Il canto finale accompagna il congedo dell’assemblea e dovrebbe aiutare ogni persona a passare dalla liturgia celebrata alla liturgia vissuta. Non è soltanto un canto alla Madonna né semplicemente una sonata conclusiva dell’organo: è il canto che sostiene il ritorno alla famiglia, al lavoro e alle attività quotidiane con l’intenzione di volgerle al bene, lodando e benedicendo Dio.
Il canto finale è dunque quel canto che spinge alla missione, fa uscire dalla chiesa ciò che è stato accolto nella celebrazione e richiama alla testimonianza dell’amore di Dio. Il suo significato si comprende alla luce dei riti di conclusione, che non rappresentano una separazione assoluta tra la liturgia e la vita, ma il passaggio dalla celebrazione alla concretezza dell’esistenza.
I riti di conclusione e il posto del canto finale
Parlare del canto finale comporta sicuramente qualche difficoltà. Questo perché, al contrario delle altre parti della Messa che abbiamo sin qui osservato, questa non ha una sua fisionomia «giuridica».
Basta leggere I'Ordinamento Generale del Messale Romano. Alla fine del capitolo II che presenta la «Struttura, elementi e parti della Messa», a proposito dei Riti di conclusione troviamo scritto: «I riti di conclusione comprendono: a) brevi avvisi, se necessari; b) il saluto e lo benedizione del sacerdote, che in alcuni giorni e in certe circostanze si può arricchire e sviluppare con l’orazione sul popolo o con un'altra formula più solenne; c) il congedo del popolo da parte del diacono o del sacerdote, perché ognuno ritorni alle sue opere di bene lodando e benedicendo Dio; d) il bacio dell'altare da parte del sacerdote e del diacono e poi l'inchino profondo all'altare da porte del sacerdote, del diacono e degli altri ministri» (90).
E qui termina la descrizione. Come vediamo non si fa una specifica menzione del canto finale. Ma una lettura attenta può offrirci qualche spunto di riflessione.
Ai riti di conclusione tutto si è compiuto. Cristo si è trasformato nel pane e nel vino e abbiamo vissuto quanto accaduto nell'ultima cena. Finita la distribuzione della comunione siamo seduti o in ginocchio per cercare di meditare sempre più su questo inesprimibile mistero.
Ora in qualche modo si deve concludere la celebrazione e sancire lo scioglimento di quel dato popolo di Dio ordinato nei suoi carismi e ministeri. Come intendere questi riti di conclusione? A mio avviso il nome può essere fuorviante.
Dal sacro celebrato alla vita quotidiana
Per secoli e secoli le celebrazioni liturgiche, «le sacre cerimonie» sono state il momento in cui il sacro, appunto, si manifestava in opposizione al profano, che rimaneva fuori dal tempio.
Ma il problema non si può risolvere così semplicemente: «La nozione e l’esperienza del sacro sono talmente legate all'orizzonte di comprensione religioso e culturale che una società ha di se stesso e al contesto storico con i vari riflessi personali e sociali, che il voler prescindere da questi legami per poter isolare un significato unitario di "sacro", non soggetto a variabili comprometterebbe già sul nascere la volontà di dire qualcosa di serio su questa categoria religiosa o pre-religiosa».
Pur essendo questo concetto, quindi, da adoperare con cautela, esso esprime la presenza di qualcosa che è «altro» rispetto alla realtà tangibile. Ma questo non ha portato ad una svalutazione della realtà profana che è poi il luogo dell'incarnazione di Cristo?
La liturgia è mettersi alla presenza di una soprannaturalità, ma essa non si manifesta per noi perché noi la portiamo nella nostra storia? Quindi, sarebbe forse da riconsiderare questa divisione fra realtà sacra e realtà profana, non perche il profano entra nel sacro (forse non è mai uscito. ) ma soprattutto perché il sacro irrompa nel profano.
Come un fiume che rompe i margini del nostro egoismo e della nostra durezza, quello che è separato deve invece «abbattere i bastioni» (come giustamente intuiva von Balthasar) per illuminare il mondo della sua luce.

La funzione del canto finale
In questo vedo molto bene la funzione del canto finale. Esso è quel propellente che ci dà la spinta per portare fuori quello che abbiamo accolto dentro, per testimoniare agli altri la nostra trasformazione.
L'OGMR ci invita in questo modo: «perché ognuno ritorni alle sue opere di bene lodando e benedicendo Dio». Questa precisazione è illuminante per quanto andiamo affermando.
Ognuno ritorni alle sue opere di bene, per me, significa anche ognuno ritorni alla sua famiglia, al suo lavoro, alla sua attività con I'intenzione di volgerla al bene, testimoniando l'amore di Dio per noi, la sua lode e benedizione di fronte agli uomini.
Il canto finale, secondo me, dovrebbe essere quel canto che spinge alla missione, che fa passare dalla liturgia ascoltata alla liturgia vissuta.
Già nel Vangelo esistono tanti versetti che potrebbero essere utilizzati: «Andate in tutto il mondo. », «lo sarò con voi…», «Tu solo hai parole di vita. ».
Ecco lo spirito: passare da una liturgia staccata ad una liturgia che si fa carne nella nostra vita è un obiettivo essenziale per fare in modo che quanto andiamo facendo non rimanga una comoda lavata di mani che lascia le mani sporche.
Liturgia e vita, ma soprattutto “«liturgia è vita». Ecco dunque la funzione importante del canto finale, questo canto che risuona ancora in noi quando lasciamo la chiesa.
E che risuoni sempre nella nostra vita come una voce amica che ci richiama, in tutto quello che facciamo, alla fonte della speranza che e in noi.
Il canto finale non è soltanto un canto mariano
Ma cosa è per noi oggi il canto finale? Esso nelle nostre liturgie è inteso fondamentalmente in due modi: come momento per un canto alla Madonna o come momento per la sonata finale dell'organo.
Per carità, ci sta anche questo, ma sembra molto limitativo. Innanzitutto, il fatto di mettere la Madonna e l'organo alla fine, in un certo senso serve ad attenuare i «sensi di colpa» per non aver saputo collocarli durante la liturgia.
Mi spiego: non sembra che durante la liturgia ci sia uno spazio specifico per la madre di Gesù, quindi «ricordiamola almeno alla fine». Ma questo non e né vero, né corretto.
Maria ha il suo posto d'onore nella preghiera eucaristica, così come in molti canti si può mettere in luce benissimo il suo ruolo nella storia della salvezza.
Anche se non sono canti per la celebrazione eucaristica in senso stretto (sono più canti per le adorazioni), mi vengono in mente alcuni bellissimi inni nelle quali la presenza di Maria è pienamente affermata: «Ave verum corpus, natum de Maria virgine» (Ave verum); oppure «Nobis datus, nobis natus, ex intacta virgine» (Pange lingua).
Il genio di Tommaso d’Aquino (almeno per il secondo caso, in quanto il primo è di dubbia attribuzione) risolve egregiamente la presenza di Maria inserita nel mistero di Cristo.
Un'altra possibilità da non sottovalutare è quella di dedicare un saluto alla Vergine prima dell'Ite missa est.
Questo si può fare con acclamazioni o canti mariani non lunghi. Personalmente sperimento questa forma nella chiesa americana di S. Susanna in Roma, quando, prima del corale che chiude la celebrazione, cantiamo «Regina coeli» (naturalmente nel tempo pasquale).
Ecco, disponendo di brevi antifone mariane che, come Regina coeli, offrono una visione Maria inserita nel mistero di Cristo e quindi nel mistero della celebrazione, anche questa forma può dare risultati positivi.
lo amo i vecchi canti devozionali ma penso che non siano più adeguati alle moderne celebrazioni e al cammino che si è fatto.
Sono più adatti a funzioni tipicamente mariane anche se pure in questo ci sarebbe da ridire. Visto che sono oramai nella me moria di tanti perché almeno non dare una rinfrescata ai testi?
Così ho visto fare negli Stati Uniti ed è una cosa che funziona.
L’organo e il momento conclusivo
L’organo dovrebbe avere il suo spazio durante la celebrazione e non essere relegato ad una bella sonata alla fine.
Questo mi sembra mortificante per lo strumento e per chi lo suona. La celebrazione offre notevoli opportunità per preludi, interludi, versetti e altro.
Il problema è che molti organisti non sono organisti liturgici, ma semplicemente esecutori, e non entrano nello spirito giusto della celebrazione.
Quanto scritto finora non vuol dire che alla fine non si possa anche suonare un bel pezzo di organo o cantare un pezzo mariano. Ma si può fare anche altro.
La partecipazione dell’assemblea al congedo
C'e poi l'annoso problema del «fugone» generale quando il sacerdote pronuncia l'Ite missa est.
Questo è uno dei segni più odiosi della maleducazione liturgica alla quale siamo stati sottoposti. Se il sacerdote si fermasse un poco a cantare il canto finale questo si eviterebbe?
Almeno in parte penso di sì. E se insegnasse alla sua comunità che si deve rimanere fino al canto finale questo aiuterebbe?
Penso di sì. Insomma, c'e del lavoro da fare e programmare.
Il canto finale può quindi diventare un momento realmente partecipato, nel quale l’assemblea non abbandona immediatamente la celebrazione, ma riceve il congedo come una responsabilità concreta.
Criteri per scegliere il canto finale
La scelta del canto finale dovrebbe tenere conto del significato della celebrazione, del tempo liturgico e del cammino spirituale dell’assemblea. Il testo dovrebbe aiutare a esprimere la lode, la speranza, la risurrezione, la missione o il ritorno alla vita quotidiana.
- Missione: canti che invitano ad andare, annunciare, servire e testimoniare.
- Lode: canti che prolungano la gratitudine dell’assemblea e benedicono Dio.
- Risurrezione: canti particolarmente adatti al tempo pasquale e alle celebrazioni centrate sulla vita nuova.
- Comunità: canti che esprimono il cammino comune del popolo di Dio.
- Pace: canti che collegano il congedo alla responsabilità di costruire relazioni riconciliate.
- Maria: canti mariani brevi e coerenti con il mistero di Cristo e con il tempo liturgico.
- Silenzio e musica strumentale: brani organistici scelti come parte della celebrazione e non come semplice riempitivo conclusivo.
Proposte di canti finali
Tra i canti finali indicati per la celebrazione si trovano brani di carattere missionario, pasquale, comunitario, mariano e di lode.
| Ambito | Canti indicati |
|---|---|
| Missione e congedo | Andate per le strade; Servo per amore; Resta qui con noi; Questa è la mia fede |
| Risurrezione e Pasqua | Cristo risusciti; Resurrezione; Risurrezione; Grandi cose |
| Lode e festa | Laudato sii, o mi Signore; Lodate Dio; Canta e cammina; Musica di festa |
| Pace e comunità | Pace sia, pace a voi; Vivi con noi la festa; Resta accanto a me |
| Canti mariani | Ave Regina caelorum; Regina caeli; Salve Regina; Santa Maria del cammino; Maria, tu che hai atteso |
| Spirito Santo | Sii esaltato Signore; Vieni o Spirito; Vieni, vieni, Spirito d’amore |
Canti finali per il tempo ordinario
- Andate per le strade
- Benedici il Signore
- Cristo risusciti
- I cieli narrano
- Laudato sii, o mi Signore
- Lodate Dio
- Noi canteremo
- Resta qui con noi
- Resurrezione
- Servo per amore
Canti finali per l’Avvento
- Alzo gli occhi verso i monti
- Dio s'è fatto come noi
- Osanna al Figlio di David
- Rorate caeli
Canti finali per il Natale
- Adeste fideles
- Astro del ciel
- Dio s'è fatto come noi
- In notte placida
- Noi canteremo
- Stille Nacht
- Tu scendi dalle stelle
- Venite fedeli
Canti finali per la Quaresima
- Amatevi, fratelli
- Attende Domine
- Beati quelli che ascoltano
- Benedici il Signore
- Dov'è carità e amore
- E' giunta l'ora
- Mistero della cena
- Pange lingua
- Purificami, o Signore
- Signore dolce volto
- Ubi caritas
Canti finali per la Pasqua
- Canto per Cristo
- Cristo risusciti
- I cieli narrano
- Lodate Dio
- Manda il tuo spirito
- Noi canteremo
- Resurrezione
- Victimae paschali
Canti finali per la Pentecoste
- Effonderò il mio Spirito
- Lo Spirito del Signore
- Veni Sancte Spiritus
- Veni creator spiritus
- Vi darò un cuore nuovo
- Vieni spirito di Cristo
Canti mariani per il congedo
- Ave Regina caelorum
- Ave maris stella
- Dell'aurora
- Ecco la serva
- Inno alla Vergine
- Lieta armonia
- Madre, io vorrei
- Maria, tu che hai atteso
- Mira il tuo popolo
- Regina caeli
- Salve Regina
- Santa Maria del cammino
- Ti salutiamo o Vergine
- Vergin santa
Testi e temi adatti al canto finale
Un canto finale può esprimere la gioia dell’assemblea, la gratitudine per la celebrazione, la fiducia nella presenza di Dio e la disponibilità a servire.
Testimoni dell’amore, testimoni del Signore
Siamo il popolo di Dio e annunciamo il regno suo
Annunciamo la sua pace, la speranza della croce
Che lo Spirito di Dio dona a questa umanità
Il tuo Spirito Signore, in ogni tempo
Ci fa segno del tuo amore per il mondo
Tra la gente noi viviamo la tua missione
Nella fede che si fa...
Acclamate al Signore
Acclamate al Signore, voi tutti della terra, servite il Signore nella gioia, presentatevi a lui con esultanza.
Acclamate, acclamate, acclamate al Signor.
Riconoscete che il Signore è Dio; egli ci ha fatti e noi siamo suoi, suo popolo e gregge del suo pascolo.
Varcate le porte con inni di grazie i suoi atri con canti di lode, lodatelo, benedite il suo nome.
Poiché buono è il Signore, eterna è la sua misericordia, la sua fedeltà per ogni generazione.
Laudato sii, o mi Signore
Laudato sii, o mi Signore,
laudato sii, o mi Signore,
laudato sii, o mi Signore,
laudato sii, o mi Signore.
E per tutte le sue creature
per il sole e per la luna
per le stelle e per il vento
e per l’acqua e per il fuoco.
Resta qui con noi
Le ombre si distendono scende ormai la sera
e si allontanano dietro i monti
i riflessi di un giorno che non finirà,
di un giorno che ora correrà sempre
perché sappiamo che una nuova vita
da qui è partita e mai più si fermerà.
Resta qui con noi il sole scende già,
resta qui con noi Signore è sera ormai.
Magnificat
L’anima mia magnifica, magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore.
Perché ha guardato l’umiltà della sua serva,
tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Cose grandiose ha compiute in me l’Onnipotente,
cose grandi ha compiuto colui il cui nome è Santo.
D’età in età è la sua misericordia,
la sua misericordia si stende su chi...
Alto e glorioso Dio
Alto e glorioso Dio, illumina il cuore mio.
Dammi fede retta, speranza certa, carità perfetta.
Dammi umiltà profonda, dammi senno e cognoscimento, che io possa sempre servire con gioia i tuoi comandamenti.
Camminiamo incontro al Signore
Camminiamo incontro al Signore, camminiamo con gioia: Egli viene, non tarderà, Egli viene, ci salverà.
Egli viene: il giorno è vicino e la notte va verso l’aurora. Eleviamo a Lui l’anima nostra, non saremo delusi.
Egli viene, vegliamo in attesa, ricordando la sua parola. Rivestiamo la forza di Dio per resistere al male.
Egli viene, andiamogli incontro, ritornando su retti sentieri. Mostrerà la sua misericordia, ci darà la sua grazia.
Testi biblici e missione
- «Andate in tutto il mondo.»
- «Io sarò con voi…»
- «Tu solo hai parole di vita.»
- «Chi ascolta le mie parole e le mette in pratica»
- «Passeranno i cieli e passerà la terra, la sua parola non passerà.»
Il canto finale nelle celebrazioni per i defunti
“Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà” (GV 11,25).
“Per esprimere il dolore e per promuovere con efficacia la fiducia, nel compiere i riti per i defunti la Chiesa ricorre soprattutto alla preghiera dei Salmi.”
“Gli altri canti, a cui il rito spesso si riferisce per l’importanza pastorale della loro esecuzione, riecheggino nel testo la vivezza del linguaggio biblico e la spiritualità di quello liturgico.
Per la scelta dei canti da eseguire in occasione dell’ultimo saluto terreno, l’Ufficio liturgico della CEI ha messo a disposizione una serie di melodie il cui testo è tratto dai Salmi previsti per la celebrazione del rito cristiano.
Per i funerali possono essere utilizzati anche altri canti purché il testo sia pertinente e abbia affinità con i Salmi sopracitati e/o le letture previste per la liturgia delle esequie.
I brani da intonare non devono essere incentrati sul tema della chiamata/vocazione o della tristezza ma, al contrario, sul tema dell’amore misericordioso del Padre, della resurrezione e della nascita a vita nuova: «Nei riti funebri la Chiesa celebra con fede il mistero pasquale, nella certezza che quanti sono diventati con il battesimo membri del Cristo crocifisso e risorto, attraverso la morte, passano con lui alla vita senza fine» (cf. Rito delle esequie, 1).
Proposte per il rito delle esequie
Inizio
- L’eterno riposo + Salmo 50 (MRE)
- Purificami, o Signore + Salmo 50 (NCdP 107)
- Sei tu, Signore, che mi hai chiamato + Salmo 50 (MRE)
- L’anima mia ha sete del Dio vivente + Salmo 41 (MRE)
- Apritemi le porte della giustizia + Salmo 117 (MRE)
- L’anima mia spera nel Signore + Salmo 129 (MRE)
- Il Signore ti custodirà + Salmo 120 (MRE)
- Alzo gli occhi verso i monti (RnS)
- Alzerò i miei occhi (M. Frisina)
- Requiem aeternam (gregoriano)
- Requiem (A. Parisi)
- La pace dei Santi (CC)
- Miserere (M. Frisina)
- Dal profondo a te grido (M. Frisina)
- Come la cerva (M. Frisina)
- Nulla con te mi mancherà (NCdP 689)
- Il tuo amore, Signore (NCdP497)
- Venite, benedetti (A. Parisi)
- Dio è la mia salvezza (M. Frisina)
- Il Signore è mia luce e mia salvezza (M. Frisina)
- Il Signore è la mia salvezza/Cantico dei redenti (RnS - EDC 10)
Alleluia
- Alleluia pasquale (gregoriano - NCdP 245)
- Alleluia, io sono la resurrezione (A. Parisi)
- Alleluia, Signore tu hai parole di vita eterna (NCdP 268)
- Alleluia, le tue parole (M. Frisina)
Offertorio
- Nel tuo santo tempio inneggerò al tuo nome + Salmo 133 (MRE)
- Benedici il Signore (M. Frisina)
- Dio è la mia salvezza (M. Frisina)
- Che cosa renderò al Signore (A. Parisi)
- Come incenso (A. Parisi)
- Come pane nuovo (P. Ruaro)
- Pane e vino ti offriamo (M. Palmitessa)
- Chi ci separerà (M. Frisina)
- Noi veglieremo (RN 295)
- Non mi abbandonare (NCdP 498)
- Ogni dono perfetto (F. Avolio)
- A te offrirò la mia vita (S. Vivona)
- A te offriamo (A. Parisi)
- Cosa offrirti (RnS - RN 272)
- Le mani alzate (NCdP 914)
- Salga a te questa offerta (M. Frisina)
- Guarda questa offerta (EDC)
- Accogli i nostri doni (F. Buttazzo)
- Ecco quel che abbiamo (Gen Verde)
- Se tu mi accogli (RN 96 - NCdP 501)
- Credo in te (A. Montepaone)
- Benedetto sei tu (M. Frisina - RN 261)
- Quanta sete nel mio cuore (NCdP 705)
Comunione
- Il Signore è il mio pastore + Salmo 22 (MRE)
- Il Signore è il mio pastore (D.M.Turoldo - NCdP 661)
- Il Signore è il mio pastore (M. Frisina)
- Perché Tu sei con me (Gen verde)
- Tu pastore della vita (F. Massimillo)
- Il Signore ti custodirà + Salmo 120 (MRE)
- Padre di misericordia (M.Frisina)
- Come la cerva (M.Frisina)
- Pane di vita nuova (M.Frisina)
- Pane di vita (A.Parisi)
- Con questo pane, con questo vino (RnS)
- Sei tu, Signore, il pane (NCdP 719)
- Signore da chi andremo (P.Impagliatelli)
- Tu sei la mia vita (P. Sequeri - RN 383)
- Hai dato un cibo (NCdP 658)
- Mistero della cena (NCdP 678)
- Nulla con Te mi mancherà (NCdP 689)
- Beato l’uomo a cui il Signore perdona (M. Frisina)
- Tu sei vivo fuoco (NCdP 747)
Canti di commiato durante Aspersione e Incensazione
- Venite Santi di Dio (MRE)
- Venite, Santi di Dio (A. Parisi)
- Io credo, il Signore è risorto (MRE)
- Io credo, risorgerò (NCdP 600)
- Vieni, Signore, vieni a liberarmi (MRE)
- Accogli, Signore (A. Parisi)
- Tu da sempre, Signore, mi conosci (A. Parisi)
- Lazzaro era morto (A. Parisi)
Dopo orazione
- In Paradisum deducant te angeli (gregoriano - MRE)
- In Paradiso ti accompagnino gli angeli (MRE)
- In Paradiso (A. Parisi)
- Ti accolga il coro degli angeli (MRE)
- Ti accolga il coro degli angeli (A. Parisi)
- Io sono la resurrezione e la vita (MRE)
- Io sono la resurrezione e la vita (A. Parisi)
Uscita - solo strumentale
- Cristo Signore ti accolga in Paradiso + Salmo 113 (MRE)
- Nello splendido corteo dei Santi + Salmo 41 (MRE)
- Apritemi le porte della giustizia + Salmo 117 (MRE)
- Il Signore è il mio pastore + Salmo 22 (MRE)
- Nella casa del Padre (A. Parisi)
- Nella tua casa, Signore (M. Fornasari)
- All’ombra delle tue ali (A. Parisi)
- Resta con noi (M. Frisina)
- Resta con noi, Signore, la sera (NCdP 713)
- Ti seguirò (M. Frisina)
- Salve Regina (gregoriano - RN 219)
- Sub tuum praesidium (gregoriano - RN 221)
- Sotto il tuo manto (M. Frisina)
- Andrò a vederla un dì (EDC)
- Vergine delle lacrime (M. Frisina)
Il canto finale come passaggio alla missione
Il canto finale non dovrebbe essere considerato un’aggiunta marginale collocata dopo la vera celebrazione. Esso può diventare il punto nel quale l’assemblea riconosce che la celebrazione continua nella vita.
Il congedo non è soltanto la fine materiale della permanenza in chiesa. È l’invio di un popolo che torna alle proprie opere di bene, portando nella storia ciò che ha celebrato, ascoltato e ricevuto.
Per questo il canto finale deve risuonare ancora in noi quando lasciamo la chiesa. La sua efficacia non dipende soltanto dalla melodia, dalla solennità dell’esecuzione o dalla presenza dell’organo, ma dalla capacità di orientare l’assemblea verso una vita trasformata dalla liturgia.
Un canto conclusivo ben scelto può accompagnare il passaggio dalla preghiera al servizio, dall’ascolto alla testimonianza, dalla comunione celebrata alla comunione vissuta, dalla lode pronunciata alla lode espressa nelle opere.