Il fiume Amenano e il suo mistero a Misterbianco

Il fiume associato a Misterbianco è l’Amenano, chiamato anche Judicello, un corso d’acqua intermittente ricordato dalle mappe storiche e collegato alla produzione del lino nell’antico territorio di Misterbianco. La sua presenza non è però facilmente ricostruibile, perché le fonti lo descrivono come un fiume debole, soggetto a riapparizioni e temporanee scomparse.

Secondo la ricostruzione basata sulle mappe del Cinquecento e del Seicento, l’Amenano coronava a nord Misterbianco per poi dirigersi verso est, in direzione di Lineri e Catania. Il suo percorso viene quindi rappresentato come appariva nei periodi in cui il corso d’acqua tornava a manifestarsi.

L’enigma dell’Amenano

L’enigma degli enigmi è il fiume, l’Amenano, Mappe del 1500 e del 1600 riportano il fiume Judicello/Amenano a coronare a nord Misterbianco per poi scendere a est, verso Catania. E, si sa, alle mappe bisognerebbe credere! Salvo tracciati ripetuti da prototipi idealizzati!

Antica mappa dell’Amenano a Misterbianco

Le carte storiche costituiscono una delle principali testimonianze sulla presenza del fiume nel territorio. Tuttavia, la loro attendibilità deve essere valutata considerando che alcuni tracciati potevano essere ripetuti da mappe precedenti o derivare da rappresentazioni idealizzate.

Da Siciliae Regnum di Gerardo Mercatone, Duisburg 1589, incisione su rame.

Il rapporto tra il fiume e la produzione del lino

I documenti riportano, poi, la diffusa produzione del lino nell’Antico Misterbianco. E si sa, il lino ha bisogno di acqua, di un fiume per essere lavorato. Dunque, il fiume c’era.

La lavorazione del lino rappresenta quindi un elemento importante per comprendere la possibile presenza dell’Amenano. La necessità di acqua per questa attività è coerente con l’ipotesi di un corso d’acqua, anche se non dimostra da sola quale fosse il suo tracciato preciso o con quale continuità scorresse.

Un fiume assente dai racconti dell’eruzione

Ma la questione non è semplice! Rileggiamo i reportage della eruzione. Tutto, passo passo, è raccontato: muri che crollano, gelsi che ardono, l’incontro con il mare. Ma mai si parla di un fiume.

Questa assenza ha alimentato il dubbio sulla reale presenza dell’Amenano nel marzo del 1669, quando l’eruzione sconvolse il territorio. Le cronache descrivono numerosi eventi e trasformazioni del paesaggio, ma non menzionano il passaggio di un corso d’acqua.

E allora? l’Amenano era un fiume fantasma.

Le riapparizioni dell’Amenano

Che l’Amenano fosse un fiume debole, un’ombra, un fantasma, è noto dall’antichità, fin dai greci. Fazello, Carrera, Vito Maria Amico descrivono le sue ri-apparizioni.

Insomma, lo Judicello c’era ma non sempre, ma non tutto. Carlo Gemmellaro ne ribadisce l’intermittenza, lo definisce “debole Amenano” e ne racconta l’origine e il percorso.

Le testimonianze storiche non descrivono dunque un fiume costante e facilmente riconoscibile, ma un corso d’acqua caratterizzato da una presenza discontinua. Le sue riapparizioni potevano renderlo visibile in determinati periodi e assente in altri, lasciando spazio a interpretazioni diverse del paesaggio.

L’origine dalle acque della grande vallata

Descrive una grande vallata, a nord di Misterbianco, che riceve nevi sciolte. Le acque che colano dai lati di questo avvallamento sono la vera origine dell’Amenano.

La sorgente del fiume viene quindi collegata alle acque provenienti da una depressione situata a nord di Misterbianco. Il corso d’acqua avrebbe avuto origine dal deflusso delle acque di scioglimento e dalle colature provenienti dai versanti della vallata.

“…le acque di Valcorrente, che qui (a Catania) dirette si perdono oggi sotto la lava del 1669, mostrano il loro pendio naturale”.

Vallata di Valcorrente e percorso delle acque

La variazione stagionale della portata

Nel corso dell’anno, il “debole Amenano” avrà avuto il suo incremento proprio nei mesi estivi, per lo scioglimento delle nevi del grande vallone. Nei mesi estivi, culminando ad agosto, quando si lavorava il lino nell’acqua.

Questa ricostruzione collega la maggiore disponibilità d’acqua al periodo estivo e, in particolare, al mese di agosto. La stagionalità della portata avrebbe potuto spiegare sia la presenza del fiume nelle mappe sia la sua assenza da alcune descrizioni storiche.

ElementoInformazione
Nome del corso d’acquaAmenano, o Judicello
Area di origineGrande vallata a nord di Misterbianco
Acque principaliNevi sciolte e acque colanti dai lati dell’avvallamento
Direzione storicaDa nord verso est, in direzione di Lineri e Catania
Periodo di maggiore incrementoMesi estivi, culminando ad agosto
Attività collegataLavorazione del lino nell’acqua

Il possibile aspetto del fiume nel 1669

E può darsi che a marzo del 1669, quando cominciò la tremenda eruzione, il Fantasma d’acqua non si fosse ancora mostrato.

La mancata menzione dell’Amenano nei reportage dell’eruzione può essere quindi interpretata alla luce della sua intermittenza. Se il corso d’acqua non si era ancora manifestato in quel periodo, gli osservatori potevano non averlo incontrato o non averlo considerato parte del paesaggio interessato dagli eventi.

Insomma, l’Amenano c’era. Ma dove emergeva, quando emergeva?

La ricostruzione del percorso

Abbiamo letto, parlato con geologi, ma nessuna certezza ci è stata data. Perciò, dovendo tracciare il fiume, per la grande produzione di lino documentata, lo abbiamo disegnato come nelle mappe del 1500, come sarà stato quando si mostrava, da nord a est, verso Lineri e verso Catania.

Il tracciato storico deve quindi essere considerato una ricostruzione plausibile, non la rappresentazione di un percorso documentato in ogni dettaglio. La scelta di seguire le mappe del Cinquecento è sostenuta dalla documentata produzione del lino e dalle testimonianze sull’esistenza, seppure intermittente, del corso d’acqua.

amenano il fiume sottorraneo

L’Amenano rimane così una presenza sfuggente nella storia di Misterbianco: abbastanza concreta da essere ricordata nei documenti e nelle mappe, ma abbastanza incostante da non comparire in tutte le descrizioni del territorio.

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