Luca Muglia è stato il garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale in Calabria. Nel corso del suo incarico ha portato all’attenzione delle istituzioni il sovraffollamento, le carenze di organico, le criticità sanitarie e le condizioni strutturali degli istituti penitenziari calabresi.
La sua attività ha riguardato anche la tutela delle donne detenute, dei bambini presenti in carcere con le madri, dei giovani ristretti, delle persone straniere e di quanti vivono situazioni di particolare vulnerabilità. Si è dimesso dopo due anni descritti come «intensi e molto produttivi».
Le dimissioni da garante regionale
L’avvocato Luca Muglia si è dimesso dal ruolo di garante regionale dei diritti delle persone detenute. “Sono stati due anni intensi e molto produttivi”.
Durante il mandato, Muglia ha concentrato l’attenzione sulle condizioni materiali e umane delle carceri calabresi, sollecitando interventi rivolti alla tutela dei diritti fondamentali e della dignità delle persone private della libertà.
La situazione degli istituti penitenziari calabresi
Il progressivo sovraffollamento, le gravi carenze di organico e il moltiplicarsi di eventi critici nei 12 istituti penitenziari della Calabria, costituiscono il contenuto di una lettera - firmata dal presidente del Consiglio regionale della Calabria Filippo Mancuso e dal Garante regionale dei diritti delle persone detenute Luca Muglia - inviata al ministro della Giustizia Carlo Nordio e al capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria Giovanni Russo.
Nella lettera, per conoscenza trasmessa anche al vice ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, ai sottosegretari del Ministero Andrea Ostellari e Andrea Del Mastro delle Vedove e al Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà Felice Maurizio D'Ettore, si richiede un intervento tempestivo sulla condizione del sistema carcerario calabrese.
Mancuso e Muglia rilevano che «allo stato, quasi tutti i 12 istituti penitenziari registrano fenomeni di progressivo sovraffollamento, con valori elevati nella Casa circondariale di Reggio Calabria Arghillà (+ 98), Cosenza (+ 57), Crotone (+ 44) e la Casa di reclusione di Rossano (+ 52).
In alcuni istituti, peraltro, sono presenti camere detentive, dotate di letti a castello, che ospitano fino a 6/8 persone detenute.
| Struttura penitenziaria | Sovraffollamento indicato |
|---|---|
| Casa circondariale di Reggio Calabria Arghillà | + 98 |
| Casa circondariale di Cosenza | + 57 |
| Casa di reclusione di Rossano | + 52 |
| Casa circondariale di Crotone | + 44 |
La lettera richiama l’attenzione sulle «condizioni strutturali di alcuni istituti, datati nel tempo e privi di manutenzione, sull'inadeguatezza di molte camere detentive, con schermature di pannelli opachi in plexiglass alle finestre o, addirittura, prive di docce, e sull'insufficienza delle aree adibite alla socialità, ai passeggi ed ai colloqui».

Le carenze del personale penitenziario
Le carenze di organico riscontrate nei 12 istituti penitenziari calabresi sono assai pesanti. Il deficit del personale di Polizia penitenziaria - scrivono Mancuso e Muglia - raggiunge in alcuni casi livelli allarmanti (-100 Catanzaro; -70 Vibo Valentia; -42 Rossano; -37 Palmi; -36 Reggio C. Arghillà).
L'assenza di un numero adeguato di Polizia penitenziaria genera effetti a catena che recano danno all'intero sistema, oltre a causare problemi di sicurezza ed a richiedere sforzi sovrumani del personale in servizio.
| Istituto | Deficit di Polizia penitenziaria |
|---|---|
| Catanzaro | -100 |
| Vibo Valentia | -70 |
| Rossano | -42 |
| Palmi | -37 |
| Reggio C. Arghillà | -36 |
Si sottolinea inoltre la «carenza complessiva di funzionari giuridico-pedagogici che è pari a 10 unità, al momento gli istituti di Paola e Palmi hanno solo 1/2 educatori in servizio.
In pratica, è presente mediamente un educatore ogni 100 detenuti. Tale pesante carenza riverbera, evidentemente conseguenze negative sia sotto il profilo trattamentale e rieducativo sia sul fronte dell'accesso alle misure alternative».
Detenuti stranieri e mediatori linguistico-culturali
Non mancano riferimenti «all'elevata percentuale di detenuti stranieri, che in alcune carceri calabresi appartengono a 20 nazionalità diverse, mentre i mediatori linguistico-culturali presenti sono pochissimi, solo in 3 istituti».
Si considerino, a titolo esemplificativo, le difficoltà che incontrano le Aree sanitarie in occasione della visita medica di primo ingresso dei detenuti extracomunitari.
Eventi critici, suicidi e autolesionismo
Il Presidente dell'Assemblea legislativa e il Garante regionale segnalano che «nel corso del 2023 in Calabria si sono verificati 150 tentativi di suicidi e 4 suicidi.
Nel 2024 c'è già stato un nuovo decesso per suicidio. Tra l'ultimo dello scorso anno e il primo di quello in corso è trascorso solo un mese.
Ma v'è di più! Dal 1 gennaio 2024 al 20 marzo 2024, in soli due mesi e mezzo, si sono registrati in Calabria 2.219 eventi critici, 26 tentativi di suicidio, 110 atti di autolesionismo e 25 aggressioni ai danni della Polizia penitenziaria.
Sono dati davvero inquietanti. Per cui, alla luce di tutto ciò, corre l'obbligo di chiedere un tempestivo intervento del Ministro e del Capo del Dipartimento, consapevoli che la tutela dei diritti delle persone detenute o private della libertà e il benessere dell'intera comunità penitenziaria necessitano in Calabria di energie e risorse urgenti al fine di poter essere garantiti ed attuati».
| Periodo o indicatore | Dato segnalato |
|---|---|
| Anno 2023 | 150 tentativi di suicidio |
| Anno 2023 | 4 suicidi |
| Dal 1 gennaio 2024 al 20 marzo 2024 | 2.219 eventi critici |
| Dal 1 gennaio 2024 al 20 marzo 2024 | 26 tentativi di suicidio |
| Dal 1 gennaio 2024 al 20 marzo 2024 | 110 atti di autolesionismo |
| Dal 1 gennaio 2024 al 20 marzo 2024 | 25 aggressioni ai danni della Polizia penitenziaria |
La denuncia sui suicidi in carcere
Nelle scorse notti 34esimo suicidio in carcere dal 2024, Muglia: "Sofferenza e vulnerabilità delle persone detenute".
Morti inaccettabili, alle quali si aggiungono quelle degli agenti di polizia penitenziaria. In Calabria oggi alle 12 "Indignarsi non basta più!", un minuto di commemorazione.
Morire in carcere, Muglia: "Uno stillicidio inaccetabile". Il garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale ha aderito all'iniziativa della conferenza nazionale: "Il 64% delle persone che si sono tolte la vita negli ultimi due anni aveva commesso reati contro il patrimonio".
Per la morte in carcere, la Calabria si è mobilitata per l’iniziativa della conferenza nazionale dei garanti. Previste iniziative anche a Reggio.
Contestualmente in tutte le regioni la lettura dei nomi dei detenuti e degli agenti di polizia penitenziaria che si sono tolti la vita, e dei detenuti deceduti per malattia ed altre cause.
Sovraffollamento e suicidi. Il carcere solo come estrema ratio?
Le condizioni sanitarie nelle carceri
Sanità nelle carceri, l'allarme di Muglia: "Gravi criticità, in molti casi restano privi di cure". Il garante regionale dei detenuti ha incontrati, alla Cittadella regionale, i vertici sanitari regionali.
Nella relazione dell'organismo nazionale un breve report della situazione calabrese sulle lacune degli istituti penitenziari, le problematiche lamentate dai detenuti, le criticità sanitarie, la carenza di organici, le condizioni delle Rems.
Detenuti, il garante Muglia: "Calabria pronta a dare contributo a tutela diritti e dignità umana".
Le misure contro il caldo
Misure "anti caldo" a tutela dei detenuti in Calabria: la richiesta di Muglia.
Il garante regionale ha inoltrato una nota alle autorità. "Interventi volti a ridurre gli effetti del caldo record in carcere e ad alleviare il pesante disagio delle persone ristrette.
Il versante della tutela dei diritti fondamentali sempre aperto".
La tutela delle donne detenute
Carceri, garante e Cpo al Dap: "Istituire una sezione femminile a Laureana Borrello".
Il garante Muglia e la presidente della commissione Di Gaio esprimono fiducia che la proposta possa ricevere la dovuta attenzione e valutazione da parte delle autorità competenti.
La proposta è stata collegata alla necessità di rafforzare il recupero delle donne detenute e di assicurare condizioni più adeguate alle esigenze della popolazione carceraria femminile.
Le detenute accusate di essere “scafiste”
Il collegio del garante nazionale in Calabria ha incontrato le detenute accusate di essere "scafiste".
"L’obiettivo primario è assicurare, sempre e comunque, la tutela dei diritti umani fondamentali", le parole del garante regionale Muglia.
Donne presunte scafiste detenute in Calabria, Muglia: "Ci sono anomalie". Il garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale sta approfondendo la posizione e le condizioni delle due iraniane recluse presso le carceri calabresi.
Bambini in carcere con le madri
Bambini in carcere, Muglia: "Stiamo rubando il futuro a creature fragili ed innocenti".
La toccante lettera aperta del garante regionale dei diritti delle persone detenute dopo una visita ad una giovane mamma detenuta insieme al suo bimbo di appena un anno e mezzo.
Le linee guida sui detenuti e i figli minori
Detenuti, le linee guida su limitazioni delle responsabilità e figli minori.
Il garante regionale Muglia presenta il fasciscolo appena pubblicato sotto forma di raccomandazioni.
La situazione degli istituti minorili
L'evasione dal carcere Beccaria di Milano in questi giorni ha innescato un accesso dibattito sulla condizione degli istitui di pena minorili.
In Calabria il "Silvio Paternostro" di Catanzaro soffre di importanti carenze di organico.
Mancano poi le comunità specializzate nel trattare i giovani con problemi psichici.
E' l'analisi del garante regionale dei detenuti Luca Muglia intervistato nel servizio.
Il coordinamento con i garanti territoriali
Il garante regionale dei detenuti: “La Calabria pronta ad aprire una nuova fase”.
Luca Muglia incontra i garanti operativi sul territorio regionale e saluta con soddisfazione la nomina avvenuta a Catanzaro.
La sua attività istituzionale si è sviluppata attraverso incontri, relazioni, visite e segnalazioni rivolte alle autorità competenti, con particolare attenzione alla tutela dei diritti e della dignità umana.
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