto (1169 1181), le cui spoglie sono tutt’oggi conservate in un prezioso sarcofago lapideo custodito in loco.
Dalla metà del XVI secolo gli Arcivescovi conzani risedettero alternativamente nei centri di S. Andrea di Conza e Santomenna, feudi della mensa arcivescovile, di cui erano insigniti del titolo di Baroni.
Ancora oggi, a S. Andrea di Conza sorge imponente il complesso del seminario metropolitano e dell’annessa pro-cattedrale di S. Michele, mentre il turrito Episcopio è stato ridotto a sede municipale non così a Santomenna, dove il sisma del 1980 ha definitivamente cancellato il palazzo vescovile, il seminario e la pro-cattedrale di San Gaetano.
Questa articolazione delle sedi residenziali è importante per comprendere la storia dell’arcidiocesi nel periodo in cui Nicola Piccirilli ne era arcivescovo: la sede titolare era Conza, ma la presenza concreta degli arcivescovi e delle strutture diocesane era legata anche ai centri di Sant’Andrea di Conza e Santomenna.
Il seminario metropolitano e Sant’Andrea di Conza
Dopo il Concilio di Trento, fu istituito nella diocesi il Seminario Metropolitano. L’Episcopio di S. Andrea divenuto residenza abituale estiva degli Arcivescovi di Conza (quella invernale era Santomenna), fu oggetto di continui restauri e numerose modifiche ed abbellito con opere di pregio artistico, come il giardino pensile e la monumentale “cascata”.
Nel 1669 e nel 1700, 282 fuochi nel 1732. L’Arcivescovo Gaetano Caracciolo (1682 - 1709) fece ricostruire il Seminario ed edificare la vice cattedrale di San Michele in cui fu sepolto alla sua morte, arredandola con le preziose tele di Andrea Miglionico, pittore del seicento napoletano, allievo di Luca Giordano.
Gli Arcivescovi Francesco Nicolai (1716 - 1731) e Giuseppe Nicolai suo nipote (1731 - 1758) continuarono l’opera del predecessore ampliando e migliorando le strutture, dotando il Seminario di una ricca biblioteca, accrescendo il prestigio della istituzione.
Nella prima metà del XIX secolo l’Arcivescovo Michele Arcangelo Lupoli, autore tra l’altro anche di scritti letterari e teologici, fece del seminario un vero e proprio centro di formazione e di iniziative religiose e civili, dopo averlo fatto riedificare e rimodernare.
Nella seconda metà dell’Ottocento gli Arcivescovi Gregorio De Luca e Salvatore Nappi portarono a compimento importanti opere di restauro e di ampliamento del seminario. Il seminario metropolitano costituiva quindi una delle principali istituzioni formative e culturali legate all’arcidiocesi anche alla vigilia dell’episcopato di Nicola Piccirilli.
La storia di Conza prima del 1916
Il primo documento che ci parla di un vescovo di Conza risale all’anno 743 e ci riferisce di un certo Pelagio che partecipò al Concilio Romano di quell’anno.
La sede conzana attraversò nei secoli diverse fasi di sviluppo istituzionale. Nella seconda metà dell’XI secolo fu elevata a sede metropolitana e mantenne una posizione di rilievo nella geografia ecclesiastica dell’Italia meridionale.
Nel 1818 all’Arcivescovo di Conza fu inoltre data in amministrazione perpetua la sede Vescovile di Campagna. Sempre nel 1818, la Diocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Bisaccia e la Diocesi di Nusco si ampliarono incorporando l’una il territorio della diocesi di Monteverde e l’altra quello della diocesi di Montemarano.
Il 27 giugno 1818 l’Arcidiocesi di Conza fu unita alla Diocesi di Campagna, che era stata eretta il 15 giugno 1525. Questa situazione fu modificata nel 1921, quando la Diocesi di Campagna fu ristabilita e l’Arcidiocesi di Conza fu unita aeque principaliter alle diocesi di Sant’Angelo dei Lombardi e Bisaccia.
La successione dopo Nicola Piccirilli
Il 25 settembre 1917 Nicola Piccirilli fu nominato arcivescovo di Lanciano. Dopo la sua partenza, la sede conzana non ricevette immediatamente un nuovo titolare: Carmine Cesarano fu nominato arcivescovo di Conza il 30 settembre 1918.
Carmine Cesarano rimase alla guida della sede fino al 30 settembre 1921, quando fu nominato arcivescovo, titolo personale, di Campagna. Lo stesso 30 settembre 1921 l’Arcidiocesi di Conza fu unita aeque principaliter alle diocesi di Sant’Angelo dei Lombardi e Bisaccia e assunse il nome di arcidiocesi di Conza, Sant’Angelo dei Lombardi e Bisaccia.
Il Vescovo Mons. Giulio Tommasi, ordinario di S. Angelo dei Lombardi dal 1897, fu promosso Arcivescovo di Conza prendendone possesso il 23 aprile 1922. Egli, però, continuò ad abitare, come i suoi successori, in S. Angelo dei Lombardi.
Dalla sede di Conza all’arcidiocesi attuale
Il 4 agosto 1973 la Diocesi di Nusco fu unita in persona episcopi all’arcidiocesi di Conza, Sant’Angelo dei Lombardi e Bisaccia. Il 30 aprile 1979 l’Arcidiocesi di Conza perse la dignità metropolitica in forza della bolla Quamquam Ecclesia di papa Giovanni Paolo II.
Il 30 settembre 1986 all’arcidiocesi è stata unita la Diocesi di Nusco e la circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome attuale. Contemporaneamente l’arcidiocesi ha cessato di essere sede metropolitana ed è divenuta suffraganea dell’arcidiocesi di Benevento.
Nel riordino delle diocesi italiane le quattro sedi vescovili di Conza, S. Angelo dei Lombardi, Bisaccia e Nusco, con decreto n.971/85 del 30 settembre 1986, vengono pienamente unite così da formare una nuova realtà diocesana.
Il decreto stabilisce che:
- la nuova diocesi avrà la sede nella città di S. Angelo dei Lombardi, dove la Chiesa Cattedrale conserverà il proprio titolo;
- la denominazione della diocesi sarà “S. Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia”;
- le Chiese Cattedrali di Conza, Nusco e Bisaccia prenderanno il titolo di Concattedrali;
- i santi patroni delle singole diocesi saranno patroni della nuova circoscrizione ecclesiastica.
Il 18 ottobre 1995 l’arcidiocesi si è ampliata, incorporando il comune di Rocca San Felice, che apparteneva alla diocesi di Avellino.
Il 25 gennaio 1998 con una nuova variazione territoriale, la diocesi ha incorporato i comuni di Frigento, Sturno, Gesualdo e Villamaina, che appartenevano alla diocesi di Avellino e ha ceduto alla diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia il comune di Vallata.
La cattedrale e il terremoto del 1980
Purtroppo la storia di questa diocesi, come pure delle altre chiese Altirpine, fu funestata, spesso in maniera drammatica, nel corso dei secoli, da vari terremoti, l’ultimo dei quali, il 23 novembre 1980, ha irreparabilmente distrutto l’antica cittadina e la secolare chiesa cattedrale ridotta attualmente a poche vestigia.
Il terremoto dell’Irpinia del 1980 ha gravemente danneggiato il patrimonio culturale delle diocesi, distruggendo fra le altre chiese l’antica cattedrale di Conza.
Oggi la nuova Conza, sorge nella piana sottostante l’antico centro e qui si sta costruendo la nuova chiesa concattedrale che accoglierà, come prezioso scrigno, reperti e memorie di un glorioso passato.

La cronotassi della sede di Conza
La presenza di Nicola Piccirilli nel 1916 si colloca nella lunga successione degli arcivescovi conzani. La cronotassi della sede comprende:
- Pelagio †, menzionato nel 743;
- Pietro I †, menzionato nel 967;
- Pietro II †, menzionato nel 1049;
- Leone †, menzionato nel 1087;
- Gregorio †, menzionato nel 1103;
- Ugo †, circa 1118 - 1123;
- Sant’Erberto Hoscam †, prima del 1169 - 1180;
- Gervasio †, menzionato nel 1184;
- Pantaleone †, circa 1200 - dopo il 1215;
- Andrea †, 27 settembre 1225;
- Nicola Bonifazi †, 24 aprile 1254 - circa 1273;
- Andrea de Alberto †, 18 agosto 1274 - circa 1277;
- Stefano de Orinigo, O.Cist. †, circa 1277;
- Lorenzo Biondi, O.P. †, 13 giugno 1279 - circa 1282;
- Adenolfo †, 1º ottobre 1295 - 2 gennaio 1301;
- Consiglio Gatti, O.P. †, 30 gennaio 1301 - 1308;
- Leone †, 27 febbraio 1327 - 1334;
- Pietro III †, 30 ottobre 1334 - 1346;
- Lorenzo †, 11 dicembre 1346 - 1351;
- Filippo, O.Carm. †, 17 giugno 1351;
- Bartolomeo †, 4 luglio 1356 - 1389 o 1390;
- Mello Albito †, 18 maggio 1390 - dopo il 1412;
- Gaspare de Diano †, 20 maggio 1422 - 23 febbraio 1438;
- Latino Orsini †, marzo 1438 - novembre 1438;
- Raimondo degli Ugotti, O.S.B.I. †, 3 luglio 1439 - 1455;
- Giovanni Conti †, 26 gennaio 1455 - 1º ottobre 1484;
- Niccolò Grato Conti †, 1º ottobre 1484 - 20 settembre 1494;
- Francesco Conti †, 8 ottobre 1494 - 11 settembre 1517;
- Camillo Gesualdo †, 11 settembre 1517 - 14 giugno 1535;
- Andrea Matteo Palmieri †, 14 giugno 1535 - 16 luglio 1535;
- Troiano Gesualdo †, 16 luglio 1535 - 1539;
- Niccolò Caetani †, 8 agosto 1539 - 5 maggio 1546;
- Marcello Crescenzi †, 5 maggio 1546 - 1º giugno 1552;
- Ambrogio Catarino Politi, O.P. †, 3 giugno 1552 - 8 novembre 1553;
- Gerolamo Muzzarelli, O.P. †, 11 dicembre 1553 - 1561;
- Alfonso Gesualdo †, 14 aprile 1561 - 18 novembre 1572;
- Salvatore Caracciolo †, 19 novembre 1572 - novembre 1573;
- Marcantonio Pescara †, 15 marzo 1574 - 1584;
- Scipione Gesualdo †, 28 novembre 1584 - 1608;
- Bartolomeo Cesi †, 10 marzo 1608 - 1614;
- Curzio Cocci †, 3 marzo 1614 - novembre 1621;
- Fabio Lagonissa †, 21 febbraio 1622 - 1645;
- Ercole Rangoni †, 24 aprile 1645 - 13 febbraio 1650;
- Fabrizio Campana, O.S.B.Coel. †, 22 maggio 1651 - 17 settembre 1667;
- Giacomo Lenza, O.S.B. †, 14 novembre 1667 - agosto 1672;
- Paolo Caravita, O.S.B.Oliv. †, 16 gennaio 1673 - 26 settembre 1681;
- Gaetano Caracciolo, C.R. †, 30 aprile 1682 - 11 agosto 1709;
- Francesco Paolo Nicolai †, 2 settembre 1716 - 11 agosto 1731;
- Giuseppe Nicolai †, 9 agosto 1731 - 27 ottobre 1758;
- Marcello Capano Orsini †, 12 febbraio 1759 - 28 giugno 1765;
- Cesare Antonio Caracciolo, C.R. †, 9 dicembre 1765 - ottobre 1776;
- Ignazio Andrea Sambiase, C.R. †, 16 dicembre 1776 - 1799;
- Gioacchino Maria Mancusi †, 26 giugno 1805 - 1811;
- Michelangelo Lupoli †, 25 maggio 1818 - 30 settembre 1831;
- Gennaro Pellini †, 2 luglio 1832 - 6 ottobre 1835;
- Leone Ciampa, O.F.M. †, 1º febbraio 1836 - 1848;
- Giuseppe Pappalardo †, 1849 - 1850;
- Gregorio De Luca †, 20 maggio 1850 - 1877;
- Salvatore Nappi †, 28 febbraio 1879 - 18 ottobre 1896;
- Antonio Buglione †, 18 ottobre 1896 - 20 febbraio 1904;
- Nicola Piccirilli †, 15 novembre 1904 - 25 settembre 1917;
- Carmine Cesarano †, 30 settembre 1918 - 30 settembre 1921.
Il significato dell’anno 1916
L’anno 1916 rappresenta quindi una fase ben definita nella storia della sede conzana: Nicola Piccirilli era arcivescovo di Conza da quasi dodici anni, l’arcidiocesi manteneva ancora la propria configurazione storica e l’unione con Sant’Angelo dei Lombardi e Bisaccia non era stata ancora realizzata.
La trasformazione istituzionale sarebbe intervenuta pochi anni dopo. Il 30 settembre 1921 l’Arcidiocesi di Conza fu unita aeque principaliter alle diocesi di Sant’Angelo dei Lombardi e Bisaccia e assunse il nome di arcidiocesi di Conza, Sant’Angelo dei Lombardi e Bisaccia.