Il 4 novembre la liturgia celebra San Carlo Borromeo, vescovo, con il grado della memoria e il colore liturgico bianco. La Parola del giorno presenta Cristo come il pastore che va in cerca della pecora perduta e invita la Chiesa a rinnovarsi attraverso la preghiera, la conversione, la carità e il servizio pastorale.
Le letture della Messa del Giorno richiamano l’appartenenza al Signore, la responsabilità personale davanti a Dio e la gioia del cielo per un solo peccatore che si converte. La memoria di san Carlo Borromeo rende particolarmente evidente il legame tra la fede, la cura del popolo cristiano e le opere buone.
San Carlo Borromeo: memoria liturgica del 4 novembre
Un pastore buono è un dono eccellente per la Chiesa, come san Carlo è stato per la Chiesa di Milano e per tutta la Chiesa. Consacrato vescovo a soli 25 anni, questo giovane, vissuto negli agi e negli onori del suo rango, si diede tutto al servizio del suo popolo, profondendo ricchezze e salute, sostenendo fatiche e penitenze estreme, che certamente gli abbreviarono la vita.
Propugnò con energia e pazienza l'applicazione del Concilio di Trento, con la costante preoccupazione di formare sacerdoti santi e pieni di zelo. L'amore di Gesù crocifisso era per lui modello e continuo sprone.
«San Carlo è stato detto fu l'uomo della preghiera, delle lacrime, della penitenza intesa non come opera eroica ma come partecipazione misteriosa, appassionata alle sofferenze di Cristo, al suo entrare nel peccato del mondo, fin quasi allo scoppio del cuore e alla divisione dell'animo».
La memoria di san Carlo invita a pregare per la Chiesa e per i suoi pastori, perché il loro ministero sia fedele, forte nella prova e ardente nella carità verso i fratelli.

Dati liturgici
| Elemento | Indicazione |
|---|---|
| Data | 4 novembre |
| Celebrazione | San Carlo Borromeo, vescovo |
| Grado | Memoria |
| Colore liturgico | Bianco |
Antifona d’ingresso
«Io cercherò le mie pecore», dice il Signore, «e susciterò un pastore che le pascerà: io, il Signore, sarò il loro Dio». (Cf. Ez 34,11.23-24)
Oppure: Ecco il servo fedele e prudente, che il Signore ha messo a capo della sua famiglia, per nutrirla al tempo opportuno. (Cf. Lc 12,42)
Colletta
Custodisci nel tuo popolo, o Signore, lo spirito di cui hai ricolmato il vescovo san Carlo, perché la Chiesa si rinnovi incessantemente e, conformandosi all’immagine del tuo Figlio, manifesti al mondo il volto di Cristo Signore. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Prima Lettura: apparteniamo al Signore
Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 14,7-12
Fratelli, nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore.
Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi. Ma tu, perché giudichi il tuo fratello? E tu, perché disprezzi il tuo fratello?
Tutti infatti ci presenteremo al tribunale di Dio, perché sta scritto: «Io vivo, dice il Signore: ogni ginocchio si piegherà davanti a me e ogni lingua renderà gloria a Dio». Quindi ciascuno di noi renderà conto di se stesso a Dio.
Parola di Dio.
Significato della prima lettura
La lettura afferma che l’esistenza del credente non è chiusa nell’autosufficienza: nessuno vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché ogni vita appartiene al Signore. Cristo è morto ed è ritornato alla vita per essere il Signore dei morti e dei vivi.
Da questa appartenenza nasce anche un invito a non giudicare e a non disprezzare il fratello. Tutti infatti ci presenteremo al tribunale di Dio, e ciascuno renderà conto di se stesso a Dio.
Salmo responsoriale
Dal Sal 26 (27)
R. Contemplerò la bontà del Signore nella terra dei viventi.
Il Signore è mia luce e mia salvezza: di chi avrò timore? Il Signore è difesa della mia vita: di chi avrò paura?
R.
Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per contemplare la bellezza del Signore e ammirare il suo santuario.
R.
Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi. Spera nel Signore, sii forte, si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.
R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro, dice il Signore. (Mt 11,28)
Alleluia.
Vangelo: la gioia per chi si converte
Vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 15,1-10
In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova?
Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”.
Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova?
E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”.
Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».
Parola del Signore.
Il pastore che cerca la pecora perduta
Il Vangelo presenta Gesù mentre accoglie i pubblicani e i peccatori che si avvicinano a lui per ascoltarlo. L’accoglienza di Gesù suscita la mormorazione dei farisei e degli scribi, ma proprio a questa reazione il Signore risponde con le parabole della pecora perduta e della moneta smarrita.
La pecora perduta viene cercata finché non è trovata. Quando il pastore la ritrova, se la carica sulle spalle e condivide la sua gioia con gli amici e i vicini. Allo stesso modo, la donna che ha perduto una moneta accende la lampada, spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova.
Il centro delle due parabole è la gioia per il ritrovamento. Gesù dichiara che vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte e gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che ritorna.
Le offerte
Guarda con bontà, o Signore, i doni che portiamo al tuo altare nella memoria di san Carlo: come l’hai reso glorioso per le sue virtù e per il vigile servizio pastorale, concedi anche a noi, per la potenza di questo sacrificio, di abbondare in frutti genuini di opere buone. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
«Non voi avete scelto me», dice il Signore, «ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga». (Gv 15,16)
Oppure: Beato quel servo che il padrone troverà ancora sveglio, quando verrà e busserà alla porta. (Cf. Lc 12,36-37)
Dopo la comunione
La partecipazione ai santi misteri, o Signore, ci comunichi lo spirito di fortezza che rese san Carlo fedele nel ministero e ardente nella carità verso i fratelli. Per Cristo nostro Signore.
Liturgia delle Ore
Invitatorio
V. Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode.
Ant. Venite, adoriamo il pastore supremo, Cristo Signore.
Salmo 94: invito a lodare Dio
Esortatevi a vicenda ogni giorno, finché dura «quest’oggi» (Eb 3,13).
Venite, applaudiamo al Signore, * acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie, * a lui acclamiamo con canti di gioia.
Ant.
Poiché grande Dio è il Signore, * grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra, * sono sue le vette dei monti.
Suo è il mare, egli l’ha fatto, * le sue mani hanno plasmato la terra.
Ant.
Venite, prostràti adoriamo, * in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.
Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo, * il gregge che egli conduce.
Ant.
Ascoltate oggi la sua voce: «Non indurite il cuore, * come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri: * mi misero alla prova, pur avendo visto le mie opere».
Ant.
Per quarant’anni mi disgustai di quella generazione e dissi: Sono un popolo dal cuore traviato, * non conoscono le mie vie; perciò ho giurato nel mio sdegno: * Non entreranno nel luogo del mio riposo».
Ant.
Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. Venite, adoriamo il pastore supremo, Cristo Signore.
Preghiera della sera
V. O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
A questo punto, è bene sostare alquanto in silenzio per l'esame di coscienza.
Inno
Gesù, luce da luce, sole senza tramonto, tu rischiari le tenebre nella notte del mondo.
In te, santo Signore, noi cerchiamo il riposo dall’umana fatica, al termine del giorno.
Se i nostri occhi si chiudono, veglia in te il nostro cuore; la tua mano protegga coloro che in te sperano.
Difendi, o Salvatore, dalle insidie del male i figli che hai redenti col tuo sangue prezioso.
A te sia gloria, o Cristo, nato da Maria vergine, al Padre ed allo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Al termine del giorno, o sommo Creatore, vegliaci nel riposo con amore di Padre. Dona salute al corpo e fervore allo spirito, la tua luce rischiari le ombre della notte.
Nel sonno delle membra resti fedele il cuore, e al ritorno dell’alba intoni la tua lode.
Sia onore al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, al Dio trino ed unico nei secoli sia gloria. Amen.
Salmo 142: preghiera nella tribolazione
Ant. Non nascondermi il tuo volto, perché in te confido, Signore.
Siamo giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della legge (Gal 2,16).
Signore, ascolta la mia preghiera, † porgi l’orecchio alla mia supplica, tu che sei fedele, * e per la tua giustizia rispondimi.
Non chiamare in giudizio il tuo servo: * nessun vivente davanti a te è giusto.
Il nemico mi perseguita, † calpesta a terra la mia vita, * mi ha relegato nelle tenebre come i morti da gran tempo.
In me languisce il mio spirito, * si agghiaccia il mio cuore.
Ricordo i giorni antichi, † ripenso a tutte le tue opere, * medito sui tuoi prodigi.
A te protendo le mie mani, * sono davanti a te come terra riarsa.
Rispondimi presto, Signore, * viene meno il mio spirito. Non nascondermi il tuo volto, * perché non sia come chi scende nella fossa.
Al mattino fammi sentire la tua grazia, * poiché in te confido. Fammi conoscere la strada da percorrere, * perché a te si innalza l’anima mia.
Salvami dai miei nemici, Signore, * a te mi affido. Insegnami a compiere il tuo volere, † perché sei tu il mio Dio. * Il tuo spirito buono mi guidi in terra piana.
Per il tuo nome, Signore, fammi vivere, * liberami dall’angoscia, per la tua giustizia.
Ant. Non nascondermi il tuo volto, perché in te confido, Signore.
Lettura breve
1 Pt 5,8-9
Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede.
Responsorio breve
R. Signore, * nelle tue mani affido il mio spirito.
Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.
Dio di verità, tu mi hai redento: nelle tue mani affido il mio spirito.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.
Cantico di Simeone
Ant. Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.
Lc 2,29-32
Cristo, luce delle genti e gloria di Israele
Ora lascia, o Signore, che il tuo servo * vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, * preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti * e gloria del tuo popolo Israele.
Ant. Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.
Orazione
Illumina questa notte, o Signore, perché dopo un sonno tranquillo ci risvegliamo alla luce del nuovo giorno, per camminare lieti nel tuo nome. Per Cristo.
Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo.
Antifona della Beata Vergine Maria
Si conclude con un’antifona della Beata Vergine Maria.
Salve, Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno.
O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.
Oppure: Salve, Regína, mater misericórdiæ; vita, dulcédo et spes nostra, salve.
Ad te clamámus, éxsules fílii Evæ. Ad te suspirámus, geméntes et flentes in hac lacrimárum valle.
Eia ergo, advocáta nostra, illos tuos misericórdes óculos ad nos convérte.
Et Iesum, benedíctum fructum ventris tui, nobis post hoc exsílium osténde.
O clemens, o pia, o dulcis Virgo María.