Chi si reca al Santuario di Loreto incontra un luogo in cui la devozione alla Santa Casa, il pellegrinaggio, la Festa della Venuta e le tradizioni familiari si intrecciano con la storia della città e con il patrimonio artistico della Basilica. La tradizione vuole che la casa di Nazareth sia stata trasportata dagli angeli a Loreto dopo varie peripezie nel 1294.
Il Santuario di Loreto conserva, secondo un'antica tradizione, oggi comprovata dalle ricerche storiche e archeologiche, la casa nazaretana della Madonna. La Santa Casa è custodita all'interno della Basilica edificata tra il 1469 e 1587 ed è il cuore del Santuario.
La Santa Casa e il significato della devozione lauretana
La dimora terrena di Maria a Nazaret era costituita da due parti: da una Grotta scavata nella roccia, tuttora venerata nella basilica dell'Annunciazione a Nazaret, e da una camera in muratura antistante, composta da tre pareti di pietre poste a chiusura della grotta. La casa era costituita da una camera in muratura composta da tre pareti in pietra poste a chiusura di una grotta scavata nella roccia.
La Santa Casa, nel suo nucleo originario è costituita solo da tre pareti perchè la parte orientale, ove sorge l'altare, era aperta verso la Grotta. Le tre pareti originarie - senza fondamenta proprie e poggianti su un'antica via - si innalzano da terra per tre metri appena. Oltre alle tre pareti originali, a Loreto ne è stata edificata una quarta, quella dove è posta l'immagine sacra della Vergine Lauretana.
La Santa Casa è il luogo dove Maria nacque, visse come donna, sposa e madre: per questo è definita la casa di ogni famiglia che tra quelle tre pareti trova sostegno, conforto e speranza nelle difficoltà. Tra quelle mura Maria ha detto il suo Sì a Dio, un Sì convinto e coraggioso, che si presenta al pellegrino come esempio di vita: essere capaci di dire proprio Sì a ciò a cui ogni persona è chiamata, sia essa una scelta matrimoniale, di consacrazione o anche d'impegno sociale e per il bene pubblico.
Nasce così la venerazione alla Madonna di Loreto, simbolo della dimensione umana e famigliare di Gesù e di tutta la Sacra Famiglia, monito e memoria per tutti i pellegrini che fin dal Medioevo si recavano in questi luoghi, del mistero dell’Incarnazione di Gesù, da un lato, e della chiamata della Vergine, dall’altro.
La Madonna di Loreto incarna così la Vergine, umile serva dell’Onnipotente, che accettando il Suo incarico ha fatto di se stessa la “casa” di Dio e di tutta la Chiesa. La Madonna di Loreto e la Santa Casa centro del suo culto ricordano quindi il tempo in cui Dio si è fatto carne ed è sceso nel mondo per salvare l’umanità.

La tradizione della traslazione da Nazaret a Loreto
Secondo la tradizione, nel 1291, quando i crociati furono espulsi definitivamente dalla Palestina, le pareti in muratura della casa della Madonna furono trasportate per ministero angelico, prima in Illiria (a Tersatto, nell'odierna Croazia) e poi nel territorio di Loreto (10 dicembre 1294).
La devota tradizione narra che la traslazione della Santa Casa da Nazareth fino a Loreto sia opera degli angeli. Una seconda interpretazione storica mette in risalto che nel 1291 i crociati furono espulsi dalla Terrasanta per opera dei mussulmani e che alcuni cristiani salvarono dalla distruzione la casa della Madonna, trasportandola prima nell'antica Illiria, in una località, di cui il santuario di Tersatto fa memoria.
Successivamente nella notte tra il 9 e il 10 dicembre del 1294 fu trasportata nell'antico comune di Recanati, prima presso il porto, poi su un colle in una via pubblica, dove tutt'ora è custodita. La tradizione vuole che essa sia stata presa direttamente dalla casa dove visse Gesù e dove Maria ricevette la visita dell'Angelo dell’Annunciazione.
La tradizione vuole che la Santa Casa di Maria sia stata portata via da Nazareth dagli angeli quando la Palestina cadde in mano ai Turchi infedeli, nel 1291. Quel che è certo è che la città di Loreto venne fondata proprio nel luogo scelto dai messaggeri celesti come nuova sede della Santa Casa, sulla sommità del Monte Prodo, lungo la Via Lauretana che già nel XIII secolo collegava Roma al porto di Ancona.
Secondo questa storia, gli angeli avrebbero portato via dalla Palestina caduta in mano ai Turchi la Santa Casa nel 1294. Il viaggio della Santa Casa avrebbe toccato prima Tersatto, Trsat, oggi quartiere della città di Fiume, in Croazia, ma gli angeli decisero di attraversare il mare e di portare il loro prezioso carico nel territorio di Recanati, dove posero la Santa Casa prima in un bosco che apparteneva a una gentildonna di nome Loreta, poi sul campo di due fratelli, e infine, nella notte tra il 9 e il 10 dicembre del 1296, sulla sommità del Monte Prodo.
È difficile comprendere cosa ci sia di reale nella storia della Traslazione, e cosa sia frutto di racconti popolari. Una versione della storia vuole che sia stata una ricca famiglia di principi imparentati con la famiglia imperiale di Costantinopoli a portare in salvo i resti della Santa Casa fino a Loreto.
Oggi, in base a nuove indicazioni documentali, ai risultati degli scavi archeologici a Nazaret e nel sottosuolo della Santa Casa (1962-65) e a studi filologici e iconografici, si va sempre più confermando l'ipotesi secondo cui le pietre della Santa Casa sono state trasportate a Loreto su nave, per iniziativa della nobile famiglia Angeli, che regnava sull'Epiro.
La storia, secondo i devoti, vuole che la casa di Nazareth sia stata trasportata dagli angeli a Loreto dopo varie peripezie nel 1294. Per gli storici, furono i crociati che trasportarono con le loro navi le centinaia pietre, poi riposizionate proprio a Loreto riproducendo la Santa Casa.
Sia secondo l'autorevole tradizione sia secondo gli studi archeologici e filologi si può certamente ammettere che ci fu l'aiuto del Cielo, l'intervento "angelico", in questo straordinario trasporto. Quel che è certo è che ancora oggi la storia del misterioso ‘viaggio’ della Santa Casa, con tutto quello che essa rappresenta, affascina i pellegrini che si recano in visita al Santuario.

Le testimonianze storiche e archeologiche
Le tre pareti della Santa Casa, secondo gli scavi archeologici, combaciano perfettamente con il perimetro della Grotta di Nazareth, ossia la restante parte della casa di Maria. Inoltre, le pietre con cui è costruita, non provengono dal territorio recanatese, ma sono proprie della tradizione edilizia della Palestina al tempo di Cristo.
La Santa Casa inoltre, per la sua struttura e per il materiale in pietra non reperibile in zona, è un manufatto estraneo alla cultura e agli usi edilizi marchigiani. D'altra parte i raffronti tecnici della Santa Casa con la Grotta di Nazaret hanno messo in luce la coesistenza e la contiguità delle due parti.
Mur ate tra le pietre della Santa Casa sono state trovate cinque croci di stoffa rossa di crociati o, più probabilmente, di cavalieri di un ordine militare che nel medioevo difendevano i luoghi santi e le reliquie. Vi sono stati trovati anche alcuni resti di un uovo di struzzo, il quale subito richiama la Palestina e una simbologia riferentesi al mistero dell'Incarnazione.
Di grande interesse risultano anche numerosi graffiti incisi sulle pietre della Santa Casa, giudicati dagli esperti di chiara origine giudeo-cristiana e assai simili a quelli riscontrati a Nazaret. Questa testimonia l'autenticità della reliquia.
La struttura della Basilica e il rivestimento marmoreo
Il materiale sovrastante, costituito da mattoni locali, è stato aggiunto in seguito, compresa la volta (1536), per rendere l'ambiente più adatto al culto. Per quasi i tre quarti, le pareti sono fatte di sola roccia, la fascia più alta è stata aggiunta in un secondo momento fatta da dei mattoni, unico materiale disponibile in loco.
Il rivestimento marmoreo, che avvolge le pareti della Santa Casa, fu voluto da Giulio II e fu realizzato su disegno del Bramante (1507 c). da rinomati artisti del Rinascimento italiano. L’esterno è coperto tutto da marmo bianco, un capolavoro di arte marmorea che custodisce l’interno: l’artefice fu Bramante su commissione di Papa Giulio II.
La Santa Casa si trova in fondo alla basilica e originariamente composta solo da tre pareti dato che appoggiava ad una grotta. La Basilica della Santa Casa a Loreto, in provincia di Ancona, esiste fin dal IV secolo, ed è da sempre uno dei principali luoghi di pellegrinaggio mariano nel nostro paese.
La Basilica stessa è un capolavoro d'arte tra meravigliosi affreschi e sculture che lasciano senza fiato. Grandi artisti si sono succeduti lungo i secoli per abbellire il Santuario la cui fama si è diffusa rapidamente in tutto il mondo divenendo meta privilegiata di milioni di pellegrini.
La Festa della Venuta e i fuochi nella notte
Il 10 dicembre si celebra la festa liturgica della Madonna di Loreto. La festa prende anche il nome di Festa della Venuta, e ha origini antichissime.
Infatti si celebra da oltre quattrocento anni nella notte tra il 9 e il 10 dicembre. Una caratteristica di questa festa è l’accensione di fuochi che rischiarano la notte, nelle città e nelle campagne, e che ricordano quelli che in quella stessa notte nel 1296 sarebbero stati accesi per accompagnare un corteo molto particolare.
Si tratta del corteo di angeli che portò la Santa Casa a Loreto. La tradizione vuole che si raggiunga la Santa Casa dopo un pellegrinaggio: il più antico conosciuto è la Via Lauretana ed è lo stesso percorso che San Francesco fece ben 800 anni fa per le sue predicazioni in giro per le Marche.

Il pellegrinaggio e la Via Lauretana
Per un credente, una tappa a Loreto è d’obbligo. La tradizione vuole che si raggiunga la cittadina con un pellegrinaggio: il più antico è quello che parte da Assisi oppure da Macerata, distante circa 30 km.
Per chi non se la sentisse, Loreto si raggiunge anche facendo un piccolo pellegrinaggio percorrendo la Scalinata Santa che conduce direttamente al Santuario. La Scalinata Santa rappresenta quindi una modalità più breve e accessibile per avvicinarsi al luogo sacro mantenendo il carattere simbolico del cammino.
Oggi si è andati a recuperare tutte quelle strade e sentieri fatti dallo stesso Santo e dai fedeli poi nel corso del tempo: se siete dei bravi camminatori e dei credenti spassionati, il percorso inizia ad Assisi con destinazione Loreto passando per Camerino, Belforte del Chienti, Tolentino, Macerata e Recanati.
150 km in 7 giorni, attraversando due regioni, quattro province e 17 comuni. Un percorso davvero unico a contatto con la natura, attraversando il Parco Nazionale dei Sibillini e la Riserva Naturale Abbadia di Fiastra; ma anche con l’arte e la storia grazie agli antichi monumenti come la romana Urbisaglia, i piccoli borghi che contengono importanti opere d’arte.
Fu la Strada Regia di scrittori e poeti grazie a Michel de Montaigne che ne descrisse in modo dettagliato nel 1581 nella sua opera Journal de voyage en Italie. Il Santuario è situato nella regione delle Marche, a poca distanza dal mare di Porto Recanati.
La Madonna Nera di Loreto
Oltre alla Santa Casa, l’altra preziosa reliquia ospitata dal santuario è la Madonna di Loreto: si tratta di una Madonna nera, detta anche Vergine lauretana. La statua della Vergine col Bambino, in legno di cedro del Libano, sostituisce quella del sec. XIV, distrutta da un incendio nel 1921.
Prima della bella statua di legno che raffigura la Madonna di Loreto, chi si recava nel santuario rivolgeva la propria venerazione a un’antica icona, che raffigurava il volto di Maria. Come molte icone antiche era piuttosto scura, probabilmente anche a causa del fumo dei ceri e delle lampade ad olio.
Quando all’inizio del XVI secolo si decise di sostituire l’icona con una statua lignea scolpita in abete rosso poi dipinto, essa subì lo stesso destino, per effetto del fumo. La statua venne poi distrutta in un incendio nel 1921, e sostituita con un’altra, questa volta realizzata con legno di cedro del Libano e dipinta con una tonalità ancora più scura.
La statua che oggi si può ammirare è del 1922, in quanto la precedente venne perduta a seguito di un incendio, scoppiato in Santa Casa nel 1921. La sua origine è cinquecentesca ed è una scultura che oltre al valore sacro ha anche un pregio artistico dovuto al suo mantello ingioiellato.
Le preghiere e le guarigioni nella tradizione popolare
La Santa Casa è per il pellegrino occasione e invito per meditare gli alti messaggi teologici e spirituali legati al mistero dell'Incarnazione e all'annuncio della Salvezza. In questo luogo fedeli e pellegrini si sono recati nel corso dei secoli per trovare conforto, malati e infermi sono giunti alla ricerca della guarigione e della consolazione nella sofferenza.
Qui sono nate anche le Litanie lauretane, le suppliche che vengono recitate o cantate alla fine del Rosario, che nella Santa Casa di Loreto venivano già intonate prima di diffondersi in tutta la cristianità divenendo le preghiere più popolari dedicate alla Madre di Gesù
Oltre che della misteriosa Traslazione della Santa Casa, Loreto è stata nel corso del tempo teatro di molti miracoli e guarigioni. Per questo ogni anno migliaia di fedeli si recano al Santuario nella speranza dell’intercessione della Vergine Maria.
La maggior parte dei miracoli attribuiti alla Madonna di Loreto riguardano guarigioni miracolose, che hanno coinvolto uomini, donne e bambini nel corso degli anni. Le testimonianze tramandate appartengono alla memoria devozionale del santuario e sono vissute dai pellegrini come segni di speranza e di affidamento.
Loreto, patrona dei viaggiatori e degli aviatori
La Vergine Lauretana il 24 marzo 1920 è stata proclamata da Benedetto XV patrona universale di tutti i viaggiatori d 'aereo. Il 24 marzo 1920, vigilia dell’Annunciazione del Signore, Papa Benedetto XV emise il Decreto che dichiarava la Madonna di Loreto la patrona dei viaggiatori in aereo e dell’aeronautica.
In tempi recenti, la popolarità della Beata Vergine Lauretana, popolarmente nota come “la Madonna di Loreto”, è in buona parte dovuta al forte legame che con essa aveva Papa Giovanni Paolo II (che visitò il santuario ben 5 volte, più di qualunque altro pontefice).
Inoltre, da quando esistono gli aeroplani e l’aeronautica, la Madonna di Loreto è considerata patrona dell’aeronautica militare e, per estensione, protettrice di tutti gli aviatori. Da qui il legame tra la madonna di Loreto e gli aviatori: venne assai naturale collegare la miracolosa traslazione “in volo” che la Santa Casa ha subito più volte tra il 1291 e il 1294, al ruolo delle persone che lavorano sospesi nei cieli, sia per scopi puramente civili che di sicurezza militare.
Il 7 ottobre 2019 Papa Francesco, attraverso la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha inserito nel Calendario Romano la memoria facoltativa della Beata Maria Vergine di Loreto. Il giorno scelto, il 10 dicembre, coincide con quello dell’antica festa della Venuta.
Come vivere la visita al santuario
La splendida città di Loreto, immersa nella campagna marchigiana, deve la sua fama al santuario dove si conserva e si venera la Santa Casa della Vergine Maria; un luogo sacro, definito da Giovanni Paolo II il "vero cuore mariano della cristianità". Il santuario è stato per secoli ed è ancora oggi uno dei luoghi di pellegrinaggio tra i più importanti del mondo cattolico.
È stato visitato da circa 200 santi e beati, e da numerosi Papi. La devozione alla Santa Casa si diffonde dapprima nei territori marchigiani, poi oltre confine, fino a tutto il mondo cattolico.
La Basilica della Santa Casa sorge nella bellissima Piazza della Madonna. Piazza della Madonna e Corso Boccalini costituiscono il cuore religioso di Loreto perché è dove sono raccolti i principali monumenti, tra cui il Palazzo Apostolico e la Basilica.
Spesso è qua che vengono fatte la funzioni all’aperto e vi assicuro l’impressione è bellissima! Da qui parte corso Boccalini che accompagna il visitatore alla Porta Romana, antico ingresso della città.
Anche se non siete credenti ma solo amanti dell’arte e della storia, vi consiglio comunque di visitare la Santa Casa, essendo una esplosione di affreschi, statue, architettura e tanta storia su cui “indagare”. L’atmosfera di sacralità che si respira al suo interno è qualcosa che chiunque dovrebbe avere la fortuna di provare, almeno una volta nella vita.
Specialmente nel momento in cui si entra dentro alla Santa Casa, e ci si trova di fronte alla padrona di casa, la Madonna Nera di Loreto, meravigliosamente suggestiva. L'insigne reliquia della Santa Casa di Maria è per il pellegrino occasione e invito per meditare gli alti messaggi teologici e spirituali legati al mistero dell'Incarnazione e all'annuncio della Salvezza.
Il patrimonio artistico e i luoghi da vedere
Il Museo Antico Tesoro della Santa Casa è raggiungibile dal primo piano del Loggiato di Piazza della Madonna, proprio a due passi dal Santuario stesso. Raccoglie dipinti, sculture, arazzi, tesori, rarità e oggetti d’arte provenienti dallo stesso Santuario.
I nomi presenti al suo interno? Lotto, Bramante, Vanvitelli i più importanti ma anche Maccari, Ludovico Seitz e altri. Il Palazzo Apostolico fa parte del complesso della Basilica-Santuario e del Museo Antico Tesoro.
È possibile visitare la Camera dei Papi e percorrere la loggia panoramica al secondo piano. Nonostante Loreto sia una piccola cittadina, vale comunque una visita nel suo centro storico e fermarsi nelle zone panoramiche.
A Recanati, nella Piccola Chiesa di Sant’Anna è possibile trovare una fedele riproduzione della Santa Casa di Loreto prima dell’incendio del 1921. Grazie alla Santa Casa, la Piccola Chiesa divenne luogo di grande devozione religiosa e meta di pellegrini e malati.
La tradizione di Loreto oltre il santuario
Molti sono i luoghi dedicati alla Vergine Lauretana, e molte sono vere e proprie riproduzioni della Santa Casa anche con il rivestimento marmoreo. Si pensi, ad esempio, nel territorio europeo si pensi a Praga, e nel continente asiatico alla chiesa dedicata alla Madonna di Loreto a Taiwan.
La devozione alla Santa Casa si è quindi diffusa ben oltre le Marche, mantenendo il ricordo della casa di Nazaret e della presenza della Vergine Lauretana. Le riproduzioni consentono di conservare e trasmettere la memoria di questo luogo di pellegrinaggio anche in contesti lontani da Loreto.
Il paesaggio intorno a Loreto
La città si trova nel cuore delle Marche, a poca distanza dal mare di Porto Recanati. Percorrendo l’autostrada A14, nel cuore delle Marche, giunti nei pressi di Porto Recanati è impossibile che lo sguardo non venga attirato dall’imponente profilo di un antico borgo che sorge in cima a una collina poco distante dal percorso dell’autostrada, sulla quale svetta la sagoma di un grande santuario.
Da Loreto si raggiungono in pochi minuti le spiagge adriatiche della riviera di Porto Recanati e Santa Maria in Potenza, con le loro distese di sabbia chiara e sottile ghiaia bianca, affacciata sul mare cristallino. Salendo verso il Conero si incontrano le baie e le belle scogliere del Conero, per gli appassionati di immersioni e di sport acquatici.
Quando si vuole invece dedicare qualche ora ad una rilassante passeggiata, si può raggiungere la bella Castelfidardo o la celebre Recanati, salendo le pendici dell’ermo colle per godere di una vista mozzafiato. Prendendo la macchina, in meno di un quarto d’ora si arriva a Montecassiano o a Osimo, attraversando la bellissima campagna marchigiana che in ogni stagione offre uno spettacolo sempre diverso.
Il calendario di sagre ed eventi locali è sempre molto ricco e offre intrattenimento di giorno e di sera in ogni periodo dell’anno. La regione Marche propone un'ampia varietà di paesaggi e itinerari da scoprire, un museo a cielo aperto intriso di storia e importanti opere d'arte.
La visita a Loreto può quindi unire il raccoglimento davanti alla Santa Casa, la partecipazione alle tradizioni popolari della Festa della Venuta, il cammino lungo la Via Lauretana e la scoperta del patrimonio artistico della Basilica e del territorio marchigiano.