Anima nera di Valerio Evangelisti: trama, temi e contesto dell’opera

Anima nera di Valerio Evangelisti è un volume pubblicato da Mondadori nella collana Omnibus nel 2017, appartenente all’area del thriller e della fantascienza, composto da 277 pagine in edizione brossura. Il libro si colloca nel più ampio universo narrativo di Evangelisti, autore capace di fondere storia, fantastico, horror, fantascienza, politica e avventura in una forma narrativa difficilmente riconducibile a un solo genere.

La lettura di Anima nera va quindi considerata nel quadro della poetica complessiva dello scrittore: nessuno dei racconti di Evangelisti è fine a sé stesso. Ognuno porta, nel suo ventre, la denuncia sociale o tratta i temi contemporanei trasponendoli nel passato e nel futuro.

Scheda del libro

ElementoInformazione
AutoreValerio Evangelisti
TitoloAnima nera
EditoreMondadori
CollanaOmnibus
Anno2017
GenereThriller/Fantascienza
Estensione277 pagine
FormatoBrossura

Valerio Evangelisti e la nascita di un universo narrativo

Valerio Evangelisti era nato a Bologna nel 1952, e poco più di quarant'anni dopo ricevette il premio Urania Mondadori con il romanzo che lo avrebbe portato al successo, con oltre 15mila copie vendute in edicola (risultato più alto dell'anno, record per uno scrittore italiano): Nicolas Eymerich, inquisitore.

Da allora Valerio Evangelisti, che fino a quel momento aveva alternato la carriera accademica al suo lavoro da funzionario del Ministero delle finanze, divenne il più famoso e visionario autore della letteratura fantastica italiana. La letteratura di genere, che fino a quel momento in Italia era stata trascurata, iniziò una nuova vita con personaggi come Eymerich e Magus.

Valerio Evangelisti si è laureato in scienze politiche, indirizzo storico-politico, e ha intrapreso una carriera accademica interrotta verso il 1990, alternata all’attività di funzionario del Ministero delle finanze. Dopo avere pubblicato cinque volumi e una quarantina di saggi di storia, si è dedicato interamente alla narrativa.

Nel 1994 è uscito il suo primo romanzo, Nicolas Eymerich, inquisitore, che ha vinto il Premio Urania. Sono seguiti Le catene di Eymerich (1995), Il corpo e il sangue di Eymerich (1996), Il mistero dell’inquisitore Eymerich (1996); Cherudek (1997), Picatrix, la scala per l’inferno (1998), Il castello di Eymerich (2001), pubblicati da Mondadori.

L’antologia Metallo urlante (1998) e il romanzo Black Flag (2002) sono stati pubblicati da Einaudi. Nel 1999 è uscito in tre volumi, anch’esso presso Mondadori, Magus. Il romanzo di Nostradamus, tradotto in nove lingue e in tre continenti.

Nel 2000 l’Ancora del Mediterraneo ha pubblicato la raccolta di saggi Alla periferia di Alphaville. Interventi sulla paraletteratura. I romanzi centrati su Eymerich sono tradotti in Francia, Spagna, Germania e Portogallo.

Hanno valso all’autore, nel 1998, il Grand Prix de l’Imaginaire e, nel 1999, il Prix Tour Eiffel: i premi più prestigiosi riservati in Francia alla letteratura fantastica e di fantascienza. Dopo avere conseguito nel 2000 il Prix Italia per la fiction radiofonica, scrive sceneggiature per radio, cinema, televisione e fumetti.

Ha diretto per un decennio “Progetto Memoria - Rivista di storia dell’antagonismo sociale”. È ora direttore editoriale di “Carmilla”, pubblicazione dedicata alla narrativa fantastica e alla critica politica. Collabora all’edizione francese di “Le Monde Diplomatique”. È presidente dell’Archivio Storico della Nuova Sinistra “Marco Pezzi” di Bologna.

Un autore oltre i generi

Da Nicolas Eymerich alla trilogia di Nostradamus, Valerio Evangelisti ha creato uno stile molto personale, contaminando le forme della letteratura di genere, e diventando così un autore originale e unico nel panorama italiano. Soprattutto per la sua capacità di unire il fantastico a il reale, anche dal punto di vista sociale.

Nei suoi romanzi, ha sempre unito il fantasy, la fantascienza, l’horror, mescolandoli insieme e avvicinadosi così al new weird, e riconoscendo in prima persona l’appartenenza di alcuni suoi libri al New Italian Epic.

Se quindi Evangelisti è senza alcun dubbio una figura rilevante del panorama letterario italiano contemporaneo, più difficile è collocarlo come autore di genere. Non perché non sia autore di letteratura di genere, ma perché nella sua produzione ha ibridato e reinventato i generi.

Così negli anni è stato ovviamente incluso in monografie dedicate alla fantascienza, come Distopie, viaggi spaziali, allucinazioni di Giulia Iannuzzi (Mimesis 2015), o alla sperimentazione narrativa, come New Italian Epic. Letteratura, sguardo obliquo, ritorno al futuro di Wu Ming (Einaudi 2009), e più di recente è stato ascritto al new weird, e posto tra i padri nobili del “novo sconcertante italico” da Carlo Mazza Galanti.

In questo contesto è maturata anche una piccola polemica letteraria: i titoli dei giornali, dando la notizia della sua morte, hanno infatti parlato di autore “fantasy”, genere che però Evangelisti sosteneva di non praticare, pur rispettandolo. Gli piaceva poco, e non ne ha mai parlato bene.

Eppure si possono trovare nella sua opera elementi riconducibili persino al fantasy, tanto che anche un autore come Raul Montanari ha fatto riferimento a questo genere in occasione del dossier dedicato a Evangelisti da Mauro Pagani nella trasmissione “Alphaville” della Radio Svizzera Italiana, dal 5 al 9 settembre 2022.

Evangelisti fonde, con capacità quasi d’alchimista, romanzo d’avventura e fantascienza, thriller e narrazione storica, politica, letteratura, spy-story rocambolesca.

Esito di questo alchemico prodotto è un “non-genere”: il rubedo di questa pozione è lasciare sul banco solo la pura e semplice narrazione, quella che ci ha affascinato fin da bambini, quella che ci chiede di continuare a raccontare per sapere di più, per sapere come andrà a finire; quella che ci spinge a buttarci nel prossimo romanzo a capofitto.

Valerio Evangelisti ritratto dello scrittore

La costruzione del “One Big Novel”

L’intera produzione di Evangelisti, infatti, racconta un unico grande romanzo, un “One Big Novel”, per riprendere il titolo del suo romanzo One Big Union.

I suoi romanzi infatti dialogano con i generi e la tradizione della letteratura popolare, dalla fantascienza al poliziesco, dal western al romanzo storico. Li ibridano, mescolando figure realmente esistite ed eventi storici alla dimensione fantastica e all’invenzione letteraria.

Il ciclo di Eymerich, ambientato su tre livelli temporali (il XIV secolo di Eymerich, un presente alternativo e un futuro remoto fino al XXXII), contiene l’alfa e l’omega di tutte le vicende narrate, interconnesse con citazioni e allusioni.

L’argomento della narrazione è infatti unico: l’eterno conflitto tra chi detiene il potere e cerca di controllare chi lo subisce, e chi si contrappone allo stato di cose esistente, dalla ribellione eretica al potere della chiesa alla lotta di classe moderna e contemporanea.

L’idea è di portare il conflitto all’interno del territorio dell’immaginario, che per Evangelisti va decolonizzato da narrazioni tossiche portatrici dell’ideologia liberista, e rivitalizzato.

A volte il lettore segue le vicende dalla prospettiva dei potenti, altre dai ribelli, dalle “canaglie” onnipresenti nella sua produzione.

Il ciclo di Eymerich

Nicolas Eymerich non è solo frutto di fantasia, ma è ispirato all'omonimo inquisitore catalano realmente vissuto nel Trecento. Come spesso accade nei romanzi di Evangelisti, storia e fantastico si mescolano.

Per chi non ha mai avuto modo di leggere nulla a riguardo, sono oltre dieci i romanzi del ciclo narrativo ambientato - tra folli salti di tempo - nell’Europa trecentesca e che hanno come protagonista la figura dell’Inquisitore del Regno D’Aragona il - realmente esistito - dominicano Nicholas Eymerich da Gerona.

Ognuno dei romanzi che compongono il ciclo è a sé stante, cosa che apprezzano coloro che li incontrano per la prima volta. Il personaggio immaginario creato da Valerio Evangelisti divenne da quel giorno protagonista di una serie di romanzi e di racconti che continuarono fino al 2018, ricchi di elementi fantastici, fantascientifici e gotici.

Ma nel Ciclo di Eymerich le storie vengono narrate su diverse linee temporali, che finiscono per intrecciarsi: la prima nel 1300, dove il protagonista è Eymerich, le altre nel futuro.

È così che l’autore sconfina nella produzione letteraria, unendo generi diveri, dal romanzo storico, a quello gotico, passando per l’horror. La nostra Storia si proietta così nel nostro presente o nel nostro futuro.

Il personaggio di Nicholas Eymerich

Goffredo Fofi ha definito Eymerich il più importante personaggio letterario di questi anni. Evangelisti lo ha creato da una figura realmente esistita, ma gli ha donato caratteristiche precipue: un carattere antipatico, secco e scettico, massimamente razionalista; un uomo altamente misogino, facile all’ira, ma con le fattezze di un eroe da film alla Sergio Leone.

Eymerich è una figura narrativa contraddittoria, lontana dall’eroe positivo tradizionale. La sua durezza, il suo razionalismo e la sua intolleranza non ne cancellano il ruolo di protagonista, ma lo rendono una presenza perturbante, capace di dominare la scena proprio attraverso i tratti che normalmente lo renderebbero inviso al lettore.

Storia, scienza e soprannaturale

Quando leggerete questo libro vi colpiranno i cambi di tono, di tempo e di spazio, ma soprattutto rimarrete affascinati dalla conoscenza, dalla cultura del suo autore e dalla sua profonda anamnesi della materia storica in cui questo personaggio si muove.

Nessuna delle sue azioni è campata per aria, nessuno dei riferimenti storici è raffazzonato o confezionato ad uopo. La qualità del suo scrivere di storia, come di scienza e fisica, senza mai cadere nei facili tranelli dell’invenzione sono altri correlati alla trama comunque fitta, ricca di spunti e personaggi memorabili.

La prima volta che ho incontrato Valerio Evangelisti non sapevo bene cosa aspettarmi. Amavo i suoi romanzi, ma erano storie buie, spaventose, che indagavano il lato oscuro del passato, del futuro, ma anche dell’animo umano.

Anima nera nel percorso dell’autore

Anima nera appartiene alla fase della produzione di Evangelisti in cui la contaminazione tra thriller e fantascienza costituisce una chiave essenziale per rappresentare inquietudini storiche, sociali e politiche.

La sua grande capacità è stata quella di riuscire a mettere in un racconto, e in tutti i successivi di qualsiasi natura essi fossero, un affresco del mondo attuale e delle sue storture anche quando parlava di Catari e Patari o si perdeva nel tracciare le descrizioni di un futuro oscuro e terribile.

Ho trovato in lui molto più di tanti altri autori, la stessa vis di Lovecraft, lo stesso riuscire a leggere oltre il velo del quotidiano e disvelarne i mostri che vi si nascondono o che hanno imparato così bene a mimetizzarvici.

In questa prospettiva, il thriller non si limita a organizzare suspense e mistero, mentre la fantascienza non svolge una funzione puramente spettacolare. Entrambi i registri servono a rendere visibili le strutture del potere, le paure collettive e le contraddizioni nascoste dietro la normalità.

La dimensione politica e sociale

Dopotutto, il suo interesse alla politica e ai problemi della società è sempre stato una priorità. Il suo era un impegno politico-letterario: nei suoi romanzi inseriva inquietudini e contraddizioni del presente.

Ognuno dei racconti di Evangelisti è attraversato da una tensione civile. Il passato non viene presentato come una realtà separata dal presente, mentre il futuro non è un semplice spazio d’evasione: entrambi diventano strumenti per leggere rapporti di forza, conflitti sociali e forme di dominio.

Il tutto all’insegna dell’avventura e del discorso politico, militante, che caratterizza la sua poetica.

Le sue opere possono quindi essere lette su più livelli: come racconti d’avventura, come narrazioni fantastiche, come ricostruzioni storiche e come allegorie di conflitti che appartengono alla contemporaneità.

Le altre saghe di Valerio Evangelisti

Magus e Nostradamus

È grazie a Magus che Valerio Evangelisti è diventato celebre anche fuori dal nostro Paese, tradotto in 22 lingue e in tre continenti. Il presagio, L'inganno e L'abisso formano la trilogia che narra la biografia romanzata del più noto autore di profezie di sempre: Nostradamus.

L'autore interroga con la sua straordinaria vena romanzesca questo personaggio indecifrabile (astrologo, scrittore, farmacista e speziale), scrivendo una storia potente e tenebrosa, accesa dai colori vibranti delle grandi narrazioni storiche.

L'immaginario di Evangelisti si intromette in Magus solo quando le fonti storiche sono lacunose, creando così un'opera il più possibile fedele alla realtà e che inquadra lo scenario di un secolo di profonde trasformazioni, culturali e sociali.

Il ciclo di Pantera

Tra le sue saghe più famose non si può non citare quella del pistolero Pantera, western in chiave fantastica che analizza i momenti della storia americana in tre volumi.

Pantera è un misterioso pistolero-stregone mezzosangue nato dalla fervida immaginazione di Valerio Evangelisti e comparso per la prima volta in “Metallo urlante” e promosso a protagonista in “Black flag”.

La Trilogia americana

Antracite, Noi saremo tutto e One Big Union formano la Trilogia americana: ambientata tra Ottocento e Novecento, segue le vicende legate alla storia del movimento sindacale nordamericano. Una delle opere fondamentali della narrativa di Valerio Evangelisti.

Il ciclo messicano

La dilogia composta da Il collare di fuoco e Il collare spezzato è invece una serie di romanzi che ripercorre la storia della rivoluzione messicana.

Il ciclo dei pirati

Tra le grandi saghe di Valerio Evangelisti non potevano mancare figure iconiche come quelle dei pirati, che l'autore trasforma negli agenti dell'introduzione del capitalismo in America.

Ambientanti a fine Seicento sono Tortuga, Veracruz e Cartagena.

Il sole dell’avvenire

Il sole dell'avvenire. Vivere lavorando o morire combattendo, Il sole dell'avvenire. Chi ha del ferro ha del pane, Il sole dell'avvenire. Nella notte ci guidano le stelle sono una serie di romanzi che raccontano di alcune famiglie di braccianti e contadini romagnoli, dal post-risorgimento alla metà del XX secolo.

Racconti, sperimentazione e continuità dell’opera

Evangelisti ha infatti firmato una trentina di romanzi, una quarantina tra racconti e romanzi brevi, spesso editi in più redazioni con varianti, e un numero ancora imprecisato di interventi saggistici e pubblicistici, tra cui studi storici, analisi politiche, recensioni di libri e film in quotidiani e periodici cartacei e online, introduzioni o postfazioni a volumi antologici o di singoli autori, e persino una rubrica su “Rolling Stone” sui classici della musica heavy metal, di cui era appassionato.

Questa sua vasta cultura si ritrova anche nella sua produzione letteraria come autore, come dimostra il recente volume curato da Sandro Moiso e dal sottoscritto per Mimesis, L’insurrezione immaginaria. Valerio Evangelisti autore, militante e teorico della paraletteratura.

Alcuni racconti sono riconducibili all’orbita del ciclo di Eymerich: “La sala dei giganti”, primo embrione del romanzo La luce di Orione, “O’ Gorica tu sei maledetta”, strettamente connesso a Cherudek, o i divertissement “Eymerich contro Palahniuk” e “Eymerich contro Dan Brown”, recensioni narrative e ironiche che vedono i due scrittori finire tra le grinfie dell’inquisitore.

C’è poi “Paradice”, che diventerà la narrazione temporale futura di Black Flag, del Ciclo del metallo, nonché anello di raccordo tra questo ciclo e quello di Eymerich, in quanto la protagonista Lilith riapparirà, proseguendo la sua avventura, in Rex tremendae maiestatis.

Sempre primi embrioni sono anche “I fratelli della costa” e “Controinsurrezione”, rispettivamente di Veracruz della Trilogia dei pirati e dei romanzi risorgimentali italiani.

Questo testimonia come i racconti fossero anche territorio di sperimentazione narrativa, poi sviluppabile in romanzi, come appunto Forte ha proposto per “La guerra fredda dei mondi”.

Lo stile narrativo

Quando leggerete questo libro vi colpiranno i cambi di tono, di tempo e di spazio, ma soprattutto rimarrete affascinati dalla conoscenza, dalla cultura del suo autore e dalla sua profonda anamnesi della materia storica in cui questo personaggio si muove.

La trama comunque fitta, ricca di spunti e personaggi memorabili, procede attraverso passaggi in cui l’avventura e l’analisi storica si sostengono a vicenda.

Lo stile di Evangelisti è scorrevolissimo e rende piacevole la lettura, nonostante lo scrittore adotti un formato che sia comunque gradevole alle masse.

In ogni caso, si evita quel fastidioso bombardamento di dialoghi che solitamente contraddistingue un certo tipo di narrativa e si propongono descrizioni assai qualitative.

Tra le pagine delle sue opere il lettore può incontrare cambi di prospettiva, salti temporali, riferimenti scientifici, ricostruzioni storiche e passaggi di forte intensità visiva, senza che la narrazione rinunci al ritmo dell’avventura.

Il rapporto con i lettori

La prima volta che sono andato ad ascoltare Valerio Evangelisti in libreria non sapevo bene cosa aspettarmi. Amavo i suoi romanzi, ma erano storie buie, spaventose, che indagavano il lato oscuro del passato, del futuro, ma anche dell’animo umano.

Come sarebbe stato il suo autore? Uno che aveva dichiarato in un’intervista di essersi ispirato ai recessi della propria psiche per creare una figura come quella di Eymerich? Come minimo doveva essere una persona cupa e scostante, pensavo.

Per fortuna questi timori si rivelarono completamente infondati. Valerio Evangelisti, infatti, si era rivelato ancora più interessante delle sue opere, capace di appassionare a lungo il pubblico parlando tanto dei suoi romanzi, di quello che c’era dietro la loro scrittura e degli eventi storici a cui facevano riferimento, quanto, con grande ironia, di se stesso.

Alla fine delle presentazioni, quando noi del pubblico ci facevamo avanti per scambiare qualche parola e stringergli la mano, era sempre accogliente e disponibile con tutti.

La scomparsa e la memoria dell’autore

Un anno fa, il 18 aprile 2022, moriva Valerio Evangelisti. Per molti è l’autore di Eymerich, il malvagio inquisitore protagonista del ciclo narrativo di tredici libri, oggi raccolti nei tre volumi della Titan edition Mondadori.

La nascita di quel ciclo coincide con l’esordio narrativo dell’autore, cioè con la pubblicazione di Nicolas Eymerich, inquisitore, vincitore del Premio Urania 1993 e pubblicato sul n. 1241 della collana nel 1994.

In realtà, la produzione di Evangelisti è molto più vasta, come hanno testimoniato anche gli interventi di studiosi, lettori e artisti in occasione di “Ora e sempre Valerio Evangelisti - Tre giorni per parlare del Magister e proseguire le sue lotte”, organizzata dalla “Associazione Valerio Evangelisti - Il sole dell’avvenire” dal 14 al 16 aprile scorso, a un anno dalla scomparsa dell’autore.

Se quindi Evangelisti è senza alcun dubbio una figura rilevante del panorama letterario italiano contemporaneo, la sua opera continua a essere letta come un sistema narrativo complesso, nel quale generi, epoche e conflitti comunicano tra loro.

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